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Anche Uggiano La Chiesa e Casamassella hanno aderito alla campagna internazionale del WWF “60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”

Luci spente in tutto il mondo per dare un po’ di luce alla Terra. Giunta alla quinta edizione, la maratona del Wwf partita sabato scorso dalle Isole Chatham, in Nuova Zelanda, ha fatto tappa anche nel Salento. Tra i comuni protagonisti: Uggiano La Chiesa e Casamassella. In Italia erano le 7.54. Ma l’ora X è scattata per tutti alle ore 20.30 e, attraversando i fusi orari di sette continenti, ha spento le luci di 79 capitali e decine di metropoli. A chiudere la hola di buio e di speranza, alle 8.30 italiane del 27 marzo, l’isola di Raratonga, nell’arcipelago delle Isole Cook, oceano Pacifico. Si è osservato anche un minuto di silenzio per il Giappone, emblema, suo malgrado, della fragilità del nostro eco-sistema e della necessità di salvaguardarlo.

Partecipazione numerosa quest’anno in l’Italia: 240 Comuni coinvolti, l’iniziativa ha goduto di grande popolarità sui Social network. “Il Wwf – ha spiegato il suo presidente Stefano Leoni – ha deciso di mantenere vivo lo spirito dell’evento nonostante la tragedia in Giappone, il rischio nucleare e i combattimenti in corso nel Mediterraneo perché ‘l’Ora della Terra’ dà un messaggio di speranza, per un futuro sostenibile per il Pianeta”.

Anche l’amministrazione comunale di Uggiano La Chiesa si è resa partecipe dell’evento internazionale, nello spirito comunitario che contraddistingue la manifestazione: puntare alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e favorire un utilizzo corretto e appropriato delle fonti energetiche rinnovabili.

Dalle 20.30 alle 21.30 si sono così spente le luci delle piazze Umberto I e Vittorio Emanuele II di Uggiano e Casamassella, evento preceduto in mattinata da un incontro nella scuola media locale sui temi della sostenibilità ambientale tra i giovani studenti e il sindaco Salvatore Piconese.

Non solo Uggiano. Anche a Lecce ha raccolto l’invito e all’ora prestabilita è stata spenta l’illuminazione pubblica in piazza Sant’Oronzo, dove il Wwf Salento ha allestito uno stand informativo.

L’obiettivo di Earth Hour 2011 è coinvolgere Istituzioni, cittadini e aziende ad andare “Oltre l’ora” e avvicinare le persone a uno stile di vita più sano, per il Pianeta e per se stessi.

Quest’anno l’evento ha varcato i confini dei Paesi in via di sviluppo e dagli equilibri politici e sociali precari, come Iran, Palestina, Libano, Giamaica, Uganda, Swaziland, Tajikistan, Azerbaijan e Uzbekistan, Trinidad&Tobago, Lesotho e Ciad.

E’ stato il segretario generale dell’Onu a lanciare il conto alla rovescia finale: “In ogni angolo della Terra – ha detto Ban Ki-Moon – gli individui, le comunità, le imprese e i governi stanno realizzando nuove idee e tecnologie per creare un futuro comune sostenibile. Usiamo 60 minuti di buio per aiutare il mondo a vedere la luce”.

Jenny De Cicco

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Uggiano, scambio di accuse tra maggioranza e minoranza: a colpi di manifesti e di Facebook

A Uggiano una polemica nata in aula dopo il Consiglio comunale del 22 marzo scorso cresce e si sviluppa con manifesti e su Facebook, per una singolare sostituzione dei luoghi istituzionali con quelli virtuali dei social network. L’assise del 22 marzo scorso (sunto al link: http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ) si è infatti aperta con la consegna di tre interrogazioni del gruppo di minoranza “Progetto futuro” guidato da Maria Cristina Rizzo e Tonino Risolo. La prima riguarda la gestione della biblioteca comunale De Viti De Marco, “realizzata grazie ad un fondo Pis di 116mila euro”, si legge nell’interrogazione, e che sarebbe dovuta essere, anche attraverso borse di studio, “il volano e il fulcro di attività culturali nella comunità”. La seconda per chiedere al sindaco perché “non invita l’intero Consiglio comunale alle manifestazioni organizzate dal Comune e da terzi”. L’ultima per lamentare un 150enario “trascorso senza alcuna manifestazione, né iniziative per la cittadinanza”, accusare la “freddezza e distacco” del sindaco, cui sarebbe “mancato l’amore per la Patria e per le Istituzioni”, e chiedere notizie precise sulle spese per fiori, bandiere e addobbi. Il Consiglio ha quindi accolto le tre interrogazioni, e il sindaco si è detto pronto a dare risposta nella giusta sede istituzionale. Ma la minoranza ha immediatamente spostato la questione su Facebook, condividendo con il profilo di Otranto Oggi le tre interrogazioni e le due note firmate dal gruppo di opposizione: una per la mancata nomina della commissione Pari Opportunità, con il “tentativo del sindaco di nominare sette componenti esterni senza alcuna graduatoria per titoli”, ovvero uno “scippo” per “far nominare dalla sola maggioranza tutti i componenti”; episodio cui è seguito l’abbandono dell’aula, in segno di protesta, del gruppo di minoranza. L’altra interrogazione, invece, per lamentare l’“aumento dal 30 al 40 per cento” delle spese derivanti dalla nuova convenzione per il servizio di segreteria comunale con Muro, dopo altri accordi andati a monte. La replica sul social network non si è fatta attendere: oggi, sabato 26 marzo, il gruppo di maggioranza “Insieme per cambiare” ha pubblicato sulla questione un manifesto in cui il sindaco ha replicato di avere una maggioranza salda e solida, spiegando le dimissioni di Vincenzo Fanciullo e la nomina di Luca Leo e additando le lacerazioni della maggioranza. Nonché facendo un breve resoconto delle opere pubbliche in cantiere: 1milione e 300mila euro di fondi Pirp per la zona 167 e 600mila euro stanziati dal governo per completare la scuola elementare di Uggiano, senza contare il nuovo Piano delle opere pubbliche con prossimi lavori per il ripristino del manto stradale e lo sviluppo degli assi viari, un risparmio di 13mila euro grazie al servizio di prelievi sanguigni presso il centro polivalente di Uggiano, il futuro rilancio della Biblioteca e del servizio “Informagiovani”. Riferimenti inoltre all’ eredità problematica della rete pluviale e dei lavori in via Badisco e via Valle dell’Idro, e il richiamo alla denuncia della Commissione antimafia, con la minoranza difesa dal sindaco nonostante la contrapposizione ideologica. Chiudendo il tutto con un rimprovero per la “fuga” dal Consiglio della minoranza: un atto, dice il sindaco, irrispettoso di cittadini e istituzioni.

Salvo Sammartino

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Lsu, la solidarietà del Consiglio comunale di Uggiano: “Una battaglia che interessa tutti”

Nella serata del 22 marzo scorso, presso l’aula consiliare di Uggiano la Chiesa, durante un movimentato Consiglio comunale (http://www.otrantooggi.it/2011/03/23/uggiano-il-consiglio-lascia-invariate-le-aliquote-irpef-ed-ici-piccolo-rimpasto-di-deleghe-2/ ), è stata votata una delibera che ha colto la sollecitazione di 135mila 500 lavoratori ex Lsu/Ata, in agitazione da settimane contro i tagli del governo. In sostanza, il Consiglio comunale ha deciso, seppure con i soli voti della maggioranza ( l’opposizione aveva scelto di abbandonare l’aula in forma di protesta, ma non per questo ordine del giorno) di sollecitare i ministri del Lavoro Sacconi, dell’ Economia Tremonti e dell’Istruzione Gelmini a risolvere lo stato di precarietà di una intera categoria di lavoratori del Mezzogiorno che dal prossimo luglio rischiano di rimanere senza occupazione a causa dei già annunciati tagli alle 4mila scuole d’ Italia. Inoltre, su proposta dell’ assessore alle Politiche sociali, Tonino Nicolazzo, si sensibilizzeranno anche tutti i parlamentari e senatori della provincia di Lecce di ogni schieramento, inviando loro una copia della delibera, ad avvicinarsi alla questione e a cercare rapide soluzioni. Parliamo delle istanze di 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010: «Mandiamo un messaggio di solidarietà alle famiglie dei lavoratori che da più settimane sono in mobilitazione per garantirsi un futuro dignitoso”, ha spiega il sindaco di Uggiano Salvatore Piconese al termine dei lavori del Consiglio comunale e in attesa di affrontare una seduta di giunta. “Il Comune di Uggiano sostiene così la loro lotta presso le istituzioni competenti estendendo l’ invito all’ intera compagine parlamentare salentina. La scelta di portare la questione sociale e umana di 13.500 lavoratori in Consiglio comunale è un segno di civiltà politica”, conclude il sindaco di Uggiano, che invita gli altri sindaci a fare lo stesso “poiché il futuro di questi lavoratori investe direttamente le comunità in cui essi vivono e risiedono”. Dopo la delibera, approvata senza la minoranza che aveva già lasciato l’ aula, come si diceva in apertura, il sindaco Piconese si è detto rammaricato di non aver avuto una maggioranza piena per un argomento che avrebbe a suo dire incontrato anche la sensibilità della controparte politica.

Salvo Sammartino

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Uggiano, il Consiglio lascia invariate le aliquote Irpef ed Ici. Piccolo rimpasto di deleghe

Una buona notizia su Irpef ed Ici, che rimarranno invariate. Quanto al resto, l’ultima seduta di Consiglio comunale a Uggiano, il 22 marzo, può essere sintetizzata in tre fasi crescenti. La prima, quella della nomina di Edmondo Di Pierro al posto del dimissionario Luca Leo, è stata quella della sorpresa. La seconda, quella relativa al voto sulla convenzione tra Uggiano e Muro leccese per il servizio di segreteria comunale, è stata la fase dell’ira. La terza ed ultima, sulla nomina del comitato per le pari opportunità, quella della fuga.

Andiamo per ordine. La sorpresa è stata veder consumare un piccolo rimpasto nella maggioranza, salutato tra gli applausi di pubblico e opposizione. La vicenda parte il 16 febbraio 2011, quando l’assessore Vincenzo Fanciullo rimette al sindaco le sue deleghe; al suo posto viene nominato Luca Leo. Dopo un mese, il 15 marzo, anche Luca Leo si dimette da consigliere comunale. Compito eccessivamente gravoso? Crisi politica? Nulla di tutto questo: “Luca Leo la scorsa settimana è stato nominato con decreto del Sindaco assessore esterno con nuove deleghe”, spiega il sindaco Salvatore Piconese, “e lavora alle politiche giovanili, al radangismo, all’ innovazione tecnologica e servizi informatici al patrimonio e alla manutenzione del territorio, compiti diversi da quelli che aveva Fanciullo” tiene a precisare Piconese. Nessuna crisi in maggioranza, dunque, e più che un rimpasto una sorta di rotazione che ha riguardato anche Di Pierro, la cui nomina è stata preceduta dagli auguri di buon lavoro del gruppo di opposizione e uno scroscio di applausi. Ma sulla eco delle acclamazioni, non appena iniziata la discussione sulla gestione del servizio di segreteria comunale – che sarà in forma associata tra Muro e Uggiano – è iniziata la seconda fase, quella dell’ ira. In merito, infatti, la soluzione proposta dalla maggioranza, dopo alcune poco fortunate prove andate a monte, poco ha convinto l’opposizione, che ha votato contrario. Ma è stato nella terza fase del Consiglio, quella sulla nomina della commissione per le pari opportunità, che la tensione politica ha debordato, con l’ abbandono o la “fuga”, per dirla con Bach. In discussione i metodi per la nomina della commissione di undici elementi: secondo il regolamento, tre elementi sono di diritto e sono stati individuati in Alessandro Giuseppe Zezza, Umberto Muci e Maria Cristina Rizzo, tutti membri del Consiglio. Gli altri sette elementi, invece, si sarebbero dovuti scegliere in una lista di 21 candidati ed essere espressione della cittadinanza, con il voto segreto di ciascun consigliere, che poteva scegliere un massimo di sette nomi. E il condizionale è obbligatorio, poiché al no della maggioranza alla richiesta dell’opposizione di nominare la commissione rispettando invece le maggioranze presenti in aula, tutti i consiglieri di minoranza hanno lasciato l’aula, facendo venir meno il numero legale. Un attimo di delusione del primo cittadino, che d’impeto ha parlato di ostruzionismo. Poi, dopo il voto su Irpef e Ici – le cui aliquote rimarranno invariate – la maggioranza, rimasta da sola in aula, ha colto la sollecitazione dei lavoratori e dei sindacati degli operai ex LSU/ATA, e scriverà ai ministeri del lavoro, dell’economia e dell’istruzione per chiedere la stabilizzazione dei 13mila 500 operai italiani del comparto. L’amministrazione uggianese ha portato in Consiglio comunale la questione impegnando l’assise con una delibera per il sostegno ai lavoratori. Inoltr, intende però scrivere ai parlamentari e senatori leccesi per rappresentare le istanze dei 1200 operai leccesi, tra i quali anche due cittadini di Uggiano che non percepiscono stipendio dalla fine del 2010.

Salvo Sammartino

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Nucleare sulla costa idruntina, il Fronte del no assicura: sarà guerra

Ci si avvia verso un referendum che in Italia c’è già stato in passato, ma che stavolta ci interessa ancor più nella riproposizione attuale. Se dovesse passare il no (che al referendum equivarrà a un sì, secondo come sarà posta la domanda), infatti, le centrali nucleare potrebbero essere realizzate sulla costa adriatica intorno a Otranto, ritenuta una zona a basso rischio sismico.

Che il territorio sia a basso rischio, intanto, è tutto da vedere: in fondo nel 1743 la città di Nardò fu colpita da un terremoto del nono grado della Scala Mercalli. Ed infatti la politica si sta già schierando: a dire no al nucleare ci sono molti movimenti e partiti di sinistra accanto ai radicali e agli ambientalisti. “Ci chiedono di non farci trasportare dall’onda emotiva degli ultimi eventi giapponesi – spiega infatti la segretaria magliese di “Sinistra Ecologia e Libertà” Maria Teresa De Maggio – ma è necessario ricordare che il commissario europeo all’energia Oettinger ha pronunciato la parola apocalisse, sui fatti del Giappone. È ovvia la premessa che Sel sia da sempre contro l’installazione di centrali nucleari sul nostro territorio e, soprattutto, che promuova in ogni modo possibile lo sviluppo delle fonti alternative di energia. Da affiancare, magari, a un modello di società differente, basata su un maggiore equilibrio con la natura e abituata a una gestione meno dissennata delle risorse, anche nelle piccole cose di ogni giorno. L’ anomalia italiana ritorna anche in questo frangente; purtroppo ci troviamo, nostro malgrado, governati da una classe dirigente che insiste su questo punto proprio mentre in Germania si fermano sette centrali e si sospende la decisione di prolungare la vita delle altre, in Francia e in Russia si effettuano grosse verifiche degli impianti, e tutto lascerebbe intendere che il disastro giapponese sia arrivato per mettere un freno definitivo allo sviluppo dell’energia nucleare”.

Una più ampia lettura del problema viene fornita dalle sezioni regionali dei partiti, delle associazioni e dei movimenti che estendono il problema anche alle altre zone pugliesi che potrebbero essere interessate da centrali nucleari: “L’individuazione di possibili siti da utilizzare quali depositi di scorie nucleari a Otranto e a Casarano – commenta il coordinatore regionale di Alternativa comunista, Michele Rizzi – oltre a quelli di Avetrana nel Tarantino e a Mesagne nel Brindisino, dimostra la volontà imperterrita di questo governo di procedere alla scelta del nucleare. Evidentemente non è bastata la catastrofe giapponese, forse anche perché nucleare significa profitto per grandi aziende, appalti, smaltimento e gestione dei siti, ossia un ricco business che passa sulla testa dei lavoratori pugliesi e non solo. Alternativa comunista ribadisce la sua totale opposizione a questa ipotesi scellerata: saremo in prima fila con i comitati di lotta e le forze politiche sociali per fare come a Scanzano jonico, ossia bloccare la costruzione dei siti e lanciare uno sciopero generale per bloccare la catastrofe nucleare”.

Angela Leucci

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Video-Intervista al Prof. Sammarco: “Otranto, il Salento e le Istituzioni”

Il prof. Fernando Sammarco, presidente dell’Etharia dei Leoni di Messapia, intervistato da Otranto Oggi (C. Giannetta), in occasione del festival della cultura a Galatina. Otranto, le politiche culturali, lo spazio per le iniziative del territorio.

Posted in Cultura, Politica, Primo Piano, TurismoCommenti disabilitati su Video-Intervista al Prof. Sammarco: “Otranto, il Salento e le Istituzioni”

Video intervista all’On. Achille Enoc Mariano

Otranto Oggi intervista l’On. Achille Enoc Mariano, esponente dell’ex MSI e AN. Dove sta andando la nuova politica, quali prospettive per i giovani, quali rapporti tra ex AN, PDL, FLI.

Intervista a cura di Claudio Giannetta

Riprese e montaggio a cura di Francesco Giannetta

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Otranto, al voto fra un anno. Ma tutti vogliono già allearsi con tutti

Si stanno avvicinando le sfide elettorali, a Otranto: dopo l’estate la campagna elettorale entrerà nel vivo, dunque gli schieramenti politici si stanno delineando sempre più, anche se restano aperti numerosi tavoli di trattative. Gli interrogativi sono diversi e riguardano, soprattutto, le posizioni che assumeranno i vari gruppi spontanei di cittadini che si preparano a scendere in campo. L’attuale maggioranza a Palazzo Melorio dovrebbe ripresentarsi compatta all’appuntamento con il rinnovo del Consiglio comunale. “La nostra compagine non ha subito nessuna frattura, nessuno sconvolgimento o divisione”, spiega il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. “Questo è già un valore in sé, soprattutto se confrontato con le precedenti esperienze consiliari, quando in ogni amministrazione si sono avute defezioni, fratture, dimissioni e instabilità generali”. Una maggioranza unita e senza screzi, dunque, di cui Cariddi è orgoglioso: “Ci presenteremo all’appuntamento elettorale con un’alleanza politico-amministrativa che non ha mostrato nessun segno di cedimento. E’ ovvio che ogni tornata apre un’esperienza diversa, tuttavia non avere divisioni è, di per sé, un grande vantaggio. Siamo comunque aperti alle varie sollecitazioni che ci vengono dai cittadini, per cui valuteremo anche le eventuali aperture a ulteriori gruppi che intenderanno contribuire al miglioramento dell’azione amministrativa nella città”. L’altra compagine che avrà il compito di contendere alla maggioranza uscente l’amministrazione della città è il gruppo di minoranza “Alleanza per Otranto”. “Ci identifichiamo per la maggior parte col Pdl”, dice Corrado Sammarruco, “ma la nostra è una compagine ben disposta nei confronti dei contributi esterni. La scelta di lasciare aperti tutti i tavoli, anche in fatto di candidature, è dettata dal fatto che vorremmo infatti unire quante più componenti possibili attorno a un progetto chiaro e condiviso intorno al quale aggregare le tante componenti della città con cui dialoghiamo”. Insomma, carta bianca da parte di tutti nei confronti di tutti i gruppi spontanei di cittadini che intendono affacciarsi alla politica. Resta solo da comprendere chi andrà da una parte e chi dall’altra, il tutto senza trascurare eventuali sorprese dell’ultima ora: per questo molti cittadini continuano a chiedersi se stavolta non si arriverà a tre o addirittura quattro liste contrapposte.

Elio Paiano

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Un premio a Maria Cristina Rizzo

Un’uggianese premiata come “Donna coraggio”. Si tratta dell’ex sindaco Maria Cristina Rizzo, ora vicepresidente di ANCI Puglia e presidente della Fondazione “Le Costantine”. Il premio è stato conferito dall’International Association of Lions Clubs Distretto 108 AB e Lions Club Casarano, che insieme hanno organizzato il “Premio Apulions 2011”, titolo “Il coraggio delle donne”. La premiazione si è svolta ieri e ha coinvolto cinque “Donne coraggio”, tra cui la Rizzo con la motivazione: “È una donna molto impegnata, grazie a spiccate capacità e competenze organizzative, manifestate sia nella professione di avvocato che nell’impegno politico e sociale. Oltre all’impegno nel mondo professionale, di grandissimo livello, Maria Cristina Rizzo è ora vicepresidente di ANCI Puglia e presidente della Fondazione Le Costantine. Una donna che ha evidenziato un coraggio non comune nell’accettare tante responsabilità e per aver fatto diventare la Fondazione una realtà di eccezionale valenza conosciuta in tutta Italia. Leggendo la vita di Cristina Rizzo, scopri un’opera emblematica di una condizione universale nella quale si agitano le pulsioni del vivere quotidiano, spesso in cronaca, e nella quale scopri la dimensione solitaria e verticale dell’essenza della donna che affronta la vita con raro coraggio, impedendo a se stessa di recedere. Una vita di certezze da donare all’umanità”. Un’onorificenza arrivata alla vigilia dell’8 marzo e del centenario dell’istituzione della Festa della Donna. “Si tratta di un riconoscimento che mi onora – ha commentato Rizzo – e mi dà un ulteriore stimolo a proseguire lungo il cammino intrapreso”.

Angela Leucci

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Sei domande agli amministratori di Minervino attendono una risposta.

Quella delle domande ai leader politici o agli amministratori locali diventerà per “Otranto Oggi” una costante. Proporremo questionari ad assessori, consiglieri, sindaci, leader e coordinatori di movimenti politici e pubblicheremo le loro risposte in maniera integrale. Lo abbiamo fatto, ad esempio rispondendo ad una istanza del sindaco di Minervino Ettore Caroppo, che ci ha manifestato la sua voglia di avere un maggiore confronto democratico con il gruppo di opposizione “Insieme per costruire” guidato dal capogruppo Fausto De Giuseppe. Abbiamo “approfittato” di un incontro pubblico (quello del 14 febbraio scorso presso la sala consiliare di Minervino sul finanziamento per la rete di fognatura bianca) per consegnare, prima a mano e poi per posta elettronica, il nostro questionario ai due amministratori. Le regole sono uguali per tutti e due e sono state esplicitate a voce e per iscritto: nessun limite alla lunghezza dei contenuti e solo una scadenza da rispettare, ovvero la data di oggi sabato 19 febbraio 2011. Ma, ahinoi, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. E abbiamo bisogno delle risposte dei due “contendenti”, altrimenti il confronto non avrebbe senso. Attendiamo fiduciosi, ma rendiamo “costruttiva” questa attesa pubblicando il questionario. E per due motivi. Primo, per rendere più partecipi i lettori della nostra attività e secondo, per fare in modo che le risposte degli amministratori giungano con una consapevolezza più ragionata e matura. Con una metafora sportiva, diciamo che noi siamo gli arbitri, i giochi sono ancora aperti e così facendo mettiamo solo “la palla al centro”. Ma cerchiamo anche di generare delle sane aspettative nei nostri lettori verso quelle risposte che stiamo tutti attendendo. Da questo momento in poi infatti le domande non sono più sei. Ma vi è un settimo quesito, quello corale dei nostri lettori che chiedono: “Cari amministratori, quando risponderete?”.

Ecco il questionario:

Alla cortese attenzione di

– Ettore Caroppo, sindaco dei Minervino di Lecce;

– Fausto De Giuseppe, capogruppo di opposizione di “Insieme per costruire”;

1)Ultimamente, nella nostra provincia è in corso un vivace dibattito teso tra le istanze localistiche e il globale: da un lato la voglia di una parte del Salento di chiedere l’autonomia dalla Regione Puglia, dall’altro la visione “Euro-mediterranea” con l’ Unione europea del Trattato di Lisbona che apre le porte alla Turchia. A quale di queste visioni politiche avvicinare il futuro di Minervino?

2) L’economia italiana ed europea sono in una fase di stallo. Non così per la florida Terra d’Otranto, la sola meta turistica che quest’ anno ha guadagnato il 5 per cento delle presenze nonostante la crisi in corso. Minervino e le sue frazioni vantano una tradizione agricola e artigianale, ma negli ultimi stanno scoprendo il loro lato “turistico”. Su quali risorse e quali settori puntare per il rilancio della vostra economia?

3) Molti centri costieri e del nostro hinterland salentino stanno lavorando ad un Piano Urbanistico Generale. Minervino e le sue frazioni di Specchia e Cocumola vantano ancora degli splendidi borghi non ancora intaccati dalla corsa all’edilizia a tutti i costi per realizzare seconde case. Si sente l’esigenza di creare nuovi insediamenti abitativi popolari o residenziali? E di realizzare infrastrutture urbane ad uso della cittadinanza? C’è la necessità di pianificare nuove aree produttive, commerciali o turistiche? Oppure puntate a valorizzare il vostro patrimonio storico e ambientale?

4)Nuove realtà associative e gruppi di giovani animano la vita cittadina. Prova ne sono ad esempio, attività quali il presepe vivente oppure la pubblicazione di un foglio informativo settimanale. Ma il nostro territorio rischia di perdere la linfa vitale dei giovani in fenomeni quotidiani di “Fuga dei cervelli” e della manovalanza. C’è una soluzione a tutto questo? E quale?

5)Ciascuna delle municipalità del nostro Salento ha un “nodo” da sciogliere. Una questione annosa che si protrae da generazioni e non ha ancora trovato una soluzione. Un’opera pubblica iniziata e mai finita, un “buon proposito” che ogni formazione elettorale, schieramento e gruppo politico ha lasciato nella lista dei desiderata. Quale o quali di questi problemi, meritano a vostro avviso una immediata soluzione?

6)Nei monumenti, patrimonio della nostra cultura c’è la storica “Torre di Minervino”: cosa buttereste giù da quella torre e che cosa salvereste tra le iniziative, progetti e obiettivi dell’ attuale Amministrazione comunale in carica?

Salvo Sammartino

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Leader a confronto parte seconda: come risponde il Fli idruntino ad un questionario di sei domande?

Esattamente un mese fa (il 17 gennaio 2011) abbiamo pubblicato i risultati di un questionario di sei domande ai due leader idruntini del Pdl Francesca Bortone e del Pd Gabriele Temis, visionabili al presente link.

Le stesse e identiche domande (con le stesse e identiche regole, ovvero nessuna limitazione di spazio e la promessa della pubblicazione integrale degli interventi) le abbiamo girate al finiano Claudio “Klaus” Giannetta, di “Futuro e Libertà” e ve le proponiamo per intero, certi che ad un mese di distanza, gli interrogativi posti nelle prime interviste possano ancora essere considerati validi.

Riportiamo qui le sei domande:

1)Si assiste ad un vivace dibattito teso tra il locale e il globale: da un lato c’è la voglia di una parte del Salento di chiedere l’autonomia dalla Regione Puglia, dall’altro c’è invece la visione “Euro-mediterranea” o “Euro-Asiatica” dell’Unione Europea che apre le porte alla Turchia. La nostra Città guarda a questi fenomeni come “Porta d’Oriente” o come “capitale” della “Terra d’Otranto”?

2) L’economia idruntina ha tante vocazioni ma poca identità. Il comparto di Alimini e Frassanito sono ormai votati più al turismo che all’agricoltura; quest’ultima si esprime nel privato in poche aziende di pregio, ma a conduzione familiare e nel pubblico, oltre ad un nuovo consorzio vivaistico, si attende il rilancio con i Farmer’s market; le attività commerciali sono ancora troppo legate al turismo e alla sua stagionalità; negli ultimi anni c’è una certa vivacità immobiliare e nelle imprese edili; pochi i nuovi insediamenti produttivi in Area P.i.p. Dove bisogna puntare?

3) Il Piano urbanistico generale programmerà lo sviluppo cittadino per i prossimi 20 anni. Qual è il vostro punto di vista? Quali le priorità? Ci saranno nuovi insediamenti abitativi e infrastrutture per l’uso urbano e della cittadinanza? Ci saranno nuove aree produttive, commerciali e turistiche o si punterà a completare con nuovi servizi quelle già esistenti? In altre parole, il Pug avrà anche un’“anima” o si dovranno colmare i vuoti tra le zone abitative esistenti e le aree votate all’interesse turistico e agli insediamenti produttivi? E il patrimonio storico-naturalistico e ambientale?

4) Durante le festività natalizie, alcune realtà associative giovanili hanno dato prova di saper spendere le proprie energie, vocazioni e professionalità in attività creative degne di nota. La Città si sta “risvegliando” grazie a queste iniziative, ma rischiamo di perdere la linfa vitale dei giovani in fenomeni quotidiani di “Fuga dei cervelli” e della manovalanza. C’è una soluzione a tutto questo? E quale?

5) Il porto turistico, il Palazzetto dello sport, il depuratore delle acque reflue, un piano integrato del traffico, sono alcune tra le opere pubbliche di cui si è parlato a più voci negli ultimi 20 anni. Da dove partire per ultimare queste (o eventualmente altre) opere incompiute?

6) Il nostro gonfalone porta l’immagine della leggendaria “Torre del Serpe”: cosa butterebbe giù da quella torre e cosa salverebbe tra le iniziative, progetti e obiettivi dell’attuale Amministrazione comunale in carica?

Ed ecco le risposte di Claudio Giannetta, detto Klaus di Futuro e Libertà.

1) La mia è una risposta rispecchia una visione personale poiché la nostra Città e le sue istituzioni non mai hanno preso per mano questo tema in maniera pubblica ma si è soltanto discusso in consiglio comunale, se accogliere o meno la proposta di istituire un referendum sulla questione “Regione Salento”. Le motivazioni che portano avanti alcuni gruppi politici locali sono legate al fatto che essi intendono il nostro Salento come una location “di serie B”, vista la vicinanza della Puglia centrale e settentrionale con la Capitale d’ Italia. Faccio presente che il Salento ha uomini nel Governo Centrale, con incarichi di un certo spessore, lo stesso vale nelle istituzioni regionali. Quindi se si è affermata quella visione, questi uomini, ricoprendo ruoli istituzionali, hanno serie responsabilità per la mancata crescita del nostro territorio. Mi ripeto, grandi sono le responsabilità, ma tanto si può fare per ristabilire gli equilibri territoriali. La Puglia deve rimanere unita ed essere ponte per il vicino oriente e per tutti i paesi del bacino del mediterraneo. In questo modo, questo territorio, assumerebbe un ruolo di primaria importanza, e non sarebbe un luogo periferico così come oggi viene concepito e progettualmente strutturato.

2) Che il settore turistico a nord del territorio di Otranto sia stato un ottimo investimento, non c’è ombra di dubbio, ma che lo stesso territorio non abbia avuto, in fase di progettazione, una chiara destinazione per lo sviluppo in altri settori (tipo: agricoltura, servizi turistici, servizi in genere) è sotto gli occhi di tutti. Quei pochi luoghi destinati a servizi per il turismo, oggi sono in un puro stato di abbandono come il Country club, tanto da rendere necessario l’intervento di programmi tv come “Striscia la notizia”. Sulla proliferazione di fabbricati, anche in questo caso vi è la mancanza di un serio progetto urbanistico qualificato capace di assegnare ad ogni zona del nostro territorio la giusta destinazione d’uso a priori, utilizzando quindi in maniera discrezionale lo strumento della conferenza di servizi, privilegiando amici ed amici degli amici degli amministratori di turno. Sembra che questo metodo sia il più valido per creare serbatoi di voti. Per quanto riguarda l’istituzione del Farmer Market, non riseco a vedere nessun rilancio del settore agricolo. Per effettuare il serio rilancio, e motivare gli agricoltori a investire maggiormente nel settore, serve una idea consortile per istituire un’ industria con un marchio comune nel settore conserviero. Basti pensare alla quantità di questi prodotti che vengono importati, a discapito di quelli locali, durante il periodo estivo dalle aziende ricettive e di ristorazione locali. In questo modo, riusciremmo a creare una filiera più forte, favorendo la creazione di nuove aziende e, conseguentemente, di nuovi posti di lavoro. Un settore snobbato da tutte le posizioni politiche locali, ma dalle grandi potenzialità per lo sviluppo e promozione del territorio, è il settore multimediale, il più capace a penetrare con facilità nei marcati di tutto il mondo. Per altro settore in cui un forte numero di giovani sceglie di intraprendere il proprio percorso di studi.

3) La mancanza di un piano urbanistico generale ha fatto sì che la nostra città crescesse a macchia di leopardo, sia in maniera urbanistica che per insediamenti produttivi. La classica formula che ha portato vantaggi a fini elettorali. Secondo la mia visione, diventa complesso realizzare tale strumento. Basti pensare che questa amministrazione sta realizzando insieme al comune di Giurdignano lo studio per la realizzazione del Pug, finalizzato alla realizzazione di opere di una certa importanza. Ciò dimostra che la nostra città non ha più a disposizione vaste aree per dare risposte al fabbisogno dei cittadini, anche perchè la zona a sud di Otranto è destinata a zona parco con il progetto Parco Otranto Leuca. Per lo sviluppo che la città ha avuto fino ad oggi, questo PUG, purtroppo non potrà avere un’anima, perchè dovrà completare i vuoti effettuati dallo sviluppo discrezionale fatto in passato. Per le aree produttive e commerciali è necessario individuare un’area posizionata su una strada con forte transito automobilistico (tipo ss16 o zona papi).

A mio avviso, comunque, una città a vocazione turistica necessita di un’area da destinare alle attività di intrattenimento e somministrazione, possibilmente lontana dal centro urbano ma facilmente raggiungibile dai fruitori, nella quale inserire anche un palazzetto dello sport, un cinema-teatro, un quartiere fieristico attrezzato ed una zona parco adibita a parco giochi per bambini e adolescenti.

4) Condivido appieno l’aggregazione messa in atto dai giovani. Certo c’è ancora molto da fare: in primis dare loro la necessaria fiducia ed i giusti strumenti affinché possano mettere liberamente in campo il proprio estro. Cosa saggia sarebbe se da queste aggregazioni nascessero delle professionalità tramite laboratori seguiti e gestiti da adulti con spiccate doti professionali nel proprio settore di riferimento, emulando l’apprendistato di una volta. Così facendo si può limitare, nel tempo, quel fenomeno chiamato “Fuga di Cervelli”. Mi sembra strano che nel 2010, nella nostra città, per realizzare e produrre eventi di piccolo e medio calibro, vengano ancora chiamate aziende esterne a discapito delle professionalità esistenti in loco, sfavorendo così l’incentivazione nel creare nuove aziende. Così si sfiduciano i giovani a credere alle potenzialità del proprio territorio di riferimento.

5) Regolamentare il traffico del centro abitativo è cosa fondamentale. Otranto ha un complesso problema, che è quello della strettoia presente in via Giovanni Paolo II. L’unica soluzione è creare una degna arteria capace di smaltire la mole di traffico generato dal flusso turistico e dai parcheggi esistenti in quell’area. Poi bisogna risolvere l’annoso problema del prolungamento di via Catona che non pochi disagi ha generato agli abitanti della Zona Fanghi e della via Primaldo. La seconda priorità per migliorare la qualità della vita sarebbe un Palazzetto dello Sport, capace di ospitare attività di vario genere che vanno dallo sport all’intrattenimento e che sia capace di funzionare creando vivacità nella comunità, anche e soprattutto nel periodo invernale. Il problema del depuratore viene da molto lontano, secondo le naturali correnti marine e dovrebbe essere spostato a sud della cittadina. Visto l’incremento delle strutture ricettive nella città, e vista l’incapacità dell’attuale impianto, il nuovo andrebbe costruito per far fronte alle esigenze che Otranto avrà con lo sviluppo futuro. Per quanto concerne il porto turistico, concordo che Otranto necessita di un porto adeguato alle esigenze del territorio tutto, grave è che questa città, non si sia ancora attrezzata per far incrementare e sfruttare le potenzialità di questa “città galleggiante”.

6) La torre presente ad Otranto è una torre di Babele, non ci si capisce. Parlare la stessa lingua o parlare lingue differenti, non fa differenza, comunque non vi è capacità di comprensione. Otranto è una città tutta da salvare dall’attività di speculazione e dalla cementificazione. Per salvaguardare la qualità della vita che va decadendo giorno per giorno per l’incuria delle precedenti e dell’attuale amministrazione. Butterei giù tutti quegli amministratori poco attenti e poco sensibili che hanno assunto tale incarico solo per il gusto di soddisfare l’interesse personale e non quello collettivo, ed anche coloro che sfruttano tale incarico per trarne benefici partitici ed elettorali sempre a discapito degli interessi generali della collettività.

Salvo Sammartino

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Secondo incontro a Otranto per la rigenerazione urbana: poca partecipazione, qualche buona idea e nessuna lamentela.

Una sala con pochi partecipanti, nella serata di ieri 16 febbraio ha salutato l’incontro pubblico per la “rigenerazione urbana” presso il Castelo Aragonese di Otranto. Nonostante le sparute presenze (e le foto lo testimoniano), il Sindaco di Uggiano Salvatore Piconese, quello di Otranto Luciano Cariddi e di Giurdignano Donato Fanciullo, firmatari di un protocollo che pone i tre comuni sullo stesso livello con capofila Otranto, insieme all’ingegnere Roberto Calà, hanno illustrato i contenuti della legge regionale 21 del 29 luglio 2008. Uno strumento con cui leggere il territorio, si è detto, grazie all’ascolto delle istanze dei cittadini e dei portatori di interressi privati per poi tradurle in un piano integrato di interventi da realizzare con le risorse stanziate dai finanziamenti comunitari dell’Asse VII del POR 2007-13. Le “Norme per la rigenerazione urbana” indicano ai tre comuni cosa progettare, ciascuno sul proprio territorio, in modo da integrare ancora di più le tre realtà già coinvolte in altre esperienze di programmazione. Sono degli esempi il Piano urbanistico generale intercomunale tra Otranto e Giurdignano o la condivisione di porzioni di territorio, come ad esempio la marina di Porto Badisco tra Uggiano e Otranto. Lo spirito della norma dovrebbe portare le comunità dei tre paesi coinvolti a interagire sempre più in spazi rigenerati e resi intelligibili e fruibili attraverso le istanze e i bisogni manifestati dagli stessi cittadini, utilizzatori finali degli interventi. Ma la poca presenza e i pochi interventi dei semplici cittadini, lasciano l’amaro in bocca, almeno a chi sta rappresentando ciò a cui ha assistito. Pochi anche i professionisti, gli insegnati, gli imprenditori, i commercianti ovvero le categorie che hanno già rapporti quotidiani con le amministrazioni per via del loro lavoro. Nonostante le poche presenze, la scarsa strumentazione in sala (è mancata la proiezione di alcune slide per l’assenza di un videoproiettore), l’incontro pubblico ha dato i suoi risultatati. Un cittadino di Uggiano, facendosi portavoce di altri suoi concittadini ha stilato un elenco di interventi per completare con una pavimentazione in basoli le vie adiacenti la piazza Umberto I, tra il Municipio e la Chiesa Matrice di Uggiano, rendendo visibili anche le “Fogge”, tipici granai interrati presenti nel sottosuolo della piazza, attraverso la posa in opera di lastre di cristallo. Prezioso anche l’intervento del Presidente della Proloco di Porto Badisco, per una maggiore attenzione alla cartellonistica stradale e la gestione di un Info Point, a fronte di una presenza stimata in 10mila turisti interessati a informazioni storiche e paesaggistiche. Poi è stata la volta del Preside dell’ Istituto Compresivo “Aldo Moro” di Otranto, il professore Elio Lia che ha parlato degli illuminanti risultati di un questionario, distribuito in tutte le scuole dei tre paesi coinvolti, che lasciano sorpresi per la capacità di osservazione dei più piccoli. Soprattutto a Otranto, gli alunni dalla terza elementare in poi hanno manifestato grande attenzione alla tutela del paesaggio, alla Valle dell’ Idro e per i danni causati alle palme dal punteruolo rosso. Più di qualcuno ha proposto di dotare i territori dei tre comuni di una pista ciclabile o pedonale, attraverso la riqualificazione degli stradoni interpoderali che si snodano dalla Valle dell’Idro fino ai territori di Uggiano e Giurdignano. Si è sollevato poi, in altri interventi il bisogno di aree picnic utili nei periodi primaverili, in cui il nostro territorio è meta del turismo delle gite scolastiche. Tutto sommato, gli interventi hanno portato i loro risultati, che saranno implementati in altri incontri pubblici, soprattutto, si è detto, per coinvolgere i privati a partecipare alla riqualificazione di spazi pubblici finalizzati ad un migliore funzionamento delle loro attività. Anche la concertazione dei tre comuni avverrà nelle fasi successive di stesura dei progetti, i quali dovranno essere approvati dai consigli comunali, in formula singola o in via corale con i consigli comunali delle tre municipalità uniti per l’occasione. Per fare tutto questo però occorre partecipazione. Dove erano i giovani? Dove erano le associazioni, gli ambientalisti, i consiglieri di opposizione, le sigle di volontariato? E i commercianti? Forse l’austerità della fortezza aragonese, la pioggia e lo scirocco e il giorno feriale hanno giocato a sfavore della partecipazione popolare. Una bella domenica di sole, una piazza e maggiore pubblicità potrebbero essere gli ingredienti per rendere più appetibile simili appuntamenti? O sono le idee per rendere migliore la “cosa pubblica” a mancare? Almeno a Otranto non ci sono state lamentele all’indirizzo degli amministratori, ma resta da chiarire se sia o no “fuori tema” la richiesta di far includere nella rigenerazione di una piazza anche quella di porte e finestre di palazzotti e dimore storiche a beneficio esclusivo (e risparmio economico) dei loro proprietari.

Salvo Sammartino

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