Posted on 21 Ottobre 2011. Tags: Antonio Di Pietro, Aurelio Gianfreda, Francesco D’agata, Gianfranco Coppola, Giovanni Cerullo, Italia dei Valori, Luigi De Magistris, Ottorino Capocelli, politica
Da qualche giorno anche i simpatizzanti dell’Italia dei Valori hanno un punto di riferimento a Maglie. È stato infatti inaugurato giovedì scorso il nuovo circolo cittadino del partito di Antonio Di Pietro nella sede provvisoria messa a disposizione dalla Libreria Universal Studium. Erano presenti il coordinatore provinciale Francesco D’Agata, il capogruppo provinciale Idv, Gianfranco Coppola e il consigliere regionale Aurelio Gianfreda che ha auspicato una svolta nella politica cittadina. “Sono molto felice – ha detto – della nascita del circolo in una città che è uno dei capoluoghi culturali del Salento. Crediamo molto in questo progetto politico confortato dai successi referendari. Maglie è in piccolo, l’Arcore salentina, per le personalità politiche di cui è espressione. Siamo convinti che il rinnovamento sia possibile anche in un centro che da decenni ha avuto una forte continuità politica”. A fare gli onori di casa i promotori Giovanni Cerullo e Ottorino Capocelli. “A Maglie – ha spiegato Cerullo – il movimento ha raccolto consensi elettorali significativi. Basti ricordare i tanti voti raccolti dalla candidatura di Luigi De Magistris alle ultime elezioni europee”. Sulla stessa linea Capocelli. “Il circolo – ha commentato – sarà una casa di vetro, l’assoluta trasparenza sarà il Dna, il motivo conduttore di qualsiasi iniziativa. Con i partiti e le associazioni presenti sul territorio avremo un dialogo franco e cortese, non subalterno, alla pari, un dialogo costruttivo prima sui problemi reali della città e poi, se ci saranno le condizioni, condivideremo una campagna elettorale per l’elezione del primo cittadino. Crediamo che il nostro contributo possa essere decisivo per avere in questa città, finalmente, un sindaco di una compagine diversa da quella che ci amministra ininterrottamente dal dopoguerra a oggi”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 21 Ottobre 2011. Tags: Antonella Cesari, Antonio Rocco Tau, Dario Massimiliano Vincenti, Giuseppe Montagna, Oronzo Chilla, politica, Raffaele Cesari, revisori, Roberta Culiersi, Valeria Leone Gabriele Bucci
La polemica sulla scelta dei revisori dei conti non si placa. La decisione della maggioranza del consiglio comunale di nominare Oronzo Chilla, Giuseppe Montagna e Antonella Cesari, non ha ben disposto i restanti consiglieri che avrebbero gradito indicare un proprio rappresentante nella terna che dovrà valutare l’andamento delle operazioni contabili del comune. Nomine poi, secondo quanto asserito dai capigruppo, che non avrebbero dovuto aver luogo secondo le usuali procedure ma in base ad un nuovo criterio, stabilito in estate nella manovra finanziaria: il collegio si deve formare attingendo da un elenco regionale di professionisti istituito appositamente. Per l’opposizione quindi la maggioranza ha agito artatamente, anticipando il rinnovo del collegio per poter operare secondo le vecchie normative. Da qui la richiesta di convocare un consiglio straordinario urgente per “procedere in autotutela alla revoca della deliberazione, anche al fine di tenere indenne l’ente da eventuali azioni o richieste risarcitorie promananti da soggetti terzi i cui interessi siano stati lesi dalla (illegittima) deliberazione”. La questione è arrivata in questi giorni in commissione Attività Produttive e Politiche Fiscali e Finanziarie: presenti oltre ai rappresentanti di diritto, cioè il presidente Dario Massimiliano Vincenti, la vicepresidente Valeria Leone e i componenti Gabriele Bucci, Roberta Culiersi e Antonio Rocco Tau, anche i capigruppo della minoranza che hanno confermato le loro perplessità per le procedure seguite dal consiglio al momento delle nomine. Il confronto si è concentrato sull’opportunità o meno di avere un parere sulle nomine da parte dello stesso presidente dei revisori, Oronzo Chilla sollecitato dalla commissione stessa. Per il capogruppo del Pd, Raffaele Cesari si sarebbe trattato di un passaggio significativo. Il presidente Dario Massimiliano Vincenti, dopo aver accettato di far votare la proposta (respinta per tre voti a due), ha voluto confermare la sua contrarietà: in primo luogo ripetendo quanto spiegato nei giorni scorsi in un articolata risposta tecnica sull’impossibilità di procedere alla nomina con il sorteggio e in secondo luogo perché la richiesta di Cesari poteva apparire di natura esclusivamente politica e utile solo per riaccendere ancor di più la polemica.
Maurizio Tarantino
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Posted on 20 Ottobre 2011. Tags: finanziamento a fondo perduto, muretti a secco, Regione Puglia
Approvato il bando per la presentazione delle domande di aiuto relative al ripristino dei muretti a secco nel territorio pugliese. 26,5 milioni di euro previsti come finanziamento a fondo perduto a chi ne farà richiesta avendone titolo. I muri a secco sono come vene del territorio, che idealmente e fisicamente uniscono il Salento. Tesori preziosi e scrigni della memoria storica della civiltà rurale leccese. Probabilmente furono le prime costruzioni erette su questa terra di sassi. Rocce ammucchiate ai margini di un campo, sorsero così i primi argini di pietre, per necessità e come limite dei campi. Un’arte secolare tramandata da padre in figlio, u paritàru nel tempo ha costruito i muretti a secco. Il bando scade il 28 ottobre prossimo. L’azione della Regione è finalizzata a salvaguardare e migliorare il paesaggio agrario e a conservare elementi naturali e seminaturali in grado di promuovere il mantenimento delle capacità d’autoregolazione degli agroecosistemi regionali, quali i muretti a secco, ossia elementi in grado di filtrare, tamponare e conservare la qualità dell’ambiente e, più nel dettaglio, salvaguardare l’attività degli organismi vegetali e animali che vivono negli agroecosistemi dei muretti a secco, in quanto aree rifugio per i nemici naturali dei parassiti delle colture. L’obiettivo operativo e l’azione è quello di sostenere le spese legate a investimenti di ripristino dei muretti a secco già esistenti. Sono esclusi dagli aiuti la costruzione di nuovi muretti e i tratti di muretti a secco ripristinati con il beneficio degli aiuti comunitari previsti dalle misure agroambientali del Psr Puglia 2000-2006 e dal Psr Puglia 2007/2013. I beneficiari dell’azione sono gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese agricole della Ccciaa che, in base a un legittimo titolo di possesso, conducono aziende agricole ricadenti nel territorio pugliese. Sono ammessi a finanziamento interventi finalizzati al ripristino dei muretti a secco preesistenti, i beneficiari avranno l’obbligo di rispettare la natura dell’opera originale, completare il ripristino entro 24 mesi da recepimento del finanziamento, realizzare almeno il 50% dell’opera, pena la decadenza totale dell’aiuto. La misura minima dell’opera su cui investire dovrà essere di 200 metri lineari a livello aziendale e comunque per una volumetria di intervento non inferiore a 100 metri cubi. Gli investimenti oggetto di finanziamento devono essere mantenuti in efficienza e nel rispetto della loro destinazione d’uso per una durata di 5 anni dalla data di liquidazione del saldo dell’aiuto concesso. L’aiuto pubblico concedibile è pari al 100% del costo totale sostenuto per il ripristino dei muretti a secco.
Jenny De Cicco
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Posted on 20 Ottobre 2011. Tags: raccolta firme, ricerca idrocarburi, trivellazioni nel basso adriatico
Inviato a Roma il plico contenete le quasi 3mila firme per bloccare le trivellazioni alla ricerca di idrocarburi nel Basso Adriatico. Le firme sono destinate al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e al ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan. Si tratta di 26 pagine di allegati con l’elenco delle firme dei cittadini italiani che si oppongono alle trivellazioni. Le firme ieri sera erano a quota 2766, ma la campagna non si ferma. Un segnale forte di sensibilizzazione civica e coinvolgimento attivo nella tutela del territorio, come evidenziato dalle numerose campagne ambientaliste di questi mesi, contro l’eolico selvaggio o ancora, contro la cantierizzazione di Porto Miggiano. Già nel dicembre del 2010 alcuni sindaci di località potenzialmente d’interesse per eventuali estrazioni, come Otranto, si riunirono a Ostuni per sottoscrivere un documento da inviare al ministro Prestigiacomo. I sostenitori dell’iniziativa fanno riferimento a una legge, che consente a ogni cittadino italiano di presentare in forma scritta le proprie osservazioni sui progetti sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale e ai sensi del trattato di Aarhus, il quale afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante. Una curiosità: il primo della lista è Marcello Gaballo, neretino, dopo di lui sono arrivate le sottoscrizioni in rete di residenti in ogni parte d’Italia, con firmatari belgi, dalla Francia, dalla Germania, inglesi, dall’Olanda e persino americani. Obiettivo: scongiurare le ispezioni sismiche con la tecnica dell’air gun a 25 chilometri dalla riva e la possibile installazione di pozzi estrattivi a quanto si sa, dovrebbero essere pochi e qualitativamente scarsi.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Ottobre 2011. Tags: assobalneari, Della Valle, erosione costiera, Piano Regionale delle Coste, Prete, Sib
Approvato nei giorni scorsi il piano regionale delle coste. Insorgono però Sib e Assobalneari che lo definiscono restrittivo, un passo indietro del settore economico pugliese. Il piano è stato approvato nei giorni scorsi dall’assessore al Demanio Michele Pelillo, uno strumento per la tutela del territorio e d’indirizzo per i 67 comuni costieri, che in 4 mesi dovranno ridefinire i piani comunali. Il Sib, Sindacato italiano Balneari considera “restrittive e non rispondenti alle esigenze della categorie le scelte compiute” e intima iniziative legali. “Non è stato un lavoro facile – spiega Pellillo – la Puglia conta ben 970 chilometri di costa. Avremmo potuto abbreviare il cronoprogramma regionale affidando ai comuni la Valutazione Ambientale Strategica, ma abbiamo preferito offrire ai comuni un lavoro completo”. Cosa prevede il piano regionale delle coste? D’ora in avanti saranno i comuni a decidere quali e quanti chilometri saranno destinati alla balneazione. Di questi un massimo del 40% sarà per gli stabilimenti privati, il 60% sarà destinato a spiaggia libera così suddivisa: con servizi 24% massimo e libera senza servizi 36%. Le motivazioni per la definizione delle percentuali, come spiegato dall’assessore al Demanio, sono state il raggiungimento di un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela all’ambiente, gli interessi dei cittadini e gli interessi di chi vuole utilizzare la costa. “Servono risorse per garantire la salvaguardia dei litorali e spesso non ci sono o sono limitate- prosegue Pelillo – Il governo, nel maggio 2010, approvò il cosiddetto federalismo demaniale, che passava la proprietà delle coste alle regioni. Un diverso regime di canoni ci permetterebbe di reperire risorse dedicate alla lotta all’erosione, senza utilizzare solo i fondi europei. I canoni poi potrebbero essere differenziati tra stabilimenti che incassano cifre a sei zeri per stagione e stabilimenti che sopravvivono appena”. Attualmente i canoni delle concessioni demaniali permettono d’incassare 10 milioni di euro, 9 milioni vanno allo Stato, e un milione viene suddiviso tra la Regione e i comuni. Alfredo Prete, vice presidente nazionale del Sib, ha contestato il piano. “Il modello proposto – ha detto – è estraneo non solo alla realtà pugliese ma, soprattutto, alle esigenze di una balneazione moderna e di qualità, realizzato su criteri riduttivi e limitativi delle aree concedibili (cento metri di lunghezza massima concessi senza considerare la profondità della spiaggia, escludono numerosissime porzioni di demanio e soprattutto dei manufatti destinati ai servizi, ndr). Siamo pronti a utilizzare anche la via giudiziaria per contrastare il piano”.
Interviene anche Assobalneari con Mauro Della Valle, che definisce il Prc “una delle pagine più buie non solo per chi fa impresa turistica e balneare nella Regione Puglia, ma anche per i più elementari principi di democrazia e partecipazione”. “Il Prc, così com’è, rappresenta una mortificazione per l’impresa balneare e turistica, è già vecchio – afferma il presidente di Assobalneari – si basa su studi assolutamente parziali effettuati a distanza di alcuni anni, senza tener conto dei fenomeni che hanno sostanzialmente modificato l’assetto della nostra costa, come quelli interessati da fenomeni di erosione. Il contenuto del piano delle coste approvato rappresenta un freno allo svolgimento della impresa turistica, un impedimento e un freno alla competitività”. E promette una dura battaglia legale.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Ottobre 2011.
“La scelta ai cittadini”. Con un manifesto dal titolo emblematico, apparso sui muri della città nei giorni scorsi, il circolo del Partito Democratico “Angelo Rausa” di Scorrano ha deciso di rilanciare con forza l’idea di passare attraverso la consultazione popolare per designare chi dovrà concorrere per la carica di primo cittadino. “Il Partito Democratico di Scorrano – si legge nel manifesto – ritiene che l’individuazione del candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni comunali della prossima primavera debba avvenire con le elezioni primarie. Questa scelta, di principio e di obiettivo, si propone di dare voce ad un’aspettativa diffusa che chiede di essere ascoltata. E invero, questo percorso è da intendersi non come il semplice strumento di individuazione di una candidatura, ma come la costruzione di un nuovo cantiere programmatico della coalizione aperto al contributo di tutti i cittadini e delle associazioni presenti sul territorio”. Per il Pd scorranese c’è un altro vantaggio nella passare attraverso la selezione che si compie con le elezioni primarie: si tratta di un metodo “che consentirebbe di mantenere ben salda l’attuale compagine di maggioranza e prevenire eventuali ‘mal di pancia’ o, peggio, defezioni che una politica troppo inquinata da individualismi, tatticismi, prudenze e calcoli potrebbe portare. Quindi le primarie non come uno scontro tra partiti o fazioni, ma come una competizione virtuosa e leale tra candidati che proporranno la proprie sensibilità e il proprio metodo all’interno di un perimetro comune e condiviso, non la corsa solitaria di aspiranti leader ma una esperienza plurale di cittadinanza attiva”. La segreteria cittadina rimane comunque a disposizione di quanti, partiti o cittadini, intendano partecipare a questo percorso.
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Posted on 19 Ottobre 2011. Tags: associazioni ambientaliste, Energie rinnovabili, Forum Salento, impianti fotovoltaici, moratoria
Le associazioni ambientaliste salentine fanno sentire la loro voce andando contro il condono sulle energie rinnovabili. Ma sono a sostegno della proposta di moratoria richiesta, tra gli altri, anche da Confindustria. I firmatari di una nota alla stampa sono il Comitato Nazionale contro il Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, la Rete di Salvaguardia del Territorio, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino di Maglie, il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento. Attualmente, viene attuata una forte incentivazione che porta solo disordine in termini di crescita del territorio. “Ѐ molto grave – si legge nella nota alla stampa – che il vigente sistema di incentivazione consenta e spinga i portatori di interessi puramente speculativi a devastare e distruggere l’ambiente, i territori, la natura e i paesaggi che tanta importanza hanno per un settore chiave dell’economia italiana come il turismo”. Gli ambientalisti chiedono quindi più controlli su progetti di eolico e fotovoltaico, in particolar modo per quelli industriali e la conseguente procedura di smantellamento per quegli impianti che risultano illegali. Chiedono anche sia che il governo centrale che garantisca e incentivi gli impianti fotovoltaici a norma, fabbricati con materiali non tossici e installati sui tetti degli edifici di recente costruzione, sia che si vieti l’installazione delle pale eoliche o di impianti fotovoltaici realizzati sia in mare che sulla terra ferma. “Solo l’idea di un volgare condono – si legge ancora – ci indignerebbe come cittadini di uno stato che voglia ancora dirsi uno stato di diritto”. L’associazione Forum Salento afferma inoltre che solo dopo aver saturato la potenzialità dei tetti si potrà tornare a valutare a livello governativo di cosa ha ulteriormente bisogno il paese in termini energetici da fonti rinnovabili.
Alessandro Conte
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Posted on 19 Ottobre 2011. Tags: Ato Lecce 2, Ettore Caroppo, Silvano Macculi
Il sindaco di Minervino di Lecce, Ettore Caroppo, non ci sta alle accuse rivolte al compagno di partito e presidente Ato 2, Silvano Macculi e reagisce. “In questi giorni – commenta Caroppo – abbiamo assistito silenziosamente a vari interventi da parte di personaggi politici su giornali e televisioni locali. Ieri, l’ennesimo attacco e l’ennesima offesa nei confronti del consorzio. Si è così rotto un silenzio che ci si era imposti, perché ritenuto più funzionale agli interessi dell’assemblea dei Sindaci che compongono l’Ato Le2, e finalizzato solo a consentire di ritrovare la serenità necessaria ad affrontare la continua emergenza sul fronte della gestione dei rifiuti cui, da anni, scelte straordinarie adottate da soggetti lontani dal territorio ci hanno costretto. Un’offesa dietro l’altra, nei confronti non solo del presidente Macculi, non solo del CdA , tra l’altro composto anche da professionisti ascrivibili al centrosinistra, ma soprattutto offese gratuite nei confronti dei sindaci che hanno il torto di non aver sottoscritto un documento che in assemblea è stato letto e proposto e a cui sono state fornite, punto per punto. Ancora oggi, purtroppo, leggo che per puro spirito di salvaguardia degli interessi pubblici, si fa per dire, si stanno scomodando addirittura due ministri”. Caroppo ha ritenuto inopportuna anche l’interrogazione presentata da Teresa Bellanova. “Carissima onorevole – scrive – il presidente Macculi gode la fiducia di tutti i sindaci perché nessuno ha chiesto il voto di sfiducia. A fronte dei 15 sindaci di centrosinistra a cui fa riferimento, fanno da contraltare più del doppio di sindaci che hanno preferito continuare a tutelare gli interessi dei propri cittadini”. La lettera prosegue definendo l’atteggiamento della Bellanova offensivo, atto a strumentalizzare l’Ato per obbiettivi politici. “Ricordo a Bellanova che è del tutto fuori tempo massimo. Le interrogazioni, infatti, andavano fatte mesi se non anni fa, e magari indirizzate al presidente regionale Nichi Vendola prima che ai ministeri, dal momento che l’attuale situazione è la conseguenza della politica regionale sui rifiuti che, con semplici ordinanze, ha adottato atti e contratti con aziende private, senza gare pubbliche, portando il costo per lo smaltimento di 1 tonnellata di rifiuto da 38 a 133 euro. Potrà, inoltre, verificare la bontà dell’azione che il presidente Macculi ha saputo condurre in questi anni garantendo il buon funzionamento dell’Ato senza creare difficoltà alle popolazioni, oltre che a garantire un avanzo di gestione di oltre 400mila euro”. Caroppo condanna anche la sindaco Ada Fiore, rea di non aver partecipato all’assemblea dell’Ato, risultando poco credibile rispetto agli argomenti che ha sottoposto alla firma dei sindaci di centrosinistra. Secondo Caroppo, chi non ha partecipato alle assemblee Ato, critica anteponendo gli interessi di partito e delle proprie segreterie politiche ad una strumentalizzazione dei problemi che fino ad oggi l’Ato ha saputo affrontare e risolvere. “Oggi più che mai – conclude – le Ato sono indispensabili per garantire massa critica contro il monopolio degli impianti di smaltimento. Ritengo, infatti, che più che la Corte dei Conti servirebbero regole che diano più potere ai sindaci e alle Ato da essi rappresentate”.
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Posted on 19 Ottobre 2011. Tags: assobalneari, Confindustria, Mauro Della Valle
l presidente di Assobalneari Salento, Mauro Della Valle, annuncia la fuoriuscita dal sistema Confindustria e l’adesione alla Federazione Italiana Balneari. Le motivazioni dell’uscita dal sistema di Confindustria lo spiega lo stesso Della Valle, in un comunicato. Si è trattato di una scelta “a lungo meditata” che “ha assunto i caratteri della definitività, in considerazione della scarsa attenzione prestata dal sistema Confindustria alle problematiche della categoria balneare che proprio in questo momento meritano una grande attenzione, considerate le rivoluzioni in atto e la procedura di infrazione della Comunità Europea in materia di durata delle concessioni demaniali”. Della Valle prosegue richiamando l’attenzione sull’ultima assemblea tecnica in provincia, in cui risultò assente la Regione Puglia. “Analogamente scarso – dice – è stato il supporto della struttura territoriale che non ha mai inteso prendere posizione in merito a problematiche di rilevante importanza territoriale come l’approvazione del Piano Regionale delle Coste e il gravissimo fenomeno dell’erosione costiera: il mutismo e l’indifferenza più assoluta è stata l’unica voce di Confindustria Lecce”.
Secondo Mauro Della Valle a caratterizzare la vicenda e a spingere ulteriormente nella rottura con Confindustria sono state “la struttura territoriale assolutamente inerte di fronte ad ambigue situazioni che vedevano soggetti contemporaneamente membri direttivi di Confindustria e titolari di ruoli rappresentativi in Confcommercio”. A seguire il presidente nella scelta di confluire nella Federazione oltre cento soci, con oltre mille imprese italiane, anc’esse dimissionarie da Confindustria Italia, in una grande federazione italiana di balneari denominata, per l’appunto, Federbalneari Italia. “Tale nuova importante realtà associative – conclude Della Valle – ha i numeri e le professionalità per meglio rappresentare le necessità della impresa balneare che ha ormai assunto un ruolo importante nella economia salentina e nazionale”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Ottobre 2011.
La polemica sull’Ato Le2 non si ferma e approda in Parlamento e alla Regione Puglia. L’onorevole Teresa Bellanova del Pd ha presentato un’interrogazione al ministro degli Interni Roberto Maroni e al ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, per richiederne l’intervento e la verifica di quanto emerso nella vicenda Ato Le2. Nella polemica si è inserito anche il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro, il quale ha chiesto la soppressione delle Ato in quanto centri di potere e di clientelismo.
“Quando si parla di gestione delle risorse pubbliche – scrive la Bellanova – la parola d’ordine deve essere trasparenza. Il consorzio ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico e pertanto dovrebbe obbligatoriamente attenersi nella predisposizione e approvazione degli strumenti finanziari e contabili a quanto dettato dal decreto legislativo 267 del 2000. Credo che su questo si debba chiedere obbligatoriamente chiarezza. A mio avviso, non si può derubricare questa richiesta come un fatto puramente personale, a maggior ragione quando il sindaco di Corigliano d’Otranto fin dal lontano 26 aprile 2010 ha denunciato approssimazione nel programmare e organizzare la gestione del servizio di igiene urbana, dimettendosi dalla carica di vice-presidente, diffidando Silvano Macculi e chiedendo insistentemente, sino a oggi, un’azione di controllo sull’operato del consorzio. L’ambito dell’organizzazione, gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani è un settore particolarmente delicato che interessa l’intera collettività, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della salute, sia dal punto di vista prettamente economico, rispetto al quale sarebbe buona prassi mantenere un alto livello di vigilanza. In merito a un tema così rilevante, dunque, ritengo non sia consentito porre in deroga i principi di legalità, trasparenza e controllo dell’operato di tutti coloro che sono preposti ad assicurare un servizio alla comunità. Ecco perché ho deciso, nel rispetto di tutti i cittadini facenti parte dell’Ato Le2, di porre la questione direttamente sui tavoli ministeriali”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Ottobre 2011. Tags: ATO LE/2, Emergenza rifiuti, lecce provincia
La polemica sulla gestione Ato Le2 approda in Provincia, con una richiesta d’ordine del giorno delle opposizioni per il prossimo consiglio. Silvano Macculi aveva visto nella richiesta di dimissioni dei 15 sindaci una vicenda politica, e aveva chiamato in causa il buco di 7 milioni di euro della gestione di Lorenzo Ria alla Provincia di un po’ di anni fa. Ria è legato sentimentalmente ad Ada Fiore, il sindaco che ha ideato la lettera con la richiesta di dimissioni. “Il tentativo di personalizzare la richiesta di dimissioni – ha commentato Fiore – riportandola alla sua posizione in merito al presunto buco della Provincia, appare come l’estremo tentativo di un naufrago in cerca dell’isola che non c’è. È mai accaduto che nel vostro comune abbiate approvato nello stesso pomeriggio bilanci preventivi e consuntivi di anni diversi sia di giunta che di consiglio? E senza il parere dei Revisori dei Conti? E perché alla richiesta legittima di documenti si risponde solo con una convocazione urgente di Cda e assemblea? È veramente tutto in regola se il presidente dell’Ato Le2 conferisce incarichi al presidente dell’Ato Le 1 (Gianni Garrisi, assessore all’ambiente di Lecce e avvocato di fiducia dell’Ato Le2, ndr) e che a liquidare sia lo stesso responsabile del Comune di Lecce (Fernando Bonocore) dove il presidente dell’Ato Le1 è assessore? L’approvazione con un atto di forza politica, che il presidente ha voluto compiere, è una ferita profonda a tutti i cittadini e al territorio dell’Ato Le2, immolato e sacrificato solo in nome di un carrozzone politico che si auto-alimenta di incarichi e parcelle discutibili. il presidente accolga il nostro appello alle dimissioni”. Marco Bramato, vicesindaco di Sannicola, anch’egli firmatario della lettera, ha sostenuto Fiore. “Il consorzio, alla sua costituzione, ha scelto l’applicazione del regime contabile pubblico – ha detto – e pertanto, dovrebbe attenersi a quanto dettato dal testo unico degli enti locali. All’assemblea del 26 gennaio 2010, seppur con riserve, approvammo tutto in sanatoria, senza omettere la mancata nomina del collegio dei Revisori dei Conti. Macculi s’impegnò in prima persona a sanare, quanto prima, la grave mancanza. A quasi due anni si ripresenta in assemblea per approvare bilanci e rendiconti senza aver ottemperato all’impegno assunto. A Macculi, come a quei 27 sindaci sento di dire che la legge non si interpreta, si applica”. Pd, Idv ed Udc hanno trasmesso una richiesta di ordine del giorno in Provincia, da inserire in un consiglio da convocare per chiarire la vicenda. I firmatari chiedono l’intervento di Gabellone sulla situazione dell’Ato Le 2. Per i consiglieri, la gestione del consorzio è stata fallimentare: solo alcuni giorni fa l’Ato ha approvato i bilanci di previsione degli anni 2010-2011 ed i rendiconti di gestione degli anni 2009 e 2010, l’intervento di Gabellone sarebbe necessario per ripristinare una gestione corretta e per rimuovere qualsiasi tipo di conflitto d’interesse tra assessorato provinciale e presidente dell’Ato Le2.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Ottobre 2011. Tags: Provincia di Lecce, Regione Puglia, Serenella Molendini
Serenella Molendini, consigliera di parità della Provincia di Lecce e della Regione Puglia, si dimette. E lo fa con una lettera di ringraziamento per il sostegno ricevuto in questi anni e per il lavoro svolto.
La Molendini ha comunicato al presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone la volontà di abbandonare il suo incarico di consigliera provinciale. Il ruolo di consigliera regionale le impedisce di seguire come vorrebbe il suo ruolo nel Salento. “Con la presente intendo rassegnare formalmente le dimissioni da Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, a partire dalla data del 17 ottobre – scrive nella missiva – “Ritengo necessario dedicarmi con il massimo impegno a un solo incarico: quello di consigliera regionale e la consigliera supplente Alessia Ferreri potrà con competenza reggere l’ufficio sino alla nomina della nuova consigliera effettiva. L’incarico regionale è molto gravoso (la nostra Puglia è bellissima ma molto lunga) e intendo dedicarmi a esso con lo stesso impegno con il quale ho cercato di svolgere nel migliore dei modi il compito di consigliera provinciale. Sono stata orgogliosa di aver ricoperto in questi lunghi sette anni il ruolo di Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, provincia nella quale sono nata e so di essermi sempre battuta al limite delle mie possibilità per dare dignità e forza alle nostre donne. Non potrò dimenticare questi anni di lungo e intenso lavoro, di collaborazioni concrete e vere, di condivisione, strutturazione, riorganizzazione di idee percorsi e azioni, sempre scevre da partigianeria e ideologizzazione, che hanno saputo dare concreta ed efficace risposta ai bisogni delle donne della nostra provincia. Con questo spirito cercherò sempre, pur nella differenza dei luoghi e delle posizioni, di operare per il bene del Salento e delle donne che ci vivono, restando amica e vicina alle donne della mia provincia, alla quale sono profondamente legata. Lavoro, parità, democrazia, differenza, rete, sapere, rispetto, dignità, libertà: sono parole che mi hanno guidato in questi anni da Consigliera di Parità provinciale e che mi auguro possano servire da trama per il futuro delle donne di questa provincia”.
Jenny De Cicco
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