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Trenitalia taglia i ponti e i leccesi manifestano

Questa mattina, è stata presidiata la stazione ferroviaria di Lecce dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto al governatore di Puglia Nichi Vendola di opporsi al taglio di collegamenti tra il Salento e l’Italia.

I lavoratori di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ricordato l’imminenza dei tagli, previsti entro il 12 dicembre ” evidenziando una responsabilità pesante del Gruppo Fs e del Governo che ha drasticamente ridimensionato per il 2012 le risorse per il trasporto ferroviario”. Il taglio si ripercuoterebbe così anche sui dipendenti delle ferrovie, che non ci stanno e affermano che Trenitalia “sta negando il diritto al lavoro e alla mobilità costituzionalmente garantita”.

Presente alla manifestazione anche la vicepresidente regionale Loredana Capone, che ha dichiarato come sia l’intero Salento a protestare contro questo isolamento. “Abbiamo bisogno di potenziare i collegamenti con il resto d’Italia, non di sopprimerli – ha detto – Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente”.

Un coro unanime, quello della politica pugliese, a sostenere l’importanza del settore trasporti nello sviluppo del Sud.

Si è espresso anche Rocco Palese, del Pdl provinciale, “per scongiurare l’isolamento della Puglia e del Salento. Occorre passare dalle parole, e dalle pur legittime manifestazioni, ai fatti. Un’unità d’intenti in Parlamento per far sentire in modo bipartisan la protesta del Salento e della Puglia contro i tagli. Anche la Regione dovrebbe andare ben oltre i comunicati stampa e la partecipazione alle manifestazioni sindacali e chiedere un incontro urgente ai vertici di Trenitalia, magari anche alla presenza e col sostegno degli enti locali e dei parlamentari pugliesi di tutti gli schieramenti”.

Jenny De Cicco

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Denunciato giovane per possesso di cocaina a Poggiardo

Denunciato a piede libero per possesso di droga un 23enne di Poggiardo.

Il giovane non è stato posto sotto arresto, perchè il quantitativo di cocaina ritrovato e sequestrato è modico, non corrispondente ai criteri di grammatura a fini di spaccio. Ma il giovane poggiardese è stato denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria dai finanzieri della compagnia di Gallipoli.

Da tempo il giovane era tenuto d’occhio e la sera del 15 novembre i militari hanno proceduto a una perquisizione personale e domiciliare. Il sospetto era che potesse detenere sostanze stupefacenti in casa.

Così in casa del ragazzo le fiamme gialle hanno trovato una piccola quantità di cocaina e del materiale che potrebbe essere servito per il confezionamento delle dosi. L’elenco del materiale sequestrato è di dieci buste con ritagli circolari, alcuni cerchi di plastica ritagliati probabilmente per approntare singole dosi, mannite, uno zucchero che si ritrova comunemente in commercio ma che si utilizza anche per il taglio della droga, confezioni vuote che avrebbero contenuto sostanze stupefacenti, nastro isolante nero e due bilancini di precisione, nascosti nell’armadio della stanza da letto e in cucina.

Ad aiutare gli agenti anche in questo caso è servito fiuto, tanto che l’attività s’è svolta con l’aiuto di un’unità cinofila della compagnia di Lecce, il cane Valex e il suo conduttore, ai quali non è sfuggita la droga.

Jenny De Cicco

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Melendugno: caccia a tre ladri maldestri

Furto con scasso in piena notte a Melendugno.

Verso le tre di notte, tre uomini hanno assaltato la tabaccheria centrale in piazza Risorgimento a Melendugno. Manomettendo il vetro della porta d’ingresso, lo hanno rotto, facendo scattare l’allarme dell’esercizio. Tutto per poter asportare una macchina cambia-soldi.

Allertati dal sistema di allarme sono intervenuti sul posto, dopo tre minuti, gli agenti dell’istituto di vigilanza. I vigilanti hanno avuto solo il tempo di notare i tre presunti ladri fuggire velocemente a bordo di una Golf nera, per cui si sono dileguati senza lasciare traccia di sé. Nella fuga però i maldestri ladri hanno dimenticato il bottino.

Sul luogo del furto, sono arrivati in seguito anche i carabinieri del nucleo operativo radiomobile, assieme ai colleghi della stazione di Melendugno che hanno avviato le indagini. Ora è caccia ai tre, mentre si sta anche procedendo alla stima dei danni, per capire se siano state prelevate alcune banconote dalla cassa, individuando eventuali sistemi di video sorveglianza dei negozi vicini, che possano aiutare gli investigatori nella fase della raccolta e la catalogazione delle prove.

Jenny De Cicco

 

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Trenitalia taglia il Salento fuori dall’Italia

Tutti d’accordo nel definire la decisione di Trenitalia, un atto che contribuisce ulteriormente nel divario tra nord e sud Italia.

I sindacati sono già scesi in campo, definendo la decisione di Trenitalia “uno stillicidio senza precedenti”. Gli utenti dal 12 dicembre dovranno prestare attenzione ai nuovi orari, verificando treni periodici o soppressi e qualora volessero prenotare on line Trenitalia, fa sapere che il servizio web è valido solo per il 50% dei treni, così non trovare il treno in una data successiva al 12 dicembre non significa che il collegamento non sia garantito.

Spariranno L’Eurostar Lecce-Milano che partiva alle 7 e giungeva alle 16.25, i periodici notturni su Venezia, Milano, e anche quelli con il servizio delle auto al seguito su Milano-S.Cristoforo. I treni espresso 951/956 Lecce-Roma via Taranto diventano periodici, così come L’Intercity Notte Lecce-Roma, finora giornaliero, e che scenderà il venerdì e risalirà la domenica.

Soppressi i Frecciargento 9352/9359 Lecce-Roma e i Frecciabianca Bari- Milano e Milano-Bari.

Ma preoccupa anche la situazione regionale. Il collegamento Brindisi-Taranto subirà un drastico ridimensionamento, 7 treni al giorno da Brindisi e altrettanti da Taranto. Nei festivi, i problemi per spostarsi saranno ovviamente maggiori.

Trenitalia ha spiegato che è il Ministero ad aver richiesto un ridimensionamento dei collegamenti, mentre per la tratta locale è la Regione la causa. L’assessore Minervini ha confermato le difficoltà determinate da una contrazione dei trasferimenti nazionali, solo parzialmente erogati, tanto da provocare un buco di circa 23 milioni di euro, somma di cui la Regione dovrà farsi carico per onorare il contratto di servizio stipulato con Trenitalia. Analogamente all’esercizio 2011, anche il prossimo si prevede drammatico e andrà a incidere sulla qualità e quantità dei servizi erogati. “Se Trenitalia continuerà su questa linea – spiega la senatrice Adriana Poli Bortone – inviteremo tutti a usare mezzi di trasporto diversi da quelli di Trenitalia. Grande Sud porterà avanti questo “sciopero degli utenti” insieme al Partito dei Consumatori. Già oggi, inoltre presenterò un’interrogazione urgente sulla questione”.

Il sindaco di Lecce Paolo Perrone si è espresso in merito alla vicenda definendola inaccettabile. “Ancora una volta la Puglia e il Salento in particolare vengono penalizzati – ha detto – I tagli di sette linee a lunga percorrenza rischiano di dividere il Paese in due, isolando sempre di più il Salento dal resto della penisola. Lecce e il Salento sono oramai diventati una delle mete turistiche più frequentate d’Italia.”Anche Loredana Capone si è espressa. “Si tratta di una scelta che pregiudica il sud – ha spiegato – che lo relega in una condizione di marginalizzazione assoluta, frutto di politiche leghiste. La soppressione dei due treni a lunga percorrenza che collegano Lecce a Roma, penalizzerà in modo inaccettabile la nostra città, penalizzerà i nostri studenti, i lavoratori, i tantissimi pendolari e quelle famiglie che al treno non hanno alternative”.

Loredana Capone, ricorda che tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo, rischieranno di essere vanificati se dovessero venire a mancare i trasporti. Proprio per questo ha inviato una lettera all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti per sottolineare la situazione sconfortante che interessa Lecce, ultimo lembo della ferrovia”.

Jenny De Cicco

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I cinghiali a Lecce sono storia vecchia

La questione cinghiali non è nuova, ma parte dal 2007. L’allora presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino, intervenne il 17 ottobre 2007, sulla questione cinghiali per mezzo di una lettera indirizzata al Comandante del Corpo Forestale dello Stato.

In località Ramanno e Torre Veneri le colture subivano ingenti danneggiamenti ad opera di questi suini selvatici, la cui presenza fu stata segnalata anche dalla Polizia provinciale. La soluzione al problema dal comandante della stazione di Lecce del Corpo forestale e richiesta al Prefetto e al presidente della Provincia Pellegrino fu quella dell’abbattimento selettivo.

Pellegrino all’epoca ripose con parere negativo, fermo restando “il diritto degli agricoltori a essere risarciti dei danni subiti, secondo le procedure di indennizzo che la normativa prevede. Per la legislazione regionale e per il calendario venatorio regionale il cinghiale è specie cacciabile nella Regione Puglia, però in periodi limitati della stagione venatoria e secondo regole particolari. Potrebbe la Provincia, che presiede alla legalità dell’esercizio venatorio nel suo territorio, assumere iniziative in deroga alla disciplina, come da lei sembra volersi auspicare? E’ vero che si tratta di una specie da molti secoli non più facente parte della fauna selvatica salentina e che l’insediamento di alcuni esemplari nella zona deve collegarsi ad animali sfuggiti a situazioni di cattività e riprodottisi in loco, ma il cinghiale non può ritenersi specie non autoctona in una logica che, a mio avviso deve necessariamente essere regionale. E tenendo presente che è una specie che, come molti ungulati, si va diffondendo sempre di più sul territorio nazionale, occupando posti dai quali era scomparsa da secoli”.

Ecco quanto accadeva nel 2007, ma nel marzo 2009 furono ritrovati vivi tre lattonzoli ibridi maiale-cinghiale, nei pressi della masseria La Lizza, strada per San Ligorio. In seguito al trasporto presso il centro faunistico del museo naturalistico di Calimera, l’ipotesi fu che i tre piccoli non fossero animali nati in natura, considerando che nel Salento non vi è presenza di maiali domestici allo stato brado, probabilmente, secondo gli esperti veterinari di fauna omeoterma i piccoli provenissero da qualche allevamento della zona, avvalorando l’ipotesi di Pellegrino del 2007.

Secondo la polizia provinciale gli esemplari si sarebbero poi estinti in seguito all’incendio del bosco di Torre Veneri di quest’anno, durante il quale alcuni cacciatori approfittarono per uccidere gli esemplari in fuga.

Secondo la forestale branchi numerosi di cinghiali sono stati avvistati recentemente intorno alla zona militare di Torre Veneri.

Alla paura degli ambientalisti dell’estinzione della specie e dell’immoralità della caccia incontrollata, si aggiunga che la fertilità dei cinghiali accresce proporzionalmente alla pressione venatoria subita dalla specie. Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali irrompono nei campi. Causando relazioni sociali disordinate ed estri non coordinati,vi sarebbe l’effetto opposto alla limitazione del numero.

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Incidente sulla Statale 16: due feriti

Un grave incidente ieri mattina alle 10,30, ha coinvolto entrambe le corsie della Statale 16 Otranto-Maglie, bloccando il traffico per alcuni minuti. Due i feriti, i conducenti dei mezzi, di cui uno gravissimo, sono stati condotti in ospedale dai sanitari del 118.

Lo schianto è avvenuto nei pressi dello svincolo per Palmariggi, il primo procedendo da Otranto verso Maglie. Un furgoncino bianco e una Subaru grigia hanno urtato violentemente. Incerte le dinamiche dell’accaduto e nessun testimone dell’impatto. Sono intervenuti subito dopo l’incidente vari passanti, tra i quali vi era anche un medico che ha prestato primo soccorso al conducente del furgoncino, un 30enne di Sanarica, Fabio Miggiano, che sembrava il più grave e giaceva privo di conoscenza e con il volto visibilmente tumefatto nel mezzo, ma respirava autonomamente. Le condizioni gravissime hanno suggerito l’immediato ricovero presso il Vito Fazzi di Lecce. Miggiano è ora in prognosi riservata. Per quanto riguarda il conducente dell’auto grigia, Raffaele Rizzo di 48 anni, originario di San Cesario di Lecce, ha riportato traumi vari, e anch’egli è stato condotto nel medesimo nosocomio del giovane.

A causa dell’assenza di testimoni al momento dell’incidente, risulterà difficoltoso chiarire la dinamica, ma dai primi rilievi del commissariato di polizia di Otranto, intervenuti con l’aiuto della Stradale, sembra che il furgoncino uscisse da Palmariggi in direzione Maglie, mentre la Subaru arrivava da Otranto procedendo così nella stessa direzione.

In seguito allo schianto tra i due mezzi, la Subaru è finita sulla corsia opposta, con l’anteriore rivolto in direzione di Otranto, e anche il furgoncino all’arrivo dei militari aveva l’anteriore rivolto in direzione Otranto, probabilmente dopo un testacoda cui era seguito al centro della strada.

Jenny De Cicco

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Allarme cinghiali, che fare?

E il cinghiale dove lo metto? La domanda, all’apparenza bizzarra, è balzata agli onori delle cronache nei giorni scorsi dopo la denuncia del proprietario di Masseria Scusi, Ubaldo Cannoletta, che nella sua azienda situata tra San Cataldo e Lecce non può coltivare più nulla a causa della presenza dell’ingombrante suino. Secondo Cannoletta, si tratta di branchi di diverse decine di animali che ogni notte scorrazzano come vandali per gli orti della proprietà. Un danno notevole non solo per le colture ma anche per l’allevamento di animali da cortile che nel corso degli anni ha subito un drastico ridimensionamento. La causa? La voracità dei cinghiali che non permette di coltivare grano, orzo, verdure, ortaggi di nessun tipo. Si tratta di una specie ibrida, nata dall’incrocio con maiali comuni: vive nascosta nei boschi allo stato semi brado e di notte si aggira per i campi alla ricerca di cibo. Gli agricoltori hanno sollecitato più volte l’intervento della Provincia di Lecce affinché si trovi una soluzione definitiva. Il primo passo è stato quello di chiedere un risarcimento dei danni per la distruzione delle colture e l’abbandono degli allevamenti: Palazzo dei Celestini ha risposto che l’indennizzo dovrebbe essere a carico di chi gestisce l’azienda faunistico venatoria Bosco Fiore, area in cui ricade Masseria Scusi. Richiesta però respinta dai responsabili dell’azienda faunistica che si sono fatti forti del fatto che, secondo la legge, il privato è tenuto a pagare in caso di danni procurati da fauna selvatica stanziale e non da specie ibride semi domestiche. Questo per quanto riguarda i danni.

Per limitare le scorribande dei cinghiali invece l’azienda faunistico venatoria ha chiesto alla Provincia di realizzare un piano di abbattimento controllato. La notizia arrivata alle associazioni ambientaliste nazionali ha però scatenato un putiferio con tanto di petizione per evitare l’eliminazione fisica degli animali. Email a iosa sono state inviate all’Urp della Provincia di Lecce, a Telerama che ha raccolto le lamentele di Cannoletta e agli altri organi di informazione locali: nel testo si chiede di evitare “un comportamento violento e inammissibile da un punto di vista etico e inutile da un punto di vista pratico” perché, come dimostrerebbero alcuni studi francesi e tedeschi, la riduzione dei capi aumenta la fertilità e quindi paradossalmente incrementerebbe il numero di cinghiali .

Maurizio Tarantino

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Nuove cartelle Tarsu in arrivo

Nuova Tarsu in arrivo per i cittadini magliesi. Arriverà infatti nei prossimi giorni una cartella aggiuntiva della Tariffa per i rifiuti solidi urbani 2011. Si tratta di “un ruolo suppletivo relativo alla Tarsu 2011 per recuperare la differenza non più compensata dalla Regione Puglia”. Un bel problema per le dissanguate casse comunali che a fatica stanno cercando di rispettare il patto di stabilità e che ora si trovano con una somma (dovrebbe aggirarsi intorno agli 80-90mila euro) da trovare entro al fine dell’anno altrimenti bisognerà prendere atto di un possibile debito fuori bilancio. “Il comune – spiega il sindaco Antonio Fitto – ha pagato fino al 2009, secondo quanto stabilito dal commissario straordinario della Regione Puglia, Nichi Vendola, 76 euro a tonnellata. Una somma più contenuta perché fino al 2009 la Regione contribuiva alla differenza. Con l’apertura degli impianti di Poggiardo nel 2010 invece è cambiato tutto: la Regione ha stabilito che i comuni dovevano provvedere da soli. In più la mancata attivazione della discarica di soccorso di Corigliano costringe a raggiungere il più costoso sito di Ugento” . Nel corso del 2011 la novità: l’Ato ha verificato che dai 110 euro presunti si doveva passare ai 121 euro con il pericolo di arrivare a sfiorare i 140 euro per tonnellata. L’amministrazione ha quindi predisposto un manifesto in cui si informano i cittadini della novità. “Il consorzio per la gestione dei rifiuti urbani Lecce 2 – si legge – ha comunicato che il costo di trattamento trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha raggiunto quota 140 euro per tonnellata e ciò non consente all’amministrazione comunale di mantenere invariate, così come deliberato, le tariffe già applicate nel 2010. Negli anni precedenti la quota versata dai comuni copriva fino a 76,17 euro del costo suddetto, mentre la restante parte veniva coperta con fondi della Protezione Civile e della Regione Puglia. La Regione Puglia ha comunicato che non intende dare copertura finanziaria ai maggiori oneri, così come fatto fino al 31 dicembre 2009, invitando i Comuni a coprire i costi totali fino a concorrenza dell’intero costo di trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. L’amministrazione precisa comunque che nel caso in cui la Regione dovesse rivedere la propria posizione, contribuendo al pagamento del costo ora interamente coperto dal Comune, “a tutti i cittadini verrà compensata con quanto dovuto nell’anno successivo la corrispondente somma iscritta a ruolo, tramite una riduzione delle tariffe”.

Maurizio Tarantino

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Lutto cittadino per Mario Camboa

E’ il giorno del dolore questo a Scorrano. Si celebrano i funerali di Mario Camboa, 44enne consigliere comunale del Pdl, che non ha terminato il suo mandato per un tragico evento: il giovane, un avvocato di grido, è stato colpito da un ictus che ne ha generato la prematura dipartita. Ieri, il consiglio comunale della piccola comunità ha decretato il lutto cittadino, in concomitanza dei funerali che si tengono alle 15 presso la chiesa della Trasfigurazione del Signore, ossia la chiesa madre. Camboa è stato colpito da emorragia cerebrale proprio nell’adempimento dei suoi doveri: nella tarda serata di domenica era nella sua casa, per scrivere al computer l’intervento per il consiglio comunale che ieri, prima della tragedia, avrebbe dovuto vertere sulla situazione dell’ospedale. La mattina è stato trovato riverso proprio vicino al pc e a nulla è valsa la corsa al nosocomio, dato che il male aveva già compromesso il suo corpo. la famiglia ha autorizzato l’espianto e la donazione degli organi. Camboa viene ricordato da tutti, compagni di partito ma anche avversari politici, come un esempio di onestà intellettuale e politica. Nel corso degli anni aveva condiviso le svolte della sua corrente politica, la destra, abbracciando i differenti progetti politici che si erano susseguiti a livello nazionale. Tutti ne ricordano i toni pacati, la gentilezza, l’estrema capacità di sostenere le sue idee con lealtà e rispetto per l’avversario. A piangerlo una comunità, che come sempre in questi casi si chiede perché. La morte di una persona giovane, qualunque ne sia la causa, non è mai un fatto assimilabile con leggerezza, tanto più quando si tratta di un personaggio pubblico, che ha difeso la democrazia facendo il proprio dovere fino alla fine.

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Ancora arresti per droga nel Salento

Arresti per possesso e spaccio di stupefacenti a seguito dei controlli dei carabinieri in tutto il territorio compreso nell’area di Maglie, ieri.

I militari della stazione di Nociglia hanno colto in flagranza di reato due ragazzi, di 26 e 23 anni di San Cassiano, fermati uno nel proprio comune, l’altro a Botrugno.

Giovanni Negro e Antonio Monteduro, operai, sono stati accusati di detenzione illecita di sostanza stupefacente. Alle 23,30 di ieri presso la villa comunale di San Cassiano, i carabinieri hanno fermato e controllato dapprima di Negro, trovato con 50 grammi di marijuana in una tasca interna del giubbotto.

Durante il primo controllo i militari hanno notato allontanarsi un’auto, che si dava alla fuga alla loro vista. Intorno alle 2.30 della notte, l’azione dei carabinieri ha condotto all’individuazione del secondo giovane, Monteduro, a Botrugno. Il 23enne, stava rincasando, dopo aver nascosto l’auto in una strada poco distante dalla propria abitazione. Come i carabinieri avevano ipotizzato, il giovane era in possesso di alcuni grammi di droga.

A seguito di una perquisizione nell’abitazione i militari hanno rinvenuto oltre 37 grammi di marijuana e 8 di hashish, due grammi di semi di cannabis indica, assieme al materiale per il confezionamento e 170 euro in contanti forse ricavati dell’attività di spaccio, ritrovati dai militari nella camera da letto del giovane e dichiarati sotto sequestro.

Arresto per droga anche a Giuggianello, nel primo pomeriggio ieri i carabinieri di Muro Leccese hanno arrestato in flagranza di reato di Pierpalo Tunno, un disoccupato di 31 anni incensurato, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il giovane, fermato durante un controllo stradale, aveva con sé 5 grammi di marijuana e 250 semi di cannabis indica ora sotto sequestro. Per Tunno si sono aperte le porte di Borgo San Nicola.

Jenny De Cicco

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A Maglie per rubare rame: arrestati due casaranesi

Ennesimo tentato furto di cavi di rame ai danni degli impianti elettrici. Due giovani di Casarano sono stati fermati dai militari nel recinto dell’ex Enel a Maglie. Ieri i Carabinieri del Norm di Maglie hanno arrestato in flagranza di reato, per tentato furto aggravato, due giovani, Antonio Valentino 31enne disoccupato e Davide Marsigliante 32 anni, contadino, già noti alle forze dell’ordine. I militari hanno verificato la presenza di due persone segnalate all’interno del perimetro dell’ex Enel di Maglie, intente a manovrare alcuni cavi elettrici. I due risultavano privi di documenti, e hanno riferito ai militari di essere stati accompagnati a Maglie da un amico per incontrare delle ragazze. I trentenni pare fossero nervosi durante il controllo, vistosamente sporchi e in particolar modo erano sporche le mani dei due. L’atteggiamento sospetto e insolito, il fatto che non potevano essere giunti in quel luogo malconci per un appuntamento galante, così come affermato dai ragazzi hanno insospettito i militari, che hanno cercato nella direzione verso la quale i due giovani si stavano dirigendo trovando l’auto nella quale sono stati rinvenuti due cacciaviti, un cutter, un taglierino, un bastone di 73 centimetri, un cavo elettrico di circa un metro con all’interno del filo di rame. Nello stabile sono stati trovati anche due rotoli di filo di rame già estratto e tagliato dall’interno di alcuni tombini, alcuni cavi elettrici estratti ma non ancora arrotolati, un piede di porco all’interno di un tombino, e un tagliacavi nei pressi di un ripetitore di telefonia mobile, il tutto sempre vicino ai rotoli di rame pronti per essere asportati. Il materiale recuperato è stato sottoposto a sequestro e i due giovani sono stati accusati di tentato furto aggravato e dunque condotti presso la casa circondariale di Lecce, Borgo San Nicola. L’auto in possesso di uno dei due sospetti è stata sottoposta a sequestro amministrativo, era priva dell’assicurazione.

Jenny De Cicco

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Restituita la refurtiva rubata al Sacro Cuore

È stata una cerimonia intensa quella svoltasi domenica mattina presso la chiesa del Sacro Cuore durante la “messa del fanciullo”: il parroco don Antonio Carluccio ha ricevuto la restituzione simbolica, dalle mani dei carabinieri presenti in chiesa, di una parte della refurtiva sottratta nei giorni scorsi. Un furto di circa 22mila euro tra contanti e oggetti preziosi, di cui si è parlato molto nei giorni scorsi in città e risolto brillantemente dalle investigazioni dei militari di stanza presso la caserma magliese. Nel giro di poche ore i carabinieri si sono insospettiti da una strana attività in una zona rurale alla periferia ovest di Maglie: dopo un’accurata perlustrazione hanno trovato i resti della cassaforte forzata e una parte degli oggetti sacri. A quel punto è stato un gioco da ragazzi fermarsi ad attendere il ritorno dei presunti responsabili che avevano addosso ancora il denaro in contante prelevato dopo lo scassinamento. Don Antonio Carluccio ha avuto parole di ringraziamento per il successo delle indagini, assai tempestive. “Vorrei fare un plauso a tutti i militari – ha detto – che si sono dedicati al recupero degli oggetti sacri in particolare il comandante del nucleo operativo e radiomobile di Maglie, tenente Rolando Giusti e il maresciallo Antonio De Rosa responsabile della caserma magliese. I calici, le pissidi, gli ostensori sono offerte che molte famiglie hanno donato per devozione alla comunità”. Il parroco ha anche precisato la natura del denaro all’interno della cassaforte. “Si tratta – ha continuato -della somma necessaria per far proseguire i lavori della sistemazione del campo di calcetto di via Manzoni oltre a donazioni per i nostri poveri”. Parole più severe per i tre presunti responsabili, di cui uno, il più giovane, un tempo chierichetto nella stessa chiesa del Sacro Cuore. “C’è chi ha cercato di soddisfare le proprie ambizioni personali – ha commentato – appropriandosi di quello che non gli apparteneva per una soddisfazione materiale”. Nei prossimi giorni il prelato riceverà il resto della refurtiva recuperata. Per il momento i tre presunti autori sono stati invece semplicemente denunciati perché manca la flagranza di reato.

Maurizio Tarantino

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