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Trenitalia-Regione Puglia, per risolvere il nodo ferroviario si aspetta il primo marzo

Trenitalia e il sud hanno un rapporto come l’economia italiana e lo spread, altri e bassi. Peppino Longo (Udc) parla di rapporti altalenati con le Ferrovie dello Stato, mentre Angelo di Sabato (Lppv) e Michele Lo Sappio (Sel) fanno il punto sulle scelte dell’azienda ferroviaria, definite dissennate.
A parlare di montagne russe di rapporti con l’azienda parastatale è Peppino Longo, consigliere regionale Udc: “Un giorno i vertici di Trenitalia, grazie all’intervento del ministro Corrado Passera, diventano nostri amici ma poi il giorno dopo ridiventano nemici. Un altro giorno, invece, le colpe sono della Regione e il giorno successivo non più: sui trasporti non ci stiamo capendo più nulla ma peggio ancora è che a non capirci davvero più niente sono i poveri pendolari che ogni giorno si trovano ad affrontare enormi disagi. Ai già enormi problemi con Trenitalia adesso s’aggiunge anche questa beffa degli abbonamenti integrati e questo sterile nonché stucchevole rimpallo di responsabilità tra la società dei trasporti e la Regione. Da una parte l’accusa di non aver rinnovato la convenzione, dall’altra la giustificazione della ricerca di soluzioni migliori per i pendolari. Un ping pong a cui non avremmo mai voluto assistere e che ha un solo unico effetto: quello di creare nuovi disagi ai pugliesi che viaggiano in treno.
Invito il governatore Vendola a rendersi conto se davvero c’è stata colpa da parte dell’ente regionale nel mancato rinnovo della convenzione. Se così non fosse, dovremmo respingere al mittente questo dispettuccio attuato dai dirigenti di Trenitalia, probabilmente offesi dalle giuste rivendicazioni che arrivano dalla Puglia”.
Mentre in una nota congiunta dei capigruppo de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato, e di Sinistra ecologia e libertà, Michele Losappio fanno sapere: “Non consentiremo che le politiche dissennate di Trenitalia si ripercuotano sui pendolari e sui bilanci delle famiglie pugliesi. La nuova iniziativa di Trenitalia di raddoppiare il costo del trasporto ai viaggiatori abbonati ai treni ad alta velocità, Eurostar e Intercity che vogliano servirsi anche di quelli regionali è assurda e a dir poco grottesca.
Il presidente Nichi Vendola e l’assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini hanno con il governo nazionale un dossier aperto proprio su Trenitalia e le sue politiche di negazione del diritto alla mobilità dei cittadini e di isolamento del Mezzogiorno dal resto dell’Italia. Negli ultimi mesi senza alcuna politica industriale e infrastrutturale si è scagliata contro il sud e la Puglia dividendo l’Italia in due e aumentando i costi dei trasporti e queste nuove politiche commerciali che dal 1 marzo non prevedono abbonamenti con estensioni regionali rientrano sempre nella logica vessatoria antimeridionalista di Trenitalia. L’appello è che l’assessore Minervini nell’incontro già previsto per venerdì prossimo con l’azienda ferroviaria, ponga anche la questione dei rincari degli abbonamenti integrati, l’ennesima beffa che si sta consumando ai danni dei pendolari pugliesi, affinché si giunga a una soluzione immediata.
In caso contrario non lasceremo soli i nostri cittadini mentre vedono schiacciati il loro diritto a lavorare, a studiare e a viaggiare: la nostra sarà una protesta dura e determinata”.
La speranza dei pendolari è che sulle vicende si riesca a fare chiarezza, come auspicato dal ministro competente Passera, nell’incontro del 1 marzo prossimo.

Jenny De Cicco

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Entro Marzo definizione dei nuovi orari di TrenItalia

Non è finita la vicenda Trenitalia che ha tenuto banco sulle cronache nostrane per tutto l’inverno.
Si è svolto il 21 febbraio a Roma l’ultimo di una serie d’incontri tra le istituzioni locali e il Governo Tecnico. Il governatore pugliese Nichi Vendola, l’assessore alla mobilità Guglielmo Minervini hanno incontrato nel pomeriggio il ministro allo Sviluppo economico e ai Trasporti Corrado Passera: il tavolo con l’agenzia ferroviaria terminerà entro marzo.
Vendola ha commentato così il tavolo di discussione: “Oggi è stata giornata molto positiva perché abbiamo istruito e aperto dossier su tre diverse problematiche. Prima fra tutte quella relativa alla vertenza cruciale di Trenitalia che ha spaccato letteralmente in due l’Italia, isolando la Puglia e il resto del Mezzogiorno e negando di fatto il diritto alla mobilità. Abbiamo avuto un’interlocuzione molto attenta da parte del Ministro e una comprensione positiva delle ragioni sollevate dalla Puglia. E’ un incontro che certamente ci dà fiducia. Certamente un’ulteriore verifica potremo farla quando ci sarà l’incontro di approfondimento con Trenitalia”.
Per Minervini, “il ministro Passera ha preso coscienza che l’Italia è divisa in due e che non è solo un problema di treni ma anche di investimenti sulle reti ferroviarie.
Abbiamo trovato un ministro attento, non una controparte ma un interlocutore che ha assunto l’impegno di convocare subito Trenitalia a un tavolo tecnico per riequilibrare l’offerta di servizi tra nord e sud del Paese. Molleremo solo quando la Puglia sarà rispettata. Va riscattata la frattura della Puglia dal resto del Paese. Abbiamo posto la questione della strozzatura del binario unico sulla Termoli-Lesina e il Ministro ci ha anticipato che è già in corso un’istruttoria con Rfi per la definizione del fabbisogno finanziario per l’ammodernamento e la velocizzazione della linea adriatica e che poi il governo sarà pronto a formalizzare il suo impegno”.
Durante il colloquio è stata trattata anche la questione della disparità di servizi tra nord e sud palesata negli ultimi due anni da un taglio del 60% dei treni notte sulla linea adriatica e del 38% dei treni contribuiti da finanziamenti dello Stato, a fronte del taglio di un solo treno contribuito nel centro-nord cui si è aggiunto perfino un sensibile incremento dei treni ad alta velocità.
“Il dossier preparato dalla Puglia che fotografava questa divaricazione insopportabile è servito per una presa di coscienza – ha ribadito Minervini – Dal governo è arrivata l’indicazione politica a riequilibrare il servizio attraverso la discussione in un tavolo tecnico con Trenitalia che dovrà concludersi entro marzo, per avere effetto sul nuovo orario”. Nel dettaglio la Puglia ha chiesto che venga riequilibrata l’offerta del servizio universale considerando la maggiore presenza di treni ad alta velocità sulle linee del centro nord, il ripristino dei collegamenti diretti con Milano, Torino, Trieste e Venezia, eliminando lo stop obbligatorio a Bologna, la riattivazione dei notturni e che almeno uno di questi parta da Taranto.
“Adesso ci aspettiamo – sottolinea Minervini – una significativa inversione di tendenza da parte di Trenitalia”.

Jenny De Cicco

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Al comune di Maglie arriva la videoconferenza

Saranno forse Skype, Msn e forse anche altre diavolerie tecnologiche a dare una mano ai conti del Comune di Maglie? L’idea dell’amministrazione, arrivata non proprio in anticipo sui tempi in questo campo, è quella di “promuovere l’adozione di modelli operativi, nello svolgimento delle attività gestionali, introducendo, a titolo esemplificativo, strumenti per la videoconferenza e la collaborazione a distanza, da utilizzare anche per le conferenze di servizi in modalità telematica e per l’interazione con cittadini e imprese”. In pratica si tratta di creare delle vere e proprie postazioni “per la realizzazione di un sistema di videoconferenza mediante l’impiego dei supporti tecnologici attualmente in dotazione del Comune avvalendosi dei canali gratuiti Msn o Skype”. Secondo l’assessore all’innovazione tecnologica, Luca Primiceri è un metodo utile per stabilire contatti con le altri amministrazioni “senza il bisogno di essere fisicamente presenti o di spostare le persone” permettendo un notevole risparmio in termini di spese e di tempo”. Quindi il nuovo metodo non è aperto alle comunicazioni da e con i privati, ma è un piccolo passo che si aggiunge ad una precedente deliberazione dell’amministrazione, cioè la decisione di aggiornare l’intero impianto telefonico del comune risalente al 1999. Un sistema che permette comunicazioni scadenti “in quanto le chiamate esterne, arrivando sul centralino principale situato nella sede centrale di piazza Moro, vengono poi smistate, dallo stesso centralino, verso i numeri interni delle sedi periferiche (sia di via Ferramosca che di via Vittorio Emanuele), specialmente quella di via Ferramosca, collegata ad un sistema centrale con soltanto sei linee dedicate del tipo analogico per cui gli utenti collegati allo stesso sistema non possono essere maggiori delle stesse linee telefoniche”. Insomma un vero e proprio anacronismo in un’epoca di chat, smartphone e voip. Così dopo aver valutato alcune offerte da parte delle ditte del settore, l’amministrazione ha deciso di accettare la proposta di Telecom Italia che permetterà, oltre a un centralino digitale anche un consistente risparmio per il prossimo triennio: si pagheranno infatti 19mila euro all’anno rispetto ai precedenti 25mila.

Maurizio Tarantino

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Deja-vous a Otranto: al via i traghetti verso Grecia e Albania

I traghetti collegheranno Otranto con l’Albania e la Grecia.
Nuovamente.
Per Otranto questo sarebbe un deja-vou, a quasi vent’anni dalla cancellazione dei collegamenti marittimi tra Otranto e il paese delle aquile e quello patria della filosofia occidentale, potrebbero rifiorire gli scambi turistici e commerciali per il porticciolo, che grazie alla sua vicinanza all’Oriente europeo ha visto pagine gloriose del diporto nella storia recente.
In questi giorni rappresentanti di due compagnie, che abitualmente fanno la rotta Brindisi – Valona, Franco Aversa per la nave Ionian Spirit dell’agenzia Franco Aversa e John Prudentino per la Red Star One dell’agenzia Eurobulk, hanno contattato il presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’agenzia marittima Adriatic Shipping d’Otranto, Giuseppe Tessolon, per valutare la possibilità di spostare i propri traghetti sul porto di Otranto.
La richiesta è motivata da ragioni logistico commerciali, infatti Otranto è privilegiata rispetto a qualunque altro porto grazie alla posizione geografica e può vantare anni di esperienza nel settore, la distanza Otranto-Albania è di 40 miglia inferiore rispetto alla rotta Brindisi-Albania.
Probabilmente, però, sulla scelta delle compagnie pesa anche la crisi dei rapporti con il porto brindisino, da cui fanno la spola per gli stessi paesi (Grecia e Albania).
Il 15 gennaio “Studio 100 notizie” riferisce come da giorni imperversi la polemica sul porto di Brindisi e sul traffico passeggeri da e per Grecia e Albania.
Il punto di rottura è il sequestro dell’unica nave per la Grecia e l’annuncio del blocco dei collegamenti con l’Albania. A spiegare i motivi Franco Aversa che riferisce: “Gli armatori chiedono quattro semplicissime situazioni per poi essere interessati. Il primo è sicurezza di ormeggi, il secondo è quello dell’economicità del porto e quindi in termini di costi, la velocizzazione delle operazioni e ovviamente la infrastrutturazione e quindi i servizi per un porto. Purtroppo il nostro porto punto per punto non ha nulla da offrire” .
Aumenterebbero così le chances del porto idruntino sia in termini di rinnovato appeal turistico che in termini economici, poiché attorno all’attività portuale risorgerebbero tutte le attività correlate e in termini d’indotto, a farne le spese quello di Brindisi e allora i traghetti alternerebbero le partenze in modo da coprire l’intera settimana, facilitando l’andirivieni turistico commerciale dallo storico porto idruntino che nei tempi d’oro assicurava posto a circa 20 unità lavorative.
Nel frattempo l’agenzia ha tenuto un incontro preliminare con il sindaco d’Otranto, Luciano Cariddi che ha valutato positivamente l’ipotesi, soprattutto in un momento in cui il porto di Otranto soffre di una sostanziale riduzione del traffico commerciale.
Aspetto sottolineato dal primo cittadino è stato quello di coinvolgere la cittadinanza in un’occasione potenzialmente redditizia per tutti.
D’altronde molti sono i cittadini che soffrono la nostalgia dei tempi in cui le navi facevano spola con l’altra sponda adriatica, movimentando il turismo in tutto l’arco dell’anno.
I rappresentanti delle imbarcazioni hanno delineato un progetto a lungo termine, che dovrebbe partire in tempi relativamente brevi e prevede, in un secondo momento, l’introduzione di una linea con la Grecia, triangolando l’Albania, con vantaggi evidenti per la cittadina e per i viaggiatori, che non sarebbero costretti ai lunghi tempi di navigazione, vista la vicinanza con i porti balcanici.
Aversa e Prudentino gestiscono durante il periodo estivo, tre navi che abitualmente scalano i porti ellenici, partendo sempre da Brindisi e ora potrebbero partire da più a sud.
Si è tenuto un incontro anche con il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto con il quale si sono discussi gli aspetti tecnici.

Jenny De Cicco

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Tricase al voto: eppur si muove

A Tricase qualcosa sembra smuovere l’immobilismo politico degli ultimi tempi.
A pochi giorni dalla conclusione del Congresso Provinciale del Pdl, il centrodestra prova a tirare le fila in vista del prossimo confronto amministrativo del 6 maggio. Il nuovo coordinatore provinciale, Antonio Gabellone, infatti, ha affidato al vice coordinatore Francesco Bruni l’incarico di seguire la situazione pre-elettorale di Tricase. Bruni avrà il compito di gestire i rapporti con i singoli partiti, le liste civiche e i movimenti che fanno riferimento ai valori moderati del centrodestra. L’obiettivo è quello di proseguire in tal modo sulla linea, scaturita dall’ultimo congresso, di un’apertura della coalizione di centrodestra agli apporti di quanti si riconosceranno nel percorso politico del Pdl.
Al momento, in casa del centrodestra, corre voce della possibilità di tre candidature, tutte legate all’amministrazione uscente, il cui mandato si è interrotto prematuramente la scorsa estate. Da un lato si profilerebbe la ricandidatura del sindaco uscente, Antonio Musarò; dall’altro, si fa il nome di Luana Greco, assessore all’Urbanistica della giunta uscente e probabile candidato sorretto da liste civiche e da Pdl. Così come sempre nel Pdl ci sarebbe l’intenzione di convergere sulla figura del presidente del Consiglio comunale uscente, Tina Ciardo.
In casa di Futuro e Libertà, intanto, si prende atto delle mancate risposte dell’Udc, che ha lasciato cadere nel vuoto le numerose sollecitazioni per costituire una sorta di coalizione del Terzo Polo. Si farebbe strada allora un accordo con il movimento politico territoriale “Alleanza per Tricase”, con l’intento, sulla scia di valori condivisi e dei numerosi punti di convergenza riscontrati, di individuare un unico candidato per la poltrona di sindaco.
L’Udc al momento sembrerebbe confluire con Pd, Puglia per Vendola e Socialisti sul nome di Cosimo D’Aversa, attuale dirigente comunale, quale candidato per la poltrona di sindaco. In tal modo, parrebbe quasi definitivamente tramontata per il centrosinistra l’opzione primarie. Del resto, sul fronte primarie, il centrosinistra è parso diviso sin dalle prime mosse, tra Sel da una parte, che le ha sempre ritenute indispensabili, e Partito Democratico, Puglia per Vendola e Socialisti dall’altra, per i quali non sarebbero state opportune e avrebbero anzi costituito motivo di spaccatura e non di unione.
Nulla di nuovo, quindi, almeno per ora, sul fronte del centrosinistra, risultato incapace di trovare al suo interno punti di convergenza su un candidato unico per la poltrona di sindaco. Si confermerebbero, a tutt’oggi, la candidatura di Antonio Coppola, appoggiato da due o tre liste civiche e del candidato sindaco dell’Italia dei Valori, Giuseppe Panico. Due nomi in corsa sin dall’inizio indipendentemente da coalizioni e accordi tra partiti.

Antonella Cazzato

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Assegnati i primi stalli dell’area mercatale

Il primo passo per il trasferimento degli operatori nella nuova area mercatale è stato fatto. Ieri pomeriggio l’amministrazione, dopo aver convocato una parte degli espositori nell’aula consiliare ha proceduto all’assegnazione degli stalli. Si è trattato di un’operazione complessa, gestita con attenzione dall’assessore ai Mercati, Marco Sticchi insieme al comandante della polizia urbana, Giovanni Margilio e ai rappresentanti dell’ufficio tecnico e che avrà un seguito nei prossimi gironi quando si arriverà all’assegnazione completa di tutte le postazioni. I primi a essere convocati sono stati gli ambulanti delle calzature e di una parte dell’abbigliamento che non hanno esitato a esprimere i timori per una scelta che, se fatta a cuore leggero, avrebbe potuto condizionare il futuro delle vendite. Un trasferimento che ha subito dei ritardi anche causa, in sede di progettazione, delle ridotte dimensioni degli stalli inadatti a contenere le nuove strutture mobili degli ambulanti, più ampie rispetto a quelle di qualche decennio fa e sulla base delle quali vennero ritagliati gli spazi in piazza Bachelet. Così l’amministrazione, dopo una fase interlocutoria, ha deciso di tagliare la testa al toro: gli ambulanti della frutta e della verdura non saranno spostati ma resteranno nel perimetro di Piazza Kennedy dove è in costruzione la nuova struttura del Mercato coperto dotato anche di sala convegni. Superate le preoccupazioni degli ambulanti dovute principalmente alla sistemazione logistica rispetto ad esempio al sole o alle intemperie, sono stati attribuiti i primi 47 stalli (27 spazi per le calzature e 20 spazi per l’abbigliamento). Alla fine delle convocazioni saranno assegnate 155 postazioni dedicate all’abbigliamento, 10 per gli abiti usati, 20 a disposizione dei casalinghi, 47 per le calzature e 16 per gli alimentari. Gli stalli sono disposti a raggiera intorno alla nuova struttura architettonica che permetterà di ospitare un bar e di garantire l’espletamento dei bisogni fisiologici. Completata questa fase l’area mercatale sarà inaugurata, “liberando” la zona 167 dalle bancarelle che ogni sabato mattina rendono la vita non facile ai numerosi residenti.

Maurizio Tarantino

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Per Vergari Piconese non dovrebbe occupare il posto in provincia

Il 31 gennaio si è dimessa da consigliere provinciale di Lecce e vicepresidente regionale Loredana Capone dopo aver vinto le primarie democratiche leccesi, al suo posto subentra il non eletto Salvatore Piconese, già sindaco di Uggiano la Chiesa.
Interviene Giuseppe Vergari di Sel Giuggianello, affidandosi alla rete, con una nota Facebook personale, in cui sfoga il suo pensiero: il sindaco di Uggiano non dovrebbe occupare lo scranno lasciato vuoto dalla Capone, a suo dire un errore dei vertici del Pd.
“Loredana Capone dopo la vittoria alle primarie leccesi si è dimessa da consigliera provinciale lasciando il posto alla lista Sinistra per il Salento. Questa dovrebbe essere la notizia, ma invece non lo è perché si manda al diavolo la rappresentanza politica e il volere del popolo votante per lasciare spazio ad ambizioni personali e avidità partitiche.
Lo scranno del consiglio provinciale salentino verrà occupato dal Sindaco di Uggiano la Chiesa, Salvatore Piconese, militante Prc per anni, votato non eletto nella lista Sinistra per il Salento – un embrione del futuro Sel – passato nel frattempo nel Pd.
Il consiglio provinciale avrà così un ulteriore banco democratico, in barba a tutte quelle persone che hanno dato attraverso il proprio voto, la militanza e l’impegno civile e sincero, la voglia, la passione e l’entusiasmo affinché la Provincia di Lecce potesse avere il centrosinistra al governo del Salento e poi una rappresentanza politica completa ed esauriente, anche in caso di sconfitta.
Ma i vertici del Pd hanno poco interesse a lasciare spazio agli altri del centrosinistra, ci pensano loro a garantire la democraticità, il rispetto delle regole morali e comportamentali che nella politica devono essere pilastro e non optional.
Non è l’ennesima battaglia delle poltrone, bensì la pretesa legittima che il banco di “Sinistra per il Salento” sia occupato da chi è rimasto fedele a quella lista e all’impegno politico che ne comporta, senza svarioni e migrazioni. Questa non vuole essere nemmeno una campagna contro il sindaco uggianese, persona dotata di grande personalità e doti politiche.
Questo è il partito democratico salentino, che inneggia alla democraticità della e nella politica, ma che allo stesso tempo, non concede spazi, non ammette intrusi, monopolizza, occupa”.

Jenny De Cicco

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Alla Bit ribadita la vocazione green della Puglia

La Puglia e il Salento presenti alla Bit di Milano per mostrare la propria offerta turistica di qualità e puntare all’obiettivo della destagionalizzazione.
Una vetrina importante la Bit, utile anche per fare un resoconto delle passate stagioni turistiche pugliesi, controllare i trend futuri e proporre il proprio appeal ai buyers. Il fascino pugliese conta sulla tutela del patrimonio agricolo e culturale, grazie alle sempre più numerose manifestazioni del territorio pugliese, i comitati No Petrolio si energie rinnovabili di Monopoli, il salentino No Tap, Zero fumi sul Salento, il Comitato di Tutela per Porto Miggiano, gruppi spontanei che denunciano i reati ambientali.
L’altro ieri è stato presente l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro che ha parlato dei 10mila pugliesi che hanno detto no alle trivelle.
“Il presupposto essenziale per il nostro turismo sono politiche ambientali di tutela – ha chiosato Nicastro – è questo il quadro di riferimento entro cui lo sforzo di promozione del territorio s’inserisce, questa la motivazione per cui ho voluto esser presente alla conferenza stampa della Regione Puglia alla Bit di Milano. Noi siamo vigili contro gli scempi”.
Un turismo dei grandi numeri secondo i dati diffusi dall’Osservatorio della Regione. Il peso del Pil turistico su quello totale regionale nel 2010 è stato del 7,7% con un incremento dal 2006 del 126,5%.
Nel 2011 forte richiamo ha avuto Lecce, con un aumento d’arrivi del 13% e di presenze del 14%, così raggiungendo il secondo posto regionale dopo Vieste, terza Peschici, poi Alberobello, Bari, Manfredonia, Ugento, Fasano. Le tre province salentine Lecce, Brindisi e Taranto rientrano tra le prime 15 destinazioni per numero d’arrivi nello 2011, mentre Nardò, Porto Cesareo, Otranto e Gallipoli rientrano nella classifica dei primi 15 comuni della regione. La puglia è al terzo posto tra le destinazioni scelte dagli italiani, dopo Emilia Romagna, al secondo posto per percentuale d’occupazione di posti letto, al primo posto tra le regioni più visitate nel mese di agosto, con il 10,9% complessivo del turismo in Italia.
Intervenuto alla conferenza stampa alla Bit anche Nichi Vendola per la presentazione di “Puglia, terra di racconti”, il concept promozionale del prodotto Puglia 2012.
“Il segreto del successo della Puglia sta nel lavoro svolto sin qui per la professionalizzare il settore – afferma Vendola che per il futuro ha evidenziato la necessità di entrare nei mercati esteri – Cerchiamo di farci conoscere nel mondo e di fare in modo che il mondo venga ad arricchirci”.
Vendola ha poi ringraziato Giorgio Forattini e Roberto Vecchioni testimonial d’eccezione per la Regione. Alla conferenza stampa presente anche anche Amalia Grè “una voce che travalica i confini regionali”.
L’assessore Godelli ha ricordato come nel 2011 la Puglia abbia superato i 3 milioni di turisti, trend in crescita. Un mercato che non solo consolida le posizioni della domanda turistica tradizionale come Germania, Francia e Regno Unito, ma che vede profilarsi all’orizzonte nuovi Paesi di provenienza come la Russia (+ 40%) e i cosiddetti Paesi Brics, ovvero Brasile, India, Cina e Sudafrica.
Invece ha parlato d’eccellenze nel settore agroalimentare che hanno una ricaduta notevole sul turismo l’assessore alle Politiche Agroalimentari Dario Stefàno: “Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a Milano la rete di circa 70 masserie didattiche, qualità attraverso le proprie tradizioni culinarie ed enogastronomiche, diventate elemento catalizzatore di flussi turistici in Puglia”.

Jenny De Cicco

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Nessun dubbio sulla Tap per gli ambientalisti di Melendugno

Il 16 gennaio si è svolto l’incontro tra i responsabili della Trans Adriatic Pipeline e la cittadinanza. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi la sera di giovedì nel cinema di Melendugno, poi spostata presso la sala convegni della locale scuola media di via San Giovanni, rivelatasi poco capiente per il pubblico presente.
All’incontro presenti centinaia di ambientalisti che hanno animato subito la seduta, con un invito alla calma dal sindaco facente funzioni Mauro Russo (che sostituisce il compianto Vittorio Potì).
I dirigenti hanno preso la parola per spiegare, per bocca di Paolo Pasteris, country manager di Tap per l’Italia, che l’azienda ha tenuto una cinquantina di incontri con enti e istituzioni, dai rappresentanti dei ministeri interessati alle associazioni locali. Spiega che l’attraversamento del metanodotto interesserà 4-5 comuni del Salento, che gli impianti per l’immissione del gas nella rete saranno realizzati dalla Snam, che la Tap è in gara con la Ig Poseidon il gasdotto proveniente dalla Russia, il cui progetto è già stato approvato e che dovrebbe approdare a Otranto.
Pasteris ha spiegato come il gas che approderà nel Salento è estratto nel mar Caspio e percorrerà 800 chilometri dalla Grecia all’Italia passando per l’Albania. La fornitura sarà di 10 miliardi di metri cubi l’anno, grazie ai lavori di realizzazione che inizieranno entro il 2015 e saranno terminati nel 2018 con la messa a regime. I cantieri saranno chiusi da giugno a settembre per non interferire con le attività turistiche e della pesca. Ci saranno dei benefici, diretti e indiretti, per le popolazioni interessate e indennizzi per i proprietari dei terreni sotto i quali passerà il gasdotto.
Il progetto prevedeva come punto d’arrivo delle tubazioni la zona di Brindisi, a una prima stesura. Carlo Maiola ha spiegato perché proprio San Foca e non la zona industriale di Brindisi. “Perché non ci sono aree protette né a Sud né a Nord del punto di approdo individuato, perché l’area delle Cesine dista 1,8 chilometri e perché nella zona di Brindisi ci sono ampie praterie di posidonia oceanica, protetta a livello comunitario, non possiamo attraversarele”. Il brindisino avrebbe dato problemi di sicurezza per la vicinanza con l’aeroporto, il petrolchimico o il rigassificatore. In effetti la posidonia è presente anche a San Foca, ma in maniera meno estesa, che consente la realizzazione di un microtunnel sotto il fondo marino per superarla.
Lorenzo Bertolè della Erm ha spiegato l’iter burocratico e annunciato la fine delle indagini della piattaforma al largo di San Foca per i primi di marzo.
In seguito la parola è passata ai presenti che hanno lamentato i propri timori e la volontà di non far passare il gasdotto dal basso Salento, facendo sventolare bandiere nere al posto di quelle blu ottenute dalla marina. Così s’è invocato anche il “Referendum”, anche grazie alla presenza dell’esponente leccese dell’Idv Sabrina Sansonetti.
Molte le reazioni del giorno dopo, una esemplare è quella di Treble Lu Professore, che ha postato sul suo profilo Facebook: “Ieri sera a Melendugno incontro tra TaPPi e cittadini (sovrani non dimentichiamo).
Il TAP che ci metteranno dove potete immaginare! C’è un momento in cui le parole non servono più, qui non ci sono ragioni da ascoltare. E’ tutta una messa in scena e il comune recita la parte più equivoca. Non vogliamo le loro risposte, che imboniscano altri, io ho deciso senza appello: no Tap, e piano piano altri come me decideranno. Non capite che l’intento di quelli che sono venuti da lontano (e qualcuno da vicino) era di dividere i convinti dai dubbiosi? Dividi et impera”.

Jenny De Cicco

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Ermete Realacci e Antonio Maniglio difendono Porto Miggiano

Continua su più fronti la controffensiva ambientalista per Porto Miggiano.
Oggi è stata presentata un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore all’urbanistica Angela Barbanente riguardante il porto di Miggiano, dal consigliere del Pd e vicepresidente del consiglio regionale Antonio Maniglio, che si pone sulla scia dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Pd Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente.
La settimana scorsa Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e dell’Ambiente Corrado Clini e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi per chiarire quali siano gli interventi che intendano adottare.
Realacci ha riportato nell’intervento alla Camera come “si sta consumando un caso emblematico della situazione di sfruttamento selvaggio di territorio, deturpamento, incuria e abuso edilizio risulta essere il tentativo di costruzione, progetto peraltro incurante dei problemi di stabilità geologica della costa dell’area individuata, di un complesso turistico – residenziale, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastrisi, con la realizzazione di 536 unità abitative in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Una vasta opera di cementificazione di un lembo ancora incontaminato della costa adriatica nella zona a ridosso del parco regionale naturale Otranto-Santa Maria di Leuca. Conseguentemente, un’immensa colata di cemento, se non fermata, ricoprirà l’area denominata comparto 13 del comune di Santa Cesarea Terme classificata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela (articolo 36 del decreto legislativo numero 42 del 2004)”.
Realacci ha sottolineato l’inquadramento del caso in un contesto regionale segnato da un ampio ricorso all’abusivismo e ai reati ambientali, collocando la Puglia al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati (nel 2010) con il 12,7 per cento del totale nazionale.
Oggi l’interrogazione di Maniglio in Regione. “E’ indispensabile – riferisce Maniglio – che anche la Regione Puglia esprima il suo parere e assuma le determinazioni conseguenti, visto che a tutela dei beni paesaggistici e naturali c’è una larga mobilitazione civica che si esprime anche sulla rete, dove è attiva la pagina del Comitato di Tutela per Porto Miggiano, che la Puglia e la provincia di Lecce, sono ai primi posti per il numero di abusi edilizi che hanno degradato interi pezzi di costa, chiede al presidente della Regione e all’assessore all’Urbanistica di verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento sopra citato con la programmazione urbanistica e paesaggistica della Regione Puglia, di accertare se l’insediamento sopra indicato è coerente con le finalità di difesa dell’ambiente definite nell’istituzione del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca e di assumere ogni iniziativa possibile per tutelare un pezzo di costa che, per la sua indiscutibile bellezza, è stata spesso utilizzata per pubblicizzare una Puglia incontaminata”.
La risposta del presidente Vendola e dell’assessore Barbanente non tarderanno ad arrivare nei prossimi giorni.

Jenny De Cicco

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Palmariggi s’illumina di meno

Ieri sera, il Comune di Palmariggi è stato ospite in diretta della trasmissione Caterpillar di Radio2 in occasione dell’evento “M’Illumino di meno”. Non è il primo anno che l’amministrazione di Palmariggi segue quest’evento che vuole sensibilizzare al risparmio delle risorse energetiche, parafrasando una celebre poesia di Eugenio Montale. L’amministrazione comunale ha infatti partecipato per il terzo anno consecutivo alla manifestazione, ma quest’anno i protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole di Palmariggi, che attraverso il Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno promosso una campagna di sensibilizzazione presso le famiglie della comunità. “I ragazzi hanno redatto del materiale informativo sulla manifestazione – si legge nel comunicato del sindaco Anna Elisa Stifani – e sul decalogo del risparmio energetico che contiene semplici regole da adottare nella vita quotidiana per dare il proprio contributo alla causa del risparmio energetico e sull’utilizzo di fonti alternative di energia. Palmariggi è stato scelto fra i vari vomuni d’Italia, dopo gli interventi da Vicenza, Udine, Napoli, Bari, grandi città italiane. L’amministrazione comunale è da sempre impegnata in iniziative che riguardano la tutela dell’ambiente e seppur con le poche risorse a disposizione cerca di dare il proprio contributo e il buon esempio”. Sindaco, assessori, Consiglio Comunale dei Ragazzi, ragazzi delle scuole, genitori sono stati impegnati in una tre giorni di volantinaggio di sensibilizzazione al tema del risparmio. La macchina comunale è stata utilizzata per diffondere per le vie del paese l’inno di “M’illumino di meno” e gli slogan sul risparmio ideati dai ragazzi. Una vera colonna sonora durante la distribuzione del materiale informativo sull’evento e sul decalogo del risparmio. “L’utilizzo della macchina dell’arrotino – continua Stifani – come l’ha definita uno dei conduttori Rai, ha destato la curiosità dei redattori e dei conduttori della trasmissione radiofonica. È stato un po’ come tornare indietro nel tempo, a quando i vecchi banditori, attraversavano le vie del paese per informare la popolazione. Un passo indietro, una riflessione, rispetto a tante abitudini poco sostenibili e poco rispettose dell’ambiente che comportano sprechi di risorse ambientali ed economiche”.

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Saverio Congedo esprime solidarietà per i lavoratori socialmente utili della scuola

Il consigliere regionale del Pdl, Saverio Congedo, ha espresso la propria solidarietà per i lavoratori socialmente utili della scuola penalizzati da una situazione mai definitivamente risolata. “Non si può non solidarizzare – ha dichiarato Congedo – con i lavoratori socialmente utili della scuola che da oltre 16 anni svolgono servizi di pulizia nelle scuole statali, dopo essere stati fatti transitare in ditte private convenzionate all’insegna di una promessa di stabilizzazione. A questi lavoratori, padri e madri di famiglia, già provati da una difficile situazione di precarietà lavorativa, viene ora negato anche il diritto alla percezione dello striminzito stipendio, con ricadute pesanti sulle proprie famiglie”. Già un anno fa il consiglio regionale, con un ordine del giorno, impegnò il governo regionale ad “attivare ogni soluzione utile e praticabile per venire incontro alle loro giuste istanze”, percorrendo anche strade già percorse per altro personale scolastico precario. “A oggi – continua il consigliere Congedo – la situazione non solo non è stata risolta, ma ove possibile si è anche ulteriormente aggravata”.
Infine, Congedo conclude il suo intervento con un appello: “Di qui un nuovo appello a tutte le istituzioni del territorio, ivi compreso il Prefetto di Lecce, affinché venga individuata e attuata ogni soluzione utile a dare soddisfazione alle loro giuste istanze e al sacrosanto diritto allo stipendio”.

Alessandro Conte

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