“La situazione del Vito Fazzi è drammatica”. La denuncia dei consiglieri regionali del centrodestra

La sanità in Puglia e in particolare nel Salento fa sempre discutere. Questa volta, la nota arriva direttamente dai consiglieri regionali del centrodestra Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci che denunciano lo stato di abbandono dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. “Il Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce – si legge – è ancora in un sottoscala, l’unico reparto di riabilitazione cardiologica della provincia di Lecce (quello di San Cesario) ha bloccato i ricoveri dal 9 maggio scorso, nel reparto di Urologia 2 del Vito Fazzi mancano i letti, i volontari che assicurano il servizio 118 sono in emergenza. Sono solo i titoli di oggi delle cronache locali. La sanità leccese è letteralmente allo sbando.
La situazione del Vito Fazzi, il più grande ospedale del Salento, è a dir poco drammatica le denunce delle associazioni dei Diritti del Cittadino e dei Diritti del Malato portano quotidianamente alla luce episodi che dimostrano la totale assenza di una programmazione nella gestione sanitaria e la totale anarchia che regna nei reparti e negli ospedali.
Le carenze di personale medico e infermieristico determinano disservizi non più tollerabili per i pugliesi che continuano a pagare carissima la sanità nella nostra Regione con 338 milioni di euro all’anno di tasse regionali aggiuntive.
L’unica speranza in questa situazione, viene dalla Legge approvata venerdì scorso dal consiglio regionale e nella quale, su nostra proposta, è stato inserito l’obbligo per le Asl pugliesi di approvare le piante organiche entro 30 giorni, altrimenti entro i successivi 10, la Giunta regionale procederà con poteri sostitutivi. L’approvazione delle nuove Piante organiche potrà finalmente consentire di individuare e coprire le reali carenze di personale negli ospedali pugliesi”. Dunque, una situazione non facile che non riguarda solo il “Vito Fazzi”, ma l’intera sanità pugliese.

Alessandro Conte

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No Tap pronti a manifestare

Manifestazione no Tap, pronta per il 27 maggio. Lo annuncia Alfredo Fasiello di Vernole, membro del Comitato No Tap, e lo fa con un post su Facebook: “Siamo pronti, preparate drappi e bandiere, fischietti e tamburelli. Domenica 27 alle 16,30 sul lungomare di San Foca è prevista una manifestazione con corteo. Passate parola, fatevi accompagnare dai vostri cani e dai vostri gatti, sono ammessi bambini in passeggino, nonni e nonne, padri e madri, venite in bici, moto e in barca. Accorriamo tutti per partecipare il nostro dissenso alla Tap e al suo mostruosissimo progetto. Salentini tutti, vi aspettiamo, non lasciate il vostro cuore chiuso in casa”.
I motivi del no sono stati resi noti da tempo dai membri dei principali comitati anti Tap.
L’associazione Tramontana, insieme al comitato Cambio di Rotta e al Comitato No Tap, avevano espresso pubblicamente i propri dubbi in occasione dell’incontro presso la sala convegni di Melendugno di giovedì 16 febbraio nel quale i progettisti Tap esposero il progetto.
Inizialmente questo prevedeva l’approdo del gasdotto a Brindisi, ora invece insisterà su una località di pregio naturalistico e d’interesse storico e turistico qual è San Foca e prevede anche un tratto di tracciato sulla penisola salentina. A Melendugno sarà creata anche una centrale di depressurizzazione.
I comitati denunciarono con un comunicato “la mistificazione da parte del consorzio Tap in merito alla riduzione del tragitto sulla terraferma da 25 a 5 chilometri, in quanto non si tratta di una reale riduzione della lunghezza, bensì di un passaggio di consegna nella realizzazione dello stesso da Tap a Snam Rete Gas. I comitati richiedono che l’approdo del gasdotto venga realizzato a Brindisi, così come indicato nel progetto iniziale, annullando pertanto la variante San Foca in modo da poter attuare le direttive contenute nel Piano Energetico e Ambientale Regionale. ln questo scenario il gasdotto può essere considerato una risorsa fondamentale per riconvertire la centrale di Cerano da centrale a carbone a centrale a gas. San Foca rappresenterebbe il primo caso in Italia di approdo di un gasdotto in un’area a preminente interesse turistico”.
Marco Santo, membro dell’Associazione Tramontana, del Comitato No Tap e del comitato Cambio di Rotta afferma: “La nostra terra ha bisogno di decidere che tipo di sviluppo vuole perseguire. Nel progetto preliminare pubblicato sul loro sito (della Tap,ndr) era prevista l’installazione su suolo melendugnese di una centralina di depressurizzazione che avrebbe avuto emissioni paragonabili ad una centrale a gas. Il 16 febbraio, durante la presentazione al pubblico del progetto definitivo, la centralina di depressurizzazione è stata rimpiazzata da una centrale di 9 ettari di misurazione fiscale, che non avrebbe prodotto emissioni inquinanti, un errore? Intanto è vicina la data del 21 maggio, il termine ultimo per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente relativamente alla Via della Tap presso il Ministero, stiamo producendo una serie di osservazioni. Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 presso Acquarica di Lecce si svolgerà un incontro pubblico per informare la popolazione sulla cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal centro abitato”.

Jenny De Cicco

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Proclama l’innocenza digiunando fino a morire

“Sono innocente”, questo il concetto di un uomo che ha deciso di morire di fame in carcere.
Popo Virgil Cristria, di 38 anni, di Bucarest, era giunto da Benevento nel carcere di Lecce alla fine dello scorso anno, perché doveva scontare pene definitive che gli erano state inflitte per reati contro il patrimonio e la persona.
L’uomo si è sempre dichiarato innocente e ha così deciso di iniziare 50 giorni fa lo sciopero della fame che pare lo abbia portato alla morte a soli 38 anni. È stato portato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dopo che le sue condizioni di salute erano peggiorate.
Tutto sotto gli occhi increduli della direzione sanitaria di Borgo San Nicola. Il personale medico della casa circondariale ha tentato in vari modi di far riacquisire forze al detenuto che in più occasioni ha rifiutato le cure, arrivando a strapparsi le flebo ricostituenti dal braccio.
Ora la procura ha aperto un’inchiesta e un medico legale è stato incaricato di accertare le cause della morte.
L’uomo aveva preso la drastica decisione, non toccando cibo, verso fine marzo, per richiamare l’attenzione delle autorità sulla sua situazione, chiedendo la sospensione della pena, non concessa.
Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria che si trova in carcere, fino a costringere i medici al suo trasferimento presso il Vito Fazzi di Lecce, struttura presso cui è morto.

Jenny De Cicco

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Domani incontro dal prefetto sulle sorti dell’informazione locale

Domani incontro tra giornalisti ed editori. Il fermento della stampa salentina non si ferma e trova sostegno anche fuori regione.
Intanto il prefetto risponde alla richiesta fatta dall’assemblea autoconvocata gli scorsi giorni e la Prefetto Giuliana Perrotta decide il come e quando dell’incontro: si terrà domani mattina la riunione, a un giorno di distanza dalla richiesta di Slc Cgil, Fistel Cisl e Assostempa Puglia, sindacati che verranno convocati con editori, Confindustria e Camera di commercio in Prefettura per discutere delle possibili soluzioni alla crisi del settore e ai problemi degli operatori.
È intanto trascorsa una settimana dalla notizia del licenziamento di Vincenzo Siciliano da parte della emittente Canale 8 per ristrutturazione aziendale. Siciliano, per primo, aveva denunciato di non essere retribuito da mesi, e Fabio Cazzato, editore della rete in causa punta il dito sulle amministrazioni locali insolventi nei confronti delle emittenti locali e concausa della crisi di settore: “Nel settore delle tv locali i ricavi dalle pubblicità e delle istituzioni locali è calato del 90% dal 2008 e il tempo medio di pagamento oggi ha superato i 12 mesi con insoluti intorno al 40%”. Canale 8 dichiara di essere immediatamente disponibile a riassumere tutti i dipendenti esonerati causa crisi, a condizione che le amministrazioni ripristinino le condizioni di pagamento e dei budget istituzionali credibili, così come accadeva prima della crisi.

Jenny De Cicco

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Conferme ed esclusioni nella Puglia da Bandiere Blu

Il 10% delle Bandiere Blu di Legambiente sono pugliesi. Tra 113 comuni italiani, presenti nell’edizione 2012 che è la numero 26 delle “Bandiere Blu”, 10 comuni sono pugliesi, di cui 4 salentini.
In testa alla classifica regionale la provincia di Lecce, con ben quattro località – Otranto, Melendugno, Salve, Castro- seguita da Brindisi con Fasano e Ostuni, in provincia di Bari Polignano e Monopoli, a Taranto Ginosa-Marina di Ginosa e a Foggia Rodi Garganico.
Le Bandiere vengono assegnate ogni anno dalla Fondazione per l’educazione ambientale in collaborazione con Enel Sole e vengono consegnate oggi a Roma.
Le riconferme nazionali dell’assegnazione del titolo si attestano attorno al 96% e comprendono tre località lacustri, sono 61 gli approdi turistici premiati, due in meno rispetto alla precedente edizione, nonostante l’edizione 2012 delle Bandiere Blu abbia visto un incremento delle località meridionali.
Per ottenere la Bandiera Blu, la qualità delle acque di balneazione è un requisito indispensabile: solo le località, le cui acque sono risultate eccellenti nella stagione precedente, possono presentare la candidatura. Per quanto riguarda la depurazione, vengono prese in considerazione solo località con impianto di depurazione almeno con trattamento secondario e che abbiano almeno l’80% dell’allaccio in fognatura delle acque reflue. Altro criterio fondamentale è la percentuale di raccolta differenziata, il cui livello minimo è stato recentemente innalzato.
Sorprende, forse non tanto visto le recenti polemiche, l’assenza in graduatoria di Santa Cesarea Terme, per la quale si era annunciata la presenza in classifica lo scorso aprile, ma senza specificare a che titolo e che fu esclusa già nella precedente edizione 2011.
Conferme importantissime quelle di Melendugno e Otranto che ripartono nel post elettorale con il piede giusto e avviano così il cammino verso la prossima stagione balneare.
Facilitato il lavoro amministrativo in questo secondo mandato del sindaco Luciano Cariddi con una riconferma che attesta la giusta strada intrapresa. Anche quest’anno, alla Città di Otranto viene assegnata la Bandiera Blu dalla Fee.

Questa mattina, alle 11, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, si è svolta la conferenza di presentazione delle Bandiere Blu 2012. Il sindaco Luciano Cariddi dichiara: “Sono soddisfatto di questa riconferma che testimonia il grande impegno che la Città di Otranto sta dimostrando nel percorso di politiche virtuose intrapreso che pongono al centro della crescita del territorio le valenze ambientali e culturali”.

Jenny De Cicco

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Mondi Sommersi, al via Comic Author in the Spolight

Nei prossimi giorni – c’è ancora tempo per iscriversi – partirà il corso di fumetto, dal titolo “Comic Author in the Spotlight: Corso Creativo di Fumetto”, organizzato da Mondi Sommersi, libreria specializzata in fumetti nata a Lecce dieci anni fa.

L’idea è del titolare della libreria Max Favatano: “In questi dieci anni ho avuto modo di conoscere tantissime persone, amici, collaboratori, colleghi. Veramente tanta, tanta gente. E tantissimi sono stati gli avventori in negozio. Spessissimo mi è capitato di dover dare il mio parere, mai professionale, come ho sempre sottolineato, ai lavori di ragazzi e ragazze che sognano di diventare fumettisti. Un giorno.
Forte delle precedenti esperienze organizzative, dopo aver ospitato decine di fumettisti di ogni genere, ho pensato fosse il caso di soddisfare la sempre crescente domanda degli appassionati: come si diventa autore di fumetti? Ho pensato di organizzare un corso di fumetto, non canonico, qualcosa di diverso, immediato e intuitivo”.

A tenere il corso sarà Ned Bajalika, fumettista italo-serbo che ha collaborato con grandi personalità del fumetto, tra cui Jacovitti, per il quale ha disegnato, inchiostrato e letterato diverse opere. Ned, cresciuto con gli insegnamenti di Jacovitti e Ivo Milazzo, ha pubblicato, nel 2005 con Edizioni Bd la sua prima graphic novel, “Ci Vediamo Domani”, in collaborazione con Paolo Crepet. Attualmente è impegnato in lavori di prossima pubblicazione.

Il corso, che si svolgerà presso il Monastero dei Teatini a Lecce, avrà questo calendario: Lezioni del mese di Giugno 2012, Giorni: 8-12-14-15-19-21-26-28, Lezioni del mese di Luglio 2012 Giorni: 3-5-10-12-17-19-24-26-31, Lezioni del mese di Agosto 2012 Giorni: 2-7-9-13-17-21-23. Le date potrebbero essere soggette a modifiche.

Per qualsiasi informazione si può contattare la libreria tramite posta elettronica o ci si può recare direttamente presso Mondi Sommersi.

Gianluca Conte

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Una Petizione per bloccare la Tap

Parte la petizione on line per fermare il progetto Trans Adriatic Pipeline. L’obiettivo è la raccolta di 100mila firme, che serviranno a supportare la petizione cartacea in atto da qualche settimana e proposta Comitato No Tap, Associazione Tramontana e nel pomeriggio di oggi (13 maggio) si è svolta con un banchetto a Sant’Andrea.
Appena concluse le elezioni ed eletto il nuovo sindaco Marco Potì, alcuni cittadini di Melendugno e i sostenitori del “Comitato no Tap” promuovono una raccolta firme per fermare l’approdo del metanodotto e delle infrastrutture a terra ad esso connesse, l’idea è partita dal giovane membro del comitato Facebook Matteo Natìo, cittadino melendugnese attento e amante del Salento nonostante la lontananza, Natìo è al momento a Roma per terminare il proprio percorso di studi universitario.
Tra primi firmatari anche la sezione melendugnese del Partito Democratico, da sempre contrario all’approdo dell’infrastruttura.
Un progetto che secondo i suoi detrattori non porterebbe alcun beneficio al territorio salentino, considerandolo l’ennesimo scempio ambientale, subendo un ulteriore sfruttamento selvaggio.
Il testo-richiesta della petizione, riscontrabile al link http://www.firmiamo.it/no-al-progetto-tap, reca scritto: “Minacciati fondali di posidonie (piante acquatiche protette), vicinanza a siti archeologici di rilievo ed aree protette. Il sito in questione è una rinomata località turistica più volte premiata con la Bandiera blu.
Minare questo territorio, e di conseguenza il turismo e la sua agricoltura significa continuare a togliere al popolo pugliese le poche risorse che restano per il proprio sviluppo economico.
Dopo casi eclatanti (centrale Enel Federico II a Cerano e l’Ilva di Taranto fra i più famosi) la paura di nuove forme di inquinamento non è pura invenzione. Siamo stanchi di vedere questa terra martoriata aiutateci.

Al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia e ai Comuni interessati: appello contro la costruzione del Gasdotto Trans Adriatic Pipeline – Tap.
I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza della volontà di realizzare:
1) In località San Foca, l’approdo del gasdotto Tap.
2) In prossimità di Acquarica di Lecce -Vernole- la centralina di misura fiscale del gas (Prt).
3) Da parte di Snam retegas, un ulteriore gasdotto che provvederà a collegare il gasdotto Tap alla rete Nazionale di Distribuzione del Gas.
Viste le motivazioni prodotte ed esposte dal “Comitato no Tap” chiedono che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia neghino qualsiasi autorizzazione per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione locale, l’integrità del paesaggio, e lo sviluppo turistico del luogo”.
Marco Santo dell’associazione Tramontana e membro del comitato No tap riferisce: “Il 21 Maggio è il termine ultimo per presentare le osservazioni al ministero dell’ambiente relativamente alla valutazione di impatto ambientale presentata da Tap presso lo stesso ministero.
Noi stiamo lavorando e stiamo producendo una serie di osservazioni, per mettere in chiaro alcuni aspetti critici dell’opera.

Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 vi sarà un incontro pubblico presso acquarica di Lecce per informare la popolazione circa la cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal paese. Il comitato sta lavorando e ha contattato alcuni esperti biologi e geologi che hanno prodotto delle osservazioni molto critiche a riguardo, e contemporaneamente l’assessore regionale Lorenzo Nicastro (che ha già espresso parere contrario all’opera) si sta impegnando con la Regione a istituire press il Lido San Basilio di San Foca (sito a 100 metri dal punto di approdo del gasdotto) un area protetta Sic, a tutela di quello che è il sito scelto da anni dalle tartarughe per deporre le uova”.

Jenny De Cicco

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Cucito addosso per vincere ovunque

Un corto girato a Otranto fa incetta di premi.
Si parla del cortometraggio “Cusutu n’ coddu- cucito addosso”, diretto, sceneggiato e montato dal Giovanni La Parola, già regista del lungometraggio “E se domani” Medusa Film 2005, con Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu e Sabrina Impacciatore.

Cucito addosso è un cortometraggio in costume, ambientato nella Sicilia preunitaria nel periodo delle rivolte di Bronte, ed è stato girato nelle assolate campagne salentine nei pressi di Otranto, per la precisione presso Masseria Ceppano, lo scorso anno a giugno.
Il cortometraggio, costato circa 150mila euro è stato prodotto dalla Mithril production e con il contributo della Apulia Film Commission, Filmando e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stato realizzato grazie al premio Nuove Arti della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Protagonisti del girato sono gli attori Filippo Pucillo – “Respiro”, “Nuovo Mondo” – e Giovanni Calcagno – “Buongiorno Notte”, “Rome”, “Si può fare”, “Noi credevamo” – Francesco Foti e Federico Rosati. La trama si svolge in un piccolo feudo siciliano, alla fine dell’800, dove un gruppo di contadini affamati e inferociti si rivolta contro il proprietario terriero. A padroneggiare e dirigere la rivolta c’è Salvo che vuole sostituirsi al feudatario. Durante la rivolta Salvo decide di non uccidere il sarto dell’ex padrone, Peppino, perché vorrebbe un magnifico abito aristocratico su misura. In un duello tra i due protagonisti, il sarto metterà in atto il suo antico disegno di vendetta.
Il corto è girato in stile spaghetti western con chiari ed espliciti richiami a Sergio Leone e ne rende moderno lo stile aggiungendoci del Pulp alla Robert Rodriguez.
I costumi, sontuosi e realistici sono stati curati da Giuseppe Avallone e due sue allieve, uno dei costumisti del primo Spiderman e collaboratore della Tirelli Costumi, la fotografia moderna e tagliente di Marco Bassano, gli effetti del laboratorio effetti speciali – Virtualstudiosfx di Stefano Pizzolitto e si è avvalso del lavoro delle maestranze cinematografiche italiane d’eccellenza, come i macchinisti che hanno lavorato a capolavori come Apocalipse Now e L’esorcista.
Nel frattempo il cortometraggio è stato vincitore con lode del premio Michelangelo Antonioni come miglior cortometraggio all’ultimo Bif&st a Bari e anche se alcune voci lo davano partecipante a Cannes, non ne prenderà parte.

Giovanni La Parola è nato a Palermo nel 1975. A Bologna frequenta il Dams e si cimenta nella realizzazione di piccoli documentari, cortometraggi, video istallazioni, ma decide di “mollare” proprio alla presentazione della tesi su Akira Kurosawa. Ma i sogni si possono realizzare con e senza un titolo e nel 2001 realizza un cortometraggio “Still Life”, per il quale gli viene assegnato il Premio Cesare Zavattini. Con la somma in denaro conseguita, realizza il suo successivo cortometraggio, “Il pugile” (2004) ed è grazie a questo cortometraggio che viene notato da un produttore, che decide di affidargli la regia della commedia “E se domani”.
“Cusutu n’ coddu” ha vinto, ex-aequo con “Ombre” di Emanuele Pica, l’undicesima edizione del prestigioso “Rome Independent Film Festival” (Riff) del 2012.
Il film breve ha ottenuto il riconosciuto d’interesse culturale, ha fatto parte della cinquina per l’assegnazione del David di Donatello 2012 come Miglior cortometraggio italiano con “Ce l’hai un minuto?” di Alessandro Bardani e Luca Di Prospero, “L’ estate che non Viene” di Pasquale Marino e “Tiger Boy” di Gabriele Mainetti.

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Dei porci comodi non si butta via niente

Una mostra vi seppellirà.
Veritiera, irriverente e comica, questi i tre aggettivi per descrivere la mostra d’arte di Carlo Di Cillo presso la galleria Capece, dal 9 al 15 maggio 2012 “I miei porci comodi”.
I porci comodi Dicillo se li fa davvero: mettendosi comodo sul divano osserva il mondo nuovo della società e dei modi italici di dire e di fare, e con occhio attento osserva per riportare su supporti vari e a tinte pop e kitsch, come il rosa shocking, i suoi porci.
Del maiale non si butta via niente, neanche i modi di dire che rielaborati in concetti grafici da Carlo, vengono ricontestualizzati e assumono nuovi significati grazie all’arma del pennello.
Satira e irriverenza come tramite nell’utilizzare l’animale cibo dei poveri e così darlo in pasto alla società moderna informata di tutto.
Così, oltre ai modi di dire come “Porco boia” e “Porca zozza”, intervengono personaggi che potrebbero essere presi da una satira romana, come il riferimento alla “Camera dei Deputati”, per Carlo è la “Camera dei Depurati” e non poteva mancare il “Bunga Bunga Italiano”.
Carlo spiega, ma non essendo didascalico, affascina l’avventore-osservatore, che in questo modo sarà catturato dal simpatico mondo di questi particolari maialetti, in cui potrebbe ritrovare un po’ di sé stesso e della vita che lo circonda, facendo ridere, sorridere e poi riflettere.
Perché i maiali di Carlo Dicillo si stanno preparando a portare una rivoluzione nel mondo umano, nella fattoria di George Orwell: «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri», proprio come quelli di Carlo Dicillo.

Jenny De Cicco

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Giornalismo in agitazione, si va dal prefetto

Giornalisti e lavoratori dell’informazione agitati e indignati.
Il licenziamento del cameraman di Canale8, a seguito di una ristrutturazione aziendale, è stato l’innesco, ma la miccia dell’agitazione è lunga, che affonda le radici nella situazione generale e dilagante in cui versa il settore degli operatori dell’informazione.

Così è stata convocata lo scorso 10 maggio l’assemblea pubblica degli operatori del comparto, tenutasi nell’Open Space di Palazzo Carafa, alla fine della quale l’informazione salentina ha proclamato lo stato di agitazione.
Alla presenza dei presidenti dell’Assostampa di Puglia, dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, del Corecom Puglia, dei vertici di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, l’assemblea ha proclamato l’agitazione, riservandosi ogni altra forma di lotta.
Al Prefetto chiederanno un incontro che verterà sui temi dei licenziamenti, mancate retribuzioni ed inosservanza delle norme contrattuali, che si terrà alla presenza delle istituzioni locali e regionali, dei parlamentari eletti sul territorio e degli editori al fine di avviare una vertenza complessiva che affronti la questione dei licenziamenti.
La vertenza affronterà il tema delle crisi aziendali che non possono essere risolte in maniera unilaterale, ma con tavoli di concertazione per salvaguardare i posti di lavoro, eventualmente anche con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Sempre più spesso giovani, con la speranza del lavoro dei sogni, come giornalisti, cameraman, tecnici in generale, vengono assunti con contratti capestro, sfruttati, mal pagati o addirittura mai pagati per le prestazioni svolte, rendendo la situazione insostenibile e dannosa per una nobile professione giornalistico-informativa.

Jenny De Cicco

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Un azalea che salva molte vite

Un’occasione per combattere il cancro anche a Otranto.
L’azalea della ricerca Airc sarà presso la Villa Comunale Idrusa dalla mattina del 13 maggio.
Airc, con l’aiuto di 25.000 volontari, distribuirà in circa 3000 comuni italiani 650.000 azalee che dovrebbero tradursi in un contributo di circa 10 milioni di euro per garantire continuità a progetti di ricerca sui tumori femminili che promettono risultati concreti.
In soli 30 anni, la guaribilità media dei tumori è più che raddoppiata e per alcune forme, come per il tumore al seno i tassi di guarigione sono saliti all’80%.
Ciò che fa la differenza e che rappresenta la grande conquista della ricerca è l’aumento delle diagnosi precoci, le uniche che consentono interventi curativi e tempestivi. A rendere il cancro una malattia sempre più curabile concorrono, da una parte, l’ingegno e la passione dei nostri ricercatori e dall’altra l’impegno di tutti coloro che credono nell’operato della ricerca e che non smettono di sostenerla.
La giornata dell’azalea quest’anno compie 28 anni e vuole essere un’opportunità per parlare al pubblico della grande vitalità femminile nella scienza e in particolare nel mondo della ricerca sul cancro, donne alle quali Airc ha voluto dedicare la pubblicazione speciale di corredo alle azalee in vendita nelle piazze “Donne per le donne – ricercatrici per le pazienti, donne attente a se stesse nella prevenzione”. La donna può prevenire la malattia quando attacca organi che ineriscono ai caratteri sessuali e quindi sta anche in lei la possibilità di proteggersi dal cancro.
L’arma, questa volta, è una sola: la prevenzione. Per questo è stato dato ampio spazio anche alle “ricette della salute”: semplici accorgimenti che, secondo gli esperti, potrebbero aiutarci ad ascoltare i segnali precoci del corpo e a consultare il medico quando si ha un dubbio. Questa può essere la strada vincente.

Jenny De Cicco

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Palazzo Melorio, chi va e chi resta

Presentato l’esecutivo di palazzo Melorio.
D’altronde la stagione turistica è a un passo e la perla del Salento non deve e non può perdere tempo. Non perde tempo il rieletto sindaco Luciano Cariddi, che coglie l’occasione del comizio di ringraziamento per presentare la propria squadra di governo.
Vicesindaco e assessore con deleghe alla solidarietà e ai servizi sociali, all’istruzione, al lavoro, alla cultura e all’identità territoriale da ieri è Lavinia Puzzovio, appartenente alle fila del Pd e protetta di Dario Stefàno, la più votata della civica ViviAmo Otranto. Michele Tenore, nel primo governo Cariddi è stato consigliere, e oggi è il detentore delle deleghe alle risorse ambientali, alla pianificazione del territorio, alle infrastrutture pubbliche. Il giovane Daniele Merico sarà responsabile delle politiche economiche e alla Polizia municipale.

Gianfranco Stefàno (nella precedente legislatura era consigliere di maggioranza) si occuperà del decoro e della bellezza urbana, e anche sport e del tempo libero.
L’ex sindaco e vicesindaco, Francesco Vetruccio, sarà il capogruppo consigliare della civica cariddiana e manterrà la delega alla portualità. Antonio Schito, non sarà più assessore, ma da ora in avanti occuperà lo scranno come consigliere delegato al contenzioso e agli affari generali. Mentre Fernando Coluccia, ex assessore al bilancio è stato accettato come presidente del consiglio.
Molto rapida la scelta della giunta, tempi veloci sono stati resi possibili, certamente, grazie all’esperienza accumulata nei precedenti 5 anni di governo comunale.
Luciano Cariddi esprime la sua gratitudine agli elettori e a quanti lo hanno sostenuto: “A conclusione di questa tornata elettorale e visto l’esito del voto, voglio ringraziare la Comunità otrantina per la stima dimostrataci e per la fiducia che ha voluto rinnovarci per rappresentare il governo cittadino nei prossimi anni. Avvertiamo questo risultato come un apprezzamento per il tanto lavoro svolto nel nostro primo mandato, ma anche come un impegno che assumiamo con responsabilità per riuscire a vedere compiuta quella visione di città che stiamo, giorno dopo giorno, realizzando”.
L’amministrazione comunale sarà dunque composta dal sindaco Luciano Cariddi, gli assessori Lavinia Puzzovio, Michele Tenore, Daniele Merico, Gianfranco Stefàno, i consiglieri di maggioranza Fernando Coluccia, Antonio Schito, Francesco Vetruccio e l’opposizione rappresentata da Francesco Bruni, Tommaso De Benedetto e Leonardo Salzetti. Non presente nella configurazione Corrado Sammarruco, il quale ha preferito rinunciare al ruolo di consigliere.
Non una presa di posizione, ma una presa di coscienza nei confronti delle scelte dei propri concittadini, consequenziale anche alla perdita di consensi, di Alleanza per Otranto, che del radicamento al territorio aveva fatto i proprio punto di forza.
Così al posto di Sammarruco subentra Leonardo Salzetti, consigliere con lui in questi passati 5 anni.

Jenny De Cicco

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