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Altro spiaggiamento a Melendugno

Ennesimo ritrovamento di delfino morto, ritrovata anche una tartaruga caretta.
Strani spiaggiamenti, l’ennesimo in un paio di mesi, fanno tremare gli ambientalisti, le ipotesi più accreditate chiamano in causa le recenti prospezioni geosismiche al largo delle coste adriatiche, per la ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo.
Il delfino spiaggiato è un esemplare stenella ed è stato rinvenuto ieri in località Torre Specchia, del comune di Melendugno.
Sul luogo sono intervenuti i militari della Guardia Costiera, insieme al dottor Cataldini, la dottoressa Chiara Romano e successivamente il Comando di Polizia municipale di Melendugno, che hanno provveduto a contattare la ditta autorizzata per lo smaltimento della carcassa.
Altro ritrovamento nel pomeriggio della stessa giornata, in località Spaggiabella, marina di Lecce: è stato rinvenuto un esemplare vivo di tartaruga marina caretta – caretta, di 29 chili e con una lunghezza al carapace di 66 centimetri, poi recuperata e trasportata dal personale del centro recupero tartarughe marine del Salento, nel parco naturale regionale “Bosco e paduli di Rauccio” per la valutazioni mediche e le prime cure.

Jenny De Cicco

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All’Art Cafè di Maglie “Medusa” di Chiara Cordella

Lunedì 19 marzo, alle 21, presso l’Art Cafè di Maglie, Chiara Cordella, giovane scrittrice salentina, presenterà “Medusa”, raccolta di racconti dal gusto noir edita da Lupo Editore.
Questi cinque racconti della Cordella, che, volens nolens, trasudano realtà – la quale spesso supera la fantasia – ci restituiscono spaccati di vite apparentemente normali che a un tratto cambiano direzione e finiscono nel delirio o in una lucida premeditazione di morte.
Partendo dal titolo della raccolta, che riporta alla mente la terribile figura mitologica che pietrificava chiunque incrociasse il suo sguardo, non si può non cogliere il femmineo che si nasconde (neanche tanto velatamente) tra le righe.
Sono le donne a scandire il tempo di “Medusa”, donne con la loro forza e debolezza, donne dall’ego straripante che invade tutto ciò che incontra sul suo cammino, donne che decidono, e decidendo, assomigliano alle Parche, signore della vita e della morte. E poi gli uomini, che negli intrecci di queste cinque storie sembrano piccoli esseri in balia di un destino segnato da enormi divinità femminili, i quali escono fortemente ridimensionati rispetto a una doppia dimensione, contingente e assoluta. Si avverte, nello scorrere delle pagine, un ritmo ossessivo-ossessionante che non dà tregua, il tutto psicoticamente disciolto in ambientazioni che, a ben guardare, piacerebbero a David Lynch o al Peter Weir di “Picnic a Hanging Rock”.
Il lavoro della Cordella non si limita al mero frangente noir, ma scava a fondo nella psiche umana e concede ampi stralci d’amore, inteso come forza primordiale e alle volte egoica, che indubbiamente traspare dalle esistenze, anche di quelle votate al delitto. Non solo, “Medusa” si insinua nelle curve di un tessuto psicosociale, quello del paese – ché è paese dappertutto – portando allo scoperto tutte le sue contraddizioni, le sue ipocrisie, in ultima analisi, la sua incapacità di accettare la vita per quella che è o che dovrebbe essere, al di là degli stereotipi e delle etichette.
“Dal mito classico alla psicanalisi moderna, la terrificante immagine di Medusa ha sempre rappresentato la pericolosità e l’angoscia del “femminino”, la cui insondabile e ambigua forza distruttiva – di qualsiasi abito si vesta – disarma l’uomo e lo fa soccombere.
Questi racconti, spesso sottilmente surreali, ci portano in storie inquietanti le cui protagoniste mietono vittime impreparate e inermi a volte consumando una loro crudele privata vendetta, a volte per calcolo spietato, altre rivendicando semplicemente il diritto a esistere”.

Gianluca Conte

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Tradizioni e riti di san Giuseppe nel Salento

Le tavole di san Giuseppe approdano in Rai. Si svolgeranno i prossimi giorni (18 e 19 marzo) i festeggiamenti e le tradizionali tavole di San Giuseppe. La tradizione si ripresenta ogni anno puntuale per la festa del papà, acquisendo sempre maggiore fascino. Si assiste anche al recupero dell’antichissima tradizione in paesi in cui pochi erano rimaste poche donne a difenderla, come a Otranto.
Intanto le “Tavole di san Giuseppe” di Giurdignano saranno mostrate in tutta Italia da “Sereno Variabile” e saranno raccontati anche i menhir del giardino megalitico giurdignanese, presenta Simona Giacomelli per la regia di Andrea Campisi, in onda sabato 17 marzo alle 17, su Rai2.
Le riprese sono state realizzate con l’assistenza di Pugliapromozione e la collaborazione del comune e della Pro Loco “Sant’Arcangelo de Casulis” di Giurdignano.
Il rito delle “Tavole di san Giuseppe” allestite come ex voto all’omonimo santo sono un rito di tutto il Salento. Le famiglie devote preparano i grandi pani a ciambella decorati con i simboli della Sacra Famiglia e dei santi e offrono agli avventori la tradizionale massa (ciciri e tria), muscari, pucce e molte altre prelibatezze, con piccole varianti da paese a paese.
Le tavole in genere sono aperte al pubblico dalla sera del 18 e fino al mezzogiorno del 19 marzo, con i figuranti a rappresentare i santi attorno alla tavola in numero variabile, da 3 a 13, i primi ad assaggiare i piatti e che in passato erano impersonati dai poveri e dagli indigenti dei paesi.
A Giurdignano le tavole allestite in casa coinvolgono quasi tutte le abitazioni del piccolo centro, con alcune di veramente suggestive, e la grande manifestazione con la tavolata organizzata nella piazza principale.
Come lo scorso anno a Uggiano la Chiesa e Casamassella torna la tradizione e il secondo convegno “Nel nome del pane”, che l’anno scorso avviò il percorso per Uggiano di Città della Pace.
L’amministrazione comunale organizza, in collaborazione con la Pro Loco, l’evento “Le Tavole di San Giuseppe” aperte dalla sera del 18 e nella stessa serata alle 18, presso il Palazzo Marchesale di Casamassella, si terrà il convegno con il sindaco di Uggiano La Chiesa, Salvatore Piconese, l’assessore regionale alle politiche agroalimentari Dario Stefàno, l’assessore provinciale alle politiche del turismo Francesco Pacella, la presidente dell’Apulia Film Commission Antonella Gaeta.
Ospite d’onore Nabil Salameh, leader dei Radiodervish che presenziò anche la scorsa edizione.
A partire dalle 17 in piazza Vittorio Emanuele a Casamassella, inizierà la realizzazione su strada del “tappeto dipinto” dedicato a san Giuseppe a cura del maestro madonnaro Martino Zingarelli, poi saranno distribuite le pucce di san Giuseppe dalla Pro Loco locale.
A Otranto le tavole si terranno in alcune case private, tra le quali quella de la Misericordia, dell’Oratorio, quella dell’Ipsseoa, Istituto Pontificio Maestre Pie Filippini, 32° Gram, istituto comprensivo “Aldo Moro”.
Sempre a Otranto eccezionale apertura e celebrazione della messa in onore del santo dalle 10 del 19 nella chiesetta di san Giuseppe, recentemente restaurata, via Ottocento Martiri.
Anche a Minervino di Lecce la tradizione è forte e la Pro Loco Minerva con l’amministrazione comunale anche quest’anno hanno organizzano la VII edizione della tradizionale Tavola di san Giuseppe. Domenica 18, dalle ore 19 alle ore 24 inizieranno le visite alle Tavole di san Giuseppe allestite e imbandite dai devoti. Nel pomeriggio alle 18,30, dopo la processione e la messa si svolgerà in piazza Umberto I la manifestazione della Tavola di san Giuseppe con 13 Santi, mutuati dal mondo Istituzionale, culturale e sociale del luogo.
Anche nella piccola San Cassiano i devoti al Santo, le associazioni e l’amministrazione fanno rivivere le tavole e la festa, proponendo un percorso che si ripete ormai da 36 anni. Oltre le tavole, il 18 marzo sarà ultimato l’allestimento della sagra e della fòcara di San Cassiano per san Giuseppe e i festeggiamenti avranno inizio alle 20 con l’accensione della sacra pira.
A Cerfignano, Santa Cesarea il 17 alle 19,30 presentazione de “Le Tavole di San Giuseppe: itinerario religioso” e del libro “Le Taule de san Giuseppe” curato dalla Pro Loco.
A Giuggianello il 19 marzo dalle prime luci dell’alba e fino alle 13, oltre le tavole, si terrà nella zona Pip la trentunesima edizione della “Fiera – mercato di san Giuseppe” che vede protagonisti indiscussi i cavalli, coinvolti in gare di bellezza e lavoro per l’occasione. in piazza degli Eroi il comitato offrirà gratuitamente a tutti i presenti, dopo la benedizione, le pietanze per l’occasione, mentre nel pomeriggio, si svolgerà la messa e la processione con il simulacro del santo portato in spalla dai devoti per le vie del paese più piccolo del Salento.
Cornice musicale dei festeggiamenti civili con il gruppo di musica popolare “Gli Amanti di Bacco”.

Jenny De Cicco

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Elenco completo delle date otrantine del Festival Carmelo Bene nel decennale dalla morte

Festival Carmelo Bene, elenco completo degli eventi a Otranto, giorno per giorno, ora per ora.

Sabato 28 aprile, Castello Aragonese, dalle 15, “Omaggio a Carmelo Bene” di Marco Giusti, Paolo Luciani.
Alle 17 Pinocchio, ovvero lo spettacolo della provvidenza di Carmelo Bene con C. Bene, S. Bergamasco. 1999, 76’.
Alle 19 “Amleto (da Shakespeare a Laforgue)” di Carmelo Bene con A. Vincenti, C. Bene, L. Mancinelli, J. P. Boucher, F. Leo, L. Morante. 1974, 64’.
Conclusione alle 22 con il “Riccardo III (Shakespeare)” di Carmelo Bene con C. Bene, L. Mancinelli, M. G. Grassini, D. Silverio, L. Morante. 1977, 77’.

Si prosegue domenica 29 aprile Castello Aragonese alle 15 con “l’Otello o la deficienza della donna (da Shakespeare)” di Carmelo Bene con C. Cinieri, L. Bosisio, J.P. Boucher, C. Dell’Aguzzo, L. Dotti, S. Javicoli, M. Martini. 1979, 77’.
Alle 17 “Lorenzaccio”, al di la di Alfred De Musset e Benedetto Varchi di Carmelo Bene con I. George, M. Contini. 1986, 57’.
Alle 19 “Hommelette for Hamlet”, operetta inqualificabile (Da Jules Laforgue) di Carmelo Bene con C. Bene, U. Trama, M. Polla De Luca, A. Brugnini, S. De Santis, V. Waiman, O. Cattaneo, W. Esposito, F. Felice, L. Fiaschi, D. Riboli, A. Zuccolo. 1987, 62’.
Alle 22 “Edipo re” di Pier Paolo Pasolini con S. Mangano, F. Citti, A. Valli, C. Bene, J. Beck, L. Bartoli, F. Leonetti, A. Bellachmi, P. P. Pasolini. Italia 1967, 104’.

Lunedi 30 aprile Castello Aragonese alle 15 C.B. sul Web, Carmelo Bene. Le tecniche dell’assenza di Maurizio Grande. 1984, 45’.
Alle 17 “Macbeth horror suite (da Shakespeare)” di Carmelo Bene con C. Bene, S. Pasello. 1996, 69’.

Alle 19 “L’Ulisse” di James Joyce secondo Carmelo Bene 1988, 17’. A seguire Carmelo Bene – in-Vulnerabilità di Achille (tra Scirio e Iio) di Carmelo Bene. Libera versione poetica da Stazio, Kleist, Omero. 1997, 51’.
Ore 22 Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene, 1968, 144’.

Martedì 1 maggio, Castello Aragonese alle 15 “L’artefice supremo: come ti erudisco il teatro” di Gino Santoro e Sergio Spina da “La storia siamo noi”, 75’.
Alle 17 “Carmelo Bene. Un ritratto” di Monica Maurer e Dietrich Schubert 1971, 30’, frammento.
a seguire ”Bene Supremo” di Gianni Ippoliti presentato da Gianni Ippoliti.1995, 36’.
Le tappe della carriera dell’attore Carmelo Bene attraverso spezzoni di sue partecipazioni a trasmissioni televisive.
Alle 19 “Canti orfici” di Carmelo Bene. 1996, 63’.
Alle 22 “Don Giovanni” di Carmelo Bene con S. Vendittelli, G. Marotta, L. Mancinelli, C. Bene, V. Bodini. Italia 1971, 90’.

Mercoledi 2 maggio, Castello Aragonese, alle 15 “Carmelo Bene in polemica con i critici” da Mixer cultura condotta da Arnaldo Bagnasco, 48’.
alle 17 “Carmelo Bene voce dei Canti” – Dai Canti di Giacomo Leopardi, prima parte 1998, 83’.
Alle 19, La seconda parte di “Carmelo Bene voce dei Canti”, Dai Canti di Giacomo Leopardi, 2.a parte 1998, 92’.
Alle 22 “Salomè” di Carmelo Bene con C. Bene, L. Mancinelli, A. Vincenti, D. Luna, V. von Lehndorff, P. Vida, F. Leo, G.Davoli. Italia 1972, 80’.

Giovedi 3 maggio, Castello Aragonese, alle 15 “Carmelo Bene sul Web – Carmelo Bene vs Il Cinema” ,Intervista di Sandro Veronesi. 1995, 40’ circa.
A seguire “Carmelo Bene sul Web – Carmelo Bene l’anti-biotico”, Una puntata di “Uno contro tutti” del Maurizio Costanzo Show, 1995, 70’.
Alle 17.30 “Carmelo Bene in Carmelo Bene. Quattro momenti su tutto il nulla” di Carmelo Bene. 2001, 1.a parte: 60’; 2.a parte: 44’.
Alle 19 l’”Adelchi” di Alessandro Manzoni in forma di concerto” di Carmelo Bene, con C. Bene, A. Perino. 1984, 1a e 2a parte, 98’. Teatro Lirico di Milano.

Alle 22 “Manfred” Versione per concerto in forma da oratorio, di Carmelo Bene con C. Bene, L. Mancinelli, (soprano) A. Tammaro, (contralto) S. Mukhametova, (tenore) D. Di Domenico, (bassi) F. Tasin, B. Ferracchiato, A. Picciau, A. Santi; Orchestra e coro del Teatro Comunale di Bologna. 1979, 72’.

Venerdi 4 maggio, Castello Aragonese, alle 15 Film con C.B., “Storie dell’anno Mille” (6 puntate), di Franco Indovina con C. Bene, G. Dettori, F. Parenti, F. Lulli. 1970, fino all’ultima proiezione 19 della 5° e 6° puntata, 1970, 80’.
alle 22 “Bene! Quattro diversi modi di morire in versi “ (BLOK-MAJAKOVSKIJ-ESÈNIN-PASTERNAK) di Carmelo Bene, 1974, 96’.

Sabato 5 maggio, alle 15 “Spezzoni di, su, con, contro Carmelo Bene da varie trasmissioni televisive” Date varie, 80’.
Alle 17 “Carmelo Bene sul web in Lectura Dantis” Carmelo Bene e Fernando Grillo al Castello di Otranto, 2001, 43’
Alle 19 “Carmelo Bene. La voce che si spense” di Ariella Beddini, 2002, 88’.

Sabato 5
maggio Alle 20.30 presso Piazza della Cattedrale, Concerto di chiusura del “festival Carmelo Bene” a cura della fondazione Ico “Tito Schipa” della Provincia di Lecce.

Jenny De Cicco

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Letture e appuntamenti per Carmelo Bene

Far rivivere Carmelo Bene a dieci anni dalla scomparsa. Questa settimana sono varie le iniziative per la sua memoria.
Venerdì 16 marzo alle 18 a Lecce presso i Cantieri Teatrali Koreja, si terrà un omaggio al genio del Salento, con una serata di dialoghi e letture in onore di Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene a cura dei giornalisti Enzo Mansueto (Corriere del Mezzogiorno) e Mauro Marino (Il Paese Nuovo) ed espresse con la voce sapiente di Renato Grilli.
Il titolo della serata è Vediamoci per Bene e proseguirà con le visioni di Carlo Michele Schirinzi e il suo “Soliloquio per naufragio (affanculo la democrazia!)”, le sonorizzazioni di Stefano De Santis-Urkuma, lettura di Renato Grilli tratto da “Delle tarantole” di Friedrich Wilhelm Nietzsche, accompagnato dalla fisarmonica di Rocco Nigro, per proseguire ancora con i versi “Quattro depistaggi sulle vie del bene relativo” di Antonio De Mitri, letti da Maurizio d’Anna e Renato Grilli, i suoni d’ambiente di Ennio Ciotta e le micro incursioni di sapori a cura del cuoco Simone Carone detto Biso, perché “Carmelo Bene è cibo. E come ogni alimento è da digerire per ben comprenderlo”.
Le iniziative proseguono lunedì 19 marzo alle 21 presso il teatro Paisiello di Lecce, in occasione della Giornata mondiale della Poesia con la Multidisciplinary Art si svolgerà “Artisti perbene in: Campana x Bene”, un evento consacrato alla parola poetica, per un omaggio a Dino Campana, Carmelo Bene, Walt Whitman, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Pascoli e allo scultore Hans Bellmer, per la regia di Simone Franco.
Il progetto “Multidisciplinary Art” è organizzato da Simone Franco (regista-attore) e Stefania Negro (scrittrice), in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce. La Giornata Mondiale della Poesia ricorre come ogni anno in Marzo, con l’eccezionalità di coincidere con l’anniversario della morte di tre massimi poeti del panorama mondiale Dino Campana (80 dalla morte), Walt Whitman (120) e Carmelo Bene (10). Non mancheranno citazioni su Pier Paolo Pasolini, Giovanni Pascoli e sullo scultore Hans Bellmer, e anche spazio per un assolo di danza, musica e voce, a cura di Stefania Mariano, la performance Pittorica su pannello di Orodè Deoro (strenuo promotore di una campagna in difesa della vendita della casa paterna di Carmelo) e quella in video di Mario Catalano, un’azione scenica con Andrea Cariglia, Annalisa Gaudino, Paola Leone, Alice Pietroforte, Guendalina Salini, Adamo Toma, Fabio Zullino, con gli abiti creati da Elena Cretì e quelli di Fiamma Benvignati, sculture di Andrea Buttazzo, i burattini di Alice Pietroforte, le bambole di Loredana Tobia, body sculptures di Monica Righi e le lampade di Maurizio Buttazzo.
Primo appuntamento della giornata è alle 11,30 in piazza Sant’Oronzo a Lecce dove l’ensemble s’incontra per una performance urbana nella quale sarà trasmesso un recitativo del maestro Carmelo Bene come ascolto collettivo. Ospite d’eccezione il poeta Flavio Ermini.
La parte musicale dello spettacolo sarà curata da affermati musicisti, riuniti in ensemble: Salvatore Casaluce (chitarra), Paolo Cesano (batteria), Emanuele Coluccia (sax e tromba), Roberto Gagliardi (sax), Pierpaolo Leo (onde martenot, elaborazioni elettroniche), Gianluca Milanese (flauto), Enza Pagliara (canto), Claudio Prima (organetto), Mauro Tre (tastiere).

Jenny De Cicco

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Carmelo Bene torna nel Castello di Otranto

A dieci anni dalla morte, Carmelo Bene vive ancora.
Il 16 marzo 2002 moriva a Roma Carmelo Bene, uno dei massimi esponenti della cultura italiana. Un artista poliedrico, controverso, in vita e in morte, che la Puglia ricorderà con un grande tributo in programma tra Otranto, Lecce e Bari.
A partire dal 15 marzo 2012 e dal 28 aprile al 5 maggio a Otranto, si svolgeranno alcune delle iniziative organizzate dal 16 marzo al 30 giugno a Lecce, promosso dalla Provincia di Lecce, dal 24 al 31 marzo a Bari nell’ambito del Bif&st, il Bari International Film Festival, promosso dalla Regione Puglia.
Il 15 marzo si parte da Otranto presso il Castello Aragonese alle 16 con “Carmelo Bene la voce che si spense”, di Mauro Contini e Marianna Ventre. Dalle 18 saluto del sindaco di Otranto, per poi proseguire alle 18,15, con “In compagnia con Carmelo Bene, incontro con i compagni di lavoro” con la partecipazione di Lydia Mancinelli, Laura Morante, Cosimo Cinieri condotto da Felice Laudadio.
Alle 20,30 “Bene! Quattro modi diversi di morire (Blok-Majakovskij-Esenin-Pasternak)” di Carmelo Bene.
Alle 22,30 “Lectura Dantis”, con Carmelo Bene e Fernando Grillo al Castello di Otranto. “Riteniamo doveroso, oltre che opportuno, recuperare, nei vari modi che sarà possibile, l’esperienza artistica di Carmelo Bene, affinché sul nostro territorio possa rigenerarsi quella passione e quella modernità che hanno fatto del maestro un emblema dell’avanguardia internazionale – dichiara il sindaco Luciano Cariddi.
– Otranto dovrà, da qui in futuro, poter continuare a ospitare occasioni di studio, di approfondimento, dell’opera del maestro, ma anche e soprattutto nuove esperienze artistiche che, richiamandosi ai suoi lavori, sperimentino nuovi percorsi nell’ambito del campo artistico da lui sviluppato. Crediamo che ciò potrà, da un lato, contribuire a creare utili occasioni per giovani artisti appassionati dello stile e dell’opera di Carmelo Bene, ma anche l’opportunità per il nostro territorio di recuperare quel legame interrotto dieci anni fa e creare le basi per un rinnovato rapporto di dialogo con il maestro”.

Jenny De Cicco

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Allo spazio sociale Zei la mostra fotografica “Rifiuti poco speciali”

Il fatto che il Salento non sia soltanto la terra del “sole, mare e vento”, è ormai cosa assodata. Questo territorio deve giornalmente affrontare problemi di grande vastità: sociali, economici, ambientali. Ed è proprio dall’ambiente, spesso volutamente o sbadatamente bistrattato, che prende le mosse “Rifiuti poco speciali”, mostra fotografica a cura del corso di fotografia tenuto da Zei e svoltosi tra ottobre e dicembre dello scorso anno.
L’esposizione, inaugurata in febbraio, resterà visionabile ancora per qualche giorno presso la sede di Zei, in via dei Chiaramonte a Lecce.
“Il Salento è una terra bellissima, spesso è una cartolina e molto spesso è sporco. Fuori dalle immagini che si vedono sulle guide turistiche, oltre il muretto a secco e davanti ad un mare cristallino si nascondono l’inciviltà, l’incuria e la strafottenza di chi inquina consapevolmente. Oltre la cementificazione, oltre l’abusivismo, oltre il continuo “mangia-mangia” a cui questa terra è da tempo soggetta ci sono un mare di rifiuti che vogliamo definire “poco speciali” perché sono sotto gli occhi di tutti ed ormai fanno parte, inconsciamente, del nostro paesaggio” si può leggere sul documento che presenta la mostra.
I partecipanti hanno saputo cogliere al meglio lo spirito dell’iniziativa, presentandoci, con i loro scatti, un Salento non certo nascosto, anzi, sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo diventato quasi “normale” ai nostri occhi. È la solita vecchia storia, quando qualcosa è troppo evidente, finisce per diventare invisibile. Il messaggio della mostra appare chiaro, ovvero non assuefarsi alla logica dell’indifferenza e del menefreghismo riguardo la natura, l’ambiente, la vita stessa, come recita il sottotitolo dell’evento: “Mostra fotografica contro l’inquinamento della nostra terra e per un Salento più pulito”.

Gianluca Conte

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“Donne e amanti” di Ada Culazzo al Corda di Lana Resort

Domenica 11 marzo, alle 18, presso Corda di Lana Resort, Ada Culazzo presenterà il suo libro “Donne e amanti”, edito da Lupo Editore. Introdurrà Dario Cillo.
Un lavoro, questo della Culazzo, che, come il titolo dichiara apertamente, ha come figura centrale la donna e il suo universo: “Una donna sola in compagnia del suo cane. Un’assolata spiaggia salentina affollata di bagnanti. Nel pacato andare delle ore, i suoni esterni si affievoliscono per lasciare spazio alla voce interiore, mentre gli occhi attenti osservano la varia umanità che brulica intorno e il ricordo dell’ultima serata trascorsa a Villa Maria fa affiorare figure che si muovono al ritmo della musica. E i profili dei danzatori si mettono a fuoco, assumono il volto di Viola, di Tina, di Florence e dei loro partner, andando a costruire storie e a suscitare riflessioni, mentre il fedele compagno a quattro zampe ascolta. È un intero universo femminile che si traduce in racconto, con le sue gioie e con le sue sofferenze, con le sue fragilità e la sua forza, con le ferite e le conquiste che segnano le esistenze nell’alterno evolversi dei sentimenti e negli incontri che diventano svolte più o meno felici. Sovrano, su tutte le passioni, l’istinto materno – a volte sofferto, a volte fonte di energia invincibile – sintesi dell’essenza della Donna”.
Ada Culazzo, di origine salentina, classe 1949, ha insegnato per molti anni lingue straniere negli Istituti di Scuola Media Superiore.
Dopo aver perso il marito nel 1997, ha sentito l’urgenza di dare sfogo alla voce del cuore iniziando a scrivere.
Il suo esordio, nel 2005, è materia poetica, una raccolta di liriche dal titolo “Parlo col cuore” (Publigrafic) a cui, nel 2006, ha fatto seguito il romanzo autobiografico dal titolo “Una donna sotto il segno del Cancro” (Del Grifo), che ha ottenuto un largo consenso.
Nel 2007, con “Libera di pensare” (Besa), l’autrice si è cimentata col romanzo psicologico, un lavoro innovativo per ideazione e impostazione.
Nel 2009 è ancora poesia, con la raccolta “Pensieri sotto il cielo del Sud”, sempre per i tipi di Publigrafic.
Nell’ultimo romanzo “Donne e Amanti” la Culazzo racconta, con l’intreccio di diverse storie, circostanze che la donna fronteggia con grande forza d’animo, spinta da sentimenti alle volte contrastanti. E lo fa, in una suggestione tra presente e passato, facendo immergere il lettore nello splendido scenario costa salentina.

Gianluca Conte

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È in libreria “Raccontiamo” di Rosaria De Pascalis

Il filone letterario che riguarda le fiabe, le favole e i racconti fantastici, alle volte considerato alla stregua di un genere minore, offre delle inaspettate possibilità culturali.
È il caso di “Raccontiamo”, nuovo lavoro di Rosaria De Pascalis, edito da Kurumuny, che dona ai lettori – non solo piccoli – delle preziose perle narrative da gustare in tutto il loro splendore.
Le fiabe non solo suscitano un atteggiamento positivo da parte dei bambini nei confronti della lettura e dei libri, stimolando in loro la curiosità e la criticità verso il testo, ma sottendono alcuni valori morali di irrinunciabile trasmissione. Fin dai tempi più remoti (basti pensare a Esopo), questi scritti hanno sempre nascosto tra le righe delle qualità aggiunte, che, presto o tardi, si sono rivelate come validissimi insegnamenti di vita. Forse perché nella vita c’è un po’ della fiaba e viceversa.
A questo modo la pensa Antonio Errico: “Alla fine si scrive sempre una fiaba.
Non si può scrivere nient’altro che una fiaba. Perché tutta la vita è come una fiaba: si incontrano creature che sono buone o cattive, si attraversano mari e montagne e boschi scuri, si vivono giorni belli e giorni brutti. Allora si scrive una fiaba per capire la vita, per rintracciarne il senso più profondo, per delineare la fisionomia delle esistenze che abbiamo dentro, che ci sono intorno” .
L’autrice, nata a Nicosia nel1964, vive da otto anni nel Salento dove insegna nella scuola secondaria di secondo grado non è nuova alla scrittura di fiabe e favole, infatti ha già pubblicato “Una settimana di racconti” (Ed. Salentina, 2009), e un articolo, “Identità nazionale e valori della Costituzione”, sulla rivista “Nuova Rassegna” (Noccioli Ed. Firenze).

Gianluca Conte

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La Via di fuga dei Republika Mod

Potrebbe essere uno dei cd favoriti, di quelli da sparare a palla nello stereo della macchina: è Via di Fuga, il primo album dei Republika Mod, appena pubblicato. Riff trascinanti in un rock con piccole influenze di altri generi come lo ska e il reggae, per trattare argomenti profondi come le difficoltà nel vicino, e pur così lontano continente africano, che si alternano a temi più leggeri come la passione amorosa. Il monologo recitato da Fausto Romano dà inizio al cd: un invito al genio a cercare una via di fuga, a imboccare una strada, cioè, che lo separi dall’”uomo normale”. Il la è affidato a Lacrime Nere e Africa, punte di diamante dell’album insieme a Non si può, una delle ultime tracce del disco nonché il primo singolo lanciato dalla band: tre brani che custodiscono una non indifferente carica esplosiva. Balza subito in primo piano il contrasto tra l’anima triste di Africa e il suo involucro frizzante, costituito da ritmi scatenati. A Baciar, la quinta traccia, è un modo ironico e tagliente al contempo di parlare del tormento carnale verso una donna, i cui suoni ricordano molto gli anni ottanta. È un amore un po’ contorto anche quello della traccia successiva, Madame Mangiafuoco, che racconta di una donna un po’ perfida nei confronti del proprio uomo-marionetta. Musicalmente è un brano piuttosto semplice e lineare ma molto gradevole. Linearità e gradevolezza caratterizzano anche la settima traccia, Stanco. Chiude il cd un remix di Africa. Il condizionale iniziale, “potrebbe essere uno dei cd favoriti”, è dovuto al fatto che i pezzi hanno delle potenzialità inespresse da suoni non sufficientemente curati e dunque, in diversi punti, poco entusiasmanti. Il live della band, composta in gran parte da giovanissimi musicisti, indubbiamente comunica ciò che il cd, autoprodotto, non è ancora in grado di fare. I Republika Mod sono Matteo Manni alla voce e alla chitarra, Pippi Chittano, batteria e cori, Davide “Sicija” Codazzo al basso, Emilio Maggiulli alla chitarra e ai cori e Davide Corsano alle tastiere e ai synth.

Luana Campa

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La classifica dei libri più venduti d’Italia si apre a un’autrice salentina

Fino a pochi mesi fa sembrava improbabile – se non impossibile – che una giovane scrittrice salentina potesse oltrepassare la soglia regionale e sfondare in tutto il territorio nazionale. E invece c’è stato un piccolo miracolo: quello di Vittoria Coppola e del suo romanzo “Gli occhi di mia figlia” (Lupo Editore / Edizioni a Nordest), che prima è stato eletto libro dell’anno dal sondaggio di Billy-il vizio di leggere, rubrica del Tg1 Rai, sbaragliando la concorrenza di mostri della letteratura e di giganti dell’editoria, ed ora si piazza al ventesimo posto dei libri più venduti d’Italia.
Uno splendido risultato che oltre a premiare la giovane autrice – madre di un romanzo che come pochi altri ha saputo suscitare contemporaneamente l’interesse e l’affetto del pubblico dei lettori – ha riportato in auge l’antica lotta di Davide contro Golia: piccola editoria contro grande editoria.
Il percorso della Coppola, per molti versi sorprendente, ha portato la scrittrice ad essere ospite di svariati salotti letterari, in altrettante TV (tra cui “Senti chi parla” condotto da Paola Moscardino su Tg Norba 24), toccando l’apice con la partecipazione allo storico programma “Sottovoce” di Gigi Marzullo su Rai 1.
“Gli occhi di mia figlia”, dopo avere velocemente esaurito la prima tiratura di Lupo Editore, ha esaurito anche la prima ristampa, distribuita in tutta Italia, della coedizione con “Edizioni a Nordest”. Un risultato che riconosce alla media e piccola editoria salentina, impegnata da diversi anni ad ‘intercettare’ autori e realtà che non hanno nulla da invidiare a quanto troviamo negli scaffali delle librerie di grandi città, un ruolo di primo piano nella cultura del libro.

Gianluca Conte

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“The paper the pig and his artist”: Salvatore Masciullo a Galatina

Ancora pochi giorni per ammirare la mostra “The paper the pig and his artist”, personale di pittura di Salvatore Masciullo a cura di Katia Olivieri e con il coordinamento di Gigi Rigliaco. Inaugurata presso la Art and Ars Gallery di Galatina lo scorso 12 febbraio, si chiuderà domenica 11 marzo.
L’esposizione è stata allestita con opere nate dalla mano dell’artista nell’ultimo quinquennio, lavori di soggetti e formati diversi che marcano un esatto percorso artistico e temporale.
Lo stesso titolo scelto dall’autore e dalla curatrice – che potrebbe suonare come una provocazione – tende a porre l’accento sul fatto che della cultura, della storia, dell’informazione, in special modo del giornale che nel quotidiano ci informa sugli accadimenti del momento storico che viviamo, non dovremmo buttare nulla, proprio come recita il celebre motto riferito al maiale.
Masciullo, inoltre, presenterà dei lavori su carta, con i quali, riutilizzando dei fogli di quotidiani, offrirà un supporto a prima vista solo funzionale per poi rivelarsi ironicamente come tacita esortazione a non dimenticare. Un’azione che porta con sé una nuova interpretazione della nostra realtà, mitigandola con immagini identificabili e piacevoli per poi rendercela in tutta la sua chiarezza attraverso l’utilizzo dei titoli e delle diciture.

Nel luogo della mostra sarà possibile assistere al video “Attake” , stimolante testimonianza del simbiotico rapporto fra Salvatore Masciullo e Jorg Immendorf, del quale l’artista fu non solo allievo in Accademia a Dusserdolf, ma anche assistente, amico, interprete e ed esecutore materiale delle volontà del maestro durante gli anni della malattia.

Gianluca Conte

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