Posted on 09 Novembre 2011. Tags: ANCI, Comizio, Maria Cristina Rizzo, Salvatore Piconese, Uggiano La Chiesa
Continua il botta e risposta a suon di comizi a Uggiano la Chiesa.
Ennesimo atto, il secondo dopo quello del 23 ottobre, il 6 novembre l’opposizione ha risposto al comizio dell’amministrazione Piconese di domenica 30 ottobre.
Ha riaperto il dibattito il consigliere Claudio Franco, rispondendo alle dichiarazioni del sindaco sulla mancanza di spazio dei giovani consiglieri nel gruppo d’opposizione. “Tutte le decisioni – ha detto – sono condivise all’interno del gruppo e anche con il gruppo civico, al contrario del gruppo di maggioranza, dove le decisioni le prende il sindaco”. Poi il capogruppo Tonino Risolo ha risposto alle battute di Piconese, ribadendo che l’amministrazione ha solo timbrato progetti avviati dalle precedenti amministrazioni, passando per l’ormai storica vicenda Ato. “L’amministrazione – ha commentato – è stata costretta ad accodarsi ad altri 14 comuni in un’azione comune contro la presidenza e la gestione dell’ente, come suggerito dall’opposizione, invece di dare mandato per l’azione d’uscita a un avvocato gravando sulle casse comunali. La permanenza nell’Anci è fondamentale, 1039 euro annuali di canone non possono essere causa dell’uscita. Il sindaco non ha neanche considerato la mozione dell’opposizione di usare i gettoni di presenza dei consiglieri per far fronte alla spesa, ma ha pensato di votare l’entrata nell’Apulia Film Commission, per 650 euro annue. Inoltre, dopo aver restituito il mutuo di 2 milioni di euro sul castello, ha programmato dei lavori da eseguire da qui al 2013 per 2 milioni e 200mila euro, con altri mutui a carico del comune come scritto nella delibera di approvazione del programma delle opere pubbliche del 10 gennaio 2011”.
Infine Maria Cristina Rizzo ha accusato Piconese di aver tenuto la settimana precedente un comizio vuoto, non avendo argomenti per ribattere a quelli del comizio del 23 ottobre del gruppo di opposizione. “Avere un ruolo regionale in Anci – afferma Rizzo – è servito a ottenere un finanziamento di 70 milioni di euro per i servizi sociali per i prossimi tre anni, facendo la sua piccola parte insieme ad altri partner e al gran lavoro dell’assessore regionale Elena Gentile. Tutto questo mentre il vero e unico rappresentate del comune di Uggiano e Casamassella in Anci, il sindaco, non si è mai recato alle riunioni.
Intanto è la grave situazione per la mancanza di servizi essenziali per anziani e bambini, la gestione all’interno degli uffici comunali per la mancanza di un ragioniere, i rifiuti per strada, la gestione pessima dell’ambiente che i turisti hanno constatato nell’ultima stagione estiva, l’impossibilità per i cittadini di poter usufruire della biblioteca comunale, tutto dimostra l’inadeguatezza di chi sta amministrando questa comunità”. La querelle non è finita e Uggiano e Casamassella attendono l’ennesimo comizio, questa volta della maggioranza, nella piazza di Casamassella, domenica 13 novembre alle 19.
Jenny De Cicco
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Posted on 08 Novembre 2011. Tags: chiusura, commercianti, inverno, Luciano Cariddi, Otranto
Un incontro con l’amministrazione di Otranto per i commercianti.
Previsto per mercoledì 9 novembre alle 17, 30, presso il centro don Tonino Bello l’incontro dell’amministrazione comunale con i commercianti e i gestori degli esercizi pubblici cittadini. Come ogni anno, in questo periodo, iniziano le chiusure degli esercizi commerciali presenti sul territorio.
“Un incontro che si rende opportuno – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – per valutare insieme, come sin qui fatto alla fine di ogni stagione turistica, le problematiche riscontrate durante l’estate e la programmazione degli interventi da approntare per il futuro”.
All’incontro saranno discusse le novità normative introdotte della Legge 111 del 15 luglio 2011 sulla liberalizzazione delle aperture e chiusure dei locali commerciali. Le ultime disposizioni non hanno consentito d’adottare l’ordinanza sindacale, così come fatto lo scorso anno per garantire un programma di aperture minime obbligatorie tali da assicurare in ogni zona della città il servizio di somministrazione a turisti e cittadini anche nei mesi invernali, considerando anche la tendenza recente delle vacanze fuoristagione di alcuni turisti, prevalentemente stranieri.
L’auspicio dell’amministrazione è che si possa adottare un’autoregolamentazione delle aperture minime, in accordo con i commercianti, che consentano alla città di continuare a vivere tutto l’anno e di non spegnersi, come avviene a ogni inverno, per poi destarsi dal consueto letargo in primavera.
Un problema che da anni sta interessando in particolar modo il centro storico.
“Non vorremmo – prosegue Cariddi – che queste regolamentazioni adottate a tutela dei luoghi possano tradursi negativamente sul piano della concorrenza facendo avvertire una minore sollecitazione a essere aperti tutto l’anno agli attuali esercenti. In tal caso, potremmo vederci costretti a riaprire le maglie di accesso per nuovi esercizi”.
Jenny De Cicco
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Posted on 08 Novembre 2011. Tags: Adriana Poli Bortone, Assemblea provinciale PD, Loredana Capone, Palazzo Carafa, Paolo Perrone, Sergio Blasi
Un forte e lungo applauso è esploso nell’auditorium della comunità Emmanuel di Lecce, in cui si sono svolti i lavori dell’assemblea provinciale del Pd, quando Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, ha annunciato la propria decisione di scendere in campo in veste di candidato sindaco per la conquista di palazzo Carafa, alle prossime elezioni amministrative leccesi. Nelle scorse settimane in molti avevano auspicato questa candidatura, considerata come l’unica con possibilità di vittoria per il centrosinistra nel capoluogo salentino dopo tanti anni di vittorie per il centrodestra, mentre la stessa Capone non ne era apparsa subito del tutto convinta. “Quando un partito a livello cittadino, provinciale, regionale e con tanti suoi autorevoli esponenti impegnati a tutti i livelli istituzionali ti chiede un impegno, non si può far finta di nulla – ha detto – Quando poi anche tanti concittadini ti fermano per strada per chiederti un impegno diretto per stimolare il cambiamento nella propria città e quando la si ama profondamente, allora io non potevo che rispondere: sono pronta. Non ho detto subito di sì perché non è facile dover lasciare, in caso di elezione, il consiglio regionale, dove sono stata eletta e con tanto consenso da poco più di un anno; soprattutto non è facile lasciare l’assessorato allo Sviluppo Economico da dove penso di aver fatto tante cose utili per il mio territorio. Ma alla fine non potevo dire di no ai cittadini di Lecce che sono stanchi di inefficienze e filobus e sognano un modo più efficace e partecipato di gestione della nostra bellissima città: allora andiamo avanti tutti insieme perché la battaglia è solo all’inizio”. Giova ricordare che l’assemblea provinciale del Pd era stata convocata dal presidente provinciale Cosimo Durante per discutere, oltre che delle elezioni amministrative leccesi, del problema sanità e delle proposte del partito. Erano presenti anche il segretario provinciale Salvatore Capone e quello regionale Sergio Blasi. Ai numerosi giornalisti presenti, poi, Loredana Capone ha spiegato di essere pronta a fare le primarie, se ci saranno,poiché c’è già candidato Carlo Salvemini, di credere molto nell’alleanza dell’attuale centrosinistra con le forze di centro e, infine, alla domanda se preferisce incontrare come avversario l’attuale sindaco Paolo Perrone o la senatrice Adriana Poli-Bortone ha risposto con un serafico: “Non posso certo essere io a scegliere il candidato del centro-destra”.
Deodato Giovanni Guida
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Posted on 05 Novembre 2011. Tags: beni comuni, biodiversità, Save Salento
Mercoledì 9 novembre a Martano si terrà un convegno di Save Salento per discutere su come costruire percorsi di crescita alternativi a partire dai beni comuni e dalla necessità di proteggerli dai processi di privatizzazione e dall’attacco degli interessi economico-finanziari. “L’accesso da parte di tutti i cittadini a diritti fondamentali come acqua, suolo, cibo, salute, biodiversità e saperi tradizionali – sostiene il segretario di Save Salento Antonio Bonatesta – è a rischio non soltanto nel Sud del mondo, ma anche nei luoghi della nostra quotidianità. La loro trasformazione da beni comuni in beni privatizzati è una tendenza sempre più incalzante”. Le multinazionali a caccia dei beni comuni, organizzato dall’associazione Save Salento per il prossimo 9 novembre 2011 a Martano, nella sala convegni di Piazza Caduti alle 18,30, attraverso interventi, proiezioni, dibattiti, si pone il duplice obiettivo di evidenziare, a partire dall’esperienza salentina, i processi di depauperamento e di privatizzazione che hanno colpito in questi anni i beni. All’introduzione di Antonio Bonatesta, segretario di Save Salento, faranno seguito gli interventi di Salvatore Colazzo, docente di Pedagogia Sperimentale presso l’Università del Salento, di Ada Manfreda, Salvatore Patera ed Ezio Del Gottardo, tutti ricercatori presso l’ateneo salentino. L’iniziativa del convegno nasce dall’attenzione che l’associazione Save Salento ha riservato in questi ultimi tempi alla campagna di sensibilizzazione promossa da Sblocchiamoli. “La campagna ha stimolato il nostro interesse – dichiara il segretario Antonio Bonatesta – dal momento che essa sembra richiamare problematiche che, sul versante energetico, ci vede impegnati da tempo. L’esperienza delle energie rinnovabili ha mostrato in questi anni come uno strumento potenzialmente positivo, sotto la pressione di interessi economico-finanziari votati alla speculazione, si sia potuto risolvere in un’inaudita aggressione a danno dei beni comuni, nelle forme di sottrazione di terreno fertile all’agricoltura, di compromissione dei valori storici, ambientali e paesaggistici, di consumo di suolo. In questo senso, soprattutto il suolo, quale matrice fondamentale della produzione materiale e dei valori collettivi, è stato sottoposto anche nel Salento a un pervasivo processo di privatizzazione e di depauperamento da parte di un numero ristretto di lobby e di gruppi bancari con il loro seguito di mediatori locali e società aleatorie”. La soluzione non può che prendere necessariamente le mosse dalla dimensione locale e comunitaria, partendo dal recupero di ciò che stiamo irrimediabilmente perdendo. Agricoltura a chilometro zero e impianti energetici pubblici da fonti rinnovabili promossi da consorzi comunali sono le prime leve di questo cambiamento.
Fabio Tarantino
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Posted on 05 Novembre 2011.
Il settore energetico ha sempre avuto un’importanza strategica nella politica amministrativa e finanziaria internazionale. Considerata la posizione geografica della penisola salentina, questa si trova ad assumere un ruolo di primo piano nella realizzazione di impianti di produzione e distribuzione energetica, da quella rinnovabile a quella più tradizionale. Nei mesi scorsi la nostra costa è divenuta territorio di conquista delle industrie dell’energia con l’avviamento delle procedure di valutazione d’impatto ambientale e sociale (Esia) del gasdotto trans-adriatico che dovrebbe attraccare lungo la costa melendugnese, precisamente a nord di San Foca. La società che ha proposto la realizzazione dell’opera è la Trans Adriatic Pipeline (Tap), una multinazionale svizzera che prevede di ricevere l’approvazione ufficiale intorno al quarto trimestre del 2012. La condotta, lunga in tutto 520 chilometri partendo dalla zona del Caspio, intende passare da Grecia e Albania per poi estendersi per 21 chilometri nell’entroterra fino a raggiungere il Comune di San Donato di Lecce per collegarsi alla rete nazionale tramite Snam Rete Gas. Le tubature attraverserebbero, quindi, cinque territori tra Melendugno, Vernole, Castrì di Lecce, Lizzanello e Cavallino. Come risulta dalla documentazione ufficiale della società, scaricabile dal sito http://www.trans-adriatic-pipeline.com/en/esia/italy/, Tap sottoporrà il rapporto Esia alle autorità italiane nel quarto trimestre del 2011 e prevede di ricevere l’approvazione ufficiale intorno al quarto trimestre del 2012. Da notizie emerse negli ultimi giorni pare che Tap abbia già avviato le rilevazioni marine e geologiche, preliminari alla valutazione d’impatto ambientale, suscitando l’indignazione di cittadini e organizzazioni ambientaliste locali che hanno già indetto una giornata di mobilitazione contro il mega gasdotto a San Foca per il 30 gennaio 2012. Intanto, l’assessore alla Pianificazione Territoriale e ai Lavori Pubblici dell’Unione dei Comuni Terre di Acaya e di Roca nonchè delegato alla tutela ambientale di Melendugno, Luca Dima dichiara che “non risulta pervenuto nessun progetto che abbia seguito l’iter autorizzativo necessario alla realizzazione dell’opera e che al momento non sono stati interrogati i vari enti locali interessati. Pertanto sembra realmente prematuro che vengano chiamati ad esprimersi i comuni se al momento non risulta alcun progetto depositato presso gli uffici tecnici”. La partita sembra quindi essere giocata sul nulla di fatto, mentre procedono le rilevazioni preliminari d’impatto ambientale da richiedere al Ministero dell’Ambiente. Il tutto fa pensare che, in caso di esito positivo e di pareri favorevoli delle amministrazioni locali, l’inizio dei lavori non sarà di certo imminente.
Maurizio Melito
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Posted on 05 Novembre 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, Foro Boario, Maglie
Seconda asta per il foro Boario a Maglie, ma nessun interessato. Torna a parlarne il consigliere di opposizione Antonio Giannuzzi, che già da tempo aveva sollevato dei dubbi sulla vendita dell’immobile, che a suo avviso poteva essere riconvertito e utilizzato in tantissime maniere, e inoltre, in caso di vendita avrebbe dovuto essere ceduto a un prezzo decisamente più adeguato. Il prezzo era stato ribassato dopo la prima asta. “Ciò smentisce quanto ebbe a dire il sindaco in occasione dell’asta precedente – ha commentato Giannuzzi, capogruppo di Città Libera – quando asseriva che la mancata cessione era stata determinata dal prezzo molto elevato. Io ritenevo, invece, che il prezzo era molto sacrificato già rispetto al valore materiale della struttura, solo che nessuno compra un immobile che non ha una destinazione urbanistica qualificante, anche perché l’edificio è come se non esistesse, infatti, non è accatastato e non gli è riconosciuta la destinazione commerciale, che ritengo, lo caratterizzi. Si ricorda, che nella ultima asta del 4 novembre, il prezzo scontato è stato solo di 230mila euro, a fronte di un prezzo precedente di 287mila euro, è chiaro, quindi, che la causa della mancata vendita non è dovuta al prezzo alto ma al mancato riconoscimento urbanistico. Il timore è che ora l’immobile possa essere messo in vendita a un prezzo ancora più basso. La legge consente, per gli immobili pubblici che si intendono cedere, di migliorarne la destinazione urbanistica, per consentire un maggiore introito per l’amministrazione e per dare certezze a chi compra di quello che se ne può fare. È questo che è mancato al foro Boario, la volontà di riconoscere quello che era già e che comunque poteva essere, applicando la legge. Ora, che non avvenga che si ripresenti in asta l’immobile a prezzo ancora ribassato. Sarebbe assurdo cederlo a prezzo di fallimento, che potrebbe essere del 20% in meno, cioè a solo 185mila euro. Si rinunci alla vendita pensando, caso mai dopo aver riconosciuto la qualifica di immobile commerciale (cosa che sto ripetendo da più anni), di affittarlo, mantenendolo nel patrimonio pubblico, con il vantaggio di una consistente rendita. Se si intende, invece, vendere, si approfitti della normativa vigente, per ricavarne quanto più possibile, dando al patrimonio pubblico la giusta considerazione. Purtroppo, la mancata cessione avrà delle conseguenze anche sul bilancio, che su quelle somme aveva fatto molto affidamento. È stato un errore grave che non tarderà a far sentire i suoi effetti”.
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Posted on 04 Novembre 2011. Tags: articolo 13, assessore alle Politiche ambientali Lorenzo Nicastro, legge regionale n. 14 del 2007, schema disegno di legge, ulivi monumentali
Ѐ stata approvata una modifica, con relativa integrazione, alla legge regionale n. 14 del 14 giugno 2007 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”. Non si tratta, però, della proposta di modifica avanzata nei giorni scorsi dal Pdl e prontamente denominata “Ammazza ulivi secolari” dagli ambientalisti, è piuttosto uno schema di disegno di legge che garantisce la conservazione del patrimonio ambientale. Tra le modifiche proposte dal governo regionale vi è anche la presenza, all’interno della commissione preposta, di un rappresentante dell’amministrazione comunale sul cui territorio è previsto l’intervento. Inoltre, per l’articolo 13, è prevista una precisazione in merito alle opere di miglioramento fondiario nei terreni ove vi è la presenza di ulivi, da farsi “senza arrecar danno alle piante esistenti”. “In termini di garanzia del patrimonio degli ulivi monumentali della nostra regione – dichiara l’assessore alle Politiche ambientali, Lorenzo Nicastro – abbiamo inteso modificare il testo attualmente in vigore eliminando dall’art. 15 il riferimento al 31 dicembre 2011 che avrebbe potuto determinare una deregulation nelle more del completamento del censimento delle piante in corso. Siamo convinti che il patrimonio degli ulivi monumentali sia un dono della nostra terra da preservare, evitando che il raggiungimento di un termine temporale fissato quattro anni fa potesse in qualche modo dare la stura a possibili interventi di edilizia disordinata. Rimaniamo convinti che gli ulivi siano una risorsa da valorizzare, non un peso e che essi vadano inquadrati in una visione più ampia della nostra terra, in termini paesaggistici, agricoli, turistici, culturali ed economici”.
Alessandro Conte
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Posted on 04 Novembre 2011. Tags: dimissioni, Ettore Caroppo, Minervino di Lecce, Unione Costa Orientale
Con una lettera di qualche giorno fa, Ettore Caroppo. sindaco di Minervino di Lecce non nuovo a gesti spinti dalla passione, ha comunicato al Prefetto e al consiglio le sue formali dimissioni da presidente dell’Unione dei Comuni della Costa Orientale – Ortelle, Castro, Santa Cesarea e Minervino di Lecce – che si era tenuta questa estate.
Lla Prefettura si è riservata qualche giorno di tempo sul da farsi.
Infatti l’insediamento di Caroppo era avvenuto solo da poco e il fatto non ha precedenti.
Le motivazioni della rinuncia le spiega il protagonista nella lettera recante la propria firma, con cui invita il Prefetto alla verifica di legittimità degli atti concepiti durante il suo mandato e di quanto prodotto in precedenza.
“Le accuse infondate che mi sono state rivolte dai consiglieri dell’Unione – scrive Caroppo – sono veri e propri insulti nei confronti del sottoscritto e dei collaboratori di fiducia tanto da determinare le dimissioni del ragioniere Lucio Guida, espressi dal Comune di Castro nella seduta consiliare dell’11 ottobre scorso. Io ho sempre avuto piena fiducia nella correttezza istituzionale e gestionale dei miei predecessori”. Caroppo afferma che sono venute meno le condizioni per via di comportamenti quanto meno irrituali se non addirittura gravi, nell’attività amministrativa svolta tali da mettere in discussione persino l’efficacia della mia nomina a presidente. Atteggiamenti ostativi, dubbi e atteggiamenti di taluni palesemente scorretti lo avrebbero spinto all’abbandono della carica appena acquisita, poiché opposti alla sua visione politica sempre improntata, assicura, alla correttezza istituzionale e al pieno rispetto della legge.
Queste attività, a detta di Caroppo, avrebbero consentito la realizzazione di un gruppo di acquisto solidale – Gasuc – per la promozione dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, grazie anche alla possibilità di acquisto per i cittadini e le famiglie di termo-camini, impianti fotovoltaici, solari termici e biciclette elettriche.
Sta ora alla Prefettura decidere sul commissariamento dell’Unione o, nell’attesa di un ripensamento, entro i 20 giorni a disposizione, del sindaco Caroppo.
Jenny De Cicco
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Posted on 04 Novembre 2011. Tags: agriturismo, Dario Stefano, Puglia, Salento, turismo
Si è svolto a Otranto, presso il castello Aragonese il Convegno Nazionale sul Turismo Verde a cura della Confederazione Italiana Agricoltori. Il tema della conferenza era “Le Politiche Regionali per l’agriturismo: dalla classificazione alla legislazione nazionale”.
Il convegno è stato l’occasione per presentare e discutere il disegno di legge regionale sull’agriturismo presentato dall’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.
Moderatore del congresso è stato il vicepresidente della Cia Puglia Donato Petruzzi. Sono intervenuti, Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, Giuseppe Gandin, presidente Nazionale di Turismo Verde, Daniele Merico, presidente di Turismo Verde Puglia e l’assessore regionale alle risorse agroalimentari Dario Stefàno.
“La Puglia conta circa 350 agriturismi operanti – ha commentato Petruzzi – ben al di sotto delle proprie potenzialità. Una nuova politica regionale sull’agriturismo e la nuova legge possono consentire la triplicazione del numero delle aziende in Puglia, per far fronte anche al boom turistico che sta vivendo la nostra regione. L’agriturismo e l’agricoltura sono un valore aggiunto all’economia turistica della Puglia perché la ruralità costituisce una attrattiva che va oltre il nostro settore.
Apprezziamo l’impostazione data dall’assessore Stefàno che considera il disegno di legge un primo passo per definire, con la concertazione delle organizzazioni professionali e dell’agriturismo, il testo definitivo più adeguato alle esigenze dell’agriturismo, del turismo e dell’ospitalità che va garantita in Puglia”.
“La proposta di legge presentata dall’assessore Stefàno la consideriamo un buon inizio – ha spiegato il presidente della Cia Lecce Giulio Sparascio – se si considera che gli agriturismi pugliesi operano con una legge regionale vecchia 26 anni, ormai deve essere rivista. Da tempo avevamo chiesto a Stefàno di mettere mano ad una nuova legge. Il disegno di legge presentato nei giorni scorsi è un buon inizio, che, comunque, va migliorato in alcuni punti. È positivo, che nella nuova legge regionale si parli di multifunzionalità e di pesca turismo e ittiturismo, quale parte integrante dell’offerta turistica complessiva della Regione.
Questo disegno di legge va perfezionato e reso immediatamente operativo, con il contributo delle organizzazioni di categoria. A nostro parere, infatti, è stato positivo inserire nella nuova legge gli aspetti legati alla multifunzionalità agricola. Ma relegarli solamente alla conservazione e tutela dell’ambiente e alla valorizzazione dei prodotti tipici regionali e alle produzioni di qualità è, secondo noi, limitativo. Nel discorso della multifunzionalità, infatti, andrebbero quanto meno inseriti tutti gli aspetti legati alla didattica, e quindi alle masserie didattiche, e alla vendita diretta in campagna. Non solo un occhio all’ambiente al territorio, dunque, ma anche alla formazione delle giovani generazioni e al reddito degli agricoltori”.
Jenny De Cicco
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Posted on 04 Novembre 2011. Tags: Antonio Fitto, dipendenti, Maglie, Sole 24 ore Sud
L’assenteismo? A Maglie è stato sconfitto. È questo il dato che emerge dall’indagine del Sole 24 ore Sud, il settimanale del quotidiano economico nazionale rivolto in particolare alle regioni meridionali cioè Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia, e condotta sulle assenze e le presenze dei dipendenti comunali. Durante l’estate appena trascorsa l’amministrazione guidata da Antonio Fitto ha ottenuto la più alta percentuale di miglioramento dell’intera Puglia in riferimento ai dati dello stesso periodo del 2010. Nel mese di luglio 2011 le assenze per malattia sono diminuite del 90,23% a luglio e ad agosto dell’89,23%. In particolare il Sole 24 ore Sud si sofferma sull’ultimo report disponibile sul sito comunale relativo al mese di settembre 2011 che analizza precisamente la situazione percentuale settore per settore. Tra i 73 dipendenti in organico la migliore performance è appannaggio del terzo settore (Gestione del Territorio – Ambiente e qualità urbana – Ufficio per le espropriazioni – Sportello Unico per l’Edilizia – Servizi di manutenzione e realizzazione opere pubbliche – Progettazione e direzione): la percentuale di presenza dei dipendenti sfiora l’87%, mentre a settembre 2010 si superava di poco il 65%. Il secondo settore Affari Generali – Gestione dei progetti di Innovazione Tecnologica – Tributi ed Entrate da canoni – Risorse Umane e Organizzazione – Ufficio contratti e appalti di servizi e forniture sfonda l’82% di presenze migliorando del 2% il dato dello scorso anno. Il quarto settore Attività educative, culturali e del tempo libero – Museo e Biblioteca – Servizi sociali – Servizi Demografici raggiunge l’85% migliorando il 77% del settembre 2010. Molto bene anche le Unità organizzative di servizio, cioè il Gabinetto del Sindaco – Ufficio del Direttore Generale e del controllo di gestione – Ufficio legale e del contenzioso, dei servizi di comunicazione e informazione le cui superano quest’anno abbondantemente l’82%, migliorando il 79% del 2010. Solo in leggera flessione il quinto settore cioè Polizia Municipale, viabilità, traffico – Raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti e gestione parcheggi – Suap che scende al 79% di presenze dall’82% di un anno fa. A fare eccezione nella classifica del Sole, il primo settore quello del Servizio finanziario – Provveditorato e Economato – Gestione del demanio e del patrimonio scende dall’80% del 2010 al 68% a causa di una dipendente in maternità.
Maurizio Tarantino
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Posted on 02 Novembre 2011. Tags: Antonella Cesari, Giovanni Montagna, Maglie Città Libera, Oronzo Chilla, PD, Per cambiare Maglie, politica, revisori dei conti, Rossano Marra, Udc
I revisori dei conti sulla graticola. Con un ordine del giorno specifico, la minoranza consiliare (Pd, Udc, Maglie Città Libera e Per Cambiare Maglie) ha chiesto, durante l’assise municipale di lunedì scorso, la revoca della delibera di nomina dei professionisti. “È indispensabile -scrivono nel documento i consiglieri- procedere all’autoannullamento della suddetta deliberazione, anche al fine di tenere indenne l’ente da eventuali azioni o richieste risarcitorie promananti da soggetti terzi i cui interessi siano stati lesi dalla (illegittima) deliberazione”. L’amministrazione in estate aveva deciso di dare avvio alle operazioni per il rinnovo dell’organo collegiale in scadenza da lì a poco. Durante in consiglio dello scorso settembre si era proceduto a nominare attraverso votazione Oronzo Chilla, presidente, Giovanni Montagna e Antonella Cesari. Una decisione che però da lì a pochi giorni la minoranza ha provveduto a contestare con decisione a causa del cambio di sistema voluto dal ministero del Tesoro. Le nuove norme prevedono che la scelta dei professionisti avvenga attraverso il sorteggio da un elenco regionale. Novità in vigore proprio da metà agosto. Per sciogliere il dubbio anche il dirigente del settore finanziario Rossano Marra, che in occasione del consiglio era presente in qualità di vicesegretario comunale, è intervenuto con un parere scritto spiegando le ragioni della preferenza con il vecchio metodo. “Il 30 settembre -ha scritto Marra- sarebbe scaduto il mandato del collegio dei revisori dei conti del comune, così il 14 luglio abbiamo avviato le procedure per il rinnovo dell’organo di revisione. Una scelta precedentemente all’adozione, da parte del Governo, del decreto. Sarebbe pertanto illegittimo mantenere in vita un organo oltre la proprio scadenza temporale, perché i possessori di titoli interessati, che nel frattempo hanno prodotto domanda di partecipazione pervenute a partire dal 19 luglio, avrebbero potuto ravvisare un danno nei propri confronti”. Una spiegazione che non ha sopito le polemiche da parte dell’opposizione secondo cui la nomina sarebbe stata fatta proprio per evitare il sorteggio, mentre si sarebbe potuto procedere in proroga. La maggioranza ha respinto le illazioni dichiarando la bontà della procedura avviata proprio a tutela dell’ente. Alla fine l’ordine del giorno è stato respinto ma gli animi si sono surriscaldati causando l’abbandono dell’aula da parte degli otto consiglieri di minoranza.
Maurizio Tarantino
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Posted on 01 Novembre 2011. Tags: Antonio Giannuzzi, Città Libera, Corte dei Conti, Maglie
Città Libera sul piede di guerra contro l’amministrazione magliese all’indomani del consiglio comunale. Il motivo? L’amministrazione, secondo quanto riportato nel comunicato di Città Libera era tenuta a rispondere di una valutazione immediata, causata da una serie di questioni finanziarie dell’ente locale sollevate quest’anno e nel passato prossimo. “E’ noto che la Corte dei Conti ha rimesso all’amministrazione di Maglie una serie di rilievi – ha commentato il consigliere di opposizione Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera – per i quali chiedeva una valutazione e una risposta immediata sul perchè, tra l’altro, dello sforamento del Patto di Stabilità, dell’utilizzo delle anticipazioni di tesoreria per l’intero anno e dell’eccessivo ricorso al credito, al limite dell’affidamento”. Giannuzzi spiega che la Corte si riferiva all’esercizio 2009, anche se, il deliberato è pervenuto nel luglio 2011. “Era nostro dovere rispondere sollecitamente – continua Giannuzzi – illustrando le decisioni richieste che, secondo noi, potevano essere utili alla risoluzione del problema, che rischia di complicarsi ulteriormente. L’amministrazione, invece, sceglie di non rispondere, o meglio, di ignorare la deliberazione che sarebbe rimasta nel cassetto, se non fosse stato oggetto di un ordine del giorno presentato da Città Libera. Nel consiglio comunale di lunedì, ci aspettavamo una discussione approfondita, invece, i consiglieri di maggioranza, infastiditi, hanno preferito ignorare il problema, pronti, a votare contro l’ordine del giorno. E’ presuntuoso l’atteggiamento dell’amministrazione e del presidente del Collegio dei Revisori, pronti ad affermare, che le risposte che voleva la Corte, potevano essere desunte dalla lettura del bilancio 2010. Nemmeno una nota di riferimento, come se dicessimo, ai giudici della Corte: non abbiamo niente da dire, le risposte ai vostri quesiti ve le potete ricavare dal bilancio 2010, del quale, riceverete, prossimamente, l’informativa prevista. E’ sbagliato parlare di mancato rispetto delle istituzioni? Era meglio scrivere: Noi non abbiamo tempo da perdere”.
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