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Rocco Palese: i dipendenti Arif impiegati per la pulizia dei litorali

In Puglia si avvicina la Pasqua, periodo di festa come sempre utilizzato come metro di valutazione dell’imminente stagione balneare, tanto da essere protagonista dell’intervento in consiglio regionale di ieri del consigliere e coordinatore regionale del Pdl Rocco Palese.

Spesso è proprio in questo periodo che i comuni e le associazioni si occupano della pulizia dei litorali, non solo per presentare al meglio la propria offerta turistica, ma anche per una sempre maggiore attenzione all’ambiente, è per questo Palese propone l’utilizzo dei 1300 dipendenti Arif.
Sull’argomento Palese asserisce: “Se il biglietto da visita per i turisti che verranno in Puglia a Pasqua saranno le spiagge piene di rifiuti, ciò inciderà negativamente anche sulla stagione turistica estiva e non è certamente questo il momento di danneggiare ulteriormente la nostra impresa turistica. La Regione non può scaricare su province e comuni i costi di pulizia delle spiagge, perché questo significherebbe scaricarli sui cittadini già tartassati dalle tasse nazionali, regionali e locali. Valuti piuttosto se non si possa affidare il servizio all’Arif così ricca di dipendenti (1300) da essere quasi una piccola regione nella regione. Ogni anno in questo periodo è la stessa storia: gli operatori balneari si ritrovano alle prese con le spese di ripristino delle strutture danneggiate dal maltempo invernale e con quelle di pulizia non solo del litorale che hanno in concessione, ma spesso anche con i tratti di spiaggia libera confinanti e stracolmi di rifiuti. Pare che la Regione Puglia abbia deciso di non stanziare più, in favore delle Province, i finanziamenti destinati alla pulizia delle spiagge e che a questo servizio dovrebbero far fronte direttamente i comuni. Riteniamo che in questo momento di tagli dei trasferimenti statali, in cui i comuni e le province sono già costretti ad aumentare le tasse a carico dei cittadini, la regione debba fare uno sforzo per continuare a finanziare il servizio. A tale scopo potrebbe anche valutare l’ipotesi di affidare il servizio all’Arif, l’agenzia regionale che, stando a quanto dichiarato dallo stesso direttore generale in audizione in commissione consiliare regionale, conta ben 1300 dipendenti, e competenze non ben definite a detta dello manager. Chiediamo quindi al presidente Vendola se non ritiene di dover intervenire per programmare l’intervento immediato sui nostri litorali, valore inestimabile e biglietto da visita della Puglia turistica nel mondo, finanziando il costo della pulizia e, magari, affidandolo direttamente all’Arif”.

Jenny De Cicco

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Interrogazione regionale a Nicastro sulla Tap

Interrogazione in consiglio regionale sulla Tap di Melendugno.
Antonio Buccoliero, consigliere regionale, difende le ragioni dei No Tap e dell’amministrazione di Melendugno. L’interrogante si rivolge all’assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro per sapere, “quale sia la posizione della Regione Puglia in merito alla realizzazione di questa particolare infrastruttura, che potrebbe rappresentare un pericolo per le coste salentine e in che modo la Regione Puglia vigilerà, perché non venga meno la predisposizione naturale del territorio di Melendugno ad una fruizione turistico-balneare”.
Buccoliero definisce la Tap “un’infrastruttura energetica che rischia di avere un pesante impatto ambientale su una delle più belle coste del Salento, quella di San Foca. Per questo motivo, pur nel rispetto delle specifiche competenze in materia energetica, è importante che la Regione Puglia assuma una posizione chiara in merito ad un gasdotto, che ha già registrato il netto rifiuto della comunità di Melendugno”.
Il presidente di “Moderati e Popolari” Buccoliero ha inviato un’interrogazione urgente a risposta scritta all’assessore all’ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro.
“Il Salento – prosegue Buccoliero – non è una terra di conquista energetica, quindi è importante che i suoi abitanti, supportati dalla Regione Puglia, comincino a far sentire forte e chiara la propria voce”.

Jenny De Cicco

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Provincia di Lecce: parola d’ordine Risollevare il Salento

Germoglia a Sogliano Cavour la fioritura economica e sociale dell’intero salento, il neo assessore Salvatore Polimeno sceglie il suo paese, culla della sua nascita e cattedra della decennale attività politica come primo cittadino, per presentare il progetto del suo nuovo impegno istituzionale. Salvatore Polimeno sostituisce Salvatore Perrone all’assessorato all’Attività Produttiva e Venatoria della provincia di Lecce. Il cambio al vertice è il risultato finale di un’alternanza di ruoli stabilita nel 2009 all’interno del partito di Azzurro Popolare, e che oggi si è tradotta in una sostituzione nella giunta di Palazzo dei Celestini. Sotto l’egida del presidente Gabellone i gentiluomini di Aldo Aloisi mantengono fede al patto stabilito, e dove finisce la proficua attiva svolta da Perrore comincia il solerte lavoro di Polimeno. Nell’attivismo di oggi come neo assessore e nell’impegno passato come sindaco, passando attraverso anni di attività come consigliere provinciale di maggioranza e di minoranza, si palesa in Salvatore Polimeno la parabola ascendente di un italico self-made-man che ripropone il possibilismo illimitato del sogno americano in terra salentina. Pensa obbedendo al ragione di stato e agisce seguendo la saggezza del cuore, l’assessore Polimeno che in nome del bene comune supera le partigianerie di sorta, e rivendicando il lavoro pregresso al risultato raggiunto, lavora con impegno e alacrità. Son bastati meno di venti giorni al nuovo assessore per avviare la sua “Attività Produttiva”, infatti sta già per diventare operativo un ambizioso progetto, risultato di un certosino lavoro di accordi atti a stipulare un protocollo d’intesa tra la Provincia di Lecce, L’Università del Salento, la Camera di Commercio e molti altri enti, agenti attenti e responsabili della crescita del territorio salentino. Un’interazione simmetrica e complementare fra quanti sono interessati, in misura diversa ma in modo analogo, al processo di sviluppo collettivo e al potenziamento delle risorse locali. Il progetto di lavoro segue un iter logico e razionale che parte dall’osservazione della pars destruens del contesto territoriale, per giungere alla realizzazione della pars costruens di ogni ambito sociale ed economico. Il primo soggetto coinvolto è l’Università a cui è demandato il momento di riflessione ragionata prima e l’occasione di un’azione propositiva poi. Sarà compito di studenti e ricercatori attuare delle indagini di mercato per rilevare le sacche di crisi e i possibili contesti di crescita, al fine di presentare delle proposte innovative funzionali a un progresso che fatica a decollare. L’attenzione dell’intero mondo accademico è rivolta a tutti i settori produttivi locali: agricoltura, industria, artigianato e turismo, per i quali verranno create, quelle che potremmo definire delle “idee costruttive d’intervento” funzionali a far crescere la nostra terra, e a far conoscere i prodotti locali in ambito nazionale e internazionale. I pacchetti di crescita verranno conseguentemente presentati alle aziende che avranno il compito precipuo di tradurre la forma di un’idea in sostanza di mercato. Le proposte dovranno avere la forza dirompente di un richiamo extra-territoriale, al fine di attirare anche imprenditori da ogni parte d’Italia pronti ad investire nel, e per, il salento. Lo sprone a fare meglio, sottolinea l’assessore, forte dell’esperienza calcistica come dirigente, sarà incentivato dalla proposta di creare una Champions League dell’idea. E se consideriamo il fatto che al prestigioso campionato europeo possono partecipare solo le squadre migliori, confidiamo aprioristicamente nell’idea vincitrice. Conclude l’assessore, quello che propongo, non è solo il progetto di un politico è il sogno di uomo e di un padre che ambisce a guardare oltre l’orizzonte dell’immediato contingente, e che spera di costruire certezze tangibili per i figli di tutti”. E saranno proprio i figli di tutti, con le loro idee,e a fornire quel punto d’appoggio che Ri-solleverà il salento.

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Per le elezioni, Otranto è un po’ più rosa

Iniziano giorni concitati a Otranto, che in occasione delle prossime elezioni amministrative si mostra terreno fertile di laboratori ed esperimenti politici tra parti politiche più che agli antipodi. Ma quanto conta l’ideologia in un paese in cui tutti si conoscono e la competizione avviene più che su alleanze politiche su affinità di pensiero?
Sono stati annunciati i nomi dei candidati per le liste “ViviAmo Otranto” e “Alleanza per Otranto”, ma ancora incertezze per la lista “Nuovi Orizzonti”.
Nelle strade e nelle piazze l’atmosfera si riscalda, aiutata dalla primavera e dall’avvicinarsi del prossimo maggio, mese vitale nell’agorà marinara per vocazione e per elezione.

Il 3 aprile si chiuderà ufficialmente la presentazione delle liste, quindi qualche giorno ancora d’attesa e le tattiche per la contesa d’Otranto potranno dirsi concluse.
Per ora nella tranquilla cittadina marittima le liste presentatesi a contendersi gli elettori idruntini sono tre, “ViviAmo Otranto”, che ha ricandidato il sindaco uscente Luciano Cariddi, commercialista, “Alleanza Per Otranto” che ha ricandidato sindaco Corrado Sammarruco, avvocato, e la terza e ultima (per il momento) lista, dell’associazione politico-culturale, “corchiana”, “Otranto-nuovi orizzonti” con candidata la commercialista Antonella Buttiglione, che parte da outsider.
La parola d’ordine di questa tornata elettorale è cambiamento, invocato dalle riunioni pidielline di Alleanza per Otranto fin da dicembre scorso, bramato per la città dall’attuale sindaco e necessario a detta della Buttiglione.
Per chi riteneva cristallizzato il sistema politico otrantino, da un ventennio a questa parte, c’è qualche scampolo di nuovo da notare tra i nomi nelle liste e nel confronto animato da un terzo attore.
Per ora la composizione è certa per “Alleanza per Otranto” e per “ViviAmo Otranto” che si è presentata ieri sera presso un resort nel centro d’Otranto, con una composizione che ha poco o nulla di diverso, infatti del team di Cariddi su 10 elementi della maggioranza uscente, ne sono stati riconfermati 9, tra i quali il vicesindaco, assessore all’urbanistica ed ex sindaco (’93-‘98) Francesco Vetruccio, Antonio Schito che da Udc fa un salto a sinistra e passa nel Pd, Daniele Merico, Fernando Coluccia, Salvatore Sindaco e Lavinia Puzzovio, ex assessori e i consiglieri uscenti Gianfranco Stefàno, Michele Tenore e il presidente del consiglio comunale Luigi Gualtieri. Il nuovo elemento per la lista è il componente di Azzurro Popolare Luigi Ricciardi.
Non si ripresentano Fabio Marrocco e Leonardo Conte, che hanno agevolato il ridimensionamento delle liste, liberando dalla difficile scelta i propri compagni.
Invece verrà presentata domenica prossima primo aprile, presso il comitato elettorale in via San Francesco da Paola alle 17, la civica guidata da Corrado Sammaruco, Axo, questa volta più rosa, ben 4 le donne in lista.
I candidati sono Fancesco Bruni, vicecoordinatore Pdl provinciale e sindaco di Otranto dal ’98 al 2007, Francesca Bortone, segretaria del Pdl cittadino, Patrizia Tronci, Gabriella Ottini, Pierpaolo Tondo esponente locale Pdl molto vicino alla segreteria nazionale di partito, Tommaso De Benedetto, Leonardo Salzetti, consiglieri comunali uscenti di “Alleanza per Otranto – verso il Pdl” e Cristina Stefanelli, giovanissima candidata che si presenta in quota Idv, ma vanta alle spalle anni di militanza in politica scolastica. Ci sono anche Stefano Panareo, candidato nel 2007, e Antonio Ottobre, che la volta precedente si era presentato tra le file “cariddiane”.

Entro la prossima settimana verranno palesati i nomi componenti la terza lista “Nuovi Orizzonti per Otranto”.
Comunque vada Antonella Buttiglione potrà vantare ben due record cittadini: essere la prima donna candidata sindaco a Otranto e aver svegliato da un torpore ventennale le elezioni amministrative: potrebbe essere lei il primo sindaco donna?

Jenny De Cicco

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Tricase al voto: sei i candidati per la poltrona di sindaco

Con la scadenza del tre aprile ormai alle porte, il quadro politico in vista del confronto elettorale del 6 e 7 maggio, anche a Tricase, è quasi definitivamente delineato.
Ma l’impresa è stata tutt’altro che semplice, tra ipotesi di accordi e alleanze, trattative più o meno velate, conferme ufficiali e altrettanto ufficiali smentite.
Alla fine sono sei i candidati in corsa per la poltrona di sindaco di Palazzo Gallone.
Due i candidati delle primissime ore, mai messi in discussione: Giuseppe R. Panico sostenuto da Idv e Antonio Coppola, che oltre all’iniziale appoggio del proprio movimento Più Fatti e di Sel, ha ottenuto nei giorni scorsi anche il supporto della maggioranza del Pd.
Nel corso delle settimane, è stata ufficializzata la candidatura di Nunzio Dell’Abate, ex assessore della giunta Musarò, sostenuto dal Gruppo Aperto Tricase, movimento da lui stesso fondato, dall’Udc, dopo il mancato accordo con il Pd, e da una o due liste civiche in via di definizione.
Giorgio Vigneri sarà il candidato di Fli, Ippazio Cazzato correrà con Azzurro Popolare e una lista civica e Luana Greco con il Pdl. Proprio per quest’ultima, che sarà ufficialmente la prima donna in corsa per la poltrona di sindaco del comune di Tricase, nei giorni scorsi era circolata l’indiscrezione di un possibile ripensamento, giustificato da mancati accordi ed alleanze.

Antonella Cazzato

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Pannolini verdi arrivano a Otranto

Sostegno alle madri bisognose unito ai bisogni dell’ambiente con un’iniziativa a Otranto.
Unire economia familiare e sostenibilità ambientale ed ecologica si può. A Otranto sarà presentata l’iniziativa “Pannolini Verdi alla Fermata di Otranto”, sabato 31 marzo alle 12, presso l’Istituto Paritario Maestre Pie Filippini, iniziativa di sostegno e promozione di scelte consapevoli per aiutare ambiente e famiglia grazie alla distribuzione di pannolini ecologici riutilizzabili e riciclabili alle famiglie che ne faranno richiesta.
Il nome della lodevole iniziativa è mutuato dal film americano drammatico del 1991 “Peperoni verdi fritti alla fermata del treno”, del regista Jon Avnet, che ha generato anche innumerevoli parodie reperibili sul web. L’intenzione dell’evento è supportare le famiglie con bambini piccoli alla ricerca di nuovi modi di risparmiare, unendo consapevolmente un nuovo modo d’intendere l’ambiente circostante.
Il progetto, annunciato lo scorso anno dall’assessore otrantino Lavinia Puzzovio, in occasione della posa della prima pietra per l’edificio dell’asilo nido comunale, nasce da un’idea del comune di Otranto, Assessorato Pari Opportunità e Politiche Sociali rappresentato dall’assessore Lavinia Puzzovio, in collaborazione con la consigliera di Parità della Regione Puglia e della Provincia di Lecce Serenella Molendini.
All’incontro interverranno il sindaco Luciano Cariddi, Elena Gentile – assessore al Welfare della Regione Puglia, Serenella Molendini – consigliera di Parità della Regione Puglia, Lavinia Puzzovio – assessore Pari Opportunità e Politiche Sociali del Comune di Otranto.
La presentazione degli eco pannolini è curata dal laboratorio Mammaflò.

Jenny De Cicco

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Tricase al voto: Alfredo De Giuseppe rinuncia alla propria candidatura

Ore decisive per Tricase in vista delle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio.
Quando mancano ormai pochi giorni alla scadenza di martedì 3 aprile per la presentazione delle liste elettorali, la situazione si va via via delineando, con conferme definitive e primi ritiri.
Già da tempo sono stati ufficializzati i nomi di Giuseppe R. Panico, candidato di Idv e di Antonio Coppola, che sin dalle primissime ore aveva manifestato la ferma volontà di partecipare alla sfida elettorale e che ora, oltre all’appoggio del suo movimento Più Fatti, conta anche su quello di Sel e della maggioranza del Pd.
A questi nomi, nel corso delle settimane, man mano che le trattative per stringere accordi e alleanze definivano i nuovi assetti politici, si è aggiunto quello di Nunzio Dell’Abate, a capo del Gat, Gruppo Aperto Tricase, movimento da lui stesso fondato e appoggiato ora, dopo il mancato accordo con il Pd, anche dall’Udc.
In casa del centrodestra, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere in discussione la candidatura di Luana Greco, prima donna in corsa per la poltrona di sindaco del comune di Tricase. Già assessore della giunta Musarò, Luana Greco, per ora sostenuta dalla lista civica Tricase in Movimento, potrebbe decidere di rimanere fuori dalla sfida elettorale, se non si dovesse concretizzare l’appoggio del Pdl, vicino in queste ore proprio a Nunzio Dell’Abate.
Giorgio Vigneri sarà invece il candidato di Fli. La sua candidatura e soprattutto la scelta di Fli di correre “in solitaria” trovano una giustificazione nel mancato accordo con le altre forze dell’area del centrodestra e con l’effettiva impossibilità di giungere ad una condivisione forte sul candidato sindaco, su un programma elettorale comune e su un più ampio progetto politico.
Nel frattempo, si è definito il destino di Pes: inizialmente era stato fatto il nome di Alfredo De Giuseppe come potenziale candidato per la poltrona di sindaco. In realtà, nei giorni scorsi è pervenuta la sua formale rinuncia. Le motivazioni, come si legge in un comunicato, sono da addurre alla realtà politica di Tricase, governata da “partiti ridotti a lobby personalizzate e familiari”, dove regnano sovrani “il disincanto totale e la più nociva delle rassegnazioni”.
Tricase, continua De Giuseppe, avrebbe bisogno di dimenticare il passato, voltare pagina, proiettarsi fiduciosa verso un futuro fatto di “progettualità condivisa, di decisionismo legato all’etica”; Tricase, insomma, avrebbe bisogno di “cambiare schema”.
Ma, a seguito di una sorta di consultazione pre-elettorale, che lo ha messo in contatto con le istanze di giovani, politici ed elettori, De Giuseppe, da “cittadino attivo e innamorato della sua città”, compresa l’impossibilità di proseguire verso l’auspicato, quanto necessario, cambiamento, comunica alla cittadinanza la decisione di rimanere fuori dalla sfida delle prossime amministrative.
Pertanto, allo stato attuale dei fatti, rimangono ancora da sciogliere il nodo di Azzurro Popolare e della candidatura di Ippazio Cazzato e le riserve del Pdl sul nome del candidato sindaco da sostenere.

Antonella Cazzato

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Salvatore Piconese parla dell’errore del commissariamento

Salvatore Piconese lo aveva annunciato ieri, Il comune di Uggiano La Chiesa non sarà commissariato per i dati sulla raccolta differenziata.

Il sindaco della cittadina ha instaurato un dialogo con l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro al fine di chiarire l’inconveniente, così la Regione Puglia in data 26 marzo 2012 ha comunicato al sindaco Salvatore Piconese l’errore di trascrizione delle percentuale di raccolta differenziata.
Infatti nella comunicazione del dirigente Giovanni Campobasso, dell’Area Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia, si legge: “Per un mero errore di trasposizione dei dati contenuti nel foglio Excel relativo alle percentuali di raccolta differenziata, al Comune di Uggiano La Chiesa è stato attribuito il valore corrispondente al Comune di Ugento.
Pertanto, si porta a conoscenza del sindaco che l’Ufficio scrivente non procederà alla notifica dell’avvio del procedimento di commissariamento e che nella successiva deliberazione di giunta relativa all’espletamento delle procedure di commissariamento si provvederà a dar conto della percentuale effettiva di raccolta differenziata raggiunta dal Comune di Uggiano nel corso del 2011”.
“È un passaggio politico rilevante che fa chiarezza e dà ragione all’amministrazione comunale, la quale, appena si è diffusa la notizia dell’invio del Commissario ad acta, ha sollecitato l’assessore Nicastro ad accertare, in tempi brevi, il dato effettivo della raccolta differenziata del proprio Comune di Uggiano La Chiesa che per l’anno 2011 si attestava al 25,80% – dichiara Piconese – “Ringrazio l’assessore regionale Nicastro per aver chiarito, in pochi giorni, la posizione del mio comune, scongiurando così qualsiasi provvedimento di commissariamento, il quale sarebbe stato ingiusto per la città, poiché da anni è al di sopra della media regionale nelle percentuali di raccolta differenziata, arrivando anche a punte del 35% in alcuni mesi dell’anno. L’unico rammarico è stato il comportamento scorretto e immaturo della minoranza consigliare, la quale per giorni ha polemizzato strumentalmente con me su questioni inesistenti. Spero che dopo questo episodio, imparino a comportarsi civilmente e eliminino qualsiasi astio o rancore personale mettendosi al servizio della comunità. Noi continueremo a lavorare e potenzieremo la raccolta differenziata, migliorando sempre più queste percentuali, per il bene di tutti. È quello che stiamo facendo con l’avvio, a breve, della raccolta monomateriale” .

Jenny De Cicco

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Città Libera chiede la convocazione del consiglio comunale

Da quanto tempo non si convoca un consiglio comunale a Maglie? Se lo domanda il capogruppo di Città Libera Antonio Giannuzzi che ha inviato una nota alla stampa per chiedere agli amministratori delucidazioni sul fenomeno. Secondo Giannuzzi, infatti, non sarebbero a mancare gli argomenti di discussione, tra cui lo sforamento del patto di stabilità, il nuovo progetto di bike sharing, che ha sollevato i dubbi dell’opposizione, il calo della popolazione. “Che succede nell’amministrazione comunale di Maglie? – dice Giannuzzi – In questi ultimi 3 mesi, non sono stati convocati consigli comunali, commissioni consiliari e nemmeno consulte (le consulte vengono però convocate una tantum dai loro presidenti, che non sono politici, ma espressione della realtà associativa, ndr). Eppure, in questi mesi, abbiamo appreso che era stato sforato il patto di stabilità per oltre 1100000 euro, che i dati del censimento hanno registrato 14830 residenti (Maglie aveva una popolazione superiore ai 15mila abitanti dagli anni ’60, ndr) e sarebbe opportuno capirne i motivi, che siamo obbligati a stabilire le tariffe da applicare per l’Imu, oltre a dover approvare il bilancio di previsione che la normativa indica nel mese di dicembre per l’approvazione, salvo deroghe, che se utilizzate, denotano le difficoltà in cui si trova l’amministrazione. Ora, sembra che l’approvazione dei bilanci sarà rimandata a giugno, facendo passare buona parte dell’anno, prima di far conoscere la capienza dei vari capitoli o le fonti dalle quali attingere le entrate, che consentono di operare, o meglio dire, amministrare. Va tenuto conto che l’operatività per dodicesimi sul bilancio precedente non potrebbe generare risultati diversi da quelli pesanti registrati nel 2011. Non approvando, poi, il bilancio consuntivo, sarebbe difficile capire le vere ragioni dello sforamento del Patto di Stabilità. L’opposizione reclama la convocazione di un consiglio, che consentirebbe di fare delle interrogazioni e darebbe la possibilità di valutare le tante problematiche che sono in essere, quali i problemi di bilancio, dell’edilizia, delle tariffe, del bike sharing, dell’area mercatale e altro ancora. Si dirà che 3 sono i consigli obbligatori, e sono quelli dei bilanci. L’amministrazione non convoca altri consigli o perché non ci sono argomenti o, forse, perché non ci sono soldi. Se è la seconda ipotesi la causa, si ricorda che l’opposizione aveva proposto il dimezzamento del gettone di presenza, anche se non sono i gettoni dei consiglieri che pesano sui costi dell’amministrazione, ma i rimborsi dovuti agli assessori, presidente e sindaco, che non hanno voluto aderire alla proposta di dimezzamento proposto dall’opposizione. Ora, credo che l’opposizione sia ben disposta a rinunciare completamente ai gettoni, con l’auspicio che questo possa consentire un maggiore numero di consigli, evitando sia il soffocamento dei dibattiti consiliari, dovuti alle decine di punti che normalmente fanno parte dell’ordine del giorno, sia l’approssimazione con la quale gli stessi vengono preparati. L’opposizione invita l’amministrazione ad approvare quanto prima i bilanci e comunque a convocare il consiglio comunale per consentire una definizione dei sospesi, evitando che, ancora una volta, sia la stessa opposizione a richiedere un consiglio comunale straordinario”.

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Chiamata alle armi per i leccesi. Guerra creativa per Lecce Capitale Europea della Cultura 2019

Ha arringato i suoi concittadini come un moderno generale il sindaco Paolo Perrone, in occasione della presentazione ufficiale della candidatura di Lecce come Capitale Europea della Cultura 2019. E’ partita, questa settimana, dal teatro Paisiello, la guerra creativa per un ambizioso progetto culturale combattuta attraverso la potente arma del Laboratorio Urbano Aperto Creativo. “Il Luac – esplicita il primo cittadino – rappresenta il luogo delle decisioni per articolare programmi e progetti connessi alla candidatura della città di Lecce, nell’auspicio di garantire la massima apertura al processo decisionale nella formulazione della proposta. Ciò, in particolare perché non è l’amministrazione comunale di Lecce intesa come organo di governo e amministrativo della città a candidarsi, ma la città in generale e l’intero tessuto territoriale, in tutte le sue componenti ed espressioni, istituzionali, sociali, culturali ed economiche”. All’iniziativa erano presenti anche l’assessore alla Cultura Massimo Alfarano e Antonio Cordella. L’assessore ha invitato tutti i referenti degli organismi che operano nel campo della cultura, intesa nel senso più ampio del termine: dal cinema alla musica, dall’arte all’architettura, a costruire un programma che fosse effettivamente attrattivo, competitivo, e insieme reale e forte espressione degli operatori culturali. Un intervento nel quale non è mancato un appello a porre la giusta attenzione al ruolo svolto dai teatri, il cui sviluppo è fondamentale per la città. Cordella ha espresso un palese invito a “impegnarsi in un’opera di intervento, che pur conservando le peculiarità creative di ogni soggetto, fosse in grado di trascendere la specificità del singolo, per raggiungere l’obiettivo comune di fare rete”. E proprio, come la Comunità Europea mira a creare un legame fecondo nel melting pot dei popoli, così il Comune di Lecce vuole armonizzare il melting pot di idee, progetti e ispirazioni della popolazione. L’iniziativa, che nasce da una proposta di Melina Mercuori, fu approvata nel 1985 dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, con la denominazione iniziale di Città Europea della Cultura, e venne poi ribattezzata nel 1999 come Capitale Europea della Cultura.
Oggi la candidatura della città di Lecce non è più, unicamente, l’occasione per un slancio esterno di visibilità internazionale diretto tra le braccia dell’Europa, ma è l’opportunità per un moto interno di cooperazione e crescita nazionale che mira dritto al cuore della città di Lecce.
L’incontro-dibattito è terminato con la consegna di una scheda che rappresenta uno strumento diretto e fattivo, attraverso il quale qualsiasi ente e ogni singolo cittadino potranno far parte del Luac, e divenire soggetti promotori attivi della candidatura della città. Nel solco di questo agire, dalla preponderante caratteristica democratica, si inserisce anche il concorso indetto per la scelta del simbolo iconografico identificativo dell’iniziativa. La selezione finale di uno dei tre loghi prescelti dalla commissione esaminatrice, è cominciata il 16 Marzo e si concluderà sabato 31. È possibile esprimere la propria preferenza sulla pagina ufficiale dell’evento www.facebook.com/lecce2019. L’atto di una scelta costituisce la prima battaglia vinta, per non perdere la guerra di una città culturalmente più europea.

Maria Rosaria Contaldo

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Raccolta differenziati: commissariati 15 comuni salentini

46 comuni commissariati in Puglia per la raccolta differenziata, di cui 15 sono salentini. Per la precisione sono Campi Salentina, Castrì di Lecce, Leverano, Porto Cesareo, Salice Salentino, San Cesario di Lecce, Surbo, Minervino di Lecce, Ortelle, Otranto, Sanarica, Uggiano La Chiesa, Alliste, Castrignano del Capo, Melissano.
Questi comuni, non riescono a raggiungere la soglia del 15% di differenziata e non hanno presentato alcuna proposta di intervento per il potenziamento dei servizi dedicati a valere sui fondi Po Fesr 2007-2013.
Nei loro confronti la giunta regionale ha adottato, su proposta dell’assessore alle Politiche ambientali Lorenzo Nicastro, un provvedimento di nomina di commissari ad acta per gestire il settore rifiuti.
Lorenzo Nicastro spiega: “Nel 2010, con delibera di Giunta n. 2989 avevamo messo a disposizione dei comuni non capoluogo 23 milioni di euro per dare uno stimolo forte ai sistemi di raccolta nell’ottica di una differenziata spinta, all’interno di una serie di iniziative volte a migliorare il dato regionale. Con successivi provvedimenti abbiamo più volte riaperto i termini, registrando tuttavia l’inerzia di alcuni Comuni che non sono riusciti ad attingere alle risorse per concorrere proficuamente agli obiettivi regionali. Nonostante, l’esempio di nuove realtà virtuose come Rutigliano e San Severo, abbiano confermato che il risultato sia possibile e a portata di mano”.
Il recente provvedimento regionale è un ulteriore tentativo, parallelamente a una ulteriore deroga dei tempi per l’accesso ai fondi, di responsabilizzare gli enti locali e di avviare con loro una interlocuzione diretta individuando nei vertici delle loro strutture tecniche l’interfaccia per gli uffici regionali.
“Si tratta di un passaggio delicato – ha aggiunto l’assessore -, ce ne rendiamo conto, ma abbiamo inteso intraprendere questa via per facilitare i compito dei comuni, per snellire i passaggi e raggiungere più agilmente un obiettivo che fino ad ora non si è centrato: l’elaborazione di proposte per il potenziamento dei servizi di raccolta utili a elevare i dati medi di raccolta differenziata a livello regionale. Tenuto conto che il mancato accesso al finanziamento da parte dei Comuni potrebbe determinare un ostacolo per la Regione Puglia al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale”.

Jenny De Cicco

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Polemica sugli interventi in via Badisco di Uggiano

Nuove polemiche nel il comune di Uggiano.
Il gruppo di amministrazione “Insieme per cambiare”, risponde con un post Facebook al manifesto affisso per la città dal gruppo “Arcobaleno”, che chiamava in causa la vicenda di via Badisco e dei disservizi alla rete idrica e accusando il sindaco di cattiva gestione dei fondi reperiti dalla scorsa amministrazione, guidata da Maria Cristina Rizzo, ora parte del gruppo d’opposizione.
Il Gruppo Arcobaleno ha poi sottolineato: “Per via Badisco sollecitiamo ancora una volta il sindaco a correre immediatamente ai ripari e far realizzare, prima dell’imminente stagione estiva, la sistemazione definitiva della strada. È un suo preciso dovere e non una concessione ai cittadini”.
Pronta la replica del gruppo del sindaco Salvatore Piconese: “Il gruppo di minoranza dimostra sempre più di non capire l’attività amministrativa e di non sapere leggere le carte. Infatti, il manifesto avente per oggetto i lavori della rete pluviale su via Badisco è solo pieno di falsità e sciocchezze. Ecco le verità sul progetto della rete pluviale: l’attuale amministrazione comunale ha ereditato il progetto della rete pluviale dalle ex amministrazioni Arcobaleno, di Cristina Rizzo e Tonino Risolo.
entrambi continuano però a prendere in giro i cittadini, ai quali ogni giorno vengono dette soltanto falsità. L’effettivo finanziamento regionale per il progetto della rete pluviale è di euro 1276000 (la ditta si aggiudica la gara col 35% di ribasso), il quale viene concesso nel febbraio 2010, ossia alla presenza del commissario prefettizio.
Ciò significa che il finanziamento non è stato ottenuto dalle amministrazioni Arcobaleno.
La perizia approvata dalla giunta comunale nel gennaio 2012 è di circa 290mila euro ed è un miglioramento al progetto fatto dall’attuale amministrazione comunale, poiché recupera una parte del finanziamento regionale (altrimenti perso) e chiude il recapito finale di Casamassella, in via valle dell’Idro, spostandolo fuori dal centro abitato, salvaguardando così i cittadini da un punto di vista igienico-sanitario.
La gara fatta dalle ex amministrazioni arcobaleno prevede che la ditta ripristini soltanto lo strato di asfalto dello scavo, il resto è a carico del comune, ossia il rifacimento dell’intero manto stradale. Oggi l’attuale amministrazione comunale è impegnata al reperimento dei fondi per provvedere alla sistemazione degli asfalti. E va specificato che la Regione Puglia non finanzia i tappetini per l’asfalto, ma riconosce soltanto i miglioramenti al progetto come la chiusura dei recapiti finali (ciò che è stato fatto a Casamassella).
Infine si precisa alla cittadinanza che le ex amministrazioni Arcobaleno non ha lasciato risorse finanziare, ma soltanto debiti che alla luce dei provvedimenti del governo Monti rischiano di paralizzare il comune.
Tutti i finanziamenti ottenuti dal 2010 a oggi (quasi 3 milioni di euro) portano la firma dell’attuale amministrazione comunale. Anche questo è cambiamento” .

Jenny De Cicco

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