Archive | Cronaca

Continuano le proteste e le azioni nei confronti di Trenitalia, contro i tagli del servizio ferroviario in Puglia

Oggi è intervenuto il governatore regionale. Con una lettera, Nichi Vendola fa presente al ministro Corrado Passera i problemi che deriverebbero dal taglio dei treni a lunga percorrenza, decisione presa da TrenItalia che così taglia fuori il territorio salentino dal circuito di Trenitalia, soprattutto nella tratta notturna. Nichi Vendola chiede anche la revisione dell’orario che sta per entrare in vigore. “Un efficiente trasporto ferroviario sulle distanze medie e medio-lunghe costituisce la forma più appropriata e sostenibile di mobilità collettiva, come ribadito più volte da tutte gli orientamenti comunitari – afferma il presidente pugliese – Eppure, per la Puglia, e in generale l’area meridionale del paese, questo non sembra essere vero. Il ritardo accumulato nella realizzazione dell’indispensabile infrastruttura dell’alta capacità Napoli-Bari sta generando, nella politica dei collegamenti di Ferrovie dello Stato, una progressiva riduzione e dequalificazione dell’offerta di servizi, fino al rischio di isolamento di intere parti del nostro sistema regionale”.

Sulla vicenda si esprime anche Peppino Longo, consigliere regionale Udc e componente della commissione trasporti. “Bene ha fatto il presidente Vendola a scrivere al ministro Passera – dice – ma è indispensabile che l’azione di sensibilizzazione e di protesta sul tema dei trasporti non si esaurisca mai. I continui tagli effettuati da Trenitalia stanno di fatto isolando la nostra regione dal resto d’Italia. Negli anni passati abbiamo lottato tanto per conquistare spazi importanti nel sistema dei trasporti e, invece, adesso stiamo facendo passi indietro: un settore che può essere definito come il gambero che, non certo per colpa dei pugliesi, sta retrocedendo. I nostri sindaci che hanno deciso la mobilitazione hanno tutto il mio appoggio in questa che è una vera battaglia di civiltà e che serve a difendere lo sviluppo di un territorio. Lo ripeterò fino alla nausea ma un sistema di trasporti adeguato ed efficiente può sicuramente favorire il rilancio economico e sociale della nostra Puglia. La lettera di Vendola al ministro non deve restare un fatto isolato perché è necessario che il governo centrale e Trenitalia sentano il nostro fiato sul loro collo. Soltanto così riusciremo a evitare un ulteriore sgambetto e un altro brutto colpo alle aspettative di sviluppo di tutti i pugliesi”.

Jenny De Cicco

Posted in Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Arrestati gli scafisti responsabili dell’approdo di Porto Badisco

Individuati, grazie al racconto dei migranti, gli scafisti responsabili del maxi-sbarco sul litorale otrantino. I passeggeri hanno raccontato agli interpreti di aver pagao dai 4 agli 8mila dollari ai due scafisti per poter essere imbarcati. Gli uomini e le donne della nave battente bandiera turca hanno riferito di non aver mangiato per giorni e di essere stati percossi con delle mazze di legno dai traghettatori. Così, grazie ai racconti dei malcapitati sono scattati i fermi, eseguiti dai carabinieri della motovedetta di Otranto insieme a personale della guardia costiera, nei riguardi di di Ahmad Mustapha, 18enne, che si è dichiarato di nazionalità irachena e di Ahmad Mohamad, 29nne, palestinese. Sono 5 in tutto i responsabili della traghettata, oltre ai due arresti, i Carabinieri della Motovedetta di Otranto insieme al personale del circomare hanno denunciato in stato di libertà per lo stesso reato altre tre persone: un 26enne di origine palestinese, un 34enne siriano e un 17enne iracheno. I due arrestati sono stati condotti presso Borgo San Nicola di Lecce.

Jenny De Cicco

Posted in Cronaca, Primo PianoComments (0)

Otranto, nuovo approdo nella notte, salvi 189 migranti

Incredibile approdo di quasi 200 migranti in seguito all’incagliamento del motopeschereccio sui cui erano stipati.

Con ancora nel cuore le recenti drammatiche vicende del brindisino, sono sbarcati tra Porto Badisco e Santa Cesarea, questa notte, 189 migranti. Contati dalle forze dell’ordine, il loro numero non è definitivo e potrebbe aumentare, poiché ricerche sono ancora in corso, sono tutti in discrete condizioni di salute.

Sono 189 disperati nuovi Enea alla ricerca di una nuova patria, quasi tutti iracheni e afgani, uomini e donne, tra cui una in avanzato stato di gravidanza e 10 minorenni, dopo i soccorsi dei militari, della Croce Rossa e del 118, sono stati condotti presso l’ospedale di Scorrano per principio d’ipotermia la gestante e la figlioletta primogenita insieme ad un altro bambino, altri sono stati portati direttamente presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” d’Otranto per le consuete procedure d’identificazione, le dichiarazioni di status e gli accertamenti sanitari di rito.

Ma come si sono svolte le dinamiche? I migranti sono stati notati dai militari della Guardia di Finanza del Reparto Operativo Aeronavale di Bari e del Gruppo Aeronavale di Taranto nel corso dei servizi di routine, che all’alba hanno rintracciato un’imbarcazione a motore con un consistente carico umano.

Il natante lungo 20 metri, battente bandiera turca, procedeva a tre miglia dalla costa a luci spente, si è incagliato sulla scogliera nei pressi del Villaggio Paradiso a seguito della manovra azzardata dei timonieri, che si sono diretti sotto costa nel tentativo di fuggire dal controllo dei militari, in seguito anche al tentativo di condurla in porto delle forze dell’ordine per mezzo delle Motovedette.

Molti migranti si sono messi in salvo da soli e sono fuggiti a piedi nelle campagne circostanti divisi in gruppi, ma molti altri hanno invece teso la mano ai soccorritori, tra i classici gesti di vittoria, che richiamano alla mente vicende più o meno recenti.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Le pattuglie del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce hanno coordinato le attività, intercettando i gruppi in cui si erano divisi i 189 migranti, di varie nazionalità e da identificare, tutti asiatici, probabilmente di etnia irachena, curda e afghana. Sono fuggiti senza lasciare traccia gli scafisti, hanno abbandonato la nave che dopo lo schianto, sarebbero 7 secondo gli ultimi accertamenti gli scafisti che nonostante le ricerche dei militari e la perlustrazione degli elicotteri, non sono stati rintracciati.

Ora lo scafo dei migranti è in autoaffondamento, controllato da due elicotteri della Guardi di Finanza che battono l’area anche per la ricerca di eventuali altri naufraghi sfuggiti alle prime perlustrazioni. Ma affondando quel relitto non sparirà, il carico di disperazione e interrogativi rimangono.

L’imbarcazione, attualmente alla deriva a circa 500 metri dalla costa è monitorata dalla Capitaneria di Porto, da due elicotteri della Gdf e dal rimorchiatore della Castalia messo a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per fronteggiare tempestivamente eventuali sversamenti d’idrocarburi in mare.

Nascono spontanee una serie di domande: se è vero che non si sono mai fermati gli sbarchi in Salento, è anche vero che non sono mai stati tanto frequenti e tanto affollati questi viaggi della speranza, le ultime cronache fanno riflettere su quale sia il motivo che causa la fuga dalle altre sponde. Un vecchio detto marinaresco è legato metaforicamente a doppio filo con la vicenda e recita: se la nave affonda, i topi scappano. Cosa sta succedendo al di la del mare?

Jenny De Cicco

Posted in Cronaca, Primo PianoComments (0)

Avvelenamento di gatti a Maglie

Una famiglia protesta contro le violenze sui gatti. Accade a Maglie, che già in passato era stato luogo di minacce a cittadini che possedevano gatti oppure semplicemente a chi nutriva randagi nella sua proprietà. Così, la famiglia Palomba, dopo l’avvelenamento dei suoi mici, ha esposto un lenzuolo per denunciare a tutti l’accaduto e sensibilizzare i colpevoli. “I miei figli di 6 e 9 anni – racconta Maurizio Palomba, colpito da questo triste fenomeno nella maniera peggiore fino a una settimana fa avevano tre gattini bianchi. La capostipite era Jenny, che quattro anni fa, fu regalata a una dei bambini e alla quale questi era fortemente affezionato. Nel tempo Jenny ha procreato, e alcuni dei cuccioli, avendo tanto spazio nell’ortale, sono rimasti con noi. Ma mai più di tre, compresa la mamma. I gatti sono d’indole buonissima, tendenzialmente accasati e molto ubbidienti, tutti vaccinati e con profilassi periodica certificata dal nostro veterinario. Per indole i gatti erano per la maggior parte del tempo a casa ma sono sempre gatti e ogni tanto si allontanavano, ma mai eccessivamente distanti. Mai ricevuta una lamentela, mai una protesta, mai un cenno di fastidio che questi abbiano potuto cagionare ad altri (e che fastidio possono mai cagionare dei gatti, soprattutto di abitazione?). L’anno scorso uno dei tre gattini lo abbiamo trovato nella strada antistante la nostra abitazione stramazzato a terra. Sembrava un investimento ma poi, da un attento esame da me effettuato posso ragionevolmente ritenere che il gattino sia morto a causa di percosse con corpo contundente. Intanto, a seguito di altra cucciolata nella scorsa primavera, ci teniamo un gattino, Fuffy. Quindici giorni fa i miei due bambini giocavano fuori nel giardino quando io e mia moglie li sentiamo piangere, urlando all’improvviso. Il piccolo Fuffy giaceva in un angolo con bocca e naso pieni di schiuma bianca e sangue. Era stato avvelenato. Chiari erano i sintomi dell’avvelenamento. Inutile la corsa al veterinario: durante il tragitto spira. Tempo una settimana e l’altro giorno mio figlio e mia moglie, rientrati da scuola, vedono avvicinarsi, come era solita fare, mamma Jenny. Anche quel giorno l’ha fatto, la differenza è che lo faceva mentre tremava e fuoriusciva dalle sue fauci schiuma bianca e sangue. Come si può essere così sprezzanti della vita e della natura? Tutti nel quartiere sapevano che i gattini erano dei miei bambini. I gatti non avevano mai dato fastidio a nessuno. Erano dei gatti di famiglia che stavano quasi sempre a casa loro. E, se mai avessero cagionato fastidio a qualcuno, non si può parlare? Cosa costa parlare, rendere noto il disagio? Avremmo sicuramente trovato altra soluzione. Non si uccide un essere vivente solo per tagliare corto, anche un animale che, comunque, è anima di Dio. Non sapendo, ovviamente, chi possa essere a usare questi strumenti meschini contro gli animali e volendo comunque lanciare al vicinato un messaggio che trascendesse dal fatto specifico ma che si ricollegasse alle naturali leggi di vita, abbiamo voluto, con i bimbi e con mia moglie, scrivere su lenzuola appese ai balconi quanto ogni persona degna di questo appellativo dovrebbe naturalmente già conoscere. Ecco la ragione delle lenzuola appese”.

Posted in CronacaComments (0)

Salvato marittimo a largo di Otranto

Ennesima tragedia sfiorata in mare. A largo di Otranto è stato soccorso un 47enne filippino in seguito ad un malore. Il filippino era imbarcato sul mercantile “Autumn” che trasporta prodotti chimici e petroliferi, battente bandiera delle Marshall Islands, in navigazione lo scorso pomeriggio nel Canale d’Otranto e diretto verso la Francia.

Il comandante della nave ha allertato la Guardia costiera di Otranto per chiedere soccorso medico, il 47enne accusava gravi problemi respiratori e febbre, oltre vari altri sintomi. Il mercantile al momento della richiesta si trovava in acque internazionali.

La Guardia costiera del comune idruntino si è prodigata immediatamente per i soccorsi. I militari hanno messo in comunicazione la nave con il Centro internazionale radio medico a Roma, specializzato in telemedicina, per fornire al comando di bordo le prime indicazioni medico-sanitarie per arginare tempestivamente la crisi respiratoria in atto con l’utilizzo dei farmaci a disposizione dell’equipaggio e ossigeno.

Nel frattempo, predisposta la motovedetta specializzata Sar CP809 e allertato il 118, che ha inviato in porto un’ambulanza con a bordo il personale sanitario pronto all’imbarco per raggiungere il mercantile. L’operazione si è svolta velocemente e il marittimo è stato sbarcato prima delle 17, poi è stato trasferito all’ospedale di Scorrano a bordo dell’ambulanza del 118 che attendeva nel porto di Otranto.

Jenny De Cicco

Posted in Cronaca, Primo PianoComments (0)

Incontro Minervini-TrenItalia: vittoria a metà

Riordino degli orari e delle linee di TrenItalia. “Non siamo ancora soddisfatti, il quadro orario di collegamenti ferroviari a lunga percorrenza per la Puglia è migliorato rispetto alle prime ipotesi”. È prudente l’assessore alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini al termine dell’incontro avuto a Roma con i massimi dirigenti di Trenitalia.

“Sostanzialmente – dice – c’è stata una riorganizzazione, ma se da un lato sulla linea adriatica c’è il positivo potenziamento dell’impiego dei Frecciabianca, dall’altro c’è la perdita dei collegamenti da Taranto. Come del resto sul quadro orario, dove sono previste variazioni sulle quali i tecnici stanno ancora lavorando”.

Nel dettaglio l’offerta diurna sulla linea adriatica vedrà l’impiego da Lecce di due coppie di treni in più e da Bari di una coppia in più, di Frecciabianca per Milano, quest’ultima tratta sarà coperta in 7 ore e 38 minuti rispetto alle attuali 8 ore.

Resterà immutato l’attuale quadro orario diurno per Roma con due coppie di treni Intercity sulla tratta Taranto/Roma via Metaponto, tre coppie di treni Frecciargento da Lecce e tre da Bari, cui si aggiunge una coppia di Intercity.

Nessuna buona notizia sul servizio notturno. Una coppia di treni Intercity Notte per Roma da ordinaria, diventerà periodica, quindi si potrà scendere dalla capitale il venerdì e risalire la domenica. E sarà cancellata la coppia di EXP 951 e 956 Lecce-Roma via Taranto e la coppia ICN 782 e 785 Milano – Bari – Reggio Calabria.

“Per questo motivo – continua – abbiamo posto una richiesta precisa di ripristino dei treni da Taranto, almeno di quelli inseriti nel contratto universale”. Da Trenitalia si sono impegnati a verificare e sottoporre questa richiesta al prossimo confronto con il ministero delle infrastrutture. Con lo stesso appello all’esecutivo si è chiusa la Commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni riunita con all’ordine del giorno i temi del trasporto pubblico locale.

“Abbiamo chiesto – ha detto l’assessore Minervini – un incontro urgente al ministro Passera per discutere della mancata erogazione di parte delle risorse del 2011, della situazione dei tagli previsti il prossimo anno e della vertenza dei lavoratori della Servirail”.

“Apprendiamo con favore gli esiti del lavoro di concertazione intrapreso dall’assessore Minervini con i vertici di Trenitalia, dopo gli annunci catastrofici dei tagli ai trasporti pugliesi e i produttivi input dei singoli territori, soprattutto della Provincia di Lecce – hanno commentato il presidente della Provincia Antonio Gabellone e l’assessore provinciale ai Trasporti Bruno Ciccarese – Riteniamo comunque fondamentale ribadire che l’unica strategia per vincere questa difficile battaglia contro l’isolamento è quella di fare una vera squadra istituzionale, lavorando in sinergia”.

La Provincia ha poi confermato la sua volontà di volersi fare promotrice di un incontro con le altre province di Brindisi e Taranto, la provincia ionica è la più penalizzata per ora e con i comuni capoluogo per scongiurare l’isolamento complessivo delle province del Grande Salento.

Jenny De Cicco

Posted in Attualità, Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Protesta Ex Lsu Intini Source

Sono disposti a tutto gli ex Lsu delle scuole, anche ad andare a Noci dalla l’Intini Source per mettere in atto proteste eclatanti. Il motivo è sempre lo stesso, il mancato versamento delle spettanze. Uno stillicidio giocato sulla pelle dei lavoratori. Come già ribadito nella riunione del 17 novembre scorso a Noci i dirigenti del gruppo barese hanno manifestato l’intenzione di uscire in maniera rapida dal settore delle pulizie scolastiche. Il paradosso, ha spiegato Riccardo Colamarino, del gruppo Intini Source è che la ditta non è in perdita ma vanta nei confronti del consorzio Miles (vincitore dell’appalto nazionale) di un credito di diversi milioni di euro, oltre una decina.

Credito però diventato praticamente inesigibile e causa di tutte le gravi difficoltà in cui versano ovviamente i dipendenti. Durante la riunione di metà novembre dai tavoli di contrattazione (con Cgil, Uil e Cisl da un lato e con la Federazione sindacati indipendenti dall’altro) l’azienda ha presentato il piano di rateizzazione le competenze dei prossimi mesi: entro mercoledì prossimo verrà corrisposto il 50% della retribuzione di ottobre, entro il 15 di dicembre si avrà il saldo di ottobre e la metà di quella di novembre; entro il 24 dicembre la tredicesima mensilità e al massimo entro il 10 gennaio del prossimo anno il versamento della completa retribuzione del mese di novembre 2011. Una decisione che non è piaciuta ai sindacati che intendono rispondere con azioni di protesta, se pur differenti. Se le cose resteranno così come paventato Cgil, Cisl e Uil hanno intenzione, la settimana prossima, di manifestare davanti alla prefettura, mentre la Federazione sindacati indipendenti intende recarsi presso la sede di Noci per far valere le ragioni dei lavoratori. Non sono escluse azioni legali nei confronti della Intini e del Consorzio Miles. Spiega Dario Cagnazzo, referente della Federazione sindacati indipendenti: “Dopo tanti mesi gli ex Lsu sono arrivati al limite della sopportazione. Non è possibile non tenere conto delle condizioni in cui versano tante famiglie che sono in difficoltà per i pagamenti quotidiani dei mutui, delle bollette, della spesa ai supermercati. È una situazione assolutamente devastante: per questo abbiamo intenzione di muoverci per mobilitare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo”.

Maurizio Tarantino

Posted in Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Trenitalia: disagi a non finire sulla tratta Lecce-Bari

Ennesimo disagio per i viaggiatori, pendolari e non, della tratta Lecce – Bari. Questa mattina, infatti, senza alcun preavviso, il treno regionale delle 8, è stato soppresso. Su questo convoglio viaggiano, ogni mattina, tanti lavoratori pendolari ma, anche, studenti e altre persone. Il treno effettua solo le fermate di Brindisi e Monopoli e, di solito, è sempre pieno. Tangibile, naturalmente, il disagio per i viaggiatori, ai quali nessuna spiegazione è stata fornita sulle ragioni di tale disservizio. Dopo le proteste presso il servizio informazioni, e con notevole ritardo, è stato annunciato che un pullman di linea avrebbe sostituito il treno inspiegabilmente assente.

Ma, ormai era tardi. Per molte persone è importante raggiungere negli orari stabiliti non solo i luoghi di lavoro ma, anche, la stazione di Bari o l’aeroporto di Brindisi e da lì prendere le coincidenze di treni o aerei per altre destinazioni. Tutto ciò avviene in un periodo in cui tante sono le preoccupazioni per chi viaggia con Trenitalia.

Sono previsti tagli di treni, a partite da dicembre, sia di lunga percorrenza – vedi Lecce-Milano e Lecce-Roma – che di servizio regionale. Per questa ragione nei giorni scorsi una manifestazione di protesta si è tenuta nel piazzale della stazione leccese – era presente, tra gli altri, la vice-presidente della Regione Puglia Loredana Capone, mentre, l’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, è stato presente a un vertice a Roma presso il ministero competente, con i vertici di Treniitalia, per cercare di annullare, o almeno limitare, gli annunciati tagli, con i quali si rischia di isolare sempre di più la Puglia e il Salento dal resto del Paese. Tra l’altro, il costo del servizio nel corso dell’ultimo anno è considerevolmente aumentato e ulteriori aumenti sono previsti qualora il governo centrale non dovesse trasferire alle regioni i fondi per il trasporto almeno su scala locale. La situazione dunque appare sempre più difficile per chi deve viaggiare per motivi di lavoro o di studio, se si considera anche il notevole aumento del costo della benzina e del gasolio, che rende sempre più improbabile il ricorso al viaggio in auto.

Deodato Giovanni Guida

Posted in Attualità, Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Cursi chiude le scuole per allarme idrogeologico

Scuole chiuse a Cursi nella giornata scolastica appena trascorsa, per un’ordinanza del sindaco Edoardo Santoro. Il primo cittadino ha voluto dare seguito a un allarme inviato da Regione Puglia e Protezione Civile, che segnalavano per oggi e per le successive 24-36 ore un livello di criticità elevata per rischio idrogeologico e idraulico localizzato nella Penisola Salentina. L’avviso era stato preceduto da un preallarme, per cui l’amministrazione di Cursi aveva ritenuto necessario e urgente dover adottare tutte le misure indispensabili per prevenire situazioni di pericolo per il territorio disponendo, quindi, la chiusura degli edifici scolastici presenti sul territorio comunale per il giorno. Gli edifici chiusi sono stati quelli dell’elementare “Don Bosco” di parco Rimembranza, dell’infanzia “Angeli di San Giuliano” di via Edmondo De Amicis, della media “Edmondo De Amicis” nell’omonima strada, della materna “Sacro Cuore di Gesù” e dell’asilo nido di via Santuario. Questi allarmi vengono presi molto seriamente, non a torto: quando di mezzo ci potrebbero andare i bambini, i rischi per la comunità sono sempre altissimi. Così, per questo motivo, l’amministrazione comunale ha espresso anche la riserva di dover continuare a tenere le scuole chiuse, un rischio probabilmente scongiurato dal maltempo che ha cessato per ora di lanciare i suoi strali sulla zona. Le previsioni per i prossimi giorni indicano un miglioramento meteorologico, ma come sempre le previsioni sono giuste solo una volta su tre.

Posted in Ambiente, Cronaca, Primo PianoComments (0)

Dario Vincenti sulla questione parcheggi in Piazza Aldo Moro

“Esprimo tutta la mia indignazione, come cittadino, per il continuo e sistematico difetto di regolamentazione della sosta in piazza Aldo Moro”. Con queste decise parole, il presidente della commissione Attività Produttive, Dario Massimiliano Vincenti ha voluto fortemente stigmatizzare il disordine continuo presente in piazza Aldo Moro a causa del mancato riordino degli spazi dei parcheggi in particolare nella zona tra il Circolo Cittadino e il liceo Capece. Spiega Vincenti: “Monumenti coperti e offesi dalle auto, isole pedonali violate da veicoli e motorini il libertà, zone di carico e scarico impropriamente utilizzate da automobilisti maleducati, aree con divieto di sosta trasformate in parcheggio fai-da-te, scivoli per disabili sistematicamente ostruiti da vetture, soste selvagge, doppie e triple file… Insomma, una piazza (e una città) in ostaggio del caos, con le auto che vengono lasciate un po’ dappertutto senza alcuna logica e, spesso, costituendo pericolo per i pedoni ed intralcio per i mezzi di soccorso. Queste sono le nuove cartoline di Maglie”. Da qualche giorno infatti le fioriere collegate dalle catenelle non sono più presenti (ufficialmente per consentire lo svolgimento delle riprese della fiction “Il prefetto di ferro”) e non dovrebbero più essere ripristinate proprio per consentire il sereno passeggio pedonale. Nel frattempo la commissione attività produttive ha preso in considerazione di rimodulare alcuni spazi adibiti a parcheggi per favorire alcuni esercenti: si darà al possibilità di sostare al termine della banchina, là dove inizia via Lubelli, vicino al Circolo Cittadino sarà creata una zona di carico e scarico, mentre sarà definitivamente impedito di fermarsi a sinistra del bar, all’imbocco di Via Roma. La decisione dovrebbe essere presa dalla giunta comunale.

Nel frattempo i cittadini non resistono alla tentazione di mettere la macchina un po’ dove capita. “Invito il comandante di polizia municipale -conclude Vincenti- a porre immediatamente in essere interventi di grande urgenza mirati a riportare ordine e decoro laddove oggi registriamo lo scempio di una piazza, cuore pulsante della città, invasa da auto abbandonate ovunque e consegnata ad inostacolati atteggiamenti di silenzioso malcostume e totale assenza di senso civico, anzi di buon senso, che giorno dopo giorno mortificano quella veduta elegante che contraddistingueva il salotto buono di Maglie già nell’Ottocento”.

Maurizio Tarantino

Posted in Cronaca, Politica, Primo PianoComments (0)

Salvati da morte per asfissia due anziani di Melendugno

Un abbraccio quasi mortale quello di una coppia di anziani di Melendugno. E’ successo a Melendugno la scorsa notte: la coppia di anziani coniugi in questione era andata a letto, ma causa del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento i due hanno perso i sensi.

Così questa mattina sono stati salvati dai carabinieri. 83 anni lui e 84 anni lei, giacevano incoscienti nel talamo nunziale. La coppia come ogni sera si era coricata e avevano azionato l’impianto di riscaldamento per scaldare la casa. Un guasto, forse al termostato, ha fatto aumentare la temperatura oltre i livelli sopportabili dal corpo umano e ha consumato l’ossigeno presente in casa provocando lo svenimento.

Sarebbero morti, se la figlia che vive a Grosseto non avesse chiamato i genitori per assicurarsi delle loro condizioni. Nel corso della telefonata il padre riferiva di sentirsi molto male. La figlia era stata allertata in precedenza dalla chiamata di amici di famiglia, che si erano recate a casa degli anziani per una visita di cortesia, ma senza ricevere risposta spaventata, così sono stati allertati i carabinieri. Sopraggiunte, le forze dell’ordine hanno dovuto penetrare in maniera coatta nella cara, sfondando persiana e vetro della porta finestra e avvertendo della situazione pericolosa per gli anziani il personale sanitario. Visitata la coppia il medico ha riferito come sarebbe bastata una manciata di minuti perché per entrambi sopraggiungesse la morte.

I coniugi, ora fuori pericolo, sono stati condotti presso il reparto di Medicina dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove sono sotto osservazione. Ferito alla mano uno dei carabinieri autori dello scasso. Dopo le prime medicazioni, non ha riportato ulteriori conseguenze.

Jenny De Cicco

Posted in Cronaca, Primo PianoComments (0)

Sette sit in contemporanei per il diritto alla salute

Si sono tenuti ieri sette sit in sul diritto alla salute, contemporaneamente, a Lecce e provincia, in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale per un sistema sanitario pubblico, universale e di qualità organizzato dalla Cgil con 400 iniziative in tutta Italia. Il sindacato, i lavoratori e gli utenti si sono dati appuntamento presso i presidi ospedalieri di Lecce, Casarano, Galatina, Gallipoli, Scorrano e presso le sedi dei distretti di Martano e Ugento. “Il servizio sanitario pubblico – sostengono dalla Cgil – è messo pesantemente in crisi da scelte economiche e politiche che minano il diritto alla salute dei cittadini: 12 miliardi in meno, dal 2010 al 2014, un miliardo in meno per l’edilizia sanitaria con questa Legge di stabilità; riduzione da un miliardo a 200 milioni per il Fondo sociale, introduzione del super ticket sanitario per oltre 4 miliardi entro il 2014. L’Italia è il Paese che spende di meno in sanità pubblica rispetto alla media degli altri Paesi UE e dei Paesi OCSE”. “In Puglia il colpo inferto alla rete dei servizi sanitari è insostenibile – dice Antonella Cazzato, segretaria provinciale della Cgil – soprattutto per la carenza di personale. Nella provincia di Lecce il Piano di riordino doveva essere la vera sfida per riqualificare i servizi sanitari. Anche la riduzione dei posti letto doveva rappresentare un’impostazione nuova: il ricovero in ospedale, infatti, è quasi sempre per i cittadini l’unica soluzione, in assenza di altre strutture. La situazione attuale invece è gravissima, perché sui 240 posti previsti ce ne sono 180, mancano i posti di medicina, non sono attive le lungodegenze. I tempi delle liste di attesa si sono allungati da quando è venuta meno l’esclusività del rapporto di lavoro nella sanità. Per contribuire all’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche sarebbe necessario che le strumentazioni funzionassero in h 12”. Con la protesta si vuole ottenere di garantire il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutte le regioni e abolire i super ticket, servizi 24 ore su 24 con finanziamenti vincolati a priorità, che vanno dalle cure primarie alla non autosufficienza, sbloccare le assunzioni e rilanciare la contrattazione perché chi lavora favorisce il cambiamento, rendere socialmente sostenibili i piani di rientro, usare i risparmi per aprire nuovi servizi; i Lea prima di tutto, aprire alla partecipazione democratica con una sede di confronto nazionale e regionale. A livello regionale, inoltre, la Cgil rilancia gli obiettivi sulle politiche sanitarie e socio sanitarie: riqualificare la rete ospedaliera con la riconversione in servizi territoriali, potenziare la prevenzione, i servizi distrettuali e le cure primarie, raggiungere una matura integrazione fra ambito sociale e sanitario, governare adeguatamente i meccanismi dell’accreditamento, riportare l’offerta entro i limiti della programmazione pubblica e il governo dell’assistenza farmaceutica.

Fabio Tarantino

Posted in Cronaca, PoliticaComments (0)

Iscriviti alla Newsletter

Subscribe to our newsletter

You will receive an email with the confirmation link (check your spam folder if NOT)
Sendit Wordpress newsletter
Sendit Wordpress newsletter

Avvocato Risponde

    Paperback Writers

      Tag Cloud

      PHVsPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZHNfcm90YXRlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzE8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjViLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzM8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVjLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX2ltYWdlXzQ8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzEyNXgxMjVkLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV9hZHNlbnNlPC9zdHJvbmc+IC0gPHNjcmlwdCB0eXBlPVwidGV4dC9qYXZhc2NyaXB0XCIgbGFuZ3VhZ2U9XCJKYXZhU2NyaXB0XCI+DQo8IS0tDQoNCmZ1bmN0aW9uIHJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCl7DQp2YXIgbXlpbWFnZXM9bmV3IEFycmF5KCkNCm15aW1hZ2VzWzFdPVwiL3dwLWNvbnRlbnQvdXBsb2Fkcy8yMDEyLzA1L2Jhbm5lci4tc2NoaXRvLmpwZ1wiDQoNCg0KDQoNCnZhciBpbWFnZWxpbmtzPW5ldyBBcnJheSgpDQppbWFnZWxpbmtzWzFdPVwiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8yMDEyLzA0LzMwL2FudG9uaW8tc2NoaXRvLWludGVydmlzdGEtZG9wcGlhL1wiDQoNCg0KDQp2YXIgcnk9TWF0aC5mbG9vcihNYXRoLnJhbmRvbSgpKm15aW1hZ2VzLmxlbmd0aCkNCmlmIChyeT09MCkNCnJ5PTENCmRvY3VtZW50LndyaXRlKFwnPGEgaHJlZj1cJytcJ1wiXCcraW1hZ2VsaW5rc1tyeV0rXCdcIlwnK1wnIFRBUkdFVD1cIl9ibGFua1wiPjxpbWcgc3JjPVwiXCcrbXlpbWFnZXNbcnldK1wnXCIgPjwvYT5cJykNCn0NCnJhbmRvbV9pbWdsaW5rKCkNCi8vLS0+DQo8L3NjcmlwdD48L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfZGlzYWJsZTwvc3Ryb25nPiAtIHRydWU8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF9tcHVfaW1hZ2U8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb20vYWRzLzMwMHgyNTBhLmpwZzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX21wdV91cmw8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfYWRzZW5zZTwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9kaXNhYmxlPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3RvcF9pbWFnZTwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly9vdHJhbnRvLmlub25kYS5sZS5pdC93cC1jb250ZW50L3RoZW1lcy9wb3J0YWwvYWRzLzQ2OHg2MC9ubTQ2OHg2MC5naWY8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF90b3BfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL290cmFudG8uaW5vbmRhLmxlLml0Lz9wPTk5MTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF8xPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWRfdXJsXzI8L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lndvb3RoZW1lcy5jb208L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19hZF91cmxfMzwvc3Ryb25nPiAtIGh0dHA6Ly93d3cud29vdGhlbWVzLmNvbTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2FkX3VybF80PC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYWx0X3N0eWxlc2hlZXQ8L3N0cm9uZz4gLSBsaWdodGJsdWUuY3NzPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fYXV0aG9yPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2F1dG9faW1nPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2N1c3RvbV9jc3M8L3N0cm9uZz4gLSA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19jdXN0b21fZmF2aWNvbjwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlYXR1cmVkX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gUHJpbW8gUGlhbm88L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19mZWF0X2VudHJpZXM8L3N0cm9uZz4gLSA0PC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZmVlZGJ1cm5lcl9pZDwvc3Ryb25nPiAtIDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2ZlZWRidXJuZXJfdXJsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC8/ZmVlZD1yc3MyPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fZ29vZ2xlX2FuYWx5dGljczwvc3Ryb25nPiAtIDxzY3JpcHQ+DQogIChmdW5jdGlvbihpLHMsbyxnLHIsYSxtKXtpW1wnR29vZ2xlQW5hbHl0aWNzT2JqZWN0XCddPXI7aVtyXT1pW3JdfHxmdW5jdGlvbigpew0KICAoaVtyXS5xPWlbcl0ucXx8W10pLnB1c2goYXJndW1lbnRzKX0saVtyXS5sPTEqbmV3IERhdGUoKTthPXMuY3JlYXRlRWxlbWVudChvKSwNCiAgbT1zLmdldEVsZW1lbnRzQnlUYWdOYW1lKG8pWzBdO2EuYXN5bmM9MTthLnNyYz1nO20ucGFyZW50Tm9kZS5pbnNlcnRCZWZvcmUoYSxtKQ0KICB9KSh3aW5kb3csZG9jdW1lbnQsXCdzY3JpcHRcJyxcJy8vd3d3Lmdvb2dsZS1hbmFseXRpY3MuY29tL2FuYWx5dGljcy5qc1wnLFwnZ2FcJyk7DQoNCiAgZ2EoXCdjcmVhdGVcJywgXCdVQS0yMDQ3MTcwNC0xXCcsIFwnYXV0b1wnKTsNCmdhKFwnc2V0XCcsIFwnYW5vbnltaXplSXBcJywgdHJ1ZSk7DQogIGdhKFwnc2VuZFwnLCBcJ3BhZ2V2aWV3XCcpOw0KDQo8L3NjcmlwdD4NCg0KPHNjcmlwdD4NCiAgKGZ1bmN0aW9uKGkscyxvLGcscixhLG0pe2lbXCdHb29nbGVBbmFseXRpY3NPYmplY3RcJ109cjtpW3JdPWlbcl18fGZ1bmN0aW9uKCl7DQogIChpW3JdLnE9aVtyXS5xfHxbXSkucHVzaChhcmd1bWVudHMpfSxpW3JdLmw9MSpuZXcgRGF0ZSgpO2E9cy5jcmVhdGVFbGVtZW50KG8pLA0KICBtPXMuZ2V0RWxlbWVudHNCeVRhZ05hbWUobylbMF07YS5hc3luYz0xO2Euc3JjPWc7bS5wYXJlbnROb2RlLmluc2VydEJlZm9yZShhLG0pDQogIH0pKHdpbmRvdyxkb2N1bWVudCxcJ3NjcmlwdFwnLFwnLy93d3cuZ29vZ2xlLWFuYWx5dGljcy5jb20vYW5hbHl0aWNzLmpzXCcsXCdnYVwnKTsNCg0KICBnYShcJ2NyZWF0ZVwnLCBcJ1VBLTIwNDk2ODEzLTFcJywgXCdhdXRvXCcpOw0KZ2EoXCdzZXRcJywgXCdhbm9ueW1pemVJcFwnLCB0cnVlKTsNCiAgZ2EoXCdzZW5kXCcsIFwncGFnZXZpZXdcJyk7DQoNCjwvc2NyaXB0Pg0KPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZTwvc3Ryb25nPiAtIGZhbHNlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29faG9tZV90aHVtYl9oZWlnaHQ8L3N0cm9uZz4gLSA1NzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2hvbWVfdGh1bWJfd2lkdGg8L3N0cm9uZz4gLSAxMDA8L2xpPjxsaT48c3Ryb25nPndvb19pbWFnZV9zaW5nbGU8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX2xvZ288L3N0cm9uZz4gLSBodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fbWFudWFsPC9zdHJvbmc+IC0gaHR0cDovL3d3dy53b290aGVtZXMuY29tL3N1cHBvcnQvdGhlbWUtZG9jdW1lbnRhdGlvbi9nYXpldHRlLWVkaXRpb24vPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fcmVzaXplPC9zdHJvbmc+IC0gdHJ1ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3J0bmFtZTwvc3Ryb25nPiAtIHdvbzwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfY2Fyb3VzZWw8L3N0cm9uZz4gLSBmYWxzZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3Nob3dfdmlkZW88L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fc2luZ2xlX2hlaWdodDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3NpbmdsZV93aWR0aDwvc3Ryb25nPiAtIDIwMDwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3RhYnM8L3N0cm9uZz4gLSB0cnVlPC9saT48bGk+PHN0cm9uZz53b29fdGhlbWVuYW1lPC9zdHJvbmc+IC0gR2F6ZXR0ZTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3VwbG9hZHM8L3N0cm9uZz4gLSBhOjg6e2k6MDtzOjYxOiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMTAtbG9nbzQuanBnIjtpOjE7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzktbG9nbzQuanBnIjtpOjI7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzgtbG9nbzMuanBnIjtpOjM7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzctbG9nbzMuanBnIjtpOjQ7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzYtbG9nbzMuanBnIjtpOjU7czo2MDoiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzUtbG9nbzIuanBnIjtpOjY7czo1OToiaHR0cDovL3d3dy5vdHJhbnRvb2dnaS5pdC93cC1jb250ZW50L3dvb191cGxvYWRzLzQtbG9nby5qcGciO2k6NztzOjU5OiJodHRwOi8vd3d3Lm90cmFudG9vZ2dpLml0L3dwLWNvbnRlbnQvd29vX3VwbG9hZHMvMy1sb2dvLmpwZyI7fTwvbGk+PGxpPjxzdHJvbmc+d29vX3ZpZGVvX2NhdGVnb3J5PC9zdHJvbmc+IC0gVmlkZW88L2xpPjwvdWw+