Posted on 30 Novembre 2011. Tags: Antonio Gabellone, Daniele Cretì, Northern Petroleum, Santa Cesarea Terme, Sergio Frangillo
Un secco e deciso no alle trivellazioni nell’Adriatico arriva anche dal consiglio comunale di Santa Cesarea Terme. Questa è la decisione presa nella seduta convocata in via straordinaria nei giorni scorsi dal sindaco Daniele Cretì. Nella stessa seduta sono state prese in esame anche le proposte in merito, presentate dal capogruppo di maggioranza Sergio Frangillo e dai gruppi di minoranza “Per Santa Cesarea Terme” e “Orizzonti condivisi”. Le premesse e motivazioni partono dal rilascio da parte del Ministero all’ambiente delle concessioni, alla società inglese “Northern Petroleum”, per avviare le ricerche di idrocarburi nell’area marina antistante la costa adriatica pugliese, nell’area che va dalle Tremiti fino ad arrivare a Otranto.
“Valutiamo come prive di rilievo le rassicurazioni del ministero competente circa il sistema non invasivo della ricerca e della trivellazione dei fondali marini – si legge nel documento redatto dalla maggioranza – in quanto contraddette dai gravissimi incidenti di recente verificatisi, non ultimo quello accaduto nel Golfo del Messico, i cui danni ambientali causati dalla fuoriuscita di petrolio sono irreversibili”. Queste considerazioni sono in linea con gli atti della Regione Puglia che sono finalizzati a bloccare la speculazione delle società petrolifere. “Non possiamo rimanere impassibili – dichiara il sindaco Cretì – ad aspettare le possibili azioni devastanti delle attività estrattive di petrolio, pertanto, con questa deliberazione deleghiamo il presidente della Provincia Antonio Gabellone a rappresentare, a tutti i livelli, la nostra posizione contraria al rilascio dei permessi per tali attività che non danno alcun ritorno economico agli enti interessati, anzi potrebbero arrecare solo danni al turismo e all’ambiente”.
Alessandro Conte
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Posted on 29 Novembre 2011. Tags: Ada Fiore, Castello, Corigliano d’Otranto, Monteco
Il castello de’ Monti di Corigliano d’Otranto è salvo. Bloccata la procedura di pignoramento, avviata nella scorsa primavera dalla Monteco a causa del credito nei confronti dell’ente coriglianese dalla società che gestisce la raccolta dei rifiuti.
Tutto merito del cambio di parere della stessa Monteco, o quasi. Nella recente udienza davanti al giudice del Tribunale di Lecce Massimo Orlando, la Monteco ha deciso d’abbandonare le proprie pretese e ha rinunciato all’azione esecutiva contro l’amministrazione di Ada Fiore. Buona parte del merito in realtà è attribuibile al lavoro del difensore del comune. Infatti la Monteco ha mollato dopo la presa visione dei documenti depositati dall’avvocato Leonardo Maiorano presso il giudice dell’esecuzione di Lecce: il decreto del 1971 ai sensi della legge 1089 del 1° giugno 1939 del ministero dei Beni culturali, che dichiarò il castello cinquecentesco “di particolare interesse architettonico”, sottoponendolo a una serie di vincoli di gestione, che ne impedirebbe il pignoramento, in quanto bene comune.
La Monteco provò ad acquisire il bene al termine di una guerra di rifiuti combattuta a mezzo burocratico datata 1992, quando la Monteco si chiamava Monticave e tenutasi per anni con l’amministrazione di Corigliano d’Otranto, a seguito del prematuro esaurimento, dopo soli 5 anni, della discarica di località “Scominica”, concessa invece alla ditta per 7 anni e che obbligò allo sversamento in quel di Ugento. La revoca dell’appalto alla Monteco portò al mancato versamento delle quote dovute alla ditta dal comune, convinto che il conferimento si dovesse eseguire, in questo caso, a titolo gratuito e in fine ecco l’ingiunzione di pagamento del luglio scorso, inviata dalla società al comune. 443mila euro l’importo della fattura, che l’amministrazione non ha pagato e che la Monteco, nonostante la battaglia legale in corso ha ritenuto di realizzare con ilo pignoramento del castello de’ Monti. Una decisione che il sindaco di Corigliano Ada Fiore aveva definito una ferita a morte per la comunità, il maniero acquisito nel 2000 da un privato e poi ristrutturato, aveva fatto il proprio cuore pulsante. Il legale del comune ha dimostrato poi come il castello dei baroni de’ Monti non poteva passare di proprietà. Trovato l’atto del ministero e poi anche la trascrizione alla Conservatoria di Lecce, la vicenda giudiziaria si è avviata verso la conclusione. La Monteco ha così rinunciato al pignoramento e, come da prassi, nei prossimo giorni il giudice dichiarerà estinto il procedimento e i cittadini del comune della Grecìa salentina, potranno stare più tranquilli.
“Siamo contenti di come sono andate le cose – dichiara Ada Fiore – e del resto eravamo convinti che un bene pubblico come il castello non potesse esserci sottratto. Credo di condividere questo momento di gioia con tutti i miei concittadini”.
Jenny De Cicco
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Posted on 29 Novembre 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, bilancio, Campo Boario, consiglio comunale, Federazione Provinciale Coldiretti di Lecce, parco della Rimembranza, Silvano Macculi, Strada statale 16, via De Ferraris, via Paolo Tamborino
Tornerà a riunirsi alle 15 di questo pomeriggio il consiglio comunale magliese. Saranno 14 i punti all’ordine del giorno: dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente si comincerà con una interrogazione proposta dal consigliere di Città Libera, Antonio Giannuzzi che chiede di conoscere quali precazioni contro gli infortuni gli operai comunali prendano durante l’orario di lavoro.
Sarà quindi rideterminato l’importo del gettone di presenza che dovrebbe essere ridotto così come proposto nelle settimane scorse dalle dalla commissione attività produttive. I due punti successivi sono di natura contabile: si parlerà di una variazione di bilancio e del conseguente assestamento. A seguire tre argomenti riguardanti opere pubbliche, due dei quali strettamente collegati: in primo luogo si esaminerà il progetto esecutivo relativo ai lavori di ammodernamento della strada statale 16 tra il km 985 ed il km 999 che popone una consistente modifica sul tracciato riguardante il secondo rondò a servizio della statale 16 e 275, rondò che sarà traslato verso Otranto. Ci sarà anche una bretella di collegamento per la viabilità complanare. Si tratta di cambiamenti non di poco conto perché interessano direttamente un edificio di proprietà del comune, cioè il Campo Boario che dopo vari tentativi di alienazione, verrà, in questo modo, valorizzato attraverso una variante allo strumento urbanistico che muterà la destinazione da Zona E1 Area agricola produttiva normale a Zona D3 Area per attività commerciali, distributive e direzionali.
Con questo nuovo progetto l’intero lotto del Campo Boario oltre a essere raggiungibile direttamente dalla strada statale, sarà preservato in maniera più completa: su una superficie complessiva di oltre 11mila saranno espropriati poco più di 2400 metri quadri contro i 3mila metri quadri del precedente intervento. Il terzo punto riguarderà l’alienazione del relitto stradale ubicato in via Paolo Tamborino. Quindi toccherà al regolamento sull’istituzione della Denominazione Comunale di Origine e alle aree a posto fisso per attività di vendita che su proposta della commissione attività produttive, saranno incrementate: ce ne sarà una in via Ospedale e l’altra su via De Ferraris, mentre si darà la possibilità di installare un chiosco bar sul parco della Rimembranza. Sul finire saranno discussi due ordini del giorno del Pd: il primo contro la gestione dell’Ato Lecce 2 da parte del presidente Silvano Macculi, il secondo contro la riduzione punti nascita decisa dalla Regione. Si terminerà con le indicazioni della Federazione Provinciale Coldiretti di Lecce che ha proposto un documento sulla tutela del vero “Made in Italy”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 27 Novembre 2011. Tags: Apisem, comune, Otrnto, petrolio, Semeraro, Tosap
Vertenza contro l’Apisem, Il comune di Otranto ottiene parere favorevole, ma se entrano 100 mila euro, l’erario comunale dovrà sborsarne 57 mila. Dopo la sentenza di primo grado, della vertenza Apisem-comune di Otranto, che dava ragione all’azienda dei Semeraro di Lecce, noti anche come i patron del Lecce calcio, ecco la sentenza d’appello, che la ribalta: il comune idruntino potrebbe presto ottenere 100mila euro.
La vicenda parte dal 2003-2005, all’epoca Luciano Cariddi, l’attuale sindaco, era assessore della giunta di Francesco Bruni quando l’ente otrantino, a seguito di alcuni controlli amministrativi sul corrispettivo in materia di Tosap, la tassa di occupazione dello spazio e aree pubbliche, aveva accertato l’occupazione di un’area pubblica da parte dell’azienda Semeraro, per la stazione di rifornimento di fronte all’ufficio postale, riscontrando un versamento di un canone di soli 3mila euro invece che i 24mila annuali dovuti.
Cariddi sostiene d’aver avviato gli accertamenti per la necessità di far valere le ragioni dell’ente rispetto a quelle della società. L’Apisem si ripromise di recuperare le somme in seguito all’esito del ricorso e anticipò le somme del triennio, vincendo in primo grado.
Così iniziò la controversia legale. Con le sentenze dell’8 novembre scorso n. 291, 292 e 293, la Commissione tributaria regionale ha accolto l’appello del Comune idruntino contro il giudizio di primo grado, che aveva dato ragione all’azienda.
Il comune di Otranto è rappresentato dall’avvocato Maurizio Villani e in appello ha dimostrato la fondatezza della pretesa economica di centomila euro totali tra canone, sanzioni e interessi per gli anni accertati 2000-2002.
Cariddi nel luglio 2005 non faceva più parte dell’amministrazione Bruni e nel 2006, quando il comune preferì non costituirsi contro l’Apisem nel secondo ricorso, con il quale l’azienda chiedeva il rimborso delle somme versate nel triennio 2003-2005, come stabilito dalle sentenze di primo grado, scoprendo da poco la contumacia del comune che in tale vertenza non ha reso possibile far valere le ragioni dell’amministrazione, producendo un giudizio favorevole ai Semeraro con la sconosciuta sentenza all’attuale maggioranza.
Ora il comune devrà probabilmente rimborsare l’azienda Apisem di 57mila euro più interessi. “Cerceremo di comprendere meglio – ha commentato Cariddi – nei prossimi giorni, perché la giunta guidata dall’allora sindaco Bruni decise di non costituirsi in quel giudizio, producendo un tale danno per le casse comunali”.
Jenny De Cicco
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Posted on 27 Novembre 2011. Tags: Aquila, Comitato no petrolio, Northern Petroleum, Onofrio Introna, Prospezioni
21 gennaio 2012. E’ stata fissata la data della manifestazione contro le prospezioni e le estrazioni petrolifere nell’Adriatico, che riunirà la rete delle associazioni ambientaliste, politici, sindacati e civili di tutta la Puglia, a Monopoli, in piazza Vittorio Emanuele, a partire dalle 9.
Il comitato organizzatore “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” chiama all’impegno contro ogni attacco al territorio e fa notare la necessità di una legge nazionale che vieti ogni estrazione petrolifera e un accordo transfrontaliero che impedisca l’installazione di piattaforme offshore in tutto il Mare Adriatico.
Onofrio Introna è tornato a chiedere un incontro sull’argomento al ministro Corrado Clini. “L’Adriatico non si tingerà di nero per pochi barili di petrolio scadente”. L’estrazione da vantaggi solo ai privati “che gli idrocarburi nostrani sono pessimi e i proventi a tutto vantaggio delle multinazionali. Il corrispettivo che le ditte pagano in Italia sul petrolio prelevato è del 4% in mare e del 10% sulla terraferma, mentre in Norvegia arriva all’80%”. Onofrio Introna rende poi noto “con soddisfazione” che all’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli delle Regioni e Province autonome, riunita a L’Aquila, hanno approvato all’unanimità l’ordine del giorno proposto da Introna, l’invita al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro dell’Ambiente “a sospendere ogni procedimento autorizzativo per indagini petrolifere in mare e adottare una moratoria di ogni iniziativa di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nell’Adriatico e nelle acque al largo di tutte le coste europee”, così i consigli delle regioni dell’Adriatico s’impegnano ad approvare un’iniziativa di legge al Parlamento analoga a quella adottata all’unanimità dal consiglio pugliese del 19 luglio 2011, sul divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico e “chiede di applicare il divieto anche ai procedimenti autorizzativi avviati e non conclusi alla data di entrata in vigore della legge e fa salve le autorizzazioni e le concessioni in essere fino all’esaurimento dei relativi giacimenti, nei limiti stabiliti dai provvedimenti stessi”. Il documento condivide anche l’iniziativa di una conferenza delle regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, da tenersi a Trieste entro il febbraio 2012, circa la conservazione dell’ambiente marino. “La Puglia non è sola in una battaglia di civiltà”, questo è il commento del presidente Introna.
Michele Ventricelli di Sel aggiunge: “Nei mesi che ci separano dal 21 Gennaio, oltre a garantire la nostra adesione e condivisione, cercheremo di sensibilizzare quanto più possibile alla partecipazione all’evento”.
Mentre Peppino Longo dell’Udc e componente della commissione ambiente e territorio, propone di sommergere “la scrivania del ministro Clini con cartoline che raffigurano il nostro mare con scritto: la Puglia non vuole i cercatori di oro nero. Il lavoro della nave oceanografica Princess incaricata delle prospezioni geosismiche è ormai nella fase finale. Dobbiamo dirottare i nostri sforzi nel tentativo di bloccare eventuali altre richieste e che la Northern Petroleum passi alle trivellazioni. Abbiamo un modo molto civile ma nello stesso tempo fragoroso: inviare le cartoline del nostro mare al ministro Corrado Clini, con il no al petrolio indirizzandole al ministero dell’ambiente in via Cristoforo Colombo, 44 00147 Roma”.
Jenny De Cicco
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Posted on 27 Novembre 2011. Tags: Gabellone, Minervini, Taglio collegamenti, Trenitalia
Riordino degli orari e delle linee di TrenItalia. “Non siamo ancora soddisfatti, il quadro orario di collegamenti ferroviari a lunga percorrenza per la Puglia è migliorato rispetto alle prime ipotesi”. È prudente l’assessore alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini al termine dell’incontro avuto a Roma con i massimi dirigenti di Trenitalia.
“Sostanzialmente – dice – c’è stata una riorganizzazione, ma se da un lato sulla linea adriatica c’è il positivo potenziamento dell’impiego dei Frecciabianca, dall’altro c’è la perdita dei collegamenti da Taranto. Come del resto sul quadro orario, dove sono previste variazioni sulle quali i tecnici stanno ancora lavorando”.
Nel dettaglio l’offerta diurna sulla linea adriatica vedrà l’impiego da Lecce di due coppie di treni in più e da Bari di una coppia in più, di Frecciabianca per Milano, quest’ultima tratta sarà coperta in 7 ore e 38 minuti rispetto alle attuali 8 ore.
Resterà immutato l’attuale quadro orario diurno per Roma con due coppie di treni Intercity sulla tratta Taranto/Roma via Metaponto, tre coppie di treni Frecciargento da Lecce e tre da Bari, cui si aggiunge una coppia di Intercity.
Nessuna buona notizia sul servizio notturno. Una coppia di treni Intercity Notte per Roma da ordinaria, diventerà periodica, quindi si potrà scendere dalla capitale il venerdì e risalire la domenica. E sarà cancellata la coppia di EXP 951 e 956 Lecce-Roma via Taranto e la coppia ICN 782 e 785 Milano – Bari – Reggio Calabria.
“Per questo motivo – continua – abbiamo posto una richiesta precisa di ripristino dei treni da Taranto, almeno di quelli inseriti nel contratto universale”. Da Trenitalia si sono impegnati a verificare e sottoporre questa richiesta al prossimo confronto con il ministero delle infrastrutture. Con lo stesso appello all’esecutivo si è chiusa la Commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni riunita con all’ordine del giorno i temi del trasporto pubblico locale.
“Abbiamo chiesto – ha detto l’assessore Minervini – un incontro urgente al ministro Passera per discutere della mancata erogazione di parte delle risorse del 2011, della situazione dei tagli previsti il prossimo anno e della vertenza dei lavoratori della Servirail”.
“Apprendiamo con favore gli esiti del lavoro di concertazione intrapreso dall’assessore Minervini con i vertici di Trenitalia, dopo gli annunci catastrofici dei tagli ai trasporti pugliesi e i produttivi input dei singoli territori, soprattutto della Provincia di Lecce – hanno commentato il presidente della Provincia Antonio Gabellone e l’assessore provinciale ai Trasporti Bruno Ciccarese – Riteniamo comunque fondamentale ribadire che l’unica strategia per vincere questa difficile battaglia contro l’isolamento è quella di fare una vera squadra istituzionale, lavorando in sinergia”.
La Provincia ha poi confermato la sua volontà di volersi fare promotrice di un incontro con le altre province di Brindisi e Taranto, la provincia ionica è la più penalizzata per ora e con i comuni capoluogo per scongiurare l’isolamento complessivo delle province del Grande Salento.
Jenny De Cicco
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Posted on 27 Novembre 2011. Tags: Consorzio Miles, Dario Cagnazzo, Ex LSU, Intini Source Spa, lavoro, Riccardo Colamarino
Sono disposti a tutto gli ex Lsu delle scuole, anche ad andare a Noci dalla l’Intini Source per mettere in atto proteste eclatanti. Il motivo è sempre lo stesso, il mancato versamento delle spettanze. Uno stillicidio giocato sulla pelle dei lavoratori. Come già ribadito nella riunione del 17 novembre scorso a Noci i dirigenti del gruppo barese hanno manifestato l’intenzione di uscire in maniera rapida dal settore delle pulizie scolastiche. Il paradosso, ha spiegato Riccardo Colamarino, del gruppo Intini Source è che la ditta non è in perdita ma vanta nei confronti del consorzio Miles (vincitore dell’appalto nazionale) di un credito di diversi milioni di euro, oltre una decina.
Credito però diventato praticamente inesigibile e causa di tutte le gravi difficoltà in cui versano ovviamente i dipendenti. Durante la riunione di metà novembre dai tavoli di contrattazione (con Cgil, Uil e Cisl da un lato e con la Federazione sindacati indipendenti dall’altro) l’azienda ha presentato il piano di rateizzazione le competenze dei prossimi mesi: entro mercoledì prossimo verrà corrisposto il 50% della retribuzione di ottobre, entro il 15 di dicembre si avrà il saldo di ottobre e la metà di quella di novembre; entro il 24 dicembre la tredicesima mensilità e al massimo entro il 10 gennaio del prossimo anno il versamento della completa retribuzione del mese di novembre 2011. Una decisione che non è piaciuta ai sindacati che intendono rispondere con azioni di protesta, se pur differenti. Se le cose resteranno così come paventato Cgil, Cisl e Uil hanno intenzione, la settimana prossima, di manifestare davanti alla prefettura, mentre la Federazione sindacati indipendenti intende recarsi presso la sede di Noci per far valere le ragioni dei lavoratori. Non sono escluse azioni legali nei confronti della Intini e del Consorzio Miles. Spiega Dario Cagnazzo, referente della Federazione sindacati indipendenti: “Dopo tanti mesi gli ex Lsu sono arrivati al limite della sopportazione. Non è possibile non tenere conto delle condizioni in cui versano tante famiglie che sono in difficoltà per i pagamenti quotidiani dei mutui, delle bollette, della spesa ai supermercati. È una situazione assolutamente devastante: per questo abbiamo intenzione di muoverci per mobilitare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 26 Novembre 2011. Tags: Aurelio Gianfreda, Bollettino ufficiale, ddl attività estrattiva, Donato Pentassuglia, seduta congiunta
Ѐ stata sospesa la seduta congiunta di IV e V commissione presiedute rispettivamente da Aurelio Gianfreda (Idv) e Donato Pentassuglia (Pd) che aveva per oggetto l’esame del disegno di legge “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattiva”. Durante l’esame dell’articolato, alla presenza dell’assessore Loredana Capone, il capogruppo Udc Giuseppe Negro ha avanzato la richiesta di sospensione in quanto ha considerato “un atto grave la pubblicazione – questa mattina – sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia del bando relativo all’assunzione di 29 dirigenti, che arriva dopo le nostre ripetute richieste all’assessore Campese di illustrare la situazione del personale in conferenza di capigruppo”. La richiesta di sospensione è stata condivisa anche dal capogruppo Pdl Rocco Palese, definendo la decisione della Giunta di avviare le procedure “inopportuna e offensiva nei confronti di tutti in un momento delicatissimo per il personale regionale”. Concordi anche il capogruppo de “La Puglia prima di tutto” Francesco Damone e i consiglieri Pdl Arnaldo Sala e Nino Marmo che hanno parlato di “strappo” e di “mancanza di chiarezza nei rapporti tra Giunta e Consiglio”. Un “appello al senso di responsabilità dei colleghi e un invito a proseguire i lavori” è arrivato invece dal capogruppo Sel, Michele Losappio, motivato dalla necessità di “approvare al più presto una legge di cui il settore ha bisogno”. Prima della sospensione la commissione aveva approvato due articoli, con astensione del Pdl e voto favorevole della maggioranza e Udc. In particolare all’articolo 15, riguardante il contenuto dell’autorizzazione unica da rilasciare al soggetto titolare dell’attività estrattiva, è stato ritirato l’emendamento al comma 2, proposto dal governo regionale, lasciando in vigore l’indicazione che deve essere trasmessa una copia dell’autorizzazione, oltre che al soggetto autorizzato, anche al comune interessato. Ritirati anche i cinque emendamenti all’articolo 16 sugli ampliamenti delle cave confluiti, dunque, in un’unica proposta di modifica firmata dal capogruppo Francesco Laddomada e dal consigliere Angelo Disabato de La Puglia per Vendola e dall’assessore Capone.
La seduta, dunque, è stata rinviata al 5 dicembre.
Alessandro Conte
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Posted on 25 Novembre 2011. Tags: Guglielmo Minervini, Lecce, Loredana Capone, pendolari, Trenitalia
Ennesimo disagio per i viaggiatori, pendolari e non, della tratta Lecce – Bari. Questa mattina, infatti, senza alcun preavviso, il treno regionale delle 8, è stato soppresso. Su questo convoglio viaggiano, ogni mattina, tanti lavoratori pendolari ma, anche, studenti e altre persone. Il treno effettua solo le fermate di Brindisi e Monopoli e, di solito, è sempre pieno. Tangibile, naturalmente, il disagio per i viaggiatori, ai quali nessuna spiegazione è stata fornita sulle ragioni di tale disservizio. Dopo le proteste presso il servizio informazioni, e con notevole ritardo, è stato annunciato che un pullman di linea avrebbe sostituito il treno inspiegabilmente assente.
Ma, ormai era tardi. Per molte persone è importante raggiungere negli orari stabiliti non solo i luoghi di lavoro ma, anche, la stazione di Bari o l’aeroporto di Brindisi e da lì prendere le coincidenze di treni o aerei per altre destinazioni. Tutto ciò avviene in un periodo in cui tante sono le preoccupazioni per chi viaggia con Trenitalia.
Sono previsti tagli di treni, a partite da dicembre, sia di lunga percorrenza – vedi Lecce-Milano e Lecce-Roma – che di servizio regionale. Per questa ragione nei giorni scorsi una manifestazione di protesta si è tenuta nel piazzale della stazione leccese – era presente, tra gli altri, la vice-presidente della Regione Puglia Loredana Capone, mentre, l’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, è stato presente a un vertice a Roma presso il ministero competente, con i vertici di Treniitalia, per cercare di annullare, o almeno limitare, gli annunciati tagli, con i quali si rischia di isolare sempre di più la Puglia e il Salento dal resto del Paese. Tra l’altro, il costo del servizio nel corso dell’ultimo anno è considerevolmente aumentato e ulteriori aumenti sono previsti qualora il governo centrale non dovesse trasferire alle regioni i fondi per il trasporto almeno su scala locale. La situazione dunque appare sempre più difficile per chi deve viaggiare per motivi di lavoro o di studio, se si considera anche il notevole aumento del costo della benzina e del gasolio, che rende sempre più improbabile il ricorso al viaggio in auto.
Deodato Giovanni Guida
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Posted on 25 Novembre 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, Città Libera, Maglie, sicurezza sul lavoro
Antonio Giannuzzi, consigliere di Città Libera, presenta un’interrogazione consiliare sulla sicurezza sul lavoro degli operai comunali e degli Lsu impiegati al comune. “Il Comune di Maglie – racconta Giannuzzi in una nota alla stampa – non tiene da conto la salute e la sicurezza dei suoi dipendenti. Il limitato numero di operai e Lsu non è fornito di nessun tipo di vestiario o strumento a tutela dell’integrità fisica. L’abbondante normativa esistente obbliga la pubblica amministrazione a individuare un responsabile della sicurezza, con l’obbligo di dotarlo di un fondo adeguato alle necessità degli operai. A Maglie, da quasi dieci anni, quel fondo è stato completamente azzerato per cui non è possibile dotare i lavoratori di alcunché. Nonostante gli aspetti penali che esistono e nonostante convegni, dibattiti svolti anche nell’aula del consiglio sull’obbligo, per i datori di lavoro, a rispettare le norme sulla sicurezza, proprio la pubblica amministrazione dà un pessimo esempio, equiparando il Comune di Maglie a qualche paese sottosviluppato, dove ancora la cultura della sicurezza non esiste. Questa è la ragione per la quale è stato presentato un ordine del giorno, affinché, sin da subito, si provveda a dotare il dirigente responsabile di ciò che possa servire almeno fabbisogni più urgenti, pensando poi al bilancio 2012 dove ci aspettiamo un adeguato stanziamento”. Il capogruppo di Città Libera parte dal presupposto che al Comune di Maglie lavorano cinque operai e cinque lavoratori socialmente utili, che sono impiegati in ogni situazione di bisogno, sia in strada che negli edifici, a volte senza competenze ed esperienze – si legge nell’ordine del giorno – e che necessiterebbero di divise adeguate, non solo per la sicurezza ma anche per il decoro, come scarpe, vestiti, guanti, mascherine, imbracature, dispositivi di visibilità, caschi e tutto quanto sia necessario secondo gli impieghi. Per Giannuzzi, la spesa non dovrebbe essere neppure troppo alta, dato l’esiguo numero degli stessi operai, per cui chiede cosa intenda fare l’amministrazione per ovviare a queste che lui chiama evidenti carenze, ricordando che occorre prevedere una specifica voce di bilancio, perché sulla sicurezza dei lavoratori non è possibile risparmiare.
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Posted on 23 Novembre 2011. Tags: Comitato ‘percorso nascita regionale’, ospedale di Scorrano, punti nascita, Salvatore Negro, Tommaso Fiore
Si è riunita nei giorni scorsi la III Commissione con l’audizione dell’assessore alla Salute, Tommaso Fiore, sul progetto di razionalizzazione dei punti nascita. A tal proposito si registra l’intervento del presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “No a tagli indiscriminati che non tengano conto delle esigenze dei territori. – ha dichiarato Negro – La relazione del comitato Percorso nascita regionale, che prevede una proposta di ristrutturazione della rete ospedaliera materno-infantile, illustrata dal coverno regionale in commissione Sanità, merita un’approfondita riflessione.
Secondo quanto previsto, in provincia di Lecce i reparti di ostetricia passerebbero dagli attuali 7 a 4, a danno soprattutto di alcuni territori come il Sud Salento che vedrebbero ulteriormente aumentare rischi e disagi per gli utenti. L’innalzamento del numero dei nati da 500 a 1000, indispensabile per il mantenimento di un punto nascita, secondo il contenuto dell’accordo stato-regioni che ha previsto questi ulteriori tagli avrà conseguenze negative e disagi sul territorio, a scapito soprattutto delle fasce più deboli della popolazione. Ancora una volta il buon senso rischia di cedere il passo alle aride cifre. In un territorio come quello del Sud Salento, non si può perdere il reparto dell’ospedale di Scorrano per una lunga serie di ragioni, soprattutto di carattere territoriale, di viabilità e di dotazioni di servizi. Inoltre, appare una contraddizione la nascita di un nuovo ospedale (previsto dal piano di riordino ospedaliero) che sia già privo dell’attività specialistica ostetrico-ginecologica. Auspichiamo che tale previsione possa essere rivista e rimodulata, invitando sin da ora il governo regionale a individuare soluzioni alternative che non ledano in alcun modo il diritto alla salute dei cittadini di Puglia”.
Alessandro Conte
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Posted on 23 Novembre 2011. Tags: Cesare Mori: Il prefetto di ferro, Circolo Cittadino, Dario Massimiliano Vincenti, liceo Capece, parcheggio, Piazza Aldo Moro, via Lubelli, Via Roma
“Esprimo tutta la mia indignazione, come cittadino, per il continuo e sistematico difetto di regolamentazione della sosta in piazza Aldo Moro”. Con queste decise parole, il presidente della commissione Attività Produttive, Dario Massimiliano Vincenti ha voluto fortemente stigmatizzare il disordine continuo presente in piazza Aldo Moro a causa del mancato riordino degli spazi dei parcheggi in particolare nella zona tra il Circolo Cittadino e il liceo Capece. Spiega Vincenti: “Monumenti coperti e offesi dalle auto, isole pedonali violate da veicoli e motorini il libertà, zone di carico e scarico impropriamente utilizzate da automobilisti maleducati, aree con divieto di sosta trasformate in parcheggio fai-da-te, scivoli per disabili sistematicamente ostruiti da vetture, soste selvagge, doppie e triple file… Insomma, una piazza (e una città) in ostaggio del caos, con le auto che vengono lasciate un po’ dappertutto senza alcuna logica e, spesso, costituendo pericolo per i pedoni ed intralcio per i mezzi di soccorso. Queste sono le nuove cartoline di Maglie”. Da qualche giorno infatti le fioriere collegate dalle catenelle non sono più presenti (ufficialmente per consentire lo svolgimento delle riprese della fiction “Il prefetto di ferro”) e non dovrebbero più essere ripristinate proprio per consentire il sereno passeggio pedonale. Nel frattempo la commissione attività produttive ha preso in considerazione di rimodulare alcuni spazi adibiti a parcheggi per favorire alcuni esercenti: si darà al possibilità di sostare al termine della banchina, là dove inizia via Lubelli, vicino al Circolo Cittadino sarà creata una zona di carico e scarico, mentre sarà definitivamente impedito di fermarsi a sinistra del bar, all’imbocco di Via Roma. La decisione dovrebbe essere presa dalla giunta comunale.
Nel frattempo i cittadini non resistono alla tentazione di mettere la macchina un po’ dove capita. “Invito il comandante di polizia municipale -conclude Vincenti- a porre immediatamente in essere interventi di grande urgenza mirati a riportare ordine e decoro laddove oggi registriamo lo scempio di una piazza, cuore pulsante della città, invasa da auto abbandonate ovunque e consegnata ad inostacolati atteggiamenti di silenzioso malcostume e totale assenza di senso civico, anzi di buon senso, che giorno dopo giorno mortificano quella veduta elegante che contraddistingueva il salotto buono di Maglie già nell’Ottocento”.
Maurizio Tarantino
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