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Nessun dubbio sulla Tap per gli ambientalisti di Melendugno

Il 16 gennaio si è svolto l’incontro tra i responsabili della Trans Adriatic Pipeline e la cittadinanza. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi la sera di giovedì nel cinema di Melendugno, poi spostata presso la sala convegni della locale scuola media di via San Giovanni, rivelatasi poco capiente per il pubblico presente.
All’incontro presenti centinaia di ambientalisti che hanno animato subito la seduta, con un invito alla calma dal sindaco facente funzioni Mauro Russo (che sostituisce il compianto Vittorio Potì).
I dirigenti hanno preso la parola per spiegare, per bocca di Paolo Pasteris, country manager di Tap per l’Italia, che l’azienda ha tenuto una cinquantina di incontri con enti e istituzioni, dai rappresentanti dei ministeri interessati alle associazioni locali. Spiega che l’attraversamento del metanodotto interesserà 4-5 comuni del Salento, che gli impianti per l’immissione del gas nella rete saranno realizzati dalla Snam, che la Tap è in gara con la Ig Poseidon il gasdotto proveniente dalla Russia, il cui progetto è già stato approvato e che dovrebbe approdare a Otranto.
Pasteris ha spiegato come il gas che approderà nel Salento è estratto nel mar Caspio e percorrerà 800 chilometri dalla Grecia all’Italia passando per l’Albania. La fornitura sarà di 10 miliardi di metri cubi l’anno, grazie ai lavori di realizzazione che inizieranno entro il 2015 e saranno terminati nel 2018 con la messa a regime. I cantieri saranno chiusi da giugno a settembre per non interferire con le attività turistiche e della pesca. Ci saranno dei benefici, diretti e indiretti, per le popolazioni interessate e indennizzi per i proprietari dei terreni sotto i quali passerà il gasdotto.
Il progetto prevedeva come punto d’arrivo delle tubazioni la zona di Brindisi, a una prima stesura. Carlo Maiola ha spiegato perché proprio San Foca e non la zona industriale di Brindisi. “Perché non ci sono aree protette né a Sud né a Nord del punto di approdo individuato, perché l’area delle Cesine dista 1,8 chilometri e perché nella zona di Brindisi ci sono ampie praterie di posidonia oceanica, protetta a livello comunitario, non possiamo attraversarele”. Il brindisino avrebbe dato problemi di sicurezza per la vicinanza con l’aeroporto, il petrolchimico o il rigassificatore. In effetti la posidonia è presente anche a San Foca, ma in maniera meno estesa, che consente la realizzazione di un microtunnel sotto il fondo marino per superarla.
Lorenzo Bertolè della Erm ha spiegato l’iter burocratico e annunciato la fine delle indagini della piattaforma al largo di San Foca per i primi di marzo.
In seguito la parola è passata ai presenti che hanno lamentato i propri timori e la volontà di non far passare il gasdotto dal basso Salento, facendo sventolare bandiere nere al posto di quelle blu ottenute dalla marina. Così s’è invocato anche il “Referendum”, anche grazie alla presenza dell’esponente leccese dell’Idv Sabrina Sansonetti.
Molte le reazioni del giorno dopo, una esemplare è quella di Treble Lu Professore, che ha postato sul suo profilo Facebook: “Ieri sera a Melendugno incontro tra TaPPi e cittadini (sovrani non dimentichiamo).
Il TAP che ci metteranno dove potete immaginare! C’è un momento in cui le parole non servono più, qui non ci sono ragioni da ascoltare. E’ tutta una messa in scena e il comune recita la parte più equivoca. Non vogliamo le loro risposte, che imboniscano altri, io ho deciso senza appello: no Tap, e piano piano altri come me decideranno. Non capite che l’intento di quelli che sono venuti da lontano (e qualcuno da vicino) era di dividere i convinti dai dubbiosi? Dividi et impera”.

Jenny De Cicco

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Ermete Realacci e Antonio Maniglio difendono Porto Miggiano

Continua su più fronti la controffensiva ambientalista per Porto Miggiano.
Oggi è stata presentata un’interrogazione al presidente Vendola e all’assessore all’urbanistica Angela Barbanente riguardante il porto di Miggiano, dal consigliere del Pd e vicepresidente del consiglio regionale Antonio Maniglio, che si pone sulla scia dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Pd Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente.
La settimana scorsa Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione ai ministri per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e dell’Ambiente Corrado Clini e per gli Affari regionali, il turismo e lo sport Piero Gnudi per chiarire quali siano gli interventi che intendano adottare.
Realacci ha riportato nell’intervento alla Camera come “si sta consumando un caso emblematico della situazione di sfruttamento selvaggio di territorio, deturpamento, incuria e abuso edilizio risulta essere il tentativo di costruzione, progetto peraltro incurante dei problemi di stabilità geologica della costa dell’area individuata, di un complesso turistico – residenziale, esteso su 15 ettari lungo la provinciale per Vignacastrisi, con la realizzazione di 536 unità abitative in 66 sezioni, ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Una vasta opera di cementificazione di un lembo ancora incontaminato della costa adriatica nella zona a ridosso del parco regionale naturale Otranto-Santa Maria di Leuca. Conseguentemente, un’immensa colata di cemento, se non fermata, ricoprirà l’area denominata comparto 13 del comune di Santa Cesarea Terme classificata di notevole interesse pubblico e sottoposta a tutela (articolo 36 del decreto legislativo numero 42 del 2004)”.
Realacci ha sottolineato l’inquadramento del caso in un contesto regionale segnato da un ampio ricorso all’abusivismo e ai reati ambientali, collocando la Puglia al quarto posto nella classifica nazionale per reati accertati (nel 2010) con il 12,7 per cento del totale nazionale.
Oggi l’interrogazione di Maniglio in Regione. “E’ indispensabile – riferisce Maniglio – che anche la Regione Puglia esprima il suo parere e assuma le determinazioni conseguenti, visto che a tutela dei beni paesaggistici e naturali c’è una larga mobilitazione civica che si esprime anche sulla rete, dove è attiva la pagina del Comitato di Tutela per Porto Miggiano, che la Puglia e la provincia di Lecce, sono ai primi posti per il numero di abusi edilizi che hanno degradato interi pezzi di costa, chiede al presidente della Regione e all’assessore all’Urbanistica di verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento sopra citato con la programmazione urbanistica e paesaggistica della Regione Puglia, di accertare se l’insediamento sopra indicato è coerente con le finalità di difesa dell’ambiente definite nell’istituzione del parco naturale Otranto-Santa Maria di Leuca e di assumere ogni iniziativa possibile per tutelare un pezzo di costa che, per la sua indiscutibile bellezza, è stata spesso utilizzata per pubblicizzare una Puglia incontaminata”.
La risposta del presidente Vendola e dell’assessore Barbanente non tarderanno ad arrivare nei prossimi giorni.

Jenny De Cicco

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Palmariggi s’illumina di meno

Ieri sera, il Comune di Palmariggi è stato ospite in diretta della trasmissione Caterpillar di Radio2 in occasione dell’evento “M’Illumino di meno”. Non è il primo anno che l’amministrazione di Palmariggi segue quest’evento che vuole sensibilizzare al risparmio delle risorse energetiche, parafrasando una celebre poesia di Eugenio Montale. L’amministrazione comunale ha infatti partecipato per il terzo anno consecutivo alla manifestazione, ma quest’anno i protagonisti sono stati i ragazzi delle scuole di Palmariggi, che attraverso il Consiglio Comunale dei Ragazzi hanno promosso una campagna di sensibilizzazione presso le famiglie della comunità. “I ragazzi hanno redatto del materiale informativo sulla manifestazione – si legge nel comunicato del sindaco Anna Elisa Stifani – e sul decalogo del risparmio energetico che contiene semplici regole da adottare nella vita quotidiana per dare il proprio contributo alla causa del risparmio energetico e sull’utilizzo di fonti alternative di energia. Palmariggi è stato scelto fra i vari vomuni d’Italia, dopo gli interventi da Vicenza, Udine, Napoli, Bari, grandi città italiane. L’amministrazione comunale è da sempre impegnata in iniziative che riguardano la tutela dell’ambiente e seppur con le poche risorse a disposizione cerca di dare il proprio contributo e il buon esempio”. Sindaco, assessori, Consiglio Comunale dei Ragazzi, ragazzi delle scuole, genitori sono stati impegnati in una tre giorni di volantinaggio di sensibilizzazione al tema del risparmio. La macchina comunale è stata utilizzata per diffondere per le vie del paese l’inno di “M’illumino di meno” e gli slogan sul risparmio ideati dai ragazzi. Una vera colonna sonora durante la distribuzione del materiale informativo sull’evento e sul decalogo del risparmio. “L’utilizzo della macchina dell’arrotino – continua Stifani – come l’ha definita uno dei conduttori Rai, ha destato la curiosità dei redattori e dei conduttori della trasmissione radiofonica. È stato un po’ come tornare indietro nel tempo, a quando i vecchi banditori, attraversavano le vie del paese per informare la popolazione. Un passo indietro, una riflessione, rispetto a tante abitudini poco sostenibili e poco rispettose dell’ambiente che comportano sprechi di risorse ambientali ed economiche”.

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Maglie, ditta di dolciumi evade il fisco

Produttore di dolciumi nei guai con il fisco.
Un nuovo episodio di evasione fiscale è venuto alla luce nell’ambito delle indagini degli ultimi tempi, frutto di un capillare e scrupoloso controllo del territorio del sud Salento a opera della Guardia di Finanza.
Le fiamme gialle della Tenenza di Tricase, che si sono occupate delle indagini, hanno, infatti, rilevato le infrazioni commesse dal produttore, insieme agli altri due soci fondatori della ditta, una società a responsabilità limitata.
L’inchiesta ha permesso di stabilire che la srl, con sede a Maglie e specializzata nella creazione di dolciumi e prodotti di pasticceria, non avrebbe presentato le dichiarazioni dei redditi per l’anno 2009, per un ammontare pari a 500mila euro, né versato la conseguente iva pari a 50mila euro.
Inoltre, sempre nello stesso controllo, i finanzieri hanno appurato l’esistenza di un’iva dichiarata ma mai versata per oltre 10mila euro e di un’indebita compensazione di credito d’imposta per oltre 45mila euro.
Le indagini sono ancora in fase di svolgimento.

Antonella Cazzato

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Saverio Congedo esprime solidarietà per i lavoratori socialmente utili della scuola

Il consigliere regionale del Pdl, Saverio Congedo, ha espresso la propria solidarietà per i lavoratori socialmente utili della scuola penalizzati da una situazione mai definitivamente risolata. “Non si può non solidarizzare – ha dichiarato Congedo – con i lavoratori socialmente utili della scuola che da oltre 16 anni svolgono servizi di pulizia nelle scuole statali, dopo essere stati fatti transitare in ditte private convenzionate all’insegna di una promessa di stabilizzazione. A questi lavoratori, padri e madri di famiglia, già provati da una difficile situazione di precarietà lavorativa, viene ora negato anche il diritto alla percezione dello striminzito stipendio, con ricadute pesanti sulle proprie famiglie”. Già un anno fa il consiglio regionale, con un ordine del giorno, impegnò il governo regionale ad “attivare ogni soluzione utile e praticabile per venire incontro alle loro giuste istanze”, percorrendo anche strade già percorse per altro personale scolastico precario. “A oggi – continua il consigliere Congedo – la situazione non solo non è stata risolta, ma ove possibile si è anche ulteriormente aggravata”.
Infine, Congedo conclude il suo intervento con un appello: “Di qui un nuovo appello a tutte le istituzioni del territorio, ivi compreso il Prefetto di Lecce, affinché venga individuata e attuata ogni soluzione utile a dare soddisfazione alle loro giuste istanze e al sacrosanto diritto allo stipendio”.

Alessandro Conte

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Gli ex Lsu della Intini si sono incatenati a Lecce

Una scena che si ripete, ieri a Maglie, oggi a Lecce. I lavoratori della Intini source, ex Lsu addetti alle pulizie delle scuole hanno deciso di protestare in maniera eclatante incatenandosi di fronte alla sede dell’azienda in via Don Bosco. Il motivo è sempre lo stesso: il mancato pagamento degli stipendi nonostante ci siano mutui, bollette e fatture impellenti da pagare con urgenza. Si tratta di 400 lavoratori e di altrettante famiglie portate all’esasperazione, allo sfinimento da parte degli enti che non fanno altro che rinfacciarsi le responsabilità di questa situazione. Il Ministero infatti ha comunicato di aver liquidato al consorzio Miles le somme spettanti per il 2011, il quale però afferma di non avere ancora materialmente a disposizione alcun importo, anzi di vantare un credito di 8 milioni di euro. La Intini a sua volta non vede l’ora di uscire fuori dal giro degli appalti e aspetta soltanto di arrivare alla scadenza del contratto nel 2013 rivendicando a sua volta altri 15 milioni. Dopo mesi e mesi di attesa quindi la situazione non si sblocca e con ogni probabilità non si sbloccherà fino a quando non ci sarà un segno tangibile della volontà di corrispondere ai lavoratori quanto dovuto: “I dipendenti hanno pazientato anche troppo -dichiara Dario Cagnazzo, referente della Fsi, federazione sindacati indipendenti- e non è giusto speculare sulle legittime aspettative delle famiglie che continuano a fare il loro lavoro con operosità. Ci hanno promesso che entro lunedì arriverà la mensilità mancante di dicembre ma non è sufficiente: prima che giunga la scadenza di febbraio vorremmo ottenere anche lo stipendio del mese scorso. È un diritto sacrosanto”.
A portare la solidarietà dell’amministrazione leccese ai lavoratori che non intendono demordere anche il sindaco Paolo Perrone che ha promesso di attivarsi per riuscire a sbloccare la vicenda in maniera positiva.

Maurizio Tarantino

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Tricase: avances sul luogo di lavoro, denunciato parrucchiere

Avances sul luogo di lavoro. Questa l’accusa formulata da una dipendente nei confronti del suo datore di lavoro, un parrucchiere con il salone a Tricase.
R.S., trentanovenne residente a Montesano Salentino, si è visto, infatti, recapitare nei giorni scorsi la notifica della conclusione delle indagini preliminari, coordinate dal sostituto procuratore Paola Guglielmi.
Tutto ha avuto inizio dalla querela che la donna ha sporto presso la locale caserma dei carabinieri: la giovane denunciava di aver subito nell’agosto scorso, nel salone dove lavorava come apprendista, in più occasioni, molestie a sfondo sessuale da parte del suo datore di lavoro.
Il provvedimento recapitato a R.S. di fatto formalizza l’accusa a suo carico, l’indagato ha adesso a disposizione lo spazio di venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio per chiarire la propria posizione.
A quel che è dato sapere, l’uomo, difeso dall’avvocato Mario Coppola, sarebbe pronto a confutare tutte le accuse della donna, giustificandole come frutto di pura invenzione.
Si attendono ulteriori sviluppi che potranno chiarire la vicenda.

Antonella Cazzato

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I tombini fascisti non scompariranno

I chiusini storici dell’epoca fascista saranno recuperati ed esposti nel museo dell’archeologia industriale di prossima istituzione nell’ex fabbrica di mobilio dei fratelli Piccinno. Si conclude nel miglior dei modi una vicenda nata in sordina ma che, col passare del tempo, era arrivata all’onore delle cronache cittadine. Nei giorni scorsi, infatti, l’Acquedotto pugliese aveva rimosso gli antichi tombini presenti in piazza Aldo Moro, a due passi dal circolo cittadino, con delle coperture in ghisa più moderne e funzionali ma sicuramente meno cariche di valore affettivo. L’intervento di manutenzione si era reso necessario a causa delle forti precipitazioni atmosferiche degli ultimi tempi che avevano danneggiato in maniera irreparabile i chiusini. Alcuni cittadini però, allarmati dalla sostituzione, avevano presentato le proprie rimostranze al sindaco Antonio Fitto che, con tempestività, aveva provveduto a sollecitare la restituzione all’ente dei tombini sostituiti. “Nella mattinata di giovedì scorso -ha dichiarato il primo cittadino- ho incontrato una delegazione dell’Aqp per rilevare la disponibilità a farci dono dei chiusini rimossi.
Ringrazio, perciò, i vertici dell’Acquedotto che sin da subito si sono dimostrati collaborativi ed hanno risposto con solerzia alle richieste di questa amministrazione, oggi come sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio storico ed artistico che Maglie racchiude e che merita tutela e valorizzazione”. I chiusini risalgono al XIV anno dell’era fascista e portano impresso il fascio littorio e lo stemma della città di Maglie e furono impiantati all’epoca dell’arrivo della cosiddetta “fogna dinamica” che permise di superare cioè il frequente ricorso allo sversamento nelle fosse biologiche.

Maurizio Tarantino

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Tricase al voto: dilemma primarie per il centrosinistra

Fumata nera in casa del centrosinistra a Tricase al termine del tavolo di confronto del 6 febbraio scorso tra Sel, Pd, Puglia per Vendola, Socialisti e Antonio Coppola.
Non si è giunti, infatti, all’individuazione di un candidato capace di riscuotere ampia condivisione e unanimi consensi all’interno della coalizione di centrosinistra e se l’ipotesi delle primarie, che lascerebbero la parola e il voto alla cittadinanza, non è stata del tutto accantonata, è pur vero che il tempo stringe.
Questo il quadro al termine del confronto.
Il Pd, da sempre poco propenso all’ipotesi delle primarie- come confermerebbero le parole del segretario cittadino di Sel Sergio Fracasso- ha chiesto ancora tempo e si è riservato di dare una risposta a giorni, dichiarando che comunque esiste una ferma volontà di confronto.
Di fatto, all’interno del centrosinistra mancherebbe la convergenza su un unico candidato con un programma elettorale condiviso. Del resto, l’Italia dei Valori, già prima di Natale, aveva individuato un proprio candidato sindaco nella persona di Giuseppe Panico e aveva iniziato a creare intorno a lui un clima di consensi e a stilare un programma politico, pur senza escludere la possibilità di accettare nuove adesioni in itinere.
L’ipotesi “primarie” pare invece prospettarsi per il Pdl e per tutto il centrodestra, come preannunciato nei giorni scorsi da Raffaele Fitto; in tal senso, potrebbe essere illuminante l’esito del congresso provinciale di sabato e domenica. Ma è tutto ancora da scrivere.
Intanto, sembrerebbe continuare il lavorio di alcuni esponenti dell’ex giunta guidata da Antonio Musarò, alla ricerca di un candidato in grado di attirare intorno alla sua persona ampi consensi. L’obiettivo cui punterebbero, con un volto nuovo per la politica di Tricase, non è solo la vittoria alle prossime amministrative, ma anche e soprattutto la possibilità di creare un gruppo di lavoro capace di dare alla città e ai suoi cittadini un governo stabile e duraturo.
A ogni modo, non si escluderebbe la possibilità di individuare un unico candidato e bypassare così le primarie, ma per questo è necessario attendere gli sviluppi dei prossimi giorni.

Antonella Cazzato

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L’erosione alla Bit cattiva pubblicità? “No, solo provocazione”

Coro di no contro l’iniziativa dei volantini per la Borsa del Turismo di Milano ideati da Assobalneari Salento.
Il Sindacato Italiano Balneari si scaglia contro l’iniziativa annunciata dal vicepresidente nazionale di Assobalneari Federbalneari Mauro Della Valle.
Le foto delle spiagge salentine colpite dall’erosione e dal maltempo, secondo Luca Mangialardo presidente di Sib sono lesive nei confronti degli operatori dell’intero comparto turistico pugliese.
Sulla vicenda ha espresso contrarietà anche Massimo Rota, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti che sostiene l’inadeguatezza del modus operandi di Assobalneari, metterà in pericolo l’immagine della Puglia e soprattutto l’avvio e il buon esito della stagione estiva.
Confindustria Lecce si scaglia contro Mauro Della Valle. Secondo Confesercenti non è possibile, in un contesto come quello della BIT, cercare di mettere in imbarazzo un’Istituzione per raggiungere un fine.
Pronta la replica di Assobalneari Salento Federbalneari: “Dispiace constatare la distanza che le altre associazioni di categoria (di cui solo una rappresentativa degli imprenditori balneari) hanno inteso ufficializzare rispetto alla chiara provocazione lanciata da Assobalneari di portare alla Bit un depliant raffigurante le spiagge salentine erose – dice Della Valle – Ancora una volta, le necessità di facciata superano la sostanza, un’altra occasione mancata per la tutela del nostro territorio, che naturalmente non passa attraverso campagne di marketing in negativo ma attraverso azioni finalizzate a dare uno scossone ad una classe politica silente e dormiente.
Sappiamo, il compiacimento vale più della tutela degli interessi collettivi e solo tale logica può sostenere la reazione che ha avuto la provocazione lanciata da Assobalneari Salento FederBalneari, quella che oggi è una provocazione non è detto che un giorno non diventi realtà quando si arriverà (e non manca molto) alla disperazione”.

Jenny De Cicco

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Immigrazione, Onofrio Introna è d’accordo con il presidente Vendola

Sul tema immigrazione è intervenuto il presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna. “Immigrazione verso il vecchio continente: l’Europa non può fare finta di non vedere e non sentire – ha dichiarato Introna – Tantomeno può riprendere la vecchia strategia delle cannoniere. L’Europa non può lasciare sola la Puglia: la nostra politica di accoglienza non è un capriccio, è la consapevolezza di una necessità storica e di una opportunità”.
Il presidente Onofrio Introna continua schierandosi dalla parte del presidente Nichi Vendola. “Sono con il Presidente della Regione e con gli argomenti che ha lucidamente illustrato al Comitato delle Regioni. Sono anche orgoglioso della Puglia che ha rappresentato a Bruxelles: una Regione sempre più civile quanto più di frontiera, che in momenti così difficili ha la forza di indicare un modello di comportamento virtuoso a un intero continente, nei confronti di uno dei problemi più attuali. Un’Europa tanto progredita quanto sempre più anziana, per effetto dell’invecchiamento della popolazione e dei bassi indici di natalità, ha bisogno di energie giovani”.
Quello che alla Puglia è chiaro da tempo dovrà diventare una consapevolezza dell’intero sistema continentale, perché la “nostra regione – insiste Introna – non può essere abbandonata a se stessa davanti a masse di disperati, come se non fosse la porta meridionale dell’Europa ma una terra di nessuno”.
Introna conclude chiarendo un punto fondamentale, la legislazione. “Certo, gli afflussi vanno disciplinati, serve una legislazione che tenga conto dell’offerta di occupazione ai cittadini extracomunitari ma anche dell’esigenza di non impoverire paesi in via di sviluppo, sottraendo forza lavoro giovane e soprattutto energie intellettuali, i ‘cervelli’, la classe dirigente del futuro.”

Alessandro Conte

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10 mila depliant per le spiagge pugliesi

Un depliant che documenta lo stato delle martoriate spiagge salentine da presentare alla Bit di Milano.
E’ in lavorazione il depliant divulgativo che Assobalneari Salento Federbalneari divulgherà in 10mila copie, da portare alla Borsa Internazionale del Turismo presso la fiera di Milano. Le foto delle spiagge pugliesi e salentine, divorate dalle mareggiate degli ultimi anni, saranno raccolte in un depliant che denuncerà lo stato di salute della costa. Le foto recenti saranno confrontate con quelle delle stesse spiagge di qualche anno fa.
“E’ stato molto semplice raccogliere le foto dei felici momenti di sana salute del territorio costiero che appena dieci, cinque anni fa, portavano la Puglia ed il Salento ai più alti vertici del turismo balneare in tutto il mondo – chiosa Mauro Della Valle, presidente Assobalneari Salento – Oggi invece assistiamo a una totale indifferenza politica, soprattutto di quella delegata alla tutela costiera, cioè quella regionale, che più volte punta il dito contro la categoria dei balneari quali responsabili dell’erosione costiera e che oltremodo vengono ancor più puniti dall’approvazione del Piano Regionale delle Coste che addirittura revoca le concessioni demaniali per processi erosivi nel tratto di spiaggia concessa. Abbiamo fotografato tutti gli scarichi in mare in fase di autorizzazione e quelli autorizzati dalla Regione Puglia che sversano in mare liquami e non acqua depurata. Adesso basta. Porteremo il depliant alla Bit e chiediamo che le numerose risorse economiche spese da parte della politica alla passerella milanese siano risparmiate e messe a disposizione per iniziare un’attenta e professionale cura del prezioso territorio costiero”.

Jenny De Cicco

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