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Pronte per dicembre le manifestazioni anti trivellazioni

Si preparano manifestazioni e proteste. Tutti uniti per bloccare le trivellazioni esplorative della Northern Petroleum. L’Udc è pronta a manifestare sotto la sede del Ministero dell’Ambiente, mentre è prevista per dicembre una giornata di mobilitazione regionale a Monopoli.

Salvatore Negro, presidente regionale Udc, lancia l’appello “Tutti a Roma a manifestare contro chi vuole distruggere le coste della Puglia. Le trivelle della Northern Petroleum devono riprendere il largo”. Lo ha ribadito esprimendo tutta la contrarietà del gruppo regionale Udc a qualsiasi ipotesi di trivellazione. “Invitiamo tutte le forze politiche della regione alla mobilitazione e a ritrovarsi a Roma nei pressi del Ministero dell’Ambiente per manifestare contro questo ennesimo scempio – ha continuato il capogruppo Udc – Impegneremo tutte le nostre forze in una protesta civile e democratica per evitare danni irreparabili che avrebbero conseguenze più che negative sulla economia pugliese. L’auspicio è che il ministro Clini possa rivedere la posizione del suo predecessore”.

Per dicembre in data da definire associazioni e gruppi politici stanno organizzando una mobilitazione dei presso Monopoli, dietro al gonfalone della Regione, per ripetere un no deciso al petrolio in Adriatico. Previsto il coinvolgimento d’istituzioni, enti locali, parlamentari, sindacati, organizzazioni professionali, associazioni, cittadini e giovani.

“Come il 7 maggio a Termoli – ha detto il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, incontrando a Bari presso il suo studio i rappresentanti di numerose associazioni ambientaliste impegnate nella battaglia – il gonfalone sarà il simbolo dell’unità dell’intera assemblea consiliare sulla tutela dell’ambiente marino, una posizione univoca sancita nell’articolo unico sottoposto dalla Puglia al Parlamento”. Si tratta del’iniziativa dello scorso 20 luglio che ha suscitato l’attenzione del commissario europeo all’ambiente, disponibile a raccogliere i pareri delle autonomie in protocollo che metta al bando qualsiasi attività off shore nelle acque mediterranee.

Il presidente ha confermato che proporrà l’adozione di un documento a sostegno della moratoria in Adriatico in occasione della riunione plenaria della Calre, la conferenza che si svolgerà all’Aquila, dal 24 al 27 novembre e riunirà 74 presidenti delle assemblee legislative europee. Nella stessa occasione, Introna rinnoverà ai colleghi delle Regioni adriatiche l’invito a fare approvare dai rispettivi consigli una proposta di legge alle Camere, sul modello di quella pugliese. Altra ipotesi quella dell’organizzazione di una conferenza adriatica, allargata a Balcani e Grecia.

Introna ha risposto positivamente all’appello del movimento per una stretta sinergia tra la società reale e le istituzioni.

Jenny De Cicco

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Consiglio Provinciale per bloccare i tagli delle linee ferroviarie

Tagli TrenItalia, ecco le reazioni del mondo politico e imprenditoriale salentino. Dopo la protesta di Lecce venerdì scorso, si è svolto il 21 novembre il consiglio provinciale per trovare una soluzione ai tagli effettuati sulle linee ferroviarie pugliesi.

Recependo l’invito del presidente della Camera di Commercio Alfredo Prete, la Commissione Consiliare Trasporti della Camera di Commercio di Lecce ha elaborato un documento sul nuovo orario di Trenitalia in vigore dal 12 dicembre.

I contenuti della deliberazione sono stati portati all’attenzione del Consiglio camerale del 21 novembre che li ha condivisi in toto. Il testo della deliberazione è stato inviato ai rappresentanti in consiglio delle associazioni di categoria, che lo trasmetteranno come telegramma alle istituzioni competenti.

“Il disagio derivante da queste scelte scellerate – si legge nel testo – avrà effetti disastrosi dal punto di vista dello sviluppo economico”.

“Troveremo una soluzione, tutt’insieme e la sottoporremo a TrenItalia – aveva dichiarato Antonio Gabellone prima dell’assise provinciale – siamo nelle condizioni, visto che esiste un governo tecnico e non politico, di affrancarci dai freni dell’appartenenza e di svolgere il nostro lavoro difendendo gli interessi del territorio in maniera libera”.

Accolta dunque all’unanimità dal consiglio la richiesta dei capigruppo della convocazione dell’urgente tavolo tecnico regionale con Anci, Upi, Comuni, Province, Regione e Trenitalia per discutere le problematiche del sistema di trasporto ferroviario e la ricerca di soluzioni alternative.

Unanimemente tranne che dalla senatrice Adriana Poli Bortone che ha definito la discussione “un ordine del giorno pieno di retorica, invece di convocare tavoli tecnici, ai quali non parteciperà il Governo, chiediamo alla Regione di dar vita al consiglio delle Autonomie, dove si ragionerà ex ante e non ex post” – e avanza un’ipotesi estrema – “Chi ci dice che questa soppressione non sia stata fatta ad hoc per spostare il turismo dal Sud, in altre zone d’Italia?”. Al termine dell’intervento, come aveva dichiarato in precedenza, non ha partecipato al voto. La delibera è passata comunque unanime in consiglio.

“Non è retorica la necessità di chiedere un momento di confronto, un tavolo tecnico – afferma Gabellone – Il tavolo oggi è un aspetto formale, ma serve a un coinvolgimento complessivo del territorio, che vede schierati i soggetti e le agenzie che concorrono allo sviluppo del territorio stesso. La sensibilizzazione portata avanti in questi giorni è utile perché anche chi pensa di non subire conseguenze dirette da questa situazione, possa comprendere che per il territorio c’è un depauperamento dei servizi con, a cascata, altre gravissime conseguenze. Tutti insieme possiamo far sentire come irrinunciabili le ragioni e le esigenze del nostro territorio”.

La soluzione d’oggi è stata trasferita in tempo reale alla Commissione regionale Trasporti, come d’intesa con i consiglieri regionali, per la rapidissima approvazione in Regione. Inoltre, è stato richiesto al Governo, tramite l’appoggio dei deputati salentini, d’intervenire su TrenItalia perché reintegri le linee soppresse e ne migliori i servizi.

Jenny De Cicco

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Bandiere blu riunite per dire no alle trivelle

“In più occasioni abbiamo ribadito di non volere la coltivazione di idrocarburi”. Questo l’intervento dell’assessore regionale dell’Ambiente pugliese Lorenzo Nicastro, nel Consiglio comunale straordinario di Polignano del 21 novembre. Presenti alla seduta il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, Nicastro, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Lecce Francesco Pacella e i rappresentanti delle organizzazioni ambientalistiche, con i comuni costieri di Otranto, Melendugno, Rodi Garganico, Salve, Ginosa, Fasano, Ostuni e Polignano a Mare, comuni Bandiere Blu e di Monopoli.

Introna ha proposto l’organizzazione di una sessione durante la prossima Conferenza delle Assemblee legislative regionali Europee (Calre) con la presenza delle regioni coinvolte dalla minaccia dell’estrazione d’idrocarburi.

Al termine del consiglio è stato adottato unanimemente un documento di moratoria della prospezione sottomarina al largo delle coste pugliesi, chiedendo al ministro dell’ambiente, Corrado Clini, d’intervenire per sospendere le autorizzazioni avviate e non concluse, tramite una moratoria ministeriale. Il documento esprime l’intento di coinvolgere Regione, Provincie e Comuni interessati in un’azione di salvaguardia delle attese delle comunità locali, sollecitando un incontro per rappresentare le ragioni al ministro.

“Occorre fare squadra – chiosa Introna – L’Adriatico non si tocca, pochi barili di pessimo petrolio non possono rischiare di sconvolgere la vita di 40 milioni di italiani, balcanici e greci che vivono sul nostro mare e traggono sostentamento dalle sue straordinarie risorse”. La proposta di legge alle Camere per la messa al bando di ogni ricerca o sfruttamento in tutto l’Adriatico, approvata all’unanimità in Regione il 20 luglio scorso e che ha avuto un riscontro positivo dell’Unione Europea ed è stata trasmessa alle regioni adriatiche per iniziative analoghe. “Dobbiamo allargare il fronte, a cominciare dall’Abruzzo e Molise, interessati da analoghi problemi per il progetto prospicente alle Tremiti. Si tratta di una richiesta di civiltà, perché il mare è il futuro. – ha ribadito il Presidente Introna – Non si possono sottovalutare i rischi di disastri ecologici, come quelli nel Golfo del Messico, nel mare del Nord ed ora in Sud America, che sarebbero mortali per uno stagno, come l’Adriatico.

E già le sole prospezioni hanno ricadute pesanti: gli spiaggiamenti di cetacei sono conseguenza di un ambiente marino violentato da geosonde, impulsi sonar e Air Gun”.

Lorenzo Nicastro ha incalzato: “La lotta, pur con modalità civili e responsabili, sarà lunga e dura, anzi durissima e solo sulla base di questa collaborazione tra istituzioni e tra le medesime e i cittadini possiamo invertire la tendenza”.

No alle piattaforme anche dal presidente del gruppo misto Donato Pellegrino che, pur non essendo parte del consiglio polignanese, esprime dissenso per l’utilizzo dell’air gun da parte della Northern Petroleum, esplosioni d’aria compressa dannose per le specie ittiche.

“Condivido la preoccupazione delle comunità interessate – afferma preoccupato Pellegrino – alla Northern potrebbe seguire la Saipem nelle acque brindisine. Bisogna assolutamente bloccare la logica con cui, da alcuni anni a questa parte, il governo centrale rilascia autorizzazioni di prospezione ad insaputa delle autorità locali”.

Jenny De Cicco

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Otranto, contrarietà espressa dal sindaco Cariddi nell’incontro di ieri a Polignano

Nella seduta tenutasi ieri mattina a Polignano a Mare per dire no alle trivellazioni petrolifere lungo le coste dell’Adriatico, era presente anche il comune di Otranto il cui sindaco, Luciano Cariddi, ha voluto esprimere il disappunto a riguardo. “Per quanto riguarda la Città di Otranto – ha dichiarato Cariddi – è stato rappresentato dal sottoscritto innanzitutto l’assurdo di una questione che vede i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico in una posizione favorevole a tali attività, contrariamente alla contrapposizione manifestata dal territorio tutto, cittadini e istituzioni, senza distinzione di confini campanilistici o appartenenza politica. Riteniamo che i Ministri Prestigiacomo e Romani, durante il loro mandato, non abbiano voluto tener conto delle ragioni sostanziali da noi espresse. Già in passato abbiamo dimostrato, per ciò che concerne il territorio otrantino, di essere comunità responsabile e matura avendo accettato che sulle nostre coste approdasse dapprima l’Elettrodotto Italia-Grecia, che giunge a Otranto, e oggi attendiamo la conclusione dell’iter procedurale del gasdotto proveniente dall’Azerbaijan. Ci sembra di aver fatto abbondantemente il nostro dovere in termini di politiche energetiche. Ѐ assurdo immaginare di poter impiantare piattaforme petrolifere in un bacino come il Mare Adriatico che ha quasi la natura di un lago. E’ facile pensare al disastro ecologico ed economico che scaturirebbe da un eventuale incidente già solo guardando alle esperienze recenti verificatesi nel Golfo del Messico, nel Mar Baltico e in Argentina, dove pure questi infortuni sono avvenuti in mare aperto. Siamo convinti che non sia assolutamente accettabile il benché minimo rischio di incidente su un territorio come quello pugliese, e non solo, ma anche nei Paesi che ci guardano dalla costa orientale dell’Adriatico (Croazia, Montenegro, Albania, Grecia), dato lo sviluppo economico registrato in questi anni che ha dimostrato come il turismo rappresenti uno dei settori fondamentali, e che qui da noi si basa in particolar modo sulle forti valenze paesaggistiche e ambientali che non siamo assolutamente disposti a compromettere in alcun modo. Rifiuteremo sempre ed energicamente le speculazioni che talune società petrolifere ritengono di potere attuare in quest’area anche lì dove dovessero essere azioni animate, come pure stanno sembrando di essere, da esclusive iniziative tese a far lievitare i propri titoli azionari nelle quotazioni di Borsa”.

Della medesima opinione anche Giorgio Miggiano, presidente del circolo Legambiente di Otranto. “Condividiamo – ha dichiarato Miggiano – l’iniziativa intrapresa dai sette comuni rivieraschi, tra cui il Comune di Otranto, e ribadiamo il nostro no alle trivellazioni nel bacino del Mare Adriatico.

Invitiamo tutti ad una seria presa di coscienza sul pericolo che stiamo correndo”.

Alessandro Conte

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Otranto e Melendugno contro le trivelle nell’Adriatico

Incontro a Polignano per dire no alle trivellazioni petrolifere.

Presenti anche l’assessore provinciale Francesco Pacella e i consigli comunali di Otranto e Melendugno. L’unione fa la forza. Questo proverbio è stato alla base dell’incontro che si è svolto in mattinata nella sala consiliare del Comune di Polignano a Mare.

Dieci consigli comunali pugliesi (Melendugno e Otranto per il Salento), le Province di Lecce, Bari e Brindisi e la Regione Puglia, tutti insieme per dire no alle ricerche petrolifere nel basso Adriatico.

Per la Provincia di Lecce era presente l’assessore alle Risorse del mare Francesco Pacella, delegato dal presidente Antonio Gabellone. “Sono soddisfatto – ha dichiarato Pacella – perché per la prima volta la Puglia si è dimostrata compatta a difesa dell’Adriatico. Oggi è stata scritta una pagina di buona politica a difesa del nostro mare e dell’economia turistica dell’intera regione. Abbiamo condiviso e deliberato all’unanimità un documento per dire nessuno tocchi il mare di Puglia, contenente la richiesta al neo ministro dell’Ambiente Clini di immediati interventi per sospendere i procedimenti autorizzativi in merito alle ricerche e alle coltivazioni di idrocarburi liquidi nel mare Adriatico attraverso una moratoria dello stesso Ministero, in particolar modo su tutto lo specchio di mare antistante le coste pugliesi. Ma la richiesta va oltre. Abbiamo avanzato il coinvolgimento di Regione, Province e Comuni interessati ai fini di una soluzione che salvaguardi le attese delle comunità locali. Infine, auspichiamo un urgente incontro presso il Ministero per rappresentare le ragioni del territorio. L’Adriatico non è il Golfo del Messico, ma il mare di tutti gli italiani. Merita di essere protetto per il godimento delle generazioni presenti e future e non venduto al miglior offerente straniero in cambio di pochi spiccioli. Pertanto, uniamoci tutti per la difesa del nostro bene più importante. Per questo motivo mi sono fatto promotore anche di un prossimo incontro presso la Provincia di Lecce, che coinvolga istituzioni, parlamentari e operatori del settore turistico e di quello della pesca, in modo da formulare un’unica voce del territorio a difesa di un’economia ecosostenibile”.

Alessandro Conte

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Sette sit in contemporanei per il diritto alla salute

Si sono tenuti ieri sette sit in sul diritto alla salute, contemporaneamente, a Lecce e provincia, in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale per un sistema sanitario pubblico, universale e di qualità organizzato dalla Cgil con 400 iniziative in tutta Italia. Il sindacato, i lavoratori e gli utenti si sono dati appuntamento presso i presidi ospedalieri di Lecce, Casarano, Galatina, Gallipoli, Scorrano e presso le sedi dei distretti di Martano e Ugento. “Il servizio sanitario pubblico – sostengono dalla Cgil – è messo pesantemente in crisi da scelte economiche e politiche che minano il diritto alla salute dei cittadini: 12 miliardi in meno, dal 2010 al 2014, un miliardo in meno per l’edilizia sanitaria con questa Legge di stabilità; riduzione da un miliardo a 200 milioni per il Fondo sociale, introduzione del super ticket sanitario per oltre 4 miliardi entro il 2014. L’Italia è il Paese che spende di meno in sanità pubblica rispetto alla media degli altri Paesi UE e dei Paesi OCSE”. “In Puglia il colpo inferto alla rete dei servizi sanitari è insostenibile – dice Antonella Cazzato, segretaria provinciale della Cgil – soprattutto per la carenza di personale. Nella provincia di Lecce il Piano di riordino doveva essere la vera sfida per riqualificare i servizi sanitari. Anche la riduzione dei posti letto doveva rappresentare un’impostazione nuova: il ricovero in ospedale, infatti, è quasi sempre per i cittadini l’unica soluzione, in assenza di altre strutture. La situazione attuale invece è gravissima, perché sui 240 posti previsti ce ne sono 180, mancano i posti di medicina, non sono attive le lungodegenze. I tempi delle liste di attesa si sono allungati da quando è venuta meno l’esclusività del rapporto di lavoro nella sanità. Per contribuire all’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche sarebbe necessario che le strumentazioni funzionassero in h 12”. Con la protesta si vuole ottenere di garantire il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in tutte le regioni e abolire i super ticket, servizi 24 ore su 24 con finanziamenti vincolati a priorità, che vanno dalle cure primarie alla non autosufficienza, sbloccare le assunzioni e rilanciare la contrattazione perché chi lavora favorisce il cambiamento, rendere socialmente sostenibili i piani di rientro, usare i risparmi per aprire nuovi servizi; i Lea prima di tutto, aprire alla partecipazione democratica con una sede di confronto nazionale e regionale. A livello regionale, inoltre, la Cgil rilancia gli obiettivi sulle politiche sanitarie e socio sanitarie: riqualificare la rete ospedaliera con la riconversione in servizi territoriali, potenziare la prevenzione, i servizi distrettuali e le cure primarie, raggiungere una matura integrazione fra ambito sociale e sanitario, governare adeguatamente i meccanismi dell’accreditamento, riportare l’offerta entro i limiti della programmazione pubblica e il governo dell’assistenza farmaceutica.

Fabio Tarantino

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Cerimonia di inaugurazione della Strada Provinciale 148 in ricordo di Vittorio Potì

Ieri mattina è stata inaugurata la Strada Provinciale 148 che collega Borgagne con Sant’Andrea. Ѐ una strada che servirà le marine di Melendugno, i comuni vicini e le zone industriali di Calimera, Vernole e Martano. L’estensione dell’intervento, nato col Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2006-2008, è pari a circa 4,5 chilometri, per una sezione complessiva di 9,5 metri e una larghezza bitumata di 8,5 metri. Il costo complessivo ammonta a 750mila euro ed è finanziato per 2/3 con avanzo di amministrazione e per il restante 1/3 con fondi regionali. Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha tagliato il nastro inaugurale di apertura al traffico. All’evento ha partecipato anche l’assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Lecce Massimo Como e il vice sindaco di Melendugno Mauro Russo, facente funzioni del compianto sindaco Vittorio Potì. “La cerimonia di apertura al traffico della strada del mare che collega Borgagne con Sant’Andrea, marina di Melendugno – ha dichiarato il presidente Gabellone – ha anche un forte valore simbolico, perché nella terra e nella realtà comunale tanto amata e servita nel corso della sua lunga vita politica, dal compianto consigliere provinciale e sindaco di Melendugno Vittorio Potì. La Provincia di Lecce, dunque, continua nella sua azione di potenziamento, messa in sicurezza e adeguamento strutturale delle arterie più pericolose e a maggior traffico turistico del suo territorio Lecce”.

Alessandro Conte

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Stèfano a Clini: no agli OGM

Corrado Clini, ministo dell’Ambiente del Governo Monti, apre agli Organismi Geneticamente Modificati, e Dario Stèfano, assessore regionale e coordinatore della Commissione Politiche agricole nazionale, si dichiara fermamente contrario agli Ogm.

Dario Stèfano, giovane politico salentino, commenta così l’apertura ai Frankenstein della natura del suo omologo nazionale: “L’esordio del nuovo ministro all’Ambiente Corrado Clini non ci è piaciuto. Ci saremmo aspettati più cautela e attenzione verso percorsi già strutturati e che investono determinazioni di altri livelli istituzionali che pure sui temi delle coltivazione transgeniche hanno competenza. Pur augurandomi che possano essere state frutto dell’emozione da primo giorno, ho tuttavia il dovere di evidenziare subito al ministro Clini che le regioni italiane si sono già espresse, e più volte, contro gli Ogm e hanno chiesto al Governo l’esercizio della clausola di salvaguardia, così come hanno pure fatto altri stati membri dell’Unione Europea. Né ci può soddisfare la distinzione che ha fatto il ministro fra alimenti e colture arboree, perché per noi il tema è quello di una scelta strategica del Paese. Peraltro, non riteniamo che si possa pensare di risolvere il problema del dissesto idrogeologico nel nostro Paese facendo ricorso alle colture transgeniche. Tema, piuttosto, al quale va indirizzata ben altra attenzione valorizzando, a nostro avviso, ancora di più e meglio, il ruolo che l’agricoltura tradizionale hastoricamente svolto per la tenuta idrogeologica del territorio”.

Jenny De Cicco

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Trivelle nell’Adriatico? I politici pugliesi insorgono si muovono in modo diverso ma in maniera unanime per impedire le attività petrolifere

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna scrive al neominstro dell’Ambiente Corrado Clini, Salvatore Negro propone azioni alla Greenpeace, il senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli incontra il Ministro Clini nella serata di ieri, per manifestare la preoccupazione sulle autorizzazioni a effettuare ricerche e indagini geofisiche propedeutiche alle attività di estrazioni petrolifere nel Mare Adriatico, dalle Tremiti al Salento.

Clini ha assicurato il senatore Tomaselli che affronterà il dossier e che, nel corso della prima audizione in Parlamento, prevista presso la commissione Ambiente del Senato per mercoledì prossimo alle 11, risponderà alla richiesta di bloccare le procedure.

La lettera di Onofrio Introna esprime i timori nei riguardi delle azioni della società Northern Petroleum che “ha dal Governo precedente le autorizzazioni per effettuare le prospezioni al largo del nostro mare, nonostante il diniego emesso dalle sentenze del Tar”. Frazionando la richiesta di Via in cinque tronconi, ha eluso la normativa e le sentenze del Tar che impongono una sola Via, per valutare l’impatto totale degli interventi. Introna invita il ministro Clini: “Venga in Puglia ad ammirare un mare senza trivelle e intanto sospenda i permessi”.

“Mi permetto di suggerirle di iscrivere nella sua già fitta agenda di lavori una visita in Puglia, che sogna un futuro senza mostri di ferro in mare – scrive augurando poi buon lavoro al neominisrro Clini – La vicenda è nota al ministro, considerata la continuità da venti anni ai vertici amministrativi del Dicastero – ma ricordo ugualmente a Clini il no di tutto il territorio e dell’intero consiglio regionale alle prospezioni petrolifere in Adriatico, il parere negativo della Regione Puglia e di tutti gli enti e soggetti interessati, la proposta di legge alle Camere approvata il 20 luglio all’unanimità da questa Assemblea e aperta a tutte le Regioni adriatiche, per il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare”.

Si aggiunge all’appello di Introna la nota di Salvatore Negro, Udc, che annuncia azioni concrete, con metodi alla Greenpeace.

“Nessuno tocchi il mare di Puglia. Noleggeremo una nave per bloccare qualsiasi tentativo di trivellazione al largo delle nostre coste. Come Udc facciamo nostra l’iniziativa, già lanciata a settembre dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, di salpare con una nave per impedire che le trivelle della Northern Petroleum e di qualsiasi altra compagnia petrolifera si avvicinino alle coste pugliesi. Allo stesso tempo aderiamo all’invito dell’assessore regionale Lorenzo Nicastro e siamo pronti a partecipare a qualsiasi iniziativa di democratica protesta pur di scongiurare questo attentato alla bellezza del nostro mare e alla economia della Puglia che soprattutto grazie alle bellezze naturali, paesaggistiche ed architettoniche ha visto incrementare i flussi turistici sul proprio territorio negli ultimi decenni”.

Jenny De Cicco

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Trenitalia taglia i ponti e i leccesi manifestano

Questa mattina, è stata presidiata la stazione ferroviaria di Lecce dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno chiesto al governatore di Puglia Nichi Vendola di opporsi al taglio di collegamenti tra il Salento e l’Italia.

I lavoratori di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ricordato l’imminenza dei tagli, previsti entro il 12 dicembre ” evidenziando una responsabilità pesante del Gruppo Fs e del Governo che ha drasticamente ridimensionato per il 2012 le risorse per il trasporto ferroviario”. Il taglio si ripercuoterebbe così anche sui dipendenti delle ferrovie, che non ci stanno e affermano che Trenitalia “sta negando il diritto al lavoro e alla mobilità costituzionalmente garantita”.

Presente alla manifestazione anche la vicepresidente regionale Loredana Capone, che ha dichiarato come sia l’intero Salento a protestare contro questo isolamento. “Abbiamo bisogno di potenziare i collegamenti con il resto d’Italia, non di sopprimerli – ha detto – Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente”.

Un coro unanime, quello della politica pugliese, a sostenere l’importanza del settore trasporti nello sviluppo del Sud.

Si è espresso anche Rocco Palese, del Pdl provinciale, “per scongiurare l’isolamento della Puglia e del Salento. Occorre passare dalle parole, e dalle pur legittime manifestazioni, ai fatti. Un’unità d’intenti in Parlamento per far sentire in modo bipartisan la protesta del Salento e della Puglia contro i tagli. Anche la Regione dovrebbe andare ben oltre i comunicati stampa e la partecipazione alle manifestazioni sindacali e chiedere un incontro urgente ai vertici di Trenitalia, magari anche alla presenza e col sostegno degli enti locali e dei parlamentari pugliesi di tutti gli schieramenti”.

Jenny De Cicco

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Otranto si prepara alle elezioni

“Allenza per Otranto non si cammina più da soli”. Questa la campagna lanciata dal gruppo consiliare d’opposizione al Comune di Otranto “Allenza per Otranto”. Si tratta di un messaggio che suona ermetico ed è stato scelto per lanciare l’imminente campagna elettorale portata avanti dal gruppo in vista delle prossime amministrative. In pratica, il messaggio dovrebbe comunicare che è imminente la nomina ufficiale a candidato sindaco per l’opposizione di Corrado Sammarruco. Sammarruco, infatti, è stato indicato come candidato in maniera ancora semi ufficiale, con un incontro che non aveva una caratterizzazione meramente politica. Ora, invece, si sta procedendo alla sua ufficializzazione e la campagna inizia proprio con questo primo manifesto. Ma, quando avverrà questa ufficializzazione? Voci di corridoio assicurano che il tutto sarà fatto il 4 dicembre. Intanto, dall’altra parte si ricorre all’ironia. È il caso del Sindaco Luciano Cariddi che risponde “secondo me, se questi sono gli attori in campo, occorrerebbe dire meglio soli che male accompagnati”. Insomma, i cittadini saranno chiamati alle urne in primavera e le liste stanno già scaldando i motori il tutto con una incertezza di fondo, una domanda che ricorre ormai tra tutti i cittadini: ma le liste saranno due o tre?

Elio Paiano

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Ricerche di petrolio in mare: l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro chiede chiarezza al governo. Sostegno di Pd e Udc

“Bene ha fatto l’assessore Nicastro a inviare un’altra lettera ai ministeri di Ambiente e Sviluppo Economico sulle prospezioni geosismiche al largo della costa tra Monopoli e Brindisi. Facciamo sentire la voce dei pugliesi”. A sostenerlo in una nota è Peppino Longo, consigliere regionale dell’Udc, dopo che l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro ha scritto alla direzione generale per la salvaguardia ambientale per chiedere la sospensione delle autorizzazioni con annullamento degli atti e un riavvio delle istruttorie tecniche. “La Northern Petroleum – prosegue Longo – ha voluto scavalcare la Puglia evitando, di fatto, che i tecnici della Regione avessero la possibilità di valutare eventuali impatti sull’ambiente. Gli air gun che verranno utilizzati, al contrario di quello che si affrettano ad affermare i cercatori di oro nero inevitabilmente danneggeranno i nostri mari e io condivido appieno le proccupazioni delle nostre marinerie. Dobbiamo fare la voce grossa e cercare di bloccare queste operazioni che potrebbero assestare un brutto colpo al settore pesca ed all’industria del turismo”.

Dello stesso avviso è Antonio Decaro, capogruppo del Partito Democratico alla Regione Puglia. ”Il dissenso che saranno in grado di esprimere i pugliesi – dichiara Decaro – contro chi vuole distruggere il nostro futuro per il proprio scellerato profitto, sprigionerà più energia di tutte le trivelle che i signori dell’oro nero potranno mai usare contro il nostro territorio”. Inoltre, Decaro, precisa di essere ”d’accordo con l’iniziativa dell’assessore Nicastro di scrivere ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico per chiedere una sospensione delle procedure con cui, senza chiedere la valutazione di impatto ambientale alla Puglia, il governo ha autorizzato la Northern Petroleum alle prospezioni geosismiche al largo delle coste pugliesi’.

Tuttavia pur se nessuno ce l’ha chiesto, vogliamo garantire lo stesso che l’opposizione dei cittadini pugliesi alla minaccia di distruzione del nostro mare sarà pari alla violenza che vogliono usare al nostro ambiente: l’unica via che concederemo loro, sarà quella del ritorno da dove sono venuti”.

Alessandro Conte

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