Posted on 14 Gennaio 2012. Tags: erosione, Mauro Della Valle, Piano delle Coste, Regione Puglia, Salvatore Di Martina
Lo avevano giurato e hanno mantenuto la parola. E’ stato impugnato dinanzi al Tar di Bari il Piano Regionale Delle Coste, lo hanno fatto tramite il legale Danilo Lorenzo, Assobalneari Puglia Federbalneari ed Assobalneari Salento.
Il Prc, approvato via definitiva con delibera di giunta regionale e pubblicato sul Burp Puglia il 9 novembre 2011 e ha messo fine alla questione relativa all’atto di pianificazione generale della costa pugliese, giunto a conclusione con 4 anni di ritardo rispetto alla data che era stata fissata dalla legge regionale, individuata nel 2006.
Il vicepresidente nazionale di Federbalneari Italia Mauro Della Valle non ha usato toni gentili nel commentare la notizia: “L’impugnativa innanzi alla competente autorità giudiziaria del piano regionale delle coste attuata dalla nostra associazione rappresenta un atto dovuto per tutti coloro che veramente tutelano e difendono le imprese balneari”. L’associazione di categoria rappresentata da Della Valle è l’unica che abbia impugnato il Prc.
“L’attuazione del Prc porterà al rischio chiusura di moltissime Imprese balneari e di una fitta rete d’imprenditori che vedranno vanificati anni di sforzi e investimenti economici effettuati. Basti pensare che è prevista la revoca delle concessioni demaniali nell’ipotesi in cui la costa sia interessata da fenomeni di erosione costiera, imponendo in tal caso una ingiusta punizione a un incolpevole titolare dello stabilimento balneare”.
È intervenuto anche Il presidente regionale di Assobalneari Puglia – Federbalneari Salvatore Di Mattina: “Il Prc recentemente approvato dalla Regione Puglia rende la nostra Regione non competitiva rispetto alle altre regioni italiane votate al turismo balneare. Vengono annullati anni di sforzi da parte dell’intero tessuto dell’imprenditoria balneare pugliese finalizzati ad incrementare le presenze estive sulle nostre spiagge a vantaggio dell’intero comparto turistico”.
Jenny De Cicco
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Posted on 14 Gennaio 2012. Tags: Articolo 26, assobalneari, concessioni demaniali, Della Valle, Mauro
E’ stato discusso ieri l’articolo 26 sulle procedure di concessione del demanio marittimo. Assobalneari insorge contro le decisioni e divulga una nota stampa a firma del vicepresidente nazionale Mauro Della Valle, con tirolo “La morte del made in Italy”.
“Questo è l’articolo che oggi ha colpito ai fianchi la categoria della Imprese Balneari Made in Italy”, è quanto affermato da Della Valle: l’articolo 26, che regola le procedure per le concessioni del demanio marittimo per attività turistico – balneari, prevede la selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo attraverso procedure a evidenza pubblica, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell’offerta più vantaggiosa. A favore dei precedenti concessionari è riconosciuto il diritto di prelazione, ove adeguino la propria offerta a quella presentata dal concorrente vincitore. Le concessioni avranno durata superiore a quattro anni e non possono essere automaticamente prorogate. Per il rinnovo si ricorrerà a nuove procedure competitive.
“Chi ha elaborato l’art. 26, anche se formalmente come bozza – lamenta Della Valle – ha come solo scopo quello di colpire il turismo Balneare quale unica speranza di green economy sana e made in Italy che contraddistingue la nostra bella Italia. Come si fa a rispettare il Trattato europeo quando si cita che la selezione del concessionario avviene secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa?
Ciò vuol dire giocare a “lascia o raddoppia”. Il vicepresidente definisce ridicola la durata della concessione, 4 anni sono pochi come durata di impresa, e si ridisegnerebbe la concezione di accoglienza in un turismo da leasing, non potendo investire in qualità di servizi e immagine.
Secondo Assobalneari, sarebbe utile discutere dell’introduzione di un articolo nel decreto legge dopo l’incontro programmato dal Ministro Gnudi con le rappresentanze associative di categoria, previsto per il prossimo 23 febbraio a Roma. Altrettanto urgente sarebbe la riapertura del confronto in Conferenza delle Regioni sul tema del futuro delle concessioni demaniali made in Italy, per poter arrivare in Conferenza Stato-Regioni alla condivisione di un documento da sottoporre all’attenzione del premier Mario Monti e così chiarire una vicenda annosa.
Jenny De Cicco
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Posted on 13 Gennaio 2012. Tags: centro storico, Dario Massimiliano Vincenti, traffico, zone pedonali
Arrivano le aree pedonali nel centro storico magliese. Una rivoluzione “a piccoli passi” esaminata ieri nella riunione congiunta “attività produttive” e “territorio e ambiente” convocate per esaminare la proposta messa nero su bianco proprio dal presidente della commissione attività produttive Dario Massimiliano Vincenti. Cambiamenti che non saranno operativi d’imperio, ma che dovranno essere concertati con le associazioni e i rappresentanti degli esercenti. Intanto però i consiglieri, gli assessori e i dirigenti intervenuti hanno potuto visionare con i loro occhi un bozza di lavoro ancora approssimativa ma dall’impatto “dolce”, improntata ad un cambiamento progressivo delle abitudini degli automobilisti magliesi. “L’intenzione -spiega Vincenti- è quella di creare dei percorsi virtuosi nel centro storico, disincentivando il passeggio con le auto fine a se stesso all’interno del perimetro cittadino, creando nuove direttrici di marcia. Di conseguenza alcune aree saranno naturalmente disponibili per i pedoni”. Il “lodo Vincenti” immagina di obbligare le vetture provenienti da Via Ginnasio a costeggiare il Liceo Capece e quelle provenienti da Via Trento e Trieste, superata la svolta per via San Giuseppe a proseguire forzatamente per via Roma. Nascerebbe una piccola area pedonale di collegamento tra la zona del Liceo (dalla parte del bar) e la banchina. L’altra area potrebbe nascere in via Toma Nuzzichi di fronte al mercato coperto impedendo alle auto provenienti dalla piazza di proseguire per via Ignazio Ricci. Per ottimizzare la circolazione la bozza prevede l’inversione del senso di marcia tra via Umberto I° e via Matteotti all’altezza della villetta Capece per scoraggiare i rondò fini a se stessi attorno alla statua di Oronzio De Donno. La proposta sarà valutata dall’amministrazione nei prossimi giorni, ma, pur essendo poco invasiva, ha propositi ambiziosi: “L’obbiettivo finale -conclude Vincenti- è quello di creare un ‘serpentone pedonale’ che coinvolga anche Via San Giuseppe. Ma si vedrà a tempo debito e con la collaborazione di tutti se sarà un’intenzione praticabile”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 13 Gennaio 2012. Tags: 21 gennaio, adriatico, manifestazione, Monopoli, petrolio, Ppv, protesta, Puglia, sel, Tivelle, Vendola
Sostegno da Sel e Ppv nella manifestazione del 21 gennaio prossimo di Monopoli, contro le trivelle nell’Adriatico.
Esprimono con una nota congiunta dei presidenti dei gruppi consiliari de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio, il sostegno alla prossima manifestazione.
“La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la Piazza di Monopoli contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico. Dalla Puglia prenderà il via una grande mobilitazione in cui le regioni italiane costiere, cittadini sindacati, imprese, professionisti faranno sentire forte il proprio dissenso.
L’auspicio è che la politica tutta sia coesa nella consapevolezza dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare.
In Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca.
La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà a Monopoli rinnoveranno il loro no alle trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, auspicando che vi sia una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei nei confronti delle operazioni offshore, in totale contrasto con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra Regione”.
Ecco dunque l’ennesima adesione alla manifestazione che conta ormai sostegno da qualsiasi parte e partito politico presente in Puglia e che vuole coinvolgere tutte le regioni adriatiche d’Italia e anche i territori balcanici, puntando sulla sensibilità, in parte dovuta al recente disastro delle coste australiane e l’insostenibilità ecologica ed economica degli idrocarburi come fonte energetica primaria della società italiana.
Jenny De Cicco
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Posted on 12 Gennaio 2012. Tags: rifiuti radioattivi; Burgesi (Ugento); Tricase
Ancora rifiuti radioattivi nel Salento, dopo i due casi verificatosi nel mese di dicembre ad Ugento e i tre di Poggiardo.
Il camion fermato ieri era diretto all’impianto di biostabilizzazione di Burgesi (Ugento). Qui il portale radiometrico posto all’ingresso ha segnalato nei rifiuti trasportati un livello di radioattività 15 volte superiore alla norma: ciò ha allarmato i gestori dell’impianto che hanno prontamente avvisato i vigili del fuoco del nucleare, batteriologico, chimico e radiologico del comando di Lecce.
Dai primi rilievi effettuati dai vigili del fuoco, giunti sul posto insieme ai tecnici dell’Arpa e agli agenti della polizia municipale, è emerso che i rifiuti provenivano dalla raccolta porta a porta effettuata a Tricase nella prima mattinata. Non sono stati rinvenuti, invece, al contrario di quanto avvenuto con il carico del 6 dicembre scorso, rifiuti provenienti dall’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase.
Il mezzo pesante, messo in sicurezza, è stato sigillato, in attesa dell’esame dei vigili del fuoco di Taranto, attesi nell’impianto di Burgesi nella mattinata di oggi, per far luce sulla faccenda, al fine di capire, con l’ausilio di specifiche attrezzature, che tipo di sostanze radioattive fossero contenute nel carico di rifiuti.
Antonella Cazzato
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Posted on 12 Gennaio 2012.
Non ci sta il sindaco di Otranto Luciano Cariddi alle accuse dell’opposizione a Palazzo Melorio di frettolosità e mancanza di approfondimento, anzi, in un comunicato spiega che le posizioni sono strumentali. “Come abbiamo sempre sostenuto –dice Cariddi- per la minoranza ogni pretesto è buono per sperare di veder ritardare, e possibilmente arenarsi definitivamente, l’iter procedurale di approvazione del progetto del nuovo porto turistico di Otranto. Oggi, fingendo preoccupazione, sembrano invece gioire per una notizia di cronaca relativa all’arresto di alcuni dipendenti della società proponente il progetto”. Insomma, per il sindaco, non c’è stata nessuna leggerezza, anzi, si tratta di un progetto studiato e ponderato ed anche i problemi giudiziari erano stati vagliati.
“Vogliamo chiarire che l’Amministrazione Comunale è stata attenta da subito a questa vicenda giudiziaria che risale al 2007 –spiega Cariddi- e che riguarda i lavori Anas relativi al rifacimento della statale ionica. La nostra attenzione non solo è per il coinvolgimento di Condotte d’Acqua spa, ma anche per quello di Anas, avendo sul nostro territorio anche il loro progetto di raddoppio della statale Otranto-Maglie che dovrebbe cantierizzarsi a breve. Abbiamo potuto appurare già in passato come la società Condotte d’Acqua spa avesse avviato una commissione disciplinare volta ad accertare i fatti accaduti in Calabria. Ma, restando comunque vigili, ci rassicura il fatto che le amministrazioni delle due società non siano mai state coinvolte nelle accuse, restando fuori dall’indagine in corso”. Ciò è confortato dal fatto, spiega il primo cittadino, che lo stesso procuratore Pignatone, intervenendo nella conferenza stampa relativa al caso con il Comandante dei Carabinieri Angelosanto, a precisare che: “Le aziende interessate (Anas e Condotte d’Acqua) sono da considerarsi parte lesa, anche perché, se avessimo avuto elementi, non avremmo esitato a indagare anche gli amministratori delle sedi centrali”. Insomma, il caso non coinvolge Condotte direttamente, tuttavia, è l’atteggiamento dell’opposizione “che ci fa sorridere (volendo utilizzare un eufemismo) quando sostengono che il progetto sia stato esaminato con troppa fretta. Ci chiediamo se i 5 anni di iter procedurale sino ad oggi svolto sia un periodo di tempo troppo breve per la nostra minoranza. Ora comprendiamo perché nei 10 anni di loro governo non si è vista concretizzarsi nessuna seria iniziativa per lo sviluppo cittadino”. Insomma, i tempi sono lunghi, troppo lunghi in Italia, perché “ricordiamo che negli Stati Uniti un mandato presidenziale dura solo 4 anni”.
Elio Paiano
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Posted on 11 Gennaio 2012. Tags: Calamità, erosione, Governo, Monti, Negro, Udc
Maltempo in Puglia. Flagellate le coste pugliesi e convocata la V commissione regionale per richiedere lo stato di calamità naturale.
Solidarietà nei confronti dei gestori dei lidi espressa da Salvatore Negro, Udc, che propone di non far pagaro loro il canone per la concessione demaniale.
Il presidente della quinta Commissione, Donato Pentassuglia, accogliendo la richiesta urgente avanzata dall’assessore alla Protezione Civile Fabiano Amati e rispondendo alle sollecitazioni ha convocato un incontro della stessa Commissione con l’assessore competente e tutti i Presidenti dei gruppi consiliari per affrontare e discutere la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale d’avanzare al governo nazionale. Un documento con la quantificazione dei danni causati dal maltempo in Puglia da inviare alla giunta regionale, insieme alla richiesta (avanzata dai consiglieri) di convocare un incontro con i parlamentari pugliesi per affrontare i problemi rappresentati dalle disposizioni nazionali in materia. Questo l’impegno assunto dall’assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati, a margine della riunione con i capigruppo in V commissione consiliare.
L’incontro era stato convocato da Pentassuglia a seguito della proposta bipartisan di Pd e Pdl per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, che come ha spiegato Amati “si scontrerebbe con l’attuale legge nazionale, che costringe le Regioni a far fronte da sole alle emergenze, attraverso l’aumento delle tasse”.
Nel corso della riunione, l’assessore ha ascoltato gli interventi dei consiglieri presenti, “contrario a qualsiasi ulteriore aggravio della pressione fiscale” il capogruppo di Sel Michele Losappio, dello stesso parere Angelo Disabato (PpV) che si è detto favorevole alla proposta di “chiedere l’intervento del governo nazionale, anche attraverso il coinvolgimento dei parlamentari pugliesi”. Francesco Damone (Ppdt) ha ribadito invece “la necessità di contenere gli sprechi di risorse che potrebbero essere così destinate alle situazioni di emergenza”. Per Domi Lanzilotta (Pdl) invece, è necessario che “la Regione adotti una legge che consenta di individuare i criteri per l’assegnazione delle risorse necessarie” e auspica che si possa trovare il modo di accantonare, ogni anno, nelle pieghe del bilancio, fondi da destinare alle emergenze. “La legge nazionale che costringe le regioni a far fronte con risorse proprie ai danni causati da calamità naturali rende tutto più difficile”, Ha dichiarato il consigliere de La puglia per Vendola, Francesco Laddomada.
“I danni arrecati dal maltempo lungo la costa adriatica e ionica, non sono meno pesanti di quelli subiti dalla Liguria – ha ribadito il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, durante i lavori della V commissione – Fortunatamente nella nostra provincia il maltempo non ha provocato vittime ma i danni sono stati altrettanto pesanti, al pari di quelli causati in Liguria o nel Veneto. Non vorremmo che ancora una volta ci fosse disparità di trattamento tra regioni del nord e quelle del sud. Auspicabile è anche un impegno dei parlamentari pugliesi per affrontare e risolvere questo problema. Come evidenziato nei giorni scorsi particolarmente colpiti risultano i tratti di costa, dove sono andati distrutti chilometri d’arenile, con grave danno per i gestori di lidi. A tal proposito, la Regione Puglia chieda al governo che almeno sia concessa ai gestori l’esenzione dal canone annuale relativo alla concessione demaniale, per venire incontro alle difficoltà delle strutture balneari. In tal modo i gestori potranno far fronte in parte ai danni causati dal maltempo”.
Jenny De Cicco
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Posted on 11 Gennaio 2012. Tags: Otranto, porto, Salvatore Negro, Udc
Il 10 gennaio l’amministrazione otrantina ha fatto un passo avanti verso la realizzazione del porto turistico esterno, sul quale si è espresso in consiglio regionale anche Salvatore Negro, presidente dell’Udc pugliese.
L’opposizione s’è astenuta e con i voti della maggioranza sono stati accolti i pareri tecnici favorevoli dell’Ufficio tecnico comunale in materia urbanistica, della commissione intercomunale per il paesaggio in materia paesaggistica e quella del tavolo tecnico convocato in tema di sicurezza della navigazione, riguardanti l’importante infrastruttura, ma anche l’Unione dei Comuni Terre d’Oriente – Otranto, Uggiano La Chiesa, Giurdignano, Muro Leccese e Poggiardo – con una propria delibera ha dato voti favorevoli per la veloce realizzazione dell’infrastruttura.
L’interesse per il porto è forte, anche per la capacità di generare indotto occupazionale, le cifre presentate nei mesi scorsi (previsti un occupato per ogni 4-5 posti barca) sono ritenute poco realistiche dai detrattori dell’opera.
Il progetto prevede di dare ospitalità nel bacino a 500 imbarcazioni medio-grandi, sino a 40-50 metri di lunghezza, di cui il 20% destinato a quelle di transito, ma a scatenare per tutto il 2011 il dibattito politico sul porto sono stati gli interventi a terra, soprattutto i 68 alloggi che costituiranno una struttura tipo residence nei pressi del nuovo braccio a mare del porto.
“Sono felice di poter rappresentare gli importanti risultati fin qui raggiunti in sede di conferenza dei servizi conclusiva, al fine di ottenere il via libera definitivo per il porto – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – Mi spiace dover constatare come i rappresentanti della minoranza in Consiglio Comunale abbiano voluto sprecare una ulteriore utile occasione per dimostrare il loro favore nei confronti di questa importante opera. Astenendosi dal votare hanno cercato, pretestuosamente, di trovare elementi tecnici per giustificare la loro contrapposizione che, invece, è sembrata molto preconcetta sin dall’inizio, contraddicendosi spesso e dimostrando ancora oggi grandi lacune circa le previsioni progettuali, nonostante la procedura sia stata affidata da oltre 4 anni”.
Parole in favore dello snellimento delle procedure per il porto della città dei martiri sono giunte dal consigliere Udc Puglia, Salvatore Negro, che ha chiesto alla Regione di attivarsi contro la burocrazia, “per eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra la progettazione e la realizzazione del Porto turistico di Otranto. Di vitale importanza è l’apertura di nuovi cantieri per creare occupazione, soprattutto in aree come la Puglia ed il Salento dove gli effetti della crisi economica si fanno sentire pesantemente e con risultati spesso devastanti per l’intera economia. Per la realizzazione di questa importante infrastruttura la strada appare ancora lunga e tortuosa, sono 25 gli enti che dovranno esprimere parere positivo sul progetto, sulla Valutazione di incidenza e sulla Valutazione di impatto ambientale. Un percorso necessario ma che rischia di vanificare un investimento che porterebbe una boccata d’ossigeno alla economia di un territorio martoriato dalla disoccupazione e dalla crisi economica e darebbe un’ulteriore spinta ad un turismo di fascia medio alta consentendo l’attracco a quelle imbarcazioni di grande stazza che oggi navigano nel Mediterraneo”.
Jenny De Cicco
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Posted on 11 Gennaio 2012.
Il porto turistico di Otranto, un iter lungo, difficile, fatto da una montagna di pareri da acquisire tipici della burocrazia italiana ora vede nubi addensarsi sul suo futuro. Alcuni collaboratori e dirigenti locali di Condotte d’acqua Spa, infatti, impegnati nei lavori della Salerno Reggio Calabria, sono stati arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel frattempo, a Otranto, l’iter del porto turistico procede a piccoli passi, anche se non mancano le critiche da parte dell’opposizione e qualche ombra dovuta alle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto la società proponente Condotte d’Acqua Spa. L’altro ieri un animato consiglio comunale ha visto approvare le determinazioni dell’Ufficio Tecnico Comunale e della Commissione paesaggistica in merito al progetto del porto esterno. Un’approvazione contestata dal gruppo di minoranza Alleanza per Otranto che pone dubbi circa i 68 mini appartamenti da realizzare nella zona delle Cave “hanno un’altezza di 14 metri, come Lungomare Kennedy, l’impatto è notevole e temiamo una speculazione” sintetizzano dall’opposizione. Il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi, invece, chiarisce che l’approvazione “è un risultato positivo, frutto di un duro lavoro svolto in questi anni di nostro mandato in cui, oltre ai tanti altri impegni assunti dall’Amministrazione Comunale per lo sviluppo cittadino, si è portata avanti una procedura complessa che ha visto impegnati numerosi Enti e sono felice di poter rappresentare gli importanti risultati fin qui raggiunti”. Nella Conferenza di Servizi riguardo la Valutazione Ambientale del progetto, invece, ieri a Bari, si è ritenuto di aggiornare la stessa in attesa della Valutazione Ambientale Strategica che è necessaria per tale progetto. “Su questo punto ci eravamo già mossi –spiega Luciano Cariddi- dato che la Vas è necessaria per il Pug, avevamo già pensato di elaborarne una che comprendesse anche la previsione del nuovo bacino portuale”. Fin qui le schermaglie politiche e i dubbi, ma la notizia nuova, quella che insinua dubbi sull’intera procedura è legata anche a vicende giudiziarie che nulla hanno a che fare con il porto turistico salentino, ma che investono la ditta proponente Condotte d’Acqua Spa.
Ieri, infatti, sono stati arrestati alcuni dirigenti della stessa, del settore strade, che si occupavano degli appalti per i lavori di Condotte sulla Salerno Reggio Calabria per concorso esterno in associazione mafiosa. “Si tratta di un’indagine di cui eravamo a conoscenza -spiega il sindaco – risale al 2008 ed è relativa ad alcuni appalti di Condotte d’acqua circa la Salerno Reggio Calabria. Siamo fiduciosi e attendiamo una verifica sulle condizioni per proseguire l’avanzato iter del porto turistico di Otranto, un’infrastruttura attesa da almeno 40 anni su cui si sono espressi favorevolmente già numerosi enti e istituzioni”. Sulla vicenda, però, il gruppo di opposizione Alleanza per Otranto spiega, con un comunicato che “la prima seduta della conferenza dei servizi, conferma pienamente i dubbi da noi espressi e lascia presagire la necessità di ulteriori necessari approfondimenti. Mentre – concludono dall’opposizione- circa la notizia di oggi (sono stati arrestati alcuni dirigenti dell’azienda con la grave accusa di concorso esterno in associazione mafiosa) ricordiamo che, per molto meno, il presidente Vendola ha revocato il progetto dell’ospedale San Raffaele del Mediterraneo di Taranto, sulla scorta di indagini che non riguardavano reati di mafia”. Nel frattempo, proprio in questi giorni, il lungo iter procede con una Conferenza di Servizi nella sede del Demanio, poiché tutte le opere sono previste nella fascia demaniale pubblica. Ora il quesito è se Condotte d’acqua Spa riuscirà a fugare gli eventuali dubbi anche in sede regionale oppure se, come nel caso del San Raffaele del Mediterraneo, la proposta sarà accantonata dal presidente Vendola.
Elio Paiano
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Posted on 09 Gennaio 2012. Tags: Job Innovation Camp; Tricase
Al via da Tricase l’edizione 2012 di Job Innovation Camp.
Martedì 10 gennaio a partire dalle 17 presso la sala convegni di Palazzo Gallone si terrà, infatti, un workshop tematico dal titolo “Imprenditorialità e innovazione nel settore turistico: il modello Salento e la sua sostenibilità”.
Tale incontro dà l’avvio ufficiale alle iniziative previste dal progetto Job Innovation Camp, promosso dalla Provincia di Lecce, assessorato alla Formazione Professionale e Politiche per l’impiego, e dall’Università del Salento e realizzato da Alba Service in collaborazione con la Cooperativa Officine Cantelmo, il Gruppo Oltrelinea e la Cbox.
Il progetto, presentato lo scorso 3 gennaio presso le Officine Cantelmo di Lecce, si pone l’obiettivo di creare momenti di incontro e confronto tra i giovani della Provincia di Lecce, i centri di ricerca e le imprese innovative, per creare nuove opportunità per lo sviluppo del nostro territorio e per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani salentini.
All’appuntamento di Tricase seguiranno gli altri convegni in programma per tutto il mese di gennaio, con approfondimenti sui principali temi di sviluppo del tessuto produttivo territoriale. Il 12 gennaio a Copertino sarà la volta della “Filiera Agricola”, il 14 gennaio a Maglie della “Filiera Agroalimentare ed Enogastronomica”, il 17 e 18 gennaio, a Lecce saranno approfonditi i settori “Information and Communication Technology”, “Metalmeccanico” e ”Aerospaziale”.
All’incontro di Tricase interverranno l’assessore al Turismo della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, il commissario ctraordinario di Tricase, Guido Aprea, il responsabile della Comunicazione – Gal “Capo Santa Maria di Leuca”, Maurizio Antonazzo, il docente ordinario, titolare del corso di Marketing Territoriale presso l’Università del Salento, Gianluigi Guido, il presidente del Gruppo Vestas Hotels & Resorts, Andrea Montinari e il presidente dell’associazione Anyway Accessalento, Diomede Stabile.
Ad aprire i lavori, i rappresentanti istituzionali di due degli enti organizzatori: Carlo Margiotta, delegato del rettore al Job Placement – Università del Salento e Damiano D’Autilia, presidente Alba Service.
Antonella Cazzato
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Posted on 06 Gennaio 2012. Tags: Biblioteca di Sarajevo, Maria Rita D’Orsogna, Muro Leccese, trivelle
Lo spettro delle trivelle nell’Adriatico sta diventando un problema che non si può più ignorare. E allora ecco gli esperti in arrivo in un convegno per discuterne insieme agli ambientalisti e ai cittadini semplicemente preoccupati per quello che sta accadendo ai nostri mari. Il 7 gennaio alle 19 al palazzo del Principe di Muro si tiene quindi l’“Incontro sul tema delle trivellazioni off-shore nell’Adriatico”. “Il territorio della Puglia, e in particolar modo quello del Salento – si legge nel comunicato degli organizzatori, tra cui l’associazione magliese Biblioteca di Sarajevo – è in questo momento sotto attacco dal punto di vista della politica e della speculazione nel campo della produzione energetica. Da un lato gli enormi investimenti nel campo delle energie rinnovabili, che stanno portando a un proliferare quasi selvaggio e incontrollato di parchi fotovoltaici e eolici, su suoli finora destinati a uso agricolo, in siti vincolati dal punto di vista paesaggistico e archeologico, e a breve pare anche in mare, dall’altro lato, le autorizzazioni concesse dal ministero dell’Ambiente a società straniere – come la inglese Northern Petroleum – perché procedano con ispezioni petrolifere anche nel basso Adriatico, cioè in uno dei mari più belli e turistici d’ Europa, e ancora progetti di enorme impatto ambientale come il gasdotto trans balcanico che dovrebbe attraversare il mare e poi tutto il Salento, provenendo addirittura dal Turkmenisthan. Biblioteca di Sarajevo e il Comitato no petrolio 21 gennaio 2012, che raccoglie tutte le associazioni impegnate in questa emergenza ambientale, vogliono analizzare proprio l’aspetto concernente l’impatto ambientale, e le ricadute economiche e sociali, della eventuale autorizzazione delle trivellazioni petrolifere in basso Adriatico”. Intervengono Maria Rita D’Orsogna, docente della California State University di Nothridge e Carlo Chiri, geologo petrolifero. Introduce e modera la presidente di Biblioca di Sarajevo Paola Cillo.
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Posted on 27 Dicembre 2011. Tags: Parco eolico, Regione Puglia, Supersano
Al Salento il Natale 2011 porta le fondamenta d’impegno istituzionale per la Rinascita dell’antica Foresta del Belvedere e un importante “divieto” al mega eolico e alle sue conseguenti devastazioni nel Parco dei Paduli.
A Supersano, in provincia di Lecce, durante il convegno organizzato a favore del “Parco dei Paduli – Foresta Belvedere”, che a Supersano ha uno dei suoi principali fulcri, e pertanto contro la devastazione del mega eolico speculativo e devastante che minaccia proprio quei luoghi, un convegno tenutosi il 21 dicembre 2011, l’assessore della Regione Puglia alle risorse agro-alimentari Dario Stefàno ha espresso con forza la contrarietà del suo assessorato a tale impianto, sottolineando come “il territorio pugliese sia profondamente vulnerabile ai mega progetti devastanti di eolico e fotovoltaico industriale, anche a causa di politiche energetiche nazionali poco attente alle tipicità territoriali, che dovrebbero portare il nuovo governo a un serio cambio di politica e legislazione volta a tutelare un territorio così caratterizzato e dalle delicate tipicità paesaggistiche storico-naturali e rurali incompatibili con i grandi impianti. Impianti che nulla hanno di ecologico”.
Il momento di maggiore importanza della serata si è avuto quando l’assessore ha letto, durante il suo intervento, il messaggio-documento scritto, affidatogli da Angela Barbanente, assessore regionale all’Assetto del Territorio, con il quale ha ricordato che “l’intera area dei Paduli è stata da tempo dichiarata, proprio per le sue valenze naturalistiche e storico-rurali, “Parco”, anche nel PPTR il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, e vasta area assolutamente non idonea all’insediamento di impianti energetici da fonte rinnovabile industriali, ovvero volti alla vendita prioritaria dell’energia prodotta, in base alla norma del Regolamento n. 24 del 30.12.2010, in attuazione delle linee guida statali in materia”. Ha dichiarato, inoltre, in anteprima assoluta, che “in data 16 dicembre 2011 il Servizio Assetto del Territorio, Ufficio Attuazione Pianificazione Paesaggistica, nell’ambito del Procedimento di Autorizzazione Unica ex D. Lgs n. 387/2003, ha espresso parere sfavorevole al progetto eolico in prioritaria questione in feudo di Supersano”.
C’è stato anche il parere espresso nel convegno dell’assessore provinciale all’Agricoltura e al Turismo Francesco Pacella, che, parlando anche a nome del presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha dichiarato “la più assoluta incompatibilità e inconsistenza di un progetto di eolico nell’area naturale del Parco dei Paduli, area da tutelare già riconosciuta per la sua grande importanza naturalistica e paesaggistica nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Lecce, PTCP, varato nel 2008”.
Fabio Tarantino
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano