Infami: il grido della fondazione Capece contro gli attentatori di Brindisi

Il gesto degli attentatori di Brindisi ha un solo appellativo possibile per questi, secondo la fondazione Capece di Maglie: infami. Il consiglio di amministrazione l’ha scritto a chiare lettere su uno striscione e appeso alla terrazza del liceo, con il benestare dell’istituto scolastico. I fatti di Brindisi, qualunque sia la loro matrice, attualmente al vaglio degli inquirenti, hanno comunque attaccato un obiettivo, una scuola, che raccoglieva studenti felici fino al giorno prima e che magari morivano sì a scuola, ma di noia, come recita ormai uno status molto diffuso sui social network in questi giorni. La fondazione, che prende il nome della nobildonna Francesca Capece, che creò un luogo d’istruzione pubblico e per tutti, era normale che si schierasse dalla parte degli studenti e delle famiglie delle vittime. “Una tragedia – scrive il presidente Dario Massimiliano Vincenti – che non dovrebbe mai accadere in una società che qualcuno vorrebbe ancora definire civile, un dolore che nessun genitore dovrebbe mai provare, una circostanza che nessuna ragione potrebbe spiegare e nessuna frase potrebbe definire. Se non una parola: infami. Infami perché hanno colpito giovani vite innocenti. Infami perché stamattina tutti i genitori che hanno portato i bambini a scuola, hanno pensato al male che farebbe non poterli andare più a riprendere. Perché degli infami si sono accaniti contro la ragione di vita di molti. E la parola infami è anche l’unica che la fondazione Francesca Capece si è sentita di pronunciare. Una scritta bianca come i sorrisi negati, che si staglia su un fondo nero, come l’anima di chi li ha spenti, e campeggia sulla facciata del liceo Francesca Capece, da sempre culla che ha protetto e coltivato non solo l’istruzione ma anche la crescita morale di tante generazioni. Il dramma non poteva non colpire forte l’animo di chi ogni giorno si prodiga con impegno e convinzione ad onorare la volontà e la memoria di Francesca Capece, una donna che aveva chiara in fondo all’anima la sacralità dell’istruzione e dei giovani ed ha fatto di questo binomio la sua ragione di vita e lo scopo della sua donazione. Il consiglio di amministrazione della fondazione Francesca Capece, sconvolto dai vergognosi fatti di Brindisi, darà una sua risposta continuando a sostenere, se possibile ancora più fermamente, i valori della formazione, dell’istruzione e della tutela dei giovani in termini di libertà, rispetto e affermazione”.

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Borgoinfesta apre l’estate con la solidarietà

Borgo in festa per tre giorni.
Riparte l’VIII edizione di Borgoinfesta, il festival che si tiene a Borgagne e sancisce l’inizio dell’estate salentina, da venerdì 1 a domenica 3.
Borgoinfesta è un progetto socioculturale e s’ispira alle chiavi socio culturali come sostenibilità, ecologia e solidarietà per una interpretazione creativa del proprio territorio, per la valorizzazione della biodiversità culturale.
Quest’anno Borgagne si dichiara “terra di accoglienza delle Comunità del Mondo”, tramite la musica, la danza, l’arte, l’artigianato, la cucina e la solidarietà, che continuano ad essere le coordinate principali di questa nuova edizione. Importanti novità anche per i laboratori del gusto presentati da Slow Food, nella sua prima partecipazione con BVorgoinfesta, in collaborazione con il Gal- il gruppo di azione locale di Terra d’Otranto che, grazie ad un accordo con Federalbergatori, ospiteranno gratuitamente i turisti in vacanza nel periodo di Borgoinfesta.
Il tema di quest’anno “mare e marine qui e altrove” punta a mettere in risalto il mare nelle sue più varie sfaccettature. Il mare come topos dei popoli mediterranei e non solo, come simbolo di unità, divisione, morte, nutrimento, ma anche una vittima dei tempi moderni.
Questa edizione tenderà a riportare la festa in una dimensione più familiare e la scelta delle date, le stesse di quando il festival Borgoinfesta partì.
Tre giorni in cui la piazza Sant’Antonio di Borgagne, rivestita di nuova dignità grazie al recente restauro, sarà il contenitore ideale per l’evento.
Di fronte ad una penuria di finanziamenti la comunità di Borgagne propone una festa più semplice e alla portata di tasche più piccole.
Iavoro di Borgoinfesta è partito già da tempo, da alcune settimane un nuovo frutto è nato dalla collaborazione tra Borgoinfesta e Slow Food, è il primo “orto in condotta” della provincia di Lecce, inagurato il 24 marzo. Il protocollo d’intesa del progetto “orto in condotta” vede il coinvolgimento non solo di Slow Food, ma anche del Comune e della Direzione Didattica di Melendugno. Collaboratore di prestigio è l’Orto Botanico dell’Università del Salento con la nascita di due orti didattici all’interno delle scuole elementari di Borgagne e Melendugno e così sancisce l’unione tra due terre lontane, il Salento e il Benin tramite la realizzazione parallela di un orto in Africa (progetto Slow Food “mille Orti in Africa”) all’interno dell’orfanotrofio adottato da Borgoinfesta (villaggio di Ouenou, nel Benin). I prodotti ortofrutticoli che nasceranno dalle coltivazioni di Borgagne saranno venduti durante il festival, tramite il “mercatino degli orti in condotta” di Puglia gestito dai bambini che hanno preso parte al progetto ed il ricavato sarà devoluto all’ampliamento dell’orto dell’orfanotrofio di Ouenou.
I numeri di Borgoinfesta sarà quest’anno un edizione dai grandi numeri, 7 edizioni, 93 concerti, 8 rappresentazioni teatrali, 20 mostre, 28 cene, degustazioni, laboratori del gusto, 7 feste nei campi, 6 giornate ecologiche, 10 convegni e incontri, 6 gare, 5 pacchetti turistici d’ospitalità, 3 pozzi costruiti in Africa (Benin), 3 pubblicazioni di libri e guide, 15 etichette vini del Salento “I volti”, 2 video, 2 dischi (“Il paese che canta” e “Ngracalate osci”), 4 opere scultoree realizzate in estemporanea e donate alla comunità, 10 camion di rifiuti ingombranti raccolti dalle stradine di campagna intorno al borgo, 9 cartoline “I volti”, 1 recupero di siti storici nel borgo “Le Foggie” – Granili.
Le terre ospitate saranno Francia, Albania, Grecia, Romania, Calabria, Campania, Murgia, Gargano, Salento, Lazio, Sicilia, Sardegna, Molise, Grecìa Salentina.

Jenny De Cicco

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Itinerari di salute e sapere con NaTouristico di Uggiano la Chiesa

Da Uggiano la Chiesa ritornano gli appuntamenti di NaTouristico.
Sabato 2 giugno NaTouristico Pro Loco Uggiano e Casamassella ripropone il suo “Trekking… Bici Tour”, a piedi alla scoperta dell’antica strada romana, testimone di civiltà, storia e cultura, accompagnati da Antonella Screti, esperta guida naturalistica, un modo per riscoprire il territorio con lentezza e consapevolezza.
Il programma prevede, dopo il ritrovo dei partecipanti presso il piazzale Santi Medici, la partenza in direzione “strada romana”, passando per il menhir di San Giovanni Malcantone, la cappella della Madonna della Serra, monte Ferrari e con l’arrivo alla Baia di Porto Badisco dove natura e storia si fondono in scenari suggestivi, per poi volgere al ritorno al luogo di partenza.
Questo proposto è un itinerario di salute e sapere, cibo per il corpo e per l’anima, un modo per conoscere ed acquisire consapevolezza del proprio territori per chi lo abita e un primo appuntamento per curiosi, le campagne si trasformeranno in una grande palestra a cielo aperto.
Un ottimo metodo per ricaricarsi prima dell’inizio di una nuova settimana di lavoro e, magari, anche per fare nuove conoscenze.
Per informazioni basta contattare alla mail [email protected], è prevista una quota di partecipazione che include la quota assicurazione, guida, affitto bici per il ritorno e una bottiglietta d’acqua fresca da mezzo litro che vi verrà consegnata arrivati nella Baia di Porto Badisco.
Si consigliano scarpe e abbigliamento comodo, zainetto con pranzo al sacco e macchina fotografica per imprimere non solo nella memoria una giornata memorabile.

Jenny De Cicco

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Badisco, un mare tutto da mostrare (e preservare)

Incontri e interventi per la tutela del mare salentino.
Iniziativa di sensibilizzazione del gruppo sommozzatori della Protezione Civile Palmariggi, in materia di ambiente e soccorso, in programmazione per domenica 27 maggio a Porto Badisco dove la stessa Protezione Civile Palmariggi e il Raon – Raggruppamento Associazioni Operative Nazionale – e con la collaborazione della Capitaneria di Otranto, organizzeranno una giornata ecologia con pulizia dai rifiuti abbandonati dei fondali presso la baia delle “Tajate”.
Lo scopo è quello di mostrare come a Porto Badisco, un piccolo paradiso ricco di vita sottomarina e con le scogliere incontaminate, la pulizia dei fondali dovrebbe essere il mezzo per garantire alle specie che popolano i fondali di sopravvivere e che saranno in mostra tramite video e foto di realizzate dal Nucleo sommozzatori. Seguirà una simulazione di salvataggio di sbarco di naufraghi a mare che vedrà impegnati i volontari della Protezione Civile di Palmariggi (nucleo sommozzatori, e nucleo soccorso sanitario) con l’ausilio di mezzi della Capitaneria di Porto di Otranto.
Alla manifestazione parteciperanno i bambini delle scuole primarie e secondarie di Uggiano La Chiesa, Palmariggi, Bagnolo del Salento, Cannole, Otranto e Maglie.
Mentre sabato 26 maggio alle 18,30, presso la sala auditorium dell’istituto scolastico comprensivo di Uggiano La Chiesa, si terrà un convegno sul tema “Parchi e aree marine protette. Salvaguardia ambientale”. Al convegno interverranno Ferdinando Boero, professore di Zoologia all’Università del Salento, Francesco Amato, comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, Dario Corsini, dirigente Settore Ambiente Provincia di Lecce.
Oltre ai sindaci dei vari comuni. Nelle due giornate è prevista la presenza delle autorità istituzionali e politiche.

Jenny De Cicco

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Otranto, prima settimana di giugno ricca di eventi, tra fiori e subacquea

Prima settimana di giugno ricca di appuntamenti per Otranto.
Si terrà la prima settimana di giugno la settimana di Borghi fioriti, dall’1 al 6 giugno in cui la città si vestirà di migliaia di petali colorati e per l’occasione verrà avviato dall’associazione Hydro il secondo corso di lavorazione del giunco. Dall’1 al 3 giugno l’evento “La subacquea è donna” e il 3 coinciderà con la giornata dello sport del Coni – comitato olimpico nazionale italiano.
Nell’intento di valorizzare e promuovere itinerari turistici nei borghi minori, l’assessorato al Turismo della Regione Puglia ha promosso un avviso per l’erogazione di un finanziamento a favore di due progettualità inerenti la realizzazione di un allestimento dei borghi fioriti, “I fiori e la natura nei borghi”, da effettuare nella settimana pugliese dedicata ai fiori il prossimo primo giugno.
Al bando regionale ha partecipato anche il Comune di Otranto aggiudicandosi il primo posto, grazie alla fattiva collaborazione dei giovani, delle associazioni e dei commercianti presenti sul territorio otrantino. La città prenderà colore dall’1 al 6 giugno con allestimenti floreali che si snoderanno da Porta Alfonsina fino al monumento all’Umanità Migrante in area Fabbriche.
È previsto il coinvolgimento dei bambini con laboratori ludici e varie iniziative dedicate e la sera, nei locali del centro, una serie di eventi con musica.
L’associazione Hydro parteciperà all’allestimento di borghi fioriti in collaborazione con “Isobel di Mariolina Gravante”, negozio di articoli artigianali ubicato nel centro storico, nei giorni di venerdì 1 e domenica 3 giugno all’arte nell’intreccio del giunco.
L’istallazione si troverà segnalata sull’itinerario della rassegna.
Nei giorni successivi alla manifestazione daremo vita alla seconda edizione del Corso del Giunco già sperimentata con successo lo scorso anno.
L’associazione di promozione sociale Art’Etica organizza i tre laboratori ludo-didattici a tema per tutti i bambini dai 3 ai 10 anni e si svolgeranno l’1, 2, 3 giugno, dalle 18 alle 21 presso largo Monumento.
Il costo a laboratorio è di 5 euro, mentre l’abbonamento per i tre giorni previsti è di 10 euro.
E ancora, l’altra associazione idruntina, Hydro-Un fiume d’idee, organizza per la prima settimana di giugno il secondo corso di lavorazione del giunco, insieme al maestro Antonio-Uccio Milo.
A seguire dal 1 al 3 giugno 2012, nella cornice della splendida Otranto, si terrà una tre giorni sul diving dedicata alla donna “La subacquea è donna” organizzato da Mares in collaborazione con WaveTrotter e i centri immersioni Scuba Diving e Costa del Sud. Ogni giorno i professionisti Stefano Levanto e Andrea Costantini effettueranno immersioni gratuite per esplorare la costa pugliese.
Per i bambini e i curiosi ci sarà la possibilità praticare il “battesimo” dell’acqua, curati dai responsabili dei due centri immersione coinvolti.
Si terrà anche il convegno gratuito “La subacquea è donna”, tavola rotonda riguardo la “Subacquea al femminile” con interventi del medico Pasquale Longobardi, direttore sanitario del Centro Iperbarico di Ravenna dal 1989 e Laura Vernotico, specialista in Medicina dello Sport e Medicina del Nuoto e delle Attività Subacquee e Cristina Freghieri, scrittrice ricercatrice e sub professionista, presso il Castello di Otranto.

Infine, She Dives organizza in loco un concorso fotografico con la giuria presieduta da Giuseppe Pignataro, della nazionale Italiana Fotografia Subacquea.
Il 2 giugno alle 18 presso il Castello di Otranto la presentazione del libro “L’anello inutile” della giornalista e scrittrice Maria Pia Romano, sposatasi proprio nelle acque otrantine e che il 3 aprile scorso ha ottenuto le tre penne di “Billy il vizio di leggere, Tg1”, in cui è stato descritto come “un tuffo nel mare”, e ancora “La giovane scrittrice salentina (d’adozione) ti trascina in profondità, ti scuote, a rischio di farti fuggire, ti spinge lì dove non vorresti osare. Ne riparleremo, per consigliarlo ai nostri lettori”.

Jenny De Cicco

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Più terra per i giovani?

Incentivi per riportare giovani braccia all’agricoltura e non ironicamente.
La Puglia conta circa 2mila giovani sotto i 40 anni che praticano l’agricoltura come lavoro anche usufruendo degli incentivi all’insediamento regionali del Programma per lo sviluppo rurale.
La Regione Puglia nel tentativo di abbassare l’età media degli operatori e imprenditori, ha puntato su un modello innovativo d’incentivi trasformando in vere aziende le idee progettuali risultate idonee alla valutazione preliminare. Vantaggi anche per la Regione realizzando l’istruttoria tecnico-amministrativa delle richieste di contributo che hanno superato la fase preliminare.
A parlarne a Roma è stato l’assessore regionale otrantino Dario Stefàno, negli scorsi giorni nello spazio espositivo pugliese durante Forum della pubblica amministrazione.
“Abbiamo reso le nostre politiche attrattive per i giovani – ha spiegato Stefano – mettendoli in condizione di operare al meglio. Sono stati erogati oltre 250 milioni di euro tra premi a fondo perduto, incentivi , corsi di formazione e consulenze. Crediamo tanto in questa esperienza tanto che ci stiamo impegnando a riportare l’attenzione del Parlamento Europeo sulla necessità di costruire un disegno di politica agricola comune, rispondente all’esigenza di sburocratizzazione avanzata dalle imprese agricole. Non possiamo, però, vivere il tema dell’innovazione solo come elemento di miglioramento tecnologico e burocratico, ma introdurlo anche nel loro modello organizzativo. Le aziende sono troppo piccole e disaggregate, inadeguate alle richieste quantitative del mercato”.

Jenny De Cicco

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Coppola è il nuovo sindaco di Tricase

Palazzo Gallone ha il suo nuovo inquilino, che reggerà l’amministrazione della città di Tricase, si spera, per i prossimi cinque anni.
Tricase, infatti, dopo due esperienze di colore politico diverso, terminate entrambe prima della scadenza naturale del mandato e seguite da due commissariamenti, ha adesso bisogno di stabilità politica.
Il responso delle urne, dopo il secondo turno del 20 e 21 maggio scorsi che ha registrato un’affluenza pari al 62,7%, ha decretato la vittoria di Coppola.
Un ritorno alla guida di Tricase per Antonio Coppola, alla sua quarta candidatura da primo cittadino, già sindaco dal 2001 al 2007 e sostenuto in queste amministrative da una coalizione composta da Pd, Sel e dalle due liste civiche Per Tricase con Coppola e Per la terra di Leuca con Coppola.
Dopo un emozionante testa a testa, che fino alle 16 su due terzi delle schede scrutinate vedeva i due avversari attestarsi sul 50% delle preferenze degli elettori, Coppola ha chiuso definitivamente la partita, conquistando il 50,7% dei consensi, pari a 4853 preferenze, con uno scarto di soli 135 voti.
Al primo turno Coppola aveva raggiunto il 35,72% delle preferenze, con un vantaggio di 252 voti sull’avversario Dell’Abate.
Già nei prossimi giorni il neoeletto sindaco dovrà provvedere alla nomina degli assessori che andranno a formare la nuova giunta, impegnata a dirimere le numerose problematiche relative ai punti programmatici proclamati durante tutta la campagna elettorale.
Molti sono, infatti, i problemi storici di Tricase, a partire da un’economia che versa in una situazione a dir poco drammatica, se si pensa alla realtà del calzaturificio Adelchi, che il 16 marzo 2009 ha registrato il suo ultimo giorno di lavorazione.
Altrettanto problematica la questione del Pug (Piano Urbanistico Generale), accanto a quella della riqualificazione dei centri storici delle frazioni, che andrebbero inseriti all’interno di un’opera di salvaguardia e valorizzazione delle risorse del territorio.
Da affrontare anche la questione della valorizzazione della zona del porto e della sua messa in sicurezza, per non parlare del dramma Acait, di cui non si può non tener conto nel futuro amministrativo di Tricase.
Il nuovo inquilino di Palazzo Gallone promette, quindi, azioni improntate ad un’attenzione per i bisogni della comunità, in una visione partecipata e condivisa della politica, e interventi atti a favorire l’incremento di servizi sociali adeguati alle esigenze della collettività e la valorizzazione delle risorse ambientali e strutturali del territorio.

Antonella Cazzato

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La “Madonna dei Fiori”, il racconto di una significativa celebrazione

“Maria si trova a suo agio nelle nostre case. A Lei non piace rimanere estranea. Nel suo cuore materno c’è posto per tutti”. Queste sono le parole che si leggono sui manifesti riguardanti una pluridecennale manifestazione religiosa che è in corso a Otranto, dal 13 maggio sino alla fine del mese.
Stiamo parlando della manifestazione in onore della “Madonna dei Fiori” che da ben 44 anni coinvolge l’intero rione fanghi e che ha luogo presso la casa privata del signor Angelo Miccoli, l’artefice di questa significativa celebrazione. Egli, nel decennio che va dal 1950 al 1960, svolgeva il lavoro di autista dell’allora arcivescovo di Otranto, Raffaele Calabrìa, il quale, alla fine del suo mandato, disse a Miccoli di “non dimenticare mai la Madonna. Dunque il signor Angelo realizzò, all’interno del suo giardino, una grotta per poter accogliere la statuetta; il luogo fu inaugurato nel 1968 con la benedizione del parroco della Cattedrale, mons. Grazio Gianfreda. Poi nel 1975, anno del Giubileo, accadde un episodio che a tutt’oggi Miccoli ricorda con gioia: fu portata nella sua casa, per una sola giornata, la statua di legno dorato della Madonna dei Martiri (la stessa che, dopo essere stata trafugata dai saraceni prima di abbandonare la cittadina, tornò da sola trasportata dalle onde del mare). Si tratta di una di quelle feste, forse di minore popolarità, ma che racchiude in sé un mondo sconosciuto ai più. Giornalmente alle ore 20, come da programma, vi è il ritrovo dei fedeli per la recita del santo rosario e per le preghiere mariane, con la partecipazione delle suore “Maestre Pie Filippini” di Otranto. Per il 30, dopo la recita del rosario ci saranno canti e la recita di varie poesie da parte dei bambini frequentanti la scuola elementare delle suddette “Maestre Pie Filippini”.
Ultimo appuntamento di questa manifestazione sarà il 31 maggio con una serie di appuntamenti. Si inizierà alle ore 19.45 con la recita del rosario, subito dopo ci sarà la celebrazione eucaristica con omelia, presieduta da mons. Pietro Marti, e con la partecipazione della Schola Cantorum. Al termine della Santa Messa, partirà una processione con fiaccolata che si snoderà lungo le vie della cittadina, per culminare presso la chiesa S. Maria dei Martiri, situata sul colle della Minerva, con la benedizione dei fedeli e delle Autorità. Previsto in serata anche uno spettacolo pirotecnico.

Alessandro Conte

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Squadra salva dopo lo spareggio col Cursi, Minervino promosso. Jurdinianum in festa

Dalla serie D fino alla Promozione ormai il campionato è archiviato. Con Martano e Leverano salve da tempo e Botrugno che (forse) disputerà la Prima Categoria da ottobre prossimo. In Prima Categoria lo Scorrano è in vacanza da tempo, l’Uggiano ha concluso trionfalmente la sua rincorsa salvezza. Dopo due panchine saltate, mister Tarantino ha guidato ai suoi alla vittoria sul Ruffano nei playout. La Seconda Categoria ha avuto ieri il suo epilogo più brillante e gioioso che mai. Mentre a Minervino sono ancora in festa per la meritata promozione dei ragazzi in Prima Categoria, di lì a pochi passi il Jurdinianum si è giocato tutto. Il ritorno dei playout vedeva opposta la squadra del bomber Chiri (42 anni suonati, ndr) al Curso di mister Giurgola, che aveva chiuso i primi 90 minuti in vantaggio di un gol. Proprio Chiri ha aperto le marcature dopo soli 7 minuti, spianado la strada ai suoi compagni che però hanno subito il pareggio di Polimeno già al 12′ del primo tempo. Il gol di Tenore giunto al 30′ del primo tempo ha fissato il punteggio sul 2-1 fino al fischio finale. Molta soddisfazione per il presidente Belmonte, che riconosce l’impresa di restare in Seconda per un’altra stagione. Per la cronaca la finale playoff sarà Marittima – Andrano, con la clamorosa eliminazione della Stella del Colle. In Terza Categoria il Sanarica ha comunque accolto l’applauso dei tifosi, e rimanda a Settembre la corsa per salire di categoria.

Alessandro Miglietta

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Brindisi: terrore davanti alla scuola

L’esplosione di tre bombole di gas (innescata con un detonatore) davanti all’Istituto Morvillo Falcone, fatto di orrenda barbarie accaduto a Brindisi lo scorso 19 maggio, che ha causato la morte di una studentessa di sedici anni e il ferimento di altri studenti – di cui una ragazza è molto grave – invita a una presa di posizione senza riserve contro ogni tipo di illegalità e ad un’urgente riflessione sulla deriva sociale e politica che già da tempo caratterizza la situazione italiana.

Stretti tra la sensazione di un eterno ritorno ai momenti peggiori della nostra storia – leggasi anni di piombo – e la dilagante crisi, non solo economica ma soprattutto valoriale, i cittadini onesti hanno voglia di dimostrare la vicinanza alle famiglie delle vittime dell’attentato e di dichiarare apertamente l’intenzione di non volersi sottomettere ai diktat delle mafie e del terrorismo.

Rimane tuttavia incerta la matrice dell’efferato episodio, sicura, invece, la volontà dei singoli e delle comunità, delle istituzioni e libere associazioni di schierarsi, senza nessuna esitazione, dalla parte delle persone colpite e di chi ha fatto e tuttora fa del rispetto della legge e dei diritti motivo della propria esistenza.

Questo attacco al cuore della gente, sferrato alla sua parte più tenera e allo stesso tempo più vivace e socialmente attiva, sembra essere l’extrema ratio, o un gesto inconsulto, di individui che hanno perso (semmai lo hanno avuto) il senso della dignità e della ragione. Al di là del possibile, ma non confermato, significato simbolico – l’attacco ad una scuola che portava il nome di Morvillo Falcone – la radice di tale brutalità è immersa comunque in “Un brodo di illegalità”, potremmo dire parafrasando don Ciotti.

L’accaduto forse potrebbe essere spiegato con le parole del giudice Antonio Caponnetto: “La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”, intendendo per “mafioso” qualsiasi comportamento che mini alla base il corso della legalità, oppure farsi strada nella mente di un folle che per un’incomprensibile quanto meschina ragione ha deciso di far esplodere l’ordigno proprio mentre le ragazze erano davanti all’entrata dell’istituto.

Ebbene, qualunque sia l’origine di questo crimine, la risposta della società civile all’orrore che ha segnato Brindisi non ha tardato a farsi sentire, perché non c’è rischio di retorica che tenga davanti ad episodi che strappano vite nel fiore degli anni. Tutti, indistintamente, cittadini, istituzioni, associazioni, organi di informazione, intellettuali debbono dare il loro contributo per una cultura della legalità, non solo a danno avvenuto ma in tutti i momenti della vita sociale.

Gianluca Conte

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L’autopsia conferma: Popo Virgil Cristia è morto per il digiuno

La mancanza di cibo ha determinato la morte del detenuto 38enne di lecce.
Ad accertare la causa della morte dell’uomo, deceduto domenica mattina, è stata l’autopsia svolta gli scorsi giorni dai medici legali Roberto Vaglio ed Ermenegildo Colosimo a Lecce.
Popo Virgil Cristia è morto presso l’ospedale Vito Fazzi in seguito alla richiesta di trasferimento effettuata sabato dai medici dell’azienda sanitaria locale in servizio presso il carcere Borgo San Nicola.
Le condizioni di estremo digiuno hanno reso vani i tentativi di tenere in vita Popo, giunto in grave deperimento presso l’ospedale civile.
Cinquanta giorni di digiuno in segno di protesta per dichiarare le propria innocenza e parlare con un magistrato per tornare libero.
Il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha aperto un fascicolo e ha iscritto sul registro degli indagati diciotto medici in servizio presso il carcere.
Probabilmente nulla si sarebbe potuto fare per evitare la conseguenza della scelta estrema, che ha assunto questi drammatici noti risvolti anche per le situazioni di sovraffollamento delle carceri in Italia, da cui non è esente Borgo San Nicola.
Nel frattempo per accertare le condizioni di permanenza dei carcerati, una delegazione composta dalla Senatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone, dall’onorevole radicale Elisabetta Zamparutti, e dal presidente del Movimento Regione Salento Paolo Pagliaro ha visitato la struttura detentiva leccese.

Jenny De Cicco

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Uggiano: tra pace e riqualificazione procede il cammino amministrativo

Uggiano la Chiesa continua il proprio impegno come città della Pace con iniziative sulla legalità e sociali, ma anche sul fronte della riqualificazione urbana della zona popolare.
Tra i mezzi favoriti dall’amministrazione uggianese certamente c’è la rete ed in particolar modo i social network, il giovane sindaco Salvatore Piconese annuncia a mezzo post di Facebook la partecipazione del proprio comune a vari eventi, tra i quali il gran finale delle “Olimpiadi dell’amicizia 2012”.
Conclusi i giochi e le attività pratiche, i partecipanti si sono incontrati il pomeriggio del 17 maggio alla presenza del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del responsabile nazionale Unicef del progetto “Città Amiche dei Bambini” Christopher Baker, della presidente del comitato provinciale Unicef di Lecce Giovanna Perrella, nel castello Angioino a Copertino, per chiusura delle Olimpiadi e per il raduno dei consigli comunali dei ragazzi della provincia di Lecce, ai quali ha preso parte anche il comune nell’hinterland idruntino tramite una propria delegazione.
Per quanto riguarda la riqualificazione della zona Pip, il sindaco è stato presente a Bari la scorsa settimana per il finanziamento delle opere di urbanizzazione. “Si concretizza un lavoro politico e si raggiunge un altro obiettivo di modernizzazione del territorio – dice Piconese – Intanto da due giorni Enel sta eseguendo i lavori di ‘elettrificazione’ dell’area”. Nella zona si possono finalmente vedere la strada e le soste verdi con panchine ben illuminate, tramite moderni pali con luci a Led, che donano alla zona un aspetto pulito e futuristico, sono stati anche terminati i lavori per la creazione dei dossi e dei marciapiedi, per la sicurezza dei pedoni.
“Abbiamo ottenuto il finanziamento di circa 600 mila euro per le opere di urbanizzazione della zona pip – ha concluso il sindaco parlando della riqualificazione – porteremo nei prossimi mesi acqua, fogna, viabilità, illuminazione e apertura di nuovi lotti. Un ulteriore processo di modernizzazione del territorio e un altro obiettivo raggiunto”.

Sul fronte delle politiche della pace, venerdì 18 è stato convocato il consiglio comunale della cittadina e tra i punti all’ordine del giorno figuravano anche il sostegno al popolo Saharawi (“sahariano”, traslitterazione scientifica sahrāwī, ossia “Sahara” ) e iniziative per sostenere la richiesta di liberazione di Rossella Urru. “Ho presentato (primo firmatario) in Provincia di Lecce l’ordine del giorno per la liberazione della Urru. Affinché anche da Palazzo dei Celestini parta l’impegno e la mobilitazione per la giovane pacifista italiana” – ha detto il sindaco nei giorni passati.

“Il nostro commino prosegue, – ha dichiarato l’assessore alle politiche della pace, Vincenzo Sisinni – Oggi abbiamo fatto due passi in avanti, approvando all’unanimità due punti all’ordine del giorno del consiglio comunale molto importanti”.
Purtroppo la speranza per la liberazione della giovane volontaria sarda ha lasciato spazio al lutto, anche Uggiano ha aderito al lutto regionale per la morte violenta della giovane studentessa brindisina a causa dell’ordigno esploso nei pressi della sua scuola “Il mio Comune ha le bandiere a mezz’asta. In segno di lutto per la morte della giovane Melissa. Abbiamo rinviato la conferenza stampa del mio Comune per la liberazione di Rossella.
L’attentato terroristico e mafioso di Brindisi è un atto disumano e inaccettabile per uno Stato democratico”.
Per finire l’amministrazione uggianese invita la cittadinanza a partecipare al prossimo incontro sulla presentazione dei dati Istat 2007-2011 riguardanti il turismo, il 24 maggio presso la biblioteca comunale di Casamassella alle 18,30.

Jenny De Cicco

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