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Assistenza malati oncologici, Salvatore Negro chiede un intervento da parte della Regione

All’Asl di Lecce continua la protesta dei 100 operatori socio-sanitari che chiedono una proroga del contratto. Il prossimo 31 dicembre, infatti, scadrà il contratto e in loro sostegno, ancora una volta, è intervenuto il capogruppo dell’Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, chiedendo un intervento da parte della Regione affinché si attivi per trovare una soluzione alla vertenza. “La proroga del contratto ai 50 operatori socio-sanitari e ai 50 autisti che prestano assistenza domiciliare ai malati oncologici dell’Asl di Lecce – ha dichiarato Salvatore Negro – è garanzia di un servizio essenziale per i cittadini che versano in condizioni di bisogno. La garanzia di tale servizio è coerente con le previsioni del piano di rientro che, anche attraverso la chiusura di diverse strutture ospedaliere, ha fatto risparmiare circa 160 milioni di euro all’Ente e ora può utilizzare parte di questo tesoretto per evitare ulteriori mortificazioni ai lavoratori e agli utenti già duramente provati dalla malattia. Tale azione è indispensabile per il recupero di credibilità della politica, soprattutto in un periodo difficile come questo aggravato da una crisi senza precedenti che sta togliendo il fiato all’intero Mezzogiorno e alla Puglia in particolare. Non garantire tale servizio significa aggravare la crisi di fiducia verso la classe politica e verso l’intero sistema sanitario pugliese già carente sotto diversi profili. In quest’ottica le dichiarazioni dei manager, peraltro nominati dalla politica, che rilasciano dichiarazioni contrastanti con le volontà espresse dall’assessore di riferimento prima e dal presidente Vendola dopo sono il sintomo di una politica alla sbando e che ha perso il suo ruolo centrale nella ricerca di soluzioni che mirino al raggiungimento del bene comune. Per questo si rende necessaria una inversione di rotta con una riforma dell’intera impalcatura della burocrazia che allo stato attuale frena e non favorisce la soluzione dei problemi e quindi lo sviluppo dell’Ente. È il momento delle scelte e il momento di fare chiarezza perché ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

Alessandro Conte

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Baia del porto, il Tar annulla il decreto di vincolo storico-monumentale

Il Tar ha annullato anche il decreto di vincolo storico-monumentale nella baia del porto. Il Tar Puglia, Sezione I^ di Lecce ha accolto il ricorso proposto dal Comune di Otranto contro il decreto di vincolo indiretto sull’”area demaniale marittima prospiciente il centro antico di Otranto” imposto dal direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia su segnalazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici. Con tale decreto, emanato ai sensi dell’art. 45 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, era stata vietata, nell’intera baia di Otranto, e in particolare nell’area portuale, la costruzione a mare di ogni nuova opera che potesse alterare la visuale prospettica da mare dei monumenti quali il Castello, il Fortino Casamatta, la Cattedrale, Le Mura Idrusa, il Fortino sulla Riviera degli Haethey e la Torre del Serpe, rimanendo consentite esclusivamente la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere già presenti nello specchio d’acqua purché non avessero determinato aumento di volumi e o previsto inserimento di impianti che potessero alterare la visuale prospettica da mare dei monumenti citati. Il Comune di Otranto non ha condiviso il decreto e ha deciso di impugnarlo, incaricando del ricorso al Tar il legale Mauro Finocchito, che già aveva assistito vittoriosamente l’amministrazione comunale nel giudizio sul vincolo archeologico imposto poco prima, sempre dal Direttore Regionale, sulla stessa area del fronte mare cittadino. Il vincolo storico-monumentale avrebbe comportato effetti ancora più seri e compromettenti. Se fosse stato confermato, infatti, esso avrebbe potuto inibire per il futuro la realizzazione di qualsiasi nuova opera nella baia. Facilmente intuibili quindi gli effetti preclusivi che avrebbe potuto determinare sull’iter approvativo del progetto del nuovo porto turistico, giunto frattanto ad uno stadio avanzatissimo nella procedura di approvazione. Proprio con riferimento a tale ultima opera, nel proprio ricorso al Tar, il Comune aveva sottolineato anzitutto “la singolare coincidenza temporale del decreto di vincolo con l’avvio della conferenza di servizi per l’approvazione del nuovo porto turistico: come mai – ha domandato retoricamente il comune – solo ora, a ben 74 anni dal primo decreto di tutela diretta (quello sulle antiche Mura Idrusa del 1937) e dopo 21 anni dall’ultimo (quello sul Fortino Casamatta del 1990), si è ritenuta opportuna l’imposizione di un vincolo indiretto su tutto il tratto di mare antistante la Città, che all’epoca dei vincoli diretti, e per diversi anni sino a oggi, non è stato reputato necessario?” Dopo avere evidenziato tali singolari coincidenze, il comune ha contestato in particolar modo il metodo con cui la Soprintendenza era addivenuta all’imposizione del vincolo “dall’alto”, totalmente prescindendo da qualsiasi considerazione dei tantissimi ulteriori interessi di diversa natura – ma pur essi meritevoli di tutela – legati all’attività portuale mercantile, commerciale, diportistica e militare ed a tutto l’indotto che attorno a essa gravita. Nel proprio ricorso, il comune premette di concordare sul fatto che l’interesse alla tutela paesaggistica e ambientale debba ritenersi preminente, in ragione della rilevanza costituzionale dello stesso; e si dichiara perfettamente d’accordo con la previsione di adeguati strumenti di tutela che salvaguardino beni di importanza incommensurabile per il territorio, quali le mura antiche, la Torre Matta, la Torre del Serpe, la Cattedrale, sottolinea tuttavia che, in un così ampio e particolare contesto territoriale, qualsiasi provvedimento adottando debba preliminarmente farsi carico di ponderare adeguatamente tutti gli ulteriori interessi in gioco, alcuni dei quali – anch’essi – di rilevanza costituzionale (si pensi, ad esempio, alle ragioni di tutela della sicurezza e della pubblica incolumità che normalmente sottendono la realizzazione di opere portuali di protezione, o alle funzioni anche militari svolte all’occorrenza nel Porto di Otranto), ponendoli in comparazione con quelli ritenuti a fondamento della misura di tutela paesaggistica. In tale logica, la tutela degli interessi culturali ed architettonici non è incompatibile con progetti di sviluppo sostenibile, quali quelli del nuovo porto turistico, i quali, lungi dal comprometterne la godibilità estetica e la fruizione pratica, possono anzi contribuire a valorizzarli. In definitiva, per il comune è certamente giusto che la Soprintendenza interferisca sulla progettazione di nuove opere all’interno della baia e indichi le soluzioni tecniche che a suo parere salvaguardino e valorizzino al meglio i beni monumentali visibili dalla costa; è sicuramente sbagliato, invece, calare dall’alto vincoli che – come quello di specie – vietino a monte qualsiasi tipo di intervento, a prescindere dalla sua concreta incidenza sul contesto territoriale preesistente. La necessità di contemperare tutte tali esigenze avrebbe dovuto suggerire, all’allora Direttore, il ricorso allo strumento specifico del piano paesaggistico di cui all’art. 143, e non il decreto di vincolo indiretto di cui all’art. 45, D. Lgs. n. 42/04, atteso che il primo, a differenza del secondo, presuppone un tavolo preliminare di concertazione al quale devono poter sedere insieme con la Soprintendenza tutti gli altri soggetti portatori di interessi qualificati nel contesto marino e territoriale di riferimento. Il Tar ha condiviso le ragioni esposte al riguardo dal difensore del comune. Nella sentenza del Tar si legge infatti che “Nella vicenda che ci occupa, appare immediatamente evidente come l’area vincolata sia caratterizzata dalla presenza di una tale quantità di interessi (in primo luogo, legati alla portualità mercantile, turistica e militare, ma in buona sostanza, incidenti sull’intera vita sociale ed economica della cittadina) che, oltre a non essere stati in alcun modo considerati nelle valutazioni prodromiche all’imposizione del vincolo, non possono trovare, ancora più in radice, adeguata considerazione nel meccanismo di imposizione del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (che, per effetto della sua stessa origine storica, non può assicurare adeguata considerazione ad interessi diversi da quelli riportabili alla “ristretta” logica proprietaria), ma che, al contrario, possono trovare valutazione e composizione attraverso il ricorso al diverso strumento del piano paesaggistico. In buona sostanza, pertanto, si tratta di fattispecie (l’imposizione di un vincolo di tutela sull’intera prospettiva a mare di una cittadina) che importa necessariamente la considerazione di tutta una serie di interessi, pubblici e privati, che sono strutturalmente incompatibili con la logica propria del cd. vincolo indiretto previsto dall’art. 45 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e che, al contrario, possono trovare adeguata composizione nel procedimento, caratterizzato da più ampi meccanismi partecipativi, della cd. programmazione paesaggistica. Il ricorso deve pertanto essere accolto e deve essere disposto l’annullamento del decreto di vincolo indiretto impugnato dall’Amministrazione comunale di Otranto”. Il sindaco di Otranto Luciano Cariddi “esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, ciò ci consentirà di continuare a portare avanti la nostra programmazione tesa allo sviluppo della portualità turistica di cui la Città ha fondamentale bisogno. Proprio nei prossimi giorni verrà pubblicata la gara per l’affidamento dei lavori relativi al porto interno, mentre a gennaio 2012 è fissata la riunione della conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto del nuovo porto esterno”.

“Non contestiamo affatto le esigenze e le opportunità di tutela dei beni monumentali predetti, quanto piuttosto le modalità generiche e indiscriminate di imposizione del vincolo, non correlate ai singoli beni, ma esteso ancora una volta a un tratto di mare enorme e sproporzionato rispetto alle effettive esigenze di tutela, scevre da qualsiasi considerazione di tutti gli ulteriori interessi di diversa natura gravitanti sull’area portuale e all’interno della baia. Inoltre non escludiamo di aprire un nuovo confronto con la Soprintendenza, nel reciproco rispetto dei ruoli istituzionali, teso a individuare le soluzioni necessarie per tutelare i luoghi senza vessare inutilmente l’iter procedurale legato ad alcune attività e agli interventi portuali, compatibili, che si vogliono realizzare a Otranto”, conclude il primo cittadino.

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Il marchio “Salento d’amare” sbarca sul web

Il noto marchio “Salento d’amare” sbarcherà presto sui più importanti canali del web. Sarà attivato a breve, infatti, un progetto del quale fanno parte una serie di servizi in favore del marchio e dei suoi prodotti e servizi. Nello specifico sarà presente su Facebook, con una fanpage aggiornata sulle varie iniziative ed eventi e disponibile sia per le imprese che per gli stessi cittadini. Altro canale è quello di Twitter attraverso il quale verranno fornite in tempo reale le notizie sul Salento, sulle sue bellezza e le forze economiche. Per chi invece è amante delle fotografie e non vuole perdere nemmeno uno scatto su eventi, sagre, concerti e mostre nel Salento potrà sfogliare l’album virtuale presente su Flickr. Infine, per un maggiore approfondimento sulle varie tematiche ci si potrà collegare su Youtube dove sarà attivato un canale dove saranno inserite interviste, tutorial, mini-documentari e spot promozionali. “Gli ultimi anni hanno visto profondi cambiamenti nel turismo, a causa delle accresciute esigenze del turista moderno, oggi sempre più motivato a conoscere il territorio e le sue peculiarità, in relazione ai propri interessi e alle proprie motivazioni – ha dichiarato l’assessore provinciale al turismo e al marketing territoriale Francesco Pacella – il bisogno di turismo è divenuto ormai un bisogno sempre più collettivo, che porta il viaggiatore a voler condividere e raccontare le proprie esperienze, le emozioni, il sogno vissuto nel luogo di destinazione della vacanza. Da ciò la nostra decisione di lanciare “Salento d’amare” sul social network, azione che rientra nell’ambito del programma di iniziative di rilancio del marchio d’area, che attiveremo nei prossimi mesi”. La conferenza stampa per la presentazione del progetto “Salento d’amare social network” si terrà il 20 dicembre prossimo, alle 11, presso la sala conferenze della biblioteca provinciale Nicola Bernardini (ex convitto Palmieri) in Lecce.

Saranno presenti il presidente della Provincia Antonio Gabellone, l’assessore al turismo e marketing territoriale Francesco Pacella, il dirigente Tonino Rizzo e il social media team di incim@, quest’ultimo è collaboratore del progetto.

Alessandro Conte

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Lecce, le elezioni e un video burla su Paolo Perrone

Evviva l’ironia. E soprattutto l’autoironia. È stato diffuso in rete un video di una finta conferenza stampa dell’attuale sindaco e papabile nuovo candidato per la guida all’amministrazione comunale di Lecce Paolo Perrone. Nel filmato, un attore ripreso di spalle, che ha un’acconciatura simile a quella del primo cittadino, dice a dei giornalisti di un sondaggio realizzato in vista delle prossime elezioni amministrative nel capoluogo salentino. Tra errori di calcolo di questa assurda università di Londonberry, da cui provengono i dati, e promesse che non saranno ascoltati i cittadini, il video è stato pubblicato sul canale Youtube PaoloPerroneTV e ha raggiunto in nemmeno due giorni le quattrocento visite. Le elezioni comunali sono sempre una fonte di interesse per tutti, e tanto più quando si affronta un argomento con ironia, la gente anzi ha maggior voglia di ascoltare ciò che la politica ha da dire. Naturalmente, tutti sappiamo che Perrone vorrà ascoltare i cittadini, come da sempre i sindaci affermano nei loro programmi elettorali, e sicuramente sa che 60 più 15 non fa 100. Ma il filmato è assolutamente apprezzabile, benché molto casereccio, e il risultato è assolutamente raggiunto. Con un pensiero. Sarebbe bello che la politica in generale ci facesse sorridere, anziché farci sempre piangere.

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Nasce l’osservatorio sulle nuove povertà

Nasce l’Osservatorio delle Povertà. Una rete tra Comune di Lecce, Provincia di Lecce, Università del Salento, Caritas diocesane e associazione For Life per rispondere adeguatamente alle vecchie e nuove povertà.

Ogni attore ha coinvolto le proprie strutture interne mettendo in rete centri ascolto della parrocchie, servizi sociali del Comune e della Provincia di Lecce, Ambito Territoriale di Lecce, al fine di raccogliere in modo sistematico i dati relativi ai bisogni del territorio adeguatamente criptati per consentire e rispettare il diritto alla privacy.

Successivamente l’Università del Salento ha elaborato i dati raccolti e formulato il database necessario allo studio delle reali esigenze del territorio leccese.

I risultati dell’indagine, ha spiegato Roberto Martella, consigliere comunale delegato ai Servizi Sociali, prenderanno in considerazione le vecchie e nuove povertà. Una volta acquisiti, i dati permetteranno un’adeguata programmazione ai Servizi Sociali del Comune di Lecce e all’Ambito Territoriale per la programmazione sociale del triennio 2012-2015. Le reali esigenze del territorio saranno così continuamente monitorate e implementate permettendo non solo l’aggiornamento constante dei bisogni della comunità, ma anche di studiare piani d’azione adeguati all’effettiva richiesta del territorio.

Jenny De Cicco

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Manifestazione no petrolio il 21 gennaio a Monopoli

Al via l’organizzazione della manifestazione contro le trivelle nell’Adriatico del 21 gennaio “Più verde, meno nero” prevista a Monopoli, per protestare contro l’estrazione d’idrocarburi. La Puglia scenderà in piazza a difesa del proprio modello di sviluppo sostenibile.

Il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna ha fatto il punto delle fasi organizzative con i rappresentanti del comitato anti trivellazioni petrolifere nell’Adriatico, costituito dalla Regione, dal comune monopolitano, province, amministrazioni comunali e associazioni.

Prevista una grande mobilitazione, che coinvolgerà i cittadini, pugliesi e non solo, e poi tutte le componenti politiche e sociali in salvaguardia del territorio, per ribadire il no al petrolio e il sì a una legge nazionale di divieto e a una moratoria europea dell’installazione di piattaforme offshore d’estrazione d’idrocarburi in mare.

Il presidente Introna invita alla collaborazione i sindacati, il mondo professionale, le imprese, soprattutto quelle marinare per uno “sviluppo turistico ed economico sano” e si farà promotore d’un appello alla partecipazione di tutte le Regioni costiere italiane. “Facendo seguito al documento contro le trivellazioni approvato all’unanimità nella recente riunione plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative – ha detto Introna – chiederò ai colleghi presidenti delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo di aderire alla manifestazione di gennaio a difesa del mare. Mi auguro di vedere sfilare con il gonfalone della Puglia i simboli delle altre quattordici regioni marinare: dalla Liguria alla Calabria fino al Friuli, passando per la Sardegna e la Sicilia”.

Una pagina su Facebook raccoglierà le adesioni alla campagna ambientalista.

La prima adesione a opera presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assieme a quella di Introna, ma “tutti, forze politiche e sociali, associazioni, artisti, esponenti della cultura, sportivi, donne e uomini che hanno a cuore il futuro sano delle prossime generazioni sono invitati – dal presidente dell’assemblea pugliese – a sottoscrivere un manifesto blu, come le bandiere che le nostre spiagge devono continuare a collezionare da Ventimiglia a Trieste, passando per le coste pugliesi, minacciate da Mola a Otranto e perfino alle Tremiti dallo spettro di un fluido nero come il petrolio”.

Jenny De Cicco

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La battaglia anti trivelle approda a Bruxelles

Allarme internazionale per le prospezioni geosismiche alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico. Si pensa che danneggino il fondale, alterando l’ecosistema marino.

L’allarme parte dall’associazione Oceana che s’impegna nella difesa dei mari e fa assumere carattere internazionale alla battaglia degli ambientalisti pugliesi.

Con un comunicato diffuso dalla sede di Bruxelles, Oceana riporta le dichiarazioni di Nicolas Fournier, suo coordinatore, in cui si invita il ministro dell’ambiente Corrado Clini a presentare una moratoria contro le operazioni di estrazione in fase d’approvazione, di cui sono esempio i progetti della compagnia irlandese Petroceltic tra l’Abruzzo e le isole Tremiti, dell’inglese Spectrum Geo per la costa adriatica tra Rimini e la Puglia, o l’australiana Audax Energy per lo stretto di Sicilia che include Talbot, Pantelleria e le rive Avventura.

“Crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche al largo della costa sud della Puglia, in un’area che si estende per più di 6600 chilometri quadrati e che è limitrofa a nove zone speciali di conservazione (Zsc) integrate nella rete ecologica Natura 2000, a un parco nazionale, a delle aree speciali protette di importanza mediterranea (Aspim) in base alla Convenzione di Barcellona e ad un’area marittima protetta in base alla legislazione italiana (Elenco Ufficiale delle Aree Protette del 27/04/2010) – sostiene il coordinatore di Oceana – Queste aree sono di estrema importanza per conservare la biodiversità europea dato che sono state specificatamente scelte per le loro straordinarie caratteristiche nazionali e che proteggono delle specie a rischio di estinzione, delle specie rare e degli habitat dalla crescente pressione antropogenica. Dopo aver recentemente acquisito dati sismici nelle acque pugliesi, talvolta in siti molto vicini alla costa (7.3 miglia), Northern Petroleum sta pianificando di cominciare il perforamento al largo nel primo semestre del 2012. Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino – dice Fournier – Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”.

Nell’allarmante documento si dichiara la necessità di proteggere il delicato ecosistema dei fondali pugliesi, per proteggere le specie di fauna e flora dall’attività estrattiva, come crostacei, balene e cetacei “che in passato sono stati trovati incagliati a terra con lesioni causate dalle attività di esplorazione sismica”. A rischio anche 65 chilometri quadrati di foresta di posidonia oceanica Virginale, un habitat “prioritario” in base alla direttiva europea e svolge la fondamentale funzione di assorbire il diossido di carbonio. Ma l’allarme viene lanciato anche da Maria D’Orsogna, docente di fisica, esperta di petrolio e gas, alla California State University, secondo la docente le trivellazioni metterebbero a rischio l’intera comunità e la pesca e il turismo.

Jenny De Cicco

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Approda a Otranto, in un mare di polemiche, la Kater I Rades

Ieri è arrivato a Otranto il relitto della Kater I Rades.

La mattina del 14 dicembre 2011 alle 10 circa, la nave albanese Kater I Rades è approdata su una piattaforma di cemento in zona fabbriche, adiacente al porto di Otranto, in un punto ben visibile dal Bastione dei Pelasgi.

Trova finalmente pace il relitto della strage del Venerdì Santo, alla presenza di cittadini, rappresentanti del mondo politico e a una rappresentanza albanese.

Grande entusiasmo espresso da Francesco Vetruccio, vice sindaco della cittadina, per il futuro monumento.

Continuano le lamentele dei detrattori dell’opera, chi si lamenta per l’esosità della manutenzione e trasformazione del relitto, chi per paura che possa subire la stessa fine del riccio di Gallipoli, chi ancora perché la nave non è associata direttamente alle storie dei flussi migratori otrantini, ma a quelli della provincia di Brindisi.

La nave è stata posata al termine del suo ultimo viaggio verso Otranto, e comunque è carica di significato storico e umano, sia per l’Italia, che per l’Albania.

Presente alla cerimonia anche Klodiana Cuka, presidente d’Integra Onlus che ha definito un traguardo la trasformazione del relitto, per chi tanto si è battuto perché un sogno diventasse realtà e anche per il Salento. Ora il compito per la metamorfosi del relitto sarà nelle mani di Costa Varotsos e del suo gruppo di giovani artisti. Il monumento prenderà il nome di Approdo – opera all’umanità migrante.

La Kater I Rades era destinata alla rottamazione e così intervenuta l’associazione Integra che ha espresso il desiderio d’occuparsi del recupero del relitto. E’ stata avviata la procedura di recupero, raccogliendo l’appello dell’avvocato Francesca Conte, legale delle famiglie delle vittime. La Cuka ha inviato una lettera indirizzata al giudice responsabile del procedimento relativo all’abbattimento del relitto e al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che ha comunicato la disponibilità ad accogliere la nave.

Jenny De Cicco

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Coppola si propone, il centrosinistra prende tempo

Dopo due esperienze di colore politico diverso, interrotte prima della scadenza naturale del mandato, anche Tricase si prepara, insieme ad altri comuni del Salento, a rivivere l’avventura delle elezioni amministrative.

Si respira desiderio di cambiamento nel comune balzato negli ultimi tempi agli onori della cronaca per le ben note e drammatiche vicende dell’Adelchi e non solo.

Tricase e i suoi abitanti sentono forte la voglia di superare un periodo buio a livello sociale ed economico e le prossime elezioni amministrative potrebbero costituire un’opportunità di riscatto.

Lentamente si sta delineando il ventaglio delle papabili candidature per la poltrona di sindaco.

È ormai certa la ricandidatura di Antonio Coppola, sindaco di Tricase dal 2001 al 2007.

Dopo l’abbandono dei suoi e la sonora sconfitta inflittagli nel 2008 dal candidato del centrodestra, Antonio Musarò, la sua avventura politica era ritenuta dai più conclusa.

Invece Coppola è pronto a ritornare sulla cresta dell’onda e lo ha comunicato con un mezzo che ha destato curiosità mista a perplessità: tempo addietro, lo si è visto in un elegante abito da sera sorridere ammiccante da un manifesto; sullo sfondo di una locandina di felliniana memoria, le immagini di Tricase. Il messaggio è quanto mai esplicito: pur consapevole delle mutate condizioni del paese, come spiegato nella manifestazione di inaugurazione del cammino pre-elettorale, Coppola sa che Tricase ha bisogno di nuova linfa vitale e si propone come artefice del cambiamento. Alla sua quarta candidatura consecutiva, Coppola dalla sua ha esperienza, carisma, grandi doti comunicative e oratorie. Di contro, la vicenda Acait e la pecca di decisioni ritenute troppo autoreferenziali all’epoca del suo mandato dalla sua stessa coalizione.

Ma se la candidatura di Coppola si delinea in modo sempre più chiaro, è ancora dubbio invece con chi scenderà in campo, dal momento che il centrosinistra pare propenso a vagliare al suo interno candidature in vista di un’opzione “primarie” e sta valutando le possibili alleanze.

Per il centrodestra, al momento, appare improbabile la ricandidatura di Antonio Musarò, eletto nel 2008 con il 60% delle preferenze. Ma i tempi sono cambiati e il ricordo dei rimpasti del suo mandato è ancora troppo vivo. Si vocifera della candidatura di Claudio Pispero, già vicesindaco nella giunta uscente, ma nulla trapela con ufficialità.

Non sembra intenzionato a scendere in campo Alfredo De Giuseppe, leader del Movimento Pes, proposta innovativa delle scorse elezioni amministrative.

Non confermate a tutt’oggi le voci di altre candidature.

Antonella Cazzato

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Il vino pugliese ci salverà?

Il vino si dimostra il tesoro pugliese in grado risollevare dalla crisi la Regione.

I vini di Puglia volano nell’export a quota +20,4% nei primi 9 mesi del 2011 e supera del 7% i valori del 2008, precedenti alla crisi e guidano le classifiche dei migliori vini d’Italia.

È il risultato migliore dopo quello della Sicilia (+22,6%) l’aumento nazionale si ferma a 13,5%, la media delle 8 regioni del Mezzogiorno è il 14,3%, dell’Italia centrale è del 13,7, dell’Italia settentrionale di poco più del 13%.

“La lettura di questi dati – ha commentato Nichi Vendola – ci racconta di un’inversione di tendenza. Dopo il baratro del 2009, che sembrava incolmabile per la Puglia con le esportazioni precipitate, per la crisi globale, quasi del 23%, non solo siamo tornati ai valori pre-crisi del 2008, ma li abbiamo addirittura superati di 415 milioni di euro. Non è frutto di un colpo di bacchetta magica la Regione Puglia realizzando oltre 100 iniziative nel biennio 2010-2011 per potenziare la crescita sui mercati esteri, ha centrato in pieno tutti gli obiettivi. Non per questo abbassiamo la guardia: spingere l’innovazione e l’internazionalizzazione continuerà ad essere un tema centrale delle nostre politiche”.

“Le esportazioni pugliesi – ha sottolineato Loredana Capone – crescono sia nei settori innovativi che in quelli tradizionali, con ottime performance negli uni e negli altri. Uno dei pochi dati negativi per la Puglia riguarda le esportazioni dei rifiuti grezzi e trattati che segnano un -41,3% al contrario della Sicilia per la quale lo stesso dato è tra quelli più rilevanti con una crescita dell’ 82,3%. Ma per noi il dato è negativo solo in apparenza perché indica invece che il nostro sistema riesce a reggere, trasformando il rifiuto in una risorsa per il territorio che dunque non lo esporta. Un’altra osservazione riguarda l’incidenza della Puglia nelle esportazioni italiane. Per la prima volta, quest’anno, notiamo una crescita graduale di trimestre in trimestre”.Grazie anche ai risultati ottenuti dalle case vitivinicole pugliesi, l’ultimo, in ordine di tempo, quello della classifica di Gentleman di Milano-Finanza, che ogni anno “suggerisce” al mercato internazionale le migliori cento etichette italiane.

La Top 100 dei vini rossi 2012 quest’anno è guidata da“Primitivo di Manduria ES 2009” dell’azienda tarantina Gianfranco Fino, nella classifica di Gentleman anche un’altra pugliese, sempre con un Primitivo, di Polvanera con il suo Gioia del Colle Primitivo 17 2008 al 24° posto.

Il punteggio attribuito ai vini è il risultato dell’incrocio delle valutazioni delle guide Espresso, Veronelli, Gambero Rosso, Luca Maroni e Bibenda. “E’ veramente con grande orgoglio e sentimento di gratitudine – commenta l’assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno – che mi congratulo con le nostre aziende, nella certezza d’interpretare il sentimento di tutti i pugliesi. A loro e a tutte le aziende che continuano ad investire nella produzione di qualità, raccogliendo i meritati risultati, dico grazie perché il loro impegno rende la nostra Puglia sempre più grande”.

Jenny De Cicco

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Trenitalia, il danno e la beffa: treni tagliati, prezzi ritoccati

È entrato in vigore il nuovo orario dei trasporti ferroviari in Puglia, ritoccati anche i prezzi fino al 63%.

Un orario che riduce i collegamenti in Puglia dalle direttrici nazionali, in particolare da Roma e che già molti utenti hanno definito carenti. Oggi con una nota stampa Peppino Longo, esponente regionale Udc, componente della commissione trasporti, lamenta: “Sembra di vivere in uno scherzo ma in realtà è tutto vero: oltre ai tagli alle corse dei treni ecco che i pugliesi devono anche sopportare gli aumenti del costo del biglietto.

Ancora una sberla per la Puglia. L’amministratore di Trenitalia, Mauro Moretti crede di fare il furbo affermando prima che non ci saranno tagli e poi aumentando il prezzo dei biglietti e, di fatto, abbattendo anche la scure su alcune tratte. Non solo, a questo vanno aggiunti anche i disagi che i viaggiatori del Lecce-Milano dovranno affrontare per un cambio di vettura alla stazione di Bologna. Adesso bisogna dire basta a questo gioco al massacro. Dobbiamo prenderci un’altra sberla ma forse sarà il caso questa volta di non porgere l’altra guancia ma rintuzzare il colpo”.

“Trenitalia pensa di far pagare al Sud e alla Puglia la sua manovra, i suoi treni nuovi, la sua alta velocità, lasciandoci con ridotte possibilità, tagli e tariffe incomprensibili – dichiara il consigliere regionale Franco Pastore – Trenitalia con la sua politica mette in difficoltà la regione sia sulle lunghe tratte sia su quelle brevi. Per tutti questo è un momento particolare, il sentire comune è di una situazione punitiva, di tagli e aumenti di tasse e imposte. E tale sentire rischia di essere acuito da incrementi che non corrispondono a un miglioramento del servizio, a più collegamenti ma che anzi seguono a limitazioni e riduzioni, di treni e di corse”.

Anche Giannicola De Leonardis è contrario a questi cambiamenti che penalizzano. “Viaggiare in treno è diventato un lusso – dice – imponendo aumenti anche del 63 per cento sul prezzo dei biglietti, con risultati al limite della follia: perché spendere 149 euro per andare da Lecce a Milano in seconda classe e 207 per viaggiare in prima, in un clima generale di sacrifici e di aumenti indiscriminati di tasse, imposte e tributi vari, è contrario a qualsiasi logica comprensibile per i comuni mortali”.

Poi Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari istituzionali della Regione Puglia, invita l’assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini e lo stesso presidente della Regione Nichi Vendola, “ad alzare i toni della protesta nei confronti dell’amministratore di Trenitalia Moretti, perché di fatto la secessione tanto auspicata dalla Lega Nord non può essere realizzata isolando un significativo pezzo di popolazione dal resto della nazione”. A giustificare i tagli sugli orari è stata la motivazione economica dell’utilizzo inferiore alle attese e che ha portato a problemi per i pendolari in regione e soprattutto fuori, come spiega lo stesso De Leonardis. “Per non parlare poi dei disagi derivanti dalla necessità di scendere nel cuore della notte a Bologna per poter proseguire per Milano, e dei tagli alle linee. Un cambio di registro – conclude De Leonardis – è allora assolutamente necessario e indispensabile”.

Jenny De Cicco

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Ieri giornata d’incontri a Bari sullo stato delle coste pugliesi

Incontro tra Sib e Anci Puglia che ieri mattina a Bari hanno discusso il piano regionale delle coste, mentre Mauro Della Valle di Federbalneari esprime le proprie considerazioni sulle dichiarazioni di Fabiano Amati, scaturite in seguito all’incontro di Bari tra l’assessore regionale e Antonio Gabellone.

Piano delle coste oggetto dell’incontro tra una delegazione del Sindacato italiano balneari rappresentati dal presidente Antonio Capacchione e l’Associazione nazionale comuni d’Italia-Puglia dal presidente Luigi Perrone e vicepresidente Cosimo Durante.

Il Sib definisce il Prc, approvato il 13 ottobre scorso dalla Giunta regionale, come un’occasione mancata per modernizzare la regolamentazione della costa e per assicurare un suo uso sostenibile e produttivo.

“Un programma ambizioso trasformatosi in un modesto piano degli stabilimenti balneari – secondo il Sib – Tali caratteristiche restrittive del Piano regionale contrastano sia con le dimensioni estremamente contenute della attuale balneazione attrezzata pugliese che, come si evince dalla stessa Relazione illustrativa del Piano, riguarda solo una concessione (più precisamente l’1,1) per chilometro di costa e solo il 9% del totale dell’area demaniale (percentuali ben lontane da quelle delle altre regioni italiane, quelle romagnole sono all’80%) sia, soprattutto con l’esigenza di uno sviluppo turistico di qualità della nostra Regione che presuppone l’aumento e non la diminuzione dei servizi. A ciò si aggiunga l’assenza di qualsiasi margine di adattamento per i piani comunali, la disciplina contenuta nel piano è una disciplina di dettaglio che riduce i comuni a fotocopiare la normativa tecnica di attuazione del piano regionale”.

Sempre a Bari vertice tra il presidente della Provincia di Lecce Gabellone e l’assessore regionale Fabiano Amati per il punto sul problema erosione costiera. Insoddisfatto Mauro della Valle, presidente di Assobalneari – Confimprese “Pur apprezzando la nobile iniziativa del Presidente Gabellone a incontrare Amati – dice – mi sembra, leggendo le dichiarazioni dell’assessore, che il problema dell’erosione interessa i soli stabilimenti balneari. Le dichiarazioni di Amati rappresentato una politica regionale miope e distratta di tutela della costa, puntano il dito sull’imprenditore balneare. E’ da diversi mesi, che la regione non risponde, o fa finta, riguardo ad alcuni progetti eco-sostenibili da finanziare con fondi regionali riconosciuti agli Imprenditori Balneari che hanno subito notevoli danni durante le mareggiate del 2009/2010.

Che fine hanno fatto questi 250mila euro? Ci risulta che sono da tempo nelle casse della provincia di lecce, ma a tutt’oggi, forse intenzionalmente, impossibili da spendere. Spero che nella riunione prossima a Lecce il 13 gennaio l’assessore possa comunicare l’individuazione di fondi regionali a disposizione della lotta contro l’erosione costiera e che dia il nulla osta a rendicontare i 250mila a favore delle Imprese Balneari danneggiate. Ora è il tempo di essere portatori di manutenzione ordinaria del prezioso territorio costiero che tutti noi siamo in dovere di lasciare in buona salute ai nostri figli”.

Jenny De Cicco

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