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Tavolo anti erosione in Provincia

Si è svolto il primo febbraio presso palazzo Adorno un tavolo istituzionale per discutere dell’erosione costiera.

Alla presenza di tutti i sindaci delle cittadine costiere del basso Salento la riunione è stata l’occasione per illustrare il percorso di finanziamento delle opere anti-erosione previste nel Salento e per stabilire le priorità da affrontare in vista della stagione estiva, periodo cardine dell’economia salentina.

Un incontro servito ad appurare il percorso di finanziamento delle opere anti-erosione previste nel Salento e stabilire le priorità infrastrutturali da affrontare. Tutti i sindaci convocati dal presidente Antonio Gabellone e l’assessore provinciale al territorio, Gianni Stefano, assieme alle organizzazione di categoria hanno partecipato all’ennesimo tavolo tecnico.

Al centro della discussione il Protocollo d’Intesa che verrà approvato in giunta provinciale, nel quale la Regione Puglia s’impegna a finanziare la realizzazione degli interventi a difesa delle zone a rischio, a patto che le località interessate progettino per tempo le opere da realizzare. Le opere si concretizzeranno a una sola condizione la sottoscrizione del protocollo.

Ecco finalmente una visione d’insieme, la soluzione sperata dalle associazioni di categoria che fino a ora hanno lamentato sporadici interventi, a opera di poche amministrazioni e sparuti imprenditori, che hanno definito un quadro d’interventi a macchia di leopardo.

L’altro ieri l’incontro per stabilire chi dei Sindaci è d’accordo con l’intesa scritta, sarà la giunta a dare l’ok.

Jenny De Cicco

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Liberati 5 falchi dall’Osservatorio di Calimera

Si chiude il periodo di caccia e il Museo di Calimera ha festeggiato liberando, domenica 29 gennaio, 5 rapaci diurni presso San Pancrazio Salentino. Maestosi, rapidi e affascinanti, in grado di far sognare a occhi aperti chi li osserva librarsi in volo, simbolo di libertà per eccellenza, ma che per un motivo o per l’altro della propria libertà erano stati privati, cinque falchetti curati presso il centro nei mesi scorsi sono stati reinseriti in natura dall’Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce “Museo di Calimera”, presso il santuario di Sant’Antonio alla Macchia a San Pancrazio Salentino.

I cinque rapaci sono nello specifico poiane, sparvieri e gheppi, ricoverati in seguito a ferite da arma da fuoco.

Queste specie appartengono alla fauna autoctona del Salento, ma la scomparsa degli habitat, attività di bracconaggio e metodi di caccia sconsiderati, oltre l’ignoranza di certi individui, rendono i voli di questi volatili nei nostri cieli sempre più rari.

La manifestazione s’inserisce nell’ambito dell’iniziativa Liberiamoci in volo, che nasce con l’intento di avvicinare le persone, in particolar modo i bambini i quali corrono il rischio di non vedere nel proprio futuro animali così affascinanti e delicati.

Un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo, ma anche e soprattutto per osservare da vicino la natura, il ritorno alla libertà, per vivere nuove emozioni che lasciano ogni volta stupiti per la loro innata potenza.

Questa è stata la prima edizione della manifestazione e tra le prossime tappe c’è Lecce e Muro Leccese.

Jenny De Cicco

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No alle trivelle di Vendola e Dl sulle attività estrattive in Regione

Alla presentazione di Mediterre 2012 Nichi Vendola dichiara guerra all’oro nero, mentre lunedì si sono riunite la IV e la V commissione per l’approvazione del decreto regionale sull’attività estrattiva. “Da Mediterre faremo partire gli squilli di tromba contro le irresponsabilità e la miseria culturale. La nostra è anche la battaglia sull’oro nero su cui si gioca la partita del condizionamento del futuro e non c’è pareggio che possa esistere sul petrolio. Guideremo una battaglia che però non combatteremo da soli”, ha detto il governatore.

Mediterre – Cantiere euromediterraneo della sostenibilità è l’appuntamento internazionale green giunto alla settima edizione organizzato da Regione Puglia e Federparchi, dal 31 gennaio al 4 febbraio nella Fiera del Levante di Bari.

Il governatore pugliese non ha risparmiato parole sui temi ambientali più caldi della cronaca di questi ultimi giorni: dal no alle trivellazioni petrolifere in mare, alla tutela della biodiversità, dallo sviluppo della Green Economy ai temi della desertificazione e dei cambiamenti climatici.

Il capoluogo pugliese ospiterà anche la terza sessione plenaria dell’Assemblea Euromediterranea degli Enti Locali e Regionali (Arlem) – dal 29 al 30 gennaio nell’ex palazzo delle Poste – come ha spiegato il dirigente del settore Ecologia della Regione “La mutazione climatica – ha proseguito Vendola – la misuriamo con i cambiamenti dei fenomeni meteorologi: natura e cultura costituiscono un patto, un intreccio anche economico perché apre la strada a un nuovo fenomeno dei flussi migratori, con perdita di territori e prospettive di sviluppo. Sono i cosiddetti ecoprofughi ad aggiungersi alle emergenze”.

“Bisogna riprendere i temi della conferenza di Kyoto e di

Durban in Sud Africa sulla promozione delle pratiche di sviluppo sostenibile e sull’impegno ad abbassare le emissioni di gas a effetto serra per un accordo salva-clima per sostenere l’intero ecosistema – ha chiosato l’assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro – serve una riflessione profonda sull’emergenza climatica”.

Tra gli ospiti della 5 giorni di convegni, workshop e incontri anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini sul tema della difesa del mare dalle trivellazioni petrolifere e il ministro allo sviluppo economico Corrado Passera che interverrà sulle prospettive di sviluppo della green economy in Puglia e nel Sud, Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regione Ue e co-presidente di Arlem e Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo.

Intanto in Puglia continua la discussione sulle attività estrattive, lunedì 30 gennaio si sono infatti riunite la IV e la V Commissione, mentre è in dirittura d’arrivo l’iter di approvazione del disegno di legge su la “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. Riunite in seduta congiunta e presiedute da Aurelio Gianfreda (IdV) e Donato Pentassuglia (Pd), hanno concluso l’esame dell’articolato, inviando l’approvazione del testo alla prossima seduta, in attesa del referto tecnico degli uffici dell’assessore Loredana Capone, presente alla riunione.

10 gli articoli esaminati e solo la metà approvati a maggioranza con l’astensione del Pdl (art 21, 22 e 23 sull’autorizzazione alle attività di ricerca, art 25 sul risarcimento del danno, art 26 sulle cave di prestito) e i restanti all’unanimità.

In particolare la discussione si è soffermata sull’articolo 34, relativo alle sanzioni amministrative per chi esercita l’attività estrattiva in maniera “abusiva”.

Jenny De Cicco

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Soddisfazione del consigliere regionale Donato Pellegrino per il no della Regione alla centrale di Cavallino

Dopo il no della Regione Puglia alla costruzione della centrale a biomasse di Cavallino, il consigliere regionale Donato Pellegrino (Misto-Psi) ha espresso soddisfazione per gli esiti conseguiti da una sua interrogazione, congiuntamente all’azione del “Comitato Intercomunale”, ai sindaci di Lecce, Lizzanello, Lequile, Caprarica e del Consiglio Provinciale di Lecce. “Con tale decisione – afferma Pellegrino – è stato sancito il sacrosanto diritto delle popolazioni a difendere la salute, il territorio e l’ambiente. L’oggettiva disponibilità della Regione Puglia, nel prendere atto di quanto espresso nell’interrogazione e della situazione così come rilevata dall’Asl di Lecce, che denunciava nei comuni a sud del capoluogo salentino, un incremento della mortalità per tumori maligni, più elevata rispetto alle altre province pugliesi, ha prodotto il risultato auspicato. In caso contrario si sarebbe profilato un danno non solo ambientale, in quanto la permanenza di una centrale di tale potenza avrebbe avuto conseguenze negative per il turismo e nella qualità della vita dell’intero territorio. Gli abitanti dei comuni interessati meritano un trattamento migliore, rifiutano l’immagine di smaltitoio che hanno oggi e mirano a consegnare, alle generazioni future, un territorio in perfetto equilibrio ambientale. Il risultato conseguito dimostra ancora una volta che quando si fa sistema, quando si lavora di squadra e si è determinati e sensibili alle problematiche territoriali, i risultati non tardano ad arrivare, con ricadute benefiche per i cittadini rappresentati”.

Alessandro Conte

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Maglie, taglio di conifere: quale futuro?

Sono tante le domande che attanagliano in questi giorni gli ambientalisti magliesi. E persino chi non è ambientalista tout court. Si parla del taglio delle conifere in rione Immacolata naturalmente, un provvedimento che ha ricevuto tutti i permessi in regola, solo che qualcuno si è scagliato contro la decisione dei condomini che l’hanno chiesta. E mentre qualcuno di scagliava, altri cercavano semplicemente di capire come sono andate le cose. Come la consigliera Roberta Culiersi, che si unisce ai dubbi già sollevati dal collega d’opposizione, anche se non dello stesso colore politico, Antonio Giannuzzi. “Al di là della legittimità della procedura – ha dichiarato Culiersi alla Gazzetta del Mezzogiorno – che andrebbe comunque approfondita e verificata, mi chiedo come i residenti del rione Immacolata siamo potuti arrivare a una simile decisione. Volere il taglio di 24 alberi in uno dei pochi polmoni verdi della nostra città ha dell’incredibile. E i motivi di sicurezza non credo siano sufficienti a giustificare tale richiesta. Mi chiedo se ci sia stato un sopralluogo del Corpo Forestale e quanti di quei condomini abbiano avallato il provvedimento decisorio. Sarebbe poi interessante verificare come si intende procedere alla recinzione della zona interessata. Vorrei incontrare al più presto i proprietari del condominio e confrontarmi con loro. Alcune decisioni private assumono rilevanza per tutti i gli amministratori nel momento stesso in cui, a causa di queste decisioni, l’interesse che può essere leso è quello pubblico alla salubrità dell’aria e alla salvaguardia del territorio”. La decisione, prima di inoltrare la domanda agli organi competenti, era stata presa nel corso di una riunione condominiale del condominio Tennis, motivata con ragioni di sicurezza. E sembra persino strano parlare di sicurezza in un quartiere in cui a due passi c’è la caserma dei Carabinieri, e quindi è probabilmente il più protetto e monitorato dalla città, non fosse altro che le forze dell’ordine ci passano abitualmente notte e giorno per recarsi sul posto di lavoro.

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Centrale a biomasse di Cavallino: la Regione dice no

La serie di controversie legata alla centrale a biomasse di Cavallino sembra finalmente avviarsi a una conclusione. Al termine della Conferenza dei Servizi dello scorso dicembre la parola era passata alla Regione Puglia che ora si è pronunciata con un no che non dovrebbe lasciare più dubbi sul destino del progetto.

La negazione alla costruzione della mega centrale, notificata dal dirigente del Servizio Ambiente della Regione Puglia, ha suscitato la viva soddisfazione non solo di quanti si erano impegnati nella battaglia contro la realizzazione dell’impianto ma anche di tutte le comunità dei paesi direttamente interessati.

Tuttavia, dal direttivo del Comitato No-Centrale arriva l’invito non abbassare la guardia e a restare uniti, in quanto l’impresa che dovrebbe eseguire i lavori potrebbe procedere in giudizio.

“Accogliamo con estrema soddisfazione il parere negativo espresso dagli organi tecnici della Regione Puglia alla realizzazione della centrale a biomassa di Cavallino. La vicenda non è ancora definitivamente conclusa perché la società ha ora dieci giorni di tempo per depositare le proprie controdeduzioni, ma almeno siamo giunti ad avere un parere specialistico che ufficializza tutto quello che abbiamo detto fin dal primo momento e cioè che questo impianto è smisurato, estremamente vicino agli abitati di San Donato e San Cesario e assolutamente incompatibile con una situazione ambientale già fortemente stressata per la presenza della discarica e dei biotunnel – commenta Andrea Savonitti, portavoce del Comitato intercomunale contro la centrale a biomasse di Cavallino – In attesa di vedere calare definitivamente la parola fine su questa vicenda mi piacerebbe vedere, da parte di tutti i nostri amministratori, un impegno finalizzato affinché tali minacce non possano ripetersi, anziché assistere alla giostra dei comunicati stampa in cui chiunque si arroga meriti e ruoli di paladino”.

Gianluca Conte

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Trivelle, interrogazione all’Europarlamento

Come auspicato dalla politica pugliese, la vicenda delle estrazioni petrolifere approda al Parlamento europeo.

Presentata un’interrogazione urgente per riesaminare “gli aspetti legislativi per vietare ricerche offshore”.

Si sposta la protesta pugliese, dal territorio regionale alle aule parlamentari di Bruxelles per bloccare le prospezioni alla ricerca di giacimenti sottomarini, peraltro già avviate nelle coste adriatiche.

Quaranta europarlamentari italiani, tra i quali il primo firmatario l’eurodeputato del Pdl pugliese, Sergio Silvestris, hanno presentato gli scorsi giorni, un’interrogazione chiedendo alla Commissione di riesaminare urgentemente gli aspetti legislativi per vietare ricerche offshore nelle zone turistiche e a forte vocazione peschereccia, come per l’appunto le coste adriatiche, in particolar modo le pugliesi. Nell’interrogazione si mette in dubbio la metodologia air-gun di prospezione che “consiste in violente esplosioni d’aria compressa che danneggiano il pescato e l’intero equilibrio marino. Nel territorio è sviluppata una fiorente economia turistica, con la presenza di decine di alberghi, bed & breakfast e villaggi vacanze”.

Si legge nel testo dell’interrogazione si chiede anche di tenere in considerazione “la contrarietà di tutte le istituzioni del territorio, vista la proposta di regolamento licenziato il 27 ottobre scorso dalla Commissione europea, che prevede specifiche forme di consultazione e partecipazione pubblica alle procedure di autorizzazione, onde acquisire i pareri dei territori interessati”. Gli eurodeputati chiedono d’intervenire per verificare la conformità delle operazioni a tutte le direttive europee, con particolare riferimento alla rete Natura 2000, alla conservazione degli habitat naturali e alle politiche di salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

Tra i firmatari compaiono gli europarlamentari Sergio Silvestris (Pdl), i vicepresidenti dell’europarlamento Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl), i capidelegazione Mario Mauro (Pdl), David Sassoli (Pd), Niccolò Rinaldi (Idv), Salvatore Tatarella (Fli) e Giuseppe Gargani (Udc), i parlamentari Raffaelle Baldassarre, Licia Ronzulli, Barbara Matera, Enzo Rivellini, Erminia Mazzoni, Antonio Cancian, Antonello Antinoro, Clemente Mastella, Lara Comi, Giovanni La Via, Aldo Patriciello, Iva Zanicchi, Marco Scurria, Carlo Fidanza, Alfredo Pallone, Salvatore Iacolino (Pdl), Debora Serracchiani, Paolo De Castro, Pino Arlacchi, Mario Pirillo, Vittorio Prodi (Partito democratico), Sonia Alfano, Gianni Vattimo, Gianmaria Uggias e Andrea Zanoni (Italia dei valori), Matteo Salvini, Mario Borghezio, Claudio Morganti, Lorenzo Fontana e Giancarlo Scottà (Lega Nord), Cristiana Muscardini e Potito Salatto (Fli).

Jenny De Cicco

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Come era, come è. Un video per Porto Miggiano

A Porto Miggiano è ancora viva la polemica per i lavori nella caletta. Alle azioni ambientaliste si aggiunge un video di sensibilizzazione del videomaker Hermes Mangialardo.

Per gli ambientalisti e per il Comitato di Tutela di Porto Miggiano, quello che avviene è una violenza ai danni del territorio, di un angolo di paradiso. Per l’amministrazione si tratta di lavori atti al consolidamento del costone roccioso che rischierebbe irrimediabilmente di andare perso in maniera incontrollata.

Dal Comitato arriva una nuova iniziativa: “Dopo tutti gli sforzi fatti sin ora continuiamo a vedere di salvare il salvabile”. E si forniscono ai membri del gruppo le mail e i numeri di telefono cui rivolgersi per far sentire il proprio dissenso. “Crediamo – dicono gli attivisti – che quante più mail, fax e lettere invieremo, tanto più ci saranno possibilità di essere ascoltati”. La mail deve recare per oggetto “Appello urgente: salviamo Porto Miggiano dalla cementificazione” e forniscono anche il testo.

Si è attivato anche Hermes Mangialardo, noto videomaker e animatore di origini copertinesi, legatissimo al Salento. Il video di Hermes sta facendo il giro del web e ha per fulcro il passato ed il presente di Porto Miggiano.

Il gruppo Facebook del “Comitato di Tutela per Porto Miggiano” invita tutti a prenderne visione, per condividerne le battaglie in nome del territorio e delle peculiarità dell’ambiente salentino.

Musica malinconica e immagini e parole evocative di Porto Miggiano tra passato e presente e con un occhio di riguardo per il futuro incerto di Porto Miggiano.

Jenny De Cicco

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Conifere abbattute in rione Immacolata: c’è chi dice no

Qual è il confine tra pubblico e privato? È una domanda che ci si ritrova a porsi dopo l’ultimo fatto, il taglio di alcune conifere a Maglie in rione Immacolata, in una zona che ospita delle palazzine di proprietà di un gruppo di persone che hanno chiesto e ottenuto dalle autorità competenti di eliminare 23-24 alberi, per realizzare una recinzione. La recinzione si vuole che venga approntata per poter mettere in sicurezza la zona ed è tutto in regola, ma gli ambientalisti non ci stanno e cercano di ridimensionare questo problema. E 24 conifere in meno a Maglie sono un problema non da poco, perché la proprietà è privata, ma l’aria è di tutti, e mentre magari si vorrebbe piantare nuovi alberi non si riesce neppure a proteggere l’esistente. Finora gli alberi tagliati sono una decina, i lavori oggi sono stati fermi, probabilmente a causa del maltempo: a Maglie c’è stata anche una spruzzata di grandine. Ma se il tempo migliorerà l’opposizione ci sarà, quella degli ambientalisti, che ritengono la presa di posizione dei proprietari residenti come uno scempio. “Perché questa strage? – si legge sulla bacheca Facebook dell’ambientalista Oreste Caroppo – Tutto sarebbe finalizzato alla realizzazione di una recinzione dell’area privata dei vasti campetti aperti di tennis. Ma non bastava fare un bel muretto a secco bello e caratteristico lasciando in loco i magnifici alberi? No, devono abbattere 24 grandi alberi di specie mediterranee e rinchiudersi in chissà quale altra orrifica recinzione per difendersi, quando lì intorno il sabato mattina si svolgerà il mercato settimanale della città che presto si trasferirà in quella zona”. Il comitato Giù le mani da San Sidero ha pubblicato delle foto eloquenti del taglio. E ci si augura che le persone che hanno fatto la richiesta tornino sui loro passi. In fondo, la proprietà è un furto, diceva Koso. Ma l’aria ha una proprietà?

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Salento: emergenza rifiuti

Non bastava la protesta dei tir a creare numerosi disagi nel Salento, con conseguenze sul settore agricolo per i prodotti altamente deperibili destinati ormai al macero e molti distributori di benzina dalle prime ore di oggi chiusi perché privi di carburante.

Il Salento oggi potrebbe vivere anche l’emergenza rifiuti, a causa dello sciopero degli impianti di Cdr (per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti) di Cavallino e quelli di trattamento dei rifiuti solidi urbani di Poggiardo e Ugento.

Alla base della protesta dei lavoratori del Cogeam, il Consorzio Stabile Gestioni Ambientali che si interessa dello smaltimento dei rifiuti, i mancati pagamenti per i mesi di dicembre e gennaio.

L’esasperazione dei lavoratori e il malcontento generale, che facevano intuire lo stato drammatico della situazione, già in una lettera di Antonio Albanese, amministratore delegato del Consorzio e delle tre società Progetto Ambiente Bacino Lecce 1, Lecce 2 e Lecce 3 srl di cui il Cogeam fa parte. Albanese il 13 gennaio scorso si rivolgeva al prefetto di Lecce, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, a Regione, Provincia e, naturalmente, agli amministratori degli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) per denunciare lo stato delle cose.

Ma fino a oggi l’appello è caduto nel vuoto e il Cogeam è sempre più schiacciato tra le banche, che non erogano più credito, e i Comuni che non hanno fondi per sostenere il servizio.

Pertanto, salvo miracoli dell’ultim’ora, oggi i cancelli degli impianti resteranno chiusi e, dal momento che non sarà possibile sversare i rifiuti raccolti, le nostre strade rischiano di trasformarsi temporaneamente in discariche a cielo aperto.

Dalla Prefettura di Lecce giungono nel frattempo segnali rassicuranti: c’è la volontà di “affrontare le questioni gestionali in particolare delle discariche e degli impianti di biostabilizzazione, le cui società vantano ingenti crediti nei confronti degli ATO, e che rischiano di paralizzare il servizio pubblico in questione”, come si legge sul sito ufficiale.

Il prefetto di Lecce Giuliana Perrotta ha, infatti, convocato per domani una riunione alla quale parteciperanno il presidente della Provincia, i tre presidenti degli Ato, l’assessore Regionale alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, e il sindaco di Lecce nominato commissario ad acta per lo scioglimento delle Autorità d’Ambito.

Antonella Cazzato

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Ad Andrano concorso di eco – design

L’associazione Seyf, South Europe Youth Forum, promuove un contest, una competizione tra giovani talenti che vogliono esprimere la propria creatività attingendo da ciò che il territorio reputa inutile e obsoleto.

Obiettivo finale del Contest “CrASuD – Creativity Art for Sustainable Design” è incentivare il riutilizzo creativo dei materiali per farne rappresentative opere di eco design.

Il contest dell’edizione 2012 si rivolge a tutti i giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni ed è curato dai volontari di Seyf nell’ambito del progetto Alla Ricerca del Tempo Perduto (Gioventù in Azione 2007 2013), con il patrocinio del Comune di Andrano.

Tutti i giovani talenti interessati sono invitati a iscriversi al contest per partecipare all’esposizione, selezione e premiazione che si terrà sabato18 febbraio 2012 presso il Castello Spinola-Caracciolo di Andrano.

L’opera, a tema libero, dovrà essere realizzata e consegnata entro il termine ultimo di sabato 11 febbraio 2012 ore 18.

Le opere possono essere realizzate con qualsiasi materiale reperito a condizione che questo risponda ai principi di riutilizzo e riciclo che animano il contest stesso.

E’ possibile anche scaricare la documentazione necessaria alla pagina facebook Seyf – South Europe Youth Forum

Fabio Tarantino

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Trivelle a Otranto? Il sindaco dice no

E’ stata depositata la scorsa settimana una richiesta per effettuare prospezioni con l’air gun a Otranto, allo scopo di individuare la presenza d’idrocarburi. Non è scongiurato il pericolo della presenza di trivelle nei mari salentini, una nuova richiesta di autorizzazione a fare sondaggi a scopo estrattivo al largo di Otranto è stata depositata, firmata dalla società Petroleum di Singapore, che ha interesse ad ispezionare i fondali con la tecnica dell’air gun.

L’air gun è un sistema di monitoraggio dei fondali attraverso cannoni pneumatici che esplodono scoppi di aria compressa nei fondali e in base alla risposta sismica che ne ricevono stabiliscono la presenza o meno di petrolio, recentemente sospettati di aver causato il decesso di alcuni esemplari di cetacei rinvenuti sulle coste greche. Si dichiara contrario il comune idruntino, il sindaco Luciano Cariddi fa sapere: “Ci opporremo con tutte le forze a ogni attività petrolifera sulle nostre coste. In altre occasioni abbiamo dimostrato grande responsabilità accettando che il nostro territorio venisse toccato da vicino da opere che abbiamo ritenuto di importanza generale, come il gasdotto per l’approvvigionamento di energia “.

Ciò che il comune può fare è dunque presentare un parere negativo in sede di conferenza dei servizi. La data per la conferenza non è ancora stata fissata.

La precedente proposta di trivellare la costa era stata avanzata dalla Northern Petroleum, per l’esplorazione della costa pugliese e in particolare fra Brindisi e Lecce. Tra le località interessate Brindisi, Fasano, Cisternino, Ostuni, Carovigno, Meledugno, Otranto, Torre Guaceto, Torre Veneri, Torre dell’Orso, Santa Maria di Leuca.

Jenny De Cicco

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