Posted on 26 Agosto 2011. Tags: comparto 13, porto miggiano, Save Salento
L’associazione radicale “Save Salento” diffida il Comune di Santa Cesarea dal dare seguito alla lottizzazione del Comparto 13, denuncia il recente incendio avvenuto in quel luogo e chiede l’intervento della Regione Puglia, del ministro per i Beni e le attività culturali e della Procura di Lecce. Il presidente di Save Salento Catia Stomeo, il segretario dell’associazione Antonio Bonatesta e la deputata radicale e socia fondatrice di Save Salento Elisabetta Zamparutti hanno depositato oggi un’ulteriore diffida nei confronti del Comune di Santa Cesarea Terme, affinché si astenga “dal porre in essere qualsiasi atto idoneo a consentire la trasformazione edilizia e urbanistica delle aree ricomprese nel Comparto 13/s”, che prevede la costruzione di circa 566 unità abitative, di un albergo di tre piani e di altri servizi residenziali. “Il piano di lottizzazione del Comparto 13 – sostengono infatti da Save Salento – e la relativa convenzione sono ampiamente scaduti da circa quindici anni. Del resto il piano, in quanto tale, non ha mai acquisito l’autorizzazione paesaggistica, e appare in evidente violazione del decreto ministeriale del 4 luglio 1970 che tutela il territorio di Santa Cesarea Terme in virtù del suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico. Inoltre il piano, dopo la sua decadenza, non è mai stato sottoposto al Piano Urbanistico Territoriale Tematico della Regione Puglia”. La diffida è stata inoltrata, per conoscenza, anche all’assessore e al dirigente all’Urbanistica della Regione Puglia e al ministro per i Beni e le Attività Culturali perché intervengano, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, a tutela di un bene paesaggistico protetto. “L’ultimo misfatto dell’intera vicenda – proseguono da Save Salento – è avvenuto nei giorni scorsi, quando il Comparto 13 è stato interessato da incendi di natura chiaramente dolosa appiccati su tutta l’area del Comparto destinata a strada, che hanno distrutto non solo la macchia mediterranea posta al di sopra, ma anche quella presente ai margini dello sterrato ormai coperto da vegetazione, compresi alcuni alberi di pino”. A tal proposito Save Salento ha segnalato quanto accaduto alla Procura di Lecce. “Un piano di lottizzazione approvato e convenzionato 25 anni fa – concludono da Save Salento – è ormai del tutto anacronistico, e frutto di un’operazione dagli intenti meramente speculativi su uno dei tratti di costa più affascinanti del Salento che oggi si presenta completamente ricoperto da un’intensa macchia mediterranea, con boschi ed essenze arboree di eccezionale importanza”.
Fabio Tarantino
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Posted on 23 Agosto 2011. Tags: Borgagne, furto, hotel Corte del Salento, ladri, Sant’Andrea
Furto all’Hotel Corte del Salento, sontuoso albergo situato sulla provinciale 158 Borgagne-Sant’Andrea dove nello scorso fine settimana ignoti malfattori hanno portato a termine un colpo da 20 mila euro tra banconote e oggetti di valore. La struttura è nota per la caratteristica forma degli appartamenti a corte, ed è l’ideale per chi cerca tranquillità e riposo. Il furto è stato compiuto da abilissimi ladri che sono riusciti a entrare nell’hotel fingendosi personale della manutenzione della struttura. I malviventi, introdottisi nelle camere, hanno scassinato le casseforti: sei gli appartamenti derubati sui 124 che compongono l’albergo. Inosservati, l banditi sono riusciti ad allontanarsi e a far perdere le proprie tracce, tanto che né gli ospiti né il personale dell’hotel hanno notato movimenti sospetti. Non sono stati rilevati, infatti, segni di scasso o effrazione. L’allarme è stato dato dagli stessi turisti, che una volta rientrati nelle camere hanno trovato la brutta sorpresa. Dopo lo scompiglio iniziale, le vittime del furto hanno ripreso la loro vacanza cercando di vivere l’accaduto nella maniera più serena possibile. Allibiti per l’accaduto, i responsabili della struttura turistico-ricettiva hanno invece sottolineato di essere assicurati contro i furti e che saranno presi ulteriori provvedimenti di sicurezza per garantire quella tranquillità che ha reso, nel corso degli anni, l’hotel Corte del Salento un’oasi di relax. Sull’accaduto stanno indagando i militari del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Lecce e i loro colleghi della stazione di Melendugno.
Serena Cappello
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Posted on 20 Agosto 2011.
Vasta operazione dei vigili urbani di Otranto in collaborazione con i carabinieri della stazione di Otranto e la locale stazione della Guardia forestale. Approfittando del caos agostano, infatt, migliaia di camperisti abusivi avevano affollato aree di alto pregio naturalistico come i laghi Alimini e Torre Sant’Emiliano a Porto Badisco. Un campeggio abusivo con scarico di liquami e quant’altro sulla gariga, nella macchia mediterranea e nella pineta ai bordi dei laghi, una situazione pericolosa non solo per la salute pubblica ma anche per l’incolumità stessa delle persone. “Ai due laghi abbiamo incontrato situazioni veramente pericolose -spiega Vito Spedicato, comandante dei vigili urbani di Otranto- camperisti abusivi che avevano acceso in piena pineta griglie, fornelli da campeggio, barbecue con cui arrostivano pietanze. Senza contare il fenomeno dei punkabbestia, che hanno al seguito cani di grossa taglia che circolavano liberi e senza museruola. Senza l’aiuto dei carabinieri di Otranto e della Guardia forestale non saremmo riusciti in alcun modo a mandarli via”. Insomma, un pericolo non solo per l’ambiente, ma per la stessa incolumità delle persone, perché il forte vento di questi giorni, unito alla assoluta mancanza di alcuna precauzione contro gli incendi dei campeggiatori abusivi, avrebbero potuto provocare vasti incendi in una zona che presenta la più alta densità di turisti di tutta la Puglia. In quest’operazione si registra l’importante sinergia tra le forze dell’ordine presenti sul territorio. “Se non fosse stato per l’aiuto fondamentale che ci hanno fornito i carabinieri di Otranto e la Guardia forestale di Otranto – insiste Spedicato – non avremmo potuto effettuare questa operazione. Inoltre ciò ha permesso di raggiungere un importante accordo in base al quale, per il resto dell’estate, gli uomini della Polizia provinciale controlleranno che nelle zone già sgomberate non si insedino nuovi camperisti abusivi”. Un lavoro che ha permesso di eliminare una grossa situazione di rischio, e ora bisogna evitare di vanificare il tutto continuando con i controlli. Basti pensare agli incendi che si sono verificati nel Salento quest’estate per comprendere l’enorme rischio corso dai villeggianti ad Alimini, un rischio che il Salento non può affatto correre.
Elio Paiano
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Posted on 19 Agosto 2011. Tags: Antonio Fitto, Ciancole, Maglie
Minorenni bruciano un sacco della spazzatura in quartiere Ciancole a Maglie. Accadeva nella notte tra il 14 e il 15 luglio, anche se i risvolti della vicenda si vengono a scoprire solo ora. Un gruppo di giovani ha infatti preso l’abitudine, in queste sere d’estate, di sostare sotto il porticato di via Carlo Candido, all’estrema periferia di Maglie, creando un grave disagio ai residenti, perché questi ragazzi pare abbiano anche altri atteggiamenti che mal si conciliano con lo stile di vita dei residenti del quartiere, come gli schiamazzi fino a tarda ora, il rumore e l’odore degli scooter in moto accesi prolungatamente, il consumo di alcolici, le bottiglie abbandonate per strada. L’ultima goccia è stata questo piccolo incendio, tanto che i residenti hanno deciso di scrivere al primo cittadino Antonio Fitto per sollecitare la ricerca di una soluzione, come riuscire a discuterne con il proprietario dello stabile presso cui sostano i ragazzi o con i genitori di questi. E la cosa non farebbe notizia, se non fosse che raramente è capitato, negli anni, che ragazzi magliesi fossero protagonisti di atti di vandalismo: nel 1998 alcuni giovanissimi sono stati fermati per aver preso a sassate le luci di parco della Rimembranza, mentre negli anni successivi un gruppo di ragazzi, evidentemente preda di sostanze stupefacenti, prese di mira il camposanto. La madre di un diretto interessato smentisce che l’atto vandalico sia stato commesso dai “ragazzi della Ciancole”. Ma bisogna anche sottolineare, anche se non è una giustificazione, che in molti casi a questi ragazzi mancano stimoli e spazi, e la noia fa il resto. A ribattere che comunque i ragazzi non fanno nulla di male è Anna Adamuccio, che tra l’altro ha concesso loro lo spazio di un locale di sua proprietà. “L’unico modo che i ragazzi hanno per arrecare disturbo – spiega – è parlare tra loro, forse con voci che si ritrovano cambiate dall’adolescenza. Aggiungo che i ragazzi accusati non sono intenzionati a dare fastidio, vogliono solo un posto per stare insieme e divertirsi, e le loro famiglie sono a conoscenza del luogo dove si ritrovano, per cui in ogni momento possono andare a controllare. L’invito che rivolgo a tutti è di mettere via la maschera dell’ipocrisia, perché si parla dei giovani e del disinteresse politico e istituzionale verso le loro esigenze, ma si è subito pronti ad additare, ad incolpare, dimenticandosi che una volta si è stati giovani”. Due posizioni opposte, e in mezzo una grande verità: che i ragazzi raramente hanno spazi e tolleranza verso le loro esigenze.
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Posted on 13 Agosto 2011. Tags: Melendugno, Torre dell’Orso, Torre Saracena, vacanze, villaggio
Vacanze all’insegna di disagi e malumori per i residenti estivi del villaggio Torre Saracena, da alcuni anni incamminato sulla strada di un lento ed inesorabile declino. Sporcizia, randagismo e mancanza dei servizi essenziali: questi solo alcuni dei problemi che stanno causando il malcontento tra i villeggianti. Il piccolo centro turistico sorge a pochi chilometri dalla costa di Torre dell’Orso, nel territorio di Melendugno. La sua caratteristica è sempre stata una folta vegetazione, palme e fiori colorati che lo rendevano un luogo accogliente e romantico, ideale per trascorrere le vacanze.
Ma ora non è più così, così un gruppo di residenti, stanchi della situazione e spinti dall’amore e dalla passione che li lega a questo territorio, si è fatto promotore di un incontro con le istituzioni. “Torre Saracena è destinata a divenire un triste e desolato “quartiere dormitorio”, con tutti i rischi economici che ne conseguono. Tutto ciò nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi due anni dall’amministrazione comunale di Melendugno, che ha fatto registrare un lieve miglioramento della situazione generale”, afferma Michele Ceglie, residente del villaggio e portavoce del gruppo.
Per affrontare questo tema, Ceglie ha organizzato un incontro con l’amministrazione comunale. La riunione, da lui coordinata, si è tenuta mercoledì 10 agosto ed è intervenuto Mauro Russo, vicesindaco del comune di Melendugno. Nel corso dell’incontro sono stati discussi i problemi del villaggio, tra cui la lenta e graduale diminuzione delle presenze turistiche, la riduzione drastica delle realtà commerciali, la carenza dei controlli dei vigili urbani, dei luoghi d’incontro per i giovani e incuria degli spazi verdi per i bambini. Il vicesindaco, dopo aver ascoltato i problemi esposti ed aver preso atto della situazione, ha deciso di fissare un incontro, per la settimana subito dopo Ferragosto, per stilare un primo elenco degli interventi da fare, e per rendere nei prossimi mesi Torre Saracena vivibile e sicura.
Serena Cappello
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Posted on 10 Agosto 2011.
“Scusi, per il Villaggio Catona?”. “Buongiorno signora, siamo venuti per la casa vacanze in Via Primaldo”, ma anche per quella di Via Memorie, e tutti vittime di una ben organizzata truffa online. Oltre venti tra ragazzi e ragazze, ma anche famiglie e comitive truffate in vari modi, e convinte a versare sostanziose caparre a operatori turistici truffaldini per strutture inesistenti. O meglio, le strutture esistono, c’è anche una certa assonanza, ma i proprietari sono del tutto estranei alla truffa organizzata sapientemente. In un caso una signora ha ricevuto, nella casa dove abita, almeno una decina di persone convinte di aver affittato l’appartamento per il periodo centrale di ferragosto. Con le stesse modalità, inoltre, anche altre persone sono state truffate per appartamenti fantasma a Torre dell’Orso. Insomma, il Salento è una delle mete più ambite dai vacanzieri, Otranto è in cima ai desideri di vacanza di milioni di italiani ed allora, con un po’ di inventiva, è facile organizzare una truffa in grande stile. Le modalità erano ben studiate, raccontano alcuni dei truffati: “Abbiamo risposto ad un annuncio su un portale serio come subito.it” –spiega una coppia del centro Italia – “ci hanno mandato le foto, la fotocopia dei documenti del venditore ed abbiamo pagato con bonifico bancario il 30% dell’importo”. Importi considerevoli, tra l’altro, dagli ottocento ai duemila euro. Come nel caso di una famiglia con due bimbi piccoli che ha scoperto di aver acquistato un mini-appartamento nell’inesistente “villaggio Catona” su un sito affidabile come e-Bay. Il bello è che la truffa è stata studiata bene, perché sfrutta le caratteristiche della città di Otranto. In effetti, guardando su google map la Catona, si vedono chiaramente dei residence, come il Catona che esiste realmente, si osservano strutture turistiche come la piscina dell’Hotel Vittoria e le vicinissime spiagge cittadine di Otranto. Insomma, una volta che il tutto è condito da una bella web gallery fotografica la truffa è servita. In alcuni casi il sospetto che si trattasse di una truffa poteva sorgere, perché l’offerta era sin troppo vantaggiosa. Per logica, infatti, è difficile che uno venda sottocosto proprio le prime due settimane di agosto in una delle località più gettonate d’Italia. Tuttavia, in alcuni casi era veramente difficile accorgersi dell’inghippo, perché lo sconto era moderato e le modalità di pagamento non erano con una Postepay che garantisce l’anonimato, ma con regolare bonifico bancario su conto corrente. Insomma, una truffa ben studiata, che non ha danneggiato solo economicamente le persone truffate, ma le ha fatte arrivare in una località già colma di turisti e senza la possibilità di alloggiare da nessuna parte. Insomma, una situazione grave sulla quale stanno ora facendo luce le forze dell’ordine.
Elio Paiano
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Posted on 10 Agosto 2011.
“Sono giunti da me molto preoccupati” -spiega Bianca Sammarruco dell’agenzia Otrantour- “in alcuni casi si trattava di famiglie con bambini piccoli che non sapevano dove alloggiare”. La truffa ha colpito anche persone che, oltre al danno economico, si sono trovate in grosse difficoltà. “Abbiamo fatto di tutto per trovare una sistemazione adeguata” –dice Bianca- “ma purtroppo ciò è possibile solo per questa settimana, la prossima non c’è posto da nessuna parte e saranno costretti ad andare via. La situazione è seria perché sono stati truffati, sono giunti a Otranto senza sapere dove alloggiare e dovranno anche rinunciare a circa metà delle loro vacanze”. Oltre al danno, i truffatori si sono organizzati per aggiungere anche la beffa, perché in molti sono andati a chiedere della loro prenotazione al residence, ma in alcuni casi la situazione era paradossale. “Ad alcuni” – racconta ancora Bianca Sammarruco- “hanno addirittura fornito l’indirizzo di un privato cittadino, una signora anziana che ha visto bussare alla sua porta decine di persone che volevano alloggiare da lei. Eppure tutti noi che gestiamo le agenzie forniamo tutta una serie di dettagli proprio per permettere una scelta serena, ma il miraggio delle offerte last minute spinge molte persone ad affrettarsi a concludere il contratto di affitto, e questo rende più facile il lavoro dei truffatori”.
Elio Paiano
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Posted on 05 Agosto 2011. Tags: Furto Rame, Poggiardo, Sud-Est ferrovia
Rubati 300 metri di cavo elettrico sul tratto ferroviario tra Poggiardo e Sanarica. È successo la notte del 2 agosto, con gravissimi rischi per la viabilità se lo stesso tratto non fosse stato bloccato preventivamente, impedendo la circolazione dei treni Sud-Est fino al ripristino delle normali condizioni. Nel centro abitato di Sanarica il passaggio a livello sarebbe rimasto bloccato e con le sbarre alzate. Il valore del rame trafugato si aggira intorno ai 500 euro. Un pizzaiolo 29enne, Salvatore Toma, e uno studente di 17 anni, D.R. entrambi di Poggiardo e già noti alle forze di polizia, sono accusati di ricettazione, ma non di furto, e dovranno ora rispondere alle domande degli inquirenti. Questo è quanto riferito in seguito alla conferenza stampa tenutasi a Lecce a seguito delle veloci operazioni dei carabinieri della stazione di Poggiardo e dai colleghi della stazione temporanea di Santa Cesarea Terme. Le operazioni sono state avviate quando, l’altro ieri mattina, Antonio Atzori, operatore tecnico delle Sud-Est, ha segnalato il malfunzionamento del passaggio a livello, causato dal furto. Le indagini hanno individuato in località “Spinelle”, nelle campagne di Poggiardo, il cavo rubato la notte precedente e dato alle fiamme per estrarne il metallo, di maggior valore senza il rivestimento plastico. I carabinieri si sono appostati travestiti da contadini, attendendo l’arrivo dei detentori della refurtiva. I due sono giunti sul posto a bordo di un ciclomotore con lo scopo di recuperare il rame, per nasconderlo dietro un muretto a secco. Dopo aver osservato i presunti ricettatori i carabinieri hanno restituito la refurtiva al tecnico della Sud-Est.
Jenny De Cicco
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Posted on 04 Agosto 2011. Tags: Caprarica di Lecce, indagini, rapina, stazione di servizio, Vito Fazzi
Giornata intensa, quella di ieri, per le forze dell’ordine. Dopo il tentato furto all’ufficio postale di Palmariggi, un’altra rapina si è consumata ai danni del gestore del distributore Camer. La stazione di rifornimento sorge sulla provinciale 372, nella zona industriale di Caprarica. Interminabili attimi di paura ha vissuto ieri sera dopo le 21 Antonio Delle Donne quando, alla chiusura, si è visto avvicinare da una moto di grossa cilindrata. A bordo due uomini con i volti coperti dai caschi e armati di pistola e di mazza. Secondo la ricostruzione fornita ai carabinieri di Lecce, Delle Donne si trovava a 500 metri dal distributore in sella al suo scooter, quando i due rapinatori lo hanno affiancato e colpito sulle gambe, facendolo cadere rovinosamente sull’asfalto, fatto che gli ha procurato una ferita al ginocchio. Delle Donne è riuscito comunque a rialzarsi e a fuggire a piedi, correndo il più possibile, ma i rapinatori sono comunque riusciti a derubarlo dei soldi dell’incasso e a dileguarsi. Delle Donne ha avvisato l’istituto di vigilanza al quale è abbonato, che a sua volta ha chiamato i carabinieri di Lecce. Non si conosce ancora l’entità della somma rubata. Delle Donne è stato condotto all’ospedale “Vito Fazzi” per accertamenti, ma le sue condizioni non appaiono gravi. La dinamica delle due rapine, quella sventata a Palmariggi e quella riuscitissima a Caprarica, presenta punti un comune: in entrambi i casi i malviventi sono due e viaggiano a bordo di una moto di grossa cilindrata.
Serena Cappello
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Posted on 03 Agosto 2011. Tags: banditi, Palmariggi, rapina, ufficio postale
Due banditi a volto coperto hanno tentato una rapina a mano armata all’ufficio postale di Palmariggi. I due malviventi sono stati costretti a fuggire grazie al tempestivo intervento del comandante della stazione dei carabinieri di Bagnolo del Salento, proprio in quel momento impegnato a parlare col direttore dell’ufficio postale, e di un testimone. Quest’ultimo aveva notato uno strano atteggiamento da parte dei due uomini che erano arrivati all’ufficio postale a bordo di una moto, una Honda Hornet di colore blu. Il testimone aveva notato inoltre che i due indossavano un giubbotto, ma non ne era rimasto particolarmente stupito, anche se in piena estate, perché è un indumento che i centauri indossano per proteggersi dal vento. È stato insospettito, invece, dal fatto che non indossavano una semplice maschera protettiva solo per la bocca, ma veri e propri passamontagna. I malviventi, armati di un fucile a canne mozze, aspettavano che aprisse l’ufficio per poi fare irruzione ed effettuare la rapina. Sia il testimone che il comandante hanno chiesto subito rinforzi e sul luogo sono intervenuti una volante dei carabinieri della stazione di Maglie, i carabinieri di Bagnolo del Salento e la polizia statale. I due, vista la malaparata, sono fuggiti a mani vuote a bordo dello stesso mezzo sul quale erano giunti poco prima. Il veicolo è al momento ricercato dai carabinieri della compagnia di Maglie, che hanno attivato diversi posti di blocco sulle strade del territorio circostante. Per ora dei rapinatori, purtroppo, non si sa nulla.
Serena Cappello
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Posted on 02 Agosto 2011. Tags: attentato via Imbriani, bomba, Lecce
Esplosione nella notte a Lecce. Un rumore sordo ha svegliato il capoluogo, una carica esplosiva ha brillato e sventrato un palazzo in pieno centro. Si tratta del negozio di via Imbriani “Sogni” di Gennaro De Angelis, tarantino, e la bomba che ha ucciso Michele De Matteis, trentaduenne leccese e probabile attentatore, sarebbe stata in realtà destinata a lui, secondo quanto riferito dalla Squadra mobile della Questura di Lecce.
L’esplosione, generatasi in asse verticale (come dimostrerebbero le scie di fumo sui muri e i danni riportati dai palazzi confinanti), è probabilmente derivata da un errore di calcolo dell’attentatore che stava innescando l’esplosione. Il corpo del giovane è stato recuperato nella tarda mattinata di oggi da un piccolo spazio tra le macerie. Per ore i pompieri, nel timore di trovare altre vittime, hanno perlustrato il negozio distrutto, ma fortunatamente non hanno trovato altri corpi. I soccorsi sono stati attivati anche per un’intera famiglia originaria del napoletano, soccorsa e tratta in salvo a un’ora e mezza dalla deflagrazione. Madre, padre, due bambini in vacanza, intrappolati al terzo piano per la presenza di fumo per le scale e l’impossibilità di utilizzare l’ascensore del bed & breakfast di via Imbriani. Anche un vigile del fuoco è stato ferito durante l’azione di messa in sicurezza della zona. Danni alle auto in sosta in un parcheggio dislocato sotto l’esercizio commerciale, dove ha ceduto anche il pavimento. Problemi anche per il bar Raphael, ma è il negozio d’abbigliamento “Sorelle di Lecce” ad aver riportato il maggior numero di danni.
Per chiarire i punti oscuri dell’episodio si spera nelle indagini e nei nastri della videosorveglianza. Intanto il questore di Lecce Vincenzo Carella e il procuratore capo Cataldo Motta, con il sostituto procuratore Guglielmo Cataldi, hanno effettuato i sopralluoghi in mattinata, seguendo da vicino le operazioni dei vigili del fuoco; lo stesso ha fatto il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che ha invitato le forze dell’ordine a non abbassare la guardia per prevenire la recrudescenza di fenomeni di criminalità organizzata. Gli abitanti della zona raccontano di un’esplosione tanto violenta da far pensare a un terremoto o un bombardamento: persino le bombe del passato, risalenti al periodo “caldo” degli anni ’90, non erano mai risultate di tale portata. Il negozio “Sogni” era già stato preso di mira una volta, e la notte del 7 gennaio 2010 aveva subito una dannosa, ma meno devastante esplosione.
Jenny De Cicco
foto presa da Lecceprima.it
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Posted on 01 Agosto 2011. Tags: Alimini, Multe, Parcheggi abusivi
Alto il livello di attenzione sulla situazione dei parcheggi in pineta in zona Alimini a Otranto. Nella mattinata di domenica, infatti, sono partiti i controlli serrati di carabinieri e polizia municipale che hanno impedito l’accesso alle vetture; diverse decine di auto sono state sorprese invece in flagrante violazione e dunque multate pesantemente, con sanzioni dai cento euro in su per ogni veicolo. Come se non bastassero l’erosione costiera e il costante pericolo di incendi, a flagellare ulteriormente le pinete degli Alimini ci pensano infatti gli automobilisti, locali o turisti che siano: l’accesso in pineta è previsto infatti solo con particolari permessi, ottenuti previa comunicazione all’autorità competente, come per gli operatori del settore balneare, le navette e i possessori di pass per disabili, che è personale. Per tutti gli altri il parcheggio è consentito solo in particolari aree adibite alla sosta, come da ordinanza municipale che però viene puntualmente disattesa. Così sono numerosi gli autoveicoli che sostano in zone proibite, con tutto ciò che ne consegue: l’inquinamento delle aree verdi, ma anche le difficoltà di un eventuale soccorso urgente o il pericolo di innescare incendi per l’elevata presenza di aghi di pino. Controllati anche i parcheggi autorizzati, anche quelli della zona dei Turchi e Pagliaruli, perché le aree di sosta hanno obbligo di arretramento a dieci metri dalla pineta. Gli esiti dei controlli verranno presentati al sindaco Luciano Cariddi; intanto gli organi di controllo promettono operazioni di verifica anche serali.
Jenny De Cicco
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