25 gruppi sportivi in una Giornata dello sport a Otranto

Organizzazione della “Giornata dello sport” a Otranto.
La giornata dello sport si terrà in tutta Italia il 3 giugno prossimo, ma Gianfranco Stefàno, assessore al decoro e alla bellezza urbana, con le deleghe a sport e tempo libero, decide di avviare le proprie azioni amministrative e organizzative in anticipo e ha organizzato ieri un incontro “esplorativo” con i gruppi sportivi idruntini.
A Otranto, la giornata organizzata dal Coni e da iMedia, presso zona Fabbriche si terrà a partire dalle 9 di mattina e fino al calare del sole. I bambini partecipanti alle iniziative della Giornata dello sport usufruiranno dell’assicurazione gratuita da parte del comitato olimpico.
L’assessore ha convocato ieri pomeriggio, presso degli uffici di sua proprietà in via Delle Torri, i rappresentanti dei gruppi sportivi presenti nella città e iscritti al Coni – Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
Le associazioni aderenti sono 25 e avranno modo si farsi conoscere allestendo gratuitamente i propri spazi dimostrativi e divulgativi autogestendosi, previa la comunicazione alla responsabile dell’organizzazione Valeria Congedo.
“La possibilità di avere un evento come questo è un opportunità per ogni cittadino e per le stesse associazioni, favorendo un contatto diretto con lo sport”, dice Valeria, che non è nuova a questo genere di iniziative, è infatti presidente dell’associazione sul windsurf e kite WaveTrotter e organizzatrice dell’omonimo evento-campionato tenutosi la scorsa estate e che dovrebbe ripetersi quest’anno a settembre.
A essere impegnato non è solo il 3 giugno, infatti a Otranto in quei giorni si svolgeranno anche il Mercatino dell’antiquariato e la settimana di Borghi fioriti, ma anche 3 giorni da Sub. Infatti a rappresentare la subacquea, il 3 giugno dalle 9 di mattina, proseguirà l’evento organizzato dalla Mares, in collaborazione con WaveTrotter, Scuba Diving e Costa del Sud: “La subacquea è donna”, percorso in tre giorni ricco d’appuntamenti, incentrato sulla subacquea e il mondo sottomarino.
Per tutte le donne le immersioni saranno gratuite e si svolgeranno anche conferenze e mostre fotografiche.
Durante la giornata del 3 giugno saranno presenti all’appello sia gruppi sportivi di chiara fama, come il calcio, rappresentato dal presidente dell’Otranto Calcio Giovanni Mazzeo, ma anche di sport nobili come il tennis del circolo tennis Mario Stasi, la vela con Capitani Coraggiosi, la Motocross con Germana Rosati “mamma coraggio” dell’intrepido giovane campione Jacopo Andrea Schito (tra le eccellenze locali dello sport), ma anche i maratoneti dell’Asd Otranto 800 e i ciclisti della Totò Pellegrino e tanti altri gruppi che saranno impegnati nell’organizzazione dei tornei, gare, dimostrazioni e prove gratuite, come il Frassanito surf point che organizza con un master una prova pratica all’asciutto.
Questo per citare gli sport più noti, ma all’incontro interverrà anche Eugenio Vantaggiato presidente dell’associazione sportiva otrantina di Orienteering, uno sport per molti versi simile a una caccia al tesoro e che un paio di settimane fa a fatto scalpore per aver attirato numerosi appassionati da tutta Italia, muniti di luce frontale o torce e mappe, i quali hanno esplorato Otranto con il numero in petto, destando moltissima curiosità tra i passanti.
Hanno assicurato la propria presenza in zona Fabbriche anche gli appassionati di equitazione, i combattenti di Karatè, sport che a Otranto ha riscontrato un notevole successo e che vanta diversi campioni nazionali ed internazionali e dovrebbe fornire dimostrazione dal vivo delle proprie peculiarità, ma anche il gruppo Black Vipers, gli amanti del soft air – guerra con “armi giocattolo” ad aria compressa e proiettili speciali – che per l’occasione potrebbero offrire il servizio d’ordine.
Mentre ha reso certa la propria presenza il volley idruntino con le ragazze dell’Otranto volley, organizzatrici di un breve torneo per l’occasione.

Jenny De Cicco

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L’assessore Toma esorta Vendola: “Presidente, metta a disposizione le risorse per la formazione professionale”

L’assessore provinciale alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro, Ernesto Toma, attacca in un comunicato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. I punti chiave riguardano, in particolare, i ritardi per lo stanziamento dei fondi messi a disposizione per la formazione professionale.
L’assessore Toma parte subito all’attacco di “un governatore che si diletta quotidianamente a vestire i panni di leader nazionale di un partito, trascurando totalmente i compiti che ha il dovere di svolgere, per i cittadini pugliesi, in qualità di Presidente della Regione”.
“È giusto concentrarsi sui fondi Cipe – afferma Ernesto Toma – ma è alquanto strano che il presidente Vendola trascuri le esigenze impellenti della Regione.
Cosa risponderebbe il Presidente qualora qualcuno, per esempio l’assessore alla Formazione professionale e Politiche del lavoro della Provincia di Lecce, ponesse a lui quesiti di egual portata? Quale sarebbe la risposta all’interrogativo circa i fondi della formazione professionale in Puglia?”.
“La Provincia di Lecce – continua – ha pubblicato nel novembre 2011 i bandi relativi alla formazione professionale, ha valutato i progetti pervenuti, pubblicato le relative graduatorie definitive e, soprattutto, fronteggiato gli innumerevoli giusti solleciti da parte degli enti di formazione e dei giovani che si sono aggiudicati i tirocini formativi presso aziende del nostro territorio. Quello stesso territorio che il Presidente Vendola configura come beneficiario degli obiettivi strategici per il rilancio della Regione.
Obiettivi puntualmente disattesi!”.
Poi l’assessore concentra il suo intervento sul problema delle risorse impegnate, ma non stanziate: “Le risorse della formazione professionale sono state già impegnate, ma la Regione Puglia non le ha ancora messe a disposizione delle Province, che hanno la delega in materia. D’altronde la trascuratezza nei confronti delle Province pugliesi era già emersa quando, in occasione del tanto osannato Piano pei il Lavoro in Puglia, in fase di concertazione e di “cabina di regia”, la Provincia di Lecce non è stata minimamente resa partecipe, pur essendo il soggetto con cui quotidianamente si interfacciano i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata, i percettori di ammortizzatori sociali, i disabili, gli immigrati. Un governo regionale che non punta, effettivamente, sulle donne e gli uomini del nostro territorio, provoca inevitabilmente una società fragile, demotivata e sfiduciata verso la politica”. Subito dopo, l’assessore si concentra sull’esperienza maturata in Provincia: “L’assessorato che rappresento mi porta quotidianamente a confrontarmi con le esigenze dei cittadini della provincia di Lecce, a valutare fabbisogni specifici, a porre in essere iniziative che mirano realmente al rilancio del territorio, alla crescita, senza cristallizzarsi sulla crisi. La crescita passa attraverso la formazione professionale e le iniziative restano progetti non attuati, se le risorse non vengono messe a disposizione”.
Infine, chiude il suo intervento con un’esortazione: “Gli strumenti per le iniziative di sviluppo, caro Presidente, dovrebbe metterli a disposizione: i cittadini preferiscono le opportunità concrete a inutili condizionamenti ideologici, che rendono vano lo sforzo effettuato dall’assessorato alla Formazione professionale della Provincia di Lecce, di impegnare due annualità, per ridare slancio al nostro territorio, in un momento di drammatica crisi, qual è l’attuale”.

Alessandro Conte

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Torna la festa di san Francesco a Otranto

Torna come ogni anno la festa in onore di san Francesco da Paola.
Il santo è il compatrono della cittadina assieme ai beati 800 Martiri. Il 2 aprile è la solennità religiosa, ma la festa si celebra una domenica di maggio, in data che varia di anno in anno. Quest’anno cade il 19 e il 20 maggio.
Ad anni alterni, il triduo viene celebrato in cattedrale e nella parrocchia dell’Immacolata, a conclusione del quale c’è il trasferimento del simulacro nella chiesa di Santa Maria dei Martiri.

Nel giorno di domenica, poi, c’è la festa del santo con la processione che parte dal colle dei Martiri e giunge presso Porta Terra. Qui, riprendendo un antico rito che risale al 1600, il sindaco di Otranto consegna la chiave della città al santo, quella stessa chiave che il podestà dell’epoca consegnò all’arrivo della statua in legno realizzata dalla scuola veneziana. Al rientro in cattedrale, si celebra la messa presieduta dall’arcivescovo, con la partecipazione delle autorità.
L’omelia è tenuta da uno dei sacerdoti ordinati nell’anno.
Dopo la consegna delle chiavi e la processione via libera ai festeggiamenti, molto affascinanti, che si tengono in zona Minerva.
La Minerva è il quartiere nei pressi del porto e ai piedi dell’omonimo colle, sul quale si erge la chiesa della Madonna dei Martiri, nota anche come chiesa di San Francesco da Paola poiché nella leggenda del ciclo dei Martiri si
racconta come sia stato proprio il santo da Paola a edificarla.
La chiesa in cima al monte domina la zona del colle sul quale i Martiri furono decollati dagli invasori turchi.
Il patrono recitò le seguenti parole nel 1480, prima che la cittadina venisse assediata: “Otranto, città infelice, di quanti cadaveri vedo ricoperte le tue vie, di quanto sangue cristiano ti vedo inondata”. Queste parole erano indirizzate al re Alfonso d’Aragona per avvertirlo di ciò che stava accadendo a Otranto. Questa profezia, tuttavia, rimase tristemente inascoltata e i Martiri otrantini ne sono la testimonianza tangibile. Per tale ragione Otranto ha un debito di riconoscenza verso san Francesco da Paola, espresso attraverso la sua elezione a compatrono della città.

Jenny De Cicco

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No Tap: proseguono le azioni

No Tap, la battaglia continua con un nuovo atto.
Ieri presso Acquarica di Lecce è andato in scena un nuovo atto per la battaglia ambientalista contro la Trans Adriatic Pipeline, tramite una raccolta firme contro la realizzazione dell’infrastruttura a essa connessa a circa un chilometro dal centro cittadino.
Il comitato nato da Facebook da tempo lotta per informare i cittadini e i salentini per una maggiore consapevolezza del proprio territorio e dunque di una migliore destinazione d’uso dello stesso.
Così il pomeriggio del 18 maggio, presso piazza Malta di Acquarica di Lecce si terrà un incontro informativo, sollecitato dal basso, i cittadini preoccupati vista la vicinanza della cabina di depressurizzazione di 16 ettari dovrebbe sorgere a meno di un chilometro dall’abitato, secondo quanto riportato dal progetto preliminare.

Resta confermata per domenica 27 maggio la manifestazione con corteo sul lungomare di San Foca a partire dalle 16,30.
Mentre si muovono anche le istituzioni, infatti, alle 16,30 ieri si è riunito il Consiglio comunale di Vernole per discutere i due punti sulla Tap e deliberare contro la realizzazione del gasdotto, cercando di porre il diniego delle autorizzazioni di competenza comunale sull’opera.

Ufficialmente la Tap ha raccolto le scorse settimane il parere contrario già dalle amministrazioni di Melendugno e Castrì di Lecce.

Jenny De Cicco

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Salvatore Negro interroga il consiglio regionale per il ruolo del garante dei detenuti

Qual è stato il ruolo del garante dei detenuti nei 50 giorni di sciopero della fame precedenti il decesso del 38enne Popo Virgil Cristria?
È quanto chiede il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che torna a occuparsi del ruolo del Garante regionale dei detenuti per il quale, già agli inizi dell’anno, aveva indirizzato al governo regionale un’interrogazione senza ricevere risposta, stando a quanto riferito da Negro.
Negro afferma: “La morte del cittadino rumeno nel carcere di Borgo San Nicola pone una serie di interrogativi sulla figura e il ruolo del garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Ci chiediamo innanzitutto se il dottor Pietro Rossi è mai stato informato dello sciopero della fame a cui si era sottoposto il detenuto e se nei 50 giorni della protesta un suo intervento avrebbe potuto dissuadere il cittadino rumeno dal suo intento. L’intervento odierno del dottor Pietro Rossi, che si è detto pronto a intraprendere ogni azione utile su questa brutta vicenda, ci sembra tardivo e fuori luogo in quanto ora è di competenza della magistratura indagare sulle responsabilità dell’accaduto e non del garante a cui è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di prima accoglienza e nei centri di assistenza di assistenza temporanea per stranieri, nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti al trattamento sanitario obbligatorio. Già in occasione della morte di un detenuto nel carcere di Trani, un uomo di 33 anni costretto a vivere su una sedia a rotelle a causa di una grave malattia, avevamo inoltrato un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore al Welfare Gentile, su quello che era stato il ruolo del Garante in quella triste vicenda. Un’interrogazione che, come troppo spesso accade, non ha mai ricevuto una risposta. L’auspicio è che almeno in questa triste vicenda il governo regionale non voglia restare in silenzio e faccia chiarezza su quello che è stato e deve essere il ruolo del garante, affinché questa istituzione (che poche regioni in Italia possono vantare) abbia un’utilità e lo stesso garante sia messo nelle condizioni di lavorare realmente a difesa dei diritti dei detenuti, prevenendo il verificarsi di episodi drammatici come quello che si è consumato tra le mura del carcere salentino”.

Jenny De Cicco

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Braccia incrociate per gli operatori ecologici dell’Ato2

Niente raccolta rifiuti questa mattina nei comuni dell’Ato Lecce 2.
In rivolta gli operatori ecologici, che incrociano le braccia perché non retribuiti.
I dipendenti di Lombardi Ecologia responsabili della raccolta dei rifiuti nei 21 comuni dell’Ato 2 dichiarano lo sciopero a oltranza a partire da questa mattina, attraverso i propri rappresentanti sindacali.
Sono in 150 gli operatori che avanzano una mensilità, situazione colta al volo per manifestare i disagi risalenti fin dall’inizio del 2009, anno dell’appalto alla ditta Lombardi, a causa anche del buco di 6 milioni di euro che l’ambito territoriale Lecce 2 dove alla ditta Lombardi a causa delle morosità dei comuni nei confronti dell’ente gestito da Silvano Macculi.
I lavoratori hanno protestato sotto i portoni della Provincia di Lecce, intanto Lombardi Ecologia annuncia, per bocca dei sindacati, di non sapere quando riuscirà a liquidare i dipendenti.
Silvano Macculi invece precisa: oltre al credito di 15 milioni di euro accumulato dai comuni, altri 5 milioni e 400 mila euro non sono mai arrivati dalla Regione, Vendola ha dichiarato l’impegno a pagare l’Ato entro la prossima settimana.
Il presidente provinciale Antonio Gabellone ha telefonato alla segreteria regionale e la vertenza verrà posta anche sui tavoli della prefettura, in un incontro tra tutte le parti i causa, comuni, Ato, Provincia e Regione.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per la stagione estiva e con esso ricomincia il rimpallo di responsabilità per una situazione che si trascina avanti da anni e non vede ancora una soluzione certa.

Jenny De Cicco

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Buccoliero interviene sulle vicende di Borgo San Nicola

Critica la situazione delle carceri italiane, anche per Borgo San Nicola di Lecce.
Antonio Buccoliero, consigliere regionale, interviene sulle ultime vicende che vedono protagonista il centro di detenzione salentino: “Non posso non esprimere la mia piena solidarietà non solo ai detenuti di Borgo San Nicola, ma anche agli agenti di Polizia Penitenziaria e al personale medico per una situazione di paradossale disumanità, più volte denunciata, ma che continua a perseverare, contro gli stessi sacrosanti principi della nostra Costituzione. Conosco molto bene la situazione all’interno del carcere leccese perché da sempre accolgo gli sfoghi degli agenti penitenziari, costretti a sostenere turni massacranti. Lo stesso vale per i medici e per i detenuti, che pur dovendo pagare il debito contratto con la società per aver trasgredito la legge, non possono tuttavia subire delle torture fisiche e psicologiche causate dal sovraffollamento, dalla carenza di servizi e da mille altre difficoltà. Tutto questo va contro gli stessi obiettivi della pena, che dovrebbe riabilitare il detenuto, promuovendone il reinserimento dello stesso nella società.
Ma quale riabilitazione può esserci in chi è costretto a mortificare nel profondo la propria umanità? La morte del detenuto, dopo un lungo sciopero della fame, non può non aprire un’attenta riflessione, perché tanta lucida ostinazione nel rifiutare il cibo, addirittura anche le flebo, arrivando a strapparsi l’ago dal braccio, denuncia un bisogno disperato di essere ascoltato, che non può cadere nel vuoto. L’iscrizione sul registro degli indagati dei 18 medici di Borgo San Nicola è sicuramente un atto dovuto, ma mortifica un lavoro, che con dignità e coraggio viene portato avanti, contro ogni umana sopportazione. Così come viene mortificata la condizione stessa dei detenuti. Se non verranno attuate delle misure urgenti per arginare il sovraffollamento nei nostri istituti penitenziari e, al contempo, non verranno applicate delle politiche sociali atte a sostenere le famiglie e le fasce più deboli della nostra società, credo che la condizione nelle carceri italiane sarà, purtroppo, destinata solo a peggiorare”.

Jenny De Cicco

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Ulivi monumentali? Tutela sì, immobilismo no

Ritorna con foga il dibattito sul destino degli ulivi monumentali e la legge tutela. La Regione Puglia ha per stemma proprio un ulivo e il Salento è una delle patrie di questo tipo di coltivazione tradizionale.

Il 16 maggio, il segretario regionale Udc Salvatore Negro è intervenuto con il seguente testo nel dibattito in Regione: “I secolari alberi di ulivo che caratterizzano il paesaggio della Puglia vanno tutelati, soprattutto contro il traffico illegale di alberi monumentali. Ma ai vincoli imposti dalla legge 14 del 2007 non corrisponde un adeguato indennizzo per i proprietari dei terreni su cui vivono questi monumenti della natura che per la loro età non rendono quanto gli alberi più giovani e non permettono alle aziende agricole di rinnovarsi. Superata la fase dell’emergenza del traffico illegale occorre rivedere la legge che va adeguata alle esigenze degli agricoltori, senza voler distruggere il lavoro di quei contadini e braccianti che per secoli hanno curato il territorio. La legge attuale sottopone a vincoli paesaggistici tutta la particella su cui si trovano almeno il 60% di ulivi monumentali e quindi non ai singoli alberi secolari. Questo costituisce una diminuzione del valore del fondo su cui non si può costruire neanche un trullo, nel rispetto della tradizione, e lo stesso terreno non può essere destinato ad altra coltivazione più redditizia.
Noi siamo convinti che questi alberi vadano tutelati al pari di tutti gli altri monumenti di cui è ricco il nostro territorio, costituendo delle idonee fasce di rispetto intorno alle piante senza vincolare tutta l’area e allo stesso tempo ad un vincolo deve corrispondere un indennizzo certo. Per questo nei prossimi giorni ci faremo promotori di una modifica alla legge regionale che riconosca un indennizzo ai proprietari dei nostri monumentali alberi d’ulivo, patrimonio unico al mondo”.
Sull’argomento è intervenuto anche Il consigliere regionale Pdl Nicola Marmo, che il giorno seguente l’intervento di Negro, ha diffuso della seguente nota: “In occasione dell’approvazione della legge sulla tutela degli ulivi secolari, evidenziai sia l’eccessiva estensione dei suoi vincoli, che rischiavano di trasformare quelle che erano aziende agricole in meri musei gratuiti a cielo aperto, sia il dovere di risarcire comunque gli agricoltori sulle cui spalle gravano.
A distanza di anni, è tempo di tirare le somme del lavoro svolto, perché non si possono bloccare all’infinito e senza ristoro alcuno, in una sorta di confisca surrettizia, attività economiche che devono produrre reddito e lavoro, nell’attesa infinita di sapere se i loro ulivi, spesso soltanto marci, sono secolari o meno.
Se poi si considera che la nuova Pac prevede una drastica riduzione delle integrazioni in olivicoltura, a vantaggio proprio delle politiche per l’ambiente, ma che ambiente e paesaggio nulla rimborsano agli agricoltori che mantengono gli olivi secolari per la bellezza della Puglia, ci imbattiamo in una nuova genìa di benefattori necessitati, in mecenati obbligatori, una categoria indebitata fino al collo, ai limiti della sopravvivenza.
L’occasione è utile anche per rimarcare la necessità che la riforma in atto del mercato del lavoro non introduca –in totale incoerenza con gli impegni assunti con la Ue- ulteriori rigidità in relazione alle assunzioni giornaliere, quali quelle relative ai periodi di raccolta. Il sistema dei voucher, per esempio, non va abolito né depotenziato, ma semmai integrato con ancora maggiori flessibilità, accompagnate da un più efficiente sistema di controlli”.

Jenny De Cicco

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STOP AL MARKETING TELEFONICO

Tutti certamente hanno ricevuto, almeno una volta, telefonate per scopi commerciali o finalizzate a ricerche di mercato, negli orari più insoliti della giornata. Ebbene, è ora possibile, grazie all’istituzione del cosiddetto “Registro Pubblico delle Opposizioni”, porre fine a questa incresciosa consuetudine.
Il Registro Pubblico delle Opposizioni, istituito con D.P.R. n.178 del 2010, è un nuovo servizio concepito a tutela del cittadino, mediante il quale si intende raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing.
Il sistema è chiaro e di facile accessibilità. L’unico requisito necessario per poter fruire di tale servizio è che il numero telefonico dell’abbonato sia presente negli elenchi telefonici pubblici. L’Abbonato può accedervi seguendo le indicazioni contenute nel sito web: www.registrodelleopposizioni.it.
L’entrata in vigore del Registro Pubblico delle Opposizioni obbliga l’Operatore a registrarsi al sistema e a comunicare, ogni quindici giorni, la lista dei numeri che intende contattare, pena le sanzioni previste dal Codice della Privacy.
In questo modo, ciascun cittadino avrà la possibilità di scegliere se ricevere o meno le informazioni pubblicitarie rese dagli operatori dei diversi settori commerciali, senza che gli vengano fastidiosamente “imposte”.

Dott. Donatella Cancella

Dott. Portaluri Ugo

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Una cripta potrebbe rallentare l’ampliamento della SS16

Si prevedono rallentamenti per l’allargamento della strada statale 16.

Alcune settimana fa nelle campagne giurdignanesi c’è stato un ritrovamento archeologico, quella che sembra essere una cripta edificata in onore di san Basilio. Donato Fanciullo, sindaco di Giurdignano, ha invocato l’intervento della Sovrintendenza di per valutare il da farsi.
Il giardino megalitico d’Europa s’arricchisce di un altro tesoro litico, una cripta ricadente nei pressi della direttrice dei lavori di ampliamento della Otranto-Maglie e cerca di comprendere come muoversi nei confronti dell’antico manufatto.

Fanciullo chiede chiarezza e che si accerti l’autenticità e la qualità dell’opera, perché non sia solo un pretesto per rallentare o fermare i lavori di ampliamento della statale, ma allo stesso modi per tutelare i tesori giurdignanesi come i numerosi megaliti monoliti, ma anche le cripte ipogee, numerosissime nella zona nei pressi della Valle dell’Idro, come numerosi sono gli ulivi monumentali. Il sindaco si è espresso favorevolmente nei confronti dell’allargamento della ss 16, strategica per il territorio dal punto di vista lavorativo, sono infatti numerosi i lavoratori che ripongono le proprie speranze nella cantierzzazione dell’opera, ma sono tante anche le speranze nutrite dagli amministratori dei piccoli o meno comuni affacciati sull’arteria d’asfalto, speranzosi nel miglioramento della viabilità vessata da numerosi incidenti stradali dovuti alle immissioni pericolose, come anche per un eventuale ritorno di immagine turistica per gli stessi.

Jenny De Cicco

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Avsi a Maglie accoglie il pubblico

Porte aperte per chi dell’accoglienza ha fatto il proprio vessillo.

Domenica 20 maggio sarà una giornata a porte aperte per la “Casa del sorriso” di “Icaro amici di Avsi” Onlus presieduta da Vito Schimera.
Icaro amici di Avsi è una semplice casa nei pressi della stazione di Maglie, ma solo a una prima occhiata potrebbe sembrare una ludoteca, in realtà è una casa aperta all’accoglienza delle diversità.
Infatti la Casa del Sorriso ha come utenti bambini in età scolare disabili o con problemi di natura sociale, i quali sono guidati nei propri pomeriggi dai volontari dell’associazione per la crescita personale e interattiva, come il rispetto delle diversità, ma anche liberare l’autonomia presente negli individui non ostante i limiti fisici.
La Casa durante l’anno crea eventi per la raccolta fondi per il fine di provvedere alle spese vive per attività svolte quotidianamente come i doposcuola, l’intrattenimento ludico-creativo.
Amici di Avsi è un’Associazione non a fini di lucro, nata a Maglie nel 2005, per un impegno concreto e educativo, riguardante la solidarietà sociale.
L’obiettivo principale dell’Associazione è fare solidarietà, educando a una responsabilità, rendendo piena la partecipazione e l’impegno personale, coinvolgendo e rendendo capace ognuno di essere germe di una coscienza nuova, in grado di affrontare tutta la vita dentro le relazioni fondamentali, famiglia e società.
L’associazione opera in favore delle persone che versano in condizioni di povertà, disagio, emarginazione sociale, promuove attività di cooperazione e solidarietà internazionale promuove iniziative solidali a favore delle persone che sono in condizione di povertà e bisogno, sostiene azioni di raccolta di generi alimentari e di beni di prima necessità, anche attraverso le adozioni a distanza, minori in difficoltà, promuove e sostiene progetti di solidarietà in ambito nazionale e internazionale.
Presente nell’albo delle associazioni di volontariato del Comune di Maglie è ufficialmente iscritta dal Dicembre 2007 al n° 843 del Registro Regionale generale delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Puglia.
Avsi è un’organizzazione non governativa Onlus nata nel 1972 e impegnata con oltre 100 progetti di cooperazione allo sviluppo in 39 paesi del mondo.
Dalla sua fondazione, nell’anno 2005, l’Associazione Icaro è registrata come Avsi Point presso la Fondazione come punto di riferimento provinciale per l’esperienza acquisita sul campo nei paesi in via di sviluppo. Esperti nelle attività della Fondazione AVSI sono il Vito Schimera, Anna Corciulo e Marina Mitola occupandosi della roccolta fondi, della promozione del sostegno a distanza e offrendo ai sostenitori a distanza con AVSI (di Maglie e dintorni), anche un servizio più concreto di traduzione delle lettere, che vengono ricevute o inviate ai bambini sostenuti, in lingua inglese e francese.

Jenny De Cicco

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Bandiere Blu e petrolio nero

Bandiere Blu Legambiente in Puglia e richieste di estrazioni petrolifere.
“Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere”: è quanto riferisce in questi giorni il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, che chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per “acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque”.
Il presidente dell’assemblea pugliese si fa portavoce dell’allarme suscitato da recenti notizie e chiede se rispondano al vero. Sono quelle relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al Ministero dello Sviluppo Economico, per altri 600 chilometri quadrati, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 chilometri quadrati.
“Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali” Introna si appella alla “sensibilità istituzionale” del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un “momento di confronto” dopo le richieste di fissare una data utile per il convegno internazionale e interregionale sull’Adriatico europeo. In occasione di Mediterre, a Bari, i primi di febbraio, Clini aveva dato l’assenso a partecipare all’appuntamento che la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali aveva in progetto di organizzare a Trieste.
“L’incontro col ministro servirà a sottolineare la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque. Due linee incoerenti tra loro e inconciliabili, per una Puglia che con orgoglio vanta quest’anno la decima Bandiera Blu da issare su altre tre spiagge del proprio straordinario litorale.
Significativamente, la città che si è aggiunta aggiunge alle nove località pugliesi confermate è proprio quella Monopoli nella quale il 21 gennaio si è svolto un corteo pacifico ed entusiasta a favore dell’ ambiente e contro ogni ipotesi di aggressione dell’Adriatico, il cui ecosistema rappresenta un’insostituibile risorsa imprenditoriale per le comunità rivierasche”.

Jenny De Cicco

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