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Grande vittoria per gli ambientalisti pugliesi, la legge “ammazza ulivi” è stata modificata

La proposta di modifica della legge regionale 14 per la “Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Puglia“, tanto temuta dagli ambientalisti, è stata votata all’unanimità. Qualche mese fa il tentativo di introdurre un termine di 60 giorni per il rilascio di autorizzazioni all’espianto e allo spostamento degli ulivi pugliesi.

Le autorità hanno ribadito che lo spostamento degli ulivi non coincide necessariamente con la sostituzione delle piante con colate di cemento, ma con altre iniziative di sviluppo sostenibile.

Ora la legge, su proposta di Massimo Cassano, prevede 90 giorni per la raccolta dei pareri e “le modifiche stabiliscono che le opere di miglioramento fondiario consentite nei terreni con notevole presenza di ulivi monumentali devono essere eseguite senza arrecare danno alle piante già esistenti. Il ddl assorbe una proposta di legge che introduce il termine di 90 giorni entro cui devono essere comunicati ai richiedenti i pareri in merito all’eventuale spostamento degli ulivi”.

“Grazie a tutti veramente e di cuore – Riporta la comunicazione di Oreste Caroppo, rappresentante del Coordinamento civico per la tutela del territorio – Finalmente possiamo fare tutti un grande respiro di sollievo”.

Il risultato ottenuto dalla mobilitazione partita da Facebook, passata per quotidiani e testate e la petizione on-line, hanno aperto la strada tramite un’azione pacifica, moderata e responsabile, a nuovi modi di condurre battaglie ambientaliste in Puglia”.

“Gli ulivi non saranno salvi davvero finché non saranno equiparati a ecosistemi forestali, delle agro-foreste, e a loro estesi i vincoli valevoli per le aree boscate, e gli ulivi secolari e plurisecolari vincolati come oggi si vincolano i patriarchi verdi di qualsiasi specie – proseguono dal Comitato – Non avremmo così bisogno di commissioni plotoni d’esecuzione che devono rilasciare le autorizzazioni agli espianti Un uliveto se c’è non si deve espiantare e così gli ulivi se non per comprovate esigenze di pubblica utilità (non certo gli impianti falso-green di eolico e fotovoltaico di oggi cui si appioppa persino tale assurda definizione di pubblica utilità, potere della lobby trasversale falso-green). Un ultimo pensiero: torniamo a piantare anche altre specie autoctone a partire dai poveri Pini mediterranei vittime in Salento di vessazioni a opera d’ignoranti, speculatori e biofobi che si accaniscono contro queste conifere mediterranee definendole alloctone”.

Jenny De Cicco

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Tagli di TrenItalia? Si mobilitano i sindaci dell’Anci

Tagli di TrenItalia? Si mobilitano i sindaci dell’Anci, che hanno creato il comitato “I Sindaci per il diritto alla mobilità”, per una manifestazione davanti al Ministero dello sviluppo economico il 7 dicembre, mentre l’assessore Guglielmo Minervini prosegue nelle trattative con i vertici delle ferrovie.

Anci Puglia ha aderito alla mobilitazione contro la riorganizzazione del servizio di trasporto ferroviario che, dal prossimo 12 dicembre, prevede la cancellazione di circa 30 tratte da e per il Sud Italia di cui 7 a rischio nel Salento. Dalla protesta è nato il comitato, che ha redatto un documento apposito e che ha organizzato mercoledì, alle 11, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico la protesta. “Le scelte effettuate oggi – commenta il presidente di Anci Puglia Luigi Perrone- depauperano di fatto un servizio così importante come quello dei collegamenti ferroviari e si traduce in una effettiva privazione del diritto alla mobilità, in enormi disagi per i cittadini dei nostri territori, nella graduale emarginazione delle Regioni del Mezzogiorno”.

Sulla vicenda si è espresso il sindaco di Lecce Paolo Perrone sotto la sede romana di Trenitalia. Secondo Perrone i tagli fermerebbero lo sviluppo del turismo, ormai vitale per il Salento.

L’ingegnere Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, si è espresso in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Secondo Moretti l’offerta di servizi prevista con il nuovo orario, sia quelli a mercato, sia quelli pagati dallo Stato, non ha subito tagli sostanziali ed è del tutto coerente alla domanda reale.

L’offerta di mercato è addirittura cresciuta. Lo ribadisce e dichiara l’aumento dei collegamenti, 3 coppie di Frecciargento tra la Puglia e Roma, Eurostarcity Frecciabianca velocizzati (Milano – Bari in 7 ore e 37’ e Bologna-Bari in 5 ore e 30’), i collegamenti diretti da e per Bari passeranno dai 10 a 12, da 6 a 8 da e per Lecce e resteranno 2 da e per Taranto, con capolinea Milano. I treni notte, finanziati dallo Stato che, sulla base delle effettive risorse disponibili, erano a serio rischio di taglio, sono stati sostanzialmente riconfermati, con la creazione dell’hub di Bologna, che diventerà il capolinea di questi treni i cui orari saranno integrati con gli altri servizi diurni, Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca che copriranno le tratte fra Bologna e Torino, Milano, Venezia/Trieste, Bolzano.

“Trenitalia – afferma Peppino Longo consigliere Udc in Regione – non può e non deve continuare a fare orecchie da mercante: la Puglia reclama a gran voce trasporti efficienti e non ci fermeremo fino a quando non otterremo garanzie e certezze”.

Intanto sono proseguiti anche l’altro ieri a Roma i contatti dell’assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini con i vertici della società ferroviaria, per trovare una soluzione positiva rispetto al taglio dei quattro treni a lunga percorrenza che la Puglia dovrebbe subire.

“L’interlocuzione è ancora in corso – ha spiegato Minervini esprimendo poi il suo pieno sostegno alla manifestazione Anci – e stiamo facendo il possibile almeno per ripristinare la partenza di un treno Freccia da Taranto e dei treni notturni che fermavano nel capoluogo ionico”.

Jenny De Cicco

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Il Ciclone, per un Natale in centro in bici

Un centro in bici per i magliesi nel periodo natalizio. È quello che propongono i soci dell’associazione “Il ciclone”, che dal 7 al 23 dicembre saranno in via san Giuseppe con uno stand informativo. L’associazione è attiva da anni nella città di Maglie con lo scopo di promuovere l’uso della bici quale alternativa veramente efficiente, economica ed ecologica all’uso dell’automobile in ambito urbano. Per questo l’associazione ha realizzato una serie di campagne di sensibilizzazione presso le scuole e la cittadinanza, studi e indagini sulle abitudini di mobilità dei cittadini magliesi e una costante azione di stimolo verso l’amministrazione comunale per l’adozione di una serie di politiche a favore della mobilità ciclistica e pedonale. Quest’azione è stata rinforzata nello scorso periodo natalizio da una petizione per la chiusura incondizionata nel centro storico sottoscritta da oltre 2300 cittadini. Anche quest’ultima iniziativa non ha sortito alcun minimo cenno di movimento nelle politiche di governo della città. “Eppure – dice il presidente del circolo, Paolo Sansò – l’attuale situazione di evidente degrado della qualità ambientale dei nostri centri urbani impone di riequilibrare l’uso dello spazio urbano a favore della mobilità sostenibile e riconvertire in tale direzione anche le aree metropolitane, i dintorni delle città. La mobilità ciclistica è virtuosa poiché consente anche investimenti con bassa spesa ed alta resa per favorire città più sicure e meno inquinate, riduce i consumi e il fabbisogno energetico, e la bolletta che tutto il Paese paga, oltre ad abbattere decisamente i costi per la salute dei cittadini.”

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Un gasdotto a San Foca: il parto di un ecomostro?

La data del 2013, lontana eppure così vicina, potrebbe segnare per il territorio salentino un ulteriore battesimo per la speculazione economica e lo stravolgimento ambientale. Il fronte di cui si prospetta l’apertura, da qui a due anni, andrebbe ad affiancarsi a un deturpamento paesaggistico, quello dovuto al fotovoltaico e all’eolico selvaggi, del quale soltanto oggi incominciamo a prendere coscienza. Stiamo parlando del progetto di un gasdotto che dal Mar Caspio arriverà a San Foca, per poi proseguire fino a San Donato di Lecce, dove si allaccerà a una rete di distribuzione già esistente. La società che si occuperà dei lavori, la Trans-Adriatic-Pipeline (Tap), per metà svizzera e per metà norvegese, ha intenzione di procedere con uno scavo (onshore) profondo almeno 1,5 metri, largo 22 metri e lungo circa 20 chilometri. Un enorme serpente che si estenderà nel sottosuolo, per realizzare il quale è prevista l’apertura di alcuni cantieri temporanei che getteranno nello scompiglio l’intera superficie coinvolta. Il progetto, oltre ad alterare una delle coste più belle d’Italia, sconvolgerebbe il paesaggio di un’area vasta e di alto interesse ambientalistico, colpendo uliveti secolari e zone archeologiche. Inoltre, non si potranno costruire abitazioni nel raggio di 40-60 metri, né si potranno edificare ospedali, scuole e altre strutture sensibili nel raggio di 200 metri. La notizia del progetto di costruzione del gasdotto non è passata sotto silenzio, lo dimostra il fatto che diverse associazioni ambientaliste hanno già espresso il loro no categorico al megaimpianto, invitando le istituzioni e i cittadini a manifestare una ferma opposizione a quella che rischia di essere l’ennesima offesa ad un territorio già provato. “Evidentemente la fama di Melendugno come cittadina ospitale e accogliente è giunta in tutta Europa e i gruppi economici più disparati non vedono l’ora di approdare sul territorio melendugnese per condurre in porto i loro affari” si legge su un documento firmato Associazione Melendugno Nostra e Comitato No-Acquarossa. Una cosa è certa, si avverte la necessità di sensibilizzare da subito le coscienze su questo argomento, per evitare che questa situazione sia oggetto di una consapevolezza tardiva rispetto ai tempi di discussione sui tavoli istituzionali.

Gianluca Conte

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Castro: al voto in primavera

Nella primavera del 2012 diversi comuni del Salento saranno chiamati a rinnovare i loro consigli comunali e a eleggere i nuovi sindaci: tra questi vi è anche Castro. La piccola e bellissima località marina è oggi guidata da una amministrazione di centro-destra il cui sindaco è Luigi Carrozzo, dirigente scolastico. Lo stesso sindaco potrebbe ancora essere della partita perché, pur essendo stato più volte sindaco in passato, si trova adesso a esserlo nuovamente da soli 5 anni e quindi può essere ricandidato. Ma anche altri nomi dell’attuale amministrazione possono ambire alla carica più alta: su tutti l’attuale vice-sindaco Rosanna Ferini – con delega al Bilancio e alle Attività Produttive- e gli stessi assessori Francesca Ciriolo – Servizi Sociali e Pari Opportunità- e Luigi Capraro – turismo e cultura. Intorno a uno di questi quattro nomi dovrebbe ritrovarsi l’attuale amministrazione per tentare di gestire la cosa pubblica castrense per un altro quinquennio.

Per l’attuale minoranza, invece, riconducibile al centro-sinistra ma non solo, non dovrebbe più essere della partita Antonio Capraro, funzionario Asl, e capo-lista sconfitto nelle ultime due tornate, sia pur sempre con risultati più che dignitosi –solo una trentina di voti di scarto nel 2007 gli impedirono la vittoria. Proprio nell’ultimo consiglio comunale si è dimesso anche da consigliere comunale, al suo posto è subentrato Pasquale Rizzo. Un nome gettonato fino a qualche tempo fa era quello del consigliere comunale e segretario cittadino del Pd, Fernando Schifano, il candidato più votato in assoluto nel 2007. Ma nell’ultimo periodo sta circolando in paese con insistenza un nome nuovo, che dovrebbe mettere tutti d’accordo: quello del colonnello dell’esercito Alfonso Capraro. Sin qui le indiscrezioni.

Ma c’è da considerare che l’attuale forte restrizione del numero dei consiglieri comunali per i piccoli comuni potrebbe facilitare la nascita di nuove liste e nuove alleanze. Mettere insieme sei o sette persone per fare una lista non è poi un’operazione così complicata. Va detto, comunque, che Castro in passato si è sempre dimostrata compatta intorno a poche liste e a pochi leader e, quindi, non ci dovrebbero essere clamorose sorprese dell’ultima ora. In paese c’è chi si augura la vittoria degli attuali amministratori e chi invece auspica una forte svolta nella gestione della cosa pubblica. Chi la spunterà? Ai posteri, anzi alle urne, l’ardua sentenza.

Deodato Giovanni Guida

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Ulivi monumentali – soddisfazione del consigliere Massimo Cassano. Proteste e mobilitazioni delle associazioni

La modifica della legge sugli ulivi secolari continua a far discutere. Il consigliere regionale e vice capogruppo PdL, Massimo Cassano, è tornato a parlare della questione dell’espianto e spostamento degli ulivi. “Con il sì unanime – ha detto Cassano – da parte del consiglio regionale alla mia proposta di modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia, finalmente è stato ristabilito il necessario equilibrio tra tutela e sviluppo del territorio, affinché la salvaguardia degli ulivi monumentali possa diventare un’opportunità e non un impedimento per la crescita economica, turistica e infrastrutturale, ignorando legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale. Non posso che ritenermi soddisfatto dopo l’approvazione di norme che hanno avuto un iter non facile e alquanto dibattuto, ma che finalmente danno un colpo definitivo alla mala burocrazia che soffocava le legittime istanze dei pugliesi, stabilendo tempi certi – con il limite fissato a 90 giorni entro cui la commissione competente dovrà fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto e allo spostamento degli alberi – e competenze specifiche”.

Intanto non si ferma la protesta e mobilitazione dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore questo problema. Il Coordinamento Civico per la Tutela della Salute, del Territorio e del Cittadino ha fissato, per questa sera a Maglie alle 18,30, un incontro presso la sede del Tribunale Diritti del Malato Ospedale Civico “Tamborino”, per discutere delle maggiori emergenze, sia sanitarie che ambientali, compresa proprio la discussa problematica degli ulivi monumentali pugliesi.

Alessandro Conte

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Regione Puglia: approvato ordine del giorno per l’assistenza domiciliare a malati oncologici

Un sì unanime si è levato ier in consiglio regionale per il mantenimento del servizio domiciliare ai malati oncologici. Ѐ stato approvato un ordine del giorno con il quale si impegna l‘assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore “a convocare con la massima urgenza i direttori generali delle Asl pugliesi e dare loro indicazioni operative finalizzate al mantenimento del servizio a favore dei malati oncologici, garantendo, nello stesso tempo, il prosieguo dell’attività lavorativa per autisti e gli operatori del servizio sanitario che svolgono l’attività di assistenza a domicilio”. Il documento è stato sottoscritto dai consiglieri regionali appartenenti ai vari schieramenti politici e presentato a seguito di una mobilitazione di operatori impegnati nell’assistenza domiciliare ai malati oncologici di tutte le province pugliesi.

“Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che impegna l’assessore Fiore a convocare quanto prima i direttori generali delle Asl per garantire continuità al servizio di assistenza domiciliare ai malati oncologici e al lavoro di autisti ed operatorio socio sanitari. Ora non c’è più tempo da perdere”. Lo sostengono in una nota i consiglieri regionali salentini del centrodestra, Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti, Mario Vadrucci, tra i firmatari dell’odg approvato in Consiglio. “Nei giorni scorsi – dicono i consiglieri del centrodestra – l’assessore alla sanità ha incontrato una delegazione di lavoratori, assumendo l’impegno di affrontare in modo organico il tema di garantire la continuità del servizio. In questi giorni nulla è accaduto, tanto che nelle province interessate è in corso una mobilitazione degli operatori, posto che l’interruzione del servizio avrebbe una pesante ricaduta sulla qualità delle cure per i pazienti oncologici. Questo ordine del giorno impegna l’assessore a convocare subito i tre direttori generali per dar loro indicazioni operative finalizzate al mantenimento del servizio in favore dei malati e nello stesso tempo garantire il prosieguo dell’attività lavorativa per autisti e operatori che svolgono l’attività di assistenza a domicilio”.

Alessandro Conte

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Sorgono nuovi problemi per i trasporti su rotaia pugliesi e qualche buona notizia

Sono stati approvati all’unanimità dal consiglio regionale una mozione e un ordine del giorno in tema di collegamenti ferroviari.

La mozione che riguarda i collegamenti Trenitalia dalla Puglia verso Roma e Milano, di cui è primo firmatario Michele Losappio di Sel, ”impegna la giunta ad assumere le opportune iniziative per impedire il pesante contraccolpo per la rete ferroviaria”.

L’ordine del giorno sull’ammodernamento della linea ferroviaria Sud-Est, che ha per primo firmatario Aurelio Gianfreda dell’Idv e sottoscritto da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, impegna “il presidente della Regione e l’assessore ai trasporti, a inserire tra le priorità del piano per il Sud l’ammodernamento delle linee delle Fse con doppio binario, elettrificazione e ristrutturazione delle stazioni intermedie dell’intera linea Sud-Est”.

“Occorre nominare una commissione d’inchiesta ai sensi dell’articolo 31 dello statuto regionale per chiarire la gestione dell’azienda Ferrovie Sud Est – dichiara il consigliere regionale del Pdl, Domi Lanzilotta – Con i suoi 480 chilometri di rete ferroviaria la Sud Est consente di collegare il Sud Salento a Lecce e poi a Taranto, e il capoluogo Bari alla Valle d’Itria e ad alcuni grossi centri turistici. Una rete di collegamento che, se elettrificata e ammodernata, diventerebbe una vera metropolitana di superficie, e per questo sono ineludibili interventi strutturali migliorativi del servizio di trasporto garantito da Fse.

È necessario far luce sulla gestione di Fse. Un esempio sono i moderni treni acquistati e depositati a Putignano, perché incompatibili con i binari della rete pugliese. L’attivazione di una commissione d’inchiesta servirebbe a fornire un quadro completo delle motivazioni alla base delle scelte Fse”.

L’assessore Minervini sintetizza la trattativa con Trenitalia, parlando di “segnali positivi” e di “ragionevoli probabilità”, che il versante jonico della Puglia sia ricollegato per via ferroviaria con il resto della Regione.

Sul fronte del trasporto locale Minervini sostiene che il momento di difficoltà attuale potrebbe trasformarsi in opportunità e dare una risposta infrastrutturale con nuove prospettive, l’obiettivo è fare interagire 1500 chilometri di ferrovia della regione tra essi, considerando la proprietà su di esse di cinque aziende, realizzando un’unica grande rete regionale su cui viaggiare con un solo biglietto.

Per quanto riguarda le Fse ha invitato l’assemblea a “maneggiare con cura” la “più grande azienda ferroviaria regionale d’Italia”, per invertire il trend gestionale della società sulla quale sono stati avviati circa 400 milioni di euro d’investimento (alcuni per l’ammodernamento dei dispositivi tecnologici nel Sud-Salento).

Jenny De Cicco

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Ugo Lisi: perché la statale 275 è ancora ferma?

Con una nota di oggi, il parlamentare Ugo Lisi si fa portavoce delle richieste dei sindaci dei territori interessati dall’arteria statale che non vede ancora aperto nessun cantiere, nonostante l’iter burocratico e giudiziario si sia concluso.

“E’ necessario più che mai – spiega Lisi – dare avvio ai lavori di allargamento di questa importante arteria stradale del Salento. A chiederlo non sono solo i primi cittadini, ma anche le associazioni dei parenti delle tante vittime che nel corso degli anni su questa strada hanno perso la vita, e gli imprenditori che, dalla sua messa in sicurezza, trarrebbero maggiori opportunità di sviluppo economico (anche e soprattutto nel campo del turismo) da condividere con il territorio. I fondi ci sono e anche l’accordo con le varie componenti è stato raggiunto. Ogni giorno perso è un giorno in più di pericolo non giustificato”.

Infatti la Ss 275 è anche chiamata strada della morte, per la frequenza con cui si verificano incidenti stradali lungo il suo percorso. L’ampliamento a 4 corsie è stato fortemente voluto dal “Comitato 4 corsie per lo sviluppo e la vita”, creato nel 2001.

Il progetto per la realizzazione del raddoppio della Ss 275 nel luglio del 2008 ha ottenuto il parere favorevole per la Valutazione di Impatto Ambientale e nel 2009 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) ha approvato il finanziamento completo per la creazione dell’opera.

Il Tar di Lecce nel marzo scorso ha poi liberato da vincoli giuridici, dando il via libera al raddoppio della statale 275, che prevede la realizzazione di quattro corsie fino a Santa Maria di Leuca a cui si era opposta la Regione con una serie di associazioni ambientaliste avverse al progetto, che sarebbe a loro avviso causa di uno stravolgimento del paesaggio, pur esprimendosi positivamente per la costituzione degli ultimi sei chilometri, da San Dana fino a Leuca, di una strada parco.

Jenny De Cicco

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Salvatore Ruggeri rieletto segretario provinciale Udc

Si è tenuta presso il cine teatro “Don Bosco” di Lecce il quarto congresso provinciale dell’Udc. Rinominato segretario provinciale Udc, per acclamazione, Salvatore Ruggeri, di Muro Leccese.

Presenti molte autorità politiche come Loredana Capone, Paolo Perrone e anche l’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. Parole di elogio sono state spese dagli schieramenti riguardo all’operato dell’Udc, in quanto movimento equilibrato e sempre coerente alle ideologie centriste.

Ruggeri ha dichiarato dal palco viva soddisfazione per la formazione del terzo polo. “Ci sono degli obiettivi da raggiungere – ha detto il rieletto segretario – tanto che noi abbiamo sempre chiesto al Governo riforme strutturali e invece siamo andati avanti con i tagli, volevamo l’abolizione delle province, l’unione dei piccoli comuni, il superamento del bicameralismo perfetto, privatizzazioni, ma non è stato possibile. Perché bisognava sempre accontentare la Lega, che era ed è praticamente stata quella che ha governato il pensiero di Berlusconi”.

A esprimersi, oltre al segretario, molti altri esponenti della politica locale. Anche Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, ha elogiato la coerenza dell’Udc. Mentre il deputato Pdl Mantovano ha dichiarato come l’Udc non sia un terreno di caccia politica. Si è espressa anche Loredana Capone, del Pd, che ha sostenuto la necessità di dar maggiore fiducia ai giovani.

Jenny De Cicco

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Il primo candidato sindaco di Otranto è Corrado Sammarruco

UPDATE: Pierpaolo Tondo ha smentito di non aver trovato giovani per poter guidare la città, come in basso riportato. Ha invece spiegato in un commento sulla bacheca di OtrantoOggi: “Ho espresso, invece, il seguente concetto: è mia convinzione che uno dei demeriti maggiori dell’amministrazione Cariddi non stia tanto nella discutibile azione amministrativa, che i cittadini giudicheranno alle prossime elezioni, quanto più il fatto che, nonostante siano state coinvolte molte figure giovani, non ne abbia valorizzato appieno le potenzialità a causa della personalità, diciamo così, ipertrofica e onnicomprensiva del sindaco. Alla luce di questa considerazione, ho espresso l’augurio che Axo sappia, invece, essere capace di investire sui giovani e sulla squadra e non sull’uomo solo al comando“. Ci scusiamo per l’incomprensione.

E’ ufficiale, il primo candidato sindaco di Otrranto è l’avvocato Corrado Sammarruco, nato nel 1961, capogruppo, fin dal 2007, le passate elezioni, di Alleanza per Otranto- verso il Pdl (Axo).

E’ stata annunciata domenica da tutto il gruppo dell’uscente opposizione la candidatura per le elezioni amministrative d’Otranto della primavera 2012.

Sammarruco si presenta come unica alternativa, nonostante i componenti di questo gruppo politico siano gli stessi da tempo, ponendo l’accento sulla necessità di fare sacrifici in tempi di crisi e la necessità di tenere un profilo moderato, senza nominare mai l’attuale sindaco e probabile sfidante Luciano Cariddi.

Dopo mesi di bufera interna per la scelta del candidato da sostenere, Axo mette il punto sulle passate vicende, sostenendo Sammarruco.

A moderare il dibattitto la coordinatrice di Axo Francesca Bortone. Oltre alle voci del coro politico si sono espressi due tecnici, la professoressa Annamaria Annichiarico, responsabile del Parco Tecnopolis e docente presso la facoltà d’Ingegneria dell’Università del Salento, e il professor Paolo Pellegrino, docente di Estetica sempre per l’Università del Salento, che hanno sostenuto la candidatura di Sammarruco.

Presenti il consigliere provinciale Francesco Bruni, Tommaso De Benedetto, Leonardo Salzetti e anche Pierpaolo Tondo.

Tommaso De Benedetto ha sottolineato l’importanza d’arrivare all’appuntamento elettorale con il proprio candidato con largo anticipo. Pierpaolo Tondo ha evidenziato come in termini d’impegno sul territorio fosse la persona più indicata al ruolo.

Il consigliere provinciale Francesco Bruni ha indicato la candidatura di Sammarruco come ideale per lo sviluppo di un progetto politico-amministrativo iniziato da cinque anni, mentre il consigliere Salzetti ha precisato le ottime doti di Sammarruco e Pierpaolo Tondo ha chiarito di non aver trovato giovani in grado di guidare un’amministrazione.

Tutti concordi sulla necessità di un cambiamento di rotta, sulla necessità di discostarsi dall’unico uomo al comando, come spesso è stato definito Cariddi.

Presenti come spettatori il vicesindaco Francesco Vetruccio, il consigliere Idv Aurelio Gianfreda di Poggiardo e Andrea e Gino Caroppo di Minervino de La Puglia Prima di Tutto.

La manifestazione si è conclusa con la citazione di un passo di don Tonino Bello sull’importanza del “camminare insieme”, da cui Axo ha tratto lo slogan apparso sui manifesti di presentazione dei giorni scorsi a Otranto, “Non si cammina più da soli”.

Jenny De Cicco

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Polemiche Anci: ecco la risposta del Pd uggianese

A Uggiano la polemica tra maggioranza e opposizione non si placa. E’ apparso in questi giorni l’ennesimo manifesto, a firma della sezione cittadina del Pd in risposta alle dichiarazioni rese dall’Udc provinciale. I mezzi usati sono i tradizionali manifesti, ma anche i botta e risposta per via telematica tra gli esponenti dei partiti di maggioranza e opposizione comunale.

Sulla bacheca di Otranto Oggi lo scorso 4 dicembre, Maria Cristina Rizzo ha pubblicato l’immagine del manifesto del Pd a lei rivolto in risposta a quello del partito di riferimento della Rizzo, L’Udc, tratto dalla pagina del Pd locale. La Rizzo lo ha corredato con la reazione a quanto affisso sui muri della cittadina. “L’equilibrio – dice l’ex sindaco – è la prima virtù che deve avere chi amministra la res publica”. Il Pd ha respinto, tramite il manifesto, le accuse rivoltegli dalla segreteria provinciale dell’Udc che vedeva, nell’uscita di Uggiano dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, una manovra del partito di riferimento di Salvatore Piconese, un modo per tagliare politicamente le gambe alla consigliere Rizzo, vicepresidente regionale Anci, che a seguito dell’uscita dall’Anci del proprio comune, Uggiano, avrebbe dovuto dimettersi. Poi il manifesto prosegue definendo “politicamente gravi” le accuse che rappresenterebbero delle “inopportune ingerenze”, infatti le scelte fatte sarebbero state compiute esclusivamente per motivi economici.

“Le accuse dell’Udc non trovano né giustificazione, né comprensione – il manifesto Pd prosegue – non trova giustificazione perché non c’è complotto ai danni dell’Udc, in quanto, se è vero che la consigliera Rizzo decade, è anche vero che a sostituirla ci sarà una persona liberamente scelta dall’Udc, che così manterrebbe la rappresentanza in Anci”. Il Pd non trova comprensione nell’idea di un complotto contro la comunità di Uggiano e Casamassella, definendo i comizi della Rizzo sempre meno credibili. Il manifesto reca in caratteri maiuscoli la condanna per un comportamento scorretto della consigliera, “un atteggiamento egoista che cancella 110 anni di storia nell’Anci”.

Maria Cristina Rizzo ha proseguito la divulgazione del manifesto, pubblicandolo sulla bacheca Facebook di Salvatore Negro e corredandolo di commento politico. Il presidente regionale Udc e autore del manifesto di fine novembre accusava il sindaco di utilizzare piccole logiche di padre padrone. “Questa è la risposta del Pd al manifesto della nostra segreteria provinciale (che ha ripreso il pensiero di Negro, ndr). Siamo al delirio – prosegue la Rizzo sulla pagina di Negro – L’amministrazione delibera il recesso dall’Anci e poi accusano me di aver cancellato 110 di storia nell’associazione. Sono seriamente preoccupata per le sorti del mio paese”.

Sempre a mezzo Facebook, il Partito Democratico Uggiano-Casamassella fa sapere che si schiera con l’amministrazione comunale contro qualsiasi attacco strumentale, ma il botta e risposta sembra lontano dalla sua conclusione.

Jenny De Cicco

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