Archive | Ambiente

Regione Puglia: petizione contro il possibile espianto e spostamento degli ulivi

Una petizione contro la proposta di legge del gruppo Pdl in Regione Puglia che riguarda i nostri ulivi e ha suscitato indignazione. Il gruppo consiliare Il Popolo della Libertà ha presentato il 3 ottobre scorso una singolare proposta che ha suscitato polemiche. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – si legge nel testo – ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio”. E viene precisato che in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura. Monumenti che devono essere tutelati, ma non necessariamente a esclusivo danno delle esigenze di sviluppo del territorio. Nello specifico viene chiesto di snellire le lungaggini burocratiche necessarie per espiantarli, proponendo il decentramento a livello comunale delle competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari. Dunque, questa iniziativa andrebbe a modificare la legge regionale n. 14 del 4 giugno2007, che riguarda la ‘Tutela degli ulivi monumentali e secolari”. “La Regione Puglia – si legge in questa normativa – tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale”. La legge in questo senso è chiara e va a tutelare un patrimonio del nostro territorio. La suddetta idea di modifica ha mobilitato gli ambientalisti che la definiscono “Ammazza olivi secolari” e per questo hanno voluto scrivere una petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia”, indirizzata al presidente della Regione Nichi Vendola. I cittadini si dicono seriamente preoccupati per gli sviluppi e le conseguenze che la proposta potrebbe avere e chiedono al presidente e a tutte le forze politiche, anche di livello nazionale, di rigettarla e inoltre sollecitano la scrupolosa osservanza e applicazione di ogni punto della legge.

Alessandro Conte

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Dossier immigrazione, Lecce è la migliore città pugliese

Resi noti i dati del dossier sull’immigrazione della Caritas-Migrantes e Lecce è risultata la città migliore di tutta la regione in fatto di accoglienza. La soddisfazione è stata espressa per questo risultato dall’assessore provinciale alle Politiche sociali e Pari opportunità Filomena D’Antini Solero, che ha dichiarato di aver avuto la conferma che il popolo salentino è composto da gente leale, solidale e caritatevole. “In un periodo in cui l’emergenza immigrazione ha interessato l’Italia intera – ha spiegato l’assessore – il Salento risponde accogliendo i numerosi immigrati che ogni giorno approdano sulle nostre coste. Numerosi sono i tavoli interistituzionali che vedono l’impegno della Prefettura, della Provincia di Lecce, dell’intero consiglio territoriale per l’immigrazione, della Procura, della Questura e dei sindacati, tutti mobilitati a fronteggiare i problemi degli immigrati, in un periodo in cui lo sfruttamento lavorativo ci vede impegnati a vario titolo con interventi e azioni diretti a tutelare i loro diritti”. Inoltre, l’assessore D’Antini ha ricordato che la provincia è dotata dello sportello “Servizi Immigrazione Salento”, dello sportello Asia per l’emergenza abitativa degli immigrati ubicati in viale Marche ed eroga vari servizi, tra i quali la mediazione interculturale, l’intermediazione abitativa, l’ascolto accurato di svariate problematiche presentate e tutti i servizi che riguardano i permessi, i moduli e quant’altro possa risultare di difficile comprensione. “Da ultimo – ricorda l’assessore – è stata attivata una più fitta collaborazione con la Procura di Lecce per accogliere, attraverso il progetto Libera, anche gli immigrati ex dipendenti della Tecnova. Ad alcuni stiamo garantendo vitto e alloggio e ad altri programmi di protezione sociale con presa in carico territoriale. Costoro ci vengono inviati dalla procura di Lecce dopo un’accurata indagine della squadra mobile II sezione investigativa di Lecce. Una rete fitta di attività, dunque – conclude – che in un momento di scarsezza di risorse economiche vede impegnati enti, autorità, associazioni e sindacati in azioni dirette a salvaguardare quanto più possibile l’accoglienza degli immigrati”.

Alessandro Conte

Posted in Ambiente, Primo PianoComments (0)

Aumento del costo dell’acqua lucana per le industrie. Ridotto per l’uso agricolo

Il costo dell’acqua lucana per uso industriale subirà un incremento per le industrie, ma diminuirà per l’uso agricolo. Questo è il succo della proposta presentata dall’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati. È stata accettata e dunque dal 2012 il costo dell’acqua per l’uso agricolo sarà diminuito del 25%, per l’uso industriale l’aumento sarà del 250% e aumenterà ancora nel 2013 (400%) e nel 2014 (500%). Dunque, per l’anno in corso non sono previsti ritocchi ma dall’anno prossimo le tariffe verranno applicate secondo dell’uso che se ne fa. La decisione è stata presa durante la riunione di ieri del comitato di coordinamento per l’accordo Puglia – Basilicata, ed è importante perché mira alla tutela dell’ambiente, dà una mano alla lotta contro gli sprechi e conseguentemente sprona le industrie ad approntare metodi di riutilizzo dell’acqua. “Ringrazio la Regione Basilicata e il presidente De Filippo – ha dichiarato Amati – per l’attenzione dimostrata all’argomento, molto sentito dagli agricoltori tarantini, che assieme ad altre importanti questioni affrontate e decise nella riunione odierna, rilanciano lo storico e proficuo rapporto di solidarietà e amicizia tra le due regioni, ponendo alle spalle le più recenti e note divergenze”. Altro argomento affrontato riguarda il raddoppio della Canna del Sinni, per poter continuare a rendere efficiente la distribuzione idrica. Si pensa di istituire un tavolo tecnico, formato dai segretari generali delle rispettive autorità di bacino, esperti di Acquedotto Pugliese, Acquedotto Lucano, Ente irrigazione e Provveditorato alle opere pubbliche. “Questo tavolo tecnico – ha continuato Amati – ha il compito di approfondire le questioni relative ai 180 milioni di euro destinati al raddoppio della Canna del Sinni e fare valutazioni generali sugli investimenti più utili a una più efficace gestione della risorsa idrica tra Puglia e Basilicata, compresa l’eventualità di rinunciare alla realizzazione dell’opera, dove tecnicamente dovesse rivelarsi più opportuno. Nell’attesa di ricevere al più presto le conclusioni del tavolo tecnico istituito, auspichiamo che il ministero e il soggetto attuatore dell’intervento sospendano gli atti esecutivi, perché se l’opera deve realizzarsi è giusto che accada con la piena consapevolezza delle due regioni”.

Alessandro Conte

Posted in Ambiente, AttualitàComments (0)

Appuntamento con ContrOnda per pulire i litorali delle Orte

Prevista per il 30 ottobre la seconda giornata di pulizia dei litorali delle Orte, con l’iniziativa Risorsa Mare dell’associazione ContrOnda di Muro, per la tutela del patrimonio naturalistico salentino. Il programma prevede il raduno dei partecipanti alle 09,30 presso le Orte per il briefing, in cui verranno spiegate le modalità di differenziazione dei rifiuti rinvenuti in loco al gruppo di lavoro. Verrà inoltre distribuito il materiale necessario con le dovute raccomandazioni per la sicurezza dei partecipanti. L’inizio della raccolta vera e propria è previsto per le 10,30, in seguito avverrà la catalogazione dei rifiuti trovati in mattinata, i quali verranno poi trasportati presso l’eco-centro. L’associazione distribuirà materiale informativo e sarà disponibile a rispondere ad ogni domanda dei partecipanti. I litorali del Salento sono bellissimi scorci, roccia multicolore, che dalla terra fuoriesce e si congiunge con l’azzurro del mare. Piccoli angoli di paradiso il cui principale nemico è l’inquinamento delle acque e della costa. Molto spesso d’inverno le mareggiate riportano a riva immondizia, formando nel tempo un completo campionario di rifiuti di origine umana. Bottiglie, buste, scarpe, giochi per bambini e molto altro, i rifiuti si accumulano e generano tra le rocce vere e proprie discariche, che rischiano di restare e rovinare lo stato dei luoghi per lunghissimo tempo. Rifiuti non solo brutti da vedere, ma anche pericolosi per la salute degli animali dell’ecosistema costiero e marino e pericolosi anche per l’uomo che in quei luoghi, quasi mistici, cerca ristoro per l’anima. Per evitarlo e con l’obiettivo di sensibilizzare ad una corretta visione e utilizzo dell’ambiente circostante, nasce l’evento Risorsa Mare. Dopo la prima spedizione di raccolta dei rifiuti spiaggiati alle Orte l’11 settembre scorso, presso Otranto e in pieno parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase, ecco la seconda campagna di pulizia. L’associazione ContrOnda si occupa della tutela dell’ambiente marino-costiero perseguendo un obiettivo concreto di tutela del mare e del litorale dalla particolare forma d’inquinamento costituita dai rifiuti, e uno sociale di sensibilizzazione e responsabilizzazione della comunità locale e degli interlocutori interessati. Nell’ambito del primo progetto di ContrOnda, Risorsa Mare, si organizzarono interventi di pulizia, recupero e riciclo dei rifiuti in tre tratti della costa otrantina, ed eventi di eco-art e laboratori di riuso per i partecipanti.

Jenny De Cicco

Posted in AmbienteComments (0)

Il Pd magliese presenta un odg sulla gestione Ato Lecce 2 di Macculi

Il presidente dell’Ato Lecce 2, Silvano Macculi continua a essere nell’occhio del ciclone. A chiedere al sindaco Antonio Fitto, componente del consiglio di amministrazione dell’ente consortile, di mettere in atto “ogni iniziativa finalizzata a ripristinare trasparenza, correttezza, legalità contabile e amministrativa nell’ambito della gestione del consorzio” è il gruppo del Partito Democratico di Maglie. I consiglieri Raffaele Cesari, Sabrina Balena, Salvatore Moscaggiuri e Antonio Tau hanno infatti presentato uno specifico ordine del giorno sulla conduzione dell’ente da parte dell’assessore provinciale. “Solo un anno fa – precisa il capogruppo Pd, Raffaele Cesari- il consorzio Ato Lecce 2 ha incrementato di 340mila euro il costo del servizio per lo smaltimento dei rifiuti dovuto dal Comune di Maglie. Questo ha comportato per i cittadini un notevole aumento della Tarsu e l’avvio, da parte degli uffici comunali, di indagini e di verifiche per l’ampliamento della base imponibile. Ora, le numerose e puntuali contestazioni rivolte dai sindaci di quindici comuni appartenenti all’Ato Lecce 2 all’operato del presidente Macculi hanno reso evidente la mancanza di trasparenza, di rigore e di legalità nella gestione del consorzio”. Per il capogruppo del Partito Democratico, Macculi ha inteso amministrare l’Ato come “una sorta di pozzo di San Patrizio i cui tesori, i soldi versati dai contribuenti, sono stati utilizzati da chi ne aveva la disponibilità per conferire incarichi d’oro senza limiti e controlli. Il consorzio, difatti, non ha mai costituito al suo interno l’organo di revisione e ha operato a lungo senza adottare bilanci di previsione e conti consuntivi. Una situazione a dir poco scandalosa che ha giustamente indotto l’onorevole Teresa Bellanova a presentare un’apposita interrogazione parlamentare e i sindaci di quindici comuni a chiedere al presidente Nichi Vendola la nomina urgente di un commissario straordinario alla guida del consorzio”.

Maurizio Tarantino

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Radon, che fare?

Il problema radon alla succursale del liceo scientifico De Giorgi di Lecce ha sollevato paura e polemiche. Abbiamo intervistato Tiziano Totaro, tecnico della Prevenzione e specialista Spesal dell’Asl di Lecce.

Cosa si deve fare per scongiurare il rischio radon?

La concentrazione di radon negli ambienti chiusi, principalmente se ubicati in aree a rischio, può accumularsi raggiungendo concentrazioni molto pericolose per la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il radon nel Gruppo 1, tra gli agenti cancerogeni certi per l’uomo. Risalendo dal suolo penetra negli edifici attraverso intercapedini, crepe, fessure, canaline di drenaggio, pavimenti e tubature. La prevenzione migliore passa dalla progettazione degli edifici con idonei materiali e tecniche di mitigazione come quella del vespaio o delle intercapedini, riempiendo il vespaio con ghiaia e stendendo sulla superficie di contatto suolo-edificio un foglio di materiale impermeabile al radon o, in alternativa, quella di uno o più pozzetti, stendendo sempre sotto la prima gettata uno strato di ghiaia di circa 5-10 centimetri e un foglio di materiale impermeabile al radon. Per ridurre la presenza nei luoghi chiusi, si interviene con le seguenti tecniche, già testate in anni recenti:

1. depressurizzazione del suolo, realizzando sotto o accanto la superficie dell’edificio un pozzetto per la raccolta del radon, collegato a un ventilatore. Così la depressione raccoglie il gas e lo espelle all’esterno;

2. pressurizzazione dell’edificio, aumentando la pressione interna, per contrastare la risalita dal suolo. L’aria interna spinge, grazie a un ventilatore, il radon fuori dall’edificio;

3. ventilazione dell’edificio e del vespaio per diluire il gas;

4. sigillatura parziale o totale delle vie di ingresso.

In caso di presenza, quali sono i rimedi?

Se non sono valori elevati basta una buona ventilazione naturale nel periodo estivo, mentre in quello invernale, a causa dell’effetto camino, si attua una ventilazione forzata artificiale immettendo aria nell’ambiente.

Ogni quanto tempo fare le rilevazioni?

Per gli ambienti di lavoro ubicati in sotterraneo o che ricadono in zone individuate dalle regioni, la legge ha stabilito che l’esercente entro due anni dall’inizio dell’attività deve effettuare la misurazione. Se il livello va da 400 a 500 bequerel al metro cubo, l’esercente assicura una nuova misurazione l’anno seguente e nel caso di superamento, avvalendosi dell’esperto, è tenuto ad attuare azioni idonee e rifare una nuova misurazione per verificarne l’efficacia. La misurazione della media annua di gas radon viene suddivisa in due semestri, periodi caldi (primavera-estate) e freddi (autunno-inverno). Per le case private, invece, non esistono norme ma solo raccomandazioni con valore indicativo. In Europa la raccomandazione 90/143/Euratom fissa il livello di concentrazione media annua a 400 bequerel al metro cubo per gli edifici esistenti, mentre per quelli in costruzione a 200. Anche qui vale la regola della suddivisione in due semestri e delle ripetute misurazioni previa bonifica. In caso di persistenza di alti livelli l’esperto deve adottare nuove strategie.

Chi bisogna chiamare per i rilievi?

Bisogna rivolgersi a un esperto qualificato che possieda cognizioni e addestramento necessari per eseguire misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico o radiotossicologico.

Alessandro Conte

Posted in Ambiente, Cronaca, Primo PianoComments (0)

Risultati negativi dai dossier del Centro Servizi Volontariato Salento

I risultati presentati dal Centro Servizi Volontariato Salento il 20 ottobre scorso danno una visione del Salento poco confortante. Le inchieste si sono concentrate sulla disabilità, la psichiatria, le ripercussioni dei tagli alla sanità, le carceri, l’immigrazione e l’ambiente. I sette dossier “Visti da noi” sono finalizzati alla formazione di laboratori tematici, in cui poter affrontare ogni singolo aspetto con i diretti interessati e trovare così delle possibili soluzioni, come ha spiegato bene il presidente del Csvs Luigi Russo. “L’idea – ha commentato – è quella di contribuire a costruire un sistema Salento in cui pubblica amministrazione-mercato-terzo settore e soprattutto il volontariato siano protagonisti coordinati ed efficaci di sviluppo e qualità della vita”. Sono tutti dati allarmanti, come ad esempio quello sull’ambiente, dal quale si evince che nel Salento vi è un tasso di mortalità per tumore che va dal 5 al 20 % in più rispetto alla media regionale. Questo dato è da collegare ai fattori di inquinamento ambientale. Dai dati sulla povertà risulta che ben 41mila persone vengono assistite dal Banco delle Opere di Carità. “I dati diffusi dal Centro Servizi Volontariato Salento sono allarmanti. Nella sola provincia di Lecce – ha affermato il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro – ci sono 41mila poveri che non sanno come comprare il pane e aumentano le famiglie che si indebitano per tirare avanti, sperando in tempi migliori. Intanto a Roma il governo prosegue con la politica degli spot e annuncia decreti sviluppo che si risolvono in diatribe e contrasti”.

Alessandro Conte

Posted in Ambiente, AttualitàComments (0)

Lecce aderisce alla mobilitazione nazionale per le api

Anche Lecce ha partecipato alla mobilitazione nazionale in favore delle api. Ieri mattina in piazza sant’Oronzo, l’Associazione Interprovinciale Apicoltori Salentini ha protestato affinché vengano banditi definitivamente i prodotti chimici utilizzati in agricoltura. Ѐ una lotta che va avanti da tempo e che ogni anno vede protagonisti gli apicoltori. Nel 2008 i neonicotinoidi, ossia insetticidi che per i loro principi proteggono la pianta per molto tempo, vengono usati per la concia dei semi di mais e sono i responsabili della morte di metà delle api. Grazie all’intervento del Ministero della Sanità che ha decretato la sospensione dell’uso di questi prodotti, gli insetti hanno ripopolato l’ambiente. E ora, il 31 ottobre scadrà il decreto sospensivo e come ogni anno si ripresenta il problema del rinnovo. Ma gli apicoltori chiedono di più, chiedono cioè che fosse definitivamente bandito l’uso dei neonicotinoidi. Secondo alcune ricerche effettuate, la moria delle api sarebbe una mera conseguenza dell’uso di queste sostanze. La questione si allarga e si fa più complessa perché le industrie chimiche premono, affinché nessun pesticida venga tolto dal commercio. L’ape, al centro di un sistema complesso, è un tassello importantissimo senza il quale l’intera macchina andrebbe in tilt.

Alessandro Conte

Posted in Ambiente, AttualitàComments (0)

Castro: chiesto il rinvio a giudizio per il crollo di piazza Dante

Aperta ieri l’udienza preliminare per il crollo che il 31 gennaio 2009 colpì Castro Marina. Piazza Dante fu letteralmente divisa in due, da una parte le macerie di una decina di negozi e abitazioni, dall’altra la splendida piazzetta con vista mare. Il giudice dell’udienza preliminare Alcide Maritati ha ascoltato i legali di tredici dei quindici imputati, la discussione dei due avvocati non presenti è stata rinviata al 4 novembre a causa di un difetto di notifica. Si sono costituiti parte civile una ventina residenti dello stabile, mentre non si è costituito parte civile il Comune di Castro. I lavori di ampliamento e restauro che si sarebbero tenuti nei locali, secondo gli inquirenti, avrebbero indebolito la struttura causandone il crollo. Così Giuseppe Capoccia, pubblico ministero, ha chiesto il rinvio a giudizio dei proprietari di alcuni locali nella zona interessata dai lavori, i titolari della ditta che ha eseguito gli interventi, l’ex sindaco e i componenti della commissione edilizia che autorizzò gli interventi edili. Il provvedimento contiene i nomi di coloro che potrebbero essere rinviati a giudizio, tra cui ex amministratori pubblici, proprietari delle strutture e altre personalità coinvolte nella vicenda. L´ipotesi di reato è di disastro colposo. Ai fini dell´inchiesta è stata decisiva la consulenza redatta dai docenti Amedeo Vitone e Carlo Viggiani, dall’ingegnere Fabrizio Palmisano e dal comandante dei vigili del fuoco Pietro Foderà, periti della Procura, che hanno dichiarato, dopo la ricostruzione tridimensionale tramite scanner lising, come i lavori di scavo, troppo invasivi, abbiano compromesso la staticità degli edifici.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Cronaca, PoliticaComments (0)

Antonio Gabellone scrive alla Regione: le misure antierosione sono urgenti

Antonio Gabellone scrive alla Regione sulla necessità di iniziative immediate e anche finanziamenti, per salvare le nostre coste. Il presidente della Provincia di lecce Gabellone ha scritto agli assessori regionali alle Opere Pubbliche e Protezione Civile Fabiano Amati, e a quello al Bilancio e al Demanio Michele Pelillo, in seguito alle conclusioni tratte dal recente tavolo tecnico anti erosione, che si è tenuto a Palazzo dei Celestini sui problemi dell’erosione costiera e al quale erano assenti rappresentanti della Regione. Nella lettera Gabellone richiama la necessità urgente di un incontro risolutivo tra tutte le parti, istituzioni, associazioni di categoria, sindacali e operatori del settore, al fine di concordare procedure utili e soluzioni concrete per la problematica dell’intero territorio costiero provinciale, anche con l’eventuale individuazione delle opportune linee di finanziamento. “La Provincia di Lecce – sottolinea Gabellone – si è tempestivamente impegnata nell’ambito del tavolo tecnico permanente a procedere a una ricognizione dello stato della costa del territorio provinciale, invitando i comuni rivieraschi a evidenziare tutte le criticità lungo la fascia costiera di pertinenza, trasmettendo eventuali studi di fattibilità e progetti già disponibili, corredati dal relativo quadro economico. Ciò al fine di favorire un intervento immediato sulla problematica che per il Salento assume triplice rilevanza: ambientale, economica e non da meno occupazionale. La Provincia di Lecce nell’ambito del coordinamento istituzionale che si è prefissata di raggiungere e alla luce degli effetti devastanti dei continui fenomeni meteo-marini, sta parallelamente proseguendo nella sua attività di monitoraggio complessivo di tutte le criticità provinciali presenti lungo la costa del Salento, sia sabbiosa che rocciosa”.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

28 milioni di euro dalla Regione per recuperare i muretti a secco

Approvato il bando per la presentazione delle domande di aiuto relative al ripristino dei muretti a secco nel territorio pugliese. 26,5 milioni di euro previsti come finanziamento a fondo perduto a chi ne farà richiesta avendone titolo. I muri a secco sono come vene del territorio, che idealmente e fisicamente uniscono il Salento. Tesori preziosi e scrigni della memoria storica della civiltà rurale leccese. Probabilmente furono le prime costruzioni erette su questa terra di sassi. Rocce ammucchiate ai margini di un campo, sorsero così i primi argini di pietre, per necessità e come limite dei campi. Un’arte secolare tramandata da padre in figlio, u paritàru nel tempo ha costruito i muretti a secco. Il bando scade il 28 ottobre prossimo. L’azione della Regione è finalizzata a salvaguardare e migliorare il paesaggio agrario e a conservare elementi naturali e seminaturali in grado di promuovere il mantenimento delle capacità d’autoregolazione degli agroecosistemi regionali, quali i muretti a secco, ossia elementi in grado di filtrare, tamponare e conservare la qualità dell’ambiente e, più nel dettaglio, salvaguardare l’attività degli organismi vegetali e animali che vivono negli agroecosistemi dei muretti a secco, in quanto aree rifugio per i nemici naturali dei parassiti delle colture. L’obiettivo operativo e l’azione è quello di sostenere le spese legate a investimenti di ripristino dei muretti a secco già esistenti. Sono esclusi dagli aiuti la costruzione di nuovi muretti e i tratti di muretti a secco ripristinati con il beneficio degli aiuti comunitari previsti dalle misure agroambientali del Psr Puglia 2000-2006 e dal Psr Puglia 2007/2013. I beneficiari dell’azione sono gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese agricole della Ccciaa che, in base a un legittimo titolo di possesso, conducono aziende agricole ricadenti nel territorio pugliese. Sono ammessi a finanziamento interventi finalizzati al ripristino dei muretti a secco preesistenti, i beneficiari avranno l’obbligo di rispettare la natura dell’opera originale, completare il ripristino entro 24 mesi da recepimento del finanziamento, realizzare almeno il 50% dell’opera, pena la decadenza totale dell’aiuto. La misura minima dell’opera su cui investire dovrà essere di 200 metri lineari a livello aziendale e comunque per una volumetria di intervento non inferiore a 100 metri cubi. Gli investimenti oggetto di finanziamento devono essere mantenuti in efficienza e nel rispetto della loro destinazione d’uso per una durata di 5 anni dalla data di liquidazione del saldo dell’aiuto concesso. L’aiuto pubblico concedibile è pari al 100% del costo totale sostenuto per il ripristino dei muretti a secco.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Inviate ai ministri le firme anti trivellazioni

Inviato a Roma il plico contenete le quasi 3mila firme per bloccare le trivellazioni alla ricerca di idrocarburi nel Basso Adriatico. Le firme sono destinate al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e al ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan. Si tratta di 26 pagine di allegati con l’elenco delle firme dei cittadini italiani che si oppongono alle trivellazioni. Le firme ieri sera erano a quota 2766, ma la campagna non si ferma. Un segnale forte di sensibilizzazione civica e coinvolgimento attivo nella tutela del territorio, come evidenziato dalle numerose campagne ambientaliste di questi mesi, contro l’eolico selvaggio o ancora, contro la cantierizzazione di Porto Miggiano. Già nel dicembre del 2010 alcuni sindaci di località potenzialmente d’interesse per eventuali estrazioni, come Otranto, si riunirono a Ostuni per sottoscrivere un documento da inviare al ministro Prestigiacomo. I sostenitori dell’iniziativa fanno riferimento a una legge, che consente a ogni cittadino italiano di presentare in forma scritta le proprie osservazioni sui progetti sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale e ai sensi del trattato di Aarhus, il quale afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante. Una curiosità: il primo della lista è Marcello Gaballo, neretino, dopo di lui sono arrivate le sottoscrizioni in rete di residenti in ogni parte d’Italia, con firmatari belgi, dalla Francia, dalla Germania, inglesi, dall’Olanda e persino americani. Obiettivo: scongiurare le ispezioni sismiche con la tecnica dell’air gun a 25 chilometri dalla riva e la possibile installazione di pozzi estrattivi a quanto si sa, dovrebbero essere pochi e qualitativamente scarsi.

Jenny De Cicco

Posted in Ambiente, Politica, Primo PianoComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+