Archive | Attualità

Polemiche ad alta velocità per TrenItalia

TrenItalia lancia on line il nuovo spot per promuovere l’alta velocità, gli internauti reagiscono con un aspra polemica. Lo spot che Trenitalia ha utilizzato per il lancio delle tratte ad alta velocità è stato definito classista e razzista a causa del contenuto e delle immagini, TrenItalia ha dovuto ritirare la pubblicità.

Sulla questione è intervenuto l’onorevole Ugo Lisi.

Nel video si spiega che sui nuovi treni ad alta velocità ci saranno carrozze a quattro divisioni – un modo elegante per definire le vecchie classi – executive, business, premium e standard. Sedili in pelle e Vissani come chef e servizio al tavolo per gli eleganti manager della Executive, mentre alla classe standard non è permesso neanche l’accesso ai corridoi o ai bagni delle prime tre divisioni.

La scelta delle immagini ha turbato notevolmente il web. A rappresentare la classe Standard una famiglia d’immigrati.

Va da sé, ora è la protesta a viaggiare su binari ad alta velocità.

Sulla vicenda è intervenuto onorevole pugliese del Pdl Ugo Lisi: “E’ da condividere e sostenere a tutti gli effetti la reazione univoca di contestazione che ha destato in ciascuno di noi il nuovo spot di Trenitalia che ormai, oltre a sbagliare politica dei trasporti sul territorio nazionale, dimostra di non brillare nemmeno dal punto di vista della comunicazione. L’immagine classista, per non dire altro, che trasmette quello spot, quasi che adesso si debba viaggiare in compartimenti stagno in cui la dichiarazione dei redditi o il colore della pelle possano essere discrimine di selezione”.

Intanto oltre alla protesta per via telematica è previsto un incontro tra Nichi Vendola e Mario Monti, Premier del Governo Tecnico, al fine di far fare inversione di marcia a TrenItalia sulle scelte attuate per il Sud Italia che a causa dei ritocchi alle tratte di collegamento con il Nord si vede tagliato fuori dal resto del Paese.

Jenny De Cicco

Posted in AttualitàComments (0)

Quattrocento firme per migliorare il trasporto degli studenti dell’area Grika

Nei primi giorni dello scorso dicembre, la Brigata Democratica Grika ha avviato una campagna di sensibilizzazione che ha come obiettivo l’istituzione di un collegamento diretto tra la Grecìa Salentina e il complesso universitario Ecotekne di Monteroni.

Fulcro di questa campagna è stata una raccolta firme organizzata dai ragazzi all’interno dell’area grika e del complesso Ecotekne.

Motivo scatenante della sfida è la carenza dei mezzi pubblici sul territorio, nel caso specifico l’assenza di una linea diretta, di cui possano usufruire studenti e lavoratori, attualmente costretti a utilizzare mezzi privati con una notevole spesa economica, o mezzi pubblici che però, non permettono di raggiungere la sede in tempi accettabili.

Si chiede, nella petizione, al sindaco di Martano, al presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, all’Assessorato Trasporti e Mobilità della Provincia di Lecce, all’Assessorato Infrastrutture Strategiche e Mobilità della Regione Puglia e al presidente della Società Trasporti Pubblici Terra d’Otranto un tavolo di studio per l’istituzione di un collegamento diretto tra Martano, via Zollino, e il complesso universitario Ecotekne di Monteroni.

Per motivi come questi più di 400 persone hanno aderito alla petizione popolare, conclusasi durante le festività natalizie.

Fabio Tarantino

Posted in AttualitàComments (0)

Paolo Marsella imprenditore dell’anno

Un magliese conquista l’ambito riconoscimento di “Imprenditore dell’anno 2011”. Si tratta di Paolo Marsella, che molti conoscono non solo per la sua simpatia e cordialità, ma soprattutto per l’impegno che ci mette quotidianamente nella sua professione. Titolare di una palestra, la Pump, Paolo Marsella pratica il body building con passione da moltissimi anni e con ancor più passione la insegna, preparando i futuri body builder. Spesso al centro delle cronache sportive per eventi di spessore nel campo del body buinding, sia come organizzatore che come allenatore, Paolo Marsella è stato insignito da questo riconoscimento da parte dell’Aiss (Associazione Istruttori Sportivi del Salento), con la seguente motivazione: “Per la continua ricerca delle migliori condizioni per il benessere e la qualità della vita”. E in una città che fonda il suo valore aggiunto sull’imprenditorialità e sulle attività produttive, si tratta decisamente di un lustro il premio ricevuto da Marsella, tanto più che riguarda la salute e la qualità della vita. Il body building, infatti, contrariamente ai pettegolezzi diffusi che si sono radicati nella mentalità comune, è uno sport non solo affascinante, ma che consente di raggiungere un’eccellente forma fisica, attraverso allenamenti duri, controllo del proprio corpo, una dieta e uno stile di vita che consentono di spogliarsi dai soliti desiderata e chiedere solo di avere un corpo funzionante al cento per cento. Complimenti a Marsella quindi e un augurio: ad maiora.

Posted in AttualitàComments (0)

L’economia del sud-est della provincia di Lecce: crisi profonda e possibili prospettive future di grande rilancio

di Mauro Ragosta

Che dire dell’attuale economia del sud-est della provincia di Lecce?

Non può non essere messo in luce, immediatamente, che quest’area nei prossimi due anni vivrà la fase più drammatica di un lungo trend negativo iniziato nel 1990. Del pari va detto che proprio in questi due anni matureranno gli elementi e gli spunti per un nuovo ciclo economico, che, va precisato, sarà di ampiezza commisurata alla vivacità imprenditoriale e alla capacità della politica di predisporre, canalizzare e supportare le risorse amministrative, relazionali e cognitive per favorire un nuovo decollo economico dell’area.

Il sud est della provincia di Lecce, sotto il profilo territoriale, fonda la sua economia su tre poli urbani strategici. Si allude a Maglie, Tricase e Poggiardo. Sotto il profilo settoriale invece, dal 1990 sino a oggi, tre sono stati i pilastri economico-produttivi, i quali hanno fatto entrare il danaro nell’intero circuito di produzione e scambio locale, mettendolo in azione. Questi sono: il pubblico impiego, compresi quindi anche la sanità e l’istruzione, il turismo idruntino e il calzaturificio Adelchi di Tricase. Tre comparti che dalla caduta del muro di Berlino, sono entrati progressivamente in crisi. In particolare, il punto di massima occupazione del pubblico impiego nell’area è stato toccato tra la fine degli anni ’80 e i primi degli anni ’90. A partire da tale periodo, lentamente questa si è ridotta sino a registrare una contrazione complessiva nel ventennio, che è stimabile intorno al 30%. Con riferimento al turismo, invece, Otranto a partire dal 2002, vede cessare la sua crescita, in termini di presenze e arrivi, e registrare anche una lieve flessione. Si potrebbe dire che, il turismo idruntino è in una fase di stagnazione, dove ancora non sono stati trovati nuovi modelli di sviluppo. Circa l’Adelchi, infine, l’entrata dell’euro ha sancito la conclusione del suo ciclo produttivo, rispetto al quale le ferree leggi economiche della globalizzazione ne impediscono la prosecuzione della sua esistenza.

Il rilancio dell’economia del sud est leccese, i nuovi imput produttivi per gli attori privilegiati di quest’area potrebbero scaturire dai risvolti della recente manovra finanziaria, che per la sua ampiezza avrà ripercussioni sull’intera economia nazionale. Sicuramente, il governo Monti nell’immediato ha agito a discapito sia delle classi deboli e sia delle regioni meridionali, ma nel medio e lungo periodo avrà effetti propulsivi per l’economia del Mezzogiorno e quindi anche della provincia di Lecce nonché del suo territorio posto a sud est.

Al riguardo, il turismo idruntino potrebbe registrare un nuovo rilancio per effetto di costi particolarmente vantaggiosi per i vacanzieri centro-settentrionali, rispetto alle loro mete preferite. E ciò si protrarrebbe non solo per il 2012, ma anche per il 2013. Un tempo nei quali gli amministratori locali e gli imprenditori potrebbero, sotto la spinta di una domanda sostenuta, rivedere i propri schemi di ospitalità e trovare nuove soluzioni produttive e di servizi più efficaci e più efficienti.

Nel settore commerciale, che dipende in maniera preminente dal pubblico impiego ed è colpito in maniera diretta dalla finanziaria, che ridurrà i consumi, è possibile che si registrino non poche chiusure, ma di quegli esercizi meno solidi finanziariamente e poco lungimiranti. Al contrario, la storia insegna che altri invece, tenderanno ad aumentare le loro dimensioni per abbattere i costi e ritrovare maggiore efficienza. E questa tensione non potrà che sortire effetti positivi nel medio periodo. Nel lungo periodo, invece, non è improbabile un rilancio del calzaturiero, ma con modalità diverse da quelle sino a oggi adottate. Al posto della grande azienda Adelchi potrebbero sorgere un significativo gruppo di piccole imprese sulla base del decentramento produttivo di imprese settentrionali, che nel tentativo di recuperare sui costi, per effetto della riduzione dei consumi, sposteranno nel meridione alcune linee produttive in aree, come quella tricasina, dove esiste già una tradizione produttiva di grande rilievo. In più, il programma di liberalizzazioni previsto dal governo potrebbe favorire ancora l’occupazione e dunque, dare respiro all’economia locale, demolendo vecchie posizioni di rendita.

Nel complesso quindi, le prospettive per il sud-est della provincia di Lecce se osservate nell’immediato non mostrano spazi di ripresa, ma proiettandosi nel medio e lungo periodo, i sacrifici richiesti dal governo soprattutto ai ceti bassi del meridione, potrebbero paradossalmente avere effetti propulsivi e di rilancio per le regioni del sud e dunque anche per quest’area del leccese, che presenta una significativa tradizione produttiva, capace di cogliere gli stimoli provenienti da mercato nei prossimi tempi se politici e imprenditori opereranno con una prospettiva intellettuale e strategica in direzione della creatività e dell’innovazione negli schemi comportamentali.

Posted in Attualità, Economia, TurismoComments (0)

Fuori dalla Nord: una protesta civile

Prima, durante e dopo la partita contro la capolista Juventus circa 400 tifosi e ultras del Lecce hanno scelto di restare a cantare fuori dallo stadio Via del Mare per protestare contro il costo del biglietto di ingresso alla partita. Questo perché la società giallorossa del patron Giovanni Semeraro ha deciso – come sempre accade nelle partite contro le “grandi” del campionato – di aumentare considerevolmente il prezzo del biglietto d’ingresso, portando il costo della curva a ben 30 euro. Tutto ciò, evidentemente, ha portato i tifosi storici del Lecce a sentirsi penalizzati, quelli che allo stadio ci vanno tutto l’anno e non una volta sola, come invece accade ai conterranei tifosi di Milan, Juventus e Inter. Tra l’altro i ragazzi della Nord non sono abbonati per protesta contro la tessera del tifoso e quindi comprano il biglietto di volta in volta per ogni singola partita. La società non ha fatto un prezzo minore per loro, anche se per la verità vi era l’offerta di poter acquistare, contestualmente, il tagliando per la prossima gara interna contro il Chievo a soli 5 euro. Ma ciò non è stato sufficiente a far desistere i supporter giallorossi dal loro civile momento di protesta. E così i soliti canti e cori questa volta si sono sviluppati fuori dallo stadio, con i tifosi controllati da due ali di poliziotti. Nei loro volti si legge delusione e rabbia contro la società Us Lecce che, per alcuni, è “insensibile verso i giovani fedelissimi che sono sempre qui nel bene e nel mare a tifare Lecce”, per altri la dirigenza “non tiene conto della crisi economica e che molti non lavorano o hanno dei lavori saltuari”, per altri ancora, ancora più pessimisti, “dei tifosi non importa niente a nessuno”. A questo si aggiungono le solite doglianze per la tessera del tifoso, per la cessione del loro idolo Chevanton, per la campagna acquisti sbagliata – specie sul fronte cessioni – e tutto il resto. Molti di questi ragazzi sono giunti da diversi paesi del Salento e sono rimasti lì per tutta la partita, anche sotto la pioggia. Gli unici momenti difficili si sono registrati a fine gara quando i tifosi volevano entrare nello stadio, ma la polizia gliel’ha impedito. E così vanno via, anche con la delusione dell’ennesima sconfitta che spinge il Lecce sempre più verso il ritorno in serie B.

Deodato Giovanni Guida

Posted in AttualitàComments (0)

I 90 anni dell’onorevole Cosimo Abate

“Nunc dimittis”. Ha usato le parole del cantico di Simeone, l’onorevole Cosimo Abate, per iniziare la prolusione di ringraziamento per la cerimonia organizzata in consiglio comunale nella giornata di ieri in occasione della celebrazione dei suoi 90 anni. Nato il 18 dicembre del 1921 a Maglie, Abate, “un socialista del sud” come ha voluto intitolare il suo libro autobiografico di qualche anno fa, fu dichiarato all’anagrafe dalla madre Agata e dal padre Achille dopo qualche settimana, secondo l’usanza dell’epoca e precisamente il 2 gennaio dell’anno successivo. Maestro elementare, giornalista della Gazzetta dello Sport e del Messaggero nonché deputato della Repubblica, Abate ha attraverso gli anni gloriosi del boom economico raggiungendo in breve tempo incarichi di responsabilità come la presidenza dell’Istituto case popolari (fu sotto la sua guida che si diede inizio alla costruzione del rione Immacolata a Maglie, allora chiamato “Le donne”) o dell’ospedale magliese, in un’epoca in cui tutti i posti di comando erano appannaggio della Democrazia Cristiana.

Un personaggio di spicco, molto amato in città e capace, come lui stesso ha ricordato, di muovere folle numerosissime durante i suoi comizi in giro per la Terra d’Otranto. Alla cerimonia sono intervenuti molti dei suoi compagni di partito, ma soprattutto molti dei suoi avversari politici che hanno voluto onorare una figura ormai quasi leggendaria della scena amministrativa del dopoguerra. Un commosso omaggio è arrivato dal senatore Giorgio De Giuseppe che ha ricordato quanto essere su fronti opposti non abbia mai significato mancanza di riguardo: “I nostri scontri epici in consiglio comunale -ha raccontato De Giuseppe- dove tu Cosimino hai trascorso quasi 40 anni, dal 1956 al 1993, hanno segnato un’epoca contrassegnata non dall’asprezza ma dal rispetto”. L’onorevole Abate ha ringraziato tutti in particolare la famiglia, non mancando, con il suo buonumore, di catturare l’attenzione dei presenti. Una tratto fondamentale del suo carattere che in gioventù gli ha causato anche qualche piccolo rimbrotto da uno dei padri della nazione, Sandro Pertini che alla Camera rimproverò aspramente l’esuberanza del giovane collega. Il sindaco Antonio Fitto ha quindi consegnato al “consigliere decano”, Cosimo Abate la targa ricordo sottolineando l’onore per la città di annoverare tra i suoi figli un personaggio di tale levatura.

Maurizio Tarantino

Posted in AttualitàComments (0)

Città Libera esamina i dati del censimento

Antonio Giannuzzi, capogruppo in consiglio comunale a Maglie di Città Libera, esamina il fenomeno della migrazione dal suo paese e il fatto che ormai Maglie è sceso sotto la soglia dei 15mila abitanti, come attesta il censimento della popolazione residente. “I dati del censimento, al 31 dicembre, non sono assolutamente confortanti – dice Giannuzzi – infatti, anche se manca qualche piccola percentuale di modelli da acquisire, siamo a circa 200 unità sotto la soglia auspicata dei 15mila abitanti. Il problema non è di poco conto, abbiamo fatto affidamento sulla tranquillità del sindaco, che sulla stampa, si diceva fiducioso del raggiungimento della fatidica soglia.

Sembra, invece, che l’obiettivo non sarà raggiunto, con un notevole impatto negativo per la città, sia come immagine che come riscontro economico. Ricordo, che su mia proposta, circa 5 anni fa, fu approvato un ordine del giorno che demandava agli uffici il compito di far emergere quanti figuravano residenti in altri centri, senza risiedervi veramente. In altre occasioni, si è suggerito anche di far luce sulle centinaia di badanti che avrebbero l’obbligo di censirsi, come cittadini. A oggi, nulla è stato fatto: le badanti censite sono addirittura diminuite, anche se, sembra, il numero effettivo sarebbe aumentato; non abbiamo recuperato nessun residente, per motivi fiscali, nei paesi, soprattutto, di mare visto che, tra l’altro, anche sulla prima casa sarà imposto il pagamento dell’Ici oggi Imu. Sono convito che un invito a riprendere la cittadinanza magliese rivolto a questi concittadini che amano Maglie, potrà sortire qualche effetto.

Manca poco più di un mese, alla scadenza dei termini per completare il censimento. Il tempo per fare qualcosa ci sarebbe ancora, mi sento di invitare l’amministrazione ad attivarsi, insieme agli uffici competenti, per tentare di raggiungere l’obiettivo, evitando, dopo gli ultimi anni di declino, di diventare un paesone di serie B”. Il problema collaterale a questo calo della popolazione residente sarà a breve nel cambio di sistema elettorale, che diventerà quello previsto per i paesi al di sotto dei 15mila abitanti. Il comunicato di Città Libera inoltre fa riferimento a dei problemi reali, ma non a degli altri che sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente, forse anche perché le motivazioni sono talmente ataviche da non poter pensare a una soluzione a breve e se n’è parlato sempre e a lungo: il prezzo degli affitti che spinge le coppie giovani e i single che si emancipano a prendere casa nei paesi limitrofi, come Corigliano, Melpignano, Muro e Scorrano, e la mancanza di occupazione stabile che spinge le giovani menti fuori regione o fuori Italia. Un collega magliese, Lucio Colavero, attualmente giornalista in Spagna, ha esaminato tempo addietro sul suo blog il fenomeno della fuga dei cervelli, che interessa Maglie, ma anche altri centri del Salento e del sud, spiegando come solitamente ci si preoccupi di quello che accada, ma non solo non si faccia abbastanza a proposito, ma soprattutto si dimentichi come oggi i cervelli che se ne vanno non sono più importanti della manovalanza che nel ‘900 andava all’estero a lavorare in miniera, o al nord Italia nelle fabbriche di eternit.

Posted in Attualità, Politica, Primo PianoComments (0)

Onorificenza conferita dal Comune di Otranto al maresciallo Gagliani

La città di Otranto ha ricordato un pezzo di storia recente attraverso l’onorificenza conferita dal Comune di Otranto al maresciallo Gagliani con un consiglio comunale monotematico. Il comandante della caserma dei Carabinieri di Otranto è da oggi in pensione -dopo venti anni di servizio- e la città ha deciso di ricordarne la dedizione e lo straordinario impegno profuso per la città. Nell’affollata cerimonia nel castello aragonese di Otranto si è ricordata la recente storia di Otranto, perché Gagliani è il maresciallo che si è trovato nell’emergenza dell’esodo albanese, in quella dalla ex Jugoslavia, sino ai recenti episodi di oggi legati ai migranti delle aree nordafricane e mediorientali. “Una presenza costante, capace di dare sicurezza e serenità ad un’intera comunità”, ha ricordato il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. “Un maresciallo che non trovavi in ufficio, ma per la strada, tra la gente”, ha aggiunto l’arcivescovo di Otranto Donato Negro. Tra gli interventi ci sono stati anche i riconoscimenti del consigliere provinciale Francesco Bruni, del sindaco di Giurdignano Donato Fanciullo (la stazione di Otranto comprende anche Giurdignano, ndr), del sindaco di Castrignano del Capo Anna Maria Rosafio (il paese natale di Gagliani, ndr) e del comandante della stazione dei Carabinieri di Maglie Andrea Azzolini. Una figura cui gli idruntini sono legati, quella del maresciallo Domenico Gagliani, che -come è stato ricordato- era sempre presente tra la gente e non ha esitato a fare qualsiasi sacrificio nelle tante emergenze che hanno caratterizzato la storia recente di Otranto. Nella caserma, infatti, sono stati prestati i primi soccorsi agli immigrati, i carabinieri e anche le mogli degli agenti in servizio, intervennero per dare aiuto a bambini, donne, neonati che avevano bisogno di tutto. Otranto ha ricordato, così, una parte della sua storia attraverso una figura d’altri tempi, legata alla sua comunità, sempre vicino alla gente, in strada, comprensivo, ma anche fermo e deciso. Come ci si immagina i carabinieri vedendo i vecchi film in bianco e nero con Vittorio de Sica, ma calato in una realtà complessa e difficile quale quella di una città di frontiera come Otranto. In questi giorni, oltre a episodi che la stampa dell’epoca definì eroici, come essere stati tutta la notte in caserma per lavare, vestire e nutrire i bimbi degli immigrati, si sono ricordati tanti episodi minori, a volte divertenti. Uno, in particolare, lo ha ricordato Francesco Vetruccio. “Quando ero sindaco, a Badisco arrivarono molti immigrati in una sola notte – ha detto – il maresciallo li fece salire tutti sui pulmann. Ma due si nascondevano dietro un muretto: il maresciallo gli intimò di salire a bordo e obbedirono subito. Arrivati in caserma, questi ultimi dissero: ma noi siamo due pastori di Giurdignano. Sindaco – mi disse Gagliani- erano identici, pure vestiti allo stesso modo”. Uno dei tanti episodi da consegnare ai posteri di questa straordinaria esperienza di città di frontiera.

Elio Paiano

Posted in Attualità, Primo PianoComments (0)

Otranto terminale del South Stream?

Il South Stream entro fine 2012 in Italia.

E’ arrivata oggi, 30 dicembre, la notizia che il primo ministro russo Vladimir Putin ha chiesto al gigante del gas Gazprom di accelerare la costruzione del gasdotto South Stream. Il gasdotto attraverserà il mar Nero e approderà in Italia, per la precisione a Otranto. Il progetto è pensato per far arrivare il gas russo nell’Europa meridionale e orientale. Questa settimana Mosca si è assicurata l’approvazione chiave dalla Turchia per procedere con la costruzione. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe, Putin ha chiesto all’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller, di darsi da fare per avviare il gasdotto alla fine del prossimo anno e non nel 2013. La mossa è anche un modo per mettere sotto pressione l’Ucraina, attualmente principale via dell’esportazione di gas russo, ma Paese con cui Mosca ha avuto più volte problemi sui prezzi del gas.

Infatti l’approdo del gasdotto a Otranto è una delle eventualità prospettate per il progetto alternativo alla linea nell’hub austriaco di Baumgarten che fa capo al gruppo Omv. Questo è quanto è stato riportato dall’agenzia Bloomberg. Pare infatti che Gazprom abbia deciso di portare il percorso ad Otranto, collegando la Russia all’Unione Europea senza passare per l’Ucraina.

I condotti verranno divisi in due tronconi, la sezione offshore nel Mar Nero di circa 900 km e quella su terra, tracciato ufficialmente non ancora definito. Le due opzioni in progetto sono la penisola balcanica e Austria – opzione che una fonte di Gazprom ha definito ora obsoleta – e la Grecia, con il canale di Otranto.

Così nel 2015 i salentini potrebbero vedere funzionare a regime il South Stream con la sua portata di 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Ma la storia dell’arrivo a Otranto di Eni Gazprom non è nuova. Già annunciato nel giugno del 2007, l’accordo era stato firmato a Mosca il successivo novembre 2007.

All’epoca, la notizia dell’accordo per la creazione di un’azienda comune incaricata della realizzazione del gasdotto South Stream fu riportata dal quotidiano Kommersant. L’accordo fu siglato dagli amministratori delegati delle compagnie, Paolo Scaroni e Alexei Miller durante la visita in Russia del presidente del Consiglio Romano Prodi.

L’agenzia Interfax nel 2009, citando una fonte del Cremlino, spiega che la joint venture avrebbe avuto il compito di redigere uno studio di fattibilità sul gasdotto e che il documento è un supplemento al protocollo d’accordo già esistente.

A Otranto arriveranno pertanto due gasdotti, British e Gazprom-Eni, mentre in Basilicata, in Val Basento nascerà un sito dove verranno stoccati 1,5 miliardi di metri cubi di gas.

Jenny De Cicco

Posted in Attualità, Politica, Primo PianoComments (0)

Provincia e Regione divise sugli oratori

Finanziamenti agli oratori, mentre la regione Puglia non approva, la provincia di Lecce ne finanzia 51 e dispone 93 mila euro per le parrocchie che ne hanno fatto richiesta.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha disposto un nuovo intervento a sostegno degli oratori provinciali, in quanto importanti spaccati della società e della socialità, che andranno a sostenere oratori e parrocchie che nei mesi scorsi hanno presentato domanda di contributo ed erano rimasti fuori dalle prime 51 posizioni in graduatoria. Sale a 300mila euro la somma stanziata nel corso dell’annualità 2011.

Come sottolineato da Gabellone le parrocchie e gli oratori, non solo cattolici ma di qualsiasi fede sono “importanti e concreti supporti alla crescita dei minori, alla formazione delle giovani generazioni, prevengono il disagio giovanile, aggregano diversamente da altre forme di aggregazione ben più pericolose”.

I finanziamenti provinciali arrivano proprio nel momento in cui in consiglio regionale si porta avanti la battaglia dell’Udc. Il capogruppo Udc ragionale, Salvatore Negro dichiara: “Quando si parla di oratori il governo Vendola si fa rosso in viso e lascia intravedere la sua insofferenza verso l’argomento.

L’approvazione del Bilancio di previsione 2012 era l’occasione per venire incontro alle esigenze di questi centri. Ma probabilmente si intendono privilegiare solo agenzie e fabbriche che rappresentano i primi supporter politici nelle campagne elettorali della sinistra.

L’intervento del presidente Introna è stato di parte finalizzato a tutelare la maggioranza che rischiava di non avere i numeri dopo che già era andata sotto nella votazione sull’emendamento riguardante le Caritas. Fra l’altro, a tal proposito, non è riuscito a spiegare come mai ha dichiarato ricevibile il provvedimento sulle Caritas e irricevibile quello sugli oratori (subito dopo l’approvazione del primo con il voto segreto)”.

Il consigliere regionale PdL, Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota: “Non ci ha sorpreso l’esito negativo e movimentato della discussione in consiglio regionale sulla proposta di tornare a sostenere gli oratori riconoscendone concretamente il ruolo assolutamente prezioso, soprattutto in aree nelle quali il disagio sociale è più forte e la mano pubblica più assente.

Già conoscevamo infatti l’ostilità ideologica di taluni, pur non preponderanti, settori della maggioranza regionale nei confronti di tali istituti, rei di sfuggire al controllo del Grande Fratello statalista per riempirne i vuoti in una missione necessaria. Riteniamo comunque che l’argomento non debba essere lasciato cadere soltanto per un incidente di percorso, ma possa e debba essere ripreso – per esempi, in una proposta di legge che superi i confini dei partiti e delle coalizioni – in chiave assolutamente non polemica verso alcuno, ma comunque in modo che le sensibilità che convergano su di esso, da qualsiasi parte, possano liberamente ritrovarsi in una iniziativa comune. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i colleghi interessati perché, senza distinzioni di parte, cooperino alla definizione di un testo con relative quantificazione e individuazione delle risorse, per il quale si può anche insieme sollecitare un percorso rapido”.

Jenny De Cicco

Posted in Attualità, Politica, Primo PianoComments (0)

Non conta la meta, conta il viaggio (un modo come un altro per augurarvi buon anno)

Che cos’è un anno che se ne va? Ognuno ha un suo modo per indicare il proprio modo per voltare pagina, secondo quello che la cultura dominante indica. Anche se forse il mese di dicembre è fondamentale per molti punti di vista. Per le streghe della favole, è il mese del solstizio d’inverno, quando cioè la porta tra i due mondi si apre e tutto si mescola. Per i Maya, il prossimo anno dovrebbe segnare qualcosa d’importante proprio nel mese di dicembre: ancora non si sa bene cosa, ma se proprio si vuol fare i catastrofisti, consigliamo un magnifico film con John Cusack, “2012”. Per i cristiano cattolici arriva il Natale, per i pagani, prima del concilio di Nicea nel 325, c’era invece un’altra festa religiosa. Noi il 31 dicembre cambieremo pagina. Non solo noi di Otranto Oggi, che speriamo di avervi fatto trascorrere un anno intenso e all’insegna dell’informazione, ma tutti noi esseri umani ricchi (ancora per poco) e occidentali ci impegneremo con i buoni propositi per il nuovo anno. Uno dei nostri buoni propositi è quello di continuare a informarvi come abbiamo sempre fatto. Gli auguri per il nuovo anno sono invece un po’ di più. Ci auguriamo che la situazione di Porto Miggiano si sblocchi finalmente come gli ambientalisti chiedono, come pure quella delle trivelle nell’Adriatico. Ci auguriamo che le prossime elezioni comunali mostrino grande sportività da parte di tutti i candidati che saranno in corsa nei comuni salentini. Ci auguriamo che diminuiscano sempre più gli incidenti stradali, che i nostri politici migliorino la sicurezza stradale, che i nostri amici e congiunti non bevano quando si devono mettere al volante, e che comunque non corrano, anche da sobri. Ci auguriamo che nessuno commetta più violenze contro gli animali, che tutti i cagnolini e i gattini trovino delle persone che vogliano loro bene. Ci auguriamo che la situazione dei pubblicisti trovi chiarezza e che la Carta di Firenze venga accettata e trovi diffusione. Ci auguriamo che le nostre piccole aziende di prodotti locali crescano in barba alla crisi. Ci auguriamo di trovare l’ironia giusta che ci faccia andare avanti tra i mille problemi quotidiani. Ci auguriamo che il nostro Salento esca dall’isolamento cui Trenitalia ci sta confinando. Eliminare i treni notturni per gli Eurostar ha generato una situazione grave non solo per gli studenti, ma anche per i lavoratori, basti pensare a tutti quei ragazzi che fanno gli insegnanti al nord Italia, o che svolgono qualunque altro mestiere. Qualcosa deve cambiare, e il cambiamento non deve essere necessariamente dentro di noi.

Angela Leucci

Posted in Attualità, Primo PianoComments (0)

Da Uggiano una lettera per gli immigrati all’estero

Per il secondo anno consecutivo, il sindaco di Uggiano la Chiesa scrive ai conterranei residenti all’estero. E come l’anno scorso lo fa a nome dell’amministrazione comunale per augurare buone feste inviare il calendario del comune. La lettera del sindaco arriverà alle 270 famiglie di emigranti che vivono nei vari paesi all’estero, dalla Svizzera all’Inghilterra, dalla Germania alla Francia, dalla Spagna all’Olanda sino agli Usa e l’Australia. Un messaggio di affetto che denota sia la vicinanza dell’amministrazione comunale verso gli oltre 600 emigranti che da oltre 40 anni vivono fuori dal confine nazionale, sia la volontà politica di instaurare con tutti loro un legame diretto che recuperi e valorizzi la loro storia personale e collettiva. “Crediamo che il vostro sacrificio e il vostro lavoro quotidiano siano una testimonianza di civiltà – si legge nella missiva – perciò è necessario che la vostra storia personale venga valorizzata e conosciuta, divenendo così memoria storica per la nostra comunità, la quale dovrà trasferirla negli anni alle nuove generazioni come patrimonio sociale e culturale appartenente a tutti”. L’amministrazione comunale punta a organizzare per la prossima estate 2012 la “Festa dell’Emigrante” a Uggiano La Chiesa, “una manifestazione che vogliamo preparare insieme a voi. Ci piacerebbe avere da voi un contributo umano e personale sia nella scelta della data, del luogo e del profilo organizzativo da dare a questo evento, e sia nella raccolta di testimonianze, di racconti, di foto e immagini che ricostruiscano la storia dell’emigrazione uggianese e casamassellese all’estero”, come scrive il primo cittadino. In questo ultimo anno, il comune ha introdotto nuovi strumenti per avvicinare la vita amministrativa di Uggiano la Chiesa alle famiglie residenti all’estero, a partire dall’istituzione della figura del consigliere incaricato alle Politiche dell’Emigrazione, al consiglio comunale on line in diretta streaming, al sito web comunale aggiornato e ai temi dell’emigrazione affrontati la scorsa estate con lo spettacolo teatrale “Emigranti Espress” di Mario Perrotta. “Abbiamo inaugurato un nuovo indirizzo politico-amministrativo – dice Piconese – che, per la prima volta, tenta di costruire un percorso di interlocuzione con la comunità di emigranti all’estero. Un aspetto importante che mira a ridurre la distanza territoriale e politica fra i nostri emigranti e la loro terra natia, valorizzando al contempo la loro esperienza umana fuori dal confine nazionale”.

Posted in AttualitàComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+