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Un’amministrazione non attenta ai bisogni dei cittadini

Conosciamo tutti gli episodi che hanno caratterizzato il problema “scuole comunali” durante lo scorso anno scolastico 2009/2010 e conosciamo le preoccupazioni dei genitori, che hanno seriamente temuto per l’incolumità fisica dei loro figli. La lentezza con la quale i lavori hanno proceduto e continuano a procedere è intollerabile ove si consideri che il problema viene dal passato e si è aggravato sotto l’amministrazione Cariddi. Quest’ultima, malgrado si sia impegnata a trovare una soluzione, e fatto promesse a cittadini e docenti, non l’ha ancora risolto del tutto e, per giunta, continua a sottovalutare la necessità di progettare con una visione d’insieme il sistema scolastico cittadino.
Un giro nelle scuole comunali è l’occasione per comprendere in che condizioni versano gli edifici che accolgono gli alunni otrantini.
La scuola elementare ha perso le sue pensiline in seguito ai lavori di demolizione fatti in passato e dall’esterno oggi si presenta come il rudere di un edificio dopo un bombardamento. il Sindaco dice che non è necessario ricostruire le nuove pensiline visto che presto i ragazzi delle scuole elementari saranno trasferiti nel nuovo plesso presso la scuola Aldo Moro.
La palestra, inagibile e transennata, su un lato mostra i segni del cedimento statico che l’ha fatta sprofondare.
Le scuole medie hanno finalmente ritrovato la loro funzionalità dopo i cedimenti avvenuti l’anno scorso, sono in corso i lavori di costruzione di 6 nuove aule, ma attualmente quei lavori sono fermi a prima di Natale, in barba all’urgente necessità di trasferire i ragazzi delle scuole elementari in un edificio sicuro e funzionale. Il Sindaco nell’ultima riunione con docenti e genitori aveva garantito che i lavori sarebbero stati ultimati nel mese di settembre 2010.
Quando finisce il gasolio del riscaldamento, durante l’attesa del nuovo approvvigionamento, tutti patiscono il freddo. Eppure il metano a Otranto è arrivato da tempo e gli edifici scolastici meriterebbero di essere allacciati alle condutture di gas proprio per evitare simili disservizi.
Il servizio di scuola bus, malgrado l’impegno delle persone che lo svolgono, è carente: pur disponendo di due bus i ragazzi che vivono a Frassanito sono costretti ad alzarsi prestissimo il mattino e se tardano di pochi minuti perdono la corsa ed i genitori sono costretti ad accompagnarli fino a Otranto.
Il Dirigente Scolastico afferma che a Otranto l’obesità nell’infanzia esiste ed è diffusa, sarebbe utile pensare alla realizzazione di percorsi dedicati agli studenti (“Pedibus”) per far loro raggiungere a piedi o in bici la scuola, sotto lo sguardo attento di un nonno vigile che veglierebbe su di loro. Il movimento fisico è un buon sistema per combattere l’obesità infantile – dice il Preside Elio Lia.
Questi e tanti altri problemi ci fanno concludere che quest’amministrazione comunale non ha ancora maturato un progetto d’insieme del sistema scolastico. La scarsa sensibilità è testimoniata dall’assenza di una politica che abbia una visione generale della scuola, che oltre a occuparsi del mantenimento degli edifici, favorisca progettualità con lo scopo di organizzare tutti quei servizi che garantirebbero un efficace funzionamento del sistema scolastico. A Otranto servono una biblioteca comunale che funzioni, dei luoghi di aggregazione dove i giovani si possono ritrovare, degli impianti moderni per le pratiche sportive minori oltre al calcio ecc…, la realizzazione di un progetto che metta in rete tutti questi servizi ed altri, facendoli interagire con la scuola, qualificherebbe molto il percorso educativo dei ragazzi.

Gianni Muscatello

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Leader a confronto: come risponde la politica idruntina ad un questionario di sei domande?

In via del tutto sperimentale, abbiamo utilizzato i moderni social forum e internet per proporre ai leader politici cittadini un questionario in sei quesiti. Abbiamo dato loro una settimana di tempo per elaborare le risposte e abbiamo ricevuto i loro elaborati senza mai incontrarli di persona, senza andare nelle sedi dei partiti, senza essere troppo invadenti. Non abbiamo dato loro limiti di spazio e pubblichiamo integralmente le loro proposte, certi che perdoneranno quei piccoli refusi e “barocchismi” che sono stati attenuati, per adeguare il “politichese” ad una lettura più agile. Qui di seguito i quesiti così come sono stati proposti a Francesca Bortone del Pdl di Otranto e a Gabriele Temis della locale sezione Pd.

  1. Si assiste ad un vivace dibattito teso tra il locale e il globale: da un lato c’è la voglia di una parte del Salento di chiedere l’autonomia dalla Regione Puglia, dall’altro c’è invece la visione “Euro-mediterranea” o “Euro-Asiatica” dell’ Unione europea che apre le porte alla Turchia. La nostra Città guarda a questi fenomeni come “Porta d’ Oriente” o come “capitale” della “Terra d’Otranto”?
  2. L’economia idruntina ha tante vocazioni ma poca identità. Il comparto di Alimini e Frassanito sono ormai votati più al turismo che all’agricoltura; quest’ultima si esprime nel privato in poche aziende di pregio, ma a conduzione familiare e nel pubblico, oltre ad un nuovo consorzio vivaistico, si attende il rilancio con i Farmer’s market; le attività commerciali sono ancora troppo legate al turismo e alla sua stagionalità; negli ultimi anni c’è una certa vivacità immobiliare e nelle imprese edili; pochi i nuovi insediamenti produttivi in Area P.i.p. Dove bisogna puntare?
  3. Il Piano urbanistico generale programmerà lo sviluppo cittadino per i prossimi 20 anni. Qual è il vostro punto di vista? Quali le priorità? Ci saranno nuovi insediamenti abitativi e infrastrutture per l’uso urbano e della cittadinanza? Ci saranno nuove aree produttive, commerciali e turistiche o si punterà a completare con nuovi servizi quelle già esistenti? In altre parole, il Pug avrà anche un’ “anima” o si dovranno colmare i vuoti tra le zone abitative esistenti e le aree votate all’ interesse turistico e agli insediamenti produttivi? E il patrimonio storico-naturalistico e ambientale?
  4. Durante le festività natalizie, alcune realtà associative giovanili hanno dato prova di saper spendere le proprie energie, vocazioni e professionalità in attività creative degne di nota. La Città si sta “risvegliando” grazie a queste iniziative, ma rischiamo di perdere la linfa vitale dei giovani in fenomeni quotidiani di “Fuga dei cervelli” e della manovalanza. C’è una soluzione a tutto questo? E quale?
  5. Il porto turistico, il Palazzetto dello sport, il depuratore delle acque reflue, un piano integrato del traffico, sono alcune tra le opere pubbliche di cui si è parlato a più voci negli ultimi 20 anni. Da dove partire per ultimare queste (o eventualmente altre) opere incompiute?
  6. Il nostro gonfalone porta l’immagine della leggendaria “Torre del Serpe”: cosa butterebbe giù da quella torre e cosa salverebbe tra le iniziative, progetti e obiettivi dell’ attuale Amministrazione comunale in carica?

Risponde alle nostre domande Francesca Bortone, alla guida della sezione Pdl di Otranto:

  1. La caduta del muro di Berlino ha aperto degli scenari a noi sconosciuti fino a qualche anno fa. L’economia globale, che ne è conseguita, ha di fatto disorientato tutto l’occidente abituato a vivere chiuso nei propri confini. Otranto è parte di questo mondo occidentale. Ricordo, quando dalle nostre radio usciva esasperante una litania della radio albanese che ci sembrava la voce dell’ “oltre”. Oggi, tutti siamo disorientati di fronte alla velocità degli scambi, ma soprattutto alla velocità delle delocalizzazioni. Il Salento ha perso molti posti di lavoro, e con essi tanta serenità sociale. Non possiamo perciò fare altro che pensare “G-locale”, e non lo scopro io. Valorizzare cioè le produzioni tipiche, l’arte ed il nostro patrimonio unico ed irripetibile per farlo conoscere sui mercati globali. Siamo chiamati, cioè a valorizzare il nostro passato e le nostre tradizioni. Su questi valori non abbiamo concorrenti: il lavoro potrà essere remunerato in maniera degna. Otranto, quindi, sia Porta d’Oriente, per la sua storia e per il suo carattere unico, diventando nodo strategico, crocevia di scambi.
  2. Un’amministrazione comunale può giocare il ruolo di cornice, non di quadro. Il quadro deve essere dipinto dagli otrantini. In un’economia liberale nessuno si può sostituire al tessuto imprenditoriale, tanto meno un’Amministrazione Comunale. La cornice, però, deve essere di valore: regole certe e non contraddittorie, tanto meno nel corso della stagione turistica, quando gli imprenditori hanno già programmato gli investimenti. Tornando alla domanda, ritengo che dobbiamo puntare ad un disegno strategico di città fondato sulla valorizzazione delle nostre unicità che, agli occhi dei turisti che ascoltiamo d’estate sono davvero tante. Basta guardare al nostro territorio, con la curiosità e la freschezza del turista e ci si renderà conto che si può lavorare, tutti, tutto l’anno. L’importante è coniugare lo sviluppo con il rispetto del nostro patrimonio, il che non significa dire no a priori a tutto. Non dico nulla di nuovo con la formula dello “sviluppo sostenibile”.
  3. Il Pug è un momento strategico per il nostro territorio e come tale va redatto avendo come stella polare l’idea di Otranto che perseguiamo. Quindi, prima di ogni altro quesito, bisognerebbe porsi una domanda:“cosa vogliamo fare da grandi?”. Il resto è consequenziale. Avverto, però, tra i concittadini un’esigenza: Otranto deve tornare ad essere più nostra, a partire dalla prima casa.
  4. Credere nel proprio lavoro quotidiano, senza mai stancarsi. I giovani hanno fatto grandi cose durante le ultime festività natalizie, ma ora devono puntare ad andare avanti scommettendo su se stessi. Chi fugge, non ha mai ragione. I risultati non si possono attendere nel breve periodo, ma sul medio e lungo periodo. Si può anche sbagliare, ma come dicono i popoli di lingua anglosassone “Learning by doing” (impara facendo). Ecco su cosa dobbiamo puntare: deve crescere la “cultura del fare”. I giovani e del resto tutti noi, dobbiamo rimboccarci le maniche e trarre il meglio dalla nostra Otranto.
  5. Dai fatti, lasciando da parte le parole. Puntiamo su ciò che è fattibile ora, sulla base delle risorse finanziarie europee e proprie disponibili, ascoltando il parere di tutti, perché tutti possono suggerirci qualcosa di importante.
  6. Butterei giù il vecchio modo di fare politica, che punta a svendere il nostro prezioso territorio come il caso di Largo Porta Alfonsina e dei Fossati del Castello, dietro fantomatiche opportunità di marketing territoriale. Salverei tutte quelle iniziative che sono partite grazie al contributo di idee e di risorse delle associazioni otrantine, e di privati cittadini.

Risponde ai nostri quesiti Gabriele Temis alla guida della locale sezione del Pd:

  1. Il Pd otrantino non è particolarmente affezionato all’idea della Regione Salento, in quanto ritiene che bisogna favorire processi di accorpamento e non di parcellizzazione delle realtà amministrative esistenti. In un momento particolare, in cui si tende a razionalizzare la spesa pubblica, non si capisce come si possa pensare a creare altri centri di spesa e altro potere burocratico. Data la posizione geografica di Otranto invece il Pd locale, ritiene che si possa e si debba costruire una Europa allargata al bacino mediterraneo e quindi ad una Europa policentrica, nella quale la Puglia ed il Salento possono svolgere una funzione di cerniera.
  2. Otranto ha nel tempo costruito una propria identità nel settore economico e produttivo, legata soprattutto alla specificità del turismo ed alla tipicità della cultura della barbatella, che a tutt’oggi rappresenta il 90% della produzione regionale. Il problema adesso è il futuro. Bisogna ormai puntare non più sulla residenza turistica ma sui servizi legati al turismo. Il lavoro da svolgere, in sostanza, è promuovere una seria indagine sui servizi di eccellenza che la città deve offrire e qualificare, di conseguenza, gli operatori interessati. Per esempio occorre mettere a sistema i beni culturali attraverso iniziative di impresa; occorre considerare il patrimonio ambientale come supporto identitario per un turismo di qualità e quindi organizzare servizi in tal senso; occorre, ancora, organizzare un sistema di accoglienza al turista che accompagni lo stesso dal suo arrivo sino alla partenza. Molti progressi sono stati fatti poi nella qualificazione della produzione della barbatella, anche se il mercato presenta oggi delle oscillazioni non sempre favorevoli. Sono anche necessarie altre attività agricole di qualità che offrano al mercato turistico prodotti non reperibili altrove: lanciare le colture biologiche di frutta ed ortaggi, giungere alla produzione di olio extra-vergine di qualità. Nel settore poi secondario noi soffriamo la carenza di una cultura artigianale e della trasformazione che potrebbe invece essere incentivata e rappresentare una possibilità di lavoro anche nei periodi invernali. Registriamo purtroppo il fallimento della zona P.I.P. del comune che è diventata di fatto una zona residenziale con pochissime attività artigianali. Occorre invece d’intesa con i comuni vicini puntare ad una nuova zona P.I.P. con terreni da offrire a piccole imprese artigianali per incentivare un settore che potrebbe garantire un certo sviluppo per il futuro. In sostanza il PD ritiene che bisogna puntare ad una economia integrata tra turismo, agricoltura ed artigianato di trasformazione in modo da evitare il rischio della monoculutura.
  3. La priorità assoluta è la salvaguardia del patrimonio ambientale del nostro territorio, poiché siamo convinti che esso sia l’identità e la base su cui si poggia ogni discorso riguardante il futuro. Riteniamo che oramai non ci sia più bisogno di seconde case o di altri alberghi; c’è invece necessità e priorità assoluta di una proposta concreta per dare ai giovani una casa di proprietà, secondo criteri trasparenti. Non dovrebbero esistere aree votate solo “all’interesse turistico”, ma tutto il territorio deve essere attrattivo per il turismo. Per questo deve nascere una cultura nuova, da tradurre in strumenti di piano ed operativi, che punti alla manutenzione urbana e territoriale. Questo concetto di “manutenzione” dovrebbe essere la chiave di volta per il futuro che renda un luogo particolarmente attraente e quindi appetibile dal punto di vista turistico. Per esempio recuperare le aree marginali e periferiche, decongestionare il centro storico, curare i beni culturali piccoli e grandi, curare la viabilità rurale, le pinete, i canali di sgrondo delle acque, la Valle dell’Idro, la Valle delle Memorie, gli accessi al mare, le spiagge, i cordoni dunali.
  4. Il problema della “fuga di cervelli” è un fenomeno nazionale e non solo otrantino. Otranto comunque potrebbe rispondere lanciando la sfida dei servizi di qualità nel settore della cultura, degli eventi, del turismo e dell’agricoltura in senso lato. La griglia dei possibili settori è ampia, occorre una regia da parte del governo cittadino per individuarla e organizzare le attività d’impresa. L’esempio delle festività natalizie parla da sè. Occorre continuare su questa strada mettendo a disposizione dei giovani strutture, progetti condivisi e possibilità di formazione e tutoraggio.
  5. La locale sezione Pd si augura e lavora in seno all’amministrazione affinché si realizzi il porto turistico che secondo noi, è prioritario per lo sviluppo equilibrato del territorio, in quanto andrebbe a coprire una domanda ancora sostanzialmente inevasa. Per quanto riguarda lo sport e la depurazione delle acque reflue è chiaro che occorre migliorare le strutture esistenti. Per il traffico invece pensiamo ad una più radicale chiusura a tutti i mezzi a motore nel centro cittadino, cercando di realizzare dei parcheggi privati più efficienti, moderni e dotati di servizi a ridosso della città.
  6. Il PD butterebbe giù dalla torre tutte le false case agricole costruite in questi anni, che non servono all’agricoltura e stanno compromettendo il nostro paesaggio agrario. Molte cose sono da salvare: ad esempio la riqualificazione dell’area portuale (la spianata del porto), lo spostamento del mercato settimanale, la nuova disciplina sugli artisti di strada che tende a tutelare gli spazi del centro storico, il fervore delle attività culturale nel periodo estivo, l’avvio della raccolta differenziata anche se deve essere molto migliorata.

Salvo Sammartino

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Se la maggioranza tira fuori gli artigli

La reazione immediata della maggioranza consiliare al manifesto di Nuovi Orizzonti è una caduta di stile che tradisce il grande nervosismo che in questo momento si respira a Palazzo Melorio.

La denuncia fatta dall’associazione culturale otrantina (secondo la quale il Sindaco starebbe illudendo alcuni cittadini da lui stesso stimolati a costituirsi in cooperativa per accedere all’edilizia agevolata) ha trovato la risposta immediata nell’accusa diretta all’ex assessore Livio Corchia, responsabile di avere utilizzato gli stessi mezzi quando era in giunta con Bruni (ndr ma anche con lo stesso Cariddi).

Ciò che colpisce della sortita della maggioranza è l’attacco mosso contro l’ex amministratore che avrebbe lasciato un pessimo ricordo di se alla cittadinanza otrantina a causa del suo cattivo operato. A nostro giudizio l’atteggiamento di Otranto Domani dimostra la propensione all’ostracismo contro chi dissente e, in questo caso, contro chi, stando sino a qualche tempo fa vicino alla maggioranza consiliare, non ne condivide le scelte fatte in questi quattro anni di amministrazione.

Con l’occasione va ricordato che il Sindaco è stato eletto anche grazie all’aiuto dell’ex amministratore comunale con il quale ha condiviso tante scelte politiche fatte in passato tra cui quella di abbandonare Forza Italia per seguire la “sirena incantatrice” rappresentata da quella parte della vecchia sinistra otrantina che oggi siede a Palazzo Melorio e che, a nostro giudizio, costituisce l’anima più vendicativa di quest’amminstrazione. L’attacco personale a Livio Corchia fa riflettere tutti noi sulla libertà di dissentire quando non si condivide la politica dell’amministrazione. È inutile ricordare che la libertà di esprimere il proprio pensiero è un diritto sancito dalla Costituzione che riconosce ad ogni cittadino italiano la facoltà di criticare e dissentire civilmente senza dover temere ritorsioni e vessazioni ingiuste.Otranto è una città che ha varie anime politiche, alcune di esse non sono rappresentate in Consiglio Comunale, impedire loro di partecipare al dibattito cittadino, con la minaccia di ripercussioni contro la vita privata dei suoi esponenti, costituisce danno per la libertà umana.

L’alibi della democrazia partecipata, cui fa spesso riferimento il Sindaco Cariddi, non regge più. L’abbiamo capito ieri leggendo il manifesto di Otranto Domani con il quale egli ha rivelato la sua vera natura quando c’è chi non lo condivide ed ha il coraggio di dirlo pubblicamente.

Otranto è una città che dalla politica ha bisogno di ricevere un forte slancio democratico e liberale per confermare il suo ruolo di città aperta alle diversità culturali ed il suo ruolo di città dell’accoglienza. È dovere di tutti coloro che partecipano alla vita politica cittadina impegnarsi per difendere chiunque intenda esprimere il suo giudizio, anche se contrario alle proprie idee, nell’intento di tutelare il diritto di ciascuno di noi ad esporsi per il bene comune.

Gianni Muscatello

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Strappo Finale!

La maggioranza che siede a palazzo Melorio, replicando al manifesto affisso ieri mattina (15 gennaio) da Nuovi Orizzonti, ha attaccato duramente l’ex assessore comunale tra i promotori dell’associazione culturale otrantina.
Con un manifesto molto graffiante, ieri pomeriggio, Otranto Domani ha accusato l’ex amministratore di aver tenuto in tasca liste di nomi e di cooperative e ricordato che la minoranza, nella precedente campagna elettorale, aveva censurato dai palchi proprio la condotta tenuta dall’ex assessore che prometteva in cambio di voti.
Di diverso avviso, invece, è sembrato oggi Melcarne, portavoce della minoranza, che ha dichiarato di condividere quanto denunciato da Nuovi Orizzonti nel suo manifesto.
La risposta della maggioranza sancisce la rottura con la parte di elettorato che si riconosce intorno all’ex assessore Corchia e che ha sostenuto il Sindaco nella lista Otranto Domani.
Lo strappo ufficiale non dovrebbe preoccupare Cariddi che in Consiglio Comunale puó ancora contare sull’appoggio del consigliere collegato all’assessore Corchia. Sembra, infatti, completamente rientrato e dimenticato il forte dissenso manifestato da Fabio Marrocco che, allora vicino a Corchia, deluso nelle sue aspettative, in consiglio comunale aveva reso pubblica la promessa scritta del sindaco che gli garantiva l’incarico di assessore.
Nessun indebolimento della maggioranza che a detta di Corchia, non ha svolto e non svolge l’azione politica per la quale egli aveva condiviso il programma con Luciano Cariddi. Quell’azione politica, dice Corchia, avrebbe dovuto tenere in prima considerazione i problemi reali del paese. Ecco perché Nuovi Orizzonti, che ha tentato di incidere stimolando l’amministrazione comunale, è su posizioni ormai lontane da quelle del Sindaco e della sua maggioranza.

(Clicca sull’immagine per ingrandirla e leggere quanto scritto nei manifesti)

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Gli introiti della lotta all’evasione ICI del comune

Il debito verso la Monteco e altre questioni legali hanno ingessato il bilancio comunale con la conseguenza che, come dice il Sindaco, il Comune non ha soldi per fare la manutenzione ordinaria. Che bisogno c’è ora, visto che vi sono pochi soldi a disposizione, di dare una parte di quelli che vengono incassati dalla lotta all’evasione dell’ICI, ai dipendenti comunali dell’ufficio tributi. Il comune non potrebbe aspettare che la situazione finanziaria migliori e poi di premiare i suoi dipenenti quando le cose andranno meglio?

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IL CENTRO DON TONINO BELLO

Il centro Don Tonino Bello sta diventando un luogo di ritrovo per molti giovani. Ciò grazie soprattutto all’entusiasmo dei ragazzi dell’associazione HYDRO che lavorano con impegno per risistemare quel luogo concessogli dal comune. Resta da capire, invece, che intenzioni abbiano quelli dell’associazione Art’etica che ancora non hanno eseguito il progetto per il quale hanno ricevuto il finanziamento. Sarebbe opportuno che chiarissero se hanno le capacità di far funzionare la strumentazione in loro dotazione e di proprietà pubblica o se al contrario pensano di lasciar spazio a chi vuole realizzare il centro multimediale progettato da Francesco Giannetta.

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UN NUOVO PROGETTO POLITICO

Pensiamo che la presenza di persone alla prima esperienza amministrativa, oltre che politica, abbia ritardato molto il cammino dell’attuale amministrazione nel raggiungimento degli obiettivi del programma presentato agli elettori: porto turistico, casa agli otrantini, PUG (ex piano regolatore) e beni storici e culturali.

Certamente è plausibile dire che tutti questi obiettivi sono più vicini di prima, effettivamente il Sindaco si è speso molto in tal senso, ma resta il fatto che i punti del programma sono ancora lontani e quest’amministrazione, probabilmente, riuscirà ad arrivare solo ad una parte del percorso previsto per raggiungere gli ambiziosi risultati.

Non stiamo a sottolineare le difficoltà politiche incontrate dal Sindaco e che oggi sono testimoniate dal movimento Nuovi Orizzonti. Ciò che ci interessa evidenziare è che se vi sono ritardi in quest’amministrazione i motivi sono da ricondurre al progetto politico alla base che, evidentemente, è stato immaginato trascurando le spinte interne delle varie componenti politiche a dispetto di una squadra di amministratori con esperienza insufficiente a contenerle o moderarle.

La realtà è, quindi, che abbiamo un Sindaco sovraccaricato dai numerosi problemi amministrativi e assessori con scarsi margini di azione, sia per i pochi fondi disponibili che per la poca autonomia decisionale.

Attualmente tutto è deciso dal Sindaco, ma noi abbiamo dubbi che egli possa sempre decidere nel modo più efficace per gli interessi dei cittadini, perché i tanti problemi da risolvere richiedono approfondimento per poterli capire e risolvere ed il rischio è che il Sindaco, per farli tutti, li faccia male.

Allora condividiamo il ragionamento di chi dice che sia ora il momento giusto per preparare un nuovo progetto politico da proporre alla città, partendo proprio da quegli obiettivi che quest’amministrazione, gioco forza, non riuscirà a raggiungere.

Con questa consapevolezza pensiamo si possa dire agli elettori che il prossimo programma amministrativo non potrà prescindere dalla necessità di completare quello che si è iniziato durante questi 5 anni. D’altro canto quest’amministrazione, in tutto questo tempo, ha dovuto portare a termine proprio i progetti voluti dalla precedente.

Ed è evidente che le aspirazioni di chi potrebbe essere determinante nelle prossime decisioni politiche debbano essere tenute in considerazione, diversamente si rischierebbe di scrivere ancora una volta un progetto politico debole, insufficiente a far accelerare l’attività alla prossima amministrazione.

Pensiamo, quindi, che alla base ci debba essere un progetto forte, per avere una giunta ed un sindaco capaci di far correre il nostro comune verso i traguardi prefissati.

Ma un progetto forte si può scrivere quando vi sono vedute che nella loro diversa sensibilità hanno dialogato senza pregiudizi e dopo aver sgombrato il campo dall’autoreferenzialità di alcuni. In un clima di rispetto reciproco, dove alla forza dei numeri elettorali, ad equilibrare il tutto, si contrappongano, gli argomenti ed i contenuti, le capacità e competenze presenti in città, si può di trovare la giusta sintesi per costruire una valida alternativa all’attuale amministrazione comunale.

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Farmer Market

Vendita diretta di frutta e ortaggi di qualità da parte degli imprenditori agricoli del territorio di produzione, con abbattimento dei costi di trasporto delle merci e conseguente diminuzione di traffico e inquinamento. Questi sono, in poche parole, gli elementi salienti che caratterizzano i Farmer market, i mercati agricoli di vendita diretta.

“Un passo importante per l’agricoltura, i contadini e i produttori”, ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia dopo l’approvazione del ddl recante “norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli provenienti da filiera corta e di qualità”, approvato dal Consiglio dei Ministri del primo marzo scorso e che verrà ora trasmesso alla Conferenza unificata per il parere.

“Si tratta di una grande modernizzazione per tutto il settore primario e ha anche l’effetto di accorciare notevolmente le distanze tra i produttori e i consumatori” – ha aggiunto Zaia – “accorciare la filiera è indispensabile sia per la diminuzione dell’inquinamento, (anche questo è il chilometro zero), che per abbassare i costi per i consumatori”.

Il provvedimento impone un passo di qualità diverso e si aggiunge alle norme in materia di sicurezza alimentare, definendo principi importanti in materia di mercati agricoli riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli: non solo la modalità di vendita e la trasparenza dei prezzi, ma anche una maggiore verificabilità della qualità dei prodotti: dalla semina, produzione e lavorazione alla vendita.

Facciamo un esempio relativo alla qualità del prodotto in vendita nei Farmer market. Se un consumatore, un acquirente, conosce il terreno in cui vengono coltivati i prodotti, perchè fa parte del territorio circostante in cui abita, sarà molto difficile, e sicuramente controproducente per il produttore – venditore, produrre in terreni dalla qualità dubbia.

Chilometro zero è l’espressione che sta ad indicare la brevità della distanza dal luogo di produzione al quello di vendita, strettamente collegata e al concetto di filiera corta, che sostanzialmente significa il minor numero possibile di passaggi da chi produce a chi vende i prodotti. Vale a dire uno degli aspetti su cui usualmente il mercato specula di più, con i lavoratori della terra che riescono con difficoltà a far pareggiare i conti tra una buona produzione e il giusto guadagno, a fronte di un prezzo sui banconi di negozi e supermercati che paga il pedaggio di trasporti e numerosi altri passaggi. Ciò riduce il numero degli intermediari commerciali, dovrebbe dunque consentire, col superamento dei costi della distribuzione, un prezzo finale più basso. L’acquirente può accedervi tramite vendita diretta, mercatini, gruppi di acquisto, cooperative di consumo o commercio elettronico.

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Corrado Sammarruco a Lecceprima

………… le tanti voci critiche che si riscontrano sul web, dovrebbero uscire dalla mera critica, mettersi in gioco concretamente e cimentarsi con la cosa pubblica, per evitare di rimanere comodi a giudicare da fuori. Nel concreto, però, al momento non si vedono reali forme alternative, se non iniziative individuali, ancora non ben definite. Chi parla tanto, sarebbe il caso che si confrontasse pubblicamente e mettesse in campo le proprie proposte, se ci sono……Avverto le ragioni di chi voglia tradurre il cambiamento anche come un rinnovamento delle persone che si mettono in gioco per amministrare: da questo punto di vista, sono un oltranzista rispetto ai rottamatori, nel senso che se Matteo Renzi (sindaco Pd di Firenze, ndr) parla di tre legislature come limite, io dico che due sono più che sufficienti”.

Queste le parole di Corrado Sammarruco a Lecceprima.

Troviamo sorprendente che il consigliere di minoranza inviti i tanti commentatori del web a cimentarsi con la cosa pubblica. Dimostra, infatti, di non capire la vera motivazione che induce tanti internauti otrantini a scrivere su questa bacheca.

Vale la pena, pertanto, fargli presente che la grande maggioranza dei commentatori, in realtà, sente la necessità di esprimere il proprio malcontento davanti ad un Comune che soffre per la mancanza di un progetto politico serio e per un’ammnistrazione che ha grossi limiti nel risolvere i numerosi problemi presenti in città.

Ancora più sorprendente è poi l’affermazione sulla necessità che questi commentatori si confrontino pubblicamente mettendo in campo le proprie proposte, se ci sono. Il consigliere dimostra di non aver letto quali sono le istanze e quali sono le proposte che vengono quotidianamente scritte sulla bacheca di Otranto Oggi ed omette, infine, di dire che il suo gruppo consiliare, a parte le riunioni che tiene in privata sede, non ha ancora fatto un’assemblea pubblica per sentire quali potrebbero essere le proposte degli otrantini o ancora, qual’è il loro umore e quali sono i loro bisogni.

Su questo punto spezziamo una lancia in favore del Sindaco che sino ad oggi ha dimostrato di volersi confrontare con i cittadini per discutere delle scelte fatte dalla sua amministrazione tenendo sino ad oggi numerosi incontri pubblici.

Infine, sulla proposta di candidarsi al massimo due volte per poi lasciare posto alle nuove leve, Sammarrucco dimostra di fare mera demagogia considerata la caparbietà di alcuni suoi consiglieri nel dire che le nuove leve devono prima “scalzarli” dal posto dove essi sono seduti, a dimostrazione che nessuno di loro vuole veramente lasciare spazio agli altri e ciò malgrado gli elettori li abbiano bocciati nella precedente tornata elettorale per come avevano amministrato la città e dopo che sono ben tre consiliature che essi siedono sulle poltrone di Palazzo Melorio.

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La vicenda MONTECO

Il 28.12.2009 il consiglio comunale ha autorizzato l’accordo con la Monteco che mette fine alla controversia per il servizio di smaltimento rifiuti svolto per conto del Comune di Otranto dal 01.06.1999 al 30.04.2009. Autorizzando l’accordo transattivo il Consiglio Comunale ha riconosciuto in favore della Monteco il debito di Euro 1.100.000,00.

Il Comune si è assunto l’obbligo di pagare questa somma dopo che ha versato in acconto Euro 100.000,00 il giorno 15.12.2009. La restante somma di un milione è stata suddivisa in quattro rate annuali di euro 250 mila ciascuna, con scadenze 31.07.2010, 31.07.2011, 31.12.2012 e 31.12.2013.

Questo debito, come detto dallo stesso Sindaco, “imbalsamerà” il bilancio comunale per anni impedendo all’amministrazione di affrontare e garantire ai cittadini la manutenzione ordinaria del paese e le spese per “programmi culturali e progetti di spettacolo”.

Il debito scaturisce dal servizio di smaltimento rifiuti che il comune di Otranto commissionò alla Monteco nel 1999 e che inizialmente doveva avere durata di un anno, più altri due di rinnovo, ma che è durato sino al 30.04.2009 grazie alla legge che ha introdotto le ATO.

Più precisamente il debito di 1.100 mila euro è la somma che la Monteco incasserà in più rispetto a quanto già incassato. La somma in più è giustificata dalla revisione in aumento dei prezzi iniziali previsti nel contratto del 1999.

Va detto che la maggiore somma di 1.100 mila è il risultato di quanto il Comune è riuscito a spuntare dalla società dopo che questa aveva inizialmente preteso il pagamento di circa 2.100 mila euro.

Le valutazioni dei tecnici comunali, supportate dal parere dei professionisti esterni incaricati (Avv. Roberto Marra e Ing. Riccardo Bandello), hanno confermato che il maggior valore riconosciuto dal Comune alla Monteco è vantaggioso per le casse comunali. Mentre la minoranza (Sammarruco), in occasione della discussione in consiglio comunale, pur riconoscendo l’annoso problema, ha messo in discussione la validità del contratto sin dal 2000 e poiché inesistente da quella data ha dichiarato che non è possibile applicare la revisione in aumento dei prezzi pretesa dalla Monteco.

Nel dibattito consiliare il Sindaco ha fatto notare che il problema non era più rinviabile e che andava affrontato e risolto per non essere un ulteriore peso da lasciare sulle spalle delle future generazioni.

La minoranza ha messo in discussione anche la scelta di non riconoscere quella somma, tecnicamente, come “debito fuori bilancio” perche evita che la Corte dei Conti possa controllare la bontà dell’intera operazione conclusa dal Comune. Ma questo aspetto investe la responsabilità patrimoniale dei consiglieri che l’hanno votata perché potrebbero essere chiamati personalmente a rispondere sull’operazione conclusa con la Monteco.

E difatti, l’accordo transattivo è stato autorizzato con il voto favorevole di 9 consiglieri. Prima della votazione i consiglieri della minoranza presenti (Sammarruco, Tondo, Salzetti e De Benedetto) si sono alzati per non partecipare alla votazione, ma prima di loro si era anche alzato il consigliere Leonardo Conte della maggioranza, mentre gli assenti al consiglio comunale sono stati i consiglieri Francesco Bruni, Fabio Marrocco e Gianfranco Stefano.

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Programma amministrativo Otranto Domani: UNA CITTA’ ATTENTA A TUTTI I BISOGNI

Aspiriamo a divenire città di eccellenza, anche nell’attenzione verso i cittaddini, la loro salute e la loro qualità di vita.

Mettere al centro dell’azione amministrativa la qualità della vita significa creare un ambiente propizio allo svilupoo della città, inteso in senso non solo economico, ma come crescita del benessere anche fisico e psicologico di tutti i cittadini.

1. Il Piano Regolatore Sociale è lo strumento di regolazione dei servizi alla persona e delle strategie mirate a ridurre le condizioni di svantaggio e deprivazione sociale e le disuguaglianze nell’ambito della salute. Un percorso che riconosca l’apporto dei singoli e delle reti solidaristiche, la valorizzazione del volontariato, le iniziative delle organizzazioni del terzo settore e private, le sinergie tra enti. Tutto ciò costituisce l’ambito entro cui costruire lo sviluppo della specifica rete dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari affinchè possano essere garantiti veri e propri diritti di cittadinanza.

2. Otranto città solidale: non è un libro dei sogni, ma l’espressione di una visione moderna di governance che guarda a progetti concreti e concertati, dove ciascuno ha una parte di responsabilità. L’obiettivo è una politica urbana che migliori l’assistenza sanitaria agli anziani ed ai diversamente abili attraverso l’adozione di un moderno Piano di Zona.

3. Utile ad accrescere la qualità della vita anche una struttura di risposo dedicata agli anziani che nel contempo sia anche struttura per il soggiorno. Una sorta di “villaggio vacanza” per turisti in pensione, in grado di fornire servizi di assistenza e accoglienza dedicati ed altamente qualificati. Preziosa a tale scopo la formula del project financing, per attuare ancora una volta una fondamentale sinergia pubblico – privata.

4. Intensificare l’asistenza domiciliare e potenziare il poliambulatorio specialistico di via Uggiano, ottimizzando la volontà della ASL di farne un Centro di Salute a servizio di un intero bacino intercomunale, nel quale assicurare assistenza primaria UCP (Unità di Cure Primarie), un servizio di continuità assistenziale con doppio turno di medici per l’intero anno ed un servizio in rete di presidi per l’emerenza e urgenza (postazione 118 e servizi stagionali nei principali aggolomerati turistici). Da verificare la possibiltà di una maggiore prossimità delle prestazioni sanitarie di base al tessuto urbano, attraverso l’ubicazione di un punto di accesso nelle immediate vicinanze del centro abitato.

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Programma amministrativo Otranto Domani: Centro studi epidemiologico permanente

In relazione ai fattori di rischio presenti sul nostro territorio (elettrodotto, radar militare ecc.) pensiamo di istituire un centro studi epidemiologico permanente, da realizzare in collaborazione con i più importanti presidi scientifici salentino e pugliesi e con l’Università del Salento, che funga da sistema di sorveglianza locale dello stato di salute dei cittadini, per attuare una pianificazion erispetto dello sviluppo sostenibile del territorio.

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