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Otranto terminale del South Stream?

Il South Stream entro fine 2012 in Italia.

E’ arrivata oggi, 30 dicembre, la notizia che il primo ministro russo Vladimir Putin ha chiesto al gigante del gas Gazprom di accelerare la costruzione del gasdotto South Stream. Il gasdotto attraverserà il mar Nero e approderà in Italia, per la precisione a Otranto. Il progetto è pensato per far arrivare il gas russo nell’Europa meridionale e orientale. Questa settimana Mosca si è assicurata l’approvazione chiave dalla Turchia per procedere con la costruzione. Secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe, Putin ha chiesto all’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller, di darsi da fare per avviare il gasdotto alla fine del prossimo anno e non nel 2013. La mossa è anche un modo per mettere sotto pressione l’Ucraina, attualmente principale via dell’esportazione di gas russo, ma Paese con cui Mosca ha avuto più volte problemi sui prezzi del gas.

Infatti l’approdo del gasdotto a Otranto è una delle eventualità prospettate per il progetto alternativo alla linea nell’hub austriaco di Baumgarten che fa capo al gruppo Omv. Questo è quanto è stato riportato dall’agenzia Bloomberg. Pare infatti che Gazprom abbia deciso di portare il percorso ad Otranto, collegando la Russia all’Unione Europea senza passare per l’Ucraina.

I condotti verranno divisi in due tronconi, la sezione offshore nel Mar Nero di circa 900 km e quella su terra, tracciato ufficialmente non ancora definito. Le due opzioni in progetto sono la penisola balcanica e Austria – opzione che una fonte di Gazprom ha definito ora obsoleta – e la Grecia, con il canale di Otranto.

Così nel 2015 i salentini potrebbero vedere funzionare a regime il South Stream con la sua portata di 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Ma la storia dell’arrivo a Otranto di Eni Gazprom non è nuova. Già annunciato nel giugno del 2007, l’accordo era stato firmato a Mosca il successivo novembre 2007.

All’epoca, la notizia dell’accordo per la creazione di un’azienda comune incaricata della realizzazione del gasdotto South Stream fu riportata dal quotidiano Kommersant. L’accordo fu siglato dagli amministratori delegati delle compagnie, Paolo Scaroni e Alexei Miller durante la visita in Russia del presidente del Consiglio Romano Prodi.

L’agenzia Interfax nel 2009, citando una fonte del Cremlino, spiega che la joint venture avrebbe avuto il compito di redigere uno studio di fattibilità sul gasdotto e che il documento è un supplemento al protocollo d’accordo già esistente.

A Otranto arriveranno pertanto due gasdotti, British e Gazprom-Eni, mentre in Basilicata, in Val Basento nascerà un sito dove verranno stoccati 1,5 miliardi di metri cubi di gas.

Jenny De Cicco

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Provincia e Regione divise sugli oratori

Finanziamenti agli oratori, mentre la regione Puglia non approva, la provincia di Lecce ne finanzia 51 e dispone 93 mila euro per le parrocchie che ne hanno fatto richiesta.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha disposto un nuovo intervento a sostegno degli oratori provinciali, in quanto importanti spaccati della società e della socialità, che andranno a sostenere oratori e parrocchie che nei mesi scorsi hanno presentato domanda di contributo ed erano rimasti fuori dalle prime 51 posizioni in graduatoria. Sale a 300mila euro la somma stanziata nel corso dell’annualità 2011.

Come sottolineato da Gabellone le parrocchie e gli oratori, non solo cattolici ma di qualsiasi fede sono “importanti e concreti supporti alla crescita dei minori, alla formazione delle giovani generazioni, prevengono il disagio giovanile, aggregano diversamente da altre forme di aggregazione ben più pericolose”.

I finanziamenti provinciali arrivano proprio nel momento in cui in consiglio regionale si porta avanti la battaglia dell’Udc. Il capogruppo Udc ragionale, Salvatore Negro dichiara: “Quando si parla di oratori il governo Vendola si fa rosso in viso e lascia intravedere la sua insofferenza verso l’argomento.

L’approvazione del Bilancio di previsione 2012 era l’occasione per venire incontro alle esigenze di questi centri. Ma probabilmente si intendono privilegiare solo agenzie e fabbriche che rappresentano i primi supporter politici nelle campagne elettorali della sinistra.

L’intervento del presidente Introna è stato di parte finalizzato a tutelare la maggioranza che rischiava di non avere i numeri dopo che già era andata sotto nella votazione sull’emendamento riguardante le Caritas. Fra l’altro, a tal proposito, non è riuscito a spiegare come mai ha dichiarato ricevibile il provvedimento sulle Caritas e irricevibile quello sugli oratori (subito dopo l’approvazione del primo con il voto segreto)”.

Il consigliere regionale PdL, Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota: “Non ci ha sorpreso l’esito negativo e movimentato della discussione in consiglio regionale sulla proposta di tornare a sostenere gli oratori riconoscendone concretamente il ruolo assolutamente prezioso, soprattutto in aree nelle quali il disagio sociale è più forte e la mano pubblica più assente.

Già conoscevamo infatti l’ostilità ideologica di taluni, pur non preponderanti, settori della maggioranza regionale nei confronti di tali istituti, rei di sfuggire al controllo del Grande Fratello statalista per riempirne i vuoti in una missione necessaria. Riteniamo comunque che l’argomento non debba essere lasciato cadere soltanto per un incidente di percorso, ma possa e debba essere ripreso – per esempi, in una proposta di legge che superi i confini dei partiti e delle coalizioni – in chiave assolutamente non polemica verso alcuno, ma comunque in modo che le sensibilità che convergano su di esso, da qualsiasi parte, possano liberamente ritrovarsi in una iniziativa comune. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i colleghi interessati perché, senza distinzioni di parte, cooperino alla definizione di un testo con relative quantificazione e individuazione delle risorse, per il quale si può anche insieme sollecitare un percorso rapido”.

Jenny De Cicco

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Istituto tecnico Costa di Lecce, incontro tra l’assessore regionale al diritto allo studio e i rappresentanti dell’Istituto, per l’autonomia

E’ fissato per domattina l’incontro tra l’assessore al diritto allo studio della Regione Puglia, Alba Sasso, e i rappresentanti dell’istituto tecnico Costa di Lecce. Tema dell’incontro è il mantenimento dell’autonomia da parte della scuola leccese la quale, negli ultimi giorni, ha visto uniti docenti, studenti e genitori in una decisa protesta contro la proposta della Provincia di Lecce di accorpamento con un altro istituto della città. All’incontro ci sarà anche la vice presidente della Regione Loredana Capone, che ha preso a cuore la causa della pluripremiata scuola salentina.

Nel frattempo si è aperto uno spiraglio, probabilmente, decisivo: il Ministero dell’Istruzione ha diramato una nota in cui si specifica che le regioni possono ottemperare alla legge relativa al dimensionamento scolastico considerando la “media regionale” per rispettare i limiti minimi di studenti per scuola. Perciò è sufficiente che vi sia un altro istituto superiore in Puglia che abbia un numero di studenti in quantità tale da compensare i numeri del Costa per permettere il mantenimento della sua autonomia. E, già nella stessa provincia di Lecce, vi sono decine di scuole sufficientemente sovradimensionate.

Intanto i responsabili del Costa non sono stati fermi neanche in questi giorni di festa e hanno continuato a raccogliere la documentazione da presentare all’assessore Sasso. Sono in possesso di oltre 300 lettere firmate dai genitori degli studenti con cui viene esplicitamente richiesto di non accorpare la scuola ad altro istituto in quanto, se hanno iscritto il proprio figlio/a a questa scuola, è perché il Costa:

 ha un particolarissimo modello educativo e formativo, unico a Lecce;

 dà affidabilità e offre la garanzia di un’adeguata preparazione tecnica;

 è particolarmente attivo e sempre attento alle evoluzioni delle tecnologie e del mondo del lavoro;

 interagisce quotidianamente, fattivamente e a 360 gradi con le maggiori imprese e le istituzioni del territorio;

 è creativo e, attraverso la creatività, ha la capacità unica di fornire grandi stimoli educativi e comportamentali;

 offre la possibilità di partecipare a concorsi nazionali e internazionali, permettendo così il confronto con centinaia di altre realtà.

Inoltre, gli studenti del Costa si sono rivolti ai cittadini del territorio chiedendo solidarietà per la loro battaglia, e sono giunti sul sito web ufficiale della scuola, in soli quattro giorni, esattamente 11.221 adesioni con cui altrettante persone, fornendo nome, cognome e indirizzo e-mail, hanno dichiarato di essere al fianco dei docenti e degli studenti della scuola salentina. Molti di loro hanno anche aggiunto commenti personali.

Ricordiamo, inoltre, le motivazioni per cui viene richiesto il mantenimento dell’autonomia dell’Istituto Costa di Lecce:

 Grazie al tenace e accurato lavoro svolto negli ultimi dieci anni dal dirigente scolastico e da tutto il corpo docente, proprio perché la scuola è piccola è divenuta un polo di eccellenza formativa, conosciuta e riconosciuta nei confini nazionali e oltre, capace di meritarsi il titolo di “scuola più premiata d’Italia” per via della quantità e qualità di premi e riconoscimenti ottenuti;

 la conseguenza di questa eccellenza si è tradotta in una inversione di tendenza delle iscrizioni con una crescita esponenziale (negli ultimi 3 anni un incremento dell’88%);

 dal 2004 l’Istituto ha nel suo grembo una importantissima esperienza di scuola-lavoro; infatti da sette anni presso il Costa opera la società cooperativa “Arianoa”, costituita da diplomati della scuola. Questa società è una sorta di incubatore di lavoro creativo per i neo diplomati che vogliono sperimentare nel reale idee imprenditoriali innovative. “Arianoa” è un ponte concreto tra la formazione scolastica tecnica ed il mondo del lavoro per i giovani;

 in questi ultimi dieci anni la scuola è riuscita a creare una solida rete di collaborazioni con il tessuto imprenditoriale e istituzionale del territorio.

Opera in sinergia con aziende, scuole della regione e imprese locali, Provincia di Lecce, Confindustria, Camera di Commercio, Comune di Lecce, etc.;

 l’Istituto Costa vanta una storia di ben 126 anni (fondato nel 1885) e rappresenta da sempre una icona storica e di grande prestigio dell’istruzione, per la città di Lecce e per tutta la Puglia. Dalle sue aule sono usciti ed escono eccellenti professionisti e imprenditori che hanno contribuito e contribuiscono alla crescita di tutto il territorio.

Alessandro Conte

 

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La Puglia ridisegna il Bil italiano

La Puglia sarà la regione metro del benessere italiano.

Nel ‘68 Bob Kennedy scrisse che il Prodotto lnterno Lordo “misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta“, così l’Istat e il Cnel stanno cercando di misurare il “benessere equo e sostenibile” degli italiani.

Il Pil è, infatti, un indicatore quantitativo e non qualitativo, misura la quantità dei beni e non la crescita dei beni e del benessere, invece la Puglia concorrerà a definire il Bes, grazie alla consulta regionale femminile pugliese nel gruppo di lavoro nazionale che dovrà individuare dodici “dimensioni del benessere”, interrogando direttamente gli italiani. L’organismo presieduto da Annamaria Carbonelli ha una propria rappresentante, Giovanna Loiudice Abrescia, nel Comitato di indirizzo costituito a Roma presso il Cnel, capofila con l’Istat dell’iniziativa, che vede impegnate le Consulte di Piemonte e Lazio, parti sociali e associazioni.

Il Comitato ha selezionato i dodici domini, gli ambiti di maggior rilievo sociale. Si apre ora una fase di consultazione pubblica per raccogliere contributi soggettivi sulla percezione del grado di benessere sociale.

La Consulta femminile pugliese sollecita il coinvolgimento dei pugliesi tramite il sito www.misuredelbenessere.it e il suo blog che consente di condividere commenti e d’intervenire attraverso proposte e approfondimenti.

I risultati della consultazione consentiranno la scelta definitiva dei domini del Bes, per poi selezionare gli indicatori statistici più significativi della realtà italiana.

Intanto un’indagine Istat, su un campione di 45mila italiani, ha sorpreso per l’omogeneità delle risposte sui “domini” del benessere. Vedono al primo posto la buona salute e al secondo il garantire un futuro sicuro ai figli. Sul podio anche un lavoro dignitoso.

La consulta regionale femminile informerà i pugliesi degli sviluppi dell’intera consultazione e conta sulla più ampia partecipazione, attraverso il sito www.misuredelbenessere.it.

Riusciranno le province pugliesi a risalire la china nella classifica del 2009? Alla pubblicazione del Rapporto le province pugliesi videro a metà classifica Lecce (44esima provincia per qualità di Bil) e agli ultimi posti Brindisi (al 100 posto su 103 province italiane). Voluto dal presidente francese Nicolas Sakozy e commissionato ad una commissione d’esperti, capeggiata dal Premio Nobel da cui il rapporto prende il nome e pubblicato da un istituto di ricerca su mandato del Sole 24 Ore nel Settembre 2009 ha rappresentato la prima classifica del Benessere Interno Lordo delle provincie italiane, il primo tentativo di sostituire il Pil come indicatore di Benessere delle comunità.

Il nuovo indicatore si basa sull’idea che il benessere di una comunità dipenda da un insieme di condizioni di vita materiali, salute, istruzione, attività personale, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, ambiente, insicurezza economica e fisica. Tutti gli indicatori pensati per correggere i difetti del Pil in contesti in cui è basso (i paesi “in via di sviluppo” o “sottosviluppati”) ma mai utili per quelli in cui risulta elevato.

Jenny De Cicco

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La regione sostenga oratori e Caritas

Oratori e Caritas al centro di un intervento in consiglio regionale.

Questi enti svolgono indubbiamente un enorme lavoro in sostegno degli indigenti e delle persone in difficoltà che aumentano per via della crisi.

“Nel bilancio regionale 2012 sia previsto un contributo per la messa in sicurezza e l’ampliamento degli oratori delle parrocchie, centri di aggregazione che hanno ancora oggi un ruolo fondamentale nella formazione e l’educazione delle giovani generazioni”. Lo ha detto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, alla vigilia del dibattito in aula per l’approvazione del Bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012-2014. Tra gli emendamenti che Udc è pronto a presentare per migliorare la manovra del governo regionale, in particolare, due a favore degli oratori e delle Caritas. “In una società disorientata da una crisi economica e disgregata da una crisi di valori senza precedenti, l’oratorio resta un punto di riferimento certo per molti giovani alla ricerca di esperienze formative forti che li conducano verso la maturità. La politica e le istituzioni non possono ignorare il ruolo educativo di questi centri, dove si incontrano vecchie e nuove generazioni, dove ormai giovani di diverse etnie e diverse culture fanno le prime prove di convivenza multirazziale. Non si può poi ignorare che, in molti piccoli comuni e in alcune realtà sociali difficili, gli oratori rappresentano spesso l’unico centro educativo ai valori della legalità e della convivenza civile. Per questo, come gruppo Udc, presenteremo un emendamento alla legge di bilancio che preveda un contributo che non sia solo simbolico a favore di queste realtà. Lo stesso siamo pronti a fare per le Caritas diocesane e parrocchiali. La crisi economica ha fatto aumentare il numero di famiglie che vivono nell’indigenza e che si rivolgono a questi centri per avere sostentamento, come testimoniano gli stessi dati allarmanti diffusi dalla Caritas nazionale e locale”.

Jenny De Cicco

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Disagi sul Bologna-Lecce, interviene Saverio Congedo

TrenItalia, ancora disagi per i pendolari.

Si esprime anche Saverio Congedo, consigliere regionale del Pdl, sulla vicenda che ha colpito lo scorso giovedì i pendolari di Natale. I viaggiatori del treno Intercity 751 Bologna-Lecce dello scorso giovedì sono stati protagonisti del disservizio del mezzo, poiché per poter viaggiare hanno dovuto pagare una sovrattassa, fino a 100 euro in più per coloro che erano diretti a Lecce, mentre il normale costo del biglietto per la tratta è di 50 euro – senza ottenere una sistemazione degna, infatti, sono stati costretti a rimanere in piedi per tutto il viaggio.

“Apprendo e leggo – dice Saverio Congedo – di trattamenti subumani e al tempo stesso vessatori riservati ai viaggiatori notturni delle Ferrovie dello Stato da Nord verso il Salento e la Puglia proprio nei giorni precedenti il Natale. Costretti ad ammassarsi in piedi ed al freddo per tutto il tragitto, sono stati anche multati con conseguente raddoppio del costo del viaggio nonostante condizioni non molto dissimili da vere e proprie deportazioni.

Non solo, sui nostri pendolari incombono i noti tagli ai convogli notturni, che li costringeranno a cambiar treno a Bologna, con disagi particolarmente pesanti per alcune categorie di viaggiatori, quali ad esempio anziani e famiglie con bambini che dovranno trascinarsi dietro in tali trasbordi i loro pesanti bagagli. Come se non bastasse, i prezzi dei biglietti sono aumentati e gli impegni a mitigare tali aumenti tardano a concretizzarsi.

Mentre si continua a festeggiare il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, dobbiamo registrare la lacerazione anche fisica di tale unità ed il pericolo isolamento ferroviario da e per il Salento e la Puglia. Questa scellerata politica di Trenitalia va contrastata con estrema decisione in tutte le sedi e da tutte le istituzioni locali, a cominciare dal Governo regionale dal quale è lecito aspettarsi un’iniziativa rapida e concreta a difesa delle ragioni di un territorio sempre più marginalizzato”.

Jenny De Cicco

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Stop al mega eolico nel Parco dei Paduli in feudo di Supersano

Al Salento il Natale 2011 porta le fondamenta d’impegno istituzionale per la Rinascita dell’antica Foresta del Belvedere e un importante “divieto” al mega eolico e alle sue conseguenti devastazioni nel Parco dei Paduli.

A Supersano, in provincia di Lecce, durante il convegno organizzato a favore del “Parco dei Paduli – Foresta Belvedere”, che a Supersano ha uno dei suoi principali fulcri, e pertanto contro la devastazione del mega eolico speculativo e devastante che minaccia proprio quei luoghi, un convegno tenutosi il 21 dicembre 2011, l’assessore della Regione Puglia alle risorse agro-alimentari Dario Stefàno ha espresso con forza la contrarietà del suo assessorato a tale impianto, sottolineando come “il territorio pugliese sia profondamente vulnerabile ai mega progetti devastanti di eolico e fotovoltaico industriale, anche a causa di politiche energetiche nazionali poco attente alle tipicità territoriali, che dovrebbero portare il nuovo governo a un serio cambio di politica e legislazione volta a tutelare un territorio così caratterizzato e dalle delicate tipicità paesaggistiche storico-naturali e rurali incompatibili con i grandi impianti. Impianti che nulla hanno di ecologico”.

Il momento di maggiore importanza della serata si è avuto quando l’assessore ha letto, durante il suo intervento, il messaggio-documento scritto, affidatogli da Angela Barbanente, assessore regionale all’Assetto del Territorio, con il quale ha ricordato che “l’intera area dei Paduli è stata da tempo dichiarata, proprio per le sue valenze naturalistiche e storico-rurali, “Parco”, anche nel PPTR il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, e vasta area assolutamente non idonea all’insediamento di impianti energetici da fonte rinnovabile industriali, ovvero volti alla vendita prioritaria dell’energia prodotta, in base alla norma del Regolamento n. 24 del 30.12.2010, in attuazione delle linee guida statali in materia”. Ha dichiarato, inoltre, in anteprima assoluta, che “in data 16 dicembre 2011 il Servizio Assetto del Territorio, Ufficio Attuazione Pianificazione Paesaggistica, nell’ambito del Procedimento di Autorizzazione Unica ex D. Lgs n. 387/2003, ha espresso parere sfavorevole al progetto eolico in prioritaria questione in feudo di Supersano”.

C’è stato anche il parere espresso nel convegno dell’assessore provinciale all’Agricoltura e al Turismo Francesco Pacella, che, parlando anche a nome del presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha dichiarato “la più assoluta incompatibilità e inconsistenza di un progetto di eolico nell’area naturale del Parco dei Paduli, area da tutelare già riconosciuta per la sua grande importanza naturalistica e paesaggistica nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Lecce, PTCP, varato nel 2008”.

Fabio Tarantino

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Per Natale una nuova SS16

L’Anas è pronta a migliorare le condizioni della strada statale “Adriatica”. L’ha annunciato il 22 dicembre con un comunicato stampa l’amministratore unico di Anas Pietro Ciucci.

Se ne vociferava da anni e molti salentini ormai non ci speravano più dopo aver chiesto a gran voce e a più riprese l’allargamento della SS16. Avviati e liquidati molti degli espropri, l’ipotesi di una nuova Adriatica diventa quasi realtà e l’avvio dei lavori per le 4 corsie della SS16 sembrano un regalo di Natale per i salentini, che in estate subiscono l’onda turistica. L’ampliamento della carreggiata dovrebbe ovviare i problemi della congestione del traffico che si ha proprio in quel tratto d’Adriatica nei periodi caldi e non solo, i numerosi e improvvisi svincoli sono stati teatro d’incidenti stradali, dovuti sì alla disattenzione ma anche all’inadeguatezza dei flussi automobilistici sempre più intensi.

Un occhio di riguardo alla sicurezza per l’intervento che ha inizio in prossimità dell’abitato di Maglie e finisce all’altezza dell’incrocio di connessione tra la variante esterna al Comune di Otranto con la viabilità locale, interessando anche i comuni di Muro Leccese, Palmariggi e Giurdignano, tra il km 985 ed il km 999 della strada statale 16 e prevedono la realizzazione di due carreggiate separate con quattro corsie, due per ogni senso di marcia, divise da uno spartitraffico centrale, viabilità di servizio su entrambi i lati dell’asta principale, quattro svincoli a livelli sfalsati, due sottovia, un sovrappasso e quattro rondò, per un importo complessivo dell’appalto di circa 55 milioni di euro.

“L’intervento – ha affermato l’amministratore unico della società Pietro Ciucci – prevede l’esecuzione dei lavori di ammodernamento del tratto leccese della statale 16 Adriatica, che rientra nell’elenco dei corridoi stradali e autostradali del primo programma delle infrastrutture strategiche della legge obiettivo. Grazie a questo importante tassello – ha terminato Ciucci – a breve potranno cominciare le fasi di adeguamento degli ultimi 15 km di questa fondamentale arteria per la Puglia”.

Jenny De Cicco

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L’Ato chiude i cancelli da santo Stefano, Uggiano non ci sta: i pagamenti sono in regola

La chiusura degli impianti dell’Ato Lecce 2 ha scatenato l’amministrazione comunale di Uggiano verso una probabile battaglia legale, se non si ristabilirà la giustizia. L’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti ha comunicato ieri la chiusura degli impianti a partire da lunedì 26 dicembre per la persistente morosità da parte di alcuni comuni. Così, il Comune di Uggiano, che non risulta moroso, ha inviato una lettera di diffida da parte del proprio legale al presidente dell’Ato Silvano Macculi. Uggiano non accetta la sospensione del servizio, poiché, come ribadisce e sottolinea nella lettera il suo legale, il comune è perfettamente in regola con i pagamenti e considera quindi illegittima e ingiusta qualsiasi chiusura o blocco degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Uggiano chiede così all’Ato di intervenire immediatamente con ogni strumento utile al fine di garantire il servizio almeno per i comuni virtuosi, tra cui quello di Uggiano La Chiesa, i cui cittadini hanno diligentemente pagato la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel corso dell’anno 2011. Se il blocco ci sarà, il comune si riserva ogni tutela nelle sedi giudiziarie competenti. “Di fronte alla nota della Cogeam – commenta il primo cittadino Salvatore Piconese – il mio comune utilizzerà ogni mezzo per tutelare gli interessi della propria cittadinanza. Essendo in regola con i pagamenti, riteniamo ingiustificato il blocco degli impianti e chiediamo al presidente Macculi di rendere pubblico alla ditta l’elenco dei comuni non morosi. Si tratta di un elemento di giustizia e di trasparenza che garantisce e tutela le amministrazioni comunali virtuose”.

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Soddisfazione per le interrogazioni parlamentari sulle trivelle nell’Adriatico da parte di Nicastro

Lorenzo Nicastro, assessore regionale all’Ambiente, esprime viva soddisfazione per l’interrogazione parlamentare presentata per la moratoria anti estrazione petrolifera nell’Adriatico, mentre ieri Pierfelice Zazzera parlamentare pugliese dell’Idv ha presentato un’altra interrogazione sulle prospezioni in mare.

“Non posso che essere soddisfatto per la mozione parlamentare presentata dai gruppi in merito alla questione delle ricerche petrolifere in Adriatico: devo sottolineare l’importanza di questo passaggio condiviso da parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno, in questa maniera, raccolto le istanze dei cittadini pugliesi e delle istituzioni locali e la loro volontà di potersi determinare su questioni di tale rilevanza”. A dichiararlo Lorenzo Nicastro apprendendo la notizia della presentazione della mozione parlamentare che vede come primo firmatario il deputato Antonio Di Pietro.

“Rispetto all’iter di due autorizzazioni alle prospezioni sismiche – quelle della Northern Petroleum – per le quali la nostra Regione non ha potuto esprimere il proprio parere che, in altre circostanze anche recentissime (vedi Spectrum e Petroceltic) è sempre stato negativo, questa presa di coscienza e volontà di responsabilizzarsi da parte della politica nazionale e dei parlamentari pugliesi in particolare era un passaggio necessario, sarei tentato di dire un percorso obbligato per addivenire ad una soluzione che non porti alla devastazione del nostro mare. Spero – conclude Nicastro – che questo primo segnale sia il primo passo per una inversione di rotta in merito alle politiche energetiche nazionali che, fino ad oggi, prediligendo le fonti fossili, hanno dato il via a processi di prospezione in acque, come il nostro Adriatico, che hanno tutt’atra vocazione e non hanno certamente bisogno di essere piantonate da portaerei diversamente armate”.

Così ieri è stata presentata una seconda interrogazione da parte del parlamentare pugliese Pierfelice Zazzera, Idv: “Ho presentato un’interrogazione parlamentare in merito allo spiaggiamento di tre esemplari di cetacei sulle coste della Grecia, avvenuto cinque giorni dopo le prospezioni geosismiche in mare adriatico di fronte alle nostre coste da parte della Northern Petroleum. Ho chiesto al Ministro se vi sia la connessione tra l’uso degli air-gun per le prospezioni geosismiche e lo spiaggiamento dei cetacei in Grecia”.

Jenny De Cicco

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TrenItalia e il gioco delle tre carte

Con il Natale continuano i problemi per i pendolari.

Tagli a collegamenti, prezzi aumentati poi riabbassati non sembrano essere un buon presente per i clienti di TrenItalia.

“Temo che da Trenitalia vogliano fare i furbetti – dice Peppino Longo dell’Udc regionale – annunciano il passo indietro sulle tariffe ma il provvedimento non viene applicato o viene applicato in parte. E intanto, sono numerosi i viaggiatori che in queste festività natalizie sono costretti a utilizzare i treni e che stanno pagando il biglietto con l’aumento del 63 per cento. Sono migliaia i pugliesi che risiedono fuori regione e che torneranno a casa per le prossime festività natalizie. E sono anche tanti quelli che hanno già acquistato i biglietti con le tariffe aumentate: sono numerose, infatti, le segnalazioni che mi sono giunte e di questo ne sono molto rammaricato. Trenitalia non può continuare a fare il gioco delle tre carte e deve dare precise indicazioni alle proprie strutture sul territorio. Al momento è tutto quanto nebuloso e i poveri utenti, in un periodo così economicamente difficile, non hanno la possibilità di sapere se la spesa è alla portata delle loro tasche.

Ma queste sono ore importanti anche per il trasporto locale visto che domani, mercoledì, è fissato l’incontro tra governo e regioni al ministero dell’Economia. L’assessore Minervini porti con sé nella valigia tutta l’indignazione dei pugliesi che si sentono trattati come cittadini di serie B. La Puglia ha bisogno di ulteriori fondi per il trasporto locale: non abbiamo voglia di restare appiedati” Sulla vicenda torna anche il consigliere Giovanni Epifani del Pd, che ha presentato una interrogazione al presidente Vendola ed all’assessore Minervini per chiedere notizie sulla cosiddetta “stangata sui biglietti dei treni”. In particolare Epifani sottolinea che “Trenitalia dopo aver tagliato i collegamenti e provocato disagi a tutti gli utenti pugliesi, ha aggiunto, per la Puglia, aumenti delle tariffe nonché la soppressione di treni diretti verso il Nord. L’auspicio di intraprendere qualsiasi iniziativa politica e amministrativa volta alla creazione di un tavolo con Trenitalia per rivedere, rendendole meno vessatorie e penalizzanti, le nuove misure tariffarie anche alla luce del fatto che la stessa è azienda a totale capitale pubblico finanziato dai proventi delle tasse pagate alla stessa maniera e nella stessa misura dai cittadini del Nord e del Sud”.

Jenny De Cicco

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Censimento dei “vecchi” di Puglia

Il censimento degli ulivi monumentali in Puglia passa dalle foto via satellite.

Sessanta milioni di piante d’ulivo quelle che dovrebbero essere le piante pugliesi. Il censimento, che costerà 250mila euro, attraverso la realizzazione di ortofoto che diventeranno mappe, ha per obiettivo raggiungere in sei mesi il censimento di 500 mila piante.

Il censimento è l’obiettivo dal quale dipendeva la legge regionale sulla tutela degli ulivi monumentali. Al momento gli esemplari censiti ed etichettati sono 13 mila e 500 e per ciascuno esiste una scheda specifica con tanto di coordinate geografiche per l’individuazione.

“I dati così rilevati – dichiara Lorenzo Nicastro, assessore pugliese – permetteranno l’elaborazione di modelli matematici, sulla base di caratteristiche di piantumazione e conduzione degli uliveti a seconda dei territori, da incrociare con le ortofoto per ottenere una mappatura completa dell’intero territorio regionale che conta circa 60milioni di piante di cui presumibilmente circa 5 milioni monumentali. È del tutto evidente che questa attenzione, questo lavoro di catalogazione e di studio, l’elaborazione di modelli e di database delle nostre piante, delle aree e delle loro morfologie, sono in netto contrasto con le fantasiose ricostruzioni di chi ha voluto far passare il messaggio che l’impegno normativo della Puglia, unica regione ad aver prodotto una norma specifica sulla materia degli ulivi monumentali e il cui operato viene apprezzato nel contesto internazionale del Mediterraneo, andasse contro il patrimonio arboreo, unitamente alla possibilità per i pugliesi di vivere con essi in maniera armonica e senza subirli come un museo delle cere a cielo aperto. Il nostro compito, che sentiamo con forza e a cui non vogliamo sottrarci, è quello di stringere le maglie dei processi amministrativi e dei controlli tecnici perché gli ulivi siano tutelati: questo abbiamo fatto eliminando dalla precedente legge il termine del 31 dicembre come scadenza dei vincoli di espianto, questo abbiamo fatto dando certezza dei procedimenti amministrativi di valutazione delle richieste di espianto con il termine dei novanta giorni, ribadisco, assolutamente non configurabile come silenzio-assenso dal momento che esso non esiste in materia ambientale”.

E’ proprio il termine di 90 giorni ciò che fa preoccupare chi difende dall’espianto i patriarchi pugliesi. 90 giorni entro i quali la burocrazia deve rispondere, e se non vi è risposta il richiedente potrà espiantare e reimpiantare l’albero dove dichiarato nella domanda all’Ufficio Provinciale Agricolo, ecco il punto contestato dagli ambientalisti, contro il quale hanno attuato la petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia” (http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi ).

Jenny De Cicco

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