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Amministratori e Storia Patria

Quanto ne sanno gli amministratori magliesi della nostra locale storia patria? È una domanda che a volte ci si pone, perché si dovrebbe partire dal presupposto che un amministratore conosca bene la storia per non commettere gli errori del passato. Per cui abbiamo compilato una sorta di statistica, rivolgendo a quattro tra consiglieri e assessori, tra maggioranza e opposizione, sette domande sulla storia di Maglie. In generale, gli amministratori magliesi (sono stati intervistati il consigliere di Città Libera Antonio Giannuzzi, l’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, il consigliere Udc Mario Chirilli e il consigliere di Giovane Maglie Dario Vincenti) risultano tutti promossi. Le domande sono state poste assolutamente a sorpresa, sebbene il risultato non garantisca che tutti coloro che ci amministrano conoscano queste risposte ma solo degli intervistati abbiamo certezza. Alcune domande avevano più di un’interpretazione. A partire dalla prima, che riguardava il secolo di nascita della città di Maglie. Se Chirilli, Vincenti e Giannuzzi hanno abbracciato l’ipotesi ufficiale che farebbe risalire la nascita della città tra i secoli XVI e XVII, l’assessore alla Cultura ha risposto invece XII secolo, abbracciando l’ipotesi dell’esistenza di comunità coese sul territorio già da allora, ipotesi confortate dalla presunta antichità della cappella di Sant’Antonio Abate, fornita anche di ruota degli innocenti. Agli amministratori è stato chiesto anche di fare tre nomi di personaggi illustri: in realtà qui emerge più che una questione di conoscenza, un risultato psicologico. Tutti hanno fatto il nome della benefattrice Francesca Capece, ma emergono soprattutto altre donne, le benefattrici Concetta Annesi, Rosetta Palma e Michela Tamborino, il senatore del Regno Oronzio De Donno, lo statista Aldo Moro e il fondatore della biblioteca Francesco Piccinno. Tra gli intervistati tutti sapevano che il palasport è intestato all’olimpionico di lotta greco-romana Fernando Lapalorcia e il precedente nome di piazza Aldo Moro era piazza Municipio. Due di loro, Vincenti e Chirilli, inoltre sapevano che è ad Achille Tamborino, non a Vincenzo, nome fatto dagli altri intervistati, che è dedicata la villa chiusa della piazza omonima. Bravi tutti sulle testimonianze più antiche: sono state enumerate le testimonianze presso San Sidero, il menhir delle Franite, l’antica chiesa greca che sorgeva un tempo al posto della Madonna della Scala. Interrogati sui personaggi della toponomastica, tutti sapevano delle numerose attività svolte in vita dallo studioso ed educatore Pasquale de Lorentiis, che Carlo Candido era un imprenditore, erano un po’ meno certi che Luigi De Maggio fosse un fotografo, mentre Luisa Tamborino Magnini viene ricordata più come benefattrice, benché fosse anche una pregevole poetessa. Nessuno ricordava però Angelo Lezzi, eroe di guerra e generale dell’arma.

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L’amministrazione Coricciati incontra la città con l’assessore regionale Barbanente

Quale futuro per Martano? Se ne parla in un incontro che si tiene giovedì 28 Ottobre alle 17 presso la sala convegni di piazza Caduti a Martano. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Coricciati infatti incontra i cittadini con un dibattito aperto dal titolo “Martano tra passato e futuro”. Si tratta di un incontro organizzato per discutere delle opere pubbliche in corso, il restyling di piazza Assunta, e delle prossime opere da cantierizzare come piazzetta Matteotti. Si parlerà del Piano per la Riqualificazione delle Periferie, del Piano di Intervento di Recupero Territoriale e del Piano di Riqualificazione della Rete Commerciale. Interverranno i tecnici incaricati Antonio Gallo, Pasquale Conte, Antonio De Vito e Romina Sicuro, che illustreranno i progetti in esecuzione e da eseguire, il senatore Cosimo Gallo, i tecnici del Pug Fabio Giancane e Claudio Conversano. È prevista la presenza dell’assessore all’Assetto del Territorio e Urbanistica della Regione Puglia Angela Barbanente.

Fabio Tarantino

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Il Pd magliese presenta un odg sulla gestione Ato Lecce 2 di Macculi

Il presidente dell’Ato Lecce 2, Silvano Macculi continua a essere nell’occhio del ciclone. A chiedere al sindaco Antonio Fitto, componente del consiglio di amministrazione dell’ente consortile, di mettere in atto “ogni iniziativa finalizzata a ripristinare trasparenza, correttezza, legalità contabile e amministrativa nell’ambito della gestione del consorzio” è il gruppo del Partito Democratico di Maglie. I consiglieri Raffaele Cesari, Sabrina Balena, Salvatore Moscaggiuri e Antonio Tau hanno infatti presentato uno specifico ordine del giorno sulla conduzione dell’ente da parte dell’assessore provinciale. “Solo un anno fa – precisa il capogruppo Pd, Raffaele Cesari- il consorzio Ato Lecce 2 ha incrementato di 340mila euro il costo del servizio per lo smaltimento dei rifiuti dovuto dal Comune di Maglie. Questo ha comportato per i cittadini un notevole aumento della Tarsu e l’avvio, da parte degli uffici comunali, di indagini e di verifiche per l’ampliamento della base imponibile. Ora, le numerose e puntuali contestazioni rivolte dai sindaci di quindici comuni appartenenti all’Ato Lecce 2 all’operato del presidente Macculi hanno reso evidente la mancanza di trasparenza, di rigore e di legalità nella gestione del consorzio”. Per il capogruppo del Partito Democratico, Macculi ha inteso amministrare l’Ato come “una sorta di pozzo di San Patrizio i cui tesori, i soldi versati dai contribuenti, sono stati utilizzati da chi ne aveva la disponibilità per conferire incarichi d’oro senza limiti e controlli. Il consorzio, difatti, non ha mai costituito al suo interno l’organo di revisione e ha operato a lungo senza adottare bilanci di previsione e conti consuntivi. Una situazione a dir poco scandalosa che ha giustamente indotto l’onorevole Teresa Bellanova a presentare un’apposita interrogazione parlamentare e i sindaci di quindici comuni a chiedere al presidente Nichi Vendola la nomina urgente di un commissario straordinario alla guida del consorzio”.

Maurizio Tarantino

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Maglie, il Pd chiede la rendicontazione del cinque per mille

Il Partito Democratico chiede in un’interrogazione per avere delucidazioni sul cinque per mille destinato alle associazioni comunali. “Premesso – si legge nell’interrogazione – che l’amministrazione comunale negli anni 2009 e 2010, precisamente in data 11 maggio 2010 e 13 maggio 2009, con avvisi pubblici, invitava i cittadini magliesi contribuenti, in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi, a destinare la quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al Comune di Maglie o alle associazioni, che l’amministrazione comunale comunicava che avrebbe utilizzato tali fondi, aggiuntivi rispetto a quelli già previsti in bilancio, per interventi di promozione del benessere sociale e in particolare per incrementare le disponibilità del capitolo di spesa relativo al contributo per affitti, che annualmente viene destinato agli inquilini in particolare disagio sociale che dimostrino di avere sottoscritto un contratto registrato, che l’amministrazione comunale, confidando in un’ampia condivisione si impegnava a rendere pubblica ed esaustiva rendicontazione circa l’effettivo utilizzo dei fondi che i cittadini avrebbero inteso devolvere per migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini meno fortunati, chiediamo all’amministrazione comunale, pubblica ed esaustiva rendicontazione circa gli eventuali introiti derivati dal 5 per mille dell’Irpef devoluti dai cittadini magliesi e l’effettivo utilizzo dei fondi così come previsto dagli avvisi pubblici del maggio 2009 e 2010”. In altre parole: che fine hanno fatto questi soldi, che seppur briciole possono essere finiti nelle casse comunali? Si potrebbe parlare di briciole in effetti, perché la maggior parte dei contribuenti decide di destinare soprattutto alle associazioni, che a Maglie sono tantissime, circa una ogni duecento abitanti, tuttavia il partito Democratico vuole vederci chiaro.

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Maglie Il Pd interroga la maggioranza sul pattinodromo

Il pattinodromo mai terminato al centro di un’interrogazione per il prossimo consiglio comunale dal gruppo di minoranza del Partito Democratico. “Premesso – si legge nell’intervento – che con un bando dell’aprile 2001 la Provincia di Lecce ha cofinanziato con il Comune di Maglie un progetto per la realizzazione di un pattinodromo, attraverso un finanziamento di 600 milioni di lire, che a causa di vari problemi emersi negli anni (lesioni del cemento armato della pista, scollamento dello strato di finitura, e così via) la pista non è mai entrata in funzione causando un contenzioso tra la Provincia e la ditta costruttrice, che mancano ancora di spogliatoi e l’illuminazione, che nel 2008 Piera e Raffaella Leone dell’Accademia di Pattinaggio Artistico vincevano il bando pubblico per la gestione della struttura, che nel consiglio comunale del 23 novembre 2009 si approvava delibera con la quale l’amministrazione sbloccava finalmente l’utilizzo del pattinodromo attraverso una convenzione che avrebbe dovuto ripianare la somma di 150mila euro dovuta alla Provincia affidando la gestione della struttura mediante bando di gara a una società iscritta al Coni, che avrebbe dovuto completare i lavori di ripristino della pista l’illuminazione, gli spogliatoi, provvedendo inoltre alla manutenzione, che il Comune di Maglie in cambio avrebbe garantito alla società un contributo annuo di euro 14mila per l’accesso gratuito di 50 giovani svantaggiati per 15 anni, e considerato che la struttura è ormai di fatto abbandonata al degrado con le conseguenze che conosciamo per le continue denunce dei cittadini che risiedono nel quartiere, che c’è ancora tanta incertezza sul futuro della struttura, che i cittadini hanno il diritto di usufruire degli spazi sportivi costruiti con soldi pubblici chiediamo quali sono i motivi che impediscono ancora l’utilizzo del Pattinodromo Comunale, se e quando è stata espletata la gara per l’affidamento della struttura così come deliberato nel consiglio comunale del 23 novembre 2009, quali iniziative sono state o saranno avviate per un definitivo utilizzo, da parte della collettività, della struttura sportiva”. Una questione annosa quella del pattinodromo: sono tanti i residenti della zona, la 167, in cui è ubicato a chiedersi quando sarà utilizzato, eppure i più sono disfattisti, per molti è l’ennesima cattedrale nel deserto realizzata a Maglie.

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Attività agrituristiche e di pescaturismo: approvato il nuovo Ddl regionale

Approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefano, il disegno di legge che disciplina l’agriturismo, la pesca turismo e l’ittiturismo. Le modifiche alla Legge Regionale n.34 del 1985 erano necessarie, così come chiarito dall’assessore Stefàno. “Dopo ventuno anni – ha detto – d’interventi legislativi è divenuta ineludibile la necessità di attualizzare e modernizzare la legge”. Stefàno ha spiegato anche come oggi ci sia una nuova nozione d’imprenditore agricolo nel sistema economico e turistico pugliese. “Lo schema di disegno di legge – ha commentato – auspichiamo si arricchisca del contributo migliorativo delle associazioni di categoria, di Upi e Anci, affinché in tempi certi la nostra regione si doti di una legge largamente richiesta che ha valore strategico per lo sviluppo delle aziende e dei territori”. La nuova legge di orientamento agricolo ha introdotto una nuova categoria, le attività multifunzionali dell’impresa agricola, commercializzazione, valorizzazione, ricezione e ospitalità, normalmente inquadrate tra le attività industriali e commerciali e che ora rientrano tra le attività agricole. Cardini del decreto sono la presenza di una remunerativa attività agrituristica, l’individuazione di limiti oltre cui le caratteristiche di autentica ospitalità agrituristica si perderebbero e un’adeguata soddisfazione delle aspettative dei fruitori. Tra gli obiettivi ci sono la valorizzazione dei prodotti tipici regionali, delle produzioni di qualità e delle tradizioni enogastronomiche. Pertanto pasti e bevande delle nuove attività dovranno essere prevalentemente prodotti propri o di aziende agricole della regione, con preferenza per i prodotti Dop, Igp, Igt, Doc, Docg, a marchio “Prodotti di Puglia” e tradizionali. La novità del disegno di legge è rappresentata dall’introduzione per la prima volta in Puglia delle attività assimilate all’agriturismo, quelle svolte dai pescatori, in termini sia di ospitalità che di somministrazione dei pasti da prodotti derivanti dalla pesca. “La ratio – ha continuato Stefano – è quella di valorizzare un’attività che trova nella diversificazione del reddito dei pescatori e nella tutela e promozione delle risorse ambientali. Le due forme di turismo blu, pesca turismo (escursioni) e ittiturismo (alloggio e ristorazione) che vedono protagonisti i pescatori e le tradizioni marinare della Puglia, sono destinate a crescere rappresentando una concreta proposta di riconversione dei pescatori nel periodo di fermo-pesca, offrendo un contributo alla riduzione dello sforzo di pesca. Nostro obiettivo è disciplinare in modo organico l’esercizio, la promozione e gli interventi a favore di queste forme di attività economica che caratterizzano anche uno spicchio significativo e fortemente identitario di offerta turistica, quella rurale”.

Jenny De Cicco

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Uggiano, per l’opposizione non c’è partecipazione nell’attività amministrativa

Si è svolto il 23 ottobre in piazza Umberto I a Uggiano il comizio pubblico del gruppo di opposizione consiliare “Arcobaleno – Progetto Futuro”, capeggiato da Fernando Risolo e che ha visto l’intervento di Maria Cristina Rizzo. Il gruppo Arcobaleno ha ritenuto importate convocare la cittadinanza in piazza per informarla sull’operato dell’amministrazione, tanto da far circolare l’annuncio oltre che su Facebook, anche tramite altoparlante. Ad aprire il comizio il capogruppo consiliare d’opposizione Fernando Risolo, per esporre come, secondo il suo gruppo, la decantata partecipazione non è mai stata messa in atto dall’attuale amministrazione comunale e spiegando in modo tecnico la sua opinione sull’iter amministrativo dei finanziamenti delle opere pubbliche ricevuti nell’ultimo anno e mezzo, chiarendo la situazione sul bilancio delle casse comunali. Ha proseguito l’intervento di Maria Cristina Rizzo, ex sindaco, che ha parlato di come la maggioranza consiliare abbia scarsa capacità nel gestire alcuni servizi essenziali e la scorrettezza politica di Salvatore Piconese verso i suoi avversari politici. Il consigliere Stefano De Paola ha portato all’attenzione dei presenti gli aspetti importanti della gestione di alcuni incarichi, eseguiti legalmente ma con leggerezza e senza il coinvolgimento dei cittadini. “Il nostro gruppo di opposizione è impegnato a informare tutti i cittadini sull’operato dell’amministrazione ed è aperto alle esigenze di ognuno – ha dichiarato sulla pagina Facebook il gruppo Arcobaleno – Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a tutti quelli che ci sostengono in modo libero e spassionato”.

Jenny De Cicco

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Otranto, incontro pubblico per la “casa agli otrantini”

Un incontro presso il Don Tonino Bello di Otranto per discutere della “casa agli otrantini”. Si terrà il 28 ottobre alle 17,30 presso l’ex centro di accoglienza, l’incontro dibattito sul tema. Il progetto della casa agli otrantini è stato il cavallo di battaglia del gruppo politico che vinse le passate elezioni amministrative, la lista civica capeggiata da Luciano Cariddi. A distanza di quasi cinque anni ecco l’incontro per discutere del nuovo piano di edilizia popolare per la città rivierasca. Nell’ambito dell’attività di pianificazione territoriale avviata dall’amministrazione comunale si è stabilito di dare impulso a un programma di nuovi insediamenti da destinare all’edilizia economico-popolare. “Un problema, quello della prima casa per gli otrantini, molto avvertito e che in passato non ha trovato mai adeguata attenzione- dichiara il sindaco Luciano Cariddi -Tante le famiglie che trovano difficoltà nel realizzare una propria abitazione in cui condurre una dignitosa vita quotidiana”. Si è richiesto a quanti rispondono ai requisiti dell’edilizia economica convenzionata di voler presentare presso l’Ufficio di Piano, che coordina i lavori di redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale intercomunale, una manifestazione d’interesse affinché si riesca a monitorare con maggiore puntualità l’effettivo fabbisogno abitativo in città. Tali manifestazioni d’interesse, il cui modulo è in allegato alla news sulla home page del comune otrantino, o disponibile all’Ufficio di Piano del Comune, potranno ancora essere presentate entro il 30 novembre 2011 presso l’Ufficio Protocollo della sede municipale o inviate all’indirizzo di posta elettronica. Per discuterne insieme alla cittadinanza e agli effettivi destinatari di questo programma edilizio è stato convocato un incontro pubblico. “Ci auguriamo- conclude Cariddi – la numerosa partecipazione da parte dei cittadini interessati per poter meglio valutare e decidere le linee di indirizzo da assumere”.

Jenny De Cicco

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Nasce a Rimini Federbalneari Italia: Mauro Della Valle spiega i motivi dell’adesione

Si è conclusa il 22 ottobre a Rimini l’assemblea costituente della neofederazione Federbalneari Italia, a cui ha partecipato Assobalneari Salento, chiamata a costituire il gruppo dei soci fondatori. Mauro Della Valle, presidente di Assobalneari Salento, ha inviato una nota stampa, chiarendo le motivazioni dell’adesione a Federbalneari del suo gruppo. “La riunione – si legge nel comunicato – ha visto l’assemblea chiamata a decidere la bozza dello statuto, alla cui redazione ha lavorato una cabina di regia dei cui componenti faceva parte anche Assobalneari Salento con il proprio consulente legale Danilo Lorenzo. Federbalneari Italia ha aderito al sistema Confimprese, di cui fanno parte sessantamila piccole e medie e medie imprese di tutto il territorio nazionale. La struttura di Federbalneari sarà d’impronta federalista in cui le peculiarità territoriali avranno assoluta autonomia, consentendo una snellezza operativa e una maggiore cura alle problematiche territoriali che, come è noto, sono ben diverse in ambito nazionale. Assobalneari Salento ha creduto molto in tale progetto federalista, anche per avere maggiori possibilità di risolvere i numerosi problemi in ambito locale, non da ultimo quello della erosione costiera, piano regionale delle coste. Federbalneari Italia nasce in momento storico molto particolare per l’impresa balneare e per gli operatori del settore, come è noto è in discussione tutto il sistema che regola le concessioni demaniali marittime, in attuazione della direttiva europea servizi Bolkestein. In tale contesto, la Federazione ha espresso in maniera chiara e netta la propria linea di condotta ispirata a difendere la professionalità acquisita dagli operatori balneari e le risorse sostenute e investite sugli stabilimenti balneari. Principi che dovranno caratterizzare i riferimenti normativi di settore e che verranno portati all’attenzione del ministro Raffaele Fitto, titolare della delega e alla conferenza Stato-Regioni. La Federazione ha espresso la volontà di portare avanti una linea politica propositiva nei confronti del governo, lontana dalle polemiche fini a se stesse e orientata verso un atteggiamento che porterà la categoria a avere una voce importante al tavolo delle trattative, nella piena convinzione che lo stabilimento balneare rappresenta un vero e proprio prodotto del Made in Italy, sconosciuto in gran parte (se non nella generalità) del territorio europeo e che merita di essere difeso a ogni costo come bene e patrimonio che conferisce una peculiarità unica all’offerta turistica balneare italiana in generale e salentina in particolare”.

Jenny De Cicco

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Castro: chiesto il rinvio a giudizio per il crollo di piazza Dante

Aperta ieri l’udienza preliminare per il crollo che il 31 gennaio 2009 colpì Castro Marina. Piazza Dante fu letteralmente divisa in due, da una parte le macerie di una decina di negozi e abitazioni, dall’altra la splendida piazzetta con vista mare. Il giudice dell’udienza preliminare Alcide Maritati ha ascoltato i legali di tredici dei quindici imputati, la discussione dei due avvocati non presenti è stata rinviata al 4 novembre a causa di un difetto di notifica. Si sono costituiti parte civile una ventina residenti dello stabile, mentre non si è costituito parte civile il Comune di Castro. I lavori di ampliamento e restauro che si sarebbero tenuti nei locali, secondo gli inquirenti, avrebbero indebolito la struttura causandone il crollo. Così Giuseppe Capoccia, pubblico ministero, ha chiesto il rinvio a giudizio dei proprietari di alcuni locali nella zona interessata dai lavori, i titolari della ditta che ha eseguito gli interventi, l’ex sindaco e i componenti della commissione edilizia che autorizzò gli interventi edili. Il provvedimento contiene i nomi di coloro che potrebbero essere rinviati a giudizio, tra cui ex amministratori pubblici, proprietari delle strutture e altre personalità coinvolte nella vicenda. L´ipotesi di reato è di disastro colposo. Ai fini dell´inchiesta è stata decisiva la consulenza redatta dai docenti Amedeo Vitone e Carlo Viggiani, dall’ingegnere Fabrizio Palmisano e dal comandante dei vigili del fuoco Pietro Foderà, periti della Procura, che hanno dichiarato, dopo la ricostruzione tridimensionale tramite scanner lising, come i lavori di scavo, troppo invasivi, abbiano compromesso la staticità degli edifici.

Jenny De Cicco

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Antonio Gabellone scrive alla Regione: le misure antierosione sono urgenti

Antonio Gabellone scrive alla Regione sulla necessità di iniziative immediate e anche finanziamenti, per salvare le nostre coste. Il presidente della Provincia di lecce Gabellone ha scritto agli assessori regionali alle Opere Pubbliche e Protezione Civile Fabiano Amati, e a quello al Bilancio e al Demanio Michele Pelillo, in seguito alle conclusioni tratte dal recente tavolo tecnico anti erosione, che si è tenuto a Palazzo dei Celestini sui problemi dell’erosione costiera e al quale erano assenti rappresentanti della Regione. Nella lettera Gabellone richiama la necessità urgente di un incontro risolutivo tra tutte le parti, istituzioni, associazioni di categoria, sindacali e operatori del settore, al fine di concordare procedure utili e soluzioni concrete per la problematica dell’intero territorio costiero provinciale, anche con l’eventuale individuazione delle opportune linee di finanziamento. “La Provincia di Lecce – sottolinea Gabellone – si è tempestivamente impegnata nell’ambito del tavolo tecnico permanente a procedere a una ricognizione dello stato della costa del territorio provinciale, invitando i comuni rivieraschi a evidenziare tutte le criticità lungo la fascia costiera di pertinenza, trasmettendo eventuali studi di fattibilità e progetti già disponibili, corredati dal relativo quadro economico. Ciò al fine di favorire un intervento immediato sulla problematica che per il Salento assume triplice rilevanza: ambientale, economica e non da meno occupazionale. La Provincia di Lecce nell’ambito del coordinamento istituzionale che si è prefissata di raggiungere e alla luce degli effetti devastanti dei continui fenomeni meteo-marini, sta parallelamente proseguendo nella sua attività di monitoraggio complessivo di tutte le criticità provinciali presenti lungo la costa del Salento, sia sabbiosa che rocciosa”.

Jenny De Cicco

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Andrea Montinari: Assobalneari via da Confindustria, è una minoranza esigua

Il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce Andrea Montinari prende le distanze dalla decisione di Mauro Della Valle di separare Assobalneari da Confindustria, definendo minoranze esigue le realtà che si sono allontanate dal sistema Confindustria. Nei giorni scorsi un comunicato stampa recante la firma del presidente locale di Assobalneari Salento Della Valle annunciava la separazione dal sistema di Confindustria. L’associazione si è resa colpevole, a dire dello stesso Della Valle, di non essere intervenuta nelle vicende del piano coste regionale e sull’erosione costiera. Recentemente si è espresso sul caso Montinari, secondo il quale l’azione di Assobalneari di Lecce sarebbe da leggere in un ottica nazionale. “Assobalneari – ha detto – ha sempre mostrato atteggiamenti poco chiaro e non consono allo statuto e al codice etico di Confindustria, che aveva già provveduto a emanare, su disposizione dei probiviri, la lettera di espulsione nei confronti di Renato Papagni, ex presidente di Assobalneari Italia – Federturismo. L’allontanamento di Papagni si è reso necessario poiché, come recita la lettera di espulsione da Confindustria, durante la sua gestione sono state riscontrate ripetute violazioni dei regolamenti statutari e del codice etico di Confindustria”. In seguito alla scissione, ora esiste FederBalneari Italia che entra a far parte di Confimprese Italia-Confapi. I vertici di Confindustria non si preoccupano: la ragione la spiega lo stesso Montinari. “Federturismo – ha raccontato – vista l’esiguità delle minoranze che sono state allontanate, continua a mantenere la rappresentanza maggioritaria del settore a livello nazionale ed è interlocutore riconosciuto e accreditato presso tutte le sedi istituzionali nazionali ed europee. La separazione è un processo avviato circa dieci mesi fa, oggi propagandato come un’uscita da Confindustria Lecce e da Federturismo, da parte di una Associazione locale, che nel sistema rappresenta un unico iscritto con un solo voto”.

Secondo il presidente della sezione Turismo locale di Confindustria, Confindustria Lecce, sia a livello nazionale, sia a livello locale, si è sempre spesa per il comparto balneare, tanto che i notevoli risultati raggiunti sono il frutto dell’impegno e degli sforzi istituzionali profusi. “Assobalneari Italia – Federturismo – ha chiosato – ha invitato ufficialmente la nostra associazione in rappresentanza dei balneari salentini a partecipare alla riunione che si terrà a Rimini il prossimo 21 ottobre per la presentazione dei componenti della nuova giunta nazionale”.

Jenny De Cicco

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