Posted on 17 Novembre 2011. Tags: Donato Pentassuglia, Lorenzo Nicastro, Massimo Cassano, Michele Losappio, V Commissione
Ieri si è riunita la V commissione permanente presieduta da Donato Pentassuglia del Partito democratico. Si è discusso il disegno di legge di “Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia” illustrato dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Il ddl prevede al comma 1 dell’articolo 3 di integrare la commissione tecnica con un rappresentante dell’amministrazione del comune in cui ricade la richiesta proposta, mentre al comma 1 della’articolo 13 semplifica la norma che consente le opere di miglioramento dei terreni, fermo restando il divieto di danneggiare le piante già esistenti. Per quanto riguarda invece il censimento delle piante, l’articolo 15, estende il divieto di abbattere, danneggiare, espiantare gli ulivi monumentali a tutti gli alberi presenti sul territorio regionale fino alla data di pubblicazione definitiva dell’elenco regionale, togliendo così il termine del 31 dicembre 2011. Tra le proposte di modifica della legge regionale avanzate, la più rilevante è quella del consigliere Massimo Cassano del Pdl con la quale si velocizza l’iter burocratico per le autorizzazioni agli espianti e spostamenti delle piante. Il consigliere Cassano ha proposto di fissare a 60 giorni il termine entro cui la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato, scaduto il quale i soggetti richiedenti possono procedere allo spostamento e reimpianto degli alberi all’interno della stessa proprietà, rispettando l’articolo 12 della legge regionale di riferimento. Una proposta non condivisa a pieno da Michele Losappio di Sel, che pur concordando sulla necessità di stabilire un limite temporale per lo svolgimento dei lavori della commissione valutatrice, si è detto contrario alla seconda parte della proposta di Cassano, che “configurerebbe una forma di silenzio-assenso, non consentita dalla legge”. Il presidente Pentassuglia quindi ha proposto di stralciare la parte finale e di rinviare la discussione per un approfondimento dal punto di vista della tutela paesaggistica con l’interveto dell’assessore Angela Barbanente. Altro punto all’ordine del giorno il regolamento regionale per la “Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche” approvato dalla commissione con l’astensione del Pdl.
In una nota il consigliere regionale Pdl Massimo Cassano ha voluto spiegare le sue ragioni. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – dichiara Cassano – ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale ignorando, anzi colpendo diritti acquisiti e inviolabili dei cittadini e legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale. Per questo ho proposto una modifica della legge 14/07 a tutela degli ulivi monumentali e secolari. E per questo non posso che ritenermi soddisfatto dopo l’audizione davanti alla V Commissione Ambiente e Territorio, in linea con le necessità espresse dal presidente Donato Pentassuglia, per velocizzare l’iter di quelle norme che hanno l’unico fine di migliorare l’efficienza dell’istruttoria e sburocratizzare la tempistica delle procedure in materia. Partendo da un presupposto di base comune con le ragioni espresse dal capogruppo di Sel, Michele Losappio: in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi, di questi 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura e si tratta di monumenti che devono essere salvaguardati. Tutti gli ulivi dovrebbero essere salvaguardati, ma in un’ottica che non impedisca di fatto la modernizzazione del territorio e le aspettative dei cittadini, che devono essere sempre poste nel gradino più alto dell’azione amministrativa e che invece rischiano di restare intrappolate negli ingranaggi di una anacronistica macchina burocratica e ideologica. Quindi nessuna volontà di cercare o in qualche modo favorire escamotage per aggirare la legge, ma la necessità di rendere snelli e quindi ancora più efficaci alcuni aspetti della normativa stessa, come del resto avviene da tempo in quelle Regioni italiane in cui le politiche ecosostenibili sono realtà consolidata, agendo nella duplice ottica della tutela del paesaggio e del rispetto dei diritti acquisiti della popolazione”.
Alessandro Conte
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Posted on 16 Novembre 2011. Tags: erosione, posidonia, Regione Puglia, Salento, TCT srl
L’erosione costiera potrebbe avere i giorni contati. È stato presentato il 15 novembre a Bari il primo sistema artificiale al mondo per la coltivazione e il ripascimento della posidonia oceanica. E’ il risultato del progetto Start (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla Tct di Brindisi in con Legambiente Puglia e finanziato dal Bando Aiuti agli investimenti in Ricerca per le Pmi della regione Puglia.
Questo studio rappresenta un modo per affrontare in maniera naturale l’erosione delle coste del Mediterraneo e in particolare delle pugliesi e delle salentine.
La pianta occupa circa il 3% dell’intero bacino del Mediterraneo e può arrivare a un metro di altezza formando praterie-barriere sottomarine. A causa dell’eccessiva antropizzazione delle coste la specie ha subito una drastica diminuzione del numero, entrando dal ‘90 nella lista rossa delle specie del Mediterraneo a rischio di estinzione. “Quando si realizzano opere marittime entro i 30 metri di profondità e si intercettano praterie di posidonia, la Valutazione di impatto ambientale prevede la mitigazione del danno attraverso il trapianto delle piante destinate a essere distrutte in un’altra parte del fondale. Il nostro progetto si inserisce nel mezzo di questa fase: prima del reimpianto abbiamo provato a tenere la posidonia in una sorta di incubatrice – spiega Giuseppe Scordella, coordinatore scientifico del progetto – E’ stato sviluppato un sistema a circuito idrico chiuso di cento metri quadri, in grado di mantenere condizioni ambientali stabili tipiche di un sistema marino di 15 metri di profondità. Per avviare la sperimentazione non è stata rimosso dai fondali nessuna pianta, ma sono state utilizzate, facendosi consegnare dai pescatori di Torre San Giovanni, le piantine finite nelle reti a seguito delle mareggiate. Poi abbiamo monitorato le 1500 talee trimestralmente. Esse riescono a sopravvivere in ambiente artificiale e la loro crescita è superiore rispetto a quella che si osserva nelle normali situazioni di espianto e di reimpianto. Già a partire dal primo monitoraggio è stata osservata una rilevante crescita verticale delle foglie. Al termine del progetto, la percentuale media di sopravvivenza delle talee è stata pari al 94,4 per cento dopo 9 mesi di coltivazione”.
“Ora l’impegno si sposta sul secondo e più importante passo: reinserire le talee coltivate in ambiente marittimo”, ha detto Francesco De Rinaldis, vicepresidente Tct. La tecnologia è in fase di brevettazione, ma si potrebbe pensare a delle convenzioni con le varie marinerie per l’approvvigionamento della posidonia che finisce nelle reti e che altrimenti sarebbe destinata a diventare rifiuto.
Jenny De Cicco
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Posted on 15 Novembre 2011. Tags: attività estrattive, gruppo Sel, Loredana Capone, Michele Losappio, Rocco Palese
Nuova seduta sul disegno di legge sulle attività estrattive: approvati altri tre articoli. Come programmato, si è svolta una nuova seduta congiunta della quarta e quinta commissione per l’approvazione del ddl sulla “nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. In questa riunione sono stati approvati solo tre articoli per la mancata presenza dell’assessore Loredana Capone.
Assenza che non è piaciuta al capogruppo del Pdl, Rocco Palese, e che ha costretto il presidente della quarta commissione a rinviare nuovamente i lavori al 25 novembre prossimo. “Sono materie troppo importanti per essere affrontate senza la presenza dell’assessore competente – ha dichiarato Palese – non è un appunto all’assessore, che senza dubbio avrà ottimi motivi che giustificano la sua assenza, rinviare però, è la scelta più corretta”. Dichiarazione favorevole per questo ulteriore passo in avanti è stata espressa dal presidente del gruppo Sel in Consiglio regionale, Michele Losappio.
“Altri 3 articoli della legge di riordino del settore estrattivo – ha affermato Losappio – sono stati approvati oggi dalle commissioni congiunte. Con essi un ulteriore emendamento del gruppo Sel (il sesto in 14 articoli) che meglio specifica l’analisi giacimento logica prevista attraverso l’obbligo di carte e sezioni con scala non inferiore a 1:2000. Si avvicina il tempo di approvazione di una legge che metterà la Puglia al passo del Paese con il necessario ammodernamento rispetto alla legge del 1986 oggi ancora in vigore”.
Alessandro Conte
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Posted on 11 Novembre 2011. Tags: Antonio Fitto, Ato Lecce 2, Nichi Vendola, Regione Puglia, Rifiuti, Tarsu
Nuova Tarsu in arrivo per i cittadini magliesi. Arriverà infatti nei prossimi giorni una cartella aggiuntiva della Tariffa per i rifiuti solidi urbani 2011. Si tratta di “un ruolo suppletivo relativo alla Tarsu 2011 per recuperare la differenza non più compensata dalla Regione Puglia”. Un bel problema per le dissanguate casse comunali che a fatica stanno cercando di rispettare il patto di stabilità e che ora si trovano con una somma (dovrebbe aggirarsi intorno agli 80-90mila euro) da trovare entro al fine dell’anno altrimenti bisognerà prendere atto di un possibile debito fuori bilancio. “Il comune – spiega il sindaco Antonio Fitto – ha pagato fino al 2009, secondo quanto stabilito dal commissario straordinario della Regione Puglia, Nichi Vendola, 76 euro a tonnellata. Una somma più contenuta perché fino al 2009 la Regione contribuiva alla differenza. Con l’apertura degli impianti di Poggiardo nel 2010 invece è cambiato tutto: la Regione ha stabilito che i comuni dovevano provvedere da soli. In più la mancata attivazione della discarica di soccorso di Corigliano costringe a raggiungere il più costoso sito di Ugento” . Nel corso del 2011 la novità: l’Ato ha verificato che dai 110 euro presunti si doveva passare ai 121 euro con il pericolo di arrivare a sfiorare i 140 euro per tonnellata. L’amministrazione ha quindi predisposto un manifesto in cui si informano i cittadini della novità. “Il consorzio per la gestione dei rifiuti urbani Lecce 2 – si legge – ha comunicato che il costo di trattamento trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha raggiunto quota 140 euro per tonnellata e ciò non consente all’amministrazione comunale di mantenere invariate, così come deliberato, le tariffe già applicate nel 2010. Negli anni precedenti la quota versata dai comuni copriva fino a 76,17 euro del costo suddetto, mentre la restante parte veniva coperta con fondi della Protezione Civile e della Regione Puglia. La Regione Puglia ha comunicato che non intende dare copertura finanziaria ai maggiori oneri, così come fatto fino al 31 dicembre 2009, invitando i Comuni a coprire i costi totali fino a concorrenza dell’intero costo di trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. L’amministrazione precisa comunque che nel caso in cui la Regione dovesse rivedere la propria posizione, contribuendo al pagamento del costo ora interamente coperto dal Comune, “a tutti i cittadini verrà compensata con quanto dovuto nell’anno successivo la corrispondente somma iscritta a ruolo, tramite una riduzione delle tariffe”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 10 Novembre 2011. Tags: Aurelio Gianfreda, Donato Pentassuglia, Loredana Capone, Michele Losappio, Servizio regionale attività estrattive
Il 7 novembre scorso si sono riunite la IV e V commissione regionale, in seduta congiunta e presiedute da Aurelio Gianfreda (Italia dei Valori) e Donato Pentassuglia (Partito democratico) per l’esame del disegno di legge su la “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. Tre gli articoli approvati da maggioranza e Udc con l’astensione di Pdl, Puglia prima di tutto e I Pugliesi. In particolare si tratta dell’articolo 8 riguardante l’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva, integrato, tra l’altro, con un emendamento che prevede l’intervento d’ufficio del Servizio regionale attività estrattive, nel caso in cui la Provincia non dovesse provvedere alla convocazione della conferenza unica. Approvato anche l’articolo 10 che, con un emendamento al comma 4, porta dall’80 al 100 % i costi, a carico del titolare della concessione, necessari al ripristino ambientale. Approvato anche l’articolo 11 relativo al contenuto della domanda di autorizzazione. Alla riunione ha partecipato anche l’assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, che ha sottolineato come, con questo ddl, la Regione voglia responsabilizzare maggiormente i comuni nell’attività di pianificazione e programmazione dell’attività estrattiva, prevedendo anche il ricorso al potere sostitutivo della stessa Regione in caso di necessità. Soddisfazione espressa anche dal presidente del gruppo Sel, Michele Losappio, dopo che nei giorni scorsi erano sorte divergenze tra lo stesso Losappio e Capone proprio per quanto riguardava il trasferimento delle deleghe ai comuni. “Le Commissioni – ha dichiarato Losappio – hanno licenziato altri tre articoli del ddl di riforma e ammodernamento delle attività estrattive della nostra Regione. Fra i miglioramenti ricevuti dalla legge vanno rimarcati due emendamenti dei consiglieri Sel (Losappio, Ventricelli, Lonigro, Cervellera) che recepiscono i suggerimenti espressi nella consultazione dalla Sigea, uno dei quali in particolare affida alla Regione il rilascio dell’autorizzazione all’attività estrattiva in caso di attività ricadente in territori di più province.
Confidiamo che nella prossima seduta si potrà portare a compimento la riforma legislativa del settore nello stesso clima di leale collaborazione che ha visto anche oggi i consiglieri commissari contribuire al confronto e al voto senza preconcetti e faziosità”. L’esame del ddl proseguirà il 14 novembre prossimo.
Alessandro Conte
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Posted on 09 Novembre 2011. Tags: Alternativa comunista, Canale d’Otranto, eolico, Michele Rizzi
Sono ore concitate per la questione del mega eolico sul canale d’Otranto. Tanto da far intervenire anche chi non è esattamente salentino, sebbene si sia speso spesso per questioni inerenti la salute dell’intera regione Puglia, prima e dopo la sua candidatura a presidente regionale, Michele Rizzi di Alternativa Comunista. “Appare preoccupante – scrive Rizzi – il progetto per la costruzione di un mega impianto eolico off shore al largo del canale d’Otranto, che stuprerebbe un mare e un paesaggio del tutto incontaminati. Si tratta di un impianto di una decina di torri di altezza di circa cento metri che sfilerebbero per tutta la costa fino a Leuca, toccando anche Castro, Santa Cesarea Terme e Andrano. È l’ennesimo tentativo di ottenere profitto a scapito di lavoratori ed ambiente. È bene ricordare che la Puglia produce più del doppio dell’energia che serve qui e non vuole farsi colonizzare da imprese dell’energia che arrivano in questo territorio per saccheggiare e distruggere l’ambiente con pale eoliche e fotovoltaico. Anche per questo Alternativa Comunista ribadisce la sua netta contrarietà a questo disastroso progetto e parteciperà a ogni iniziativa di lotta per impedire questo ennesimo scempio”.
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Posted on 09 Novembre 2011. Tags: Canale d’Otranto, eolico Selvaggio, Mega eolico, off shore, Otranto, Save Salento, Tricase
Save Salento, lancia un allarme in un comunicato stampa. Il Canale d’Otranto rischia di diventare sito per un impianto di mega eolico previsto poco a largo di Tricase, ma che sarebbe visibile da tutta la costa orientale del sud Salento.
“La Regione Puglia ha fermato, come giusto, lo scempio eolico del mare del nord della Puglia, nello skyline antistante Manfredonia. E ora faccia lo stesso per il Canale d’Otranto – si legge nel comunicato – Non possono e non si devono applicare due pesi e due misure differenti”. Il comunicato viene da Save Salento, ed è una sorta di lettera aperta all’attenzione del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, dell’assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente, del commissario prefettizio del Comune di Tricase, della Provincia di Lecce, del Prefetto di Lecce, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici di Puglia, dell’Ente Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia Costiera di Otranto, dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente di Puglia. “Il diniego delle autorizzazioni – dichiarò Nicastro nelle scorse settimane – per un mega progetto di pale eoliche off-shore, in mare, al largo della Capitanata nello skyline antistante Manfredonia, fu giustificato con il forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata. La condivisione, in sede di conferenza dei servizi, di questi elementi ha determinato il parere negativo in ragione dell’eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall’impianto“ L’impianto marino prevede decine torri eoliche in pieno Canale d’Otranto, alte più di cento metri e che sarebbero visibili a occhio nudo dalla costa di giorno e di notte, causando ripercussioni in termini d’inquinamento luminoso, causato delle spie di segnalazione delle pale, e sul valore ambientale della costa. “I comuni pugliesi – si legge ancora nel comunicato – devono tirarsi fuori dall’ubriacatura speculativa delle energie rinnovabili industriali di eolico. La Regione deve fermare l’impianto eolico off-shore in progetto nel Canale d’Otranto, a largo di Tricase, come fatto virtuosamente oggi con dignità e senso delle istituzioni e del valore dell’ambiente e della necessità di tutelarlo, per i mari del nord della Puglia, delle provincia di Foggia, di Andria-Trani-Barletta, e di Bari. In caso contrario, i Salentini si scoprirebbero trattati come pugliesi di serie B da parte dell’ente Regione, cittadini i cui diritti, e quelli del loro territorio, possono essere calpestati impunemente per interessi economico-speculativi assolutamente terzi, extra-territoriali”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 05 Novembre 2011.
Il settore energetico ha sempre avuto un’importanza strategica nella politica amministrativa e finanziaria internazionale. Considerata la posizione geografica della penisola salentina, questa si trova ad assumere un ruolo di primo piano nella realizzazione di impianti di produzione e distribuzione energetica, da quella rinnovabile a quella più tradizionale. Nei mesi scorsi la nostra costa è divenuta territorio di conquista delle industrie dell’energia con l’avviamento delle procedure di valutazione d’impatto ambientale e sociale (Esia) del gasdotto trans-adriatico che dovrebbe attraccare lungo la costa melendugnese, precisamente a nord di San Foca. La società che ha proposto la realizzazione dell’opera è la Trans Adriatic Pipeline (Tap), una multinazionale svizzera che prevede di ricevere l’approvazione ufficiale intorno al quarto trimestre del 2012. La condotta, lunga in tutto 520 chilometri partendo dalla zona del Caspio, intende passare da Grecia e Albania per poi estendersi per 21 chilometri nell’entroterra fino a raggiungere il Comune di San Donato di Lecce per collegarsi alla rete nazionale tramite Snam Rete Gas. Le tubature attraverserebbero, quindi, cinque territori tra Melendugno, Vernole, Castrì di Lecce, Lizzanello e Cavallino. Come risulta dalla documentazione ufficiale della società, scaricabile dal sito http://www.trans-adriatic-pipeline.com/en/esia/italy/, Tap sottoporrà il rapporto Esia alle autorità italiane nel quarto trimestre del 2011 e prevede di ricevere l’approvazione ufficiale intorno al quarto trimestre del 2012. Da notizie emerse negli ultimi giorni pare che Tap abbia già avviato le rilevazioni marine e geologiche, preliminari alla valutazione d’impatto ambientale, suscitando l’indignazione di cittadini e organizzazioni ambientaliste locali che hanno già indetto una giornata di mobilitazione contro il mega gasdotto a San Foca per il 30 gennaio 2012. Intanto, l’assessore alla Pianificazione Territoriale e ai Lavori Pubblici dell’Unione dei Comuni Terre di Acaya e di Roca nonchè delegato alla tutela ambientale di Melendugno, Luca Dima dichiara che “non risulta pervenuto nessun progetto che abbia seguito l’iter autorizzativo necessario alla realizzazione dell’opera e che al momento non sono stati interrogati i vari enti locali interessati. Pertanto sembra realmente prematuro che vengano chiamati ad esprimersi i comuni se al momento non risulta alcun progetto depositato presso gli uffici tecnici”. La partita sembra quindi essere giocata sul nulla di fatto, mentre procedono le rilevazioni preliminari d’impatto ambientale da richiedere al Ministero dell’Ambiente. Il tutto fa pensare che, in caso di esito positivo e di pareri favorevoli delle amministrazioni locali, l’inizio dei lavori non sarà di certo imminente.
Maurizio Melito
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Posted on 04 Novembre 2011. Tags: articolo 13, assessore alle Politiche ambientali Lorenzo Nicastro, legge regionale n. 14 del 2007, schema disegno di legge, ulivi monumentali
Ѐ stata approvata una modifica, con relativa integrazione, alla legge regionale n. 14 del 14 giugno 2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”. Non si tratta, però, della proposta di modifica avanzata nei giorni scorsi dal Pdl e prontamente denominata “Ammazza ulivi secolari” dagli ambientalisti, è piuttosto uno schema di disegno di legge che garantisce la conservazione del patrimonio ambientale. Tra le modifiche proposte dal governo regionale vi è anche la presenza, all’interno della commissione preposta, di un rappresentante dell’amministrazione comunale sul cui territorio è previsto l’intervento. Inoltre, per l’articolo 13, è prevista una precisazione in merito alle opere di miglioramento fondiario nei terreni ove vi è la presenza di ulivi, da farsi “senza arrecar danno alle piante esistenti”. “In termini di garanzia del patrimonio degli ulivi monumentali della nostra regione – dichiara l’assessore alle Politiche ambientali, Lorenzo Nicastro – abbiamo inteso modificare il testo attualmente in vigore eliminando dall’art. 15 il riferimento al 31 dicembre 2011 che avrebbe potuto determinare una deregulation nelle more del completamento del censimento delle piante in corso. Siamo convinti che il patrimonio degli ulivi monumentali sia un dono della nostra terra da preservare, evitando che il raggiungimento di un termine temporale fissato quattro anni fa potesse in qualche modo dare la stura a possibili interventi di edilizia disordinata. Rimaniamo convinti che gli ulivi siano una risorsa da valorizzare, non un peso e che essi vadano inquadrati in una visione più ampia della nostra terra, in termini paesaggistici, agricoli, turistici, culturali ed economici”.
Alessandro Conte
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 04 Novembre 2011. Tags: agriturismo, Dario Stefano, Puglia, Salento, turismo
Si è svolto a Otranto, presso il castello Aragonese il Convegno Nazionale sul Turismo Verde a cura della Confederazione Italiana Agricoltori. Il tema della conferenza era “Le Politiche Regionali per l’agriturismo: dalla classificazione alla legislazione nazionale”.
Il convegno è stato l’occasione per presentare e discutere il disegno di legge regionale sull’agriturismo presentato dall’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.
Moderatore del congresso è stato il vicepresidente della Cia Puglia Donato Petruzzi. Sono intervenuti, Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, Giuseppe Gandin, presidente Nazionale di Turismo Verde, Daniele Merico, presidente di Turismo Verde Puglia e l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.
“La Puglia conta circa 350 agriturismi operanti – ha commentato Petruzzi – ben al di sotto delle proprie potenzialità. Una nuova politica regionale sull’agriturismo e la nuova legge possono consentire la triplicazione del numero delle aziende in Puglia, per far fronte anche al boom turistico che sta vivendo la nostra regione. L’agriturismo e l’agricoltura sono un valore aggiunto all’economia turistica della Puglia perché la ruralità costituisce una attrattiva che va oltre il nostro settore.
Apprezziamo l’impostazione data dall’assessore Stefàno che considera il disegno di legge un primo passo per definire, con la concertazione delle organizzazioni professionali e dell’agriturismo, il testo definitivo più adeguato alle esigenze dell’agriturismo, del turismo e dell’ospitalità che va garantita in Puglia”.
“La proposta di legge presentata dall’assessore Stefàno la consideriamo un buon inizio – ha spiegato il presidente della Cia Lecce Giulio Sparascio – se si considera che gli agriturismi pugliesi operano con una legge regionale vecchia 26 anni, ormai deve essere rivista. Da tempo avevamo chiesto a Stefàno di mettere mano ad una nuova legge. Il disegno di legge presentato nei giorni scorsi è un buon inizio, che, comunque, va migliorato in alcuni punti. È positivo, che nella nuova legge regionale si parli di multifunzionalità e di pesca turismo e ittiturismo, quale parte integrante dell’offerta turistica complessiva della Regione.
Questo disegno di legge va perfezionato e reso immediatamente operativo, con il contributo delle organizzazioni di categoria. A nostro parere, infatti, è stato positivo inserire nella nuova legge gli aspetti legati alla multifunzionalità agricola. Ma relegarli solamente alla conservazione e tutela dell’ambiente e alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali e alle produzioni di qualità è, secondo noi, limitativo. Nel discorso della multifunzionalità, infatti, andrebbero quanto meno inseriti tutti gli aspetti legati alla didattica, e quindi alle masserie didattiche, e alla vendita diretta in campagna. Non solo un occhio all’ambiente al territorio, dunque, ma anche alla formazione delle giovani generazioni e al reddito degli agricoltori”.
Jenny De Cicco
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Posted on 31 Ottobre 2011. Tags: caretta caretta, Centro di recupero tartarughe Calimera, Museo di Calimera, salvataggio caretta, San Foca, tartaruga marina
Salvato ennesimo esemplare di tartaruga marina Caretta Caretta, portata per le condizioni di salute precarie presso il centro di recupero delle tartarughe marine del museo di Calimera.
Sabato è stato ricoverato presso il Centro recupero tartarughe marine del Museo di Calimera un esemplare appartenente alla specie Caretta Caretta, di circa un metro di lunghezza per 43 chili di peso.
Coccinella, così chiamata dagli amici di Facebook del Museo, è stata recuperata al largo di San Foca e trasferita presso la Guardia Costiera di San Foca che ha subito allertato i tecnici del Centro recupero tartarughe marine di Calimera.
Il recupero è avvenuto in seguito alla segnalazione dei diportisti: la tartaruga galleggiava in superficie e non accennava a immergersi. Nel tentativo di issarla a bordo è rimasta capovolta sul carapace, pur trovandosi ancora in mare, senza riuscire a rimettersi nella giusta posizione, destando preoccupazioni per il suo stato di salute. Dopo il ricovero, Coccinella è stata sottoposta agli esami diagnostici che hanno permesso la diagnosi di alterazione del galleggiamento. Probabilmente la causa è un episodio di apnea forzata, forze causata dall’intrappolamento dell’anfibio in qualche rete. La tartaruga ha già cominciato la terapia e la sua prognosi è positiva, è previsto molto presto il suo ritorno alla libertà nel mare.
Jenny De Cicco
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Posted on 30 Ottobre 2011. Tags: Bastione Pelasgi, Luciano Cariddi, Porto Otranto
Parere favorevole per la valutazione impatto ambientale per il nuovo porto interno di Otranto. Via ai lavori di restauro del Bastione dei Pelasgi e alla realizzazione di nuovi posti barca nello specchio d’acqua interno del porto. Si è concluso infatti il 28 ottobre l’iter procedurale relativo all’acquisizione di tutti i pareri utili, tra cui quello per il procedimento della Valutazione di Incidenza Ambientale, un percorso lungo e complesso per il restyling del porto idruntino, durato circa quattro anni, e che ha visto impegnata l’amministrazione comunale nel risolvere i problemi per la realizzazione dell’infrastruttura. Tra i principali e più difficoltosi l’approvazione del Piano Regolatore del Porto, di cui Otranto era sprovvista. “Ora possiamo avviare le procedure per l’affidamento dei lavori e veder cantierizzare un’opera fondamentale per lo sviluppo turistico-economico del territorio – ha dichiarato il sindaco Luciano Cariddi – Si potrà così rispondere in maniera adeguata a una domanda di posti barca, nel nostro porto, che è diventata negli anni sempre più numerosa ed esigente. Contemporaneamente partiranno anche, essendo già stati appaltati, i lavori di restauro e consolidamento del Bastione Pelasgi”. Lo storico bastione regge il centro storico e si affaccia sull’area portuale oggetto dell’intervento destinato al diportismo nautico, ed è una delle zone interessate dall’alto rischio di crollo, derivato dall’azione erosiva del mare. “Insieme ai lavori già in corso nel fossato dell’area di Porta a mare – ha continuato – sull’ampio murale e nella zona prospiciente i banchinamenti che si faranno per il nuovo porto, e considerata l’infrastrutturazione già realizzata con i fondi Interreg III Italia-Grecia nella zona ex fabbriche, si realizza definitivamente la visione che l’amministrazione comunale aveva rappresentato nel proprio programma relativo a questa porzione di territorio cittadino che riteniamo vitale per i futuri sviluppi urbanistico-funzionali di Otranto. Ora ci auguriamo di potere vedere definita quanto prima, e siamo già al lavoro per questo, anche l’area di varo alaggio e di rimessaggio che la ditta Muscatello vorrà attrezzare per migliorare i servizi offerti nel nostro porto. Spero anche che, come per la baia interna, il progetto del porto turistico esterno, vero volano economico e non solo per Otranto ma per un più vasto territorio che guarda al nostro porto quale affaccio al mare, possa presto concludere l’iter procedurale di approvazione”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano, Turismo