Posted on 14 Febbraio 2012. Tags: Acquedotto Pugliese, Antonio Fitto, tombini
I chiusini storici dell’epoca fascista saranno recuperati ed esposti nel museo dell’archeologia industriale di prossima istituzione nell’ex fabbrica di mobilio dei fratelli Piccinno. Si conclude nel miglior dei modi una vicenda nata in sordina ma che, col passare del tempo, era arrivata all’onore delle cronache cittadine. Nei giorni scorsi, infatti, l’Acquedotto pugliese aveva rimosso gli antichi tombini presenti in piazza Aldo Moro, a due passi dal circolo cittadino, con delle coperture in ghisa più moderne e funzionali ma sicuramente meno cariche di valore affettivo. L’intervento di manutenzione si era reso necessario a causa delle forti precipitazioni atmosferiche degli ultimi tempi che avevano danneggiato in maniera irreparabile i chiusini. Alcuni cittadini però, allarmati dalla sostituzione, avevano presentato le proprie rimostranze al sindaco Antonio Fitto che, con tempestività, aveva provveduto a sollecitare la restituzione all’ente dei tombini sostituiti. “Nella mattinata di giovedì scorso -ha dichiarato il primo cittadino- ho incontrato una delegazione dell’Aqp per rilevare la disponibilità a farci dono dei chiusini rimossi.
Ringrazio, perciò, i vertici dell’Acquedotto che sin da subito si sono dimostrati collaborativi ed hanno risposto con solerzia alle richieste di questa amministrazione, oggi come sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio storico ed artistico che Maglie racchiude e che merita tutela e valorizzazione”. I chiusini risalgono al XIV anno dell’era fascista e portano impresso il fascio littorio e lo stemma della città di Maglie e furono impiantati all’epoca dell’arrivo della cosiddetta “fogna dinamica” che permise di superare cioè il frequente ricorso allo sversamento nelle fosse biologiche.
Maurizio Tarantino
Posted in Politica, Primo Piano
Posted on 11 Febbraio 2012. Tags: Elezioni amministrative 2012; Tricase; politica; primarie
Fumata nera in casa del centrosinistra a Tricase al termine del tavolo di confronto del 6 febbraio scorso tra Sel, Pd, Puglia per Vendola, Socialisti e Antonio Coppola.
Non si è giunti, infatti, all’individuazione di un candidato capace di riscuotere ampia condivisione e unanimi consensi all’interno della coalizione di centrosinistra e se l’ipotesi delle primarie, che lascerebbero la parola e il voto alla cittadinanza, non è stata del tutto accantonata, è pur vero che il tempo stringe.
Questo il quadro al termine del confronto.
Il Pd, da sempre poco propenso all’ipotesi delle primarie- come confermerebbero le parole del segretario cittadino di Sel Sergio Fracasso- ha chiesto ancora tempo e si è riservato di dare una risposta a giorni, dichiarando che comunque esiste una ferma volontà di confronto.
Di fatto, all’interno del centrosinistra mancherebbe la convergenza su un unico candidato con un programma elettorale condiviso. Del resto, l’Italia dei Valori, già prima di Natale, aveva individuato un proprio candidato sindaco nella persona di Giuseppe Panico e aveva iniziato a creare intorno a lui un clima di consensi e a stilare un programma politico, pur senza escludere la possibilità di accettare nuove adesioni in itinere.
L’ipotesi “primarie” pare invece prospettarsi per il Pdl e per tutto il centrodestra, come preannunciato nei giorni scorsi da Raffaele Fitto; in tal senso, potrebbe essere illuminante l’esito del congresso provinciale di sabato e domenica. Ma è tutto ancora da scrivere.
Intanto, sembrerebbe continuare il lavorio di alcuni esponenti dell’ex giunta guidata da Antonio Musarò, alla ricerca di un candidato in grado di attirare intorno alla sua persona ampi consensi. L’obiettivo cui punterebbero, con un volto nuovo per la politica di Tricase, non è solo la vittoria alle prossime amministrative, ma anche e soprattutto la possibilità di creare un gruppo di lavoro capace di dare alla città e ai suoi cittadini un governo stabile e duraturo.
A ogni modo, non si escluderebbe la possibilità di individuare un unico candidato e bypassare così le primarie, ma per questo è necessario attendere gli sviluppi dei prossimi giorni.
Antonella Cazzato
Posted in Politica, Primo Piano
Posted on 11 Febbraio 2012. Tags: BIT, erosione, Foto
Coro di no contro l’iniziativa dei volantini per la Borsa del Turismo di Milano ideati da Assobalneari Salento.
Il Sindacato Italiano Balneari si scaglia contro l’iniziativa annunciata dal vicepresidente nazionale di Assobalneari Federbalneari Mauro Della Valle.
Le foto delle spiagge salentine colpite dall’erosione e dal maltempo, secondo Luca Mangialardo presidente di Sib sono lesive nei confronti degli operatori dell’intero comparto turistico pugliese.
Sulla vicenda ha espresso contrarietà anche Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti che sostiene l’inadeguatezza del modus operandi di Assobalneari, metterà in pericolo l’immagine della Puglia e soprattutto l’avvio e il buon esito della stagione estiva.
Confindustria Lecce si scaglia contro Mauro Della Valle. Secondo Confesercenti non è possibile, in un contesto come quello della BIT, cercare di mettere in imbarazzo un’Istituzione per raggiungere un fine.
Pronta la replica di Assobalneari Salento Federbalneari: “Dispiace constatare la distanza che le altre associazioni di categoria (di cui solo una rappresentativa degli imprenditori balneari) hanno inteso ufficializzare rispetto alla chiara provocazione lanciata da Assobalneari di portare alla Bit un depliant raffigurante le spiagge salentine erose – dice Della Valle – Ancora una volta, le necessità di facciata superano la sostanza, un’altra occasione mancata per la tutela del nostro territorio, che naturalmente non passa attraverso campagne di marketing in negativo ma attraverso azioni finalizzate a dare uno scossone ad una classe politica silente e dormiente.
Sappiamo, il compiacimento vale più della tutela degli interessi collettivi e solo tale logica può sostenere la reazione che ha avuto la provocazione lanciata da Assobalneari Salento FederBalneari, quella che oggi è una provocazione non è detto che un giorno non diventi realtà quando si arriverà (e non manca molto) alla disperazione”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano, Turismo
Posted on 11 Febbraio 2012. Tags: Bruxelles, Europa, immigrazione, Nichi Vendola, Onofrio Introna
Sul tema immigrazione è intervenuto il presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna. “Immigrazione verso il vecchio continente: l’Europa non può fare finta di non vedere e non sentire – ha dichiarato Introna – Tantomeno può riprendere la vecchia strategia delle cannoniere. L’Europa non può lasciare sola la Puglia: la nostra politica di accoglienza non è un capriccio, è la consapevolezza di una necessità storica e di una opportunità”.
Il presidente Onofrio Introna continua schierandosi dalla parte del presidente Nichi Vendola. “Sono con il Presidente della Regione e con gli argomenti che ha lucidamente illustrato al Comitato delle Regioni. Sono anche orgoglioso della Puglia che ha rappresentato a Bruxelles: una Regione sempre più civile quanto più di frontiera, che in momenti così difficili ha la forza di indicare un modello di comportamento virtuoso a un intero continente, nei confronti di uno dei problemi più attuali. Un’Europa tanto progredita quanto sempre più anziana, per effetto dell’invecchiamento della popolazione e dei bassi indici di natalità, ha bisogno di energie giovani”.
Quello che alla Puglia è chiaro da tempo dovrà diventare una consapevolezza dell’intero sistema continentale, perché la “nostra regione – insiste Introna – non può essere abbandonata a se stessa davanti a masse di disperati, come se non fosse la porta meridionale dell’Europa ma una terra di nessuno”.
Introna conclude chiarendo un punto fondamentale, la legislazione. “Certo, gli afflussi vanno disciplinati, serve una legislazione che tenga conto dell’offerta di occupazione ai cittadini extracomunitari ma anche dell’esigenza di non impoverire paesi in via di sviluppo, sottraendo forza lavoro giovane e soprattutto energie intellettuali, i ‘cervelli’, la classe dirigente del futuro.”
Alessandro Conte
Posted in Politica, Primo Piano
Posted on 11 Febbraio 2012. Tags: Antonio Maniglio, Borgo S. Nicola, Ctp “Centro territoriale permanente”, Pietro Rossi
Le condizioni nelle quali versano gli ambienti del carcere Borgo San Nicola non permettono un adeguato apporto scolastico. Questo è quanto emerge dalla lettera aperta del vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Maniglio (Pd), al garante regionale dei detenuti, Pietro Rossi.
“Con la presente – scrive Maniglio – Le voglio segnalare la situazione che riguarda la casa circondariale di Lecce con particolare riferimento alle condizioni di lavoro e di studio di quanti insegnano o frequentano la scuola di Borgo San Nicola. I docenti impegnati nel carcere hanno più volte denunciato la carenza di spazi e di materiale didattico, problema cronico di quasi tutte le scuole dei penitenziari, cui fanno fronte con un volontariato personale, che sfiora un idealismo di altri tempi. Ci si contende spazi angusti, inospitali, mal costruiti e disumani per poter aprire una nuova aula e farla funzionare. Si tratta di ambienti con un’acustica pessima, che obbligano i docenti a sgolarsi in mezzo ai rumori della vita reclusa. Qualche carta geografica e una lavagnetta completano l’arredamento. Del resto, hanno sottolineato gli insegnanti, se i detenuti sono ammassati nelle loro celle, come si può pretendere di avere un ambiente dignitoso dove far loro scuola? Presso il carcere di Borgo San Nicola ci sono 5 classi di alfabetizzazione primaria, 6 classi di scuola media che fanno capo al Ctp (Centro territoriale permanente) presso la scuola di primo grado “Dante Alighieri” di Lecce e 12 classi di scuola superiore, che fanno riferimento all’Itc “Olivetti” di Lecce. Circa 300 studenti-detenuti partecipano alle lezioni, esercitando il loro diritto alla rieducazione. Ma ciò avviene in ambienti inagibili per un freddo umido, che minaccia la loro salute e quella degli insegnanti. Bronchiti e polmoniti sono le malattie più diffuse in questo periodo. Nelle giornate più rigide, come quelle che stiamo attraversando, i detenuti preferiscono rimanere in cella e non partecipare alle attività didattiche, mentre gli insegnanti non hanno questa opportunità e qualcuno di loro ha provveduto a portarsi da casa la stufetta o la borsa dell’acqua calda. Il carcere, d’altronde, è in una situazione economica difficile e non è in grado di sostenere l’aumento delle ore di riscaldamento che è già insufficiente, poiché l’impianto rimane acceso solo dalle sette alle nove di sera”.
I problemi, dunque, sono molteplici, dal materiale agli spazi, agli ambienti freddi e umidi. Per questo, Maniglio prosegue proponendo un tavolo tecnico di confronto per cercare una soluzione. “Al fine di dare una risposta ai docenti e ai detenuti, si potrebbero coinvolgere le istituzioni interessate mettendo intorno a un tavolo il Comune e la Provincia di Lecce e il Provveditorato agli studi, oltre alla direzione del carcere e, magari, una delegazione di dicenti; e in tale sede procedere a una comune assunzione di responsabilità. Non penso – conclude – che sia impossibile trovare le risorse per riscaldare 20 aule e fornire un po’ di materiale didattico a chi tenta la difficile strada del reinserimento sociale e a quanti, i docenti, svolgono la loro attività non in modo burocratico ma con alto senso civico”.
Alessandro Conte
Posted in Politica
Posted on 10 Febbraio 2012. Tags: Ettore Caroppo, Giuseppe Colafati, Minervino, Poggiardo, SAC
Dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, a proposito della presentazione del progetto Sac “Serre Salentine” alla Bit di Milano in programma dal 16 al 19 febbraio, è arrivata la pronta risposta del sindaco di Minervino, Ettore Caroppo. “È con estremo dispiacere – afferma il sindaco Caroppo – che ho appreso solo dalla stampa dell’importante riconoscimento attribuito ai tecnici che hanno redatto il Sac “Serre Salentine”, che costituiscono il cuore pulsante delle attività messe in cantiere già diversi mesi prima che Colafati fosse eletto sindaco del comune di Poggiardo, ente capofila del progetto. Con le comunicazioni spedite per posta elettronica e i comunicati stampa inviati alle diverse testate giornalistiche, ancora una volta il sindaco di Poggiardo dimostra di non saper scindere il suo ruolo di sindaco di una comunità rispetto alla governance complessiva di un territorio che interessa più comuni e che ha individuato l’ente che ora egli guida quale capofila di un progetto specifico.
Non comprende infatti che rilasciare dichiarazioni in nome e per conto di altri enti locali richiede prudenza e consapevolezza di un ruolo di rappresentanza generale che può essere pregiudicato da dichiarazioni che possono andar bene solo se riguardano il proprio comune e non già un’aggregazione di comuni. Questi, infatti, per l’inerzia proprio del sindaco di Poggiardo, non hanno ancora definito la propria governance né gli assetti né le responsabilità per la conduzione del progetto complessivo”.
Il sindaco, inoltre, chiede chiarimenti circa il modello di sviluppo previsto nei rispettivi territori. “Qual è il nostro? – dice – Ritiene forse di avere una risposta senza che noialtri sindaci non ne sappiamo nulla? Francamente non comprendo i motivi di questi ritardi, forse perché si teme di non poter dettare tutte le condizioni di attività? Comprendo che ai fini elettorali del proprio comune questo modo di fare può essere appagante ma in termini di collaborazione tra enti locali è del tutto deleterio. Mi auguro che tale circostanza possa fungere da sprone al sindaco di Poggiardo, affinché si decida a convocare l’assemblea dei sindaci per dare seguito agli incontri interlocutori già avuti alcuni mesi fa, al fine di dare reale avvio alla gestione del Sac in ossequio anche a quello spirito di collaborazione richiamato nel comunicato stampa. Insieme agli altri sindaci siamo ancora in attesa di essere convocati per il Sac e da ancora più tempo aspettiamo che il sindaco Colafati mantenga gli impegni che aveva assunto, prima delle elezioni amministrative del comune di Poggiardo, riguardo agli assetti gestionali del Consorzio per la gestione del Piano di Zona. Quanto letto nel comunicato stampa dimostra ancora una volta che il sindaco di Poggiardo con il suo modo di fare anziché interessare e coinvolgere gli altri colleghi sindaci tende alla sola gestione di ciò che altri hanno costruito. Ritiene forse di poterne trarre antaggio da un semplice ruolo di comune capofila? Forse gli sfuggono le responsabilità proprie, riguardo all’importanza ci decisioni che devono essere assunte dall’assemblea dei sindaci che pure ha il diritto e il bisogno di essere rappresentata da un proprio presidente che, proprio per responsabilità dello stesso Colafati, ancora non è stato individuato.
Credo che sia giunto il momento che prenda atto che i sindaci dei comuni, che finora ha avuto l’onore di rappresentare, non sono suoi consiglieri comunali ma meritano più rispetto. Buon viaggio a Milano”.
Alessandro Conte
Posted in Politica, Primo Piano
Posted on 09 Febbraio 2012. Tags: Antonio Fitto, Antonio Giannuzzi, Corte dei Conti, patto di stabilità
Non si è fatta attendere la replica di Antonio Giannuzzi sulla questione del patto di stabilità. Una risposta che rilancia le preoccupazioni sulla grave situazione finanziaria alla luce dello sforamento attestato, a parere del consigliere di Città Libera, in circa un milione e centomila euro. “La stampa ha riportato la posizione del sindaco -spiega Giannuzzi- riferita alla pesante situazione finanziaria: è evidente che il primo cittadino tende a sminuire la serietà della situazione ritenendo che sia suo dovere farlo”. Antonio Fitto aveva sottolineato come lo sforamento del patto di stabilità per il 2011 fosse legato esclusivamente al saldo di spesa dell’anno, “anziché a situazioni di criticità di bilancio, tutte inesistenti”. Il riferimento, in quest’ultimo passaggio era proprio alla denuncia di Giannuzzi che aveva puntato il dito sulla gestione finanziaria: “Così come è stata politicamente condotta, in questi anni, non poteva che portare al peggio”. Giannuzzi inoltre respinge al mittente le accuse di scarso sostegno evidenziate dal sindaco Fitto: “Riguardo alla collaborazione reclamata, è facile rispondere che più volte la minoranza, come anche la Corte dei conti, hanno fatto dei rilievi puntualmente ignorati se non minimizzati. È il primo cittadino che minimizza quando fa intendere che lo sforamento del 2011 è una sciocchezza come se nulla fosse accaduto, per cui lo sforamento non avrebbe nessuna conseguenza. In realtà, il Patto o viene rispettato o no, le sanzioni sono le stesse e quelle per il 2012 saranno pesantissime. Precisiamo che lo sforamento del 2011 è di circa 1 milione e 100mila euro peggio di quanto temevamo. Bene farebbe il sindaco ad essere più realista per evitare che, a furia di dire che tutto va bene, ci si ritrovi nei guai come è successo con il precedente governo”.
Maurizio Tarantino
Posted in Politica, Primo Piano
Posted on 08 Febbraio 2012. Tags: “Serre Salentine”, BIT, Comune di Poggiardo., Giuseppe Colafati, progetto SAC
La Regione Puglia presenterà, alla prossima edizione della Borsa Internazionale del Turismo, “Serre Salentine”. Questo è il nome del progetto Sac (Sistema Ambientale e Culturale) con a capo il comune di Poggiardo e al quale aderiscono anche i comuni di Botrugno, Cursi, Maglie, Miggiano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Nociglia, Ruffano, San Cassiano, Sanarica, Scorrano, Specchia, Spongano, Supersano, Surano. Oltre a questo progetto verranno presentati anche altri due progetti in ambito regionale, “Mari tra le Mura” e “Salento di Mare e di Pietra”. Ѐ un riconoscimento importante da parte della Regione, determinato dal valore strategico e dall’avanzato stato di progettazione del progetto Bandiera del Sac “Serre Salentine” che ne consente un’attivazione immediata. Nello specifico, i Sac sono enti sovracomunali istituiti dalla Regione Puglia con l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali, culturali e turistiche pugliesi. Con i Sac, i comuni si uniscono formando un sistema per mettere a punto le strategie più idonee per la valorizzazione del territorio. La popolazione complessiva dei 16 comuni facenti parte del SAC “Serre Salentine” è di 75292 abitanti distribuiti su una superficie pari a 279,71 chilometri quadrati.
“Credo sia motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutto il partenariato del SAC “Serre Salentine”, dai sindaci dei sedici comuni ai tecnici e agli altri operatori coinvolti, rappresentare l’eccellenza dei sistemi culturali e ambientali della nostra regione in un contesto così prestigioso come la Bit di Milano – ha dichiarato il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati – un risultato raggiunto grazie allo spirito di collaborazione e alle capacità di tutti. Il Sac Serre Salentine nasce dalla volontà di valorizzare i beni ambientali e le attività culturali del nostro territorio, partendo dall’idea che si ha bisogno di servizi per valorizzare quelli che sono i nostri beni, per migliorarne la gestione, ottimizzando le risorse, per aumentarne la fruibilità e farli diventare un reale volano di sviluppo. I Sac, sotto questo profilo, sono pertanto un’occasione formidabile da cogliere pienamente nell’interesse di un territorio che ha enormi potenzialità ancora inespresse.”
Alessandro Conte
Posted in Politica, Primo Piano
Posted on 07 Febbraio 2012. Tags: Comitato, Melendugno, tap
Nasce da Facebook e approda nella realtà un altro comitato in difesa dell’ambiente salentino, il Comitato No Tap, gasdotto che presto giungerà sulle coste della Terra d’Otranto, che si aggiunge all’Igi Poseidon di Edison.
Grazie ai social network e alla velocità con cui viaggiano le informazioni, è nato il No Tap che richiama nel nome i No Tav e si collega ad altri comitati di tutela salentini nati sul noto social di Zukemberg.
Presentato pubblicamente la sera del 4 febbraio a Melendugno, alla presenza di cittadini e associazioni – Nuova Messapia, Sportello dei Diritti, Idv articolo 3, Tramontana, Cambiamo Aria, Save Salento, Coordinamento Civico, Forum Ambiente Salute e Meetup Leccesi – il comitato si contrappone al progetto della Trans Adriatic Pipeline, per la quale il 24 gennaio sono stati avviati sondaggi al largo di San Foca, per raccogliere campioni del fondale a fini di studio lungo il percorso del gasdotto, che dal Mar Caspio arriva sino all’Italia.
Il fine del nuovo comitato è quello di coordinare una linea comune fra tutte le associazioni e del territorio esposto al pericolo del gasdotto Tap aggiuntosi al metanodotto, già autorizzato, Igi Poseidon d’Otranto, i cui lavori partiranno nel 2013 e che fa capo alla joint venture Edison-Depa “Igi Poseidon” e collegherà l’Italia alla Turchia tramite la Grecia.
Il comitato s’adopera informando e sensibilizzando, coinvolgendo i cittadini e promuovendo iniziative al fine di scongiurare il perpetrarsi di un altro scempio ambientale, che prevede di portare il gas dal Mar Caspio all’Italia.
“Un progetto folle”, sottolineano dal comitato.
La multinazionale ha già avviato i sondaggi ispettivi il 24 gennaio, con il posizionamento di grosse piattaforme visibili dalla costa, una è stata infatti fotografata da alcuni cittadini nei pressi di San Foca, zona di pregio e d’inestimabile valore ambientale e storico, tutelata per la presenza della macchia mediterranea e d’una estesa prateria sottomarina di posidonia – alga protetta da leggi comunitarie, essenziale per gli equilibri marini – e per la presenza di resti archeologici di epoca messapica e romana.
Il comitato nei prossimi giorni avvierà iniziative e manifestazioni per il coinvolgimento dei cittadini, istituzioni e di chiunque abbia a cuore la massima tutela di questa terra patrimonio dell’umanità.
Il gruppo Facebook ha superato i 1200 iscritti a pochi giorni dalla sua creazione, sottolineando l’ interesse dei salentini per la salvaguardia del territorio, della bellezza naturalistica e dei luoghi intrisi di storia, di cui ha fatto la propria risorsa, confermando la propria vocazione green.
La Tap, in una nota ufficiale, ha reso noto d’essere pronta a presentare la Valutazione d’impatto ambientale e sociale in Italia, ma con un percorso più breve. Il nuovo tracciato prevede una sezione di 5 chilometri sulla terra, rispetto ai 22 chilometri iniziali e il cambio del punto d’allaccio alla rete nazionale, tramite Snam Rete Gas.
La modifica si rifletterà nella stesura della Esia, la cui presentazione Ministero dell’Ambiente è prevista a febbraio 2012.
Intanto la Tap continua la raccolta delle osservazioni e dei commenti di tutte le parti interessate, invitando la comunità a discutere la bozza del progetto in un incontro pubblico, a Melendugno, giovedì 16 febbraio, dalle 17,30 presso il Nuovo Cinema Paradiso.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 07 Febbraio 2012. Tags: Bari, Clini, green economy, mediterre
La green economy in Puglia: i risvolti delle dichiarazioni sull’attività estrattiva dello scorso 2 febbraio del ministro all’Ambiente Clini.
In questi giorni Lorenzo Nicastro, assessore regionale alla qualità ambientale pugliese, si è espresso sulla green economy, tema che tiene banco anche per via della manifestazione Mediterre a Bari: “Quando parliamo di economia verde non possiamo prescindere dal ripensare il nostro stile di vita e soprattutto non possiamo avere la presunzione di giocare in completa solitudine una partita che è globale: il progressivo abbandono delle energie fossili e lo sviluppo di fonti rinnovabili è uno dei temi più cari a questo governo regionale che, da anni, ha avviato questo processo”. Così l’assessore al convegno Innovazione, ricerca e distretti della Green Economy tenutosi a Mediterre: “Dall’integrazione, dallo scambio, dal confronto nasce la possibilità di apprendere buone pratiche, come quella olandese di riuso delle biomasse degli allevamenti bovini per la produzione di energia da biogas”.
Continuano le polemiche su quanto riferito a Bari dal ministro Corrado Clini sull’insediamento delle piattaforme petrolifere in Puglia: “Se pensate che si debba aprire una problematica in generale sul fatto che non se ne debbano fare, perdete perché questo va contro direttive e contro regole europee… Dobbiamo scegliere se siamo capaci d’investire sulle fonti rinnovabili e sul loro sviluppo così da creare una competizione con le fonti fossili”.
Insorgono i comitati di tutela del territorio, secondo i quali si tratta di dichiarazioni inaccettabili: “Averle ascoltate dall’attuale ministro all’Ambiente rende quell’esperienza pesante come un macigno.
Col passare del tempo serviranno a poco le osservazioni di regione, enti locali, comitati, associazioni e singoli cittadini, come le stesse battaglie legali. Sono misure difensive insufficienti se il governo continua a concedere i permessi autorizzativi alle società petrolifere. Si blocchino gli iter autorizzativi in corso e vengano abrogati i permessi già concessi, consentendo esclusivamente l’esaurimento degli impianti di estrazione funzionanti. Al fine di contenere i danni di tali impianti, ma più in generale a difesa di tutte le aree inquinate del Paese, si abbassino i limiti minimi sullo sversamento di sostanze inquinanti nell’ambiente per adeguarli agli standard europei e dell’Oms, spesso centinaia di volte inferiori. Si aumentino le cosiddette royalties sulle estrazioni in corso, adeguando anch’esse alle medie europee”.
Il consigliere Pd Giovanni Epifani, esprime in una nota il proprio disappunto: “Non è possibile non tener conto della inequivocabile volontà dei pugliesi e la manifestazione di Monopoli del 21 gennaio ne è la conferma. La Puglia, è risaputo, è regione a vocazione turistica ed è proprio questa voce che contribuisce a comporre il nostro pil”.
Il capogruppo consiliare del Pdl alla Regione Puglia Rocco Palese invece: “Esprimo viva soddisfazione per i chiarimenti forniti dal ministro Clini in relazione alla nota vicenda delle paventate trivellazioni in Adriatico.
Il ministro ha chiaramente sgombrato il terreno dai timori che nutrivamo sui rischi rivenienti da operazioni che avrebbero potuto mettere a repentaglio il grande patrimonio costituito dal nostro mare.
Sono così accolte e soddisfatte le pressanti richieste del consiglio regionale che aveva unanimemente recepito le istanze mai tanto corali delle nostre popolazioni”.
Jenny De Cicco
Posted in Ambiente, Politica, Primo Piano
Posted on 07 Febbraio 2012. Tags: Area pip, Lucia Marzo, opere pubbliche
L’area Pip magliese sarà rimessa a nuovo. Il nuovo bando pubblicato dall’amministrazione scadrà il prossimo 13 febbraio e permetterà di realizzare tutta una serie di interventi per l’ammodernamento e il completamento delle infrastrutture presenti nell’area. L’importo messo a disposizione dagli uffici regionali sarà di 327.257 euro (senza iva) più 14mila euro per la sicurezza: una somma molto inferiore a quanto preventivato dall’ufficio tecnico magliese che in origine, basandosi sul progetto dell’architetto Lucia Marzo, aveva richiesto un finanziamento di quasi 1 milione e 400mila euro. Nel dettaglio si procederà dapprima alla sistemazione dello smaltimento delle acque meteoriche nella zona attorno al campo sportivo comunale, una area che raccoglie molto spesso le precipitazioni provenienti da est, da nord ed in piccola parte da sud. Un fatto che causa frequenti allagamenti e ristagni mandando in crisi l’attuale sistema di raccolta delle acque.
Il sistema di captazione sarà quindi migliorato con la costruzione di ulteriori 90 griglie, che convoglieranno verso il recapito terminale esistente una consistente quantità di acque superficiali, determinando un sensibile miglioramento delle capacità di assorbimento generale della rete e limitando quindi al minimo le possibilità di allagamento e ristagno. Al fine di migliorare e completare la viabilità saranno realizzati nuovi marciapiedi e spartitraffico nelle zone che ne risultano sprovviste e saranno ultimati quelli rimasti incompleti.
Alla fine dei lavori saranno ripristinate in maniera ottimale le sedi viarie e i marciapiedi interessati. Con le restanti somme si metterà a punto un sistema di videomonitoraggio mediante l’installazione di telecamere nei punti di accesso all’area Pip ed in altri ritenuti strategici per il controllo. Le aree monitorate saranno dotate di telecamere complete di alimentazione ed accessori e tutti i dati video verranno inviati al centro con un sistema di comunicazione wireless.
Il sistema garantirà la memorizzazione di tutti i dati su supporto informatico.
Maurizio Tarantino
Posted in Economia, Politica, Primo Piano
Posted on 05 Febbraio 2012. Tags: Antonio Fitto, Franca Giannotti, opere pubbliche, quartiere Madonnina
Il quartiere Madonnina si appresta a cambiare volto. L’amministrazione comunale ha disposto infatti la messa a bando di una parte delle opere di urbanizzazione, quelle secondarie. L’intervento complessivo, seguito personalmente dal sindaco Antonio Fitto e dall’assessore all’urbanistica Franca Giannotti, ammonta a oltre 4 milioni e 600mila forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Della somma totale, 2 milioni e mezzo di euro sono a disposizione per l’edilizia residenziale da parte dello Iacp, 1 milione e 194mila euro per le opere di urbanizzazione primaria e 931mila euro per l’urbanizzazione secondaria. Per questo appalto si spenderanno 647mila euro per lavori ed oneri di sicurezza, mentre le rimanenti somme resteranno a disposizione dell’amministrazione. Il progetto tecnico, redatto dagli architetti Maurizio Liaci e Vincenzo Castelluzzo e dall’ingegnere Luca Sperti prevede una profonda trasformazione dell’area, a partire dalla sistemazione delle attrezzature scolastiche della scuola media di via Manzoni, cioè il parco sportivo progettato nell’area libera destinata alle attrezzature: verranno costruite le piste di salto in lungo, di getto del peso e un campo polifunzionale di pallacanestro. Gli interventi prevedono anche la nascita dell’oratorio, la ristrutturazione della palestra della scuola, la realizzazione di una ludoteca che sarà caratterizzata da un edificio con pitturazione a colore vivace e da oblò circolari vetrati, quindi la sistemazione della sala congressi della chiesa del Sacro Cuore e le opere di ristrutturazione della sede degli uffici demografici e tributari comunali. In quest’ultimo caso verranno sistemate le facciate ormai completamente degradate e si installerà l’ascensore per i tre piani dell’edificio. La riqualificazione avrà il suo apice nella realizzazione del “Parcheggio in Parco”: nell’area compresa tra via Palma, via Pisino e via Bottazzi infatti sarà modificata la viabilità, con la creazione di una strada ad anello ad una sola corsia che troverà trova sfogo attraverso due direttrici, in via Palma e via Pisino. Il verde attrezzato sarà realizzato mediante un’unica isola pedonale insieme ad un area gioco con una pista da bocce.
Maurizio Tarantino
Posted in Politica, Primo Piano