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Finalmente Sud: parte il ricambio nel Partito Democratico

Cento salentini a Napoli il 29 e 30 ottobre. Si è inaugurato il corso di formazione politica “Finalmente Sud” promosso e organizzato dal dipartimento formazione nazionale del partito democratico. Oltre cento giovani salentini aderenti al Pd hanno raggiunto la città partenopea per unirsi agli altri duemila che provenivano da tutto il Sud Italia e per partecipare alla fase di apertura del corso. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha aperto i lavori con un messaggio chiaro “favorire ed accelerare il ricambio con cambiamento della classe dirigente del partito”. La questione che è emersa nella due giorni napoletana è stata, appunto, la questione del ricambio generazionale che “deve essere non solo anagrafica, ma strutturale, cioè deve portare nel partito un nuovo modo di declinare la politica, intesa come politica di prossimità, di aiuto dell’altro più vicino a te, la tua comunità, il tuo paese, la tua regione”. L’entusiasmo dei ragazzi è stato molto alto per un progetto pilota, che durerà un anno, si svilupperà su una piattaforma online open source, che vedrà momenti di condivisione fisica del progetto con altri meeting, e che non ha paragoni nella storia dei partiti italiani, un progetto che parte dal sud e che nei prossimi mesi riguarderà tutto il territorio nazionale. Negli interventi dei ragazzi non sono mancate le critiche alle mancanze di attenzione e di direzione politica che su molti temi il Partito Democratico dimostra, come il tema del precariato e dello sviluppo.

Fabio Tarantino

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Salvatore Negro: Salvatore Piconese attacca l’Udc e l’Anci

Uggiano la Chiesa esce dall’Associazione Nazionale dei Comuni, Salvatore Negro, presidente pugliese dell’Udc – partito della consigliere di opposizione ed ex sindaco uggianese Maria Cristina Rizzo, vicepresidente regionale Anci – interviene, giudicando pretestuosa e strumentale l’azione del sindaco Salvatore Piconese e annunciando di voler interrogare il partito di riferimento del sindaco, il Pd.

“La decisione del Comune di Uggiano La Chiesa di uscire dall’Anci è un atto di bassa politica – ha commentato Negro – ai danni della comunità amministrata e dell’intero Salento che in tal modo rischia di perdere un punto di riferimento all’interno dell’Associazione nazionale Comuni Italiani”.

Negro commenta così la notizia della decisione del sindaco Piconese di sospendere momentaneamente l’adesione del Comune di Uggiano all’Anci per ridurre i costi a carico dell’Ente.

“Un sindaco deve avere a cuore le sorti della sua comunità e mettere da parte i rancori personali in nome dell’interesse collettivo. È evidente che siamo di fronte a una motivazione pretestuosa e strumentale che nasconde, ma non tanto, ripicche nei confronti della vicepresidente regionale Anci Maria Cristina Rizzo con l’intento di farla decadere dal suo incarico all’interno dell’associazione. Con la sua azione, il sindaco Piconese, abbatte di colpo 110 anni della storia del suo comune che nel 1901 è stato tra i fondatori dell’Anci da cui ha ricevuto numerosi e importanti servizi dei quali hanno usufruito tutti i suoi predecessori.

Come Udc, ci opporremo in ogni modo a questo tentativo di eliminare una rappresentanza, che è dell’intero territorio del Salento, all’interno dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Riteniamo di essere in presenza di un grave attacco all’Unione di Centro e alla stessa Anci, di cui chiederemo spiegazione anche al Pd provinciale (partito di riferimento del sindaco) per capire se e quanto condivide tale azione, convinti che l’unico vero imbarazzo in questa vicenda sia stato creato solo da chi pensa di amministrare la cosa pubblica non nell’interesse della comunità ma secondo piccole logiche personali di padre e padrone”.

Jenny De Cicco

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Via favorevole per il porto interno di Otranto

Parere favorevole per la valutazione impatto ambientale per il nuovo porto interno di Otranto. Via ai lavori di restauro del Bastione dei Pelasgi e alla realizzazione di nuovi posti barca nello specchio d’acqua interno del porto. Si è concluso infatti il 28 ottobre l’iter procedurale relativo all’acquisizione di tutti i pareri utili, tra cui quello per il procedimento della Valutazione di Incidenza Ambientale, un percorso lungo e complesso per il restyling del porto idruntino, durato circa quattro anni, e che ha visto impegnata l’amministrazione comunale nel risolvere i problemi per la realizzazione dell’infrastruttura. Tra i principali e più difficoltosi l’approvazione del Piano Regolatore del Porto, di cui Otranto era sprovvista. “Ora possiamo avviare le procedure per l’affidamento dei lavori e veder cantierizzare un’opera fondamentale per lo sviluppo turistico-economico del territorio – ha dichiarato il sindaco Luciano Cariddi – Si potrà così rispondere in maniera adeguata a una domanda di posti barca, nel nostro porto, che è diventata negli anni sempre più numerosa ed esigente. Contemporaneamente partiranno anche, essendo già stati appaltati, i lavori di restauro e consolidamento del Bastione Pelasgi”. Lo storico bastione regge il centro storico e si affaccia sull’area portuale oggetto dell’intervento destinato al diportismo nautico, ed è una delle zone interessate dall’alto rischio di crollo, derivato dall’azione erosiva del mare. “Insieme ai lavori già in corso nel fossato dell’area di Porta a mare – ha continuato – sull’ampio murale e nella zona prospiciente i banchinamenti che si faranno per il nuovo porto, e considerata l’infrastrutturazione già realizzata con i fondi Interreg III Italia-Grecia nella zona ex fabbriche, si realizza definitivamente la visione che l’amministrazione comunale aveva rappresentato nel proprio programma relativo a questa porzione di territorio cittadino che riteniamo vitale per i futuri sviluppi urbanistico-funzionali di Otranto. Ora ci auguriamo di potere vedere definita quanto prima, e siamo già al lavoro per questo, anche l’area di varo alaggio e di rimessaggio che la ditta Muscatello vorrà attrezzare per migliorare i servizi offerti nel nostro porto. Spero anche che, come per la baia interna, il progetto del porto turistico esterno, vero volano economico e non solo per Otranto ma per un più vasto territorio che guarda al nostro porto quale affaccio al mare, possa presto concludere l’iter procedurale di approvazione”.

Jenny De Cicco

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Regione Puglia: petizione contro il possibile espianto e spostamento degli ulivi

Una petizione contro la proposta di legge del gruppo Pdl in Regione Puglia che riguarda i nostri ulivi e ha suscitato indignazione. Il gruppo consiliare Il Popolo della Libertà ha presentato il 3 ottobre scorso una singolare proposta che ha suscitato polemiche. “La tutela degli ulivi monumentali è un obbligo – si legge nel testo – ma deve essere anche un’opportunità e non un impedimento allo sviluppo economico e infrastrutturale del territorio”. E viene precisato che in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi. Di questi, 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura. Monumenti che devono essere tutelati, ma non necessariamente a esclusivo danno delle esigenze di sviluppo del territorio. Nello specifico viene chiesto di snellire le lungaggini burocratiche necessarie per espiantarli, proponendo il decentramento a livello comunale delle competenze per il rilascio di autorizzazioni agli espianti e spostamenti di piante secolari. Dunque, questa iniziativa andrebbe a modificare la legge regionale n. 14 del 4 giugno2007, che riguarda la ‘Tutela degli ulivi monumentali e secolari”. “La Regione Puglia – si legge in questa normativa – tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale”. La legge in questo senso è chiara e va a tutelare un patrimonio del nostro territorio. La suddetta idea di modifica ha mobilitato gli ambientalisti che la definiscono “Ammazza olivi secolari” e per questo hanno voluto scrivere una petizione “Nessuno tocchi gli ulivi di Puglia”, indirizzata al presidente della Regione Nichi Vendola. I cittadini si dicono seriamente preoccupati per gli sviluppi e le conseguenze che la proposta potrebbe avere e chiedono al presidente e a tutte le forze politiche, anche di livello nazionale, di rigettarla e inoltre sollecitano la scrupolosa osservanza e applicazione di ogni punto della legge.

Alessandro Conte

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Provincia di Lecce, interventi di edilizia stradale e scolastica

La Provincia di Lecce stanzia fondi per i settori dell’edilizia stradale e scolastica. Per l’edilizia stradale gli interventi sono due: la costruzione di una rotatoria tra la strada provinciale Veglie e la San Pancrazio-Boncore per un costo di 220 mila euro, cofinanziato dalla Regione Puglia, un tratto stradale molto trafficato e che sarebbe aiutato dalla riduzione della velocità, e la correzione di una curva situata al chilometro 8+850 sulla strada provinciale 366, in agro di Melendugno con una spesa di 170 mila euro. “Si tratta di un provvedimento di messa in sicurezza – ha raccontato il presidente della Provincia Antonio Gabellone – per il quale sarebbe stato entusiasta anche il compianto Vittorio Potì (il sindaco di Melendugno scomparso da qualche giorno, ndr)”. Per l’edilizia scolastica sono stati stanziati 300 mila euro per un progetto definitivo che riguarda lavori di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e adeguamento normativo del liceo scientifico Vallone di Galatina. Il liceo ha bisogno di risolvere il problema dell’infiltrazione attraverso un sistema di canalizzazione delle acque meteoriche e inoltre ci sarà il risanamento dei servizi igienici e interventi sulle coperture e infine la creazione di una fossa per l’ascensore per arrivare al seminterrato. “Scuola e strade – hanno dichiarato il presidente Gabellone e l’assessore provinciale alle Strade e all’Edilizia scolastica Massimo Como – continuano a essere due priorità di intervento per la Provincia di Lecce: le decisioni adottate quest’oggi lo dimostrano ancora una volta. Nostro obiettivo è quello della manutenzione degli istituti, tale da offrire all’intero corpo scolastico contenitori più adatti per l’istruzione, e quello della sicurezza stradale, per la messa in sicurezza di arterie che rendano più agevole e sicuro il traffico veicolare, migliorandone gli standard di sicurezza. I provvedimenti odierni testimoniano il gran lavoro che come Provincia di Lecce stiamo portando avanti sul versante dell’adeguamento della rete viaria, senza dimenticare che anche nel campo dell’edilizia scolastica continuiamo a essere impegnati al massimo”.

Alessandro Conte

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Casa agli otrantini

Affollata la riunione per la “Casa agli otrantini” presso il Centro Don Tonino Bello ad Otranto. L’argomento è stato uno dei punti cardine della scorsa campagna elettorale e ora si sta giungendo ad una definizione del piano. “L’idea –ha spiegato il vicesindaco Francesco Vetruccio- e’ quella di giungere entro fine anno al Documento Programmatico Preliminare del Piano Urbanistico Generale in cui inserire il piano casa. Per questo motivo le manifestazioni di interesse saranno raccolte entro fine novembre”. Le cifre sono state chiarite da Francesca Calace del gruppo di progettazione del Pug. “L’osservatorio regionale, infatti, pone Otranto a metà della classifica pugliese per difficoltà abitativa. Tuttavia, tale dato va incrociato, ad esempio con quello del comune di Giurdignano che, a pochi passi da Otranto, presenta una difficoltà abitativa che lo pone in fondo alla classifica pugliese. Oltre a ciò –ha spiegato Calace- Otranto possiede un basso tasso di natalità e manca la popolazione giovane, proprio per la difficoltà abitativa”. Le conclusioni tratte da ciò attestano che non si andrà verso l’ipotesi di una Zona 167 (ipotesi impossibile con una previsione di soli 426 abitanti in più per i prossimi 15 anni) per cui si lavorerà all’interno del Pug. Ora, dunque, hanno spiegato i tecnici, servono nuovi dati per stimare e valutare le case sottratte alla residenzialità, che rappresentano una percentuale alta per Otranto (ovviamente per via del turismo). Tutto sta, dunque, nella raccolta delle manifestazioni di interesse attraverso le quali valutare chi può accedere all’edilizia agevolata e le eventuali ditte, o privati, o cooperative disposte ad aderire. “Zone a macchia di leopardo e non diffuse –ha chiarito il sindaco Luciano Cariddi- per giovani nuclei familiari e anziani disagiati, sia singoli che associati in cooperative e con reddito non superiore a 35.000 euro, residenti a Otranto da almeno due anni”. Insomma, dai dati, già oggi servirebbero circa 300 abitazioni, dato da scremare e verificare a cui si potrebbe dare una risposta in grado di assorbire il 75% delle richieste. “Tutto ciò –ha spiegato il sindaco -per porre rimedio alla continua fuga verso i comuni vicini delle giovani coppie di Otranto”. Importanti, inoltre, i chiarimenti portati all’attenzione della affollata platea, innanzitutto che la scheda con manifestazione d’interesse serve solo per quantificare la richiesta, non presentandola si hanno eguali diritti, in secondo luogo che si passerà prima all’individuazione delle aree, inoltre si procederà a un bando pubblico per gli aventi diritto e infine che non è necessario aderire ora a cooperative. Il tutto con una attenzione particolare per evitare i fenomeni speculativi che hanno visto tutta l’edilizia popolare a Otranto macchiata da gravissimi casi di pura speculazione.

Elio Paiano

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Al via la cantierizzazione della Regionale 8

Dopo venti anni di discussioni e interventi giuridici, inizieranno i lavori per la costruzione della strada regionale 8 Lecce-San Foca- Otranto. Un’opera necessaria allo smaltimento del traffico, fenomeno quasi esclusivamente estivo delle zone costiere orientali del leccese interessate dall’intervento. Sulla vicenda pesa anche una sentenza del Consiglio di Stato che impone l’erogazione dei 31 milioni di euro mancanti per la cantierizzazione e ora definitivamente sbloccati. Come spiegato da Loredana Capone, vice governatore della Regione Puglia, a febbraio 2011 il ministero competente non aveva ancora provveduto all’erogazione di queste risorse, tanto che due mesi prima la stessa Regione aveva provveduto a inoltrare al Ministero un’ennesima lettera di sollecito, con la quale si minacciava il ricorso in giudizio. “È un’opera – chiosò all’epoca Capone – in cui è necessario procedere in fretta nell’interesse pubblico generale, la ditta definitivamente aggiudicataria ha gli operai in cassa integrazione, addirittura in deroga“ . “Finalmente ieri – ha riferito Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere Pubbliche – è stato trasferito sul bilancio regionale il finanziamento residuo di circa 31 milioni di euro necessario per eseguire i lavori di realizzazione del primo tratto della strada regionale 8 Lecce-San Foca-Otranto. Si può ora procedere alla consegna dei lavori. L’effettivo trasferimento dei fondi segue il provvedimento emesso nel luglio scorso da un commissario ad acta nominato dal Giudice amministrativo. Le somme trasferite ora alla Regione Puglia sono state prelevate dal fondo n. 8425 per le aree sottoutilizzate”. E si aggiungono alle somme già disponibili di 24 milioni di euro. La strada regionale n. 8, i cui lavori di realizzazione hanno un costo complessivo di 54.891.271 euro attraverserà i comuni di Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno. L’opera snellirà e renderà sensibilmente più sicuro il caotico traffico che attualmente si snoda dalla città di Lecce fino alla zona delle località marine della costa orientale e viceversa. Fino a questo momento, la strada regionale 8 non poteva essere cantierizzata a causa proprio della mancanza dei fondi necessari alla sottoscrizione del contratto. Mancava infatti il trasferimento residuo di risorse di € 31.711.060,00 da parte del Ministero, che la Puglia attendeva ormai dal 2005, in base a quanto stabilito dalla Convenzione ex Agensud, per la realizzazione dei lavori di completamento della strada.

Jenny De Cicco

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Maglie, le interrogazioni del prossimo consiglio comunale

È stato convocato per le ore 15 di lunedì prossimo il consiglio comunale cittadino. Saranno ben tredici i punti da esaminare, la maggior parte presentati dall’opposizione. Dopo l’approvazione dei verbali della precedente seduta si partirà con le interrogazioni: le prime due a cura della consigliera del Pd, Sabrina Balena, sul pattinodromo comunale, i cui lavori non sono mai terminati a distanza di 10 anni, e la rendicontazione del 5 x 1000 comunale per il 2009 e il 2010: l’esponente del Pd chiede di conoscerne la destinazione che il comune ha deciso di farne. A cura del Pd i due punti successivi: nel primo si chiede di conoscere il beneficiario diritti di segreteria e di rogito del trimestre luglio – settembre 2011, dopo che il dirigente del primo settore, Rossano Marra, ha rilevato che nel trimestre è stata incassata la somma complessiva di 12.169,92 per diritti di segreteria e di rogito, impegnando al contempo la somma di 7.751,11 euro al capitolo 275, “Quota dei diritti di rogito spettanti al Segretario Comunale” del bilancio dell’ente. Niente di strano, se non fosse che nel periodo considerato la segretaria comunale Esmeralda Nardelli è risultata assente dal servizio per motivi di malattia. La successiva interrogazione ha come oggetto alcuni interventi manutentivi del tribunale cittadino, nel quale nei giorni scorsi erano caduti alcuni pezzi di intonaco. Il sesto punto chiede di aderire alla richiesta dell’ Aifvs , l’associazione familiari e vittime della strada di Maglie, affinché le istituzioni velocizzino l’iter della proposta di legge riferite “all’incremento di pene per l’omissione di soccorso, al riconoscimento del danno alla vita di chi muore subito, di chi in auto viene ucciso per il lancio di sassi o a causa di animali, alla limitazione del patteggiamento e della sospensione condizionale della pena”. Si passerà quindi ad alcuni punti posti dal consigliere Antonio Giannuzzi: il primo chiede di esaminare la deliberazione della Corte dei Conti relativa principalmente al mancato rispetto del patto di stabilità nel 2009, la seconda invita ad annullare l’elezione del presidente della Consulta attività sociali, anziani e famiglia. Il nono punto è un ordine del giorno presentato dai capigruppo consiliari Pd, Udc, Maglie Città Libera, Per Cambiare Maglie sull’elezione dei revisori contabili che dovrebbe essere revocata. Ci sarà a seguire l’integrazione e la modifica dell’elenco annuale delle Opere Pubbliche 2011 con l’inserimento del finanziamento del frantoio ipogeo di via Foggiari e la rimodulazione della somma per l’ammodernamento della Zona Pip. Sarà quindi approvato il nuovo schema di convenzione per l’affidamento in concessione del servizio di tesoreria comunale, sarà determinato l’importo del gettone di presenza e si chiuderà infine con l’ordine del giorno del Partito Democratico sulla gestione dell’Ato da parte del Presidente Silvano Macculi.

Maurizio Tarantino

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Gemellaggio Lecce – Praga 9: poste le basi per scambi futuri

Una delegazione della municipalità di Praga 9 è stata ospite, nei giorni scorsi, della città di Lecce per la firma di un gemellaggio. Il settore “Programmazione e gestione delle risorse comunitarie” ha preparato l’evento e ha curato i vari aspetti della ospitalità e della cerimonia di gemellaggio. Le premesse dell’accordo erano state poste nei mesi scorsi quando il sindaco Paolo Perrone e l’assessore Gaetano Messuti erano stati ospiti del sindaco di Praga 9, per sollecitazione di Blanka Turturro, responsabile della sede praghese dell’associazione Slow Food e del geometra Toto Bianco, ex amministratore comunale e imprenditore turistico. Blanka Turturro aveva guidato nei mesi scorsi un gruppo di personalità praghesi aderenti a Slow Food in visita nella Puglia. In quell’occasione gli ospiti avevano apprezzato le meraviglie della Puglia. Sappiamo tutti che Praga è la capitale della Repubblica Ceca, ma perché il 9? La città è suddivisa in 22 distretti equivalenti ai nostri comuni, ciascuno dei quali è presieduto da un sindaco. Il sindaco di Praga 9, Jan Jarolim, ha guidato la delegazione composta, oltre che da Turturro, dal vicesindaco Adam Vazansky, dalla consigliera con delega all’urbanistica Marketa Dostalova, dal consigliere di opposizione Milan Apalteur e dalla presidente dell’associazione donne imprenditrici Lenka Stastna. Gli ospiti sono stati accompagnati presso alcune aziende salentine del settore agroalimentare e presso strutture turistiche. Durante gli incontri conviviali hanno apprezzato la collaborazione delle aziende che hanno messo a disposizione i loro prodotti migliori. Gli ospiti hanno potuto anche ammirare le bellezze della nostra costa adriatica, da Torre Chianca sino a Castro. Sono stati colpiti dall’incantevole spiaggia di Torre dell’Orso, dalla cattedrale e dal mare di Otranto (qui il sindaco Jarolim ha voluto fare il bagno, nella spiaggia ubicata sotto la Madonna dell’Alto Mare), dalla spettacolarità della costa tra Badisco – Santa Cesarea – Castro. C’è da augurarsi che siano state poste le premesse per l’instaurarsi di scambi proficui nei diversi ambiti produttivi ed economici di Praga e Lecce. Va tenuto presente che Praga è méta di notevoli flussi turistici anche salentini, testimoniati dagli investimenti immobiliari e alberghieri compiuti da operatori economici leccesi. Perciò il distretto Praga 9 intende far conoscere Lecce e il Salento, proponendolo come meta turistica e intendono approfondire gli interventi che sono stati compiuti nel nostro territorio per utilizzare le vecchie strutture industriali dismesse. La loro municipalità infatti comprende zone industriali attualmente parzialmente in disuso e che erano all’avanguardia, al tempo del regime comunista, sotto il profilo tecnologico. Altro punto di contatto riguarda le strutture sportive. Hanno visitato lo stadio di Lecce, ospiti dell’Unione Sportiva, manifestando il desiderio di verificare la possibilità di scambi nel settore dello sport giovanile.

Alessandro Conte

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Approvati i finanziamenti regionali per una casa di riposo a Otranto

Finanziati dalla regione otto progetti per la realizzazione di strutture socio-sanitarie nella Provincia di Lecce, di cui una a Otranto. I progetti sono stati presentati nel dettaglio dall’assessore regionale al Welfare Elena Gentile. Sono 27 in tutto in Puglia, già istruiti e valutati dal Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria a seguito di un Avviso pubblico di selezione dell’11 luglio 2011 (fondi FESR dell’asse III – Linea 3.2). in Salento i comuni coinvolti sono quelli di Squinzano, Alliste, Matino, Otranto, Monteroni di Lecce, Nociglia e Carmiano. Per la sola provincia di Lecce il finanziamento regionale per i progetti ammonta a più di 5 milioni di euro, che direttamente creeranno 222 nuovi posti utente e 214 nuovi posti di lavoro. A Otranto, è stato finanziato il progetto Dell’Ats –Cooperativa sociale Verde e Dintorni di Cisternino e Endocagima di Otranto, che con 5.018.365,53 euro, di cui 2.509.182,76 euro a carico della Regione, creeranno 78 posti-utente e occupazione a 47 dipendenti. Si tratta di una Rssa – residenza socio sanitaria assistita per anziani – e si chiamerà Residenza delle Memorie. Nelle prossime settimane sarà avviata l’erogazione del primo 50% dei contributi concessi per ciascuno dei progetti, in modo da assicurare la liquidità utile ad avviare rapidamente i cantieri delle nuove strutture. I 27 progetti nel loro sviluppano investimenti complessivi per quasi 33 milioni di euro, di cui circa 16,5 milioni sono i contributi regionali. La maggior parte degli investimenti è dedicata a disabili e anziani, seguono le iniziative per minori e per madri sole, con una distribuzione territoriale che non trascura quasi nessuna provincia, sebbene con differenze di entità di finanziamenti e numero di progetti finanziati. Saranno otto in tutto le strutture per persone anziane (cinque residenze sociosanitarie assistite, una residenza sociale, una casa alloggio per anziani autosufficienti e 1 casa di riposo) e 8 strutture per persone disabili (3 comunità socio riabilitative, 3 centri socio educativi, 1 centro polivalente e 1 residenza sociosanitaria assistita).

Jenny De Cicco

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Maria Cristina Rizzo: “L’obiettivo dell’uscita dall’Anci è farmi fuori”

Alla vigilia del consiglio comunale di Uggiano che ha segnato di fatto l’uscita del comune dall’Anci, la consigliera d’opposizione Maria Cristina Rizzo ipotizza che l’azione del sindaco Salvatore Piconese sia politica e non dettata da esigenze economiche. Queste dichiarazioni sono state rese prima del consiglio di ieri, poiché l’uscita dall’Anci non era semplicemente nell’aria, ma appariva come una volontà ferma e palese della maggioranza di Uggiano, per questioni economiche. “Il recesso del comune dall’Anci è temporaneo ed è dettato dalla necessità di risparmiare la quota di iscrizione annuale di mille euro – dice – Sembrerebbe una prova di gestione oculata delle risorse pubbliche, ma la motivazione fa discutere per due ragioni: perché contraddittoria – il Comune vuole aderire all’Apulia Film Commission e spendere una somma non molto diversa da quella risparmiata – la seconda è che l’importanza di far parte dell’Anci, in termini di rappresentanza istituzionale varrebbe una piccola spesa. Ricordiamo a tutti che nel 1901, Antonio De Viti De Marco, allora sindaco di Uggiano, fu tra i fondatori dell’associazione. La scelta odierna potrebbe far perdere rappresentanza istituzionale al comune in un momento storico in cui tutti i comuni si associano. Uggiano ha sempre partecipato ai lavori dell’associazione nazionale e regionale. Io faccio parte del direttivo regionale dal 2000 e dal luglio 2010 ho la carica di vicepresidente con deleghe al Wellfare. Le ultime due azioni, in ordine di tempo, sono il protocollo d’intesa per il trasporto scolastico degli alunni disabili delle scuole superiori, la cabina di regia per il finanziamento delle sezioni primavera. Per la protezione civile ho seguito la vicenda dei contributi alle strutture che stanno accogliendo gli immigrati del Nord Africa, ho seguito tutte le selezioni per il servizio civile e mi sono resa parte attiva per il finanziamento di 600mila euro per la messa in sicurezza della scuola elementare di Uggiano. Il sindaco ha brillato per l’assenza, pur essendo stato invitato a partecipare e informato, al pari degli altri sindaci, di tutte le iniziative Anci. Assente anche alla manifestazione nazionale del 15 settembre scorso, di protesta contro i tagli del Governo. Gli esiti dell’assemblea Anci addotti da Piconese il 9 ottobre come motivo per uscirne sono solo una palese scusa. Il vero obiettivo è stato già dichiarato da altri esponenti di maggioranza, me. Farmi fuori per la mia popolarità. Si avvicinano le elezioni nazionali e devo essere azzoppata per non partecipare, per avere meno frecce nella mia faretra. Onestamente non penso di candidarmi alle prossime politiche, ma difenderò con le unghie e con i denti la presenza di Uggiano in Anci. Al solo pensiero di non vedere più il logo del mio comune sul manifesto Anci mi fa star male. Sono accecati dall’odio che non riesco a comprendere. Per quanto mi riguarda continuerò a fare gli interessi del mio comune e della mia gente con fatti concreti e non con proclami privi di contenuti. Ed è un fatto concretissimo che in occasione dell’ultima assemblea Anci di Brindisi ho portato una donazione al presidente nazionale Graziano Delrio, ai presidenti delle Anci regionali e agli illustri ospiti, olio, vino e pasta pugliesi e la massaia salentina, personalizzata per l’evento, realizzata da una cittadina di Casamassella”.

Jenny De Cicco

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Uggiano esce dall’Anci

Uggiano la Chiesa esce dall’Anci. La decisione è stata resa ufficiale dopo il consiglio comunale di oggi. Uggiano si è staccata dall’Anci anticipando, in maniera ideale, il futuro accorpamento previsto al vicino comune di Otranto. Le difficoltà di bilancio, infatti, avevano spinto il ministro Giulio Tremonti a proporre l’accorpamento dei piccoli comuni in gruppi più consistenti. L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani si è in molti casi opposta a tale ipotesi, ma in alcuni sono stati gli stessi comuni ad andare verso la direzione ipotizzata dal ministro dell’Economia. Alla base di tale scelta ci sono proprio le difficoltà economiche che – come ipotizzato dal ministro – rendono difficile il mantenimento della macchina amministrativa. Al consiglio comunale di Uggiano la Chiesa tutti presenti, maggioranza e opposizione, e anche un folto pubblico, data l’importanza dell’appuntamento. Si è votato sull’ipotesi preannunciata tempo fa dal sindaco Piconese di non far parte dell’Anci, con un post un Facebook, in seguito alle vicende dell’ultima assemblea di Brindisi. “L’attuale sentimento leghista e sudista – recitava la nota del 9 ottobre scorso – non appartiene al movimento autonomo dei comuni. Valuterò l’uscita dall’Anci.” Una scelta dettata anche dallo spirito del tempo: la difficoltà del comune di Uggiano era soprattutto legata al reperimento della somma di mille euro relativa alla quota associativa annuale. A nulla è valsa la mozione dell’opposizione, che era disposta a sacrificare i gettoni di presenza triennali dei consiglieri del gruppo Arcobaleno e che per l’occasione aveva fatto affiggere dei manifesti per Uggiano e Casamassella. Non era possibile per via dei vincoli di bilancio di tali somme, a causa del quale il comune di Uggiano non può far fronte nemmeno a questa piccola spesa annuale, di scarsa entità ma di grande valore simbolico. Uggiano è fuori dall’Anci dopo essere stata tra i suoi fondatori, nel lontanissimo 1901 insieme ad altri mille comuni. Ne fece parte grazie alla lungimiranza del sindaco di allora, Antonio De Viti De Marco.

Jenny De Cicco

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