Posted on 15 Febbraio 2011.
Incontro pubblico presso la sala consiliare di Minervino, nella serata del 14 febbraio scorso, per illustrare alla cittadinanza, il Progetto di rifunzionalizzazione idraulica della rete di Fognatura pluviale. Presente in sala l’intero gruppo di maggioranza e il gruppo di opposizione e alta la partecipazione dei cittadini di Minervino, Specchia e Cocumola. Alte le aspettative sull’opera da parte degli amministratori, ma soprattutto da parte dei cittadini, i quali attendono i lavori per risolvere problemi legati all’allagamento da acque pluviali. Il territori di Minervino infatti, presenta delle caratteristiche geologiche peculiari e alcune zone dell’abitato sono a rischio di allagamenti. Inoltre, è necessario adeguarsi alle attuali leggi per lo smaltimento delle acque piovane chiudendo i pozzi ancora attivi per evitare ogni rischio di inquinamento alla falda artesiana. Con questo progetto, si tenterà di risolvere perciò il problema dei pozzi attraverso l’invasamento delle acque che verranno “dirottate” in un bacino artificiale per consentire una migliore captazione delle stesse. Il progetto, stando ai dati forniti dal Sindaco Ettore Caroppo, prevede un finanziamento regionale di circa 3milioni 500mila euro, di cui 350mila sono cofinanziati. Stando al progetto, a Minervino si tratterà di convogliare le acque che giungono da Piazzetta San Pio e immetterle nella voragine naturale sita lungo la provinciale per Giurdignano. Nell’abitato di Cocumola si interverrà in diversi punti critici, uno dei quali è il tratto di strada che partendo da via Manzoni, scende lungo via Martiri d’Otranto. L’allagamento di questa importante arteria stradale è un problema noto alla cittadinanza e a quanto è emerso nel dibattito in aula, verrà risolto in un secondo momento, poichè sarà oggetto di un altro intervento di riqualificazione. Uno dei quali, con un importo stimato in 500mila euro è tra gli obiettivi della Provincia di Lecce che si occuperà di un pozzo di sua proprietà sito sulla via di Vaste. La presenza e il contributo alla presentazione del Presidente della Commissione ambiente della Provincia di Lecce Francesco Bruni, ha confortato questa ipotesi. A questo proposito, anche il Sindaco Caroppo ha voluto precisare che: “Il primo intervento potrebbe consentire di accedere ad altre risorse future per completare ciò che era stato previsto nel 2006, in cui furono programmate opere analoghe su tutto il nostro territorio per un importo superiore agli 8milioni di euro.” Sono queste infatti le cifre che consentirebbero, a detta della maggioranza l’adeguamento idrogeologico dell’ intero territorio e non quelle di questa che sarebbe, a detta del Sindaco, solo una prima fase di interventi. Proprio su questo punto infatti si è fatta sentire la voce del gruppo di opposizione che ha lamentato differenze tra il progetto votato in consiglio nel 2006 e quello finanziato in questi giorni. Anche dal pubblico presente si sono manifestati dubbi sul buon funzionamento di alcune vasche di contenimento nelle vicinanze di abitazioni private. Dubbi prontamente fugati dalla presenza dell’ingegnere progettista e le rassicurazioni dell’ assessore Antonio Marte, geologo.
Salvo Sammartino
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Posted on 13 Febbraio 2011. Tags: Adriana Petrachi, Angelo Vantaggiato, Cannole, Documento Preliminare Programmatico, Elio Paiano, Fabrizio Cananiello, Gianni Stefanio, Lucio Zazzara, pug, Regione Puglia, Torcito, Valutazione Ambientale Strategica
Il Piano urbanistico Generale di Cannole è stato presentato alla cittadinanza dopo l’adozione. In questa fase, successiva all’adozione, l’Ufficio di Piano raccoglie le osservazioni dei cittadini e dei portatori di interessi per trasmetterle alla Regione Puglia. L’occasione, dunque, era finalizzata a raccogliere le istanze del territorio per poi trasferirle ai tecnici. L’affollata sala dell’ex scuola media di cannole ha visto la partecipazione del Sindaco Adriana Petrachi, del Vicesindaco Fabrizio Cananiello e dei tecnici tra cui l’Ing. Gianni Stefanio, il Prof Lucio Zazzara e l’Avv. Angelo Vantaggiato. Il Pug di Cannole mette ordine in un territorio delicato che racchiude in sé valenze ambientali e storiche, oltre a dover tenere conto di vincoli idrogeologici. L’adozione del Piano Urbanistico di Cannole, giunge dopo l’iter della Valutazione Ambientale Strategica e dopo il Documento Preliminare Programmatico. Come ha spiegato il Sindaco Adriana Petrachi, la Regione Puglia aveva già in passato nominato un Commissario ad Acta per l’adozione, in quanto la giunta è stata dichiarata incompatibile. L’incompatibilità, del resto frequente, rinviene dalla legge nazionale che fissa come incompatibili i portatori di interessi sino al 4° grado di parentela, prendendo così, con un ampio raggio, molte giunte e consigli comunali.

Dunque, dopo l’adozione del 5 gennaio, le osservazioni da parte dei cittadini si sono concentrate sulla richiesta di chiarimenti verso i meccanismi di perequazione tra le aree di pubblica utilità eventualmente espropriate (che conservano la loro originaria cubatura); sul lotto minimo di un ettaro in area agricola, sull’indice di cubatura che passa ad 1,5 e sulle zone di nuova urbanizzazione. Insomma, quesiti disussi tra i tecnici ed i cittadini che definiscono le nuove linee per lo sviluppo di Cannole che si indirizza a seguire le linee strategiche moderne che vanno verso la sostenibilità ed il rispetto delle peculiarità del territorio. Nessuna problematica particolare è emersa, in realtà, dal dibattito pubblico, anche se il Pug rappresenta per Cannole una piccola rivoluzione dato che, sinora, l’unico strumento disponibile era l’antico Piano di Fabbricazione risalente al ’75 del secolo scorso con ben 35 anni di tentativi falliti di adozione e due Prg mai entrati in funzione. Insomma, Cannole si avvia verso la sua nuova vita urbanistica dopo quasi mezzo secolo di ritardi, ora, alla scadenza 12 marzo per aggiungere osservazioni seguiranno gli altri 60 giorni di controdeduzioni per poi attendere la risposta da parte della Regione Puglia (ulteriori 150 giorni). Il tutto se non sarà necessaria una conferenza di servizi in sede regionale per eventuali incompatibilità. Comunque sia, in un anno circa, al massimo, la Regione permetterà l’adozione definitiva, consegnando a Cannole uno strumento moderno ed efficiente per soddisfare le esigenze urbanistiche del comune celebre per le sue lumache e per la splendida area della Masseria Torcito.
Elio Paiano
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Posted on 11 Febbraio 2011. Tags: Antonella De Donno, Daniela Felline, malepasso, mare nosciu, Otranto, Porto Badisco, Uggiano La Chiesa, Vincenzo Sisinni
In una fredda serata di febbraio, abbiamo incontrato il giovane consigliere comunale di Uggiano la Chiesa Vincenzo Sisinni incaricato alla marina di Porto Badisco, che ci ha presentato Daniela Felline, avvocato e presidente dell’ associazione “Porto Badisco Mare Nosciu”. Il Consigliere Sisinni ci ha solo anticipato che in questi giorni si sta occupando di fare delle segnalazioni ai Comuni di Otranto e di Uggiano sullo stato di abbandono in cui versa il porticciolo di Badisco, a seguito dei quali, spera che le due municipalità si occuperanno, ciascuna secondo le sue competenze, di risolvere alcune criticità. La dottoressa Felline invece ci parla dell’ attività dell’ associazione “Mare nosciu”: “La nostra associazione è nata per contestare la scarsa attenzione che viene rivolta dagli Enti locali alle problematiche di Porto Badisco – esordisce l’avvocato Felline, parlandoci della storica contesa tra Otranto e Uggiano, che si “rimpallano” le attenzioni o le disattenzioni in questo caso, della marina e dell’ antico borgo dei pescatori adiacente – “ad esempio l’associazione è impegnata in un contenzioso contro una società di privati per l’ uso dell’ area del porticciolo, della spiaggia e della zona rocciosa fino alle grotte” – continua la Presidente Felline – “l’associazione si è costituita in giudizio e mi sono fatta personalmente carico di portare avanti la causa per rendere Porto Badisco libero e accessibile per tutti. Confidiamo in un esito positivo delle ultime fasi processuali che avranno luogo nel prossimo Aprile” – anticipa la dottoressa Felline – “soprattutto dopo aver depositato agli atti processuali degli antichi carteggi catastali risalenti ai primi del ‘900, nei quali l’area interessata risulterebbe demaniale”. Oltre all’attività giudiziaria, l’associazione si occupa da tempo di altre attività tese a far comprendere il significato storico di Porto Badisco, nato come borgo di pescatori, poi divenuto “luogo della vacanza” per gli uggianesi, i quali devono però scontrarsi con uno stato di abbandono, denunciato dalla stessa associazione. Oltre a questo, poi l’associazione si batte per la salubrità dei luoghi: “Giorni fa nel consiglio direttivo ci siamo preoccupati dei risultati di un campionamento effettuato nelle acque del porticciolo di Porto Badisco, commissionato all’Università di Lecce” – continua Daniela Felline – “dopo aver osservato che in certi periodi l’acqua assume colori poco invitanti, abbiamo incaricato lo scorso anno la dottoressa Antonella De Donno, del Dipartimento di Biologia di effettuare dei campionamenti per monitorare costantemente la salute delle acque. I due campionamenti effettuati ai primi di luglio del 2010 e alla fine di agosto 2010 hanno evidenziato dei valori “borderline” per la presenza di batteri coliformi fecali” – conclude la dottoressa Felline – “questo ci spinge a verificare se e dove ci sono degli scarichi abusivi di acque nere di alcune abitazioni private o attività commerciali, oltre ad andare ad esaminare il collettore fognario di Malepasso, poiché i fenomeni sono associati alla risacca di scirocco che tende a riportare a riva la corrente e con essa anche gli scarichi di questa condotta”.
Salvo Sammartino
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Posted on 11 Febbraio 2011. Tags: Minervino di Lecce, Otranto, parco Santi Medici, Porto Badisco, rigenerazione urbana, Uggiano La Chiesa, Valle Dell'Idro
E’ appena terminato l’incontro con gli amministratori dei tre centri coinvolti nell’ auditorium presso il parco dei Santi Medici a Uggiano e i partecipanti si radunano in capannelli, a discutere e salutarsi prima di rientrare nelle loro case, dopo una serata di “partecipazione politica”. Nella serata del 10 febbraio scorso, un nutrito gruppo di cittadini provenienti dai tre comuni coinvolti hanno interagito con il Sindaco di Uggiano Salvatore Piconese, quello di Otranto Luciano Cariddi e di Giurdignano Donato Fanciullo, insieme con l’ingegnere Roberto Calà, designato per illustrare i contenuti della legge regionale 21 del 29 luglio 2008 e seguirne la sua applicazione pratica nel nostro territorio. Le “Norme per la rigenerazione urbana” sono delle indicazioni cui i comuni dovranno attenersi per programmare una serie di interventi, ciascuno sul proprio territorio, ma in modo da integrare ancora di più le tre realtà già coinvolte in altre esperienze di programmazione. Giurdignano e Otranto ad esempio condividono la programmazione urbanistica generale, mentre Uggiano e Otranto hanno in comune le sorti della comune marina di Porto Badisco, tirata in ballo a più voci nella serata per un possibile programma di “rigenerazione”. Ciò che si è subito compreso, attraverso gli interventi degli amministratori è che la norma non prevede la costruzione di nuovi fabbricati. Prevede invece una prima fase di ascolto e di coinvolgimento attivo della cittadinanza per individuare criticità, bisogni e necessità di ciascuna municipalità per poi tradurla in un piano integrato di interventi, per il quale verranno stanziate delle risorse comunitarie dell’Asse VII del POR 2007-13. Per fare questo, il Comune di Otranto è stato individuato quale Ente capofila in un protocollo sottoscritto a tre mani, che pone i tre comuni sullo stesso livello. Quella di questi giorni è solo la fase interlocutoria; un altro incontro analogo si terrà presso il Castello Aragonese di Otranto il prossimo 16 febbraio alle 17.30. Ma quali sono le impressioni “a caldo” di questi dibattiti? Ci sono stati una serie di interventi, alcuni molto duri e quasi aggressivi circa la condizione in cui versa Porto Badisco, la marina che ricade nel territorio idruntino, ma che viene frequentata dagli uggianesi. Un vero “nervo scoperto” è lo storico confronto tra i due comuni che si contendono amore e interessi, opportunità economiche e bellezze paesaggistiche selvagge dell’approdo virgiliano. Le uniche idee propositive della serata sono venute da un timido intervento di uno dei pochi giovani presenti in sala. Uno dei pochi che ha centrato lo spirito della norma regionale, tra richieste “fuori tema” di contributi economici per fini privati e degli urlaticahier de doleances. Ha parlato di omogeneità nell’ uso dell’ illuminazione pubblica, derivante da fonti rinnovabili e proveniente da lampade a led tutte uguali per i tre comuni, dell’adozione di un piano del colore ispirandosi alla vicina “città bianca” di Ostuni, di un arredo urbano omogeneo, marciapiedi, panchine e pattumiere tutte simili e addirittura una Polizia locale con un campo d’azione esteso alle tre municipalità coinvolte. E di una maggiore attenzione per i beni storici della Valle dell’ Idro, che si snoda in tutti e tre i comuni. Un contributo che è valso l’intera serata, a modesto parere di chi scrive. Perché bisogna lasciare da parte l’ astio per l’ amministratore che ci è antipatico in queste occasioni, né pensare di realizzare l’ennesima rotatoria, l’ennesimo marciapiede, piazza o fondo stradale con i soldi dell’ Unione europea. Non bisognerebbe scomodare l’intervento esterno di una legge regionale che muove capitali da Bruxelles per fare qualcosa di così immediato come un marciapiede o una illuminazione. Basta il lavoro di un bravo assessore.
Salvo Sammartino
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Posted on 10 Febbraio 2011.
Tra le tante notizie che riguardano la normale attività amministrativa dei comuni è complicato discernere quelle che offrono maggiori possibilità per i ragazzi ed i giovani in cerca di occupazione. Negli ultimi tempi, ad esempio, è stata annunciata la nascita del Centro di Educazione Ambientale di Otranto ma non sono state ancora approfondite le opportunità che tale strumento può offrire ai tanti ragazzi di Otranto che studiano o hanno studiato le numerose materie legate alle cosiddette “professioni verdi”.
Il Cea offrirà a tutti loro incredibili possibilità di accesso alla professione, sia con progetti mirati che con attività periodiche. Per fare degli esempi concreti basta dare uno sguardo ai Cea già esistenti nell’area del parco Otranto-Leuca che sono in una situazione simile a quella del Cea di Otranto.
Il Centro di Educazione Ambientale di Andrano(http://www.ceadiandrano.org/), ad esempio ha offerto possibilità occupazionali a diverse decine di giovani, attraverso attività e progetti. Nel corso di questi ultimi anni, infatti, sono stati avviati e terminati il progetto Per.-Na.-Tur.” “turismo sostenibile, percorsi tematici e ippovie per la promozione del patrimonio naturalistico e culturale” legato al p. i. c. interreg III A Italia – Albania asse iv – misura 4.2 – azione 1 che ha impegnato decine di ragazzi formatisi nelle materie di ingegneria ambientale, biologia, gestione sostenibile delle risorse, agronomia etc. Insomma, tutti occupati grazie ai “Green Jobs” ed alle attività normalmente svolte all’interno del Parco regionale quali i percorsi didattici “vivere il parco”, apicoltura, laboratori all’aperto e “vivere il mare”. Insomma, una opportunità importante che, secondo le stime degli economisti, rappresenta uno dei pochi settori in crescita nell’Italia di questi ultimi anni. Il Cea di Poggiardo (http://www.ceasalento.it/), invece, con le sue attività ha creato un percorso virtuoso tra formazione ed occupazione. In esso, infatti, è attiva una sede dedicata alla formazione che ha dato occupazione a decine di giovani dei Green Jobs e ne ha formati diverse decine da immettere nel mondo del lavoro. In questo caso si va dalla vigilanza ambientale al mediatore culturale, dal restauratore edile dei manufatti rurali a colui chi individua gli ecotipi rurali etc.
Insomma, due centri che operano in condizioni simili a quello appena nato di Otranto e che forniscono già una ottima base di partenza per il Cea idruntino. Tutti i giovani che in questi anni si sono formati in materie nuove che hanno a che fare con le professioni verdi hanno, finalmente, anche ad Otranto un concreto sbocco professionale. Del resto, il stasso di crescita segnalato per tale tipo di occupazione, relativo al numero degli occupati annui, cresce al ritmo del 5% all’anno sin dal 2005. A questo punto si spera in percorsi aperti, partecipati e di grande respiro per creare sinergie importanti tra enti pubblici ed associazioni al fine di garantire un futuro ai tanti ragazzi che credono che nella conservazione e gestione sostenibile delle risorse ci sia il futuro dell’umanità. Una sfida importante in cui Otranto ha compiuto il primo passo.
Elio Paiano
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Posted on 10 Febbraio 2011. Tags: Centro Urbano, Ettore Caroppo, Minervino, ordinanza sindacale, Specchia Gallone
Campeggia di fronte a chiunque entri nella sede municipale di Minervino di Lecce, il manifesto che a partire dalle scorse vacanze natalizie è affisso agli angoli della città: “Limite massimo di velocità 30 km all’ora” recita a chiare lettere, riportando in sintesi l’ordinanza sindacale del 4 novembre 2010. Con questa ordinanza, il sindaco di Minervino Ettore Caroppo, di concerto con l’ufficio di Polizia Municipale intende dare un forte segnale, abbassando di 20 km all’ora, la soglia contemplata nel codice della strada come limite massimo all’interno dei centri urbani. Va da sé che nei piccoli centri come quelli dell’entroterra idruntino, quali sono Minervino di Lecce e le sue frazioni di Specchia Gallone e Cocumola, il limite di 50 km all’ora prescritto dalla norma nazionale è già un numero da autodromo. Per non parlare del pericolo per i pedoni, gli automobilisti e i possibili danni derivanti da una guida troppo “sportiva”: “Il problema è sorto dopo una lunga serie di richieste di risarcimento danni ad autoveicoli, nonostante l’amministrazione abbia curato il ripristino di 25 km di viabilità comunale” – esordisce il Sindaco Caroppo illustrando insieme al Comandante della Municipale Nicola D’Elia, il contenuto dell’ordinanza. Non è stato un grave incidente, per fortuna alla base di tale scelta: “Le richieste di risarcimento ammontano in media tra i 15mila e i 20mila euro l’anno e il vincolo dei 30 all’ora è funzionale ad evitare danni alle auto e ad abbassare così le richieste di risarcimento. Come si fa a danneggiare le sospensioni e gli ammortizzatori a 30 all’ora?” Ironizza il Sindaco e conclude esorcizzando la nostra legittima curiosità sull’eventuale comparsa di rilevatori elettronici della velocità: “Sono contrario all’ istallazione di macchinette per il tele-rilevamento, perché i bilanci comunali non si sanano con i proventi delle multe da autovelox. Puntiamo anzi alla prevenzione e proprio per questo abbiamo da poco effettuato una selezione pubblica per nuovi agenti della Polizia Municipale per il servizio ausiliario e part-time che coadiuveranno il nostro Comando di Polizia Municipale nelle attività quotidiane”.
Salvo Sammartino
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Posted on 08 Febbraio 2011. Tags: caretta caretta, salvataggio, tartarughe
Una bella storia arriva oggi da Otranto, quella del recupero di due tartarughine di tipo “caretta caretta” dal porto, per la precisione nella zona in concessione alla Lega Navale. Le due bestioline, della grandezza di 20 e 15 centimetri, sono state affidate al responsabile del centro di recupero tartarughe marine del Comune di Lecce, Giacomo Marzano. Le piccole sono state poi trasportate altrove, per i problemi che avevano. La più grande, infatti, presentava una ferita, che probabilmente costituisce la causa del suo essere giunta a riva, è stata condotta alla facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari, mentre la più piccola si trova ora nel parco di Rauccio per le sue gravi condizioni di ipotermia: ora chi se ne sta prendendo cura, la sta portando alla temperatura normale, prima di riprendere ad alimentarla normalmente. Le tartarughe, che sono state trovate ormeggiate tra i pontili, fanno parte della specie più diffusa nel Mar Mediterraneo, tuttavia è a rischio estinzione nelle acque territoriali italiane. Per questa ragione, un simile recupero appare molto importante per la salvaguardia della specie e del nostro ecosistema locale.
Angela Leucci
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Posted on 07 Febbraio 2011.
Il faro di Palascìa è stato da poco indicato come sede di un Centro di educazione Ambientale, ma versa già in condizioni critiche ed ha bisogno di urgenti interventi, ieri notte un incendio (pare a causa di un corto circuito) ha distrutto diverse apparecchiature dell’Università del Salento. “Le porte tengono, ma è difficile aprirle” (fanno sapere diversi impiegati del Comune che hanno fatto un sopralluogo di recente) “le finestre è meglio non toccarle altrimenti cascano giù, il parquet è piegato in più punti”. Questi i danni segnalati, ma all’interno del faro c’è anche l’Obseco un osservatorio biologico dell’Università del Salento con diverse centinaia di migliaia di euro di attrezzature. Come se non bastasse, i fondi spesi dal Gal Capo di Leuca per la “spettacolarizzazione” hanno portato altre attrezzature destinate alla fruizione pubblica. Che tale fruizione languisse da tempo se ne erano accorti un po’ tutti, le associazioni in primis e la decisione del Comune di affidare il faro al locale circolo di Legambiente intendeva porre rimedio proprio a questo. Ma, non appena il bene è stato affidato, un corto circuito ha provocato diversi danni alle attrezzature facendo scoppiare un piccolo incendio. Mentre ancora i danni devono essere quantificati, resta il dubbio su come rendere fruibile realmente la struttura, vista la mancanza di fondi e la necessità di continui interventi di manutenzione. Resta il dubbio anche su alcune scelte tecniche fatte all’origine, come lo stesso pavimento in parquet, facilmente deteriorabile in una struttura posta in riva al mare. Insomma, la grande battaglia di tutti i salentini per evitare che divenisse un ristorante o una villa privata è stata vinta, ma la reale fruibilità del faro resta ancora lontana. Una volta quantificati i danni e trovati i fondi per il ripristino si spera che la decisione del Comune di affidare la struttura a Legambiente permetta una fruizione con aperture certe della struttura. All’interno, infatti, sono presenti importanti strutture scientifiche affidate all’Università del Salento, ma la gestione “quotidiana” ha lasciato non poco a desiderare, sempre, ovviamente, per mancanza di fondi.
Elio Paiano
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Posted on 04 Febbraio 2011.
Verrà inaugurato domani 4 febbraio alle 18,30 il centro “Risorse valorizzazione beni ambientali e culturali”, presso la sezione della Protezione Civile di Uggiano la Chiesa. All’incontro, per spiegare funzionamento e funzionalità del nuovo centro interverranno il presidente della Protezione Civile di Palmariggi Pasquale Colizzi, la responsabile del progetto Laura Zatta, il presidente del CSV Salento Luigi Russo, il docente universitario Cosimo Alessandro Quarta e Natale Gencarelli di Ecoscape, centro studi sul paesaggio. Il tutto per soddisfare un progetto che partirà a breve, ossia “Terra mia”, che prevede la concretizzazione del volontariato attivo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale dell’entroterra idruntino. Al progetto aderiscono infatti i comuni di Palmariggi, Bagnolo del Salento, Cannole e Uggiano la Chiesa, oltre che gli istituti comprensivi di Uggiano, Muro Leccese e Cursi. Il progetto è stato creato (e finanziato) nell’ottica di giungere a delle azioni sinergiche nel campo del volontariato e dell’associazionismo, partendo dal presupposto che esiste una necessità di adottare delle iniziative comuni per quel che riguarda l’ambiente e la cultura: da che mondo è mondo l’unione fa la forza, ma non solo. Andare d’accordo su queste due tematiche per i centri dell’entroterra idruntino significa anche svolgere attività logistiche che siano d’ausilio alla formazione di un’immagine unitaria e ben organizzata, che non può che agevolare il processo di implementazione del turismo nella zona.
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Posted on 31 Gennaio 2011.
È on line dallo scorso sabato sul sito istituzionale del comune di Uggiano la Chiesa la videolettera del sindaco. Si tratta ormai di una consuetudine adottata dal primo cittadino Salvatore Piconese, che utilizza questo strumento per entrare nelle case dei suoi concittadini. Sindaco in primo piano, nel suo studio, con le icone della cosa pubblica sullo sfondo, tra cui spicca il ritratto del presidente della Repubblica Pietro Napolitano. Si tratta di uno strumento, quello della videolettera utilizzato anche dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ma in un territorio come il nostro ha anche la valenza dell’avvicinare persino gli emigranti alla vita amministrativa, oltre a quella dell’informazione e del proselitismo. Al centro della videolettera di questi giorni, le numerosissime novità che stanno coinvolgendo in questo periodo la cittadina di Uggiano. Dal Piano Urbanistico Generale, alle nuove opere pubbliche previste per il triennio, al centro per il prelievo ematico. Tre argomenti che potrebbero essere oggetto di contesa tra maggioranza e minoranza, per una serie di particolari che vengono via via chiarendosi: in fondo, una città non può crescere, se maggioranza e opposizione non si scontrano sui dettagli delle iniziative, perché è dallo scontro che poi si può istaurare il dialogo e permettere il processo di crescita. Sarebbe però interessante, ai fini della ricerca meramente sociologica, se anche la minoranza consigliare realizzasse una videolettera, ogni volta che la fa il sindaco: sarebbe un modo come un altro, per i cittadini, per confrontarsi e decidere da che parte stare, il che nella vita di un piccolo centro è sempre qualcosa di molto relativo e inerisce esclusivamente la sfera politica e, fortunatamente, non affettiva.
Angela Leucci
Posted in Ambiente, Cultura, Politica
Posted on 29 Gennaio 2011.
Un nuovo centro prelievi ematici a Uggiano la Chiesa: si prevede che porterà maggiori comodità a chi già fruiva del servizio e a una nuova utenza, ma consentirà anche all’amministrazione comunale di risparmiare delle preziose economie delle casse comunali. Questo perché il nuovo centro, che partirà il prossimo 2 febbraio, è realizzato di concerto tra l’amministrazione e la Asl Lecce (che si fa carico della spesa), in particolare il distretto socio-sanitario cui Uggiano fa riferimento, ossia Poggiardo. Il nuovo centro prelievi ematici sarà collocato presso il centro polivalente “Giulia Starace” di Uggiano. Il servizio può essere fruito in differenti modi, fermo restando che i prelievi saranno effettuati il mercoledì dalle 8,15 alle 10. Coloro che sono affetti da gravi patologie e impossibilitati a raggiungere il centro prelievi possono usufruire del servizio a domicilio, ma bisogna prenotarlo prima, mentre chi viene dalla vicina frazione Casamassella e non può recarsi al centro con mezzi propri potrà usufruire del mezzo di trasporto comunale, che partirà da piazza Vittorio Emanuele alle ore 8,30 per poi essere riaccompagnati presso lo stesso capolinea. Il ritiro dei referti avverrà presso lo stesso centro il venerdì dalle 12 alle 13. “Un grande risultato politico-amministrativo – commenta il primo cittadino Salvatore Piconese – che premia l’impegno dell’amministrazione comunale, in particolare dell’assessore alle Politiche Sociali e della Solidarietà, Tonino Nicolazzo. Grazie alla collaborazione col distretto di Poggiardo, il comune di Uggiano La Chiesa risparmierà circa 12mila euro all’anno rispetto al passato, quando il servizio era gestito da una ditta privata, ora non avrà nessun costo oneroso per l’amministrazione comunale. Un traguardo che denota una nuova sensibilità nelle politiche sociali”.
Angela Leucci
Posted in Ambiente
Posted on 29 Gennaio 2011.
Urge la moratoria per tutti gli impianti d’energia rinnovabile eolica e fotovoltaica industriale. Questo il parere degli ambientalisti, che attraverso il Forum Ambiente e Salute e l’associazione Save Salento hanno fatto sentire la propria voce attraverso una lettera al governatore regionale Nichi Vendola. Secondo gli ambientalisti, questi impianti starebbero cancellando tutto ciò che si associa e si connatura nella memoria collettiva al termine Puglia, i suoi paesaggi naturali e rurali, la sua biodiversità, la sua cultura, la sua economia agro-silvo-pastorale e turistica d’eccellenza, la sua salubrità. Inoltre, lamentano un rischio illegalità diffuso. “Abbiamo letto che la legge maestra della moratoria non sarà varata, ancora – si legge nella lettera – perché gli esperti convocati dalla Regione hanno fatto notare, in queste ore, che si rischia di esporre il bilancio a uno stress finanziario per gli eventuali danni da risarcire alle aziende a cui si impedirà di devastare e stuprare la Puglia con i loro inutili impianti iper-speculativi”. L’attenzione si riversa poi verso un impianto già autorizzato, che dovrebbe sorgere presso la collina dei Fanciulli e delle Ninfe di Giuggianello, e si teme per ciò che potrà essere realizzato nei dintorni di Otranto. “Il primo ritiro – continua la missiva – non potrà che riguardare gli impianti eolici autorizzati a Palmariggi e a Giuggianello sulla collina dei Fanciulli e delle Ninfe, acropoli del Salento. Intanto non permetta a nessun suo funzionario di rilasciare più altri pareri positivi per nuovi impianti eolici e fotovoltaici industriali, di nessuna taglia e in nessun luogo, e proceda nel varo dell’anagrafe pubblica degli impianti per scandagliare e portare alla luce le trame mal celate e incelabili che hanno permesso tutto questo”.
Angela Leucci
Posted in Ambiente