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Istituito il Centro di Educazione Ambientale a Otranto

Con delibera n. 201 dell’08/06/2010 è stato istituito il Centro di Educazione Ambientale ad Otranto, la cui gestione viene affidata al locale Circolo di Legambiente.

Legambiente Otranto, così come da impegno assunto, ha prodotto il piano di gestione triennale in base al quale è stato condiviso il protocollo d’intesa per l’affidamento in gestione.

Il CEA avrà sede operativa in alcuni locali del Centro don Tonino Bello, ma avrà anche la possibilità di utilizzare alcuni degli spazi resi disponibili presso il Faro di Palascia, venendo a creare così delle sinergie utili e positive anche con l’OBSECO (Osservatorio su Ecologia e Salute degli Ecosistemi Mediterranei) che il Comune ha istituito insieme all’Università del Salento.

“Trovo particolarmente interessante questa iniziativa che abbiamo voluto realizzare per veder istituito un centro di educazione ambientale ad Otranto”, dice il sindaco Luciano Cariddi, “aperto alla possibilità di veder aderire anche altri comuni contigui come Uggiano la Chiesa e Giurdignano. Insieme chiederemo l’accreditamento regionale per poter essere da subito operativi, grazie alla collaborazione degli amici di Legambiente che supporteranno le Amministrazioni nella gestione operativa del CEA”.

“Certamente una importante opportunità per il territorio di riferimento”, prosegue il primo cittadino, “la possibilità di attivare programmi di educazione, informazione e formazione ambientale, la possibilità di fornire servizi utili all’economia turistica delle nostre Città, iniziative tese alla tutela e valorizzazione della natura, delle aree protette presenti sul territorio. Attività di supporto alla gestione del Parco regionale Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Tutto questo, sono certo, arricchirà la nostra esperienza in tema di gestione e fruizione del notevole patrimonio ambientale a nostra disposizione”.

“Mi auguro”, conclude il sindaco Cariddi, “che siano soprattutto i giovani a voler guardare con curiosità ed interesse questa iniziativa e possano fattivamente coinvolgersi per accrescere le proprie competenze e sviluppare quella necessaria sensibilità che consentirà, in futuro, di poter immaginare per questi luoghi uno sviluppo sostenibile che porti costantemente ad una crescita equilibrata del nostro tessuto socio-economico”.

Anche il Presidente del locale Circolo di Legambiente, Giorgio Miggiano, esprime viva soddisfazione per l’iniziativa: “Pensiamo che i CEA abbiano ormai assunto un ruolo importante sia come struttura di servizio che come centro di produzione culturale in grado non solo di educare, ma anche di informare e formare sulle tematiche direttamente ed indirettamente correlate con l’ambiente, lo sviluppo, la qualità della vita, coinvolgendo una molteplicità di soggetti ed attori del territorio. A tal proposito, il CEA si propone come organo di coordinamento delle attività già presenti sul territorio, al fine di creare un’offerta integrata e sinergica che valorizzi esperienze e le potenzialità dello stesso”.

“Il CEA”, continua, “deve, quindi, essere il punto di riferimento per le istituzioni e la comunità locale in senso ampio, capace di fornire elementi ed indicare strade che, a partire dalle proprie tipicità territoriali, trovino un percorso idoneo al raggiungimento della sostenibilità e qualità della vita. Riteniamo che il contesto otrantino, per la sua posizione geografica, le sue valenze storiche e naturalistiche, l’utenza turistica ampia e diversificata, la vivacità ed il livello delle attività culturali, rappresenti l’eccellenza in un territorio di assoluto pregio. Il CEA sarà particolarmente attento, con una presenza metodica in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, nel fornire alla comunità locale, attraverso una serie di incontri ed interventi, la conoscenza del territorio, l’attenzione all’ambiente”.

“La qualità della vita”, conclude Giorgio Miggiano, “non può prescindere da un turismo sostenibile e responsabile. Ringraziamo il sindaco Cariddi che ha voluto sul territorio un Centro di Educazione Ambientale che potrà divenire strumento utile per la crescita dell’intera comunità e fornire al contempo ritorno occupazionale qualificato”.

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Le associazioni contro l’eolico che deturpa il Salento

Tre associazioni ambientaliste si schierano contro l’eolico. Com’è possibile, viene da chiedersi, dato che l’eolico è una delle risorse energetiche inesauribili e pulite che solitamente vengono maggiormente accreditate quando si parla di energie alternative alle risorse esauribili? È presto detto: la loro protesta, inoltrata alle autorità regionali, vuole puntare a una questione fondamentale, ossia come le torri eoliche rappresentino, a loro avviso, un pugno in un occhio, in particolare presso siti di rilevanza ambientale non indifferenti, come le zone comprese tra Otranto, Giuggianello, Minervino e Palmariggi, ma soprattutto la cosiddetta “collina dei Fanciulli” e Torre Sant’Emiliano. In queste zone, dovrebbero sorgere infatti tre impianti di torri eoliche. “La Collina è scrigno di miti e leggende plurimillenarie, paradiso di natura e archeologia, di incantevole bellezza – si legge nella lettera a firma del Coordinamento Civico per la Tutela della Salute del Territorio e del Cittadino, il Forum Ambiente e Salute del Salento e Save Salento – i tre progetti per impianti di mega eolico, per circa 20 maxi-aerogeneratori, lì ubicati nei tre feudi adiacenti rispettivamente di Giuggianello, Palmariggi e Minervino di Lecce, rappresentano uno stupro dall’impatto di indicibile carica devastatrice e di inaudita gravità. Non solo, le ubicazioni di quelle torri, alte ben 125 metri su una collina che non supera 115 metri sul livello del mare, comporterà il completo sfiguramento e danneggiamento dello skyline di Otranto e del cono visuale paesaggistico di Torre Sant’Emiliano”. A tutt’oggi, però, pare, dallo stesso comunicato inviato dagli ambientalisti, che i lavori siano fermi, anche se sono spuntati i cartelli di inizio lavori, nonostante la Soprintendenza li abbia bloccati: le torri dovevano sorgere infatti su dei siti di grande interesse archeologico, storico e architettonico, per cui si dovrà attendere per vedere come questa intricata vicenda andrà a finire.

Angela Leucci

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Condotta sottomarina per il depuratore di Otranto

Il depuratore di Otranto avrà la condotta sottomarina che permetterà di risolvere gli annosi problemi di sovraccarico estivo. Una soluzione di cui si è discusso molto, alternativa allo spostamento dell’intero complesso del depuratore. Il Sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, commentando la positiva riunione della Conferenza di servizi dello scorso 10 gennaio presso la Regione Puglia, aveva auspicato che il tutto si risolvesse in tempi brevi. Oggi, dopo pochi giorni Arriva la delibera che stanzia i fondi necessari. Commentando l’approvazione da parte della Giunta regionale della delibera che autorizza la prosecuzione delle attività per la realizzazione della condotta sottomarina ad Otranto per lo smaltimento dei reflui, l’assessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati, ha detto:

“Questa delibera, redatta in collaborazione con l’assessore al Bilancio, Michele Pelillo,riconosce la natura prioritaria del finanziamento da € 3.600.000,00 (fondi PO FESR 2007 – 2013) e consentirà l’avvio dei lavori per la condotta di Otranto verosimilmente entro il prossimo settembre”. Il depuratore, attualmente, scarica in falda procurando non pochi problemi di natura ambientale, ed è per questo che lo scarico a mare è diventata una priorità. Il progetto preliminare della nuova condotta è pronto e la provincia di Lecce ha già espresso il parere di VIA . “Nel pieno rispetto dell’impegno preso nel corso dell’incontro tecnico con gli amministratori del Comune di Otranto – ha dichiarato Amati – “la Giunta regionale ha dichiarato che è interesse prioritario della Regione Puglia la realizzazione di condotte sottomarine per lo scarico dei reflui volte a determinare la cessazione dello scarico degli stessi nel sottosuolo e che la stessa dichiarazione costituisce atto di indirizzo per la definizione dei criteri di formazione della graduatoria di ammissione dei progetti meritevoli di finanziamento mediante risorse PO FESR 2007-2013. Questo ci permetterà – ha concluso – di decretare il finanziamento in tempi brevissimi e di sottoscrivere un disciplinare con l’Acquedotto pugliese, che potrà così bandire la gara ed avviare i lavori entro il prossimo autunno”.

Insomma, gli annosi problemi potranno essere così risolti ed in questo modo, ha spiegato il Sindaco di Otranto Luciano Cariddi- “si potrà anche risolvere il problema del depuratore consortile di Uggiano, convogliandolo in quello di Otranto”. Insomma, una soluzione che dovrebbe risolvere l’inquinamento della falda acquifera e –nello stesso tempo- quello del paventato, ma scongiurato, scarico delle acque del depuratore di Uggiano presso Porto Badisco.

Elio Paiano

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A Palmariggi la banda larga di Vodafone

Arriva anche a Palmariggi, in questi giorni, la banda larga di Vodafone. Il traguardo rientra in un progetto “1000 Comuni”, che si propone di vincere la sfida di giungere in mille comuni, uno al giorno, per i prossimi tre anni. Stavolta è toccata a Palmariggi, piccolo comune con poco più di millecinquecento abitanti, in cui però esiste una buona attenzione pubblica verso le nuove tecnologie: in piazza esisteva già da tempo, infatti, il wi-fi comunale, come in molti paesi del circondario, per cui basta inviare un sms all’azienda che ha la convenzione con il comune per ottenere un user e un password da utilizzare per accedere a internet con il portatile o lo smartphone, comodamente dalla piazza del Palmariggi. Quello di “1000 Comuni”, invece, è un progetto che mira soprattutto alla diffusione privata di internet: sono tante le famiglie che, ancora, soprattutto nel Sud Italia (per non parlare del Salento, in cui permangono ancora sacche di zone non coperte dal segnale del cellulare o del wi-fi) non fruiscono di questo metodo veloce e pratico di comunicazione, forse anche in mancanza di una corretta e diffusa a tappeto alfabetizzazione informatica. Ma, forse, una soluzione sarebbe già far capire alle persone come internet può esserci d’aiuto nella vita di tutti i giorni: a Scorrano ad esempio, comune che rientra nel succitato progetto di wi-fi gratuito con l’azienda Cliocom per i comuni, internet viene utilizzato per mettere in contatto gli indigeni con i propri parenti emigrati all’estero, un esempio virtuoso su come la rete può diventare interessante a molti che siano anche un po’ in là con gli anni.

Angela Leucci

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Avvio dei lavori al Parco rionale in zona “Fanghi”. Il vicesindaco Vetruccio: “un altro anno e mezzo per dedicarci a piccoli interventi di riqualificazione”.

L’avvio dei lavori di riqualificazione di un piccolo lotto di terreno comunale tra l’area cimiteriale e il Rione Fanghi è stato lo spunto per contattare telefonicamente il vicesindaco di Otranto Francesco Vetruccio e per incontrare lo stesso Sindaco Luciano Cariddi, proprio nell’area dei cantieri di quello che sarà il Parco rionale “Fanghi”. La piccola area posta tra i caseggiati, a pochi metri dall’ area cimiteriale e della viabilità per Uggiano diventerà presto un parco con aiuole, verde, una zona a parcheggio. Grazie alla riqualificazione del campo di calcetto e del campo di bocce già esistenti, diverrà una zona ricreativa a pochi metri dal centro urbano. I lavoro, iniziati ieri mattina consentiranno entro la prossima primavera, di vedere i risultati di un intervento che gli abitanti del rione aspettavano da anni, come il signor Luciano Esposito che ha speso tante energie per questo risultato. “L’area era da tempo abbandonata a sé stessa- ci ha detto Luciano Esposito- e ringrazio l’amministrazione che, dopo un primo intervento di ripulitura dal materiale di risulta e rifiuti vari in pieno agosto, ha finalmente avviato i lavori per i quali mi sono battuto tanto”. Pochi minuti prima di incontrare Esposito presso il cantiere, avevamo contattato telefonicamente il Vicesindaco Francesco Vetruccio per conoscere alcuni dettagli “tecnici”: “ Ieri c’è stato l’avvio dei lavori e questa mattina ho già fatto un sopralluogo al cantiere”- ha esordito Vetruccio- “l’ appalto è stato assegnato circa dieci giorni fa ad una ditta locale e i lavori consentiranno il recupero di una zona comunale da troppo tempo abbandonata”. Poi ci mette a conoscenza di alcuni dettagli di spesa: “Avevamo destinato una somma intorno ai 30-40mila euro di fondi propri, accantonati per un Piano di riqualificazione urbana della stazione e la via Alimini. Grazie al co-finanziamento con il Prusst (Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio promossi dal Ministero dei lavori pubblici ) avremmo potuto gestire per quell’intervento un finanziamento di 250mila euro complessivi. Queste risorse erano però ferme da lungo tempo, come del resto sono fermi i Programmi ministeriali. E in attesa della prossima tornata di finanziamenti abbiamo così svincolato queste somme per investirli nella riqualifica del Parco del Rione Fanghi. Nn appena il Ministero si muoverà puntiamo nuovamente a riqualificare la zona di Alimini”. Oltre alla riqualificazione del campo di calcetto, che avrà una nuova copertura in rete, nuove porte e un nuovo fondo di gioco, ci saranno aree a verde e la piantumazione di essenze sempreverdi, in modo da creare un parco pubblico intervallato da camminamenti, marciapiedi, panchine, illuminazione e arredo urbano. Ci sarà anche lo spazio per una dozzina di posti auto sul lato della strada e il traffico in entrata e in uscita verrà gestito tramite pass magnetici e tornelli a scomparsa. Questo ci fa pensare che il traffico veicolare, che specie in estate rende invivibile il quartiere, caratterizzato da appartamenti e villette a due piani con l’ingresso a pochi metri dalla strada, verrà interdetto ai non residenti, per garantire la giusta tranquillità ai cittadini. Prima di chiudere il telefono, il vicesindaco Vetruccio ci anticipa: “Ci prendiamo l’ultimo anno e mezzo di mandato per vedere le piccole criticità del paese: le aree periferiche più degradate e alcune zone del centro urbano poco curate avranno dei piccoli interventi, come quello che andremo a fare a breve a Borgomonte, dove abbiamo già appaltato i lavori per riqualificare la scala con basoli in pietra viva, corrimano, lampade e un arredo urbano dedicato a quei luoghi storici”. Durante la visita al cantiere in compagnia del signor Esposito, ci ha raggiunti anche il Sindaco Luciano Cariddi, giunto per mettere a punto dei piccoli dettagli con uno dei responsabili del cantiere. La sua presenza è diventata il fulcro di un incontro a cui ha preso parte anche il collega Elio Paiano che vive in questa zona, insieme ad altri abitanti del quartiere. La cura per i dettagli del Sindaco è ammirevole. Ha persino premura di suggerire che la parte superiore del campo venga coperta con la rete affinché i ragazzi non perdano il pallone. Dopo alcune battute con noi, ci riserva alcune anticipazioni: “Terminati i lavori di collegamento tra via Antonio Primaldo e il prolungamento di via Catona, ci occuperemo di ridurre i marciapiedi di via Primaldo a meno della metà, ripiantumare il viale con alberi sempreverdi e di realizzare i parcheggi per i residenti a filo del marciapiede”. Un intervento che darà una nuova faccia all’ingresso sud della nostra città, maggiore sicurezza per il traffico e una nuova immagine di una delle più trafficate arterie cittadine.

Salvo Sammartino

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A nudo la storia di Palmariggi

I lavori di restauro del centro storico di Palmariggi e del castello Aragonese stanno rivelando una gran parte della storia del paese. Le prime scoperte relative a questa storia saranno raccontate all’interno di un incontro pubblico, che si terrà indicativamente il mese prossimo. All’incontro interverranno i tecnici che hanno predisposto ed eseguito i lavori. Il restyling di Palmariggi terminerà probabilmente quest’estate, i lavori sono ripresi ora dopo la pausa natalizia. Per il basolato del centro storico sono stati stanziati 795mila euro, ottenuti tramite finanziamento dell’Area Vasta Sud Salento: i basoli sono in pietra di Soleto e i lavori seguono le antiche tecniche salentine. Ricompaiono intanto le antiche mura di Palmariggi, alcuni saggi del fossato originario, molti manufatti antichi. Il castello è stato affidato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, anche perché sembra fondamentale in questo momento riportarlo agli antichi splendori, dopo la demolizione operata senza criterio negli anni ’50. Si tratta di un momento importante per Palmariggi, non solo per aver ottenuto il finanziamento che consentirà ai cittadini di avere un comune molto più bello, e anche più simile allo splendore del passato, il che consente di ritrovare le proprie radici, in un momento in cui è importante investire nel turismo, soprattutto per la vicinanza di Palmariggi con Otranto. Entrambe, a questo punto, non solo cittadine suggestive per differenti motivi, ma anche ricchissime di storia.

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Un’amministrazione non attenta ai bisogni dei cittadini

Conosciamo tutti gli episodi che hanno caratterizzato il problema “scuole comunali” durante lo scorso anno scolastico 2009/2010 e conosciamo le preoccupazioni dei genitori, che hanno seriamente temuto per l’incolumità fisica dei loro figli. La lentezza con la quale i lavori hanno proceduto e continuano a procedere è intollerabile ove si consideri che il problema viene dal passato e si è aggravato sotto l’amministrazione Cariddi. Quest’ultima, malgrado si sia impegnata a trovare una soluzione, e fatto promesse a cittadini e docenti, non l’ha ancora risolto del tutto e, per giunta, continua a sottovalutare la necessità di progettare con una visione d’insieme il sistema scolastico cittadino.
Un giro nelle scuole comunali è l’occasione per comprendere in che condizioni versano gli edifici che accolgono gli alunni otrantini.
La scuola elementare ha perso le sue pensiline in seguito ai lavori di demolizione fatti in passato e dall’esterno oggi si presenta come il rudere di un edificio dopo un bombardamento. il Sindaco dice che non è necessario ricostruire le nuove pensiline visto che presto i ragazzi delle scuole elementari saranno trasferiti nel nuovo plesso presso la scuola Aldo Moro.
La palestra, inagibile e transennata, su un lato mostra i segni del cedimento statico che l’ha fatta sprofondare.
Le scuole medie hanno finalmente ritrovato la loro funzionalità dopo i cedimenti avvenuti l’anno scorso, sono in corso i lavori di costruzione di 6 nuove aule, ma attualmente quei lavori sono fermi a prima di Natale, in barba all’urgente necessità di trasferire i ragazzi delle scuole elementari in un edificio sicuro e funzionale. Il Sindaco nell’ultima riunione con docenti e genitori aveva garantito che i lavori sarebbero stati ultimati nel mese di settembre 2010.
Quando finisce il gasolio del riscaldamento, durante l’attesa del nuovo approvvigionamento, tutti patiscono il freddo. Eppure il metano a Otranto è arrivato da tempo e gli edifici scolastici meriterebbero di essere allacciati alle condutture di gas proprio per evitare simili disservizi.
Il servizio di scuola bus, malgrado l’impegno delle persone che lo svolgono, è carente: pur disponendo di due bus i ragazzi che vivono a Frassanito sono costretti ad alzarsi prestissimo il mattino e se tardano di pochi minuti perdono la corsa ed i genitori sono costretti ad accompagnarli fino a Otranto.
Il Dirigente Scolastico afferma che a Otranto l’obesità nell’infanzia esiste ed è diffusa, sarebbe utile pensare alla realizzazione di percorsi dedicati agli studenti (“Pedibus”) per far loro raggiungere a piedi o in bici la scuola, sotto lo sguardo attento di un nonno vigile che veglierebbe su di loro. Il movimento fisico è un buon sistema per combattere l’obesità infantile – dice il Preside Elio Lia.
Questi e tanti altri problemi ci fanno concludere che quest’amministrazione comunale non ha ancora maturato un progetto d’insieme del sistema scolastico. La scarsa sensibilità è testimoniata dall’assenza di una politica che abbia una visione generale della scuola, che oltre a occuparsi del mantenimento degli edifici, favorisca progettualità con lo scopo di organizzare tutti quei servizi che garantirebbero un efficace funzionamento del sistema scolastico. A Otranto servono una biblioteca comunale che funzioni, dei luoghi di aggregazione dove i giovani si possono ritrovare, degli impianti moderni per le pratiche sportive minori oltre al calcio ecc…, la realizzazione di un progetto che metta in rete tutti questi servizi ed altri, facendoli interagire con la scuola, qualificherebbe molto il percorso educativo dei ragazzi.

Gianni Muscatello

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Farmer Market

Vendita diretta di frutta e ortaggi di qualità da parte degli imprenditori agricoli del territorio di produzione, con abbattimento dei costi di trasporto delle merci e conseguente diminuzione di traffico e inquinamento. Questi sono, in poche parole, gli elementi salienti che caratterizzano i Farmer market, i mercati agricoli di vendita diretta.

“Un passo importante per l’agricoltura, i contadini e i produttori”, ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia dopo l’approvazione del ddl recante “norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità”, approvato dal Consiglio dei Ministri del primo marzo scorso e che verrà ora trasmesso alla Conferenza unificata per il parere.

“Si tratta di una grande modernizzazione per tutto il settore primario e ha anche l’effetto di accorciare notevolmente le distanze tra i produttori e i consumatori” – ha aggiunto Zaia – “accorciare la filiera è indispensabile sia per la diminuzione dell’inquinamento, (anche questo è il chilometro zero), che per abbassare i costi per i consumatori”.

Il provvedimento impone un passo di qualità diverso e si aggiunge alle norme in materia di sicurezza alimentare, definendo principi importanti in materia di mercati agricoli riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli: non solo la modalità di vendita e la trasparenza dei prezzi, ma anche una maggiore verificabilità della qualità dei prodotti: dalla semina, produzione e lavorazione alla vendita.

Facciamo un esempio relativo alla qualità del prodotto in vendita nei Farmer market. Se un consumatore, un acquirente, conosce il terreno in cui vengono coltivati i prodotti, perchè fa parte del territorio circostante in cui abita, sarà molto difficile, e sicuramente controproducente per il produttore – venditore, produrre in terreni dalla qualità dubbia.

Chilometro zero è l’espressione che sta ad indicare la brevità della distanza dal luogo di produzione al quello di vendita, strettamente collegata e al concetto di filiera corta, che sostanzialmente significa il minor numero possibile di passaggi da chi produce a chi vende i prodotti. Vale a dire uno degli aspetti su cui usualmente il mercato specula di più, con i lavoratori della terra che riescono con difficoltà a far pareggiare i conti tra una buona produzione e il giusto guadagno, a fronte di un prezzo sui banconi di negozi e supermercati che paga il pedaggio di trasporti e numerosi altri passaggi. Ciò riduce il numero degli intermediari commerciali, dovrebbe dunque consentire, col superamento dei costi della distribuzione, un prezzo finale più basso. L’acquirente può accedervi tramite vendita diretta, mercatini, gruppi di acquisto, cooperative di consumo o commercio elettronico.

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XIII Assemblea dei circoli di Legambiente – Appunti del Presidente del circolo locale Giorgio Miggiano

A Rispescia (Grosseto) il 12, 13 e 14 novembre, si è svolta la 13° assemblea dei circoli di Legambiente.

I temi affrontati hanno riguardato le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, le politiche locali nel territorio e nelle città.

Sulle energie rinnovabili è emerso che non siamo immuni dal malgoverno locale e da operazioni speculative. Secondo la maggior parte dei circoli è fondamentale monitorare il territorio e promuovere, altresì, la diffusione delle energie rinnovabili spingendo le regioni alla definizione delle regole necessarie.

Legambiente ha deciso di denunciare, senza timori, tutti quei progetti che saranno insensati.

Sul tema delle politiche locali nel territorio e nelle città è emerso, da parte di molti circoli legambientini, uno stop all’uso indiscriminato del territorio e un invito a favorire l’agricoltura in speciale modo quella biologica; la richiesta di considerare maggiormente i territori che sono fonte di ricchezza comune e fonte di saperi da non disperdere.

Riguardo al nostro territorio il Presidente di Legambiente di Otranto ritiene che questo tema debba essere motivo di interesse e discussione all’interno del PUG.

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La vicenda MONTECO

Il 28.12.2009 il consiglio comunale ha autorizzato l’accordo con la Monteco che mette fine alla controversia per il servizio di smaltimento rifiuti svolto per conto del Comune di Otranto dal 01.06.1999 al 30.04.2009. Autorizzando l’accordo transattivo il Consiglio Comunale ha riconosciuto in favore della Monteco il debito di Euro 1.100.000,00.

Il Comune si è assunto l’obbligo di pagare questa somma dopo che ha versato in acconto Euro 100.000,00 il giorno 15.12.2009. La restante somma di un milione è stata suddivisa in quattro rate annuali di euro 250 mila ciascuna, con scadenze 31.07.2010, 31.07.2011, 31.12.2012 e 31.12.2013.

Questo debito, come detto dallo stesso Sindaco, “imbalsamerà” il bilancio comunale per anni impedendo all’amministrazione di affrontare e garantire ai cittadini la manutenzione ordinaria del paese e le spese per “programmi culturali e progetti di spettacolo”.

Il debito scaturisce dal servizio di smaltimento rifiuti che il comune di Otranto commissionò alla Monteco nel 1999 e che inizialmente doveva avere durata di un anno, più altri due di rinnovo, ma che è durato sino al 30.04.2009 grazie alla legge che ha introdotto le ATO.

Più precisamente il debito di 1.100 mila euro è la somma che la Monteco incasserà in più rispetto a quanto già incassato. La somma in più è giustificata dalla revisione in aumento dei prezzi iniziali previsti nel contratto del 1999.

Va detto che la maggiore somma di 1.100 mila è il risultato di quanto il Comune è riuscito a spuntare dalla società dopo che questa aveva inizialmente preteso il pagamento di circa 2.100 mila euro.

Le valutazioni dei tecnici comunali, supportate dal parere dei professionisti esterni incaricati (Avv. Roberto Marra e Ing. Riccardo Bandello), hanno confermato che il maggior valore riconosciuto dal Comune alla Monteco è vantaggioso per le casse comunali. Mentre la minoranza (Sammarruco), in occasione della discussione in consiglio comunale, pur riconoscendo l’annoso problema, ha messo in discussione la validità del contratto sin dal 2000 e poiché inesistente da quella data ha dichiarato che non è possibile applicare la revisione in aumento dei prezzi pretesa dalla Monteco.

Nel dibattito consiliare il Sindaco ha fatto notare che il problema non era più rinviabile e che andava affrontato e risolto per non essere un ulteriore peso da lasciare sulle spalle delle future generazioni.

La minoranza ha messo in discussione anche la scelta di non riconoscere quella somma, tecnicamente, come “debito fuori bilancio” perche evita che la Corte dei Conti possa controllare la bontà dell’intera operazione conclusa dal Comune. Ma questo aspetto investe la responsabilità patrimoniale dei consiglieri che l’hanno votata perché potrebbero essere chiamati personalmente a rispondere sull’operazione conclusa con la Monteco.

E difatti, l’accordo transattivo è stato autorizzato con il voto favorevole di 9 consiglieri. Prima della votazione i consiglieri della minoranza presenti (Sammarruco, Tondo, Salzetti e De Benedetto) si sono alzati per non partecipare alla votazione, ma prima di loro si era anche alzato il consigliere Leonardo Conte della maggioranza, mentre gli assenti al consiglio comunale sono stati i consiglieri Francesco Bruni, Fabio Marrocco e Gianfranco Stefano.

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Il Sindaco di Otranto risponde sulle palme a Lecceprima

Il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, spiega come l’amministrazione comunale abbia fin da subito tentato di risolvere e porre rimedi all’emergenza e come Otranto sia stata tra le prime realtà a chiedere un contributo regionale. Ma in quale stato si trovano le palme otrantine? “Purtroppo – dichiara il primo cittadino – la situazione è piuttosto compromessa. Per fortuna, non tutte le palme sono state colpite, ma buona parte di loro hanno subito l’attacco del punteruolo e vanno abbattute, anche per questioni di sicurezza. D’altro canto, pure quelle sane rischiano comunque di essere vittime del punteruolo”.

Sulle prospettive future del verde cittadino, Cariddi annuncia che si stanno valutando con alcuni esperti agronomi dell’Università di Bari, già contattati per la redazione del Pug, le forme più idonee per sostituire le palme esistenti e garantire ad Otranto il mantenimento degli spazi verdi.

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La domanda entro il 30 aprile 2010 per il bonus gas ed entro il 30 giugno 2010 per il bonus energia elettrica

Presso l’Ufficio dei Servizi Sociali del Comune sono a disposizione le domande per la richiesta del bonus sociale energia elettrica e gas. Il bonus elettrico prevede uno sconto del 20% circa sulla bolletta, mentre il bonus gas prevede uno sconto del 15% circa. Potranno richiedere il bonus i clienti domestici con indicatore ISEE non superiore ai 7.500,00, nonché le famiglie numerose (4 o più figli a carico) con ISEE non superiore ai 20.000,00 euro. I cittadini interessati potranno recarsi presso l’Ufficio dei Servizi Sociali del Comune per la compilazione della domanda, negli orari di apertura al pubblico, entro il 30 aprile 2010 per il bonus gas ed entro il 30 giugno 2010 per il bonus energia elettrica. Alla domanda vanno allegati i seguenti documenti: attestazione ISEE relativa ai redditi dell’anno 2008, copia della fattura del gas o dell’energia elettrica, fotocopia del documento di riconoscimento.

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