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Anche Santa Cesarea Terme dice no alle trivelle

Un secco e deciso no alle trivellazioni nell’Adriatico arriva anche dal consiglio comunale di Santa Cesarea Terme. Questa è la decisione presa nella seduta convocata in via straordinaria nei giorni scorsi dal sindaco Daniele Cretì. Nella stessa seduta sono state prese in esame anche le proposte in merito, presentate dal capogruppo di maggioranza Sergio Frangillo e dai gruppi di minoranza “Per Santa Cesarea Terme” e “Orizzonti condivisi”. Le premesse e motivazioni partono dal rilascio da parte del Ministero all’ambiente delle concessioni, alla società inglese “Northern Petroleum”, per avviare le ricerche di idrocarburi nell’area marina antistante la costa adriatica pugliese, nell’area che va dalle Tremiti fino ad arrivare a Otranto.

“Valutiamo come prive di rilievo le rassicurazioni del ministero competente circa il sistema non invasivo della ricerca e della trivellazione dei fondali marini – si legge nel documento redatto dalla maggioranza – in quanto contraddette dai gravissimi incidenti di recente verificatisi, non ultimo quello accaduto nel Golfo del Messico, i cui danni ambientali causati dalla fuoriuscita di petrolio sono irreversibili”. Queste considerazioni sono in linea con gli atti della Regione Puglia che sono finalizzati a bloccare la speculazione delle società petrolifere. “Non possiamo rimanere impassibili – dichiara il sindaco Cretì – ad aspettare le possibili azioni devastanti delle attività estrattive di petrolio, pertanto, con questa deliberazione deleghiamo il presidente della Provincia Antonio Gabellone a rappresentare, a tutti i livelli, la nostra posizione contraria al rilascio dei permessi per tali attività che non danno alcun ritorno economico agli enti interessati, anzi potrebbero arrecare solo danni al turismo e all’ambiente”.

Alessandro Conte

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La Puglia non è sola, il 21 Gennaio manifestazione anti trivelle a Monopoli.

21 gennaio 2012. E’ stata fissata la data della manifestazione contro le prospezioni e le estrazioni petrolifere nell’Adriatico, che riunirà la rete delle associazioni ambientaliste, politici, sindacati e civili di tutta la Puglia, a Monopoli, in piazza Vittorio Emanuele, a partire dalle 9.

Il comitato organizzatore “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” chiama all’impegno contro ogni attacco al territorio e fa notare la necessità di una legge nazionale che vieti ogni estrazione petrolifera e un accordo transfrontaliero che impedisca l’installazione di piattaforme offshore in tutto il Mare Adriatico.

Onofrio Introna è tornato a chiedere un incontro sull’argomento al ministro Corrado Clini. “L’Adriatico non si tingerà di nero per pochi barili di petrolio scadente”. L’estrazione da vantaggi solo ai privati “che gli idrocarburi nostrani sono pessimi e i proventi a tutto vantaggio delle multinazionali. Il corrispettivo che le ditte pagano in Italia sul petrolio prelevato è del 4% in mare e del 10% sulla terraferma, mentre in Norvegia arriva all’80%”. Onofrio Introna rende poi noto “con soddisfazione” che all’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli delle Regioni e Province autonome, riunita a L’Aquila, hanno approvato all’unanimità l’ordine del giorno proposto da Introna, l’invita al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro dell’Ambiente “a sospendere ogni procedimento autorizzativo per indagini petrolifere in mare e adottare una moratoria di ogni iniziativa di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nell’Adriatico e nelle acque al largo di tutte le coste europee”, così i consigli delle regioni dell’Adriatico s’impegnano ad approvare un’iniziativa di legge al Parlamento analoga a quella adottata all’unanimità dal consiglio pugliese del 19 luglio 2011, sul divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico e “chiede di applicare il divieto anche ai procedimenti autorizzativi avviati e non conclusi alla data di entrata in vigore della legge e fa salve le autorizzazioni e le concessioni in essere fino all’esaurimento dei relativi giacimenti, nei limiti stabiliti dai provvedimenti stessi”. Il documento condivide anche l’iniziativa di una conferenza delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, da tenersi a Trieste entro il febbraio 2012, circa la conservazione dell’ambiente marino. “La Puglia non è sola in una battaglia di civiltà”, questo è il commento del presidente Introna.

Michele Ventricelli di Sel aggiunge: “Nei mesi che ci separano dal 21 Gennaio, oltre a garantire la nostra adesione e condivisione, cercheremo di sensibilizzare quanto più possibile alla partecipazione all’evento”.

Mentre Peppino Longo dell’Udc e componente della commissione ambiente e territorio, propone di sommergere “la scrivania del ministro Clini con cartoline che raffigurano il nostro mare con scritto: la Puglia non vuole i cercatori di oro nero. Il lavoro della nave oceanografica Princess incaricata delle prospezioni geosismiche è ormai nella fase finale. Dobbiamo dirottare i nostri sforzi nel tentativo di bloccare eventuali altre richieste e che la Northern Petroleum passi alle trivellazioni. Abbiamo un modo molto civile ma nello stesso tempo fragoroso: inviare le cartoline del nostro mare al ministro Corrado Clini, con il no al petrolio indirizzandole al ministero dell’ambiente in via Cristoforo Colombo, 44 00147 Roma”.

Jenny De Cicco

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Ddl attività estrattive: sospesa seduta congiunta IV e V commissione

Ѐ stata sospesa la seduta congiunta di IV e V commissione presiedute rispettivamente da Aurelio Gianfreda (Idv) e Donato Pentassuglia (Pd) che aveva per oggetto l’esame del disegno di legge “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattiva”. Durante l’esame dell’articolato, alla presenza dell’assessore Loredana Capone, il capogruppo Udc Giuseppe Negro ha avanzato la richiesta di sospensione in quanto ha considerato “un atto grave la pubblicazione – questa mattina – sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia del bando relativo all’assunzione di 29 dirigenti, che arriva dopo le nostre ripetute richieste all’assessore Campese di illustrare la situazione del personale in conferenza di capigruppo”. La richiesta di sospensione è stata condivisa anche dal capogruppo Pdl Rocco Palese, definendo la decisione della Giunta di avviare le procedure “inopportuna e offensiva nei confronti di tutti in un momento delicatissimo per il personale regionale”. Concordi anche il capogruppo de “La Puglia prima di tutto” Francesco Damone e i consiglieri Pdl Arnaldo Sala e Nino Marmo che hanno parlato di “strappo” e di “mancanza di chiarezza nei rapporti tra Giunta e Consiglio”. Un “appello al senso di responsabilità dei colleghi e un invito a proseguire i lavori” è arrivato invece dal capogruppo Sel, Michele Losappio, motivato dalla necessità di “approvare al più presto una legge di cui il settore ha bisogno”. Prima della sospensione la commissione aveva approvato due articoli, con astensione del Pdl e voto favorevole della maggioranza e Udc. In particolare all’articolo 15, riguardante il contenuto dell’autorizzazione unica da rilasciare al soggetto titolare dell’attività estrattiva, è stato ritirato l’emendamento al comma 2, proposto dal governo regionale, lasciando in vigore l’indicazione che deve essere trasmessa una copia dell’autorizzazione, oltre che al soggetto autorizzato, anche al comune interessato. Ritirati anche i cinque emendamenti all’articolo 16 sugli ampliamenti delle cave confluiti, dunque, in un’unica proposta di modifica firmata dal capogruppo Francesco Laddomada e dal consigliere Angelo Disabato de La Puglia per Vendola e dall’assessore Capone.

La seduta, dunque, è stata rinviata al 5 dicembre.

Alessandro Conte

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Cursi chiude le scuole per allarme idrogeologico

Scuole chiuse a Cursi nella giornata scolastica appena trascorsa, per un’ordinanza del sindaco Edoardo Santoro. Il primo cittadino ha voluto dare seguito a un allarme inviato da Regione Puglia e Protezione Civile, che segnalavano per oggi e per le successive 24-36 ore un livello di criticità elevata per rischio idrogeologico e idraulico localizzato nella Penisola Salentina. L’avviso era stato preceduto da un preallarme, per cui l’amministrazione di Cursi aveva ritenuto necessario e urgente dover adottare tutte le misure indispensabili per prevenire situazioni di pericolo per il territorio disponendo, quindi, la chiusura degli edifici scolastici presenti sul territorio comunale per il giorno. Gli edifici chiusi sono stati quelli dell’elementare “Don Bosco” di parco Rimembranza, dell’infanzia “Angeli di San Giuliano” di via Edmondo De Amicis, della media “Edmondo De Amicis” nell’omonima strada, della materna “Sacro Cuore di Gesù” e dell’asilo nido di via Santuario. Questi allarmi vengono presi molto seriamente, non a torto: quando di mezzo ci potrebbero andare i bambini, i rischi per la comunità sono sempre altissimi. Così, per questo motivo, l’amministrazione comunale ha espresso anche la riserva di dover continuare a tenere le scuole chiuse, un rischio probabilmente scongiurato dal maltempo che ha cessato per ora di lanciare i suoi strali sulla zona. Le previsioni per i prossimi giorni indicano un miglioramento meteorologico, ma come sempre le previsioni sono giuste solo una volta su tre.

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Le minacce del mare in un incontro a Soleto

Un incontro per la tutela della biodiversità e la difesa dell’ecosistema marino salentino. A Soleto, presso il Centro Anziani di largo Osanna, è organizzato per venerdì 25 novembre dalle 18, un appuntamento promosso dall’associazione Nuova Messapia per un percorso di conoscenza collettiva sui tesori e preziosità del Salento.

In questo secondo appuntamento protagonista del dibattito sarà il mare del Salento, minacciato dalle trivelle dell’estrazione petrolifera.

“Salento: un mare di biodiversità”, un incontro organizzato con la collaborazione dell’associazione Arthas di Lecce, associazione attiva dal 2010 nello studio, promozione, valorizzazione e tutela del importante e meraviglioso ambiente marino del Salento. Sandro Notarangelo, presidente dell’associazione Arthas, illustrerà il particolare ambiente, per nulla lontano dal mondo di superficie, al contrario, come ogni elemento della natura anche l’uomo ne è compreso e ne fa pienamente parte.

Ma accanto a tanta meraviglia e vitalità vi è un mostro divoratore che ne sta negli anni mettendo seriamente a repentaglio la sopravvivenza di questo paradiso, i comportamenti speculativi di sfruttamento selvaggio nei riguardi di queste realtà dai delicati equilibri, causa degenerativa che, oggi come non mai, stanno interferendo pericolosamente, pregiudicando la salubrità di questi habitat e compromettendo irrimediabilmente la sopravvivenza dell’uomo.

Conoscere, rispettare e tutelare il mare per conoscere sè stessi e il proprio futuro, questo l’intento dell’incontro.

Durante l’incontro si visioneranno tre ilmati di documentazione sottomarina realizzati dall’associazione Arthas, vincitori di premi internazionali: I colori della notte (vincitore del IX Concorso Internazionale “Un film per un Museo” – Trofeo Victor Aldo De Santis” promosso e organizzato da Hystorical Diving Society Italia), Un mare di Plastica e Nugae, un mare di biodiversità.

Jenny De Cicco

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Pronte per dicembre le manifestazioni anti trivellazioni

Si preparano manifestazioni e proteste. Tutti uniti per bloccare le trivellazioni esplorative della Northern Petroleum. L’Udc è pronta a manifestare sotto la sede del Ministero dell’Ambiente, mentre è prevista per dicembre una giornata di mobilitazione regionale a Monopoli.

Salvatore Negro, presidente regionale Udc, lancia l’appello “Tutti a Roma a manifestare contro chi vuole distruggere le coste della Puglia. Le trivelle della Northern Petroleum devono riprendere il largo”. Lo ha ribadito esprimendo tutta la contrarietà del gruppo regionale Udc a qualsiasi ipotesi di trivellazione. “Invitiamo tutte le forze politiche della regione alla mobilitazione e a ritrovarsi a Roma nei pressi del Ministero dell’Ambiente per manifestare contro questo ennesimo scempio – ha continuato il capogruppo Udc – Impegneremo tutte le nostre forze in una protesta civile e democratica per evitare danni irreparabili che avrebbero conseguenze più che negative sulla economia pugliese. L’auspicio è che il ministro Clini possa rivedere la posizione del suo predecessore”.

Per dicembre in data da definire associazioni e gruppi politici stanno organizzando una mobilitazione dei presso Monopoli, dietro al gonfalone della Regione, per ripetere un no deciso al petrolio in Adriatico. Previsto il coinvolgimento d’istituzioni, enti locali, parlamentari, sindacati, organizzazioni professionali, associazioni, cittadini e giovani.

“Come il 7 maggio a Termoli – ha detto il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, incontrando a Bari presso il suo studio i rappresentanti di numerose associazioni ambientaliste impegnate nella battaglia – il gonfalone sarà il simbolo dell’unità dell’intera assemblea consiliare sulla tutela dell’ambiente marino, una posizione univoca sancita nell’articolo unico sottoposto dalla Puglia al Parlamento”. Si tratta del’iniziativa dello scorso 20 luglio che ha suscitato l’attenzione del commissario europeo all’ambiente, disponibile a raccogliere i pareri delle autonomie in protocollo che metta al bando qualsiasi attività off shore nelle acque mediterranee.

Il presidente ha confermato che proporrà l’adozione di un documento a sostegno della moratoria in Adriatico in occasione della riunione plenaria della Calre, la conferenza che si svolgerà all’Aquila, dal 24 al 27 novembre e riunirà 74 presidenti delle assemblee legislative europee. Nella stessa occasione, Introna rinnoverà ai colleghi delle Regioni adriatiche l’invito a fare approvare dai rispettivi consigli una proposta di legge alle Camere, sul modello di quella pugliese. Altra ipotesi quella dell’organizzazione di una conferenza adriatica, allargata a Balcani e Grecia.

Introna ha risposto positivamente all’appello del movimento per una stretta sinergia tra la società reale e le istituzioni.

Jenny De Cicco

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Bandiere blu riunite per dire no alle trivelle

“In più occasioni abbiamo ribadito di non volere la coltivazione di idrocarburi”. Questo l’intervento dell’assessore regionale dell’Ambiente pugliese Lorenzo Nicastro, nel Consiglio comunale straordinario di Polignano del 21 novembre. Presenti alla seduta il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, Nicastro, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce Francesco Pacella e i rappresentanti delle organizzazioni ambientalistiche, con i comuni costieri di Otranto, Melendugno, Rodi Garganico, Salve, Ginosa, Fasano, Ostuni e Polignano a Mare, comuni Bandiere Blu e di Monopoli.

Introna ha proposto l’organizzazione di una sessione durante la prossima Conferenza delle Assemblee legislative regionali Europee (Calre) con la presenza delle regioni coinvolte dalla minaccia dell’estrazione d’idrocarburi.

Al termine del consiglio è stato adottato unanimemente un documento di moratoria della prospezione sottomarina al largo delle coste pugliesi, chiedendo al ministro dell’ambiente, Corrado Clini, d’intervenire per sospendere le autorizzazioni avviate e non concluse, tramite una moratoria ministeriale. Il documento esprime l’intento di coinvolgere Regione, Provincie e Comuni interessati in un’azione di salvaguardia delle attese delle comunità locali, sollecitando un incontro per rappresentare le ragioni al ministro.

“Occorre fare squadra – chiosa Introna – L’Adriatico non si tocca, pochi barili di pessimo petrolio non possono rischiare di sconvolgere la vita di 40 milioni di italiani, balcanici e greci che vivono sul nostro mare e traggono sostentamento dalle sue straordinarie risorse”. La proposta di legge alle Camere per la messa al bando di ogni ricerca o sfruttamento in tutto l’Adriatico, approvata all’unanimità in Regione il 20 luglio scorso e che ha avuto un riscontro positivo dell’Unione Europea ed è stata trasmessa alle regioni adriatiche per iniziative analoghe. “Dobbiamo allargare il fronte, a cominciare dall’Abruzzo e Molise, interessati da analoghi problemi per il progetto prospicente alle Tremiti. Si tratta di una richiesta di civiltà, perché il mare è il futuro. – ha ribadito il Presidente Introna – Non si possono sottovalutare i rischi di disastri ecologici, come quelli nel Golfo del Messico, nel mare del Nord ed ora in Sud America, che sarebbero mortali per uno stagno, come l’Adriatico.

E già le sole prospezioni hanno ricadute pesanti: gli spiaggiamenti di cetacei sono conseguenza di un ambiente marino violentato da geosonde, impulsi sonar e Air Gun”.

Lorenzo Nicastro ha incalzato: “La lotta, pur con modalità civili e responsabili, sarà lunga e dura, anzi durissima e solo sulla base di questa collaborazione tra istituzioni e tra le medesime e i cittadini possiamo invertire la tendenza”.

No alle piattaforme anche dal presidente del gruppo misto Donato Pellegrino che, pur non essendo parte del consiglio polignanese, esprime dissenso per l’utilizzo dell’air gun da parte della Northern Petroleum, esplosioni d’aria compressa dannose per le specie ittiche.

“Condivido la preoccupazione delle comunità interessate – afferma preoccupato Pellegrino – alla Northern potrebbe seguire la Saipem nelle acque brindisine. Bisogna assolutamente bloccare la logica con cui, da alcuni anni a questa parte, il governo centrale rilascia autorizzazioni di prospezione ad insaputa delle autorità locali”.

Jenny De Cicco

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Otranto, contrarietà espressa dal sindaco Cariddi nell’incontro di ieri a Polignano

Nella seduta tenutasi ieri mattina a Polignano a Mare per dire no alle trivellazioni petrolifere lungo le coste dell’Adriatico, era presente anche il comune di Otranto il cui sindaco, Luciano Cariddi, ha voluto esprimere il disappunto a riguardo. “Per quanto riguarda la Città di Otranto – ha dichiarato Cariddi – è stato rappresentato dal sottoscritto innanzitutto l’assurdo di una questione che vede i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico in una posizione favorevole a tali attività, contrariamente alla contrapposizione manifestata dal territorio tutto, cittadini e istituzioni, senza distinzione di confini campanilistici o appartenenza politica. Riteniamo che i Ministri Prestigiacomo e Romani, durante il loro mandato, non abbiano voluto tener conto delle ragioni sostanziali da noi espresse. Già in passato abbiamo dimostrato, per ciò che concerne il territorio otrantino, di essere comunità responsabile e matura avendo accettato che sulle nostre coste approdasse dapprima l’Elettrodotto Italia-Grecia, che giunge a Otranto, e oggi attendiamo la conclusione dell’iter procedurale del gasdotto proveniente dall’Azerbaijan. Ci sembra di aver fatto abbondantemente il nostro dovere in termini di politiche energetiche. Ѐ assurdo immaginare di poter impiantare piattaforme petrolifere in un bacino come il Mare Adriatico che ha quasi la natura di un lago. E’ facile pensare al disastro ecologico ed economico che scaturirebbe da un eventuale incidente già solo guardando alle esperienze recenti verificatesi nel Golfo del Messico, nel Mar Baltico e in Argentina, dove pure questi infortuni sono avvenuti in mare aperto. Siamo convinti che non sia assolutamente accettabile il benché minimo rischio di incidente su un territorio come quello pugliese, e non solo, ma anche nei Paesi che ci guardano dalla costa orientale dell’Adriatico (Croazia, Montenegro, Albania, Grecia), dato lo sviluppo economico registrato in questi anni che ha dimostrato come il turismo rappresenti uno dei settori fondamentali, e che qui da noi si basa in particolar modo sulle forti valenze paesaggistiche e ambientali che non siamo assolutamente disposti a compromettere in alcun modo. Rifiuteremo sempre ed energicamente le speculazioni che talune società petrolifere ritengono di potere attuare in quest’area anche lì dove dovessero essere azioni animate, come pure stanno sembrando di essere, da esclusive iniziative tese a far lievitare i propri titoli azionari nelle quotazioni di Borsa”.

Della medesima opinione anche Giorgio Miggiano, presidente del circolo Legambiente di Otranto. “Condividiamo – ha dichiarato Miggiano – l’iniziativa intrapresa dai sette comuni rivieraschi, tra cui il Comune di Otranto, e ribadiamo il nostro no alle trivellazioni nel bacino del Mare Adriatico.

Invitiamo tutti ad una seria presa di coscienza sul pericolo che stiamo correndo”.

Alessandro Conte

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Otranto e Melendugno contro le trivelle nell’Adriatico

Incontro a Polignano per dire no alle trivellazioni petrolifere.

Presenti anche l’assessore provinciale Francesco Pacella e i consigli comunali di Otranto e Melendugno. L’unione fa la forza. Questo proverbio è stato alla base dell’incontro che si è svolto in mattinata nella sala consiliare del Comune di Polignano a Mare.

Dieci consigli comunali pugliesi (Melendugno e Otranto per il Salento), le Province di Lecce, Bari e Brindisi e la Regione Puglia, tutti insieme per dire no alle ricerche petrolifere nel basso Adriatico.

Per la Provincia di Lecce era presente l’assessore alle Risorse del mare Francesco Pacella, delegato dal presidente Antonio Gabellone. “Sono soddisfatto – ha dichiarato Pacella – perché per la prima volta la Puglia si è dimostrata compatta a difesa dell’Adriatico. Oggi è stata scritta una pagina di buona politica a difesa del nostro mare e dell’economia turistica dell’intera regione. Abbiamo condiviso e deliberato all’unanimità un documento per dire nessuno tocchi il mare di Puglia, contenente la richiesta al neo ministro dell’Ambiente Clini di immediati interventi per sospendere i procedimenti autorizzativi in merito alle ricerche e alle coltivazioni di idrocarburi liquidi nel mare Adriatico attraverso una moratoria dello stesso Ministero, in particolar modo su tutto lo specchio di mare antistante le coste pugliesi. Ma la richiesta va oltre. Abbiamo avanzato il coinvolgimento di Regione, Province e Comuni interessati ai fini di una soluzione che salvaguardi le attese delle comunità locali. Infine, auspichiamo un urgente incontro presso il Ministero per rappresentare le ragioni del territorio. L’Adriatico non è il Golfo del Messico, ma il mare di tutti gli italiani. Merita di essere protetto per il godimento delle generazioni presenti e future e non venduto al miglior offerente straniero in cambio di pochi spiccioli. Pertanto, uniamoci tutti per la difesa del nostro bene più importante. Per questo motivo mi sono fatto promotore anche di un prossimo incontro presso la Provincia di Lecce, che coinvolga istituzioni, parlamentari e operatori del settore turistico e di quello della pesca, in modo da formulare un’unica voce del territorio a difesa di un’economia ecosostenibile”.

Alessandro Conte

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Stèfano a Clini: no agli OGM

Corrado Clini, ministo dell’Ambiente del Governo Monti, apre agli Organismi Geneticamente Modificati, e Dario Stèfano, assessore regionale e coordinatore della Commissione Politiche agricole nazionale, si dichiara fermamente contrario agli Ogm.

Dario Stèfano, giovane politico salentino, commenta così l’apertura ai Frankenstein della natura del suo omologo nazionale: “L’esordio del nuovo ministro all’Ambiente Corrado Clini non ci è piaciuto. Ci saremmo aspettati più cautela e attenzione verso percorsi già strutturati e che investono determinazioni di altri livelli istituzionali che pure sui temi delle coltivazione transgeniche hanno competenza. Pur augurandomi che possano essere state frutto dell’emozione da primo giorno, ho tuttavia il dovere di evidenziare subito al ministro Clini che le regioni italiane si sono già espresse, e più volte, contro gli Ogm e hanno chiesto al Governo l’esercizio della clausola di salvaguardia, così come hanno pure fatto altri stati membri dell’Unione Europea. Né ci può soddisfare la distinzione che ha fatto il ministro fra alimenti e colture arboree, perché per noi il tema è quello di una scelta strategica del Paese. Peraltro, non riteniamo che si possa pensare di risolvere il problema del dissesto idrogeologico nel nostro Paese facendo ricorso alle colture transgeniche. Tema, piuttosto, al quale va indirizzata ben altra attenzione valorizzando, a nostro avviso, ancora di più e meglio, il ruolo che l’agricoltura tradizionale hastoricamente svolto per la tenuta idrogeologica del territorio”.

Jenny De Cicco

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Trivelle nell’Adriatico? I politici pugliesi insorgono si muovono in modo diverso ma in maniera unanime per impedire le attività petrolifere

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna scrive al neominstro dell’Ambiente Corrado Clini, Salvatore Negro propone azioni alla Greenpeace, il senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli incontra il Ministro Clini nella serata di ieri, per manifestare la preoccupazione sulle autorizzazioni a effettuare ricerche e indagini geofisiche propedeutiche alle attività di estrazioni petrolifere nel Mare Adriatico, dalle Tremiti al Salento.

Clini ha assicurato il senatore Tomaselli che affronterà il dossier e che, nel corso della prima audizione in Parlamento, prevista presso la commissione Ambiente del Senato per mercoledì prossimo alle 11, risponderà alla richiesta di bloccare le procedure.

La lettera di Onofrio Introna esprime i timori nei riguardi delle azioni della società Northern Petroleum che “ha dal Governo precedente le autorizzazioni per effettuare le prospezioni al largo del nostro mare, nonostante il diniego emesso dalle sentenze del Tar”. Frazionando la richiesta di Via in cinque tronconi, ha eluso la normativa e le sentenze del Tar che impongono una sola Via, per valutare l’impatto totale degli interventi. Introna invita il ministro Clini: “Venga in Puglia ad ammirare un mare senza trivelle e intanto sospenda i permessi”.

“Mi permetto di suggerirle di iscrivere nella sua già fitta agenda di lavori una visita in Puglia, che sogna un futuro senza mostri di ferro in mare – scrive augurando poi buon lavoro al neominisrro Clini – La vicenda è nota al ministro, considerata la continuità da venti anni ai vertici amministrativi del Dicastero – ma ricordo ugualmente a Clini il no di tutto il territorio e dell’intero consiglio regionale alle prospezioni petrolifere in Adriatico, il parere negativo della Regione Puglia e di tutti gli enti e soggetti interessati, la proposta di legge alle Camere approvata il 20 luglio all’unanimità da questa Assemblea e aperta a tutte le Regioni adriatiche, per il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare”.

Si aggiunge all’appello di Introna la nota di Salvatore Negro, Udc, che annuncia azioni concrete, con metodi alla Greenpeace.

“Nessuno tocchi il mare di Puglia. Noleggeremo una nave per bloccare qualsiasi tentativo di trivellazione al largo delle nostre coste. Come Udc facciamo nostra l’iniziativa, già lanciata a settembre dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, di salpare con una nave per impedire che le trivelle della Northern Petroleum e di qualsiasi altra compagnia petrolifera si avvicinino alle coste pugliesi. Allo stesso tempo aderiamo all’invito dell’assessore regionale Lorenzo Nicastro e siamo pronti a partecipare a qualsiasi iniziativa di democratica protesta pur di scongiurare questo attentato alla bellezza del nostro mare e alla economia della Puglia che soprattutto grazie alle bellezze naturali, paesaggistiche ed architettoniche ha visto incrementare i flussi turistici sul proprio territorio negli ultimi decenni”.

Jenny De Cicco

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Ricerche di petrolio in mare: l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro chiede chiarezza al governo. Sostegno di Pd e Udc

“Bene ha fatto l’assessore Nicastro a inviare un’altra lettera ai ministeri di Ambiente e Sviluppo Economico sulle prospezioni geosismiche al largo della costa tra Monopoli e Brindisi. Facciamo sentire la voce dei pugliesi”. A sostenerlo in una nota è Peppino Longo, consigliere regionale dell’Udc, dopo che l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro ha scritto alla direzione generale per la salvaguardia ambientale per chiedere la sospensione delle autorizzazioni con annullamento degli atti e un riavvio delle istruttorie tecniche. “La Northern Petroleum – prosegue Longo – ha voluto scavalcare la Puglia evitando, di fatto, che i tecnici della Regione avessero la possibilità di valutare eventuali impatti sull’ambiente. Gli air gun che verranno utilizzati, al contrario di quello che si affrettano ad affermare i cercatori di oro nero inevitabilmente danneggeranno i nostri mari e io condivido appieno le proccupazioni delle nostre marinerie. Dobbiamo fare la voce grossa e cercare di bloccare queste operazioni che potrebbero assestare un brutto colpo al settore pesca ed all’industria del turismo”.

Dello stesso avviso è Antonio Decaro, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Puglia. ”Il dissenso che saranno in grado di esprimere i pugliesi – dichiara Decaro – contro chi vuole distruggere il nostro futuro per il proprio scellerato profitto, sprigionerà più energia di tutte le trivelle che i signori dell’oro nero potranno mai usare contro il nostro territorio”. Inoltre, Decaro, precisa di essere ”d’accordo con l’iniziativa dell’assessore Nicastro di scrivere ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico per chiedere una sospensione delle procedure con cui, senza chiedere la valutazione di impatto ambientale alla Puglia, il governo ha autorizzato la Northern Petroleum alle prospezioni geosismiche al largo delle coste pugliesi’.

Tuttavia pur se nessuno ce l’ha chiesto, vogliamo garantire lo stesso che l’opposizione dei cittadini pugliesi alla minaccia di distruzione del nostro mare sarà pari alla violenza che vogliono usare al nostro ambiente: l’unica via che concederemo loro, sarà quella del ritorno da dove sono venuti”.

Alessandro Conte

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