Archive | Ambiente

Approvato Il Gac di Otranto

È stata pubblicata la graduatoria che approva la proposta di Gruppi di Azione Costiera pugliesi dando il via alle fasi successive di concertazione che consentiranno di ottenere le risorse finanziarie messe a disposizione dall’Assessorato alle Politiche Agricole e della Pesca della Regione Puglia.

Tra le proposte posizionatesi in graduatoria anche il Gac “Adriatico-Salentino”, che vede coinvolto il Comune di Otranto insieme ai comuni di Vernole, Melendugno, Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro e Diso, la Provincia di Lecce, il Parco Naturale Costa Otranto Santa Maria di Leuca, AGCI AGRITAL, Federcoopesca, Federpesca, Legapesca, UNCI, Cooperativa La Folgore, Cooperativa Pescatori Il Delfino, Cooperativa dei Pescatori Salentini, GAL Terra d’Otranto, Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto, Lega Navale Italiana – Sezione di Otranto e l’Associazione Magna Grecia Mare.

Un partenariato nato sulla base dell’esperienza già svolta dal Comune di Otranto nel Gac “Terra d’Otranto” e che, rispetto a quello appena citato, guarda alle opportunità da offrire per lo sviluppo delle azioni costiere e delle attività della pesca.

L’impegno l’amministrazione otrantina lo ha voluto riversare per creare aiuti ai settori produttivi tradizionali del proprio territorio, in modo da essere al affianco degli operatori in una fase storica non facile per le aziende.

“Saremo attenti nel prosieguo dell’esperienza del Gac Adriatico-Salentino a rendere disponibili le risorse finanziarie in misure che potranno essere più utili per un rilancio del settore della pesca e della cultura marinara in generale – dichiara il sindaco Luciano Cariddi – Come Comune di Otranto, tra l’altro, ci stiamo attivando anche su un bando messo a disposizione nell’ambito del Fondo Europeo della Pesca gestito dalla Regione Puglia, affinché si possa realizzare una ulteriore infrastrutturazione della nostra area portuale tesa a migliorare le condizione lavorative dei nostri pescatori e a valorizzare il proprio pescato. Azioni tutte queste condotte grazie alla costante attività di coinvolgimento e concertazione realizzata dall’amministrazione comunale con i pescatori, i quali hanno saputo rappresentare le esigenze e le aspettative di un settore molto spesso negli anni passati abbandonato a se stesso.

Queste opportunità che realizzeremo sul territorio, speriamo, potranno incentivare anche le nuove generazioni a guardare al mare con un maggiore interesse”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Contro le trivelle adesioni dal mondo politico e dal comitato di Tutela per Porto Miggiano

La Puglia è una regione che tiene alle sue ricchezze e le difende, la natura e le verdi acque cristalline sono le sue risorse.

Il caso trivelle nell’Adriatico è nato a seguito della denuncia di un membro del comitato di Tutela per Porto Miggiano, che appoggia ed è referente per il Salento del movimento “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” organizzatore della manifestazione per contrastare l’estrazione di idrocarburi nel mare di Puglia, prevista il 21 gennaio prossimo a Monopoli.

Il comitato appoggia e in una riunione – il 28 dicembre – deciderà la partecipazione alla manifestazione. Sostegno anche dal mondo politico con una nota congiunta dei capigruppo de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato e di Sel, Michele Losappio, in cui si fa un appello al mondo della politica, per una partecipazione numerosa.

“Dalla Puglia – scrivono i politici pugliesi – prenderà il via una grande mobilitazione delle regioni italiane costiere, cittadini, sindacati, imprese e professionisti contro le trivellazioni petrolifere nell’Adriatico: ma non basta, è necessario che la politica continui a far sentire forte il proprio dissenso. La politica tutta deve essere coesa e consapevole dei disastri ambientali con gravi ripercussioni sulla salute degli esseri umani che le attività di ricerca di idrocarburi in mare possono procurare. Ora la discussione sulla sicurezza delle attività offshore è sul tavolo del parlamento europeo mentre in Puglia, dal Salento al Gargano, il precedente governo nazionale ha autorizzato la ricerca di idrocarburi. Ci opporremo con forza a questi segnali inequivocabili provenienti dal governo nazionale e dall’Europa che non hanno alcuna intenzione di fermare queste operazioni di ricerca. Pertanto, La Puglia per Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà sabato 21 gennaio 2012 sosterranno la piazza di Monopoli auspicando che si mobiliti una serrata opposizione di tutti i nostri parlamentari italiani ed europei contro con le operazioni offshore, in totale dicotomia con la vocazione del nostro territorio, rivolta a uno sviluppo economico, turistico e rurale in armonia con il paesaggio, sicura ricchezza per la nostra regione”.

Intanto il gruppo di Tutela, che è il referente del comitato No Petrolio di Monopoli, parlerà dell’estrazione d’idrocarburi il 28 dicembre a Martano presso la sala Woijtila, alle 18,30, e della costituzione legale del Comitato per permettere l’intervento in battaglie legali.

“A distanza di cinque mesi dalla prima manifestazione dicono dal comitato – il sit in del 30 luglio sotto la torre, il comitato di Tutela per Porto Miggiano è diventato un movimento conosciuto in tutta la regione, che conta migliaia di sostenitori in tutta Italia. Il gruppo ha ricevuto sostegno di artisti – celebre l’apparizione dei Sud Sound System con la maglietta del Comitato durante l’ultima Notte della Taranta – e di personalità che hanno permesso d’allargare i confini della protesta contro la cementificazione a Porto Miggiano, migliaia di persone hanno firmato la petizione all’assessore Barbanente”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Minervino: nuovo premio per il risparmio energetico

Dopo il premio assegnato a Bari da Legambiente arriva un ennesimo importante riconoscimento per il comune di Minervino di Lecce sulle politiche di sostenibilità.

Ettore Caroppo per conto del proprio comune, lunedì 12 dicembre, ha partecipato al Forum nazionale “Echi del 2 aprile, la sfida energetica alla sostenibilità del benessere”, presso Villa Doria D’Angri a Napoli.

Minervino è stato il primo tra i comuni del Sud Italia per la Fondazione Simone Cesaretti e dell’Università Phartenope ed è stato riconosciuto tra le “Eccellenze della Sostenibilità Energetica”.

Il Comune di Minervino è stato selezionato in base al percorso amministrativo improntato alla sostenibilità, risultati ottenuti grazie al bando ministeriale “Pon Energia”, 3milioni e 500mila euro finanziati con due progetti finalizzati per l’efficientizzazione energetica, il recupero del plesso scolastico comunale e numerose iniziative in campo ambientale.

Si legge nella motivazione del premio: “Il Comune Minervino di Lecce è uno dei piccoli comuni Italiani più attivi nel sensibilizzare i propri cittadini sull’importanza del risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti alternative. Sono numerosissime le iniziative di cui l’amministrazione si è fatta promotrice: dall’introduzione dell’obbligo di costruire in Classe Energetica Itaca 2 alle iniziative di mobilità sostenibile come il Bike Sharing Elettrico. Un ultimo esempio in tal senso è il Progetto dal titolo School for the Earth che ha conquistato il primo posto nella graduatoria interregionale delle candidature ammissibili a finanziamento concernente l’Asse II misura 2.2 del Poi Energia gestito dal Ministero dell’Ambiente. Questo progetto si propone di ristrutturare le Scuole elementari secondo i moderni dettami del risparmio energetico, passando dalla classe di consumo G alla Classe A, per un risparmio di 35 kilowatt-ora di energia l’anno”.

Ettore Caroppo, sindaco di Minervino, si è detto commosso di ricevere il premio, un’opera d’arte contemporanea piena di significati simbolici. “Questo premio – dice – giunge inaspettato soprattutto perché voluto dalla fondazione Simone Cesaretti, la cui sede è a Napoli, segno di un’attenzione particolare da parte della fondazione stessa alle buone pratiche che fanno onore non soltanto al Comune di Minervino, ma a tutto il Sud Italia. L’obiettivo sin dal 1999 era di riportare Minervino a essere un comune da annoverare tra le eccellenze della Terra d’Otranto. Oggi al Comune di Minervino è riconosciuto un valore politico e amministrativo da poter competere con altre realtà anche del nord sugli obiettivi della sostenibilità. Mi auguro che i miei concittadini sappiano far tesoro delle conquiste fatte in questi anni dall’amministrazione che mi onoro di aver rappresentato sapendo scegliere l’amministrazione che dovrà sostituire l’attuale tra non molto tempo. A loro dedico questo premio.

Un premio che insieme con quello di Legambiente sarà condiviso con la cittadinanza in una manifestazione che stiamo organizzando per i prossimi giorni e che prevede la partecipazione di personalità di rilievo nel mondo dell’associazionismo legato alle battaglie per la sostenibilità ambientale.”

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, AttualitàComments (0)

Conclusi gli incontri di Federbalneari sul Prc

Si è chiuso l’altro ieri il giro d’incontri cui ha partecipato Assobalenari Puglia – FederBalneari sul tema Piano Regionale delle Coste. L’altro Ieri mattina, si è infatti tenuto l’incontro tra Mauro Della Valle, vicepresidente nazionale di Federbalneari, e il dirigente del settore Demanio della Regione Puglia per discutere delle criticità rilevate dall’associazione nel Piano Regionale delle Coste, approvato in Giunta Regionale con il Burp 174 del 9 novembre, nell’incontro presso l’Anci, a cui ha partecipato il presidente regionale dell’associazione Toti Di Mattina.

Il vicepresidente Della Valle e l’avvocato Mancarella, hanno incontrato a Bari presso la sede della Regione il Dirigente del Settore Demanio Vitofrancesco per far ordine e chiarezza sulla futura stagione.

Hanno concordato di rivedere il termine di durata della stagione balneare, prevedendo che le attività collaterali alla balneazione possano essere effettuate durante l’intero anno solare e limitando temporalmente solo alla balneazione.

Come sottolineato da Mauro Della Valle: “Il Piano presenta aspetti in contrasto con la tutela dell’ambiente, è assente una strategia di conservazione effettiva e reale, ma anche la salvaguardia dei livelli imprenditoriali raggiunti dalla categoria.

Drammatica è la enunciazione di tutta una serie di limiti, divieti e prescrizioni che vengono imposti in assenza di una programma di politica turistica del territorio, finalizzata a regolamentare veramente il comparto balneare per renderlo al passo e competitivo”.

Ulteriore elemento di profonda perplessità ha riguardato il ruolo che i Comuni costieri hanno poiché hanno l’obbligo di approntare il Piano Comunale delle Coste entro quattro mesi (marzo 2012) dall’approvazione del Piano Regionale. Destagionalizzare la propria offerta è obiettivo che potrà essere raggiunto attraverso l’inserimento di una prescrizione che demandi il periodo di balneazione non ad un arco temporale determinato in termini di giorni e mesi, bensì al monitoraggio delle acque”.

La proposta del presidente Della Valle al responsabile è anche quella d’inserire nell’ordinanza balneare una norma che demandi ai comuni il compito di individuare, attraverso i Piani di classificazione acustica comunale, le zone dove sia possibile effettuare intrattenimento musicale anche serale.

L’incontro si è concluso con la consegna, da parte di Della Valle a Vitofrancesco, d’una cravatta con il simbolo dell’associazione.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Baia del porto, il Tar annulla il decreto di vincolo storico-monumentale

Il Tar ha annullato anche il decreto di vincolo storico-monumentale nella baia del porto. Il Tar Puglia, Sezione I^ di Lecce ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Otranto contro il decreto di vincolo indiretto sull’”area demaniale marittima prospiciente il centro antico di Otranto” imposto dal direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia su segnalazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici. Con tale decreto, emanato ai sensi dell’art. 45 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, era stata vietata, nell’intera baia di Otranto, e in particolare nell’area portuale, la costruzione a mare di ogni nuova opera che potesse alterare la visuale prospettica da mare dei monumenti quali il Castello, il Fortino Casamatta, la Cattedrale, Le Mura Idrusa, il Fortino sulla Riviera degli Haethey e la Torre del Serpe, rimanendo consentite esclusivamente la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere già presenti nello specchio d’acqua purché non avessero determinato aumento di volumi e o previsto inserimento di impianti che potessero alterare la visuale prospettica da mare dei monumenti citati. Il Comune di Otranto non ha condiviso il decreto e ha deciso di impugnarlo, incaricando del ricorso al Tar il legale Mauro Finocchito, che già aveva assistito vittoriosamente l’amministrazione comunale nel giudizio sul vincolo archeologico imposto poco prima, sempre dal Direttore Regionale, sulla stessa area del fronte mare cittadino. Il vincolo storico-monumentale avrebbe comportato effetti ancora più seri e compromettenti. Se fosse stato confermato, infatti, esso avrebbe potuto inibire per il futuro la realizzazione di qualsiasi nuova opera nella baia. Facilmente intuibili quindi gli effetti preclusivi che avrebbe potuto determinare sull’iter approvativo del progetto del nuovo porto turistico, giunto frattanto ad uno stadio avanzatissimo nella procedura di approvazione. Proprio con riferimento a tale ultima opera, nel proprio ricorso al Tar, il Comune aveva sottolineato anzitutto “la singolare coincidenza temporale del decreto di vincolo con l’avvio della conferenza di servizi per l’approvazione del nuovo porto turistico: come mai – ha domandato retoricamente il comune – solo ora, a ben 74 anni dal primo decreto di tutela diretta (quello sulle antiche Mura Idrusa del 1937) e dopo 21 anni dall’ultimo (quello sul Fortino Casamatta del 1990), si è ritenuta opportuna l’imposizione di un vincolo indiretto su tutto il tratto di mare antistante la Città, che all’epoca dei vincoli diretti, e per diversi anni sino a oggi, non è stato reputato necessario?” Dopo avere evidenziato tali singolari coincidenze, il comune ha contestato in particolar modo il metodo con cui la Soprintendenza era addivenuta all’imposizione del vincolo “dall’alto”, totalmente prescindendo da qualsiasi considerazione dei tantissimi ulteriori interessi di diversa natura – ma pur essi meritevoli di tutela – legati all’attività portuale mercantile, commerciale, diportistica e militare ed a tutto l’indotto che attorno a essa gravita. Nel proprio ricorso, il comune premette di concordare sul fatto che l’interesse alla tutela paesaggistica e ambientale debba ritenersi preminente, in ragione della rilevanza costituzionale dello stesso; e si dichiara perfettamente d’accordo con la previsione di adeguati strumenti di tutela che salvaguardino beni di importanza incommensurabile per il territorio, quali le mura antiche, la Torre Matta, la Torre del Serpe, la Cattedrale, sottolinea tuttavia che, in un così ampio e particolare contesto territoriale, qualsiasi provvedimento adottando debba preliminarmente farsi carico di ponderare adeguatamente tutti gli ulteriori interessi in gioco, alcuni dei quali – anch’essi – di rilevanza costituzionale (si pensi, ad esempio, alle ragioni di tutela della sicurezza e della pubblica incolumità che normalmente sottendono la realizzazione di opere portuali di protezione, o alle funzioni anche militari svolte all’occorrenza nel Porto di Otranto), ponendoli in comparazione con quelli ritenuti a fondamento della misura di tutela paesaggistica. In tale logica, la tutela degli interessi culturali ed architettonici non è incompatibile con progetti di sviluppo sostenibile, quali quelli del nuovo porto turistico, i quali, lungi dal comprometterne la godibilità estetica e la fruizione pratica, possono anzi contribuire a valorizzarli. In definitiva, per il comune è certamente giusto che la Soprintendenza interferisca sulla progettazione di nuove opere all’interno della baia e indichi le soluzioni tecniche che a suo parere salvaguardino e valorizzino al meglio i beni monumentali visibili dalla costa; è sicuramente sbagliato, invece, calare dall’alto vincoli che – come quello di specie – vietino a monte qualsiasi tipo di intervento, a prescindere dalla sua concreta incidenza sul contesto territoriale preesistente. La necessità di contemperare tutte tali esigenze avrebbe dovuto suggerire, all’allora Direttore, il ricorso allo strumento specifico del piano paesaggistico di cui all’art. 143, e non il decreto di vincolo indiretto di cui all’art. 45, D. Lgs. n. 42/04, atteso che il primo, a differenza del secondo, presuppone un tavolo preliminare di concertazione al quale devono poter sedere insieme con la Soprintendenza tutti gli altri soggetti portatori di interessi qualificati nel contesto marino e territoriale di riferimento. Il Tar ha condiviso le ragioni esposte al riguardo dal difensore del comune. Nella sentenza del Tar si legge infatti che “Nella vicenda che ci occupa, appare immediatamente evidente come l’area vincolata sia caratterizzata dalla presenza di una tale quantità di interessi (in primo luogo, legati alla portualità mercantile, turistica e militare, ma in buona sostanza, incidenti sull’intera vita sociale ed economica della cittadina) che, oltre a non essere stati in alcun modo considerati nelle valutazioni prodromiche all’imposizione del vincolo, non possono trovare, ancora più in radice, adeguata considerazione nel meccanismo di imposizione del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (che, per effetto della sua stessa origine storica, non può assicurare adeguata considerazione ad interessi diversi da quelli riportabili alla “ristretta” logica proprietaria), ma che, al contrario, possono trovare valutazione e composizione attraverso il ricorso al diverso strumento del piano paesaggistico. In buona sostanza, pertanto, si tratta di fattispecie (l’imposizione di un vincolo di tutela sull’intera prospettiva a mare di una cittadina) che importa necessariamente la considerazione di tutta una serie di interessi, pubblici e privati, che sono strutturalmente incompatibili con la logica propria del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e che, al contrario, possono trovare adeguata composizione nel procedimento, caratterizzato da più ampi meccanismi partecipativi, della cd. programmazione paesaggistica. Il ricorso deve pertanto essere accolto e deve essere disposto l’annullamento del decreto di vincolo indiretto impugnato dall’Amministrazione comunale di Otranto”. Il sindaco di Otranto Luciano Cariddi “esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, ciò ci consentirà di continuare a portare avanti la nostra programmazione tesa allo sviluppo della portualità turistica di cui la Città ha fondamentale bisogno. Proprio nei prossimi giorni verrà pubblicata la gara per l’affidamento dei lavori relativi al porto interno, mentre a gennaio 2012 è fissata la riunione della conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto del nuovo porto esterno”.

“Non contestiamo affatto le esigenze e le opportunità di tutela dei beni monumentali predetti, quanto piuttosto le modalità generiche e indiscriminate di imposizione del vincolo, non correlate ai singoli beni, ma esteso ancora una volta a un tratto di mare enorme e sproporzionato rispetto alle effettive esigenze di tutela, scevre da qualsiasi considerazione di tutti gli ulteriori interessi di diversa natura gravitanti sull’area portuale e all’interno della baia. Inoltre non escludiamo di aprire un nuovo confronto con la Soprintendenza, nel reciproco rispetto dei ruoli istituzionali, teso a individuare le soluzioni necessarie per tutelare i luoghi senza vessare inutilmente l’iter procedurale legato ad alcune attività e agli interventi portuali, compatibili, che si vogliono realizzare a Otranto”, conclude il primo cittadino.

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Martignano, cane decapitato e cucciolo salvato

Si chiama Angel ed è una cucciola. È scampata chissà come alla furia umana e ora chiede affetto. È la storia più triste che possiamo raccontarvi in questo scampolo di giornate prenatalizie, e purtroppo è vera. È accaduto tutto nei dintorni di Martignano, dove il 7 dicembre è stata trovata una cagnolina da salvare con la mamma decapitata e il fratellino morto per il dissanguamento della mutilazione, mentre in precedenza dalle parti di Ruffano una pitbull era stata sparata, amputata e come se non bastasse le era stato dato fuoco. I volontari animalisti però sono riusciti stavolta a salvare la cucciola, Angel appunto, anche a lei è stata amputata una zampa, la anteriore destra, ma sta bene, tanto che è in cura dal medico veterinario Renato Faggiano, che ha lo studio a Maglie, e la piccola sarà data in adozione. “Angel ce l’ha fatta – ci scrive in una mail Adele Maruccio, una volontaria di Zampalibera – È riuscita a sopravvivere alla cattiveria umana. Cattiveria gratuita. Ci chiediamo cosa possa spingere un uomo a tagliare la testa a un cane e le zampe a due poveri cuccioli di due mesi di vita”. In ogni caso è stata sporta regolare denuncia dai volontari che hanno trovato la piccola ai carabinieri di Soleto, e dal medico veterinario che ha accolto la cucciola all’Ordine dei Veterinari. Angel è adottabile, dopo severissimi controlli preaffido in tutta Italia: è femmina, di due mesi e verrà da adulta di taglia media, presumibilmente tra i 15 e i 20 chilogrammi, e verrà ceduta sverminata e microcippata. Info: 3384997590.

Posted in AmbienteComments (0)

Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli

Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

La battaglia anti trivelle approda a Bruxelles

Allarme internazionale per le prospezioni geosismiche alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico. Si pensa che danneggino il fondale, alterando l’ecosistema marino.

L’allarme parte dall’associazione Oceana che s’impegna nella difesa dei mari e fa assumere carattere internazionale alla battaglia degli ambientalisti pugliesi.

Con un comunicato diffuso dalla sede di Bruxelles, Oceana riporta le dichiarazioni di Nicolas Fournier, suo coordinatore, in cui si invita il ministro dell’ambiente Corrado Clini a presentare una moratoria contro le operazioni di estrazione in fase d’approvazione, di cui sono esempio i progetti della compagnia irlandese Petroceltic tra l’Abruzzo e le isole Tremiti, dell’inglese Spectrum Geo per la costa adriatica tra Rimini e la Puglia, o l’australiana Audax Energy per lo stretto di Sicilia che include Talbot, Pantelleria e le rive Avventura.

“Crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche al largo della costa sud della Puglia, in un’area che si estende per più di 6600 chilometri quadrati e che è limitrofa a nove zone speciali di conservazione (Zsc) integrate nella rete ecologica Natura 2000, a un parco nazionale, a delle aree speciali protette di importanza mediterranea (Aspim) in base alla Convenzione di Barcellona e ad un’area marittima protetta in base alla legislazione italiana (Elenco Ufficiale delle Aree Protette del 27/04/2010) – sostiene il coordinatore di Oceana – Queste aree sono di estrema importanza per conservare la biodiversità europea dato che sono state specificatamente scelte per le loro straordinarie caratteristiche nazionali e che proteggono delle specie a rischio di estinzione, delle specie rare e degli habitat dalla crescente pressione antropogenica. Dopo aver recentemente acquisito dati sismici nelle acque pugliesi, talvolta in siti molto vicini alla costa (7.3 miglia), Northern Petroleum sta pianificando di cominciare il perforamento al largo nel primo semestre del 2012. Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino – dice Fournier – Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”.

Nell’allarmante documento si dichiara la necessità di proteggere il delicato ecosistema dei fondali pugliesi, per proteggere le specie di fauna e flora dall’attività estrattiva, come crostacei, balene e cetacei “che in passato sono stati trovati incagliati a terra con lesioni causate dalle attività di esplorazione sismica”. A rischio anche 65 chilometri quadrati di foresta di posidonia oceanica Virginale, un habitat “prioritario” in base alla direttiva europea e svolge la fondamentale funzione di assorbire il diossido di carbonio. Ma l’allarme viene lanciato anche da Maria D’Orsogna, docente di fisica, esperta di petrolio e gas, alla California State University, secondo la docente le trivellazioni metterebbero a rischio l’intera comunità e la pesca e il turismo.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Trovati rifiuti radioattivi a Poggiardo

Trovato materiale radiattivo in un mezzo per la raccolta rifiuti a Poggiardo.

Il materiale radiattivo era a bordo d’un mezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti.

La scoperta è avvenuta a opera dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce, che, in seguito al controllo di routine in prossimità delle discariche, hanno sottoposto a fermo un autocarro in seguito al risultato positivo al portale radiometrico, un sistema elettronico automatico che analizza le radiazioni emesse dagli isotopi radioattivi eventualmente contenuti nei carichi trasportati dai grandi mezzi.

Il mezzo era diretto alla discarica di Poggiardo, ora è stato isolato e messo in sicurezza. Domani gli specialisti del nucleo nucleare, biologico, chimico e radiologico – Nbcr – un gruppo specializzato dei Vigili del Fuoco sottoporrà il mezzo ai controlli e gli esami e provvedere alla bonifica del camion. In seguito si accerterà quale fosse la provenienza del mezzo e del materiale soggetto a contaminazione radiometrica.

Gli specialisti Nbcr sono equipaggiati di particolari tute per la protezione personale, tute scafandrate, dotate di auto protettori per la respirazione e per l’intervento in ambienti contaminati. Gli Nbcr hanno in dotazione anche maschere antigas, rilevatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici e particolari mezzi come l’Iveco-One, un’unità mobile progettata proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno, nonché per il recupero delle sostanze pericolose.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Cronaca, Primo PianoComments (0)

Ieri giornata d’incontri a Bari sullo stato delle coste pugliesi

Incontro tra Sib e Anci Puglia che ieri mattina a Bari hanno discusso il piano regionale delle coste, mentre Mauro Della Valle di Federbalneari esprime le proprie considerazioni sulle dichiarazioni di Fabiano Amati, scaturite in seguito all’incontro di Bari tra l’assessore regionale e Antonio Gabellone.

Piano delle coste oggetto dell’incontro tra una delegazione del Sindacato italiano balneari rappresentati dal presidente Antonio Capacchione e l’Associazione nazionale comuni d’Italia-Puglia dal presidente Luigi Perrone e vicepresidente Cosimo Durante.

Il Sib definisce il Prc, approvato il 13 ottobre scorso dalla Giunta regionale, come un’occasione mancata per modernizzare la regolamentazione della costa e per assicurare un suo uso sostenibile e produttivo.

“Un programma ambizioso trasformatosi in un modesto piano degli stabilimenti balneari – secondo il Sib – Tali caratteristiche restrittive del Piano regionale contrastano sia con le dimensioni estremamente contenute della attuale balneazione attrezzata pugliese che, come si evince dalla stessa Relazione illustrativa del Piano, riguarda solo una concessione (più precisamente l’1,1) per chilometro di costa e solo il 9% del totale dell’area demaniale (percentuali ben lontane da quelle delle altre regioni italiane, quelle romagnole sono all’80%) sia, soprattutto con l’esigenza di uno sviluppo turistico di qualità della nostra Regione che presuppone l’aumento e non la diminuzione dei servizi. A ciò si aggiunga l’assenza di qualsiasi margine di adattamento per i piani comunali, la disciplina contenuta nel piano è una disciplina di dettaglio che riduce i comuni a fotocopiare la normativa tecnica di attuazione del piano regionale”.

Sempre a Bari vertice tra il presidente della Provincia di Lecce Gabellone e l’assessore regionale Fabiano Amati per il punto sul problema erosione costiera. Insoddisfatto Mauro della Valle, presidente di Assobalneari – Confimprese “Pur apprezzando la nobile iniziativa del Presidente Gabellone a incontrare Amati – dice – mi sembra, leggendo le dichiarazioni dell’assessore, che il problema dell’erosione interessa i soli stabilimenti balneari. Le dichiarazioni di Amati rappresentato una politica regionale miope e distratta di tutela della costa, puntano il dito sull’imprenditore balneare. E’ da diversi mesi, che la regione non risponde, o fa finta, riguardo ad alcuni progetti eco-sostenibili da finanziare con fondi regionali riconosciuti agli Imprenditori Balneari che hanno subito notevoli danni durante le mareggiate del 2009/2010.

Che fine hanno fatto questi 250mila euro? Ci risulta che sono da tempo nelle casse della provincia di lecce, ma a tutt’oggi, forse intenzionalmente, impossibili da spendere. Spero che nella riunione prossima a Lecce il 13 gennaio l’assessore possa comunicare l’individuazione di fondi regionali a disposizione della lotta contro l’erosione costiera e che dia il nulla osta a rendicontare i 250mila a favore delle Imprese Balneari danneggiate. Ora è il tempo di essere portatori di manutenzione ordinaria del prezioso territorio costiero che tutti noi siamo in dovere di lasciare in buona salute ai nostri figli”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Fabiano Amati e il problema dell’erosione

L’erosione costiera in questi giorni torna a far discutere, dopo le mareggiate violente che hanno trasportato al largo la sabbia, erodendo la costa bassa e trascinando con sé anche le strutture poste dagli operatori sulla battigia.

Il problema è stato affrontato dall’assessore regionale Fabiano Amati e verrà riaffrontato sabato nella riunione di Federbalneari.

L’accordo anti erosione tra la Regione Puglia e la Provincia di Lecce è stato reso noto da Fabiano Amati a seguito della riunione tecnica che si è svolta a Bari alla presenza tra gli altri del presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone.

“Oggi abbiamo sancito un punto importante con la Provincia di Lecce – ha detto – che il 20 gennaio sottoscriverà con noi un protocollo d’intesa per l’avvio di progetti di difesa delle coste basse. La firma avrà luogo previa iniziativa programmata per il 13 gennaio a Lecce, durante la quale saranno coinvolti tutti i comuni che si affacciano sulla costa della provincia di Lecce per stabilire un crono-programma degli interventi. In questo momento abbiamo tutti gli strumenti di pianificazione ed è quindi necessario formulare le proposte e partire con le attività di mitigazione del rischio e lotta al fenomeno erosivo. E’ bene che tutti i cittadini sappiano che la Puglia è una delle regioni più dotate dal punto di vista degli strumenti di pianificazione della costa perché disponiamo sia di strumenti di pianificazione che di quelli di medicazione. Il nostro intento finale è quello di sottoscrivere protocolli d’intesa con tutte le Province pugliesi affinché, in conformità al Piano di tutela della costa, possano essere predisposti interventi conformi alle linee guida stabilite. Lo scopo è quello di programmare interventi ritenuti plausibili perché non è più l’era degli interventi – spot a tutela del singolo stabilimento balneare ma è il tempo in cui gli interventi sono immaginabili solo nell’ambito della più complessa dinamica meteo-marina. Sino a questo momento, abbiamo sottoscritto due protocolli d’intesa, il primo con una parte della sub unità fisiografica che comprende il comune di Monopoli e successivamente con la Provincia di Brindisi. Ora stiamo lavorando con quella di Lecce, con la quale sottoscriveremo tra poche settimane. Dopo la fase della sottoscrizione, in breve tempo conosceremo l’elenco degli interventi che la Provincia di Lecce, in concorso con i comuni, riterrà plausibili ed in conformità con il Pano di tutela della costa. La successiva attività operativa si organizzerà su diverse fonti di finanziamento: quelle che speriamo di poter mettere in campo come Regione Puglia, quelle che le province e i comuni destineranno alle opere di questo tipo, prevedendo anche un intervento da parte di privati, che hanno tutto l’interesse a realizzare opere di questo tipo”. Intanto sabato 17 dicembre alle l’assemblea generale Assobalneari Salento Federbalneari sarà a Lecce per trattare le più preoccupanti problematiche del comparto balneare, la nuova normativa comunitaria di regolamentazione del comparto, nello specifico la chiusura della procedura d’Infrazione comunitaria, il governo italiano in carica ha 15 mesi per regolamentare e decidere sul futuro di circa 30mila imprese balneari italiane e l’erosione costiera, elemento di valutazione per il rinnovo o la decadenza delle concessioni demaniali in Puglia, come stabilito dal piano regionale delle coste.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

La Puglia all’insegna di un Natale più verde?

Natale torna nel Salento con il suo carico di tradizioni. A farne le spese spesso gli alberi di Natale, tanto da entrare nell’interrogazione regionale pugliese di ieri.

Il consigliere Francesco Damone, de “La Puglia prima di tutto”, ha posto un’interrogazione al presidente della giunta regionale e all’assessore alle Politiche Agricole sul “poco senso di responsabilità nella filosofia della donazione degli alberi con particolare riferimento al periodo natalizio”. “Il dipartimento forestale della Regione – spiega Damone -è una struttura pubblica tenuta alla salvaguardia delle piante boschive e gli amministratori non possono né devono gestire con criteri personali ed elargire ad libitum gli abeti, mentre il Gargano, colpito dall’incendio mai dimenticato, rimane privo di ogni intervento. L’Agenzia Forestale regala a molti la fornitura di alberi di diverse altezze e grandezze. La filosofia della donazione a scapito della comunità regionale non solo continua, ma si è ampliata a dismisura con particolare riferimento alla provincia di Lecce”. Il consigliere si chiede se non sia il caso di impiantare questi alberi nelle zone incendiate, riutilizzando alberi che dopo Natale cesserebbero la propria funzione.

Intanto, ieri mattina, il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha proposto la Puglia come Giardino d’Italia, in occasione dell’incontro conclusivo del “Il Giardino Mediterraneo, alla ricerca dell’armonia tra culture, paesaggi, piante, orti, giardini… per un Mediterraneo popolo di giardinieri”. “C’è uno sviluppo possibile – ha detto – senza mettere a rischio l’ambiente passa dalla difesa del territorio, dalla tutela della salute dei cittadini, punta sull’agroalimentare, sul turismo, sul mare pulito, sulla balneabilità.

E ora siamo impegnati a bloccare rischiosi progetti di sfruttamento del mare per estrarre pochi barili di pessimo petrolio e a fermare l’espianto scellerato degli ulivi monumentali per abbellire le ville del Nord”. La salvaguardia dall’ambiente pugliese, un patrimonio inestimabile, deve mobilitare istituzioni, specialisti, operatori.

Anche i cittadini devono sentirsi motivati a trasformarsi in sentinelle volontarie, “per liberare il territorio da tante vergogne e a proteggerlo da tante offese”.

Un’idea per il riutilizzo degli alberi arriva dal Forum Ambiente Salute. Oreste Caroppo propone per Natale l’adozione di alberi di specie autoctone.

“Una bellissima tradizione quella di comprare l’albero di Natale – ha chiosato – ma solo se si comprano alberi o arbusti di specie autoctone della zona con radice e vaso. Le feste natalizie non finirebbero con l’Epifania, ma nel Giorno della Rinascita Arborea fissato immediatamente poco dopo l’Epifania”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+