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Coppola è il nuovo sindaco di Tricase

Palazzo Gallone ha il suo nuovo inquilino, che reggerà l’amministrazione della città di Tricase, si spera, per i prossimi cinque anni.
Tricase, infatti, dopo due esperienze di colore politico diverso, terminate entrambe prima della scadenza naturale del mandato e seguite da due commissariamenti, ha adesso bisogno di stabilità politica.
Il responso delle urne, dopo il secondo turno del 20 e 21 maggio scorsi che ha registrato un’affluenza pari al 62,7%, ha decretato la vittoria di Coppola.
Un ritorno alla guida di Tricase per Antonio Coppola, alla sua quarta candidatura da primo cittadino, già sindaco dal 2001 al 2007 e sostenuto in queste amministrative da una coalizione composta da Pd, Sel e dalle due liste civiche Per Tricase con Coppola e Per la terra di Leuca con Coppola.
Dopo un emozionante testa a testa, che fino alle 16 su due terzi delle schede scrutinate vedeva i due avversari attestarsi sul 50% delle preferenze degli elettori, Coppola ha chiuso definitivamente la partita, conquistando il 50,7% dei consensi, pari a 4853 preferenze, con uno scarto di soli 135 voti.
Al primo turno Coppola aveva raggiunto il 35,72% delle preferenze, con un vantaggio di 252 voti sull’avversario Dell’Abate.
Già nei prossimi giorni il neoeletto sindaco dovrà provvedere alla nomina degli assessori che andranno a formare la nuova giunta, impegnata a dirimere le numerose problematiche relative ai punti programmatici proclamati durante tutta la campagna elettorale.
Molti sono, infatti, i problemi storici di Tricase, a partire da un’economia che versa in una situazione a dir poco drammatica, se si pensa alla realtà del calzaturificio Adelchi, che il 16 marzo 2009 ha registrato il suo ultimo giorno di lavorazione.
Altrettanto problematica la questione del Pug (Piano Urbanistico Generale), accanto a quella della riqualificazione dei centri storici delle frazioni, che andrebbero inseriti all’interno di un’opera di salvaguardia e valorizzazione delle risorse del territorio.
Da affrontare anche la questione della valorizzazione della zona del porto e della sua messa in sicurezza, per non parlare del dramma Acait, di cui non si può non tener conto nel futuro amministrativo di Tricase.
Il nuovo inquilino di Palazzo Gallone promette, quindi, azioni improntate ad un’attenzione per i bisogni della comunità, in una visione partecipata e condivisa della politica, e interventi atti a favorire l’incremento di servizi sociali adeguati alle esigenze della collettività e la valorizzazione delle risorse ambientali e strutturali del territorio.

Antonella Cazzato

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Uggiano: tra pace e riqualificazione procede il cammino amministrativo

Uggiano la Chiesa continua il proprio impegno come città della Pace con iniziative sulla legalità e sociali, ma anche sul fronte della riqualificazione urbana della zona popolare.
Tra i mezzi favoriti dall’amministrazione uggianese certamente c’è la rete ed in particolar modo i social network, il giovane sindaco Salvatore Piconese annuncia a mezzo post di Facebook la partecipazione del proprio comune a vari eventi, tra i quali il gran finale delle “Olimpiadi dell’amicizia 2012”.
Conclusi i giochi e le attività pratiche, i partecipanti si sono incontrati il pomeriggio del 17 maggio alla presenza del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, del responsabile nazionale Unicef del progetto “Città Amiche dei Bambini” Christopher Baker, della presidente del comitato provinciale Unicef di Lecce Giovanna Perrella, nel castello Angioino a Copertino, per chiusura delle Olimpiadi e per il raduno dei consigli comunali dei ragazzi della provincia di Lecce, ai quali ha preso parte anche il comune nell’hinterland idruntino tramite una propria delegazione.
Per quanto riguarda la riqualificazione della zona Pip, il sindaco è stato presente a Bari la scorsa settimana per il finanziamento delle opere di urbanizzazione. “Si concretizza un lavoro politico e si raggiunge un altro obiettivo di modernizzazione del territorio – dice Piconese – Intanto da due giorni Enel sta eseguendo i lavori di ‘elettrificazione’ dell’area”. Nella zona si possono finalmente vedere la strada e le soste verdi con panchine ben illuminate, tramite moderni pali con luci a Led, che donano alla zona un aspetto pulito e futuristico, sono stati anche terminati i lavori per la creazione dei dossi e dei marciapiedi, per la sicurezza dei pedoni.
“Abbiamo ottenuto il finanziamento di circa 600 mila euro per le opere di urbanizzazione della zona pip – ha concluso il sindaco parlando della riqualificazione – porteremo nei prossimi mesi acqua, fogna, viabilità, illuminazione e apertura di nuovi lotti. Un ulteriore processo di modernizzazione del territorio e un altro obiettivo raggiunto”.

Sul fronte delle politiche della pace, venerdì 18 è stato convocato il consiglio comunale della cittadina e tra i punti all’ordine del giorno figuravano anche il sostegno al popolo Saharawi (“sahariano”, traslitterazione scientifica sahrāwī, ossia “Sahara” ) e iniziative per sostenere la richiesta di liberazione di Rossella Urru. “Ho presentato (primo firmatario) in Provincia di Lecce l’ordine del giorno per la liberazione della Urru. Affinché anche da Palazzo dei Celestini parta l’impegno e la mobilitazione per la giovane pacifista italiana” – ha detto il sindaco nei giorni passati.

“Il nostro commino prosegue, – ha dichiarato l’assessore alle politiche della pace, Vincenzo Sisinni – Oggi abbiamo fatto due passi in avanti, approvando all’unanimità due punti all’ordine del giorno del consiglio comunale molto importanti”.
Purtroppo la speranza per la liberazione della giovane volontaria sarda ha lasciato spazio al lutto, anche Uggiano ha aderito al lutto regionale per la morte violenta della giovane studentessa brindisina a causa dell’ordigno esploso nei pressi della sua scuola “Il mio Comune ha le bandiere a mezz’asta. In segno di lutto per la morte della giovane Melissa. Abbiamo rinviato la conferenza stampa del mio Comune per la liberazione di Rossella.
L’attentato terroristico e mafioso di Brindisi è un atto disumano e inaccettabile per uno Stato democratico”.
Per finire l’amministrazione uggianese invita la cittadinanza a partecipare al prossimo incontro sulla presentazione dei dati Istat 2007-2011 riguardanti il turismo, il 24 maggio presso la biblioteca comunale di Casamassella alle 18,30.

Jenny De Cicco

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L’assessore Toma esorta Vendola: “Presidente, metta a disposizione le risorse per la formazione professionale”

L’assessore provinciale alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro, Ernesto Toma, attacca in un comunicato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. I punti chiave riguardano, in particolare, i ritardi per lo stanziamento dei fondi messi a disposizione per la formazione professionale.
L’assessore Toma parte subito all’attacco di “un governatore che si diletta quotidianamente a vestire i panni di leader nazionale di un partito, trascurando totalmente i compiti che ha il dovere di svolgere, per i cittadini pugliesi, in qualità di Presidente della Regione”.
“È giusto concentrarsi sui fondi Cipe – afferma Ernesto Toma – ma è alquanto strano che il presidente Vendola trascuri le esigenze impellenti della Regione.
Cosa risponderebbe il Presidente qualora qualcuno, per esempio l’assessore alla Formazione professionale e Politiche del lavoro della Provincia di Lecce, ponesse a lui quesiti di egual portata? Quale sarebbe la risposta all’interrogativo circa i fondi della formazione professionale in Puglia?”.
“La Provincia di Lecce – continua – ha pubblicato nel novembre 2011 i bandi relativi alla formazione professionale, ha valutato i progetti pervenuti, pubblicato le relative graduatorie definitive e, soprattutto, fronteggiato gli innumerevoli giusti solleciti da parte degli enti di formazione e dei giovani che si sono aggiudicati i tirocini formativi presso aziende del nostro territorio. Quello stesso territorio che il Presidente Vendola configura come beneficiario degli obiettivi strategici per il rilancio della Regione.
Obiettivi puntualmente disattesi!”.
Poi l’assessore concentra il suo intervento sul problema delle risorse impegnate, ma non stanziate: “Le risorse della formazione professionale sono state già impegnate, ma la Regione Puglia non le ha ancora messe a disposizione delle Province, che hanno la delega in materia. D’altronde la trascuratezza nei confronti delle Province pugliesi era già emersa quando, in occasione del tanto osannato Piano pei il Lavoro in Puglia, in fase di concertazione e di “cabina di regia”, la Provincia di Lecce non è stata minimamente resa partecipe, pur essendo il soggetto con cui quotidianamente si interfacciano i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata, i percettori di ammortizzatori sociali, i disabili, gli immigrati. Un governo regionale che non punta, effettivamente, sulle donne e gli uomini del nostro territorio, provoca inevitabilmente una società fragile, demotivata e sfiduciata verso la politica”. Subito dopo, l’assessore si concentra sull’esperienza maturata in Provincia: “L’assessorato che rappresento mi porta quotidianamente a confrontarmi con le esigenze dei cittadini della provincia di Lecce, a valutare fabbisogni specifici, a porre in essere iniziative che mirano realmente al rilancio del territorio, alla crescita, senza cristallizzarsi sulla crisi. La crescita passa attraverso la formazione professionale e le iniziative restano progetti non attuati, se le risorse non vengono messe a disposizione”.
Infine, chiude il suo intervento con un’esortazione: “Gli strumenti per le iniziative di sviluppo, caro Presidente, dovrebbe metterli a disposizione: i cittadini preferiscono le opportunità concrete a inutili condizionamenti ideologici, che rendono vano lo sforzo effettuato dall’assessorato alla Formazione professionale della Provincia di Lecce, di impegnare due annualità, per ridare slancio al nostro territorio, in un momento di drammatica crisi, qual è l’attuale”.

Alessandro Conte

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No Tap: proseguono le azioni

No Tap, la battaglia continua con un nuovo atto.
Ieri presso Acquarica di Lecce è andato in scena un nuovo atto per la battaglia ambientalista contro la Trans Adriatic Pipeline, tramite una raccolta firme contro la realizzazione dell’infrastruttura a essa connessa a circa un chilometro dal centro cittadino.
Il comitato nato da Facebook da tempo lotta per informare i cittadini e i salentini per una maggiore consapevolezza del proprio territorio e dunque di una migliore destinazione d’uso dello stesso.
Così il pomeriggio del 18 maggio, presso piazza Malta di Acquarica di Lecce si terrà un incontro informativo, sollecitato dal basso, i cittadini preoccupati vista la vicinanza della cabina di depressurizzazione di 16 ettari dovrebbe sorgere a meno di un chilometro dall’abitato, secondo quanto riportato dal progetto preliminare.

Resta confermata per domenica 27 maggio la manifestazione con corteo sul lungomare di San Foca a partire dalle 16,30.
Mentre si muovono anche le istituzioni, infatti, alle 16,30 ieri si è riunito il Consiglio comunale di Vernole per discutere i due punti sulla Tap e deliberare contro la realizzazione del gasdotto, cercando di porre il diniego delle autorizzazioni di competenza comunale sull’opera.

Ufficialmente la Tap ha raccolto le scorse settimane il parere contrario già dalle amministrazioni di Melendugno e Castrì di Lecce.

Jenny De Cicco

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Salvatore Negro interroga il consiglio regionale per il ruolo del garante dei detenuti

Qual è stato il ruolo del garante dei detenuti nei 50 giorni di sciopero della fame precedenti il decesso del 38enne Popo Virgil Cristria?
È quanto chiede il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, che torna a occuparsi del ruolo del Garante regionale dei detenuti per il quale, già agli inizi dell’anno, aveva indirizzato al governo regionale un’interrogazione senza ricevere risposta, stando a quanto riferito da Negro.
Negro afferma: “La morte del cittadino rumeno nel carcere di Borgo San Nicola pone una serie di interrogativi sulla figura e il ruolo del garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Ci chiediamo innanzitutto se il dottor Pietro Rossi è mai stato informato dello sciopero della fame a cui si era sottoposto il detenuto e se nei 50 giorni della protesta un suo intervento avrebbe potuto dissuadere il cittadino rumeno dal suo intento. L’intervento odierno del dottor Pietro Rossi, che si è detto pronto a intraprendere ogni azione utile su questa brutta vicenda, ci sembra tardivo e fuori luogo in quanto ora è di competenza della magistratura indagare sulle responsabilità dell’accaduto e non del garante a cui è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di prima accoglienza e nei centri di assistenza di assistenza temporanea per stranieri, nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti al trattamento sanitario obbligatorio. Già in occasione della morte di un detenuto nel carcere di Trani, un uomo di 33 anni costretto a vivere su una sedia a rotelle a causa di una grave malattia, avevamo inoltrato un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore al Welfare Gentile, su quello che era stato il ruolo del Garante in quella triste vicenda. Un’interrogazione che, come troppo spesso accade, non ha mai ricevuto una risposta. L’auspicio è che almeno in questa triste vicenda il governo regionale non voglia restare in silenzio e faccia chiarezza su quello che è stato e deve essere il ruolo del garante, affinché questa istituzione (che poche regioni in Italia possono vantare) abbia un’utilità e lo stesso garante sia messo nelle condizioni di lavorare realmente a difesa dei diritti dei detenuti, prevenendo il verificarsi di episodi drammatici come quello che si è consumato tra le mura del carcere salentino”.

Jenny De Cicco

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Braccia incrociate per gli operatori ecologici dell’Ato2

Niente raccolta rifiuti questa mattina nei comuni dell’Ato Lecce 2.
In rivolta gli operatori ecologici, che incrociano le braccia perché non retribuiti.
I dipendenti di Lombardi Ecologia responsabili della raccolta dei rifiuti nei 21 comuni dell’Ato 2 dichiarano lo sciopero a oltranza a partire da questa mattina, attraverso i propri rappresentanti sindacali.
Sono in 150 gli operatori che avanzano una mensilità, situazione colta al volo per manifestare i disagi risalenti fin dall’inizio del 2009, anno dell’appalto alla ditta Lombardi, a causa anche del buco di 6 milioni di euro che l’ambito territoriale Lecce 2 dove alla ditta Lombardi a causa delle morosità dei comuni nei confronti dell’ente gestito da Silvano Macculi.
I lavoratori hanno protestato sotto i portoni della Provincia di Lecce, intanto Lombardi Ecologia annuncia, per bocca dei sindacati, di non sapere quando riuscirà a liquidare i dipendenti.
Silvano Macculi invece precisa: oltre al credito di 15 milioni di euro accumulato dai comuni, altri 5 milioni e 400 mila euro non sono mai arrivati dalla Regione, Vendola ha dichiarato l’impegno a pagare l’Ato entro la prossima settimana.
Il presidente provinciale Antonio Gabellone ha telefonato alla segreteria regionale e la vertenza verrà posta anche sui tavoli della prefettura, in un incontro tra tutte le parti i causa, comuni, Ato, Provincia e Regione.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per la stagione estiva e con esso ricomincia il rimpallo di responsabilità per una situazione che si trascina avanti da anni e non vede ancora una soluzione certa.

Jenny De Cicco

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Buccoliero interviene sulle vicende di Borgo San Nicola

Critica la situazione delle carceri italiane, anche per Borgo San Nicola di Lecce.
Antonio Buccoliero, consigliere regionale, interviene sulle ultime vicende che vedono protagonista il centro di detenzione salentino: “Non posso non esprimere la mia piena solidarietà non solo ai detenuti di Borgo San Nicola, ma anche agli agenti di Polizia Penitenziaria e al personale medico per una situazione di paradossale disumanità, più volte denunciata, ma che continua a perseverare, contro gli stessi sacrosanti principi della nostra Costituzione. Conosco molto bene la situazione all’interno del carcere leccese perché da sempre accolgo gli sfoghi degli agenti penitenziari, costretti a sostenere turni massacranti. Lo stesso vale per i medici e per i detenuti, che pur dovendo pagare il debito contratto con la società per aver trasgredito la legge, non possono tuttavia subire delle torture fisiche e psicologiche causate dal sovraffollamento, dalla carenza di servizi e da mille altre difficoltà. Tutto questo va contro gli stessi obiettivi della pena, che dovrebbe riabilitare il detenuto, promuovendone il reinserimento dello stesso nella società.
Ma quale riabilitazione può esserci in chi è costretto a mortificare nel profondo la propria umanità? La morte del detenuto, dopo un lungo sciopero della fame, non può non aprire un’attenta riflessione, perché tanta lucida ostinazione nel rifiutare il cibo, addirittura anche le flebo, arrivando a strapparsi l’ago dal braccio, denuncia un bisogno disperato di essere ascoltato, che non può cadere nel vuoto. L’iscrizione sul registro degli indagati dei 18 medici di Borgo San Nicola è sicuramente un atto dovuto, ma mortifica un lavoro, che con dignità e coraggio viene portato avanti, contro ogni umana sopportazione. Così come viene mortificata la condizione stessa dei detenuti. Se non verranno attuate delle misure urgenti per arginare il sovraffollamento nei nostri istituti penitenziari e, al contempo, non verranno applicate delle politiche sociali atte a sostenere le famiglie e le fasce più deboli della nostra società, credo che la condizione nelle carceri italiane sarà, purtroppo, destinata solo a peggiorare”.

Jenny De Cicco

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Ulivi monumentali? Tutela sì, immobilismo no

Ritorna con foga il dibattito sul destino degli ulivi monumentali e la legge tutela. La Regione Puglia ha per stemma proprio un ulivo e il Salento è una delle patrie di questo tipo di coltivazione tradizionale.

Il 16 maggio, il segretario regionale Udc Salvatore Negro è intervenuto con il seguente testo nel dibattito in Regione: “I secolari alberi di ulivo che caratterizzano il paesaggio della Puglia vanno tutelati, soprattutto contro il traffico illegale di alberi monumentali. Ma ai vincoli imposti dalla legge 14 del 2007 non corrisponde un adeguato indennizzo per i proprietari dei terreni su cui vivono questi monumenti della natura che per la loro età non rendono quanto gli alberi più giovani e non permettono alle aziende agricole di rinnovarsi. Superata la fase dell’emergenza del traffico illegale occorre rivedere la legge che va adeguata alle esigenze degli agricoltori, senza voler distruggere il lavoro di quei contadini e braccianti che per secoli hanno curato il territorio. La legge attuale sottopone a vincoli paesaggistici tutta la particella su cui si trovano almeno il 60% di ulivi monumentali e quindi non ai singoli alberi secolari. Questo costituisce una diminuzione del valore del fondo su cui non si può costruire neanche un trullo, nel rispetto della tradizione, e lo stesso terreno non può essere destinato ad altra coltivazione più redditizia.
Noi siamo convinti che questi alberi vadano tutelati al pari di tutti gli altri monumenti di cui è ricco il nostro territorio, costituendo delle idonee fasce di rispetto intorno alle piante senza vincolare tutta l’area e allo stesso tempo ad un vincolo deve corrispondere un indennizzo certo. Per questo nei prossimi giorni ci faremo promotori di una modifica alla legge regionale che riconosca un indennizzo ai proprietari dei nostri monumentali alberi d’ulivo, patrimonio unico al mondo”.
Sull’argomento è intervenuto anche Il consigliere regionale Pdl Nicola Marmo, che il giorno seguente l’intervento di Negro, ha diffuso della seguente nota: “In occasione dell’approvazione della legge sulla tutela degli ulivi secolari, evidenziai sia l’eccessiva estensione dei suoi vincoli, che rischiavano di trasformare quelle che erano aziende agricole in meri musei gratuiti a cielo aperto, sia il dovere di risarcire comunque gli agricoltori sulle cui spalle gravano.
A distanza di anni, è tempo di tirare le somme del lavoro svolto, perché non si possono bloccare all’infinito e senza ristoro alcuno, in una sorta di confisca surrettizia, attività economiche che devono produrre reddito e lavoro, nell’attesa infinita di sapere se i loro ulivi, spesso soltanto marci, sono secolari o meno.
Se poi si considera che la nuova Pac prevede una drastica riduzione delle integrazioni in olivicoltura, a vantaggio proprio delle politiche per l’ambiente, ma che ambiente e paesaggio nulla rimborsano agli agricoltori che mantengono gli olivi secolari per la bellezza della Puglia, ci imbattiamo in una nuova genìa di benefattori necessitati, in mecenati obbligatori, una categoria indebitata fino al collo, ai limiti della sopravvivenza.
L’occasione è utile anche per rimarcare la necessità che la riforma in atto del mercato del lavoro non introduca –in totale incoerenza con gli impegni assunti con la Ue- ulteriori rigidità in relazione alle assunzioni giornaliere, quali quelle relative ai periodi di raccolta. Il sistema dei voucher, per esempio, non va abolito né depotenziato, ma semmai integrato con ancora maggiori flessibilità, accompagnate da un più efficiente sistema di controlli”.

Jenny De Cicco

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Una cripta potrebbe rallentare l’ampliamento della SS16

Si prevedono rallentamenti per l’allargamento della strada statale 16.

Alcune settimana fa nelle campagne giurdignanesi c’è stato un ritrovamento archeologico, quella che sembra essere una cripta edificata in onore di san Basilio. Donato Fanciullo, sindaco di Giurdignano, ha invocato l’intervento della Sovrintendenza di per valutare il da farsi.
Il giardino megalitico d’Europa s’arricchisce di un altro tesoro litico, una cripta ricadente nei pressi della direttrice dei lavori di ampliamento della Otranto-Maglie e cerca di comprendere come muoversi nei confronti dell’antico manufatto.

Fanciullo chiede chiarezza e che si accerti l’autenticità e la qualità dell’opera, perché non sia solo un pretesto per rallentare o fermare i lavori di ampliamento della statale, ma allo stesso modi per tutelare i tesori giurdignanesi come i numerosi megaliti monoliti, ma anche le cripte ipogee, numerosissime nella zona nei pressi della Valle dell’Idro, come numerosi sono gli ulivi monumentali. Il sindaco si è espresso favorevolmente nei confronti dell’allargamento della ss 16, strategica per il territorio dal punto di vista lavorativo, sono infatti numerosi i lavoratori che ripongono le proprie speranze nella cantierzzazione dell’opera, ma sono tante anche le speranze nutrite dagli amministratori dei piccoli o meno comuni affacciati sull’arteria d’asfalto, speranzosi nel miglioramento della viabilità vessata da numerosi incidenti stradali dovuti alle immissioni pericolose, come anche per un eventuale ritorno di immagine turistica per gli stessi.

Jenny De Cicco

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Bandiere Blu e petrolio nero

Bandiere Blu Legambiente in Puglia e richieste di estrazioni petrolifere.
“Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere”: è quanto riferisce in questi giorni il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, che chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per “acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque”.
Il presidente dell’assemblea pugliese si fa portavoce dell’allarme suscitato da recenti notizie e chiede se rispondano al vero. Sono quelle relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al Ministero dello Sviluppo Economico, per altri 600 chilometri quadrati, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 chilometri quadrati.
“Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali” Introna si appella alla “sensibilità istituzionale” del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un “momento di confronto” dopo le richieste di fissare una data utile per il convegno internazionale e interregionale sull’Adriatico europeo. In occasione di Mediterre, a Bari, i primi di febbraio, Clini aveva dato l’assenso a partecipare all’appuntamento che la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali aveva in progetto di organizzare a Trieste.
“L’incontro col ministro servirà a sottolineare la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque. Due linee incoerenti tra loro e inconciliabili, per una Puglia che con orgoglio vanta quest’anno la decima Bandiera Blu da issare su altre tre spiagge del proprio straordinario litorale.
Significativamente, la città che si è aggiunta aggiunge alle nove località pugliesi confermate è proprio quella Monopoli nella quale il 21 gennaio si è svolto un corteo pacifico ed entusiasta a favore dell’ ambiente e contro ogni ipotesi di aggressione dell’Adriatico, il cui ecosistema rappresenta un’insostituibile risorsa imprenditoriale per le comunità rivierasche”.

Jenny De Cicco

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Città Libera torna a parlare della nuova farmacia

Che Città Libera fosse contro la nuova farmacia a Maglie non è affatto una novità. In realtà, il movimento civico guidato da Antonio Giannuzzi in consiglio comunale, non è contrario alla creazione di una quinta farmacia, quanto la sua posizione decentrata che è stata individuata nella frazione Morigino, com’era nelle previsioni dello stesso Giannuzzi. “Com’era ampiamente prevedibile – ha commentato – sulla localizzazione della nuova farmacia, gli organi preposti danno torto al sindaco, che aveva individuato Morigino come sede. Come da me evidenziato, anche l’ASL conferma che la proposta del sindaco non garantisce un’equa distribuzione sul territorio, considerato anche l’esiguo numero di residenti nella frazione pari a solo 146 abitanti. Si aggiunga, che come ricordavo nella stessa mia nota, era necessario considerare, anche, le prospettive edilizie approvate, contenute nel Prg. A tal proposito, l’Asl ribadisce che bisogna tener conto dell’accessibilità al servizio farmaceutico da parte dei residenti nel capoluogo, sulla base delle caratteristiche urbanistiche attuali e future del territorio comunale. Sia l’Asl che l’Ordine dei Farmacisti, in sintesi, invitano il sindaco, a riconsiderare la scelta fatta”. La politica magliese è da sempre divisa su quello che è giusto fare, tenendo conto delle istanze degli abitanti della frazione, che da sempre si sentono abbandonati, cittadini di serie B. Ma questa decisione cozza contro un fatto demografico ribadito da Giannuzzi (quali guadagni può offrire una farmacia a Morigino con così pochi residenti?), e contro un’abitudine consolidata, quella dei cittadini di Morigino a fruire dei servizi offerti dalla vicina Cursi. Solo il tempo dirà comunque se Giannuzzi sarà ascoltato.

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Il Tribunale magliese deve continuare a esistere

“Il tribunale di Maglie potrà continuare ad esistere soltanto se ci sarà un’azione coordinata da parte di tutte le amministrazioni del territorio”. Il messaggio del primo cittadino Antonio Fitto è chiaro e arriva a conclusione dell’incontro che si è svolto qualche giorno fa proprio in municipio e a cui hanno partecipato i primi cittadini del mandamento magliese. Da diversi mesi si parla del fatto che la sede del Tribunale, nell’ottica della riorganizzazione nazionale degli uffici, potrebbe essere eliminata, spostando le competenze in altre località. All’interno della Provincia potrà essere attivata solo una sede distaccata oltre a quella di riferimento che sarà ovviamente a Lecce: “Per confermare la bontà della scelta di Maglie -continua Fitto- bisogna puntare sulle cifre: se si dimostra quanto sia efficace e produttivo il lavoro dei giudici magliesi non credo ci saranno difficoltà a far restare la sede in città. Occorre però che l’intero mandamento si esprima in maniera unitaria”. Un discorso simile vale anche per il giudice di pace per il quale però non sono previste sedi periferiche se non in particolari situazioni e in ogni caso a completo carico dei comuni: “Anche in questo caso -precisa il primo cittadino-bisogna garantire attraverso un coinvolgimento generale la disponibilità economica a sostenere gli uffici. Altrimenti il Ministero non darà risposta positiva”. Il sindaco Fitto comunque allontana le discussioni relative all’inadeguatezza della struttura di via Scorrano: “È un problema che non esiste perché già da tempo ci siamo mossi per trovare delle alternative valide. Dopo una prima fase in cui avevamo puntato sulla sede dell’ex Enel, edificio molto oneroso per le casse dell’amministrazione, siamo in parola con la Asl per recuperare parte degli uffici dell’ospedale Michela Tamborino. Vedremo nelle prossime settimane”.

Maurizio Tarantino

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