Posted on 17 Novembre 2011. Tags: Donato Pentassuglia, Lorenzo Nicastro, Massimo Cassano, Michele Losappio, V Commissione
Ieri si è riunita la V commissione permanente presieduta da Donato Pentassuglia del Partito democratico. Si è discusso il disegno di legge di “Modifica e integrazione della legge regionale di tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia” illustrato dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Il ddl prevede al comma 1 dell’articolo 3 di integrare la commissione tecnica con un rappresentante dell’amministrazione del comune in cui ricade la richiesta proposta, mentre al comma 1 della’articolo 13 semplifica la norma che consente le opere di miglioramento dei terreni, fermo restando il divieto di danneggiare le piante già esistenti. Per quanto riguarda invece il censimento delle piante, l’articolo 15, estende il divieto di abbattere, danneggiare, espiantare gli ulivi monumentali a tutti gli alberi presenti sul territorio regionale fino alla data di pubblicazione definitiva dell’elenco regionale, togliendo così il termine del 31 dicembre 2011. Tra le proposte di modifica della legge regionale avanzate, la più rilevante è quella del consigliere Massimo Cassano del Pdl con la quale si velocizza l’iter burocratico per le autorizzazioni agli espianti e spostamenti delle piante. Il consigliere Cassano ha proposto di fissare a 60 giorni il termine entro cui la commissione competente deve fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato, scaduto il quale i soggetti richiedenti possono procedere allo spostamento e reimpianto degli alberi all’interno della stessa proprietà, rispettando l’articolo 12 della legge regionale di riferimento. Una proposta non condivisa a pieno da Michele Losappio di Sel, che pur concordando sulla necessità di stabilire un limite temporale per lo svolgimento dei lavori della commissione valutatrice, si è detto contrario alla seconda parte della proposta di Cassano, che “configurerebbe una forma di silenzio-assenso, non consentita dalla legge”. Il presidente Pentassuglia quindi ha proposto di stralciare la parte finale e di rinviare la discussione per un approfondimento dal punto di vista della tutela paesaggistica con l’interveto dell’assessore Angela Barbanente. Altro punto all’ordine del giorno il regolamento regionale per la “Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche” approvato dalla commissione con l’astensione del Pdl.
In una nota il consigliere regionale Pdl Massimo Cassano ha voluto spiegare le sue ragioni. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – dichiara Cassano – ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico, turistico e infrastrutturale ignorando, anzi colpendo diritti acquisiti e inviolabili dei cittadini e legittime istanze di sviluppo del tessuto sociale. Per questo ho proposto una modifica della legge 14/07 a tutela degli ulivi monumentali e secolari. E per questo non posso che ritenermi soddisfatto dopo l’audizione davanti alla V Commissione Ambiente e Territorio, in linea con le necessità espresse dal presidente Donato Pentassuglia, per velocizzare l’iter di quelle norme che hanno l’unico fine di migliorare l’efficienza dell’istruttoria e sburocratizzare la tempistica delle procedure in materia. Partendo da un presupposto di base comune con le ragioni espresse dal capogruppo di Sel, Michele Losappio: in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi, di questi 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura e si tratta di monumenti che devono essere salvaguardati. Tutti gli ulivi dovrebbero essere salvaguardati, ma in un’ottica che non impedisca di fatto la modernizzazione del territorio e le aspettative dei cittadini, che devono essere sempre poste nel gradino più alto dell’azione amministrativa e che invece rischiano di restare intrappolate negli ingranaggi di una anacronistica macchina burocratica e ideologica. Quindi nessuna volontà di cercare o in qualche modo favorire escamotage per aggirare la legge, ma la necessità di rendere snelli e quindi ancora più efficaci alcuni aspetti della normativa stessa, come del resto avviene da tempo in quelle Regioni italiane in cui le politiche ecosostenibili sono realtà consolidata, agendo nella duplice ottica della tutela del paesaggio e del rispetto dei diritti acquisiti della popolazione”.
Alessandro Conte
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Posted on 16 Novembre 2011. Tags: Brindisi, Capone, Lecce, Minervini, Perrone, Poli Bortone, Salento, Taranto, Treni, Trenitalia
Tutti d’accordo nel definire la decisione di Trenitalia, un atto che contribuisce ulteriormente nel divario tra nord e sud Italia.
I sindacati sono già scesi in campo, definendo la decisione di Trenitalia “uno stillicidio senza precedenti”. Gli utenti dal 12 dicembre dovranno prestare attenzione ai nuovi orari, verificando treni periodici o soppressi e qualora volessero prenotare on line Trenitalia, fa sapere che il servizio web è valido solo per il 50% dei treni, così non trovare il treno in una data successiva al 12 dicembre non significa che il collegamento non sia garantito.
Spariranno L’Eurostar Lecce-Milano che partiva alle 7 e giungeva alle 16.25, i periodici notturni su Venezia, Milano, e anche quelli con il servizio delle auto al seguito su Milano-S.Cristoforo. I treni espresso 951/956 Lecce-Roma via Taranto diventano periodici, così come L’Intercity Notte Lecce-Roma, finora giornaliero, e che scenderà il venerdì e risalirà la domenica.
Soppressi i Frecciargento 9352/9359 Lecce-Roma e i Frecciabianca Bari- Milano e Milano-Bari.
Ma preoccupa anche la situazione regionale. Il collegamento Brindisi-Taranto subirà un drastico ridimensionamento, 7 treni al giorno da Brindisi e altrettanti da Taranto. Nei festivi, i problemi per spostarsi saranno ovviamente maggiori.
Trenitalia ha spiegato che è il Ministero ad aver richiesto un ridimensionamento dei collegamenti, mentre per la tratta locale è la Regione la causa. L’assessore Minervini ha confermato le difficoltà determinate da una contrazione dei trasferimenti nazionali, solo parzialmente erogati, tanto da provocare un buco di circa 23 milioni di euro, somma di cui la Regione dovrà farsi carico per onorare il contratto di servizio stipulato con Trenitalia. Analogamente all’esercizio 2011, anche il prossimo si prevede drammatico e andrà a incidere sulla qualità e quantità dei servizi erogati. “Se Trenitalia continuerà su questa linea – spiega la senatrice Adriana Poli Bortone – inviteremo tutti a usare mezzi di trasporto diversi da quelli di Trenitalia. Grande Sud porterà avanti questo “sciopero degli utenti” insieme al Partito dei Consumatori. Già oggi, inoltre presenterò un’interrogazione urgente sulla questione”.
Il sindaco di Lecce Paolo Perrone si è espresso in merito alla vicenda definendola inaccettabile. “Ancora una volta la Puglia e il Salento in particolare vengono penalizzati – ha detto – I tagli di sette linee a lunga percorrenza rischiano di dividere il Paese in due, isolando sempre di più il Salento dal resto della penisola. Lecce e il Salento sono oramai diventati una delle mete turistiche più frequentate d’Italia.”Anche Loredana Capone si è espressa. “Si tratta di una scelta che pregiudica il sud – ha spiegato – che lo relega in una condizione di marginalizzazione assoluta, frutto di politiche leghiste. La soppressione dei due treni a lunga percorrenza che collegano Lecce a Roma, penalizzerà in modo inaccettabile la nostra città, penalizzerà i nostri studenti, i lavoratori, i tantissimi pendolari e quelle famiglie che al treno non hanno alternative”.
Loredana Capone, ricorda che tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo, rischieranno di essere vanificati se dovessero venire a mancare i trasporti. Proprio per questo ha inviato una lettera all’amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti per sottolineare la situazione sconfortante che interessa Lecce, ultimo lembo della ferrovia”.
Jenny De Cicco
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Posted on 16 Novembre 2011. Tags: erosione, posidonia, Regione Puglia, Salento, TCT srl
L’erosione costiera potrebbe avere i giorni contati. È stato presentato il 15 novembre a Bari il primo sistema artificiale al mondo per la coltivazione e il ripascimento della posidonia oceanica. E’ il risultato del progetto Start (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla Tct di Brindisi in con Legambiente Puglia e finanziato dal Bando Aiuti agli investimenti in Ricerca per le Pmi della regione Puglia.
Questo studio rappresenta un modo per affrontare in maniera naturale l’erosione delle coste del Mediterraneo e in particolare delle pugliesi e delle salentine.
La pianta occupa circa il 3% dell’intero bacino del Mediterraneo e può arrivare a un metro di altezza formando praterie-barriere sottomarine. A causa dell’eccessiva antropizzazione delle coste la specie ha subito una drastica diminuzione del numero, entrando dal ‘90 nella lista rossa delle specie del Mediterraneo a rischio di estinzione. “Quando si realizzano opere marittime entro i 30 metri di profondità e si intercettano praterie di posidonia, la Valutazione di impatto ambientale prevede la mitigazione del danno attraverso il trapianto delle piante destinate a essere distrutte in un’altra parte del fondale. Il nostro progetto si inserisce nel mezzo di questa fase: prima del reimpianto abbiamo provato a tenere la posidonia in una sorta di incubatrice – spiega Giuseppe Scordella, coordinatore scientifico del progetto – E’ stato sviluppato un sistema a circuito idrico chiuso di cento metri quadri, in grado di mantenere condizioni ambientali stabili tipiche di un sistema marino di 15 metri di profondità. Per avviare la sperimentazione non è stata rimosso dai fondali nessuna pianta, ma sono state utilizzate, facendosi consegnare dai pescatori di Torre San Giovanni, le piantine finite nelle reti a seguito delle mareggiate. Poi abbiamo monitorato le 1500 talee trimestralmente. Esse riescono a sopravvivere in ambiente artificiale e la loro crescita è superiore rispetto a quella che si osserva nelle normali situazioni di espianto e di reimpianto. Già a partire dal primo monitoraggio è stata osservata una rilevante crescita verticale delle foglie. Al termine del progetto, la percentuale media di sopravvivenza delle talee è stata pari al 94,4 per cento dopo 9 mesi di coltivazione”.
“Ora l’impegno si sposta sul secondo e più importante passo: reinserire le talee coltivate in ambiente marittimo”, ha detto Francesco De Rinaldis, vicepresidente Tct. La tecnologia è in fase di brevettazione, ma si potrebbe pensare a delle convenzioni con le varie marinerie per l’approvvigionamento della posidonia che finisce nelle reti e che altrimenti sarebbe destinata a diventare rifiuto.
Jenny De Cicco
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Posted on 15 Novembre 2011. Tags: attività estrattive, gruppo Sel, Loredana Capone, Michele Losappio, Rocco Palese
Nuova seduta sul disegno di legge sulle attività estrattive: approvati altri tre articoli. Come programmato, si è svolta una nuova seduta congiunta della quarta e quinta commissione per l’approvazione del ddl sulla “nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. In questa riunione sono stati approvati solo tre articoli per la mancata presenza dell’assessore Loredana Capone.
Assenza che non è piaciuta al capogruppo del Pdl, Rocco Palese, e che ha costretto il presidente della quarta commissione a rinviare nuovamente i lavori al 25 novembre prossimo. “Sono materie troppo importanti per essere affrontate senza la presenza dell’assessore competente – ha dichiarato Palese – non è un appunto all’assessore, che senza dubbio avrà ottimi motivi che giustificano la sua assenza, rinviare però, è la scelta più corretta”. Dichiarazione favorevole per questo ulteriore passo in avanti è stata espressa dal presidente del gruppo Sel in Consiglio regionale, Michele Losappio.
“Altri 3 articoli della legge di riordino del settore estrattivo – ha affermato Losappio – sono stati approvati oggi dalle commissioni congiunte. Con essi un ulteriore emendamento del gruppo Sel (il sesto in 14 articoli) che meglio specifica l’analisi giacimento logica prevista attraverso l’obbligo di carte e sezioni con scala non inferiore a 1:2000. Si avvicina il tempo di approvazione di una legge che metterà la Puglia al passo del Paese con il necessario ammodernamento rispetto alla legge del 1986 oggi ancora in vigore”.
Alessandro Conte
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Posted on 14 Novembre 2011. Tags: Cultura del Lavoro, Incontri formativi, InformaGiovani, Uggiano La Chiesa
Fare impresa è difficile ma anche definire il significato di cultura d’impresa non è semplice. Così, il comune di Uggiano la Chiesa ha deciso di organizzare un incontro informativo per i giovani del proprio territorio. L’amministrazione comunale e l’assessorato alle Politiche Giovanili organizzano il 19 novembre prossimo, alle 18,30 presso la biblioteca comunale, il primo incontro su “Lavoro e Cultura d’Impresa” rivolto ai giovani liceali, a studenti universitari, giovani inoccupati per fornire mezzi e strumenti messi a loro disposizione dallo Stato, dalla Regione e della Provincia con il fine di aumentare tra di essi la consapevolezza della necessità del fare impresa e del bisogno impellente di formare nella società contemporanea una buona cultura del lavoro.
Cultura del lavoro è un termine che definisce l’insieme di creatività, innovazione e responsabilità, la capacità d’imporsi obiettivi che vadano oltre al mero profitto negli individui, un termine spesso associato all’onestà, alla trasparenza, alla responsabilità, in poche parole a una buona etica del lavoro.
Alla base della crescita occupazionale ed imprenditoriale ci sono dunque le persone, la ricerca, l’innovazione, la passione e le motivazioni. Migliorare questa consapevolezza vuol dire migliorare la situazione occupazionale dei giovani, che rappresentano la maggiore cifra di disoccupati e inoccupati del Paese.
Previsti a Uggiano una serie di sei incontri al fine d’analizzare il mercato del lavoro salentino, sottolineando i punti di forza, le criticità, le debolezze e le risorse presenti sul territorio.
Per l’occasione verrà presentata la nuova versione dello sportello InformaGiovani, con i servizi aggiuntivi previsti per il 2011/2012 e il portale web relativo allo sportello.
Interverrà l’assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro Ernesto Toma e sarà presentato l’avviso pubblico della Provincia di Lecce riguardante i tirocini professionalizzanti.
Jenny De Cicco
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Posted on 11 Novembre 2011. Tags: Antonio Fitto, Ato Lecce 2, Nichi Vendola, Regione Puglia, Rifiuti, Tarsu
Nuova Tarsu in arrivo per i cittadini magliesi. Arriverà infatti nei prossimi giorni una cartella aggiuntiva della Tariffa per i rifiuti solidi urbani 2011. Si tratta di “un ruolo suppletivo relativo alla Tarsu 2011 per recuperare la differenza non più compensata dalla Regione Puglia”. Un bel problema per le dissanguate casse comunali che a fatica stanno cercando di rispettare il patto di stabilità e che ora si trovano con una somma (dovrebbe aggirarsi intorno agli 80-90mila euro) da trovare entro al fine dell’anno altrimenti bisognerà prendere atto di un possibile debito fuori bilancio. “Il comune – spiega il sindaco Antonio Fitto – ha pagato fino al 2009, secondo quanto stabilito dal commissario straordinario della Regione Puglia, Nichi Vendola, 76 euro a tonnellata. Una somma più contenuta perché fino al 2009 la Regione contribuiva alla differenza. Con l’apertura degli impianti di Poggiardo nel 2010 invece è cambiato tutto: la Regione ha stabilito che i comuni dovevano provvedere da soli. In più la mancata attivazione della discarica di soccorso di Corigliano costringe a raggiungere il più costoso sito di Ugento” . Nel corso del 2011 la novità: l’Ato ha verificato che dai 110 euro presunti si doveva passare ai 121 euro con il pericolo di arrivare a sfiorare i 140 euro per tonnellata. L’amministrazione ha quindi predisposto un manifesto in cui si informano i cittadini della novità. “Il consorzio per la gestione dei rifiuti urbani Lecce 2 – si legge – ha comunicato che il costo di trattamento trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha raggiunto quota 140 euro per tonnellata e ciò non consente all’amministrazione comunale di mantenere invariate, così come deliberato, le tariffe già applicate nel 2010. Negli anni precedenti la quota versata dai comuni copriva fino a 76,17 euro del costo suddetto, mentre la restante parte veniva coperta con fondi della Protezione Civile e della Regione Puglia. La Regione Puglia ha comunicato che non intende dare copertura finanziaria ai maggiori oneri, così come fatto fino al 31 dicembre 2009, invitando i Comuni a coprire i costi totali fino a concorrenza dell’intero costo di trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. L’amministrazione precisa comunque che nel caso in cui la Regione dovesse rivedere la propria posizione, contribuendo al pagamento del costo ora interamente coperto dal Comune, “a tutti i cittadini verrà compensata con quanto dovuto nell’anno successivo la corrispondente somma iscritta a ruolo, tramite una riduzione delle tariffe”.
Maurizio Tarantino
Posted in Ambiente, Cronaca, Politica, Primo Piano
Posted on 10 Novembre 2011. Tags: Daniele Cretì, dimissioni, Ettore Caroppo, Unione Coste Orientali
Continuano le polemiche nell’unione dei comuni delle Coste Orientali. Dopo gli attriti delle scorse settimane, emersi all’interno di un consiglio, tra le amministrazioni di Minervino e Castro, le polemiche non sembrano destinate a spegnersi. Ettore Caroppo, presidente dell’assemblea da quest’estate, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico. Le motivazioni alla base di questa scelta sono da ritrovarsi nei contrasti con la rappresentanza castrense all’interno dell’assemblea.
Caroppo avrebbe riscontrato “atteggiamenti ostativi”, “dubbi” e “scorrettezze” fin dal proprio insediamento. “Le accuse infondate che mi sono state rivolte dai consiglieri dell’Unione – ha detto – sono veri e propri insulti nei confronti del sottoscritto e dei collaboratori di fiducia tanto da determinare le dimissioni”. Inoltre il sindaco di Minervino si rivolge al Prefetto, chiedendo che siano verificati gli atti della propria gestione, per trovarne “illegittimità”. Ora pare chiaro come Caroppo si riferisse ai rappresentanti in consiglio del comune di Castro, i quali avrebbero avanzato da tempo problemi di legittimità nelle nomine dei collaboratori di fiducia e della giunta di Unione. Nello scontro in la delegazione di Castro aveva abbandonato l’aula successivamente.
La decisione di abbandonare la carica di Caroppo, ha creato una situazione di fermo nell’unione dei comuni e non si sa come procedere. Il Prefetto dovrebbe nominare un commissario di gestione o subito o al termine dei venti giorni concessi per il ripensamento di Ettore Caroppo per il ritiro delle dimissioni.
Jenny De Cicco
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Posted on 10 Novembre 2011. Tags: consiglio comunale, Otranto, Pai, Piano Assetto Idrogeologico
Manca il numero legale e il consiglio comunale salta. Si è riunito il consiglio comunale di Otranto in seduta straordinaria e in seconda convocazione (la prima, andata deserta, si era tenuta il 31 ottobre), l’8 novembre, presso la sala consiliare di palazzo Melorio, con all’ordine del giorno la modifica della destinazione d’uso consentite per i lotti ricadenti nell’area Pip e quello studio morfologico, idrologico e idraulico condotto sul canale Idro, sul canale che sfocia al porto turistico di Otranto e di alcune aree al confine con il Comune di Cannole, del Pai. Al termine della seduta, la zona artigianale risulta ora svincolata dai limiti che impedivano il sorgere attività diverse da quelle artigiane. Nel prossimo futuro l’area PIP potrebbe diventare un insediamento commerciale con segmenti turistici.
A dirigere l’assise il vicepresidente del consiglio, Leonardo Conte. Infatti Luigi Gualtieri era risultato incompatibile. Dopo una sospensione di un quarto d’ora, Conte ha richiamato in aula i consiglieri per l’approvazione del punto in questione, ma l’aula è andata deserta e in accordo col segretario comunale, Angelo Radogna, ha dichiarato sciolta la seduta. Ora sarà necessario un commissario ad acta, per l’approvazione di un documento importante quale quello del Pai, nominato dal giudice amministrativo nell’ambito del giudizio di ottemperanza al fine di emanare i provvedimenti che avrebbero dovuto essere emessi dall’amministrazione sul Pai, che ha come obiettivo la riduzione del rischio idrogeologico con gli usi del suolo in atto, in modo tale da salvaguardare l’incolumità delle persone e ridurre al minimo i danni ai beni esposti.
Jenny De Cicco
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Posted on 10 Novembre 2011. Tags: Luciano Cariddi, nuovi orizzonti, Otranto, PD, Prima casa agli otrantini
E’ guerra di manifesti a Otranto. I muri della cittadina sono stati tappezzati di manifesti. Motivo della disputa il piano casa agli otrantini. Dopo l’incontro pubblico presso il centro Don Tonino Bello, l’associazione Otranto-Nuovi orizzonti si riferisce all’incontro “Pug e casa agli otrantini: ci risiamo”. “Oggi bisogna fare la conta degli otrantini che hanno bisogno della prima casa si legge nel manifesto – perché nel frattempo duecento di loro sono stati costretti a comprare casa nei paesi limitrofi a causa delle promesse non mantenute. Nel precedente manifesto avevamo sperato che almeno per Pasqua sarebbe stato pronto il documento programmatico preliminare, il primo passo del lungo iter del Pug.
Invece, passata l’estate del Dpp nemmeno l’ ombra. Manifestate pure il vostro interesse alla prima casa ma non sprecate il tempo in riunioni che hanno il solo scopo di illudervi. Sarebbe opportuno che il sindaco avvertisse che non si tratta di una soluzione immediata”.
La risposta di Luciano Cariddi non tarda ad arrivare e infatti, ecco un’altro manifesto. “Il tema prima casa agli otrantini – si legge altrove – deve necessariamente trovare risposta all’interno del nuovo Piano Urbanistico Generale, non essendoci possibilità di altre utili scorciatoie. Il calcolo del fabbisogno abitativo scaturisce dal monitoraggio effettuato mediante le richieste che stanno pervenendo in comune, ma anche dagli studi approfonditi nel Pug. Non vogliamo realizzare una nuova 167 e pertanto è necessario integrare il nuovo piano di edilizia residenziale negli assetti urbanistici della Città. Con l’approvazione del documento preliminare programmatico prevista per fine anno, il programma prima casa agli otrantini seguirà una corsia preferenziale rispetto all’ approvazione del Pug con notevole risparmio di tempo i suoli individuati per i progetti saranno messi a disposizione dei cittadini otrantini aventi i requisiti previsti dalla legge a prezzi accessibili, grazie allo strumento della perequazione”.
Segue poi il sostegno alla maggioranza, sempre a mezzo manifesto, da parte del Pd, che, dopo aver dato l’appoggio all’iniziativa attacca tramite semplici riferimenti Livio Corchia, presidente dell’associazione Nuovi Orizzonti. “Un ex assessore che si nasconde dietro l’associazione Nuovi Orizzonti – è scritto sul manifesto – cerca di minimizzare e di infangare con argomentazioni velenose la portata dell’iniziativa che tutta l’amministrazione comunale e il nostro partito condividono. Se voleva esporre le sue idee e portare il suo contributo poteva benissimo farlo, partecipando al pubblico incontro organizzato dall’amministrazione comunale in data 28 ottobre.
Evidentemente non è in grado di farlo. È sua abitudine solo spargere veleno dire falsità, blaterare, blaterare e ancora blaterare. La verità è che per pianificare lo sviluppo di un territorio occorre avere visione, competenza e volontà. Doti che sicuramente non hanno mostrato di avere l’ex assessore e il suo ex sindaco, avendo entrambi rivestito ruoli di primo piano nel governo cittadino. Altrimenti oggi tutti quei nostri concittadini costretti a trovare casa nei paesi limitrofi avrebbero avuto la possibilità di costruirsela a Otranto”.
Jenny De Cicco
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Posted on 10 Novembre 2011. Tags: Aurelio Gianfreda, Donato Pentassuglia, Loredana Capone, Michele Losappio, Servizio regionale attività estrattive
Il 7 novembre scorso si sono riunite la IV e V commissione regionale, in seduta congiunta e presiedute da Aurelio Gianfreda (Italia dei Valori) e Donato Pentassuglia (Partito democratico) per l’esame del disegno di legge su la “Nuova disciplina generale in materia di attività estrattive”. Tre gli articoli approvati da maggioranza e Udc con l’astensione di Pdl, Puglia prima di tutto e I Pugliesi. In particolare si tratta dell’articolo 8 riguardante l’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva, integrato, tra l’altro, con un emendamento che prevede l’intervento d’ufficio del Servizio regionale attività estrattive, nel caso in cui la Provincia non dovesse provvedere alla convocazione della conferenza unica. Approvato anche l’articolo 10 che, con un emendamento al comma 4, porta dall’80 al 100 % i costi, a carico del titolare della concessione, necessari al ripristino ambientale. Approvato anche l’articolo 11 relativo al contenuto della domanda di autorizzazione. Alla riunione ha partecipato anche l’assessore allo Sviluppo Economico Loredana Capone, che ha sottolineato come, con questo ddl, la Regione voglia responsabilizzare maggiormente i comuni nell’attività di pianificazione e programmazione dell’attività estrattiva, prevedendo anche il ricorso al potere sostitutivo della stessa Regione in caso di necessità. Soddisfazione espressa anche dal presidente del gruppo Sel, Michele Losappio, dopo che nei giorni scorsi erano sorte divergenze tra lo stesso Losappio e Capone proprio per quanto riguardava il trasferimento delle deleghe ai comuni. “Le Commissioni – ha dichiarato Losappio – hanno licenziato altri tre articoli del ddl di riforma e ammodernamento delle attività estrattive della nostra Regione. Fra i miglioramenti ricevuti dalla legge vanno rimarcati due emendamenti dei consiglieri Sel (Losappio, Ventricelli, Lonigro, Cervellera) che recepiscono i suggerimenti espressi nella consultazione dalla Sigea, uno dei quali in particolare affida alla Regione il rilascio dell’autorizzazione all’attività estrattiva in caso di attività ricadente in territori di più province.
Confidiamo che nella prossima seduta si potrà portare a compimento la riforma legislativa del settore nello stesso clima di leale collaborazione che ha visto anche oggi i consiglieri commissari contribuire al confronto e al voto senza preconcetti e faziosità”. L’esame del ddl proseguirà il 14 novembre prossimo.
Alessandro Conte
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Posted on 09 Novembre 2011. Tags: Alternativa comunista, Canale d’Otranto, eolico, Michele Rizzi
Sono ore concitate per la questione del mega eolico sul canale d’Otranto. Tanto da far intervenire anche chi non è esattamente salentino, sebbene si sia speso spesso per questioni inerenti la salute dell’intera regione Puglia, prima e dopo la sua candidatura a presidente regionale, Michele Rizzi di Alternativa Comunista. “Appare preoccupante – scrive Rizzi – il progetto per la costruzione di un mega impianto eolico off shore al largo del canale d’Otranto, che stuprerebbe un mare e un paesaggio del tutto incontaminati. Si tratta di un impianto di una decina di torri di altezza di circa cento metri che sfilerebbero per tutta la costa fino a Leuca, toccando anche Castro, Santa Cesarea Terme e Andrano. È l’ennesimo tentativo di ottenere profitto a scapito di lavoratori ed ambiente. È bene ricordare che la Puglia produce più del doppio dell’energia che serve qui e non vuole farsi colonizzare da imprese dell’energia che arrivano in questo territorio per saccheggiare e distruggere l’ambiente con pale eoliche e fotovoltaico. Anche per questo Alternativa Comunista ribadisce la sua netta contrarietà a questo disastroso progetto e parteciperà a ogni iniziativa di lotta per impedire questo ennesimo scempio”.
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Posted on 09 Novembre 2011. Tags: Canale d’Otranto, eolico Selvaggio, Mega eolico, off shore, Otranto, Save Salento, Tricase
Save Salento, lancia un allarme in un comunicato stampa. Il Canale d’Otranto rischia di diventare sito per un impianto di mega eolico previsto poco a largo di Tricase, ma che sarebbe visibile da tutta la costa orientale del sud Salento.
“La Regione Puglia ha fermato, come giusto, lo scempio eolico del mare del nord della Puglia, nello skyline antistante Manfredonia. E ora faccia lo stesso per il Canale d’Otranto – si legge nel comunicato – Non possono e non si devono applicare due pesi e due misure differenti”. Il comunicato viene da Save Salento, ed è una sorta di lettera aperta all’attenzione del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, dell’assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente, del commissario prefettizio del Comune di Tricase, della Provincia di Lecce, del Prefetto di Lecce, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici di Puglia, dell’Ente Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia Costiera di Otranto, dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente di Puglia. “Il diniego delle autorizzazioni – dichiarò Nicastro nelle scorse settimane – per un mega progetto di pale eoliche off-shore, in mare, al largo della Capitanata nello skyline antistante Manfredonia, fu giustificato con il forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata. La condivisione, in sede di conferenza dei servizi, di questi elementi ha determinato il parere negativo in ragione dell’eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall’impianto“ L’impianto marino prevede decine torri eoliche in pieno Canale d’Otranto, alte più di cento metri e che sarebbero visibili a occhio nudo dalla costa di giorno e di notte, causando ripercussioni in termini d’inquinamento luminoso, causato delle spie di segnalazione delle pale, e sul valore ambientale della costa. “I comuni pugliesi – si legge ancora nel comunicato – devono tirarsi fuori dall’ubriacatura speculativa delle energie rinnovabili industriali di eolico. La Regione deve fermare l’impianto eolico off-shore in progetto nel Canale d’Otranto, a largo di Tricase, come fatto virtuosamente oggi con dignità e senso delle istituzioni e del valore dell’ambiente e della necessità di tutelarlo, per i mari del nord della Puglia, delle provincia di Foggia, di Andria-Trani-Barletta, e di Bari. In caso contrario, i Salentini si scoprirebbero trattati come pugliesi di serie B da parte dell’ente Regione, cittadini i cui diritti, e quelli del loro territorio, possono essere calpestati impunemente per interessi economico-speculativi assolutamente terzi, extra-territoriali”.
Jenny De Cicco
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