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Anche a Maglie per dire: “Basta!”

Si chiamano Tatta, Vinicia, Lory. E ancora Daniela, Pupa, Stefania, Annamaria, Patrizia, Paola, Marialucia, Gabriella, Gianna, Sabrina. Sono solo alcuni nomi delle donne che domenica mattina, in piazza Aldo Moro a Maglie, hanno protestato contro la diffusa concezione sessista e maschilista della donna, contro i modelli diffusi dal premier Silvio Berlusconi, le sue scappatelle, i suoi media, le sue dichiarazioni, che raccontano di una donna che è solo corpo, non anima, non mente. È stato questo il filo rosso che ha riunito in piazza tante donne e tanti uomini: la voce delle donne ha voluto gridare la propria dignità, in una manifestazione non legata a schemi strettamente politici o partitici, anche se non mancavano delle esponenti della politica locale. Eppure tutto era cominciato da una donna Tatta Lanzilotto, avulsa da qualunque schema, da qualunque etichetta, che una mattina si è svegliata, ha preso un lenzuolo e ci ha scritto sopra “Basta”, e l’ha appeso fuori dal suo balcone, a testimoniare un’indignazione che non è uno dei soliti attacchi al premier, ma va oltre e afferisce alla divisione stessa del mondo. Perché le donne sono viste male, ma la misoginia affonda le radici nella storia del mondo, nelle “Mille e una notte”, per esempio, in cui Sherazade è costretta a salvarsi raccontando storie per un uomo tradito, ingannandolo a sua volta. Una storia in cui George Eliot, al secolo Mary Anne Evans, era costretta a firmarsi con un nome da uomo, affinché le persone leggessero i suoi libri. Una storia fatta di stereotipi, in cui solo le donne brutte e malvestite hanno un cervello, ma fanno paura. E quello che passano le donne, le accomuna a tutte le categorie di diversi, omosessuali, disabili, extracomunitari. Perché anche le quote rosa sono una forma di ghettizzazione, e non si pensa invece a delle forme di aiuto per le donne, che sono madri e lavoratrici e aspirano alla politica. Perché la partecipazione non dovrebbe essere un bene di nicchia, ma estesa a tutti, tutti coloro che vogliano entrare in un movimento, piuttosto che in un partito. E di donne in un movimento ce n’erano tante in piazza, come le donne dell’associazione Biblioteca di Sarajevo, che si pregia di avere una presidente donna, eletta per il suo impegno, le sue capacità, la sua intelligenza. Perché il concetto stesso di categoria è sbagliato e induce al razzismo. E siamo “pietrificati”, come recita lo slogan di questa manifestazione, sui manifesti creati da Daniela, una di queste donne, che ispirandosi alla grafica delle manifestazioni nazionali, ha realizzato una locandina, affiggendola sul monumento a Francesca Capece, simbolo di Maglie e della sua borghesia. E a un certo punto della manifestazione è anche risuonata forte una registrazione, la voce di un’altra donna simbolo, stavolta della cultura italiana, Franca Valeri, attrice pregevole, che però ha spesso risentito del razzismo insito nel cinema italiano, come ne “Il segno di Venere” di Steno, in cui era la cugina, bruttina e insignificante, di una procace Sofia Loren. Ma meglio non parlare di donne simbolo, anzi, meglio non parlare affatto di donne: finché non riusciremo a guardare al nostro sesso come persone, il cambiamento non arriverà mai.

Angela Leucci


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Anche a Maglie: “Se non ora, quando?”

“Se non ora, quando?”, è quello che si chiederanno le donne del basso Salento orientale che interverranno al sit in che si terrà domattina alle 10,30 in piazza Aldo Moro a Maglie, e che rientra in un più ampio movimento nazionale, che vuole concentrare l’attenzione sullo svilimento della donna alla luce dell’attuale situazione del premier Silvio Berlusconi, le scappatelle del quale, ormai, sono sotto gli occhi di tutti. Anche a Maglie, come nel capoluogo Lecce, si è deciso di dar vita a una manifestazione di protesta, in orari diversificati, affinché non si interferisca con l’azione promossa nella città dei lupi. La manifestazione di Maglie avrà lo scopo di sensibilizzare e informare la cittadinanza, attraverso la distribuzione di materiale informativo cartaceo, sulla necessità di fermare una mentalità diffusa e lesiva dell’essere donna. Un’iniziativa che integra ma non sostituisce quella leccese, e che si rivolge alle donne del circondario, ma anche a quelle del resto della provincia, a tutte coloro che vogliono esprimere la propria voce. “Le vicende a cui siamo costrette ad assistere – spiega una delle organizzatrici Lory De Donno – ledono il nostro essere donne fiere e orgogliose, madri, figlie, studentesse e lavoratrici. Sarà un momento per chiedere rispetto per noi e per tutte, ma soprattutto per i nostri figli: uomini e donne di domani. Ogni essere umano, che sia esso di genere maschile o femminile, deve indignarsi per quello che oggi viene indicato come modello a cui ispirarsi. Le donne sono molto di più, come gli uomini sono molto di più, e io credo che ognuno di noi abbia dentro di sé la verità, anche se spesso viene taciuta. Facciamo in modo che il senso della morale e della dignità torni ad essere il fulcro di una società civile e libera da personalismi e politiche basate sullo scambio e sul servilismo”.

Angela Leucci

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Minervino attende 800mila euro di fondi Ministeriali per l’ex asilo Scarciglia.

La notizia di un ingente finanziamento pubblico fa sempre ben sperare e ogni tanto può far tornare a sognare. Il sogno questa volta è chiuso all’interno di un luogo che rappresenta la memoria di una comunità: l’ ex asilo Scarciglia di Minervino di Lecce, da luogo chiuso della memoria dei genitori di oggi diventerà un luogo aperto per il futuro dei loro bambini, ragazzi e giovani. Mentre ci parla di una serie di progetti realizzati e di tante cose ancora da fare nel territorio del suo comune, il Sindaco Ettore Caroppo, si lascia sfuggire che è anche in attesa del via libera per realizzare un centro polifunzionale. Approfondendo l’ argomento veniamo a conoscenza della potenzialità di un progetto realizzato da Donatella De Vito, in collaborazione con lo Spin-off dell’Università del Salento, l’azienda Sphera srl, l’architetto Andrea Mantovano e il Geometra Claide Urso che sta per ricevere 800mila euro di fondi pubblici. L’Asilo Scarciglia, è un complesso con uno stabile di notevoli dimensioni dei primi del Novecento, che si sviluppa su tre piani, in un ampio parco appena all’ ingresso della cittadina. Ha ospitato per più di sessanta anni la scuola materna ed elementare delle Maestre Pie Maestre Filippine e dal 1991 è rimasto abbandonato al decorrere del tempo. Almeno fino a che l’Obiettivo Convergenza del Programma Operativo Nazionale Sicurezza ha proposto agli enti locali di recuperare e riconvertire beni pubblici in degrado, puntando all’ aggregazione sociale. Questo è stato l’input per progettare il “Centro di Aggregazione Scarciglia”: i locali dell’ex scuola materna diventeranno due aule multimediali, un laboratorio teatrale per proiezioni audio-video, una sala web tv, un laboratorio musicale, uno studio di registrazione, un centro stampa per iniziative editoriali, postazioni di accesso ad internet, una biblioteca con sala lettura e ampi e attrezzati spazi all’aperto, due locali ristoro con caffetteria e una ospitale foresteria. Nelle intenzioni dei progettisti, si sono creati degli spazi per attività educative e formative adeguate ai bisogni del territorio, con una sensibilità verso fenomeni di emarginazione sociale e per scongiurare la micro-criminalità giovanile. Inoltre, il caratteristico tocco dell’ amministrazione Caroppo, da sempre orientata al risparmio energetico e alle energie rinnovabili: il Centro, attraverso un restauro conservativo, manterrà la sue tipicità architettoniche nonostante l’importante intervento ai solai e alle pavimentazioni. Verranno utilizzate tecnologie all’avanguardia per la climatizzazione degli ambienti attraverso l’energia geotermica e biodinamica. Largo uso di illuminazione a led per il risparmio energetico, un sistema di recupero per le acque piovane e un particolare giardino pensile che oltre a decorare la facciata della struttura, verrà sfruttato per garantire una minore perdita della temperatura interna. Tutto questo però solo dopo il via libera dei tanto attesi fondi ministeriali, che per il momento restano fermi a Roma. E ad attenderli c’è un’intera generazione di bambini, ragazzi e giovani che potranno dare forma alle loro idee per crescere e sviluppare tutte le loro sensibilità e competenze anche fuori dalla routine scolastica.

Salvo Sammartino

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Porto Badisco, per gli uggianesi è “Mare nosciu”. Ecco come una associazione lotta per la tutela del porticciolo.

In una fredda serata di febbraio, abbiamo incontrato il giovane consigliere comunale di Uggiano la Chiesa Vincenzo Sisinni incaricato alla marina di Porto Badisco, che ci ha presentato Daniela Felline, avvocato e presidente dell’ associazione “Porto Badisco Mare Nosciu”. Il Consigliere Sisinni ci ha solo anticipato che in questi giorni si sta occupando di fare delle segnalazioni ai Comuni di Otranto e di Uggiano sullo stato di abbandono in cui versa il porticciolo di Badisco, a seguito dei quali, spera che le due municipalità si occuperanno, ciascuna secondo le sue competenze, di risolvere alcune criticità. La dottoressa Felline invece ci parla dell’ attività dell’ associazione “Mare nosciu”: “La nostra associazione è nata per contestare la scarsa attenzione che viene rivolta dagli Enti locali alle problematiche di Porto Badisco – esordisce l’avvocato Felline, parlandoci della storica contesa tra Otranto e Uggiano, che si “rimpallano” le attenzioni o le disattenzioni in questo caso, della marina e dell’ antico borgo dei pescatori adiacente – “ad esempio l’associazione è impegnata in un contenzioso contro una società di privati per l’ uso dell’ area del porticciolo, della spiaggia e della zona rocciosa fino alle grotte” – continua la Presidente Felline – “l’associazione si è costituita in giudizio e mi sono fatta personalmente carico di portare avanti la causa per rendere Porto Badisco libero e accessibile per tutti. Confidiamo in un esito positivo delle ultime fasi processuali che avranno luogo nel prossimo Aprile” – anticipa la dottoressa Felline – “soprattutto dopo aver depositato agli atti processuali degli antichi carteggi catastali risalenti ai primi del ‘900, nei quali l’area interessata risulterebbe demaniale”. Oltre all’attività giudiziaria, l’associazione si occupa da tempo di altre attività tese a far comprendere il significato storico di Porto Badisco, nato come borgo di pescatori, poi divenuto “luogo della vacanza” per gli uggianesi, i quali devono però scontrarsi con uno stato di abbandono, denunciato dalla stessa associazione. Oltre a questo, poi l’associazione si batte per la salubrità dei luoghi: “Giorni fa nel consiglio direttivo ci siamo preoccupati dei risultati di un campionamento effettuato nelle acque del porticciolo di Porto Badisco, commissionato all’Università di Lecce” – continua Daniela Felline – “dopo aver osservato che in certi periodi l’acqua assume colori poco invitanti, abbiamo incaricato lo scorso anno la dottoressa Antonella De Donno, del Dipartimento di Biologia di effettuare dei campionamenti per monitorare costantemente la salute delle acque. I due campionamenti effettuati ai primi di luglio del 2010 e alla fine di agosto 2010 hanno evidenziato dei valori “borderline” per la presenza di batteri coliformi fecali” – conclude la dottoressa Felline – “questo ci spinge a verificare se e dove ci sono degli scarichi abusivi di acque nere di alcune abitazioni private o attività commerciali, oltre ad andare ad esaminare il collettore fognario di Malepasso, poiché i fenomeni sono associati alla risacca di scirocco che tende a riportare a riva la corrente e con essa anche gli scarichi di questa condotta”.

Salvo Sammartino

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Otranto, Uggiano e Giurdignano fanno sistema per la “rigenerazione urbana”.

E’ appena terminato l’incontro con gli amministratori dei tre centri coinvolti nell’ auditorium presso il parco dei Santi Medici a Uggiano e i partecipanti si radunano in capannelli, a discutere e salutarsi prima di rientrare nelle loro case, dopo una serata di “partecipazione politica”. Nella serata del 10 febbraio scorso, un nutrito gruppo di cittadini provenienti dai tre comuni coinvolti hanno interagito con il Sindaco di Uggiano Salvatore Piconese, quello di Otranto Luciano Cariddi e di Giurdignano Donato Fanciullo, insieme con l’ingegnere Roberto Calà, designato per illustrare i contenuti della legge regionale 21 del 29 luglio 2008 e seguirne la sua applicazione pratica nel nostro territorio. Le “Norme per la rigenerazione urbana” sono delle indicazioni cui i comuni dovranno attenersi per programmare una serie di interventi, ciascuno sul proprio territorio, ma in modo da integrare ancora di più le tre realtà già coinvolte in altre esperienze di programmazione. Giurdignano e Otranto ad esempio condividono la programmazione urbanistica generale, mentre Uggiano e Otranto hanno in comune le sorti della comune marina di Porto Badisco, tirata in ballo a più voci nella serata per un possibile programma di “rigenerazione”. Ciò che si è subito compreso, attraverso gli interventi degli amministratori è che la norma non prevede la costruzione di nuovi fabbricati. Prevede invece una prima fase di ascolto e di coinvolgimento attivo della cittadinanza per individuare criticità, bisogni e necessità di ciascuna municipalità per poi tradurla in un piano integrato di interventi, per il quale verranno stanziate delle risorse comunitarie dell’Asse VII del POR 2007-13. Per fare questo, il Comune di Otranto è stato individuato quale Ente capofila in un protocollo sottoscritto a tre mani, che pone i tre comuni sullo stesso livello. Quella di questi giorni è solo la fase interlocutoria; un altro incontro analogo si terrà presso il Castello Aragonese di Otranto il prossimo 16 febbraio alle 17.30. Ma quali sono le impressioni “a caldo” di questi dibattiti? Ci sono stati una serie di interventi, alcuni molto duri e quasi aggressivi circa la condizione in cui versa Porto Badisco, la marina che ricade nel territorio idruntino, ma che viene frequentata dagli uggianesi. Un vero “nervo scoperto” è lo storico confronto tra i due comuni che si contendono amore e interessi, opportunità economiche e bellezze paesaggistiche selvagge dell’approdo virgiliano. Le uniche idee propositive della serata sono venute da un timido intervento di uno dei pochi giovani presenti in sala. Uno dei pochi che ha centrato lo spirito della norma regionale, tra richieste “fuori tema” di contributi economici per fini privati e degli urlaticahier de doleances. Ha parlato di omogeneità nell’ uso dell’ illuminazione pubblica, derivante da fonti rinnovabili e proveniente da lampade a led tutte uguali per i tre comuni, dell’adozione di un piano del colore ispirandosi alla vicina “città bianca” di Ostuni, di un arredo urbano omogeneo, marciapiedi, panchine e pattumiere tutte simili e addirittura una Polizia locale con un campo d’azione esteso alle tre municipalità coinvolte. E di una maggiore attenzione per i beni storici della Valle dell’ Idro, che si snoda in tutti e tre i comuni. Un contributo che è valso l’intera serata, a modesto parere di chi scrive. Perché bisogna lasciare da parte l’ astio per l’ amministratore che ci è antipatico in queste occasioni, né pensare di realizzare l’ennesima rotatoria, l’ennesimo marciapiede, piazza o fondo stradale con i soldi dell’ Unione europea. Non bisognerebbe scomodare l’intervento esterno di una legge regionale che muove capitali da Bruxelles per fare qualcosa di così immediato come un marciapiede o una illuminazione. Basta il lavoro di un bravo assessore.

Salvo Sammartino

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PD Otranto: Convegno “FAVORIRE LO SVILUPPO: Dal Sostegno alle Imprese al Finanziamento delle Strutture Ricettive”

PD CIRCOLO DI OTRANTO

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Domenica 6 febbraio 2011

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_________ alle ore 10 _________

Castello Aragonese di Otranto – Sala Triangolare

CONVEGNO

FAVORIRE LO SVILUPPO:

“Dal Sostegno alle Imprese al Finanziamento delle Strutture Ricettive”

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Introdurrà:

Gabriele TEMIS – Coordinatore Circolo PD di Otranto

Saluterà:

Dott. Luciano CARIDDI – Sindaco di Otranto

Interverranno:

Francesco VETRUCCIO – Vice Sindaco di Otranto

Sergio BLASI – Segretario Regionale PD Puglia

Chiuderà:

Loredana CAPONE – Vice Presidente Regione Puglia

Ass. Sviluppo Economico

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Amministrazioni Comunali, Imprese e Cittadini sono invitati a partecipare

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Le amministrative ad Otranto, un’analisi dei gruppi e delle coalizioni, parte seconda

Continuare ad analizzare con semplicità la situazione dei gruppi o delle espressioni politiche ad Otranto serve a comprendere quanto siano complesse anche le dinamiche sociali di un piccolo comune sottoposto per gran parte dell’anno ad uno stress da grande città. Milioni e milioni di euro di fatturato durante la stagione estiva portano ad interessi giganteschi da gestire, purtroppo, con una piccolissima struttura amministrativa quale quella di un piccolo comune, con inevitabili distorsioni spesso indipendenti dalle volontà degli amministratori. Per questo motivo la componente politica, i vari gruppi, partiti, coalizioni, sono anch’essi sottoposti ad un carico di lavoro impensabile per gli altri comuni di analoghe dimensioni presenti nel Salento. Questa è la seconda parte della riflessione avviata seguendo il percorso di un piccolo gruppo che alle scorse amministrative aveva espresso un singolo consigliere comunale. In questo articolo si analizza la situazione di quello che è oggi il Pdl (in attesa che muti il nome, così come anticipato sui media nazionali). Il Pdl aveva costituito una civica “Alleanza per Otranto” che è attualmente all’opposizione, con varie componenti, non tutte appartenenti all’area di centrodestra. Si tratta, costantemente, del gruppo politico che ottiene la maggioranza assoluta alle elezioni politiche nazionali da quando esiste il sistema bipolare. Un risultato costante ed ininterrotto che vede, qualche volta, solo dei lievi spostamenti. Si può affermare, dunque, che il Pdl rappresenta il naturale orientamento di voto della cittadinanza di Otranto. Oggi, al suo interno si trovano le componenti ex alleanza Nazionale, quelle di Forza Italia ed una espressione più civica e centrista non perfettamente inquadrata che ha comunque aderito alla compagine. Il Pdl di Otranto ha espresso un consigliere provinciale che è l’ex Sindaco Francesco Bruni ed ha ottenuto un buon risultato anche alle regionali. Oggi, il coordinatore del Pdl ad Otranto è una donna, Francesca Bortone, che ha avviato un percorso di rinnovamento, mentre coordina il gruppo giovanile Antonio Melcarne. Da questo gruppo strutturato uscirà il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali ma, come al solito, vi è incertezza sulla figura rappresentativa dell’intera coalizione. Ora, il candidato alla scorsa tornata elettorale è stato Corrado Sammarruco (ex vicesindaco ed ex consigliere provinciale). Sammarruco dovrebbe essere il candidato naturale, dunque, a sfidare di nuovo Luciano Cariddi. Tuttavia, come risulta da alcuni comunicati inoltrati alla stampa in occasione delle assemblee di partito, Sammarruco avrebbe fatto un passo indietro per lasciare spazio ad un’altra figura. Tale candidato il Pdl avrebbe dovuto annunciarlo con largo anticipo ed in maniera ufficiale. Oggi non siamo ancora nell’imminenza della campagna elettorale, ma su tale figura vi è incertezza. Solo ipotesi, dunque, che non lasciano nessuna speranza di non poter essere smentite dai fatti. A questo punto la rosa non è molto ampia, si dice, e comprende quattro cinque nomi. In pole position apparirebbe Tommaso de Benedetto, ex Presidente di Alleanza Nazionale ed a lungo Vicesindaco di Otranto. Dalla sua ha una parte consistente del Pdl e gode di molta stima. La candidatura di Tommaso De benedetto sposterebbe l’asse del Pdl più verso destra. Altre voci non escludono dei “ritorni” per cui, ad esempio, non sarebbe da escludere la candidatura di Francesco Bruni, consigliere provinciale ed a lungo Sindaco di Otranto. Sempre in quest’ottica, potrebbe essere riproposto Corrado Sammarruco, figura che, nel recente passato, è stata in grado di raccogliere intorno a se componenti eterogenee che andavano oltre il Pdl. Infine, ci sarebbe anche la possibilità di proporre Pierpaolo Tondo, ex Assessore del Comune di Otranto, collaboratore del Ministro Alfano ed attualmente consigliere d’opposizione. Insomma, una corsa a quattro, si dice, con due punte e due mediani, per fare un paragone calcistico. Resta da vedere se davvero si riuscirà a sapere il nome del candidato con un congruo anticipo, oppure se bisognerà attendere gli ultimi giorni così come successe alla scorsa tornata elettorale.

Elio Paiano

Le amministrative ad Otranto, un’analisi dei gruppi e delle coalizioni, parte prima.

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PUG, centro prelievi e opere pubbliche: ecco la video lettera del sindaco di Uggiano

È on line dallo scorso sabato sul sito istituzionale del comune di Uggiano la Chiesa la videolettera del sindaco. Si tratta ormai di una consuetudine adottata dal primo cittadino Salvatore Piconese, che utilizza questo strumento per entrare nelle case dei suoi concittadini. Sindaco in primo piano, nel suo studio, con le icone della cosa pubblica sullo sfondo, tra cui spicca il ritratto del presidente della Repubblica Pietro Napolitano. Si tratta di uno strumento, quello della videolettera utilizzato anche dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, ma in un territorio come il nostro ha anche la valenza dell’avvicinare persino gli emigranti alla vita amministrativa, oltre a quella dell’informazione e del proselitismo. Al centro della videolettera di questi giorni, le numerosissime novità che stanno coinvolgendo in questo periodo la cittadina di Uggiano. Dal Piano Urbanistico Generale, alle nuove opere pubbliche previste per il triennio, al centro per il prelievo ematico. Tre argomenti che potrebbero essere oggetto di contesa tra maggioranza e minoranza, per una serie di particolari che vengono via via chiarendosi: in fondo, una città non può crescere, se maggioranza e opposizione non si scontrano sui dettagli delle iniziative, perché è dallo scontro che poi si può istaurare il dialogo e permettere il processo di crescita. Sarebbe però interessante, ai fini della ricerca meramente sociologica, se anche la minoranza consigliare realizzasse una videolettera, ogni volta che la fa il sindaco: sarebbe un modo come un altro, per i cittadini, per confrontarsi e decidere da che parte stare, il che nella vita di un piccolo centro è sempre qualcosa di molto relativo e inerisce esclusivamente la sfera politica e, fortunatamente, non affettiva.

Angela Leucci

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Tre nuovi bandi presentati al Castello: beni culturali, chioschi bar per vitalizzare le periferie e le attività nei locali in area fabbriche

Presentati tre nuovi bandi pubblici nella serata di giovedì 27 gennaio scorso presso la Sala triangolare del Castello aragonese di Otranto. A presentare le nuove iniziative, oltre al Sindaco Luciano Cariddi, il consigliere Gianfranco Stefano e il dirigente dell’ ufficio segreteria Francesco Miggiano. Annunciati come bandi rivolti ai giovani, i bandi in realtà attribuiranno punteggi in più ai candidati che non hanno ancora superato la soglia dei 40 anni. Il primo bando riguarda i beni culturali. Presentato dal Sindaco come una sorta di concorso, per il quale ci saranno anche dei premi in denaro, interesserà beni culturali come quelli che ricadono all’interno di proprietà private ma non per questo non fruibili dai turisti. Il progetto dovrà essere presentato da un gruppo di soggetti o da singoli, diplomati, residenti a Otranto da almeno 3 anni. Attraverso un premio di mille euro per il primo classificato, 750 euro per il secondo e 500 euro al terzo, il bando ha una “veste” di concorso cui seguirà lo “start up” aziendale fornito dal Comune a chi “si aggiudica” il primo posto. Il secondo bando riguarda invece la valorizzazione funzionale di tre aree verdi nelle periferie cittadine. La valorizzazione, oltre che con arredo urbano e con la piantumazione di verde o della sua manutenzione sarà funzionale alla gestione di un chiosco bar, tipo “grillerie” o pizzeria e tavola calda presso il quale si dovrà, sempre secondo il bando, esercitare anche forme di intrattenimento di vario tipo, dallo spettacolo musicale serale ai giochi per bambini. Con questo secondo bando si punta a rivitalizzare tre aree periferiche: la pinetina antistante il campo da calcetto comunale in zona 167, il piazzale tra la riviera degli Haethey e via F.Sforza (adiacente all’hotel la Plancia) e il parco recintato in via Sforza di fronte all’ auditorium diocesano “Porta d’Oriente”. I vincitori del bando dovranno farsi carico della manutenzione delle aree verdi “alleggerendo” il Comune da tale incombenza, in cambio della gestione, si pensa 15ennale dei collegati chioschi-bar. Il terzo bando riguarda invece 4 dei 6 locali comunali in area Fabbriche, all’imbocco della zona portuale. Due verranno dati in gestione senza vincolo alcuno per attività commerciali di qualunque tipologia; due invece sono funzionali alle attività che il Comune intende rivolgere al funzionamento amministrativo del costituendo porto turistico e sono fuori dalla gara; uno è destinato a diventare un bar, mentre l’ultimo è vincolato alle attività portuali. Su questo ultimo punto si acceso il dibattito in sala, poiché le attività portuali che vanno dal diving alla gestione di agenzie marittime, dalla vendita di attrezzature per la diportistica a quella delle attrezzature per il pesca-turismo saranno sicuramente i prossimi recettori degli investimenti nella nostra cittadina.

Salvo Sammartino

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Giorno della Memoria a Uggiano: la maggioranza “dimentica” di invitare la minoranza?

È frattura tra maggioranza e minoranza a Uggiano la Chiesa. La ragione non è, come si potrebbe pensare, qualcosa di strettamente politico, ma qualcosa che ha più a che fare con il vivere e il convivere nella stessa cittadina. In due parole: la minoranza ha lamentato di non essere invitata nel corso della commemorazione che si è tenuta oggi, relativa alla Giornata della Memoria, la ricorrenza per ricordare gli orrori della Shoah, affinché intolleranza verso il diverso diventi solo un’espressione obsoleta. Così, in una lettera inviata dai consiglieri di minoranza, sotto la sigla “Gruppo civico Arcobaleno – Progetto Futuro” con le firme di Fernando Antonio Risolo, Claudio Augusto Franco, Maria Cristina Rizzo, Andrea Stefano De Paola e Davide De Giuseppe, al prefetto di Lecce e alla dirigente dell’istituto comprensivo di Uggiano e per conoscenza al sindaco Salvatore Piconese e al capogruppo di maggioranza, l’opposizione ha espresso il proprio dissenso verso quanto accaduto. “È con grande rammarico – si legge – che constatiamo che, ancora una volta, il sindaco di Uggiano la Chiesa ha violato le più elementari regole democratiche. Oggi l’amministrazione comunale e la dirigenza scolastica, insieme agli alunni dell’istituto comprensivo, ricorderanno la tragedia dell’Olocausto e il sindaco, more solito, non ha esteso l’invito al gruppo consiliare di minoranza. La discriminazione può avere tante facce e tante sfaccettature, a iniziare dalla prevaricazione ed esclusione dell’altro, sistematicamente perpetrata da quest’amministrazione Comunale, a dispetto dei proclami di partecipazione e condivisione”. Il primo cittadino non condivide il pensiero della sua minoranza. “Trovo un po’ fanciullesco il comportamento dei consiglieri di minoranza – commenta Piconese – i quali scrivono al Prefetto per non aver ricevuto l’invito. Se avessero avuto a cuore il tema dell’incontro avrebbero potuto partecipare, vista la risonanza e l’importanza dell’iniziativa pubblica. Credo che stiano giocando a fare la parte degli offesi, considerando che quando erano loro maggioranza non hanno mai organizzato in dodici anni nulla per ricordare la Shoah. Pertanto, penso che stiano esprimendo un indecoroso sentimento di invidia e di fastidio per chi, come noi, ha collaborato, da subito, con la dirigenza scolastica per mantenere vivo il ricordo dell’Olocausto”.

Angela Leucci

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Le amministrative ad Otranto, un’analisi dei gruppi e delle coalizioni, parte prima.

Tra poco più di un anno e mezzo si voterà per le amministrative. Gruppi politici, coalizioni, movimenti, qualsiasi settore pubblico e privato subirà la consueta mobilitazione. Ci sono e ci saranno novità, spostamenti, schieramenti e passaggi di campo più o meno numerosi, come sempre. In varie puntate ed a più mani, cercheremo di fare un’analisi della situazione per accompagnare i lettori verso questo lungo percorso. Il primo episodio riguarda lo strappo consumato già da tempo, tra il consigliere Fabio Marrocco ed il gruppo che lo ha supportato. L’ingresso in politica del consigliere Marrocco è avvenuto con il supporto di un folto gruppo di attivisti tra i quali il più noto è Livio Corchia che è stato a lungo nel Consiglio Comunale di Otranto. Un percorso di successo che ha portato il consigliere Marrocco nella maggioranza di Palazzo Melorio con un ottimo risultato. Qui il consigliere ha svolto la sua azione amministrativa con varie deleghe, soprattutto legate ad alcuni lavori pubblici. Ad un certo punto, tra il consigliere, il suo gruppo ed il resto della maggioranza sono nati diversi attriti, legati all’azione amministrativa ed al turn over degli assessori stabilito all’inizio della legislatura. Il Consigliere fece pervenire una lettera in cui lamentava il mancato cambio di deleghe assessorili a suo tempo deciso, con un po’ di insistenza, con una lettera resa nota al pubblico, ma senza particolari risultati. Paradossalmente, tuttavia, proprio questa azione portò ad un cambio per cui l’unico Assessore tecnico del Comune di Otranto, Totò Miggiano, lasciò il posto all’attuale unica donna Assessore Lavinia Puzzovio. La vera svolta, tuttavia, avviene poco dopo, quando, per questioni legate sempre all’azione amministrativa, si consumano vari strappi. A quel punto, il consigliere Marrocco, decide di ricucire lo strappo con la sua maggioranza e ne crea uno con il gruppo che lo aveva sostenuto. Una divisione tra il consigliere ed il suo gruppo che ha generato anche un atteggiamento critico da parte dei suoi ex sostenitori tutta rivolta, però, all’azione amministrativa. In pratica lo strappo tra il consigliere ed il suo gruppo ha generato uno strappo tra questo stesso gruppo e la Maggioranza di Palazzo Melorio. Uno dei quesiti è se questo gruppo sosterrà o meno, nella prossima tornata elettorale, l’attuale maggioranza. “Bisogna essere critici, prima di tutto in casa propria” ha ribadito più volte Livio Corchia. Da ciò si potrebbe dedurre che non tutte le porte sono state chiuse tra l’attuale maggioranza, guidata da Luciano Cariddi, e la parte politica dell’Associazione “Otranto Nuovi Orizzonti”. Le distanze, invece, appaiono incolmabili tra il consigliere Marrocco e Livio Corchia ed il resto del gruppo che lo ha sostenuto. Insomma, uno dei temi delle prossime amministrative, riguardo gli schieramenti, è quello legato a questa parte di cittadinanza attiva che potrebbe scegliere di rientrare nell’attuale maggioranza (magari sostenendo un soggetto diverso), scegliere l’opposizione del gruppo Allenza per Otranto, oppure, infine, creare una propria proposta. In quest’ultimo caso si andrebbe alle elezioni con tre liste. Per ora tutto resta in un limbo, mentre l’azione del gruppo politico rappresenta di volta in volta per la Maggioranza di Cariddi un buon suggeritore di soluzioni, una critica costruttiva ma anche una vera e propria spina nel fianco. Insomma, il percorso è lungo, fino a giungere alle amministrative, ma di questioni in sospeso tra gli schieramenti ce ne sono tante.

Elio Paiano

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Avvio dei lavori al Parco rionale in zona “Fanghi”. Il vicesindaco Vetruccio: “un altro anno e mezzo per dedicarci a piccoli interventi di riqualificazione”.

L’avvio dei lavori di riqualificazione di un piccolo lotto di terreno comunale tra l’area cimiteriale e il Rione Fanghi è stato lo spunto per contattare telefonicamente il vicesindaco di Otranto Francesco Vetruccio e per incontrare lo stesso Sindaco Luciano Cariddi, proprio nell’area dei cantieri di quello che sarà il Parco rionale “Fanghi”. La piccola area posta tra i caseggiati, a pochi metri dall’ area cimiteriale e della viabilità per Uggiano diventerà presto un parco con aiuole, verde, una zona a parcheggio. Grazie alla riqualificazione del campo di calcetto e del campo di bocce già esistenti, diverrà una zona ricreativa a pochi metri dal centro urbano. I lavoro, iniziati ieri mattina consentiranno entro la prossima primavera, di vedere i risultati di un intervento che gli abitanti del rione aspettavano da anni, come il signor Luciano Esposito che ha speso tante energie per questo risultato. “L’area era da tempo abbandonata a sé stessa- ci ha detto Luciano Esposito- e ringrazio l’amministrazione che, dopo un primo intervento di ripulitura dal materiale di risulta e rifiuti vari in pieno agosto, ha finalmente avviato i lavori per i quali mi sono battuto tanto”. Pochi minuti prima di incontrare Esposito presso il cantiere, avevamo contattato telefonicamente il Vicesindaco Francesco Vetruccio per conoscere alcuni dettagli “tecnici”: “ Ieri c’è stato l’avvio dei lavori e questa mattina ho già fatto un sopralluogo al cantiere”- ha esordito Vetruccio- “l’ appalto è stato assegnato circa dieci giorni fa ad una ditta locale e i lavori consentiranno il recupero di una zona comunale da troppo tempo abbandonata”. Poi ci mette a conoscenza di alcuni dettagli di spesa: “Avevamo destinato una somma intorno ai 30-40mila euro di fondi propri, accantonati per un Piano di riqualificazione urbana della stazione e la via Alimini. Grazie al co-finanziamento con il Prusst (Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio promossi dal Ministero dei lavori pubblici ) avremmo potuto gestire per quell’intervento un finanziamento di 250mila euro complessivi. Queste risorse erano però ferme da lungo tempo, come del resto sono fermi i Programmi ministeriali. E in attesa della prossima tornata di finanziamenti abbiamo così svincolato queste somme per investirli nella riqualifica del Parco del Rione Fanghi. Nn appena il Ministero si muoverà puntiamo nuovamente a riqualificare la zona di Alimini”. Oltre alla riqualificazione del campo di calcetto, che avrà una nuova copertura in rete, nuove porte e un nuovo fondo di gioco, ci saranno aree a verde e la piantumazione di essenze sempreverdi, in modo da creare un parco pubblico intervallato da camminamenti, marciapiedi, panchine, illuminazione e arredo urbano. Ci sarà anche lo spazio per una dozzina di posti auto sul lato della strada e il traffico in entrata e in uscita verrà gestito tramite pass magnetici e tornelli a scomparsa. Questo ci fa pensare che il traffico veicolare, che specie in estate rende invivibile il quartiere, caratterizzato da appartamenti e villette a due piani con l’ingresso a pochi metri dalla strada, verrà interdetto ai non residenti, per garantire la giusta tranquillità ai cittadini. Prima di chiudere il telefono, il vicesindaco Vetruccio ci anticipa: “Ci prendiamo l’ultimo anno e mezzo di mandato per vedere le piccole criticità del paese: le aree periferiche più degradate e alcune zone del centro urbano poco curate avranno dei piccoli interventi, come quello che andremo a fare a breve a Borgomonte, dove abbiamo già appaltato i lavori per riqualificare la scala con basoli in pietra viva, corrimano, lampade e un arredo urbano dedicato a quei luoghi storici”. Durante la visita al cantiere in compagnia del signor Esposito, ci ha raggiunti anche il Sindaco Luciano Cariddi, giunto per mettere a punto dei piccoli dettagli con uno dei responsabili del cantiere. La sua presenza è diventata il fulcro di un incontro a cui ha preso parte anche il collega Elio Paiano che vive in questa zona, insieme ad altri abitanti del quartiere. La cura per i dettagli del Sindaco è ammirevole. Ha persino premura di suggerire che la parte superiore del campo venga coperta con la rete affinché i ragazzi non perdano il pallone. Dopo alcune battute con noi, ci riserva alcune anticipazioni: “Terminati i lavori di collegamento tra via Antonio Primaldo e il prolungamento di via Catona, ci occuperemo di ridurre i marciapiedi di via Primaldo a meno della metà, ripiantumare il viale con alberi sempreverdi e di realizzare i parcheggi per i residenti a filo del marciapiede”. Un intervento che darà una nuova faccia all’ingresso sud della nostra città, maggiore sicurezza per il traffico e una nuova immagine di una delle più trafficate arterie cittadine.

Salvo Sammartino

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