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Sac – “Serre Salentine”, il sindaco di Minervino replica alle dichiarazioni del sindaco di Poggiardo

Dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, a proposito della presentazione del progetto Sac “Serre Salentine” alla Bit di Milano in programma dal 16 al 19 febbraio, è arrivata la pronta risposta del sindaco di Minervino, Ettore Caroppo. “È con estremo dispiacere – afferma il sindaco Caroppo – che ho appreso solo dalla stampa dell’importante riconoscimento attribuito ai tecnici che hanno redatto il Sac “Serre Salentine”, che costituiscono il cuore pulsante delle attività messe in cantiere già diversi mesi prima che Colafati fosse eletto sindaco del comune di Poggiardo, ente capofila del progetto. Con le comunicazioni spedite per posta elettronica e i comunicati stampa inviati alle diverse testate giornalistiche, ancora una volta il sindaco di Poggiardo dimostra di non saper scindere il suo ruolo di sindaco di una comunità rispetto alla governance complessiva di un territorio che interessa più comuni e che ha individuato l’ente che ora egli guida quale capofila di un progetto specifico.
Non comprende infatti che rilasciare dichiarazioni in nome e per conto di altri enti locali richiede prudenza e consapevolezza di un ruolo di rappresentanza generale che può essere pregiudicato da dichiarazioni che possono andar bene solo se riguardano il proprio comune e non già un’aggregazione di comuni. Questi, infatti, per l’inerzia proprio del sindaco di Poggiardo, non hanno ancora definito la propria governance né gli assetti né le responsabilità per la conduzione del progetto complessivo”.
Il sindaco, inoltre, chiede chiarimenti circa il modello di sviluppo previsto nei rispettivi territori. “Qual è il nostro? – dice – Ritiene forse di avere una risposta senza che noialtri sindaci non ne sappiamo nulla? Francamente non comprendo i motivi di questi ritardi, forse perché si teme di non poter dettare tutte le condizioni di attività? Comprendo che ai fini elettorali del proprio comune questo modo di fare può essere appagante ma in termini di collaborazione tra enti locali è del tutto deleterio. Mi auguro che tale circostanza possa fungere da sprone al sindaco di Poggiardo, affinché si decida a convocare l’assemblea dei sindaci per dare seguito agli incontri interlocutori già avuti alcuni mesi fa, al fine di dare reale avvio alla gestione del Sac in ossequio anche a quello spirito di collaborazione richiamato nel comunicato stampa. Insieme agli altri sindaci siamo ancora in attesa di essere convocati per il Sac e da ancora più tempo aspettiamo che il sindaco Colafati mantenga gli impegni che aveva assunto, prima delle elezioni amministrative del comune di Poggiardo, riguardo agli assetti gestionali del Consorzio per la gestione del Piano di Zona. Quanto letto nel comunicato stampa dimostra ancora una volta che il sindaco di Poggiardo con il suo modo di fare anziché interessare e coinvolgere gli altri colleghi sindaci tende alla sola gestione di ciò che altri hanno costruito. Ritiene forse di poterne trarre antaggio da un semplice ruolo di comune capofila? Forse gli sfuggono le responsabilità proprie, riguardo all’importanza ci decisioni che devono essere assunte dall’assemblea dei sindaci che pure ha il diritto e il bisogno di essere rappresentata da un proprio presidente che, proprio per responsabilità dello stesso Colafati, ancora non è stato individuato.
Credo che sia giunto il momento che prenda atto che i sindaci dei comuni, che finora ha avuto l’onore di rappresentare, non sono suoi consiglieri comunali ma meritano più rispetto. Buon viaggio a Milano”.

Alessandro Conte

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Patto di stabilità: controreplica di Giannuzzi al sindaco

Non si è fatta attendere la replica di Antonio Giannuzzi sulla questione del patto di stabilità. Una risposta che rilancia le preoccupazioni sulla grave situazione finanziaria alla luce dello sforamento attestato, a parere del consigliere di Città Libera, in circa un milione e centomila euro. “La stampa ha riportato la posizione del sindaco -spiega Giannuzzi- riferita alla pesante situazione finanziaria: è evidente che il primo cittadino tende a sminuire la serietà della situazione ritenendo che sia suo dovere farlo”. Antonio Fitto aveva sottolineato come lo sforamento del patto di stabilità per il 2011 fosse legato esclusivamente al saldo di spesa dell’anno, “anziché a situazioni di criticità di bilancio, tutte inesistenti”. Il riferimento, in quest’ultimo passaggio era proprio alla denuncia di Giannuzzi che aveva puntato il dito sulla gestione finanziaria: “Così come è stata politicamente condotta, in questi anni, non poteva che portare al peggio”. Giannuzzi inoltre respinge al mittente le accuse di scarso sostegno evidenziate dal sindaco Fitto: “Riguardo alla collaborazione reclamata, è facile rispondere che più volte la minoranza, come anche la Corte dei conti, hanno fatto dei rilievi puntualmente ignorati se non minimizzati. È il primo cittadino che minimizza quando fa intendere che lo sforamento del 2011 è una sciocchezza come se nulla fosse accaduto, per cui lo sforamento non avrebbe nessuna conseguenza. In realtà, il Patto o viene rispettato o no, le sanzioni sono le stesse e quelle per il 2012 saranno pesantissime. Precisiamo che lo sforamento del 2011 è di circa 1 milione e 100mila euro peggio di quanto temevamo. Bene farebbe il sindaco ad essere più realista per evitare che, a furia di dire che tutto va bene, ci si ritrovi nei guai come è successo con il precedente governo”.

Maurizio Tarantino

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Progetto Sac – “Serre Salentine” sarà presentato alla Bit di Milano

La Regione Puglia presenterà, alla prossima edizione della Borsa Internazionale del Turismo, “Serre Salentine”. Questo è il nome del progetto Sac (Sistema Ambientale e Culturale) con a capo il comune di Poggiardo e al quale aderiscono anche i comuni di Botrugno, Cursi, Maglie, Miggiano, Minervino di Lecce, Montesano Salentino, Nociglia, Ruffano, San Cassiano, Sanarica, Scorrano, Specchia, Spongano, Supersano, Surano. Oltre a questo progetto verranno presentati anche altri due progetti in ambito regionale, “Mari tra le Mura” e “Salento di Mare e di Pietra”. Ѐ un riconoscimento importante da parte della Regione, determinato dal valore strategico e dall’avanzato stato di progettazione del progetto Bandiera del Sac “Serre Salentine” che ne consente un’attivazione immediata. Nello specifico, i Sac sono enti sovracomunali istituiti dalla Regione Puglia con l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali, culturali e turistiche pugliesi. Con i Sac, i comuni si uniscono formando un sistema per mettere a punto le strategie più idonee per la valorizzazione del territorio. La popolazione complessiva dei 16 comuni facenti parte del SAC “Serre Salentine” è di 75292 abitanti distribuiti su una superficie pari a 279,71 chilometri quadrati.
“Credo sia motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutto il partenariato del SAC “Serre Salentine”, dai sindaci dei sedici comuni ai tecnici e agli altri operatori coinvolti, rappresentare l’eccellenza dei sistemi culturali e ambientali della nostra regione in un contesto così prestigioso come la Bit di Milano – ha dichiarato il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati – un risultato raggiunto grazie allo spirito di collaborazione e alle capacità di tutti. Il Sac Serre Salentine nasce dalla volontà di valorizzare i beni ambientali e le attività culturali del nostro territorio, partendo dall’idea che si ha bisogno di servizi per valorizzare quelli che sono i nostri beni, per migliorarne la gestione, ottimizzando le risorse, per aumentarne la fruibilità e farli diventare un reale volano di sviluppo. I Sac, sotto questo profilo, sono pertanto un’occasione formidabile da cogliere pienamente nell’interesse di un territorio che ha enormi potenzialità ancora inespresse.”

Alessandro Conte

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San Foca, nascono i No Tap

Nasce da Facebook e approda nella realtà un altro comitato in difesa dell’ambiente salentino, il Comitato No Tap, gasdotto che presto giungerà sulle coste della Terra d’Otranto, che si aggiunge all’Igi Poseidon di Edison.
Grazie ai social network e alla velocità con cui viaggiano le informazioni, è nato il No Tap che richiama nel nome i No Tav e si collega ad altri comitati di tutela salentini nati sul noto social di Zukemberg.
Presentato pubblicamente la sera del 4 febbraio a Melendugno, alla presenza di cittadini e associazioni – Nuova Messapia, Sportello dei Diritti, Idv articolo 3, Tramontana, Cambiamo Aria, Save Salento, Coordinamento Civico, Forum Ambiente Salute e Meetup Leccesi – il comitato si contrappone al progetto della Trans Adriatic Pipeline, per la quale il 24 gennaio sono stati avviati sondaggi al largo di San Foca, per raccogliere campioni del fondale a fini di studio lungo il percorso del gasdotto, che dal Mar Caspio arriva sino all’Italia.
Il fine del nuovo comitato è quello di coordinare una linea comune fra tutte le associazioni e del territorio esposto al pericolo del gasdotto Tap aggiuntosi al metanodotto, già autorizzato, Igi Poseidon d’Otranto, i cui lavori partiranno nel 2013 e che fa capo alla joint venture Edison-Depa “Igi Poseidon” e collegherà l’Italia alla Turchia tramite la Grecia.
Il comitato s’adopera informando e sensibilizzando, coinvolgendo i cittadini e promuovendo iniziative al fine di scongiurare il perpetrarsi di un altro scempio ambientale, che prevede di portare il gas dal Mar Caspio all’Italia.
“Un progetto folle”, sottolineano dal comitato.
La multinazionale ha già avviato i sondaggi ispettivi il 24 gennaio, con il posizionamento di grosse piattaforme visibili dalla costa, una è stata infatti fotografata da alcuni cittadini nei pressi di San Foca, zona di pregio e d’inestimabile valore ambientale e storico, tutelata per la presenza della macchia mediterranea e d’una estesa prateria sottomarina di posidonia – alga protetta da leggi comunitarie, essenziale per gli equilibri marini – e per la presenza di resti archeologici di epoca messapica e romana.
Il comitato nei prossimi giorni avvierà iniziative e manifestazioni per il coinvolgimento dei cittadini, istituzioni e di chiunque abbia a cuore la massima tutela di questa terra patrimonio dell’umanità.
Il gruppo Facebook ha superato i 1200 iscritti a pochi giorni dalla sua creazione, sottolineando l’ interesse dei salentini per la salvaguardia del territorio, della bellezza naturalistica e dei luoghi intrisi di storia, di cui ha fatto la propria risorsa, confermando la propria vocazione green.
La Tap, in una nota ufficiale, ha reso noto d’essere pronta a presentare la Valutazione d’impatto ambientale e sociale in Italia, ma con un percorso più breve. Il nuovo tracciato prevede una sezione di 5 chilometri sulla terra, rispetto ai 22 chilometri iniziali e il cambio del punto d’allaccio alla rete nazionale, tramite Snam Rete Gas.
La modifica si rifletterà nella stesura della Esia, la cui presentazione Ministero dell’Ambiente è prevista a febbraio 2012.
Intanto la Tap continua la raccolta delle osservazioni e dei commenti di tutte le parti interessate, invitando la comunità a discutere la bozza del progetto in un incontro pubblico, a Melendugno, giovedì 16 febbraio, dalle 17,30 presso il Nuovo Cinema Paradiso.

Jenny De Cicco

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La green economy e la Puglia

La green economy in Puglia: i risvolti delle dichiarazioni sull’attività estrattiva dello scorso 2 febbraio del ministro all’Ambiente Clini.
In questi giorni Lorenzo Nicastro, assessore regionale alla qualità ambientale pugliese, si è espresso sulla green economy, tema che tiene banco anche per via della manifestazione Mediterre a Bari: “Quando parliamo di economia verde non possiamo prescindere dal ripensare il nostro stile di vita e soprattutto non possiamo avere la presunzione di giocare in completa solitudine una partita che è globale: il progressivo abbandono delle energie fossili e lo sviluppo di fonti rinnovabili è uno dei temi più cari a questo governo regionale che, da anni, ha avviato questo processo”. Così l’assessore al convegno Innovazione, ricerca e distretti della Green Economy tenutosi a Mediterre: “Dall’integrazione, dallo scambio, dal confronto nasce la possibilità di apprendere buone pratiche, come quella olandese di riuso delle biomasse degli allevamenti bovini per la produzione di energia da biogas”.
Continuano le polemiche su quanto riferito a Bari dal ministro Corrado Clini sull’insediamento delle piattaforme petrolifere in Puglia: “Se pensate che si debba aprire una problematica in generale sul fatto che non se ne debbano fare, perdete perché questo va contro direttive e contro regole europee… Dobbiamo scegliere se siamo capaci d’investire sulle fonti rinnovabili e sul loro sviluppo così da creare una competizione con le fonti fossili”.
Insorgono i comitati di tutela del territorio, secondo i quali si tratta di dichiarazioni inaccettabili: “Averle ascoltate dall’attuale ministro all’Ambiente rende quell’esperienza pesante come un macigno.
Col passare del tempo serviranno a poco le osservazioni di regione, enti locali, comitati, associazioni e singoli cittadini, come le stesse battaglie legali. Sono misure difensive insufficienti se il governo continua a concedere i permessi autorizzativi alle società petrolifere. Si blocchino gli iter autorizzativi in corso e vengano abrogati i permessi già concessi, consentendo esclusivamente l’esaurimento degli impianti di estrazione funzionanti. Al fine di contenere i danni di tali impianti, ma più in generale a difesa di tutte le aree inquinate del Paese, si abbassino i limiti minimi sullo sversamento di sostanze inquinanti nell’ambiente per adeguarli agli standard europei e dell’Oms, spesso centinaia di volte inferiori. Si aumentino le cosiddette royalties sulle estrazioni in corso, adeguando anch’esse alle medie europee”.
Il consigliere Pd Giovanni Epifani, esprime in una nota il proprio disappunto: “Non è possibile non tener conto della inequivocabile volontà dei pugliesi e la manifestazione di Monopoli del 21 gennaio ne è la conferma. La Puglia, è risaputo, è regione a vocazione turistica ed è proprio questa voce che contribuisce a comporre il nostro pil”.
Il capogruppo consiliare del Pdl alla Regione Puglia Rocco Palese invece: “Esprimo viva soddisfazione per i chiarimenti forniti dal ministro Clini in relazione alla nota vicenda delle paventate trivellazioni in Adriatico.
Il ministro ha chiaramente sgombrato il terreno dai timori che nutrivamo sui rischi rivenienti da operazioni che avrebbero potuto mettere a repentaglio il grande patrimonio costituito dal nostro mare.
Sono così accolte e soddisfatte le pressanti richieste del consiglio regionale che aveva unanimemente recepito le istanze mai tanto corali delle nostre popolazioni”.

Jenny De Cicco

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Bando per area Pip

L’area Pip magliese sarà rimessa a nuovo. Il nuovo bando pubblicato dall’amministrazione scadrà il prossimo 13 febbraio e permetterà di realizzare tutta una serie di interventi per l’ammodernamento e il completamento delle infrastrutture presenti nell’area. L’importo messo a disposizione dagli uffici regionali sarà di 327.257 euro (senza iva) più 14mila euro per la sicurezza: una somma molto inferiore a quanto preventivato dall’ufficio tecnico magliese che in origine, basandosi sul progetto dell’architetto Lucia Marzo, aveva richiesto un finanziamento di quasi 1 milione e 400mila euro. Nel dettaglio si procederà dapprima alla sistemazione dello smaltimento delle acque meteoriche nella zona attorno al campo sportivo comunale, una area che raccoglie molto spesso le precipitazioni provenienti da est, da nord ed in piccola parte da sud. Un fatto che causa frequenti allagamenti e ristagni mandando in crisi l’attuale sistema di raccolta delle acque.
Il sistema di captazione sarà quindi migliorato con la costruzione di ulteriori 90 griglie, che convoglieranno verso il recapito terminale esistente una consistente quantità di acque superficiali, determinando un sensibile miglioramento delle capacità di assorbimento generale della rete e limitando quindi al minimo le possibilità di allagamento e ristagno. Al fine di migliorare e completare la viabilità saranno realizzati nuovi marciapiedi e spartitraffico nelle zone che ne risultano sprovviste e saranno ultimati quelli rimasti incompleti.
Alla fine dei lavori saranno ripristinate in maniera ottimale le sedi viarie e i marciapiedi interessati. Con le restanti somme si metterà a punto un sistema di videomonitoraggio mediante l’installazione di telecamere nei punti di accesso all’area Pip ed in altri ritenuti strategici per il controllo. Le aree monitorate saranno dotate di telecamere complete di alimentazione ed accessori e tutti i dati video verranno inviati al centro con un sistema di comunicazione wireless.
Il sistema garantirà la memorizzazione di tutti i dati su supporto informatico.

Maurizio Tarantino

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Il quartiere Madonnina si trasforma

Il quartiere Madonnina si appresta a cambiare volto. L’amministrazione comunale ha disposto infatti la messa a bando di una parte delle opere di urbanizzazione, quelle secondarie. L’intervento complessivo, seguito personalmente dal sindaco Antonio Fitto e dall’assessore all’urbanistica Franca Giannotti, ammonta a oltre 4 milioni e 600mila forniti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Della somma totale, 2 milioni e mezzo di euro sono a disposizione per l’edilizia residenziale da parte dello Iacp, 1 milione e 194mila euro per le opere di urbanizzazione primaria e 931mila euro per l’urbanizzazione secondaria. Per questo appalto si spenderanno 647mila euro per lavori ed oneri di sicurezza, mentre le rimanenti somme resteranno a disposizione dell’amministrazione. Il progetto tecnico, redatto dagli architetti Maurizio Liaci e Vincenzo Castelluzzo e dall’ingegnere Luca Sperti prevede una profonda trasformazione dell’area, a partire dalla sistemazione delle attrezzature scolastiche della scuola media di via Manzoni, cioè il parco sportivo progettato nell’area libera destinata alle attrezzature: verranno costruite le piste di salto in lungo, di getto del peso e un campo polifunzionale di pallacanestro. Gli interventi prevedono anche la nascita dell’oratorio, la ristrutturazione della palestra della scuola, la realizzazione di una ludoteca che sarà caratterizzata da un edificio con pitturazione a colore vivace e da oblò circolari vetrati, quindi la sistemazione della sala congressi della chiesa del Sacro Cuore e le opere di ristrutturazione della sede degli uffici demografici e tributari comunali. In quest’ultimo caso verranno sistemate le facciate ormai completamente degradate e si installerà l’ascensore per i tre piani dell’edificio. La riqualificazione avrà il suo apice nella realizzazione del “Parcheggio in Parco”: nell’area compresa tra via Palma, via Pisino e via Bottazzi infatti sarà modificata la viabilità, con la creazione di una strada ad anello ad una sola corsia che troverà trova sfogo attraverso due direttrici, in via Palma e via Pisino. Il verde attrezzato sarà realizzato mediante un’unica isola pedonale insieme ad un area gioco con una pista da bocce.

Maurizio Tarantino

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Tromba d’aria nel Salento: milioni di euro di danno

Milioni di euro di danno causati dal maltempo nel Salento. Grandine e vento e una tromba d’aria si sono abbattuti la notte tra il 3 e il 4 febbraio, a subire i maggiori danni Diso e Marittima.
Alberi sradicati, divelti pannelli solari, vetri frantumati, pali elettrici e muretti a secco abbattuti, caduta di cartelloni e segnali stradali, questi i danni causati dalla tromba d’aria passata anche per Andrano, Poggiardo, Spongano, Uggiano la chiesa, Minervino di Lecce e Otranto.
I danni ammontano a circa tre milioni di euro, di cui due per le opere pubbliche, un milione per i privati. Il Comune di Diso chiederà alla Regione lo stato di calamità. Per arginare i danni e far fronte all’emergenza sono intervenuti i vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri, agenti di polizia municipale e tecnici dell’Enel. Due strade di accesso a Marittima sono state chiuse a causa degli alberi ammassati per strada.
Danni di lieve entità si sono registrati anche a Otranto, dove la linea telefonica dei vigili urbani risulta staccata, alberi sradicati presso la villa comunale di Poggiardo e qualche cartellone stradale divelto per Minervino di Lecce.

Jenny De Cicco

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Fitto risponde a Giannuzzi sul patto di stabilità

Lo sforamento del patto di stabilità fa discutere nell’ambito politico magliese. A intervenire, dopo la sollecitazione del consigliere Antonio Giannuzzi, è il sindaco Antonio Fitto che non lesina alcune frecciatine al rappresentante di Città Libera. “Il contributo offerto da ogni singolo consigliere comunale in fatto di bilancio dell’ente -spiega il primo cittadino- è certamente meritevole di attenzione per il semplice fatto che l’approvazione dello strumento di gestione delle risorse finanziarie del comune è prerogativa esclusiva del consiglio. Pertanto ogni discussione e confronto sul Bilancio sollecitati da un consigliere sono utili se però finalizzati a una corretta e precisa informazione oltreché improntati su di un costruttivo dialogo, senza rappresentare o descrivere una situazione finanziaria dell’ente a dir poco irreale. In particolare, il denunciato sforamento del patto di stabilità come conseguenza di una cattiva gestione finanziaria o, peggio ancora, come sintomatico di una situazione di conti del bilancio comunale in rosso e in disordine è assolutamente notizia non vera”. Antonio Fitto si spinge a spiegare perché si è arrivati a questa situazione, ricostruendo quanto accaduto nei mesi passati: “Questa amministrazione ha continuato, con estremo rigore, la gestione di bilancio già avviata nel quinquennio precedente, creando così i presupposti per ridurre gli effetti delle limitazioni derivanti dalla nuova legge sul patto di stabilità e dai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Nei fatti, lo sforamento del patto di stabilità per il 2011 è legato esclusivamente al saldo di spesa dell’anno, anziché -come invece dichiarato nel comunicato di un consigliere comunale di opposizione- da situazioni di criticità di bilancio, tutte inesistenti. Non ci sono debiti, né si è avuta una gestione poco attenta delle risorse. Tanto meno verranno assolutamente pregiudicati i trasferimenti statali o, ancora, la possibilità impositiva di tasse e tributi comunali. I conti dell’ente sono in ordine”. Il punto, precisa il primo cittadino è che “l’amministrazione ha semplicemente realizzato opere coperte da regolari finanziamenti. Finanziamenti, questi, che, per i motivi più diversi, o erano stati incassi nell’anno precedente, oppure non sono stati erogati -come dovuto- nel 2011 da altri enti, in particolare dalla Regione, per cui si è reso necessario procedere a delle anticipazioni all’impresa per inizio lavori a fronte del serio rischio di maggiori oneri a carico dell’amministrazione per ritardato pagamento. A tutto questo c’è da aggiungere l’assurdo meccanismo di allocazione contabile dei mutui ai fini del calcolo del patto di stabilità; infatti, gli importi dei mutui contratti direttamente dagli enti locali con la cassa depositi e prestiti -ed è il caso del Comune di Maglie nel 2011- devono essere unicamente considerati in uscita, escludendo così la pur ragionevole appostazione degli stessi anche in entrata. Meccanismo, questo, che inevitabilmente genera quello squilibrio più volte segnalato come problematico dall’Anci, e che purtroppo, a tutt’oggi, rimane irrisolto”. Per Fitto, in conclusione, è “questa è la corretta informazione che va data al cittadino. Questa è la corretta informazione che un consigliere comunale ha il dovere di dare al cittadino, senza insinuare sospetti e spargere veleni o procurare inesistenti allarmi alla comunità”.

Maurizio Tarantino

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Negro: no all’eolico off shore

Salvatore Negro, consigliere regionale Udc, dichiara il no all’off shore in seguito alle dichiarazioni del ministro all’ambiente Corrado Clini ospite di Mediterre a Bari Negro afferma: “Lo sviluppo della Puglia non è conciliabile con l’installazione di trivelle o pale eoliche nel suo mare. La vocazione naturale di questo territorio è il turismo e quindi non si può accettare la distruzione o l’alterazione dei paesaggi e delle bellezze naturali. Come Udc siamo a favore delle energie rinnovabili, purché siano compatibili con il rispetto dell’ambiente e del territorio. Abbiamo sempre creduto e puntato sullo sviluppo delle energie rinnovabili ma siamo contrari all’alterazione della bellezza dei nostri paesaggi e del nostro mare che ha fatto della Puglia una delle mete turistiche più gettonate del Paese. Vogliamo ricordare che la nostra Regione ha già dato tanto e continua a dare molto in termini di energia. Basti pensare a Cerano e alle migliaia di ettari di pannelli fotovoltaici che hanno preso il posto dei vigneti, dei secolari alberi d’olivo e dei muretti a secco. Lo sforzo della nostra regione è sotto gli occhi di tutti e non si può ulteriormente mortificare un territorio. Le pale eoliche possono trovare posto in altri siti che non siano le acque dell’Adriatico o dello Ionio, così come l’installazione di pannelli solari va incentivata sui tetti delle nostre case e degli edifici pubblici. Trivelle o piattaforme offshore, oltre che a rappresentare investimenti di dubbio valore, provocherebbero un danno irreversibile all’intera economia del territorio. L’auspicio è che l’attuale Governo valuti con attenzione queste possibilità di sviluppo e tenga conto della vocazione naturale di questo territorio, cioè il turismo, che opportunamente valorizzato e incentivato potrebbe rappresentare una delle voci più autorevoli nel bilancio dell’intero Paese. La Puglia compatta rimandi al mittente il progetto Powered e sottolinei ancora una volta il no alle trivelle, il no alle piattaforme offshore in Adriatico, affidando al ministro per l’ambiente Corrado Clini un messaggio di sviluppo sostenibile che metta il turismo al centro dell’azione del governo regionale e nazionale. Non si possono accettare le parole del ministro che è intervenuto alla settima edizione di Mediterre, manifestazione dedicata alla biodiversità, alla green economy e ai cambiamenti climatici. Il progetto Powered, finanziato con 4 milioni e 400 mila euro dal Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, vuole determinare se ci siano le possibilità per investire nell’eolico in Adriatico e per determinarlo prevede l’installazione di una rete di anemometri in mare e lungo le coste per monitorare le evoluzioni climatiche e raccogliere dati metereologici. Per Clini, la conclusione del progetto può rappresentare anche la fase d’inizio d’investimenti industriali importanti in questo settore in Italia. Ma il ministro dimentica che il mare, l’Adriatico, per i pugliesi già rappresenta un tesoro di inestimabile valore. L’energia che vogliamo è quella pulita, a impatto zero, che non preveda trivelle e piattaforme offshore. La Puglia non è l’Olanda o la Danimarca o la Gran Bretagna e chiede un’economia che si basi sul turismo, sulla pesca, sulle bellezze naturali, sull’artigianato, sul commercio, sulla tutela dei beni culturali. Sono prerogative che continuo a ritenere fondamentali. E’ inaccettabile che si possano mettere a rischio le nostre risorse naturali per la ricerca di un profitto che, tra l’altro, avrebbe ben poche ricadute positive per la popolazione”.

Jenny De Cicco

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Minervino di Lecce comune green a Bari

Avviato a Bari Mediterre, presso la Fiera del Levante, presente anche il comune di Minervino di Lecce per raccontare le proprie esperienze.
Avviati i cicli d’incontri di Mediterre alla presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, al governatore Nichi Vendola e Pedro Ballesteros della Commissione Energia di Bruxelles e il sindaco salentino Ettore Caroppo per presenziare il workshop sulle politiche di supporto alla sostenibilità ambientale del territorio: esperienze a confronto, dal progetto Powered alle buone pratiche delle amministrazioni locali.
Il sindaco Caroppo rappresenterà le eccellenze pugliesi nell’ambito di Mediterre 2012 nella sessione dedicata alle buone pratiche per la diffusione del risparmio energetico e l’uso intelligente dell’energia, grazie ai riconoscimenti ottenuti lo scorso anno dal piccolo comune, proprio in ambito di sostenibilità ed efficienza energetica. Il 2 febbraio sarà da oggi in poi una data storica per Minervino, sul palco della Fiera del Levante interverrà il sindaco Ettore Caroppo che presenterà al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Corrado Clini, tutta le iniziative e le azioni intraprese dall’amministrazione negli ultimi anni e quelle ancora in progetto.
Ettore Caroppo dichiara: “E’ l’ennesima conferma di quanto il nostro comune è riuscito a fare in questi anni. Penso ai progetti di efficientamento energetico, alle azioni mirate a sensibilizzare l’utilizzo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico nella cittadinanza, non ultimo i gruppi di acquisto solidale, progetto che sarà presentato sabato prossimo presso la sala consiliare. Per non parlare del riconoscimento e dei premi targati Legambiente per i “comuni rinnovabili” e dalla fondazione Simone Cesaretti”.

Jenny De Cicco

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Clini: valutare l’eolico off shore

A Mediterre è polemica. Si fa largo l’ipotesi d’impianti di eolico off shore in Adriatico a seguito delle dichiarazioni del ministro Corrado Clini. Mentre tiene ancora banco il dibattito sulle prospezioni petrolifere, la politica pugliese compatta difende da possibili abomini il proprio mare.
A Bari per la settima edizione di Mediterre il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dichiarato: “Se saremo in grado di spiegare concretamente che esistono opzioni alternative a quella della ricerca in mare del petrolio probabilmente il problema sarà superato. Se non siamo in grado d’investire e di far crescere le rinnovabili come fonti alternative allora ci restano solo quelle fossili”. Il ministro ha riconosciuto la validità della protesta di Monopoli del gennaio scorso: “La popolazione pugliese ha protestato contro l’idea che ci fosse un allentamento delle misure di salvaguardia. La norma che avrebbe ridotto le clausole di salvaguardia in materia di trivellazioni a mare è stata fermata. La procedura di valutazione di impatto ambientale prevede sempre l’inchiesta pubblica e gli enti locali vengono sentiti per legge”.
Fin qui le dichiarazioni del ministro hanno incontrato il favore pugliese, ma il turbinio di polemiche si è innescato a seguito delle dichiarazioni sul progetto Powered: “Il progetto può rappresentare il modello la traccia del lavoro per lo sviluppo dell’energia eolica offshore nell’Adriatico”.
Finanziato con 4 milioni e 400 mila euro dal Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, Powered vuole determinare se ci siano le possibilità per investire e determinarlo tramite l’installazione di una rete di anemometri in mare per monitorare le condizioni climatiche.
Tra le prime reazioni Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale pugliese: “Non siamo affascinati dalle sirene dell’oro nero”. Introna lo ha ribadito direttamente al ministro Clini durante l’incontro-riunione dei presidenti delle Regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, sul tema della difesa del mare, tenutosi in occasione di Mediterre , chiedendo di “aiutare le Regioni a difendere il mare”. Sono 14 i progetti pendenti autorizzati di prospezione che riguardano la Puglia. A novembre a L’Aquila la conferenza dei presidenti dei consigli ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per il Consiglio dei Ministri, il documento unitario ha condiviso anche il progetto di una Conferenza delle Regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, accolta dal ministro Clini. L’intervento pugliese ha pure raggiunto Bruxelles, convincendo il commissario all’ambiente a sostenere l’opportunità di un protocollo di regole più rigorose, estese a tutte le acque europee mediterranee”.
Più drastico nella sua nota il consigliere del Gruppo Misto-Psi Franco Pastore: “Che vadano altrove, il ministro e chiunque voglia installare nel nostro mare trivelle, piattaforme e altro. Il progetto Powered sull’eolico in Adriatico, per noi non ne vale la pena”.
Interviene anche il presidente del del PdL alla Regione Rocco Palese: “Le dichiarazioni del ministro Clini sono inaccettabili e meritano una risposta forte e unitaria. E non c’è ministro tecnico che ce le possa imporre. Su come trattare la nostra terra e il nostro mare non accettiamo né diktat né lezioni”.
Drastici i presidenti de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato e Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio sul ragionamento costi/benefici del Ministro Clini dicono: “I costi sono a carico della Regione Puglia e i benefici a sostegno delle multinazionali che pensano che la nostra sia una terra low cost”.
Jenny De Cicco

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