Revisori dei conti in consiglio

I revisori dei conti sulla graticola. Con un ordine del giorno specifico, la minoranza consiliare (Pd, Udc, Maglie Città Libera e Per Cambiare Maglie) ha chiesto, durante l’assise municipale di lunedì scorso, la revoca della delibera di nomina dei professionisti. “È indispensabile -scrivono nel documento i consiglieri- procedere all’autoannullamento della suddetta deliberazione, anche al fine di tenere indenne l’ente da eventuali azioni o richieste risarcitorie promananti da soggetti terzi i cui interessi siano stati lesi dalla (illegittima) deliberazione”. L’amministrazione in estate aveva deciso di dare avvio alle operazioni per il rinnovo dell’organo collegiale in scadenza da lì a poco. Durante in consiglio dello scorso settembre si era proceduto a nominare attraverso votazione Oronzo Chilla, presidente, Giovanni Montagna e Antonella Cesari. Una decisione che però da lì a pochi giorni la minoranza ha provveduto a contestare con decisione a causa del cambio di sistema voluto dal ministero del Tesoro. Le nuove norme prevedono che la scelta dei professionisti avvenga attraverso il sorteggio da un elenco regionale. Novità in vigore proprio da metà agosto. Per sciogliere il dubbio anche il dirigente del settore finanziario Rossano Marra, che in occasione del consiglio era presente in qualità di vicesegretario comunale, è intervenuto con un parere scritto spiegando le ragioni della preferenza con il vecchio metodo. “Il 30 settembre -ha scritto Marra- sarebbe scaduto il mandato del collegio dei revisori dei conti del comune, così il 14 luglio abbiamo avviato le procedure per il rinnovo dell’organo di revisione. Una scelta precedentemente all’adozione, da parte del Governo, del decreto. Sarebbe pertanto illegittimo mantenere in vita un organo oltre la proprio scadenza temporale, perché i possessori di titoli interessati, che nel frattempo hanno prodotto domanda di partecipazione pervenute a partire dal 19 luglio, avrebbero potuto ravvisare un danno nei propri confronti”. Una spiegazione che non ha sopito le polemiche da parte dell’opposizione secondo cui la nomina sarebbe stata fatta proprio per evitare il sorteggio, mentre si sarebbe potuto procedere in proroga. La maggioranza ha respinto le illazioni dichiarando la bontà della procedura avviata proprio a tutela dell’ente. Alla fine l’ordine del giorno è stato respinto ma gli animi si sono surriscaldati causando l’abbandono dell’aula da parte degli otto consiglieri di minoranza.

Maurizio Tarantino

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Maglie, Città libera sollecita una risposta alla Corte dei Conti

Città Libera sul piede di guerra contro l’amministrazione magliese all’indomani del consiglio comunale. Il motivo? L’amministrazione, secondo quanto riportato nel comunicato di Città Libera era tenuta a rispondere di una valutazione immediata, causata da una serie di questioni finanziarie dell’ente locale sollevate quest’anno e nel passato prossimo. “E’ noto che la Corte dei Conti ha rimesso all’amministrazione di Maglie una serie di rilievi – ha commentato il consigliere di opposizione Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera – per i quali chiedeva una valutazione e una risposta immediata sul perchè, tra l’altro, dello sforamento del Patto di Stabilità, dell’utilizzo delle anticipazioni di tesoreria per l’intero anno e dell’eccessivo ricorso al credito, al limite dell’affidamento”. Giannuzzi spiega che la Corte si riferiva all’esercizio 2009, anche se, il deliberato è pervenuto nel luglio 2011. “Era nostro dovere rispondere sollecitamente – continua Giannuzzi – illustrando le decisioni richieste che, secondo noi, potevano essere utili alla risoluzione del problema, che rischia di complicarsi ulteriormente. L’amministrazione, invece, sceglie di non rispondere, o meglio, di ignorare la deliberazione che sarebbe rimasta nel cassetto, se non fosse stato oggetto di un ordine del giorno presentato da Città Libera. Nel consiglio comunale di lunedì, ci aspettavamo una discussione approfondita, invece, i consiglieri di maggioranza, infastiditi, hanno preferito ignorare il problema, pronti, a votare contro l’ordine del giorno. E’ presuntuoso l’atteggiamento dell’amministrazione e del presidente del Collegio dei Revisori, pronti ad affermare, che le risposte che voleva la Corte, potevano essere desunte dalla lettura del bilancio 2010. Nemmeno una nota di riferimento, come se dicessimo, ai giudici della Corte: non abbiamo niente da dire, le risposte ai vostri quesiti ve le potete ricavare dal bilancio 2010, del quale, riceverete, prossimamente, l’informativa prevista. E’ sbagliato parlare di mancato rispetto delle istituzioni? Era meglio scrivere: Noi non abbiamo tempo da perdere”.

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Finalmente Sud: parte il ricambio nel Partito Democratico

Cento salentini a Napoli il 29 e 30 ottobre. Si è inaugurato il corso di formazione politica “Finalmente Sud” promosso e organizzato dal dipartimento formazione nazionale del partito democratico. Oltre cento giovani salentini aderenti al Pd hanno raggiunto la città partenopea per unirsi agli altri duemila che provenivano da tutto il Sud Italia e per partecipare alla fase di apertura del corso. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha aperto i lavori con un messaggio chiaro “favorire ed accelerare il ricambio con cambiamento della classe dirigente del partito”. La questione che è emersa nella due giorni napoletana è stata, appunto, la questione del ricambio generazionale che “deve essere non solo anagrafica, ma strutturale, cioè deve portare nel partito un nuovo modo di declinare la politica, intesa come politica di prossimità, di aiuto dell’altro più vicino a te, la tua comunità, il tuo paese, la tua regione”. L’entusiasmo dei ragazzi è stato molto alto per un progetto pilota, che durerà un anno, si svilupperà su una piattaforma online open source, che vedrà momenti di condivisione fisica del progetto con altri meeting, e che non ha paragoni nella storia dei partiti italiani, un progetto che parte dal sud e che nei prossimi mesi riguarderà tutto il territorio nazionale. Negli interventi dei ragazzi non sono mancate le critiche alle mancanze di attenzione e di direzione politica che su molti temi il Partito Democratico dimostra, come il tema del precariato e dello sviluppo.

Fabio Tarantino

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Il pianista Stefano Guarascio vince il premio Liszt

Premiata l’eccellenza musicale salentina ad Ascoli Piceno. Stefano Guarascio, giovane emergente pianista nel panorama internazionale, ha vinto la sesta edizione del Concorso Pianistico Internazionale Premio Franz Liszt, che si è tenuto negli scorsi giorni a Grottammare, per l’appunto ad Ascoli Piceno.

Guarascio a 22 anni ha incantato giuria e platea al Teatro delle Energie di Grottammare, aggiudicandosi, grazie al suo talento, – dopo un’emozionante esecuzione della Fantasia su due temi da Le Nozze di Figaro di Mozart (Liszt/Busoni) – anche il premio del pubblico.

Il salentino si è affermato al Franz Liszt, una delle più celebri competizioni pianistiche dedicate a Liszt, davanti ad una giuria composta da eminenti concertisti, docenti e musicisti di fama internazionale, come l’ucraino Leonid Margarius, il turco Emin Guven Yaslicam, il tedesco Frank Wasser, il romeno Pavel Ionescu e l’italiano Ippazio Ponzetta, Direttore Artistico del Gran Premio Internazionale “Mendelssohn Cup” di Taurisano. Si tratta del terzo primo premio per il giovanissimo pianista pugliese. Già a marzo dello scorso anno, Guarascio ha vinto il Concorso Internazionale di Riccione e, a settembre nella sezione B solisti, il Concorso Internazionale “Roma 2010” dedicato a Chopin.

Il vincitore, ricorda l’Associazione Musica Arte e Danza che organizza l’evento annualmente, si esibirà in un concerto con l’Orchestra Sinfonica di Adana, la Filarmonica di Bacau e al Festival di Berlino.

Jenny De Cicco

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Si conclude Ognissanti a Carpignano

Culmina il 1 novembre la tradizionale fiera di Ognissanti a Carpignano Salentino.

Chiude domani una delle fiere più antiche e importanti del Salento, quella di Ognissanti, risalente all’incirca all’anno mille.

Come altre sagre e fiere autunnali del Salento, anch’essa in origine legata al culto dei santi Medici e al consumo di carne suina.

La Fiera si svolgeva fuori dal paese, in località San Cosimo, nei pressi dell’antica chiesa dei santi Cosimo e Damiano, oggi distrutta e fu, in seguito al crollo del santuario, trasferita nella cittadina, assumendo nel tempo le attuali caratteristiche di grandezza e importanza.

Originariamente e fino ai primi del Settecento, la fiera si svolgeva a Carpignano in tre momenti del ciclo agricolo annuale, una si svolgeva a aprile e una a luglio, poi scomparse, rimase solo quella del 1 novembre.

Le tre date sono anche spiegabili con il culto dei santi

Medici, antichissimo e radicato nelle coscienze popolari delle comunità rurali salentine e legato al periodo bizantino. Infatti le date delle fiere, coincidono con quelle delle feste più antiche dedicate a questi santi, risalenti a prima dell’anno Mille.

La fiera carpignanese, di carattere agricolo, permetteva ai contadini all’avvicinarsi dell’inverno lo scambio di beni e strumenti necessari per la loro sussistenza invernale.

Tanta l’importanza dell’evento che molti erano i commercianti che giungevano da lontano, anche da oltre Adriatico.

Accanto al commercio ed all’esposizione di prodotti agricoli, durante Ognissanti avviene l’esposizione e la vendita di prodotti di ogni tipo, tanto che negli ultimi anni, per opera della Pro Loco, al suo interrno, viene organizzata la “Salento Produce”, un’esposizione di prodotti realizzati dall’industria e dall’artigianato salentini. Uno degli eventi cardine della fiera è il mercato degli animali nei pressi del campo sportivo, dove è ancora possibile assistere alla pantomima dei sensali, impegnati nella mediazione del bestiame.

Storia e folklore si fondono armoniosamente in un evento dal sapore antico e autentico.

Altro scopo della Fiera è quello di promuovere i frutti degli olivi, a cui il Salento e Carpignano sono particolarmente vocati, durante la sagra vengono infatti presentati oltre che il frutto anche i prodotti derivati come l’olio.

Legata alla storia dei santi Medici, Ognissanti è anche Sagra del Maiale, come ogni sagra derivata dal culto dei santi guaritori e che, scomparsa per un lungo periodo, è stata ripresa da circa 50 anni.

Così, secondo un’antica tradizione scomparsa, i primi maiali venivano macellati già il 27 settembre, festa, appunto, dei santi Medici.

I maiali, facilmente reperibili in quel periodo dell’anno e molto diffusi perché facilmente allevabili, venivano consumati volentieri dai mercanti che dalla sera prima, si trovavano a Carpignano.

La tradizione del macello e della vendita del maiale paesano da vita ad una caratteristica sagra con degustazione di carni suine.

Le cronache storiche narrano di commercianti musulmani che accorsi per mercanteggiare approfittavano della sagra per abbuffarsi di carne di maiale, contravvenendo ai dictat della loro religione.

Oggi, i due giorni della Sagra del maiale a Carpignano rappresentano un momento di festa popolare, l’occasione per animare il paese. La carne, viene servita bollita in pentoloni con sale, pepe e alloro, oppure arrostita sulla brace.

Un’occasione anche per i turisti autunnali di vivere le vere tradizioni locali, quelle tradizioni piene di storia e folklore che qualsiasi avventore saprà apprezzare.

Jenny De Cicco

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Salvata tartaruga in difficoltà nei pressi di San Foca

Salvato ennesimo esemplare di tartaruga marina Caretta Caretta, portata per le condizioni di salute precarie presso il centro di recupero delle tartarughe marine del museo di Calimera.

Sabato è stato ricoverato presso il Centro recupero tartarughe marine del Museo di Calimera un esemplare appartenente alla specie Caretta Caretta, di circa un metro di lunghezza per 43 chili di peso.

Coccinella, così chiamata dagli amici di Facebook del Museo, è stata recuperata al largo di San Foca e trasferita presso la Guardia Costiera di San Foca che ha subito allertato i tecnici del Centro recupero tartarughe marine di Calimera.

Il recupero è avvenuto in seguito alla segnalazione dei diportisti: la tartaruga galleggiava in superficie e non accennava a immergersi. Nel tentativo di issarla a bordo è rimasta capovolta sul carapace, pur trovandosi ancora in mare, senza riuscire a rimettersi nella giusta posizione, destando preoccupazioni per il suo stato di salute. Dopo il ricovero, Coccinella è stata sottoposta agli esami diagnostici che hanno permesso la diagnosi di alterazione del galleggiamento. Probabilmente la causa è un episodio di apnea forzata, forze causata dall’intrappolamento dell’anfibio in qualche rete. La tartaruga ha già cominciato la terapia e la sua prognosi è positiva, è previsto molto presto il suo ritorno alla libertà nel mare.

Jenny De Cicco

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ASD BOTRUGNO – FC OTRANTO 1-1

ASD BOTRUGNO: Barone, Sicuro, De Simone, Tartaglia (Bove), Previderio, Vinci, Seganfredo (Nuzzo), Del Giudice, Giardino, De Giorgio, Urso. All.Cannito.

FC OTRANTO: Silipo, Russo, Neco, De Dominicis (Morello), Galante, Maglio, Dell’Atti, Giannone (Salzano), Pighin, De Matteis (Scrimieri), Marrocco. All. Salvadore.

Arbitro: Chirico (TA)

Marcatori: 65′ De Giorgio, 92 Pighin.

Note: ammoniti Sicuro, Del Giudice, Giardino del Botrugno; Silipo, Galante dell’Otranto. Espulso per doppia ammonizione De Giorgio (Botrugno). Al 60′ Giardino sbaglia un calcio di rigore.

L’ennesimo Otranto dai due volti, bello e spumeggiante nel primo tempo, torbo e apatico nel secondo tempo, non riesce ad andare al di là di un salomonico uno a uno conquistato in zona Cesarini. Che ora invece è detta Zona Otranto in quanto si tratta di un risultato raggiunto oltre i tempi regolamentari. Una compagine, quella otrantina, che non riesce più a vincere ma soprattutto non riesce a capitalizzare a suon di gol, nella prima parte di gare, le innumerevoli occasioni che i suoi calciatori riescono a produrre. Nei secondi 45 minuti la squadra non riesce più ad esprimersi come nel primo tempo e subisce in modo devastante la controffensiva del proprio avversario; una metamorfosi il cui rimedio lo potrà trovare solo mister Salvadore. La gara odierna vede l’Otranto partire a spron battuto. Al 7′ Pighin viene smarcato da Dell’Atti e calcia a colpo sicuro ma Barone para, lo stesso Dell’Atti al 10′ su traversone di De Matteis colpisce di testa ma Previderio salva sulla linea di porta. Al 28′ si fa vivo il Botrugno con Giardino ma Silipo para, lo stesso Giardino al 42′ supera il portiere ospite ma questa volta è Galante a salvare. Nei restanti minuti finali del primo tempo sono gli ospiti a chiudere nella propria metà campo il Botrugno, ma senza nessun esito. Nei secondi 45 minuti di gara c’è solo una squadra in campo, che buon per l’Otranto, non riesce a tesaruizzare tutto ciò che i propri calciatori riescono a produrre. La compagine di Ruggero Cannito, ex calciatore del Lecce, cinge d’assedio la piiù blasonata squadra otrantina ma l’imprecisione dei propri attaccanti non sortisce i risultati sperati che al 60′ potrebbero sbloccarsi con Giardino che calcia fuori un rigore ottenuto per atterramento di De Giorgio da parte di Silipo. Lo stesso De Giorgio al 65′ lascia sul posto Russo e beffa l’incolpevole Silipo. Gli ospiti accennano a una reazione che sortisce i suoi effetti al 92′. Salzano si conquista una punizione sulla trequarti botrugnese, Maglio imbecca Dell’Atti che spizzicandolo di testa favorisce l’intervento di Pighin che lo deposita in rete. E domenica c’è il Carovigno a Otranto, che si augura che la cosiddetta pareggite possa essere finalmente curata.

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Lecce-Novara: un pareggio amaro

Lecce-Novara, il risultato di uno a uno rispecchia quella che è stata la dinamica di una gara che il Lecce avrebbe dovuto vincere a tutti i costi, come dichiarato dall’allenatore Eusebio Di Francesco alla vigilia della gara. Ma, così non è stato. Nella prima mezz’ora di gioco i giallorossi appaiono come paralizzati dalla paura ed è il Novara a fare di più la partita, pur senza rendersi particolarmente pericoloso. Il tecnico novarese Attilio Tesser schiera un bel 4.3.1.2 con il trio d’attacco Mazzarani, Meggiorini, Jeda – ex calciatore del Lecce, così come gli anziani Marianini, Paci e Centurioni – a cercare di rendersi pericoloso. Il Lecce invece rinuncia – in una partita in cui bisognerebbe vincere a tutti i costi – al solito tridente offensivo e opta per un prudente 4.4.1.1, cercando così di sfruttare le corsie esterne con i veloci Quadrato e Mesbah, che dovrebbero alimentare di palle gol l’unica punta, Daniele Corvia. Al 14′ minuto la squadra di casa è costretta a effettuare il primo cambio della gara: Tomovic subentra all’acciacato Esposito. La svolta della gara, tanto piacevole quando inattesa, arriva al 31′ minuto: Bertolacci apre sulla destra per Quadrado, il quale effettua un bel cross per Strasser che, con un potente colpo di testa, insacca. Il Lecce si trova così in vantaggio, ma il Novara non ci sta e dopo un bellissimo gol su rovesciata annullato per un dubbio fuorigioco a Meggiorini al 39′ minuto, realizza il pareggio al 44′ minuto con un calcio di rigore realizzato dall’ottimo Marco Rigoni. È inspiegabile il fallo commesso in area da Mesbah sullo stesso Rigoni: l’ennesimo grave errore individuale che alla fine risulterà determinante. Nella ripresa i padroni di casa appaiono finalmente più convinti e iniziano a produrre buone palle-gol, sprecate purtroppo da Corvia, anche grazie alla bravura del portiere ospite Alberto Maria Fontana che, nonostante i suoi 37 anni, dimostra di essere sempre molto bravo. Lo stesso Corvia – fischiatissimo dal pubblico – viene poi sostituito dal velocissimo colombiano Muriel – ma non poteva entrare prima? – con il quale la manovra offensiva del Lecce diventa ancora più incisiva. Con la girandola delle sostituzioni poi, il Novara diviene sempre più guardingo e determinato nell’intento di conquistare al via del Mare almeno un punto. E la partita finisce appunto sull’uno a uno, nonostante il forcing finale del Lecce, con diverse occasioni gol, prodotte da Bertolacci, Muriel e Oliveira, parate dall’ottimo Fontana o finite fuori dalla porta per un nonnulla. L’amarezza a fine gara è tangibile tanto sugli spalti – dove erano presenti i soliti, pochissimi, 6000 spettatori circa tra paganti e abbonati – quanto nella mix-zone dove si presentano ai cronisti Strasser e Carrozzieri, i migliori in campo per il Lecce, insieme al tecnico Di Francesco. Quest’ultimo, visibilmente deluso, si dice contrariato per gli errori individuali che alla fine condizionano sempre il risultato della sua squadra e rimanda alla prossima sfida-salvezza di domenica prossima a Cesena l’impegno per la vittoria. Ma, il tempo scorre inesorabile e, vista la classifica assolutamente deficitaria dei salentini, il tecnico abruzzese vede assottigliarsi sempre di più le proprie possibilità di permanenza sulla panchina leccese.

Deodato Giovanni Guida

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Salvatore Negro: Salvatore Piconese attacca l’Udc e l’Anci

Uggiano la Chiesa esce dall’Associazione Nazionale dei Comuni, Salvatore Negro, presidente pugliese dell’Udc – partito della consigliere di opposizione ed ex sindaco uggianese Maria Cristina Rizzo, vicepresidente regionale Anci – interviene, giudicando pretestuosa e strumentale l’azione del sindaco Salvatore Piconese e annunciando di voler interrogare il partito di riferimento del sindaco, il Pd.

“La decisione del Comune di Uggiano La Chiesa di uscire dall’Anci è un atto di bassa politica – ha commentato Negro – ai danni della comunità amministrata e dell’intero Salento che in tal modo rischia di perdere un punto di riferimento all’interno dell’Associazione nazionale Comuni Italiani”.

Negro commenta così la notizia della decisione del sindaco Piconese di sospendere momentaneamente l’adesione del Comune di Uggiano all’Anci per ridurre i costi a carico dell’Ente.

“Un sindaco deve avere a cuore le sorti della sua comunità e mettere da parte i rancori personali in nome dell’interesse collettivo. È evidente che siamo di fronte a una motivazione pretestuosa e strumentale che nasconde, ma non tanto, ripicche nei confronti della vicepresidente regionale Anci Maria Cristina Rizzo con l’intento di farla decadere dal suo incarico all’interno dell’associazione. Con la sua azione, il sindaco Piconese, abbatte di colpo 110 anni della storia del suo comune che nel 1901 è stato tra i fondatori dell’Anci da cui ha ricevuto numerosi e importanti servizi dei quali hanno usufruito tutti i suoi predecessori.

Come Udc, ci opporremo in ogni modo a questo tentativo di eliminare una rappresentanza, che è dell’intero territorio del Salento, all’interno dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Riteniamo di essere in presenza di un grave attacco all’Unione di Centro e alla stessa Anci, di cui chiederemo spiegazione anche al Pd provinciale (partito di riferimento del sindaco) per capire se e quanto condivide tale azione, convinti che l’unico vero imbarazzo in questa vicenda sia stato creato solo da chi pensa di amministrare la cosa pubblica non nell’interesse della comunità ma secondo piccole logiche personali di padre e padrone”.

Jenny De Cicco

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La Betitaly Volley Maglie al primo successo interno

L’impresa mancata di un soffio all’esordio in campionato, vincere al Palabetitaly, riesce stavolta alla compagine magliese che milita in B2. A fare le spese di una squadra che vuole risalire la china in classifica è il Turi, team barese che, affrontando il Maglie, ha dato vita all’unico derby pugliese del girone. Anche questa volta è finita 3-2, il che significa due punti invece di tre per la vittoria, ma la dirigenza e l’allenatore sembrano accontentarsi. Per la neopromossa, più che vincere, nelle prime giornate bisogna acquisire dimestichezza con la nuova realtà, un campionato nazionale dalle mille insidie. Insidie che in campo non sono mancate: dopo un primo set vinto 25-23, la squadra di Tonino Solombrino ha ceduto 27-29 al secondo. A un terzo set di nuovo appannaggio dei padroni di casa è corrisposto n quarto set di nuovo di marca ospite, e per la terza volta in altrettante giornate, la vittoria è stata decisa all’ultimo set. Il fatto che le ragazze salentine abbiano vinto 15-11, quando due settimane fa proprio al quinto set hanno ceduto il passo, fa morale per il prosieguo della stagione. I tifosi purtroppo non hanno potuto festeggiare con le beniamine di casa, per la squalifica che la Betitaly sta ancora pagando e che finirà tra altre due gare interne, ma proprio questo particolare è per il presidente Gigi Macagnano emblematico. “La squadra – ha commentato – si sta esprimendo al di sotto delle sue capacità, quindi i punti ottenuti sinora sono un ottimo viatico per il futuro. Appena la squadra migliorerà affiatamento e gioco d’assieme e sopratutto quando potremo ritrovare sugli spalti il nostro fantastico pubblico, potremo soffrire meno e divertirci di più.” Lo scorso anno proprio il Palabetitaly è stato l’arma in più, il campo su cui è stata costruita la promozione.

PAOLO MERENDA

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Pari interno per il Maglie, prosegue l’imbattibilità di Danilo Bassi

Termina 0-0 tra Maglie e Copertino. E se da un lato si tratta di un’occasione persa per rosicchiare punti importanti su seconda e terza in classifica, impegnate in uno scontro diretto, dall’altro muove comunque la classifica in vista delle prossime gare. La giornata sportiva era iniziata più che bene, con il giro del campo del trofeo per la vittoria dello scorso campionato. Una graditissima sorpresa per i tifosi sugli spalti del Tamborino Frisari, ma a questa non sono seguite molte altre nell’arco della partita. Non sono arrivate le reti della vittoria, in una sfida contro avversari alla portata dei calciatori di mister Sergio Volturo. Gli avversari non hanno corso molti rischi, escluso qualche sprazzo dell’argentino Franco Parodi, ma è stata una partita tutt’altro che spenta. Lo testimoniano gli otto cartellini gialli e il modo in cui sia i padroni di casa che gli ospiti hanno affrontato la sfida. Una grossa soddisfazione, però, il team del presidente Cosimo Prete l’ha avuta: si tratta dell’imbattibilità interna di Danilo Bassi, che ha superato quota mille minuti.

Iniziata lo scorso campionato in Promozione, durante un altro dei record della compagine salentina, i 14 successi consecutivi, sta proseguendo in questa stagione di Eccellenza: quattro partite senza subire reti, il che non solo è significativo per una neopromossa, ma che porta a 1021 i minuti di imbattibilità casalinga dell’esperto estremo difensore magliese. La prossima giornata vedrà il Toma far visita al Tricase, penultimo in classifica e battuto questo turno dal Locorotondo, mentre il Maglie seguirà con interesse anche la sfida di Mafredonia, tra i locali e il Bisceglie, per cercare di risalire ancor più in classifica.

PAOLO MERENDA

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Via favorevole per il porto interno di Otranto

Parere favorevole per la valutazione impatto ambientale per il nuovo porto interno di Otranto. Via ai lavori di restauro del Bastione dei Pelasgi e alla realizzazione di nuovi posti barca nello specchio d’acqua interno del porto. Si è concluso infatti il 28 ottobre l’iter procedurale relativo all’acquisizione di tutti i pareri utili, tra cui quello per il procedimento della Valutazione di Incidenza Ambientale, un percorso lungo e complesso per il restyling del porto idruntino, durato circa quattro anni, e che ha visto impegnata l’amministrazione comunale nel risolvere i problemi per la realizzazione dell’infrastruttura. Tra i principali e più difficoltosi l’approvazione del Piano Regolatore del Porto, di cui Otranto era sprovvista. “Ora possiamo avviare le procedure per l’affidamento dei lavori e veder cantierizzare un’opera fondamentale per lo sviluppo turistico-economico del territorio – ha dichiarato il sindaco Luciano Cariddi – Si potrà così rispondere in maniera adeguata a una domanda di posti barca, nel nostro porto, che è diventata negli anni sempre più numerosa ed esigente. Contemporaneamente partiranno anche, essendo già stati appaltati, i lavori di restauro e consolidamento del Bastione Pelasgi”. Lo storico bastione regge il centro storico e si affaccia sull’area portuale oggetto dell’intervento destinato al diportismo nautico, ed è una delle zone interessate dall’alto rischio di crollo, derivato dall’azione erosiva del mare. “Insieme ai lavori già in corso nel fossato dell’area di Porta a mare – ha continuato – sull’ampio murale e nella zona prospiciente i banchinamenti che si faranno per il nuovo porto, e considerata l’infrastrutturazione già realizzata con i fondi Interreg III Italia-Grecia nella zona ex fabbriche, si realizza definitivamente la visione che l’amministrazione comunale aveva rappresentato nel proprio programma relativo a questa porzione di territorio cittadino che riteniamo vitale per i futuri sviluppi urbanistico-funzionali di Otranto. Ora ci auguriamo di potere vedere definita quanto prima, e siamo già al lavoro per questo, anche l’area di varo alaggio e di rimessaggio che la ditta Muscatello vorrà attrezzare per migliorare i servizi offerti nel nostro porto. Spero anche che, come per la baia interna, il progetto del porto turistico esterno, vero volano economico e non solo per Otranto ma per un più vasto territorio che guarda al nostro porto quale affaccio al mare, possa presto concludere l’iter procedurale di approvazione”.

Jenny De Cicco

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