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La battaglia anti eolico di Giuggianello è giunta a un nuovo atto

Il 29 novembre, con un comunicato congiunto, il Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento e il Comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi hanno espresso disappunto nei confronti della Regione Puglia. Il progetto prevede l’impianto di decine di torri eoliche industriali, alte oltre 100 metri sulla Collina dei Fanciulli e delle Ninfe a Giuggianello.

Per impedirne l’installazione, è stata intrapresa una petizione rivolta al Presidente della Repubblica, promossa da Italia Nostra e dal Coordinamento civico di Maglie e chiede il ritiro delle autorizzazioni.

La Regione Puglia autorizzò gli impianti e incaricò gli avvocati di rappresentare le ditte nel ricorso per sbloccare il progetto tramite il Consiglio di Stato, svicolando di fatto dalle due sentenze del TAR di Lecce che lo bloccavano e dovute alle richieste d’Italia Nostra, della Provincia di Lecce e dai comuni di Otranto, Poggiardo, Muro Leccese, Uggiano la Chiesa e Giurdignano, che a causa dell’eolico potrebbero subire un danno d’immagine per l’impatto paesaggistico delle pale.

Carlo Durante, amministratore delegato della Maestrale Green Energy, dopo la sentenza del 2010, dichiarò la fine di una fase di nove anni, rilevando la necessità di rimodernare il progetto e disse che il ritardo forzato avrebbe dato modo di lavorare ancora meglio con e per il territorio.

Dove sarebbero gli scandali citati nel comunicato? Giuggianello ha ricevuto, quest’anno, il riconoscimento di capitale dei piccoli comuni d’Italia 2010-2011, per la politica di tutela del territorio, alla presenza del governatore Nichi Vendola, che ha sostenuto di non poter ritirare le autorizzazioni concesse alle ditte eoliche, per non incorrere in una richiesta di risarcimento danni alla Regione – come spiegò Oreste Caroppo portavoce del Forum Ambiente – e ora esiste in loro favore una sentenza del Consiglio di Stato.

Se il progetto dovesse essere attuato, anche la visuale del faro di Torre Sant’Emiliano a Otranto sarebbe compromesso, la torre è protetta in tema d’impianti di energia rinnovabile dal Regolamento Regionale 24 del 30/12/2010 e in vigore dall’1 gennaio 2011, mentre la Regione non ha ancora ritirato le autorizzazioni per gli impianti eolici che dovrebbero sorgere sulla collina.

Jenny De Cicco

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Mauro Della Valle vicepresidente di FederBalneari Italia

Si è ufficialmente costituita, giovedì primo dicembre 2011, FederBalneari Italia, eletto vice presidente un salentino, Mauro della Valle. Pronte anche le prime richieste al governo da parte dell’associazione. In seguito al violento divorzio di fine ottobre da Confindustria- Assobalneari, è nata la nuova associazione di categoria, FederBalenari, costituita da oltre 800 imprese del settore balneare del territorio nazionale, la prima associazione di categoria caratterizzata da principi d’ispirazione federalista, con le associazioni regionali e territoriali come socie.

Nella nascita del gruppo grandi riconoscimenti sono spettati ad Assobalneari Salento.

Ulteriore importante riconoscimento ha avuto Toti Di Mattina, eletto presidente di FederBalneari Puglia. In giunta nazionale è entrato anche Giuseppe Mancarella. Il Salento e la Campania sono state le sole realtà a ottenere in giunta nazionale tre nominativi.

FederBalneari Italia si è costituita anche con un suo ufficio legale, il cui team manager è stato nominato l’avvocato Danilo Lorenzo, già legale di Assobalneari Salento.

“Sono molto soddisfatto per i risultati ottenuti dalla nostra associazione – ha affermato Mauro Della Valle – le nomine assegnate all’unanimità dall’assemblea costituente di FederBalneari Italia dimostrano l’ottimo lavoro svolto da Assobalneari Salento e da tutta la dirigenza”.

Anche Toti Di Mattina ha avuto modo di esprimere la propria soddisfazione per le cariche elettive ottenute. “E’ una grossa responsabilità – ha detto – quella che oggi siamo chiamati a svolgere, la nomina a presidente regionale arriva in un momento storico molto delicato per l’intera categoria di settore, la crisi economica e l’incertezza del futuro delle concessioni demaniali a seguito della nota direttiva servizi della Comunità Europea”.

La prima seduta della giunta nazionale di FederBalneari Italia si è chiusa con una frase significativa per quello che è lo spirito della nuova associazione: “No alle aste, noi non lasciamo certamente nulla al destino e seguiamo tutte le strade percorribili”. In quest’ottica la nuova associazione ha lanciato subito una prima proposta al governo: pagamento anticipato del canone demaniale per venti anni, con conseguente entrata nelle casse dello Stato di oltre 4 miliardi di euro.

In questo modo si ottiene il duplice risultato di far entrare nelle casse dello Stato una somma pari a oltre la metà della intera manovra economico-finanziaria del Governo, oltre a rappresentare una certezza per il futuro degli imprenditori del settore, un sicuro incentivo per il rilancio della impresa turistico-balneare.

Intanto, con una legge comunitaria approvata alla Camera dei Deputati il 30 settembre 2011, si è chiusa la procedura d’infrazione in materia dei criteri per il rinnovo dei canoni demaniali, con la delega al governo a emanare, entro 15 mesi dall’entrata in vigore della legge, una norma quadro che disciplini l’intero settore. Diventerà, pertanto, fondamentale il dialogo con le istituzioni.

Jenny De Cicco

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Nuova vita per il Campo Boario

L’area del Campo Boario potrà essere trasformata in un centro commerciale. È questo l’indirizzo emerso dal dibattito in consiglio comunale di martedì scorso sulla base di due ordini del giorno presentati dall’amministrazione. Il grande immobile (oltre 600 metri quadri) era finito sulla lista dei beni da dismettere già da qualche tempo tanto che si era arrivati a proporre, nel corso dell’anno, due aste pubbliche, una con base di partenza fissata a 285mila euro, la successiva ribassata a 230mila, andate però entrambe deserte. Una decisione, quella della vendita, non condivisa soprattutto dal consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi convinto del valore del bene nato negli anni ‘70 come sede del mercato del bestiame ma rimasto allo stato di rustico. Per Giannuzzi l’amministrazione stava commettendo un errore perché in qualche modo si sarebbe potuto ricavare molto di più dalla vendita vista l’origine di natura commerciale del bene. Ma la svolta è arrivata inattesa alla fine di ottobre quando il compartimento dell’Anas ha comunicato l’intenzione di apportare una variante al percorso che intersecherà la statale 16 con la 275: il rondò di collegamento infatti originariamente previsto più vicino al centro abitato, sarà realizzato più a est. Una decisione che è caduta a fagiolo e che permetterà appunto di valorizzare l’area del Campo Boario. Con il nuovo progetto infatti si migliorerà la viabilità di servizio, le complanari e gli accessi all’immobile fino ad oggi tagliato completamente fuori da ogni possibilità di collegamento. Una prospettiva nuova colta al balzo dall’amministrazione che in consiglio ha dapprima approvato la variante proposta dall’Anas e a seguire ha proposto il mutamento della destinazione urbanistica dell’area in questione che passerà da Zona E1, cioè “agricola produttiva normale” a D3, “attività distributive, commerciali e direzionali”. Adesso sarà compito dei tecnici stabilire il valore dell’area che sarà certamente maggiore rispetto alle basi d’asta precedentemente fissate. Il sindaco Antonio Fitto ha espresso soddisfazione: “È ovvio -ha spiegato il primo cittadino- che la possibilità di avere un grande immobile da adibire a centro commerciale su una strada di grande comunicazione potrebbe essere appetita da investitori fino a oggi frenati da una destinazione non proprio utile. Noi cercheremo di trarre il massimo dalla collocazione”.

Maurizio Tarantino

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Protesta degli operatori socio-sanitari. Salvatore Negro: “Il governo cerchi una soluzione nelle pieghe del bilancio”

Da giorni gli operatori socio-sanitari protestano nei pressi della direzione generale dell’Asl, in merito alla vicenda della vertenza che li vede coinvolti.

A tal proposito è intervenuto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “Restiamo contrari all’aumento delle tasse regionali – ha detto – Ma se la pressione fiscale non può essere allentata, almeno si cerchino nel bilancio i fondi per assicurare la proroga del contratto ai 50 Oss e 50 autisti che prestano sostegno ai malati oncologici dell’Asl di Lecce, in modo da garantire l’assistenza agli utenti”. Dunque, il presidente Salvatore Negro sollecita il governo regionale affinché cerchi una soluzione. “Se il deficit sanitario è stato ridotto come annunciato dall’assessore Fiore, e nonostante ciò è intenzione del governo regionale di non allentare la pressione fiscale – ha sottolineato il capogruppo Udc – non sarà difficile reperire fondi in bilancio per prorogare il contratto di questi operatori sanitari che assicurano un servizio indispensabile per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici. Un servizio che assicura la de-ospitalizzazione dei malati che, in assenza dello stesso servizio, dovrebbero essere ricoverati nelle strutture ospedaliere con aggravio di spese per l’Asl. L’auspicio è che il governo regionale si sforzi di cercare nelle pieghe del bilancio una soluzione a tale delicata vicenda, evitando ulteriori mortificazioni sia ai lavoratori che agli utenti che usufruiscono del servizio e che sono già duramente provati dalla malattia”.

Alessandro Conte

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A Uggiano la polemica corre sui muri e sulle bacheche Facebook

Il gruppo di opposizione consiliare uggianese, Progetto Futuro Uggiano, non si arrende e riprendendo la dichiarazione del capogruppo regionale Udc Salvatore Negro, “Con l’uscita dall’Anci l’amministrazione comunale attacca l’Udc e la comunità di Uggiano e Casamassella”, ribadisce la propria contrarietà alla politica della maggioranza dall’uscita dall’Associazione nazionale dei comuni e le battaglie contro l’aumento della tassa dei rifiuti iniziate nei mesi scorsi e tenutesi con toni accesi, sintomo di eccessi di protagonismo del sindaco Salvatore Piconese. “Chi amministra la cosa pubblica non nell’interesse della comunità ma secondo piccole logiche personali di padre padrone non può pretendere di essere considerato un buon amministratore”, scrisse allora Negro e recano ora i manifesti sui muri del paese.

Le risposte non tardano ad arrivare e corrono per le vie telematiche, come ci hanno abituati i politici di questi ridenti paesini, che dimostrano dimestichezza con l’utilizzo del mezzo, ecco dunque le risposte dei politici del Partito Democratico di Uggiano-Casamassella, di cui è parte Piconese.

“Respingiamo gli attacchi strumentali fatti contro il nostro sindaco da parte della segreteria provinciale dell’Udc. Un modo vecchio e padronale di fare politica”, commentano sul profilo Facebook del Pd locale. Interviene anche l’assessore alle politiche giovanili Sirio Luca Leo che posta sulla bacheca: “Non ho capito una cosa… ma perché la segreteria provinciale e non quella locale? Ammesso che la segreteria comunale dell’Udc esista”. Gli fa eco Vincenzo Sisinni, esponente del gruppo di maggioranza: “Questi personaggi non perdono l’occasione per rendersi sempre più antipatici e fuori luogo”, mentre il sindaco Piconese preferisce apporre un mi piace ai commenti precedenti e far notare, ringraziando, come il contenuto sia datato.

“Come al solito intempestivi”, dice il sindaco sulla propria bacheca.

Jenny De Cicco

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Petrolio nell’Adriatico: la politica pugliese confida in Monti

Proteste contro le piattaforme petrolifere nel Salento. I politici pugliesi confidano nel nuovo governo Monti su una moratoria che blocchi le attività, intanto sono state inviate 800 cartoline al ministro Corrado Clini su iniziativa di Giuseppe Longo recanti le immagini più belle delle coste pugliesi.

Lo rende noto il consigliere regionale Giuseppe Longo (UDC) che dichiara la sua viva soddisfazione nella riuscita dell’iniziativa. “Devo ringraziare pubblicamente i numerosi amici che hanno accolto il mio invito ad inviare cartoline del nostro mare al ministro Clini per protestare contro le piattaforme petrolifere. Si tratta – prosegue Longo – d’un segnale importante e della conferma di quanto i cittadini siano legati al nostro mare.

Quello dell’invio delle cartoline è un modo tanto semplice quanto efficace per ribadire questo concetto e farlo metabolizzare anche al ministero dell’ambiente. La Puglia produce già energia a sufficienza, anzi più del dovuto, e non capisco il perché dobbiamo anche sacrificare la nostra terra ed il nostro mare nella ricerca di idrocarburi. Quindi le autorizzazioni vanno bloccate. Una volta tanto si chiedano sacrifici anche ad altri”.

Le occasioni per ribadire il “no”, sono offerte anche dal consiglio regionale, attraverso il suo presidente Onofrio Introna, che lo propone sul tavolo del nuovo sottosegretario all’ambiente Tullio Fanelli, di origini foggiane.

Ricordando le numerose iniziative a vari livelli istituzionali, “nel quadro di un generale e pacifico stato di mobilitazione dell’opinione pubblica regionale”, Introna ha illustrato al sottosegretario Fanelli “una serie di atti che consentiranno di apprezzare le esigenze della salvaguardia ambientale sulle quali l’intera Puglia insiste da tempo e che hanno ottenuto larga adesione e consenso anche in sedi extraregionali”.

Mentre i presidenti de La Puglia per Vendola Angelo Disabato e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio affidano le proprie speranze in una nota stampa.

“E ora non ci resta che confidare in una discontinuità del Governo Monti con il Governo Berlusconi sulle trivellazioni e prospezioni petrolifere al largo della Puglia – scrivono i presidenti – Confidiamo in un senso di maggiore responsabilità e rispetto verso le vocazioni ambientalistiche, economiche e culturali della nostra terra che sinora non abbiamo avuto modo di constatare. Siamo in una regione che ha un patrimonio naturale, artistico e architettonico tra i più belli al mondo, per la nostra economia giacimento di ricchezza turistica, di energia rinnovabile, motore di sviluppo industriale e rurale.

Con i sistemi civili e democratici che la costituzione italiana garantisce la Regione Puglia si è opposta a ogni iniziativa di ricerca e coltivazioni di idrocarburi liquidi nel mare Adriatico: il consiglio regionale pugliese all’unanimità con un articolo unico ha vietato ogni genere di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi, lo stesso hanno fatto le altre otto regioni adriatiche italiane, è intervenuta la Conferenza dei Presidenti dei consigli regionali chiedendo al governo Monti un ordine del giorno che blocchi tutti procedimenti autorizzativi in corso. Tutto è stato fatto. Il salvare il mare, la salute e l’economia dei pugliesi, ora non ci resta che confidare in un’inversione di rotta rispetto al passato del Governo Monti”.

Jenny De Cicco

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Il Pd di Maglie e hinterland contro il taglio dei punti nascita

Tornano a riunirsi presso il circolo Pd di Maglie, alla presenza di Wilson Castellano, responsabile della Consulta Sanità del Pd provinciale e di Fabrizio Cananiello, coordinatore della segreteria provinciale del partito, i rappresentanti dei circoli del Partito Democratico dell’hinterland magliese per discutere del problema del taglio dei Punti Nascita in Puglia all’indomani dell’audizione in commissione regionale “Sanità e Servizi sociali”. I punti nascita che dovrebbero essere mantenuti sono due di secondo livello, il “Vito Fazzi” di Lecce e l’ente ecclesiastico “Panico” di Tricase, e due di primo livello, uno Gallipoli l’altro Copertino. “L’assemblea – dicono dal Pd – ha denunciato preoccupanti ritardi e incertezze nell’ammodernamento e razionalizzazione della rete ospedaliera come previsto dal Piano di Riordino regionale prima e imposto dal Piano di Rientro poi, ha registrato la totale mancanza di contestualità tra i tagli e la riconversione delle strutture dismesse che è causa della pressoché inesistente assistenza territoriale, dell’allungamento delle liste d’attesa e dell’inadeguata assistenza domiciliare, ha stigmatizzato la disparità di trattamento nell’individuazione del numero di Punti Nascita da mantenere nella provincia di Lecce rispetto alle altre province pugliesi, ha considerato irrazionale la soppressione del punto nascita di Scorrano, già dotato di una delle 4 divisioni fondamentali di un presidio ospedaliero, cioè il reparto di ostetricia-ginecologia”. Così, anche gli uomini del Pd, così com’è stato per le donne si impegneranno battendosi contro la soppressione di troppi punti nascita nel Salento.

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Vendola a Barca: I tagli ai trasporti sono un colpo al cuore della nostra economia

Soddisfatto il governatore pugliese Nichi Vendola dall’incontro di ieri pomeriggio con il ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca, sulla vicenda TrenItalia. “Resta confermato l’impegno del governo a non sottrarre alcuna risorsa ai nostri territori. E questo mi permette di esprimere soddisfazione per le rassicurazioni ricevute”.

Ha detto Nichi Vendola, al termine dell’incontro. “Abbiamo inoltre avuto modo di verificare la volontà del governo di riprogrammare gli interventi in base alla capacità delle singole regioni di impegnare e di spendere le proprie risorse – ha continuato Vendola – E anche da questo punto di vista, l’esito del confronto di questo pomeriggio, è certamente tranquillizzante per noi, che rivendichiamo queste capacità”. Sulla possibilità poi di dirottare una minima parte delle quote di cofinanziamento nazionale verso le infrastrutture del settore ferroviario, Vendola ha offerto la disponibilità della Puglia a condizione che si discuta contestualmente anche di servizi ferroviari ai cittadini pugliesi. “Si può discutere di interventi in questa materia solo se contemporaneamente si assicurano a tutti i cittadini pugliesi adeguati servizi ferroviari. I tagli dei treni e il ridimensionamento dei servizi cui stiamo assistendo in questi giorni nella nostra regione sono inaccettabili e rappresentano un colpo al cuore della nostra economia e dei diritti dei cittadini pugliesi. Senza il rispetto di questa condizione, il negoziato non ha futuro”.

Jenny De Cicco

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La sanità e la questione dei punti nascita. Parla Patrizio Mazza

Continua a far discutere il taglio dei punti nascita. Nei giorni scorsi è intervenuto il consigliere regionale, Saverio Congedo (Pdl). “La riduzione dei punti-nascita a quattro o cinque in Provincia di Lecce – afferma Congedo – è un dovere cui la nostra Regione non si può certamente sottrarre, a seguito degli impegni assunti per rientrare dal deficit e accedere così a una quota integrativa del Fondo Sanitario Nazionale. Essa però non può avvenire a discapito di comunità già colpite da chiusure di ospedali e tagli di posti letto come per la parte del Salento che si affaccia sull’Adriatico, già interessata dalla chiusura degli Ospedali di Gagliano, Maglie e Poggiardo.

Occorre che le scelte del Governo regionale portino a un’equilibrata ripartizione sul territorio degli ospedali pubblici”.

A parlare di questo problema e della sanità in generale è anche il consigliere regionale Patrizio Mazza (Idv). “Riguardo la questione dei punti nascita – dice Mazza – ribadisco che oggi è importante creare una situazione che guardi al futuro, come del resto accade a livello europeo, cioè che i punti nascita siano attrezzati anche per il nascituro, oltre che per la madre, e che siano collegati a una neonatologia e a una rianimazione, in caso di problemi e complicanze. Creare molti punti nascita per il solo fatto di lasciare situazioni di interesse meramente politico e di beneficio elettorale, piuttosto che di utilità nell’assistenza medica per la popolazione non lo giudico corretto, soprattutto quando si acuisce nella popolazione un sentimento di puro campanilismo e non si opera una corretta informazione riguardo i benefici dell’assistenza. Per una donna che deve partorire e la cui gravidanza non ha manifestato problemi, è perfettamente organizzabile la parte finale del parto con l’ausilio del proprio ginecologo di fiducia, se questi è disponibile a seguire la donna assumendosi ogni responsabilità di cura e così se il ginecologo è un operatore esterno alla struttura sanitaria con la disponibilità della struttura sanitaria di offrire quegli spazi, strutture e strumentazioni necessarie a consentire il parto. Frammentare i punti nascita come si sta cercando di fare, per accontentare le varie intelligenze politiche del territorio credo che sia deleterio e che sia solo un ritardare un cambiamento che dovrà avvenire obbligatoriamente nel rispetto di standard europei. Io credo che la liberalizzazione dell’assistenza sanitaria sia l’unica maniera di creare la giusta responsabilità dei professionisti, e di creare quella giusta informazione nella popolazione dando adeguata soddisfazione alla stessa, soprattutto nel rispetto del principio che possa effettivamente scegliersi il medico di gradimento. In questo senso bisogna lavorare evitando situazioni indifendibili sia sul profilo economico che su quello professionale. La mia proposta di legge viaggia in questi termini di efficacia ed efficienza sanitaria mediante una matura liberalizzazione dell’assistenza che può salvare tutto e tutti in termini di vera assistenza e di tutela di professioni, valorizzate in termini di utenza soddisfatta per le prestazioni che può ricevere”.

Alessandro Conte

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Salvi gli ulivi secolari

Approvato all’unanimità dalla V commissione permanente, presieduta da Donato Pentassuglia, il disegno di legge di “Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”, a firma dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Prima del voto, il testo è stato integrato con un emendamento per il rilascio delle autorizzazioni agli espianti e spostamenti degli alberi. Questa modifica, avvenuta su proposta di legge avanzata dal vice-capogruppo Pdl Massimo Cassano, fissa a 90 giorni il termine entro cui la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto.

A seguito di questa approvazione il vice-capogruppo del PdL Massimo Cassano ha rilasciato una dichiarazione. “Con il via libera all’unanimità – afferma Cassano – da parte della V commissione Ambiente e Territorio, in linea con le necessità espresse dal presidente Donato Pentassuglia, alla mia proposta di Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia, finalmente è stata ristabilita quella necessaria equità tra i diritti dei cittadini e il dovere di salvaguardare il paesaggio e le caratteristiche naturali del nostro territorio.

Equità fondamentale affinché la tutela degli ulivi monumentali possa diventare un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale ignorando legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale.

Per questo non posso che ritenermi soddisfatto dopo il passaggio in Commissione di norme che hanno l’unico fine di migliorare l’efficienza dell’istruttoria e burocratizzare la tempistica delle procedure in materia, con il limite fissato a 90 giorni entro cui la commissione competente dovrà fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto e allo spostamento degli alberi. Tutti gli ulivi dovrebbero essere salvaguardati e non solo quindi quelli monumentali, ma in un’ottica che non soffochi di fatto le aspettative dei cittadini, che devono essere sempre poste nel gradino più alto dell’azione amministrativa”.

Alessandro Conte

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Continuano le proteste e le azioni nei confronti di Trenitalia, contro i tagli del servizio ferroviario in Puglia

Oggi è intervenuto il governatore regionale. Con una lettera, Nichi Vendola fa presente al ministro Corrado Passera i problemi che deriverebbero dal taglio dei treni a lunga percorrenza, decisione presa da TrenItalia che così taglia fuori il territorio salentino dal circuito di Trenitalia, soprattutto nella tratta notturna. Nichi Vendola chiede anche la revisione dell’orario che sta per entrare in vigore. “Un efficiente trasporto ferroviario sulle distanze medie e medio-lunghe costituisce la forma più appropriata e sostenibile di mobilità collettiva, come ribadito più volte da tutte gli orientamenti comunitari – afferma il presidente pugliese – Eppure, per la Puglia, e in generale l’area meridionale del paese, questo non sembra essere vero. Il ritardo accumulato nella realizzazione dell’indispensabile infrastruttura dell’alta capacità Napoli-Bari sta generando, nella politica dei collegamenti di Ferrovie dello Stato, una progressiva riduzione e dequalificazione dell’offerta di servizi, fino al rischio di isolamento di intere parti del nostro sistema regionale”.

Sulla vicenda si esprime anche Peppino Longo, consigliere regionale Udc e componente della commissione trasporti. “Bene ha fatto il presidente Vendola a scrivere al ministro Passera – dice – ma è indispensabile che l’azione di sensibilizzazione e di protesta sul tema dei trasporti non si esaurisca mai. I continui tagli effettuati da Trenitalia stanno di fatto isolando la nostra regione dal resto d’Italia. Negli anni passati abbiamo lottato tanto per conquistare spazi importanti nel sistema dei trasporti e, invece, adesso stiamo facendo passi indietro: un settore che può essere definito come il gambero che, non certo per colpa dei pugliesi, sta retrocedendo. I nostri sindaci che hanno deciso la mobilitazione hanno tutto il mio appoggio in questa che è una vera battaglia di civiltà e che serve a difendere lo sviluppo di un territorio. Lo ripeterò fino alla nausea ma un sistema di trasporti adeguato ed efficiente può sicuramente favorire il rilancio economico e sociale della nostra Puglia. La lettera di Vendola al ministro non deve restare un fatto isolato perché è necessario che il governo centrale e Trenitalia sentano il nostro fiato sul loro collo. Soltanto così riusciremo a evitare un ulteriore sgambetto e un altro brutto colpo alle aspettative di sviluppo di tutti i pugliesi”.

Jenny De Cicco

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Lecce, inaugurato il Centro Servizi Mobilità

Ѐ stato inaugurato ieri mattina a Lecce il Centro Servizi Mobilità, la nuova struttura messa a servizio di turisti e cittadini pendolari. Lo sportello, che ha sede nel Bus Terminal in viale Porta d’Europa, completa l’offerta sulla mobilità che si rivolge a cittadini, pendolari e turisti. Il giorno precedente, invece, all’ex Convento dei Teatini è stato illustrato il progetto See Mms (South East Europe e Mobility Management Scheme). Nello specifico, la prima sigla si riferisce al programma europeo di riferimento, invece la seconda è il nome del progetto. Trattasi, dunque, del Piano di gestione della mobilità nel Sud Est europeo. “L’obiettivo – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Comunitarie, Gaetano Messuti – è quello di creare una rete a livello europeo di centro per la mobilità per lo sviluppo di una nuova cultural sulla mobilità nel Sud Est europeo. E questa è la prima rete europea di centri per la mobilità”.

In questo modo si risolveranno quei problemi di accessibilità e connessione nella mobilità, sia all’interno delle singole regioni delle città del Sud Est europeo che all’esterno. Le principali attività che saranno svolte riguardano l’analisi delle migliori pratiche sulla suddetta gestione della mobilità, la costruzione e il funzionamento di Centri di Mobilità e lo sviluppo della rete dei centri di mobilità See. L’obiettivo del progetto è quello di creare una strategia di sviluppo che garantisca una crescita economica continua e incontri la domanda di trasporto, mitigando gli impatti negativi del traffico sull’accessibilità, sull’ambiente e su specifici gruppi sociali. Inoltre, si contribuirà a raggiungere un equilibrio tra crescita economica e i processi della crescente mobilità, considerando anche gli aspetti ambientali e i bisogni degli abitanti e dei turisti della suddetta area. In ottica futura l’obiettivo è quello di costituire 7 centri di mobilità come risultato concreto dei 7 piani di gestione della mobilità, riducendo perciò drasticamente l’uso dell’auto da parte di tutta la cittadinanza. L’accordo è stato firmato da alcuni paesi partner dell’Unione Europea (Austria, Bulgaria, Grecia, Italia, Romania e Slovenia) e da altri non appartenenti all’Unione (Bosnia-Erzegovina, Croazia e Serbia). “Grazie a questa intesa – ha spiegato Messuti – intendiamo fornire, attraverso una struttura transnazionale permanente, un modo facile per promuovere e sviluppare ulteriormente i Centri per la Mobilità in Europa”. La struttura è stata progettata anche per quei potenziali partner futuri che vorranno entrare a farne parte sia per rafforzarla e sia per diffondere le buone pratiche sulla mobilità. La scadenza del progetto è stata fissata per giugno 2012.

Alessandro Conte

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