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Elezioni a Otranto: ci sarà un terzo ago della bilancia?

La terza lista inizia a far gola un po’ a tutti. L’ipotesi sembra prendere concretezza e sia la maggioranza con il sindaco Luciano Cariddi che l’opposizione guidata da Corrado Sammarruco provano ad avvicinare i membri dell’associazione. Ma non esiste nessun accordo, nessuna decisione di alleanza di qualsiasi tipo. A chiarirlo è lo stesso presidente di Nuovi Orizzonti Livio Corchia. “Ci sono stati solo tiepidi contatti – dice – perché abbiamo un dialogo aperto e sincero con tutti. Tuttavia, nessun accordo è stato fatto né con l’una né con l’altra parte. I tempi non sono ancora maturi e tutto potrebbe accadere in futuro. Se un eventuale sostegno a una delle due liste sarà possibile, il tutto dipenderà dalla verifica dei programmi. In questo senso, occorrerà considerare quale, presumibilmente, potrà essere più vicino alle idee del nuovo gruppo. La prospettiva più interessante, a nostro avviso, appare quella della terza lista che sta nascendo come ipotesi spontanea nella società civile di Otranto”.

Appare sempre più evidente, infatti, che molti giovani, professionisti, esponenti della società civile hanno chiesto sostegno a Nuovi Orizzonti proprio in una ipotesi di terza lista. “Una civica pura –chiarisce Corchia- svincolata dalle logiche della politica, della quale servirsi e non essere servi. Al momento è questa l’ipotesi più concreta di accordo che abbiamo ricevuto”. Insomma, la strada per una terza lista, a capo della quale, secondo alcune voci, ci potrebbe essere un professionista molto noto ad Otranto, secondo altre, una donna.

Elio Paiano

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Fabiano Amati e il problema dell’erosione

L’erosione costiera in questi giorni torna a far discutere, dopo le mareggiate violente che hanno trasportato al largo la sabbia, erodendo la costa bassa e trascinando con sé anche le strutture poste dagli operatori sulla battigia.

Il problema è stato affrontato dall’assessore regionale Fabiano Amati e verrà riaffrontato sabato nella riunione di Federbalneari.

L’accordo anti erosione tra la Regione Puglia e la Provincia di Lecce è stato reso noto da Fabiano Amati a seguito della riunione tecnica che si è svolta a Bari alla presenza tra gli altri del presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone.

“Oggi abbiamo sancito un punto importante con la Provincia di Lecce – ha detto – che il 20 gennaio sottoscriverà con noi un protocollo d’intesa per l’avvio di progetti di difesa delle coste basse. La firma avrà luogo previa iniziativa programmata per il 13 gennaio a Lecce, durante la quale saranno coinvolti tutti i comuni che si affacciano sulla costa della provincia di Lecce per stabilire un crono-programma degli interventi. In questo momento abbiamo tutti gli strumenti di pianificazione ed è quindi necessario formulare le proposte e partire con le attività di mitigazione del rischio e lotta al fenomeno erosivo. E’ bene che tutti i cittadini sappiano che la Puglia è una delle regioni più dotate dal punto di vista degli strumenti di pianificazione della costa perché disponiamo sia di strumenti di pianificazione che di quelli di medicazione. Il nostro intento finale è quello di sottoscrivere protocolli d’intesa con tutte le Province pugliesi affinché, in conformità al Piano di tutela della costa, possano essere predisposti interventi conformi alle linee guida stabilite. Lo scopo è quello di programmare interventi ritenuti plausibili perché non è più l’era degli interventi – spot a tutela del singolo stabilimento balneare ma è il tempo in cui gli interventi sono immaginabili solo nell’ambito della più complessa dinamica meteo-marina. Sino a questo momento, abbiamo sottoscritto due protocolli d’intesa, il primo con una parte della sub unità fisiografica che comprende il comune di Monopoli e successivamente con la Provincia di Brindisi. Ora stiamo lavorando con quella di Lecce, con la quale sottoscriveremo tra poche settimane. Dopo la fase della sottoscrizione, in breve tempo conosceremo l’elenco degli interventi che la Provincia di Lecce, in concorso con i comuni, riterrà plausibili ed in conformità con il Pano di tutela della costa. La successiva attività operativa si organizzerà su diverse fonti di finanziamento: quelle che speriamo di poter mettere in campo come Regione Puglia, quelle che le province e i comuni destineranno alle opere di questo tipo, prevedendo anche un intervento da parte di privati, che hanno tutto l’interesse a realizzare opere di questo tipo”. Intanto sabato 17 dicembre alle l’assemblea generale Assobalneari Salento Federbalneari sarà a Lecce per trattare le più preoccupanti problematiche del comparto balneare, la nuova normativa comunitaria di regolamentazione del comparto, nello specifico la chiusura della procedura d’Infrazione comunitaria, il governo italiano in carica ha 15 mesi per regolamentare e decidere sul futuro di circa 30mila imprese balneari italiane e l’erosione costiera, elemento di valutazione per il rinnovo o la decadenza delle concessioni demaniali in Puglia, come stabilito dal piano regionale delle coste.

Jenny De Cicco

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La Puglia all’insegna di un Natale più verde?

Natale torna nel Salento con il suo carico di tradizioni. A farne le spese spesso gli alberi di Natale, tanto da entrare nell’interrogazione regionale pugliese di ieri.

Il consigliere Francesco Damone, de “La Puglia prima di tutto”, ha posto un’interrogazione al presidente della giunta regionale e all’assessore alle Politiche Agricole sul “poco senso di responsabilità nella filosofia della donazione degli alberi con particolare riferimento al periodo natalizio”. “Il dipartimento forestale della Regione – spiega Damone -è una struttura pubblica tenuta alla salvaguardia delle piante boschive e gli amministratori non possono né devono gestire con criteri personali ed elargire ad libitum gli abeti, mentre il Gargano, colpito dall’incendio mai dimenticato, rimane privo di ogni intervento. L’Agenzia Forestale regala a molti la fornitura di alberi di diverse altezze e grandezze. La filosofia della donazione a scapito della comunità regionale non solo continua, ma si è ampliata a dismisura con particolare riferimento alla provincia di Lecce”. Il consigliere si chiede se non sia il caso di impiantare questi alberi nelle zone incendiate, riutilizzando alberi che dopo Natale cesserebbero la propria funzione.

Intanto, ieri mattina, il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha proposto la Puglia come Giardino d’Italia, in occasione dell’incontro conclusivo del “Il Giardino Mediterraneo, alla ricerca dell’armonia tra culture, paesaggi, piante, orti, giardini… per un Mediterraneo popolo di giardinieri”. “C’è uno sviluppo possibile – ha detto – senza mettere a rischio l’ambiente passa dalla difesa del territorio, dalla tutela della salute dei cittadini, punta sull’agroalimentare, sul turismo, sul mare pulito, sulla balneabilità.

E ora siamo impegnati a bloccare rischiosi progetti di sfruttamento del mare per estrarre pochi barili di pessimo petrolio e a fermare l’espianto scellerato degli ulivi monumentali per abbellire le ville del Nord”. La salvaguardia dall’ambiente pugliese, un patrimonio inestimabile, deve mobilitare istituzioni, specialisti, operatori.

Anche i cittadini devono sentirsi motivati a trasformarsi in sentinelle volontarie, “per liberare il territorio da tante vergogne e a proteggerlo da tante offese”.

Un’idea per il riutilizzo degli alberi arriva dal Forum Ambiente Salute. Oreste Caroppo propone per Natale l’adozione di alberi di specie autoctone.

“Una bellissima tradizione quella di comprare l’albero di Natale – ha chiosato – ma solo se si comprano alberi o arbusti di specie autoctone della zona con radice e vaso. Le feste natalizie non finirebbero con l’Epifania, ma nel Giorno della Rinascita Arborea fissato immediatamente poco dopo l’Epifania”.

Jenny De Cicco

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Confermati i fondi per le infrastrutture in Puglia, da TrenItalia ancora nessuna novità

La programmazione regionale è confermata e resterà in capo alla Regione Puglia. Il governo preparerà entro il 15 dicembre un piano di azione e coesione che verrà sottoscritto da tutti i governatori delle regioni del sud e poi inviato a Bruxelles, ma intanto ancora nessuna sostanziale novità riguardante i tagli delle linee ferroviarie pugliesi.

I cinque progetti dell’asse V, finanziati con i fondi Fesr per oltre un miliardo di euro si faranno. Il raddoppio della Corato-Barletta, la modernizzazione della rete ferroviaria del Salento, l’elettrificazione della Bari-Martina, l’interporto regionale di Bari, la bretella del sud est barese potranno andare in gara.

La notizia arriva dall’assessore regionale Guglielmo Minervini. “Questo nuovo governo – dice – finalmente ha smesso di avere un pregiudizio ostile nei confronti del Mezzogiorno e sta instaurando un rapporto vero di leale collaborazione con le regioni.

Abbiamo accettato la verifica sull’attuazione del programma da parte del governo perché siamo consapevoli dell’enorme lavoro fatto, in modo serio e rigoroso”. Buone notizie anche sul fronte delle infrastrutture strategiche di valenza nazionale, in discussione oggi, ma per realizzarle servirà un cofinanziamento regionale.

“La Puglia – spiega Minervini – si è impegnata a recuperare circa cento milioni dal proprio programma di fondi strutturali per metterli a disposizione del governo”. Per l’alta capacità Bari-Napoli, segnalata tra le priorità della Puglia, altre risorse potranno arrivare dallo stato di verifica dei fondi strutturali delle altre regioni interessate dal tracciato. “Nel confronto comune – dice l’assessore – sono state assunte decisioni condivise sulle priorità strategiche da perseguire, nonostante la drastica riduzione delle risorse, i fondi Fas, rimodulati nel Piano Sud, ci sono – significa che in Puglia potremo mettere in sicurezza strade, ampliare i nostri aeroporti, ammodernare gli schemi idrici, realizzare la piattaforma logistica regionale con il miliardo e due programmato ad agosto”.

Peppino Longo dell’Udc non è dello stesso avviso e pone l’accento sulla ferita ancora aperta dei tagli ferroviari in Puglia.

“Trenitalia torni sui suoi passi – commenta – basta penalizzazioni al Sud. Se con una mano il governo Monti concede, dall’altra (con l’aiuto di Trenitalia) toglie. Siamo stufi del gioco delle tre carte che ha sempre come vittima predestinata il Mezzogiorno e la Puglia in particolare.

Siamo soddisfatti che le grandi opere infrastrutturali siano salve anche se qualche perplessità è giusto nutrirla. Prendiamo ad esempio l’alta capacità Bari-Napoli: quando diventerà realtà? Forse quando riusciremo a fare senza difficoltà viaggi sulla Luna? Battute a parte, adesso alla conferma dei finanziamenti bisogna far seguire la fase della concretizzazione portando a termine l’iter e, finalmente, avviare la cantierizzazione delle opere.

Mentre discutiamo del futuro c’è un presente a tinte scure, scurissime che comincia proprio con l’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia. La Puglia ne esce con le ossa rotte e Trenitalia e governo centrale hanno fatto finta di ascoltare le nostre ragioni infischiandosene poi alla prova dei fatti. Tagliare quattro tratte così importanti come la Taranto-Milano, Lecce-Roma, Milano-Bari e Bari-Roma significa voler dividere in due il Paese”.

Jenny De Cicco

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Workshop artistico per la trasformazione della Kater I Rades

Parte la metamorfosi della Kater I Rades, attraverso il workshop d’arte contemporanea di Otranto dal 12 al 20 dicembre. Otto giovani artisti guidati dallo scultore greco Costas Varotsos si dedicheranno come alchimisti, alla trasmutazione dell’ammasso di ruggine, da tragico relitto albanese a opera d’arte di speranza e ricordo per tutti.

Rami Farah dalla Siria e Mohamed Ziada egiziano, la cipriota Victoria Lenidou, Dusica Ivetic del Montenegro, Arta Ngucaj e Arben Veqiraj di origine albanese, l’italiana Raffaela Zizzari e Sandra Lorenzi dalla Francia.

Saranno questi gli otto giovani che faranno da ponte tra le aspettative della comunità di Otranto e Varotsos e che in seguito allestiranno una collettiva con i propri prodotti.

Otranto sarà il contenitore ideale, considerando le particolari trascorsi storici, di un progetto di arte pubblica.

Il progetto, ideato dalla cooperativa Artemisia, si è reso possibile grazie alla collaborazione con la Biennale degli artisti d’Europa e del Mediterraneo, che ha contribuito fattivamente al coinvolgimento dei giovani. Il workshop è inserito nel programma della rassegna Alba dei Popoli.

Il progetto, voluto dal Comune di Otranto e dall’Istituto di culture mediterranee della Provincia di Lecce, si avvale del sostegno della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, del patrocinio dell’Unesco, dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), del Consolato d’Albania in Italia.

Il 29 dicembre si terrà la presentazione del monumento ottenuto dalla motovedetta affondata, foriera della storia tragica degli 81 albanesi morti nella Kater durante “la strage del Venerdì Santo”, il 28 marzo 1997, e che sarà esposta all’ingresso del porto di Otranto, nei pressi della spiaggetta di fronte al Bastione dei Pelasgi in zona ex fabbriche.

Forse l’ultimo vero viaggio della Kater I Rades da quando salpò da Valona con a bordo 140 albanesi. Nel Canale d’Otranto la Kater incontrò la “Sibilla”, una corvetta della Marina militare italiana e in seguito, per cause ancora da chiarire, colò a picco uccidendo 81 migranti. Il relitto fu recuperato dopo sei mesi dalle profondità marine e ormeggiato nel porto di Brindisi. Sulla vicenda si aprì una sorta di diatriba diplomatica tra il governo albanese che riteneva che la nave dovesse essere recuperata e riportata a Valona a spese del governo italiano e il governo italiano, che invece non riteneva che questo fosse un atto dovuto. A giugno di quest’anno i giudici hanno condannato il comandante della nave albanese Xhaferi Namik e il comandante della “Sibilla” Fabrizio Laudadio, affidando la nave alla Marina militare italiana per la rottamazione.

La nuova vita del relitto è un atto che concilia la memoria delle vittime e l’atto di liberazione artistica?

Non tutti gli otrantini la pensano allo stesso modo, così su invito di Francesco Vetruccio vicesindaco di Otranto, Otranto Oggi con un post Facebook ha raccolto, il 3 dicembre, alcune opinioni dei cittadini riguardo al nuovo monumento. L’opera costerà 150 mila euro, come riferito dallo stesso Vetruccio, e prevede una spesa annuale per la manutenzione.

Alcuni otrantini, per nulla d’accordo, hanno chiesto la rinuncia del finanziamento destinato alla realizzazione dell’opera, che in un periodo di crisi potrebbe sembrare uno sperpero di fondi pubblici.

Jenny De Cicco

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A Martano è ancora polemica sul concorso per geometra

Non accenna a placarsi la polemica scoppiata intorno al bando di concorso indetto dal comune di Martano per l’assunzione a tempo determinato di un geometra. Tutto ha avuto inizio lo scorso novembre, con l’invio di una lettera indirizzata al sindaco, Massimo Coricciati, da parte dell’avvocato Donato Saracino, rappresentante del comitato “Ama i tuoi orizzonti quotidiani” della rete civica Cittadinanza Attiva. Nello scritto si contestava la presenza all’interno del bando di un requisito discriminatorio. Sarebbe a dire la restrizione dell’ambito ai soli geometri che avessero maturato almeno due anni di servizio presso il Settore Affari Tecnici di un’amministrazione pubblica.

Tale requisito, secondo il comitato, equivarrebbe a escludere dal concorso la maggior parte dei geometri regolarmente iscritti all’albo e soprattutto i giovani in cerca di prima occupazione. Cosa ancor più grave perché questo accade “in un momento di crisi economica e di particolare contrazione di sbocchi occupazionali”, puntualizza l’avvocato Saracino.

Dello stesso avviso è il collegio provinciale dei Geometri che, nella persona del presidente Eugenio Rizzo, rincara la dose. “Ha lasciato particolarmente perplessi il requisito posto nel bando di aver svolto la medesima attività per altro ente locale – dice – in nessuna norma di legge o di contratto risulta l’esistenza di un simile requisito che, in verità, è previsto per le figure apicali”.

Le posizioni del collegio provinciale sono chiaramente espresse in una lettera inviata al sindaco Coricciati, nella quale si auspica che l’amministrazione provveda a rettificare il bando.

Non è dello stesso parere l’ingegnere Raffaele Mittaridonna, responsabile dell’ufficio tecnico del comune, che spiega: “La scelta di inserire questo requisito nel bando di concorso ha un suo perché: il tipo di contratto proposto è a tempo determinato (3 anni) e part time (18 ore). Considerando questi fattori, il comune ha sentito l’esigenza di trovare una persona, con un minimo di esperienza – due anni – in ambito di pubblica amministrazione, che possa essere operativa fin da subito, dato il numero sovrabbondante di pratiche giacenti.

Voglio sottolineare, inoltre, che l’esperienza richiesta da noi è di gran lunga inferiore a quella che richiedono altri comuni, per alcuni si parla addirittura di cinque anni”.

Sta di fatto che l’amministrazione comunale di Martano, a pochi giorni dalla scadenza dei termini, non ha intenzione di procedere a una rettifica del bando, ritenendo ingiustificata l’accusa di illegittimità riguardante il requisito criticato.

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Maglie, nuove regole per piazza Aldo Moro

Piazza Aldo Moro al centro delle preoccupazioni degli amministratori.

A partire dal traffico che nel periodo natalizio è particolarmente intenso: a tal proposito al giunta comunale ha licenziato un provvedimento che mira a regolare i flussi in modo da evitare complicate situazioni di caos. Nelle giornate di domenica e festivi via san Giuseppe sarà chiusa al traffico veicolare dalle ore 18 alle ore 21. Dalle ore 19 alle ore 21, ore di particolare intensità della circolazione, sarà invece chiusa alla circolazione tutta piazza Aldo Moro tranne casi di particolare intensità di traffico tali da richiedere la chiusura anticipata. Un esperimento invece ha preso il via il 7 dicembre scorso, esperimento che durerà esattamente un mese: gli automobilisti provenienti da via Ginnasio saranno obbligati a seguire la direzione obbligatoria a destra su via Roma, così come quelli che giungono in Piazza Aldo Moro da Via Trento e Trieste. La delimitazione del traffico nonché la sperimentazione sarà sospesa in caso di cattive condizioni metereologiche. Oltre alla sistemazione della circolazione, piazza Aldo Moro avrà con ogni probabilità un suo proprio regolamento. La discussione sul documento già avviata nelle scorse settimane nelle commissioni congiunte “Attività produttive”, “Assetto del territorio” e “Ordinamento” ha portato ad alcuni emendamenti. Adesso si attende il passaggio conclusivo in consiglio comunale affinché si dia il via a tutta una serie di prescrizioni volte a evitare l’utilizzazione poco decorosa dell’agorà magliese. A partire dalle manifestazioni che saranno centellinate: “Fatta eccezione per le iniziative organizzate direttamente dal comune o patrocinate e per le manifestazioni pubbliche civili e religiose calendarizzate, l’uso di piazza Moro è di norma concedibile per lo svolgimento delle sole attività o manifestazioni politiche e sindacali, iniziative di associazioni e organizzazioni no profit o di beneficenza o di volontariato, attività sportive di carattere provinciale, regionale e nazionale che abbiano a Maglie o l’unica sede di svolgimento o tappe di grande rilevanza, attività culturali e di spettacolo limitatamente alle iniziative di rilievo almeno provinciale”. Importante sarà la regolamentazione dell’arredo urbano: “In nessun caso l’occupazione di suolo pubblico potrà avvenire a mezzo di installazione di strutture provvisorie che impediscano od ostacolino la visione d’insieme ovvero alterino od occultino le linee architettoniche dei fabbricati prospicienti piazza Moro”.

Maurizio Tarantino

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Licenziamenti nella Asl di Lecce: Paolo Perrone scrive in Regione

Sostegno ai malati oncologici e integrazione scolastica sono due tematiche che preoccupano non poco. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone ha chiesto in una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, all’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore e al commissario della Asl di Lecce Valdo Mellone, un incontro per cercare una soluzione alla vicenda. Si tratta degli operatori impegnati nell’assistenza ai malati oncologici, che dal 10 ottobre scorso sono disoccupati, e delle operatrici impegnate nell’integrazione scolastica dell’Asl di Lecce che, su sentenza della Corte Costituzionale, in data 1 settembre si sono viste annullare il contratto a tempo indeterminato. “In entrambi i casi – si legge testualmente nella missiva – si tratta di un danno enorme per la comunità leccese: da una parte decine di famiglie sono senza lavoro e – in drammatiche condizioni economiche – stentano a sopravvivere, dall’altra, servizi fondamentali per la sanità locale restano scoperti, creando notevoli disagi ai pazienti e alle loro famiglie”.

Il primo cittadino pone l’accento, a fine lettera, sulla drammaticità della situazione e a ciò che comporta questa scelta su entrambi i fronti. “La sospensione di questo servizio – scrive ancora – comporterà gravissime ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Anche l’annullamento del contratto delle operatrici per l’integrazione scolastica ha comportato una serie di disagi ai bambini diversamente abili e ai loro genitori”.

Alessandro Conte

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Tre nuovi parchi a Otranto

Tre nuovi parchi per gli otrantini. A dare la notizia l’amministrazione comunale con una nota stampa dei giorni scorsi.

Si tratta della risposta dell’amministrazione all’inizio precoce della stagione elettorale avviata da Alleanza per Otranto-verso il Pdl?

Risposta difficile per gli idruntini, dicotomicamente divisi tra “cariddiani” e “sammaruchiani”.

La scadenza del 2012 incide fisiologicamente sui gradi di giudizio degli elettori, infatti nella prossima primavera Otranto si appresterà a esprimere la propria preferenza e l’unica certezza è la candidatura di Corrado Sammarruco, mentre è fortemente probabile la ricandidatura del sindaco Luciano Cariddi (Udc) con una lista civica mutuata da quella del 2007.

Intanto l’attuale amministrazione rende noto ai cittadini, oltre al grande sforzo per realizzare un adeguato polo scolastico, attualmente in fase di completamento, e un polo d’impianti sportivi che consenta la pratica delle diverse discipline sportive in modo dignitoso, con il recupero della tenso-struttura, iniziata con l’amministrazione di Francesco Bruni, ma mai ultimata (ma per cui i fondi, pare, siano stati sbloccati prima dell’estate), che si dà avvio anche ai lavori per la realizzazione di alcuni parchi ricreativi sul territorio cittadino.

Sono cantierizzati i lavori per la realizzazione di un parco naturalistico-ricreativo nell’area pinetata di proprietà comunale, sita in località Alimini, compresa fra la strada provinciale Otranto-San Cataldo e la pineta di proprietà del Comprensorio Alimini.

Si avrà la possibilità di fruire di uno spazio con un percorso che consentirà una lunga passeggiata negli oltre 30 ettari di pineta e macchia mediterranea, lungo la quale si posizioneranno alcune piazzole dotate di attrezzi per poter praticare sport a proprio piacimento.

L’intervento è possibile grazie a un contributo di 250mila euro, messo a disposizione dall’assessorato alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Puglia, che finanzia la manutenzione, la rinaturalizzazione e la valorizzazione naturalistico-ricreativa delle zone boschive.

Nel frattempo si è dato avvio anche ai lavori del nuovo parco cittadino previsto all’ingresso di Otranto, sulla strada statale 16, nei pressi delle nuove palazzine condominiali e realizzata dai privati lottizzanti, a scomputo di parte degli oneri di urbanizzazione dovuti. Qui si realizzerà, oltre un nuovo parcheggio di circa 270 posti auto, un’area verde con pista podistica e ciclabile, con piazzole attrezzate per l’attività sportiva, un’area giochi per i più piccoli e una zona anfiteatro. E’ previsto, inoltre, anche un edificio che potrà ospitare un punto ristoro e i servizi igienici.

In questi giorni riprenderanno anche i lavori di completamento del parco giochi urbano in zona Fanghi, lavori iniziati lo scorso gennaio, grazie al contributo Prusst che l’amministrazione ha ottenuto dopo oltre un decennio dall’avvio del programma.

Jenny De Cicco

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Minervino: polemiche in un momento di festa

Premi e polemiche a Minervino di Lecce procedono di pari passo.

Il 30 novembre a Bari, il comune di Minervino è stato premiato direttamente da rappresentanti Legambiente con il premio “Comuni rinnovabili Puglia 2011” e per celebrare l’evento Ettore Caroppo, sindaco minervinese di centro destra, ne ha parlato in consiglio comunale. All’atto della foto di rito in comune, pare che il consigliere e capogruppo d’opposizione Fausto De Giuseppe, commercialista, ex candidato sindaco per la lista civica “Insieme per costruire” di centro sinistra, abbia preferito abbandonare i presenti e non essere ritratto per l’evento.

Le motivazioni del premio assegnato a Minervino sono riferibili alla politica di efficienza per le politiche atte a incentivare l’uso delle energie rinnovabili. Minervino si sarebbe distinto per le “numerose iniziative realizzate dall’amministrazione comunale in favore di queste tecnologie”.

I componenti dell’amministrazione Caroppo e lo stesso sindaco si sono dichiarati indignati per il gesto del consigliere De Giuseppe, atteggiamento apparso fuori luogo in un momento di festa per l’importante traguardo ottenuto dal piccolo paese.

Jenny De Cicco

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Maglie, in arrivo la Regina della Pace

La “Regina della Pace” arriva a Maglie. Sarà infatti presto sistemata un’area pubblica periferica in cui sarà posizionata una raffigurazione della Vergine proveniente direttamente da Medjugorje. La decisione arriva dalla giunta comunale che ha stabilito di approntare l’area compresa all’interno del Comparto Policarita di circa 1800 metri quadri situata tra le vie Luigi Puzzovio e Oronzo Sticchi “per renderla fruibile alla cittadinanza come spazio di ritrovo, incontro e socializzazione, prevedendo in particolare la realizzazione l’ubicazione di una statua religiosa attorno alla quale creare un idoneo spazio di preghiera” come si può leggere nel documento. L’dea di creare un ulteriore punto di ritrovo per la devozione dei magliesi è venuto ad un gruppo di fedeli di cui fa parte anche l’assessore alla Pianificazione Territoriale, Franca Giannotti con i quali si è recata in Bosnia, presso Medjugorje, per recuperare una statua della “Regina della pace” da consegnare alla città: “L’attaccamento dei magliesi per la Madre di Gesù è notorio -ha dichiarato l’assessore- tanto che la nostra città ha il titolo di città mariana non solo per le numerose chiese dedicate alla Vergine come la Madonna delle Grazie, la basilica dell’Addolorata o la chiesa dell’Immacolata, ma anche per gli spontanei luoghi di aggregazione nati nel perimetro comunale, da sempre molto frequentati come la Madonnina in via Clementina Palma.

Per questo motivo ho aderito con vera gioia alla volontà dei fedeli facendomi portavoce anche in seno all’amministrazione”. L’ufficio tecnico ha previsto che, per sistemare la zona urbana in questione, saranno necessari 30mila euro a cui si farà fronte per 10mila euro circa con i fondi di bilancio previsti nel capitolo “Opere di arredo urbano” dell’anno in corso e per la restante quota con gli stessi fondi previsti per l’anno 2012.

Maurizio Tarantino

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Lacrime e sangue, sacrifici ed equità, ecco le nuove parole d’ordine dell’era Mario Monti

Parole d’ordine che come una scure colpiscono la Puglia, che vede i propri contadini alle prese con l’aumento degli estimi catastali di oltre il 40% e la tassazione dei fabbricati rurali.

Le reazioni non tardano ad arrivare, infatti la regione tra i due mari ha fatto dell’agricoltura il settore trainante assieme al turismo, con varie iniziative di tutela del patrimonio rurale e la creazione del marchio Prodotti di Puglia con un registro dei propri prodotti igt e igp. “Il momento per il paese è drammatico e tutti sono chiamati a fare sacrifici e rimboccarsi le maniche, ma l’aumento spropositato degli estimi catastali rappresenta per larghissima parte degli agricoltori una pietra tombale”. E’ quanto affermato Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, il quale ricorda che il comparto agricolo “da tempo è in una situazione di grave emergenza e le prospettive non appaiono le migliori, poiché l’annunciata riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC) determinerà una ulteriore diminuzione di contributi che pure hanno rappresentato e rappresentano una boccata d’ossigeno necessaria e indispensabile”.

Infatti è previsto l’aumento del 45% degli estimi, l’incremento della base imponibile ai fini imposta municipale unica, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, che comporteranno incrementi di tassazione dal 100% al 400%. Antonio Barile, presidente della Cia di Puglia, ha espresso parere contrario alla manovra, che comporterà esborsi di decine di milioni di euro per le imprese pugliesi, già in grande difficoltà. Anche Tommaso Battista, presidente della Copagri Puglia definisce l’aumento degli estimi una violazione dell’equità assicurata dal governo.

“Era lecito aspettarsi un atteggiamento ben diverso nei confronti dell’agricoltura – sottolinea De Leonardis – interventi in grado di supportarla e non definitivamente affossarla, favorendo multinazionali e realtà consolidate e mettendo in ginocchio piccoli produttori che non possono essere certamente additati come evasori e non possono pagare da soli le conseguenze della crisi. La Puglia rischia di pagare un dazio dai costi sociali altissimi le risorse preventivate attraverso l’aumento degli estimi catastali agricoli, insostenibile e gravoso al punto da lasciar presagire uno spopolamento delle campagne che non può aiutare certamente l’economia a risollevarsi.

A tal fine invito il valente assessore Dario Stefàno a farsi promotore, nel suo ruolo di coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura, di un’azione incisiva e immediata per illustrare la reale situazione del comparto”.

Jenny De Cicco

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