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La Provincia di Lecce propone la tassa di soggiorno

Dopo le polemiche e le sperimentazioni è pronta la bozza provinciale sull’imposta di soggiorno.

Lo ha annunciato negli scorsi giorni l’assessore provinciale al Turismo e Marketing Francesco Pacella, dopo aver incontrato le associazioni di categoria e alcuni sindaci dei comuni salentini per discutere dell’istituzione del dazio.

L’assessore Pacella ha precisato che l’imposta deve essere considerata come una tassa di scopo, destinata al miglioramento delle infrastrutture e dei servizi da offrire ai turisti.

Per ora il regolamento è una bozza che potrà essere adottato dalle singole amministrazioni in base alle esigenze territoriali, senza modificarne l’impianto base al fine di evitare errate interpretazioni nell’applicazione dell’imposta, valido per l’intera provincia di Lecce, che si compone di 14 articoli e riguarda tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere d’accoglienza.

Pacella spiega: “Alcuni comuni hanno già adottato delibere

in materia senza, però, alcun raccordo tra di essi e, avendo a cuore la maggiore crescita dei flussi turistici nel Salento, non ho potuto fare a meno d’intervenire per mediare le diverse posizioni. Da un lato ci sono le organizzazioni di categoria che si dicono contrarie all’imposta, dall’altro, i municipi che hanno necessità di rimpinguare le proprie casse fortemente penalizzate dai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Inoltre con l’intento di rendere le politiche di sviluppo turistico quanto più omogenee possibili, onde evitare l’eccessiva discrezionalità dei comuni e gli elementi distorsivi della concorrenza dell’imposta, è stato redatto un solo regolamento che, mi auguro, possa valere per tutti. Altrimenti alcune strutture ricettive potrebbero avvantaggiarsi se un comune decide di applicare una tassazione più bassa rispetto ad altri limitrofi dove la tariffazione potrebbe essere più alta.

L’obiettivo finale è quello che tutti gli stakeholders (istituzioni, organizzazioni di categoria, operatori singoli) possano compartecipare, in maniera sinergica, a migliorare e a pianificare tutti gli interventi e i servizi utili per un turismo di qualità”.

L’imposta sarà applicabile solo nel periodo compreso dal primo aprile al 30 settembre di ogni anno e non potrà essere superiore a cinque euro per ogni persona e per ogni notte di soggiorno.

L’assessore Pacella suggerisce ai comuni di applicarla “secondo criteri di gradualità in proporzione alla classificazione della struttura”, a partire da mezzo euro per le categorie medio basse sino a un euro e mezzo per gli alberghi a cinque stelle. La tassa sarà dovuta da ciascuna persona per ogni notte di soggiorno, fino a un massimo di cinque pernottamenti consecutivi nei campeggi e di sette consecutivi nelle altre strutture ricettive. Esentati dal pagamento i minori fino a dodici anni, gli anziani di età superiore a 67 anni, gli autisti dei pullman e gli accompagnatori, i portatori di handicap non autosufficienti e le forze dell’ordine in servizio.

Il regolamento prevede l’istituzione di una consulta permanente comunale e di una provinciale, composta dagli assessori al ramo e dai rappresentanti delle organizzazioni di categoria.

Previste sanzioni amministrative per gli importi dovuti e non versati e per le omissioni.

Jenny De Cicco

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Polemica ad alta velocità con l’Anas Sondrio per la Maglie-Leuca

Fondi Cipe per il Sud, in arrivo per la Puglia per le infrastrutture, tra i quali fondi per il raddoppio della Maglie-Leuca. Soddisfazione dei politici pugliesi, mentre insorgono i comitato contrari e dal Giornale di Sondrio è polemica. In una nota, il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese annuncia lo stanziamento: “Buone notizie per la Puglia. Confermati i 790 milioni di euro per l’asse ferroviario Napoli-Bari-Lecce/Taranto, i 200 milioni di euro per la Potenza Foggia, i 135,5 milioni di euro aggiuntivi per il raddoppio della SS 275 Maglie – Leuca stanziati con la Delibera Cipe di luglio 2009, i 33,6 milioni di euro per la Piastra portuale di Taranto”.

Si tratta di finanziamenti strategici per la Puglia e per tutto il Mezzogiorno, frutto degli accordi sottoscritti nell’ultimo anno e mezzo tra governo e regioni.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche e mobilità Guglielmo Minervini commenta l’approvazione del contratto di programma Rete Ferroviaria Italiana, avvenuta al Cipe, che ha riservato alle infrastrutture ferroviarie per il meridione fondi aggiuntivi per 3,9 miliardi. “Il governo ha mantenuto l’impegno – aggiunge Minervini – e accogliamo positivamente anche la notizia della ripresa dei finanziamenti per un altro tratto dell’alta capacità ferroviaria”.

Sulle infrastrutture Nichi Vendola ha dichiarato la necessità di non cadere in considerazioni ragionieristiche sull’alta capacità: “Trovo assolutamente fuorviante disperdere le energie in questo modo, energie invece preziose per il raggiungimento dell’obiettivo comune, e da sempre prioritario, sia per la Puglia che per la Campania”. Il riferimento è alla polemica con Stefano Caldoro, presidente Campano.

Per Vendola, il finanziamento per l’Alta Capacità “dovrebbe essere indicata come tra le priorità del governo nazionale e bene ha fatto il ministro Barca a rimarcarne la centralità nazionale nell’agenda di lavoro. Con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro abbiamo sempre condiviso, senza incertezza alcuna e con la stessa sensibilità, l’opportunità di individuare l’Alta Capacità come priorità strategica utile non solo alla Puglia o alla Campania ma all’Italia intera”.

Insorgono studenti e associazioni definendo la SS 275 ecomostro a 4 corsie, di cui hanno discusso lunedì scorso 9 gennaio all’Università del Salento, Facoltà di Beni Culturali, incontro curato da Unione degli Universitari, comitato delle associazioni No SS 275, Consiglio degli Studenti.

Parole di plauso per la delibera dai politici pugliesi, mentre sulla Gazzetta di Sondrio del 20 gennaio scorso, lo stanziamento è “uno scandalo”. Il presidente dell’Anas Vincenzo Pozzi sul giornale di sondrio afferma: “Riteniamo semplicemente scandaloso l’aver privilegiato, con 135,5 milioni di euro aggiuntivi, il raddoppio della SS 275 Maglie – Leuca. Non ci sono soldi per noi, per le tangenziali onde evitare le gravi strozzature di Morbegno e Tirano con quello che c’è a monte, passi alpini e valichi di confine compresi. Ci sono per questa SS 275, per portare la gente a Santa Maria di Leuca con quattro corsie. Ci sono per una strada dall’iter tormentatissimo, partita nel 2001, definita Ammodernamento SS 275 tratta Maglie-Santa Maria di Leuca. Una è quella tradizionale, la 275, via Maglie-Alessano. La seconda è quella panoramica, lungo la costa.

La terza é la più moderno e più rapida via Gallipoli-Ugento-Presicce. La quarta, da Maglie, passa per Poggiardo-Andrano. Non bastano, occorre un’altra ancora”.

Jenny De Cicco

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In 10 mila per dire no al petrolio

Si è svolta la manifestazione di Monopoli del 21 gennaio, organizzata dal comitato “No petrolio, sì energie rinnovabili”. Una marea gialla, il corteo di diecimila persone che a Monopoli ha detto no alle trivelle nell’Adriatico e sfilando ha fatto fare un passo in dietro sulle liberalizzazioni petrolifere previste nella manovra finanziaria Cresci Italia. La folla si è riunita alle 9 e alla partenza è stata preceduta dai Gonfaloni delle Regioni Puglia e Abruzzo, rappresentata dal capogruppo regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo.
Il serpentone è confluito in piazza Vittorio Emanuele dove ha festeggiato, alla presenza di Antonio Stornaiolo, i musicisti baresi “I maltesi”, padre Alex Zanotelli in vivavoce per la difesa dell’acqua pubblica e Giobbe Covatta, che ha ironizzato a suo modo sul tema delle trivellazioni. Ha allietato la folla anche la cantante Erica Mou.
Presenti anche Bonelli dei Verdi e Debora Serracchiani del Pd.
Tutti presenti i politici pugliesi, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il capogruppo Pdl Rocco Palese e gli assessori regionali Fabiano Amati, Silvia Godelli, Nicola Fratoianni.
Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna ha ringraziato tutti, parlando a nome dell’assemblea pugliese, riunita in un coro unanime, Introna ha sottolineato il “grande messaggio lanciato a tutto il Paese da una mobilitazione. Dobbiamo continuare a batterci, perché i pericoli non sono stati superati con la decisione del governo nazionale di sospendere norme meno restrittive sulle coltivazioni di petrolio e gas in mare. Bruxelles deve garantire a milioni di cittadini sui mari del Mediterraneo europeo di poter contare su un ambiente marino al sicuro da torri, pozzi e chiazze di sostanze inquinanti”.
Al termine della manifestazione Vendola ha sottolineato la migliore espressione della cittadinanza territoriale, che “sta aiutando l’Italia a emanciparsi da un vecchio modello di crescita economica che uccide l’ambiente”.
Legambiente attraverso Stefano Ciafani e Francesco Tarantini, fa notare che “se estraessimo gli 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, li esauriremmo in soli 55 giorni. Le trivellazioni non servono a ridurre i costi delle bollette”.
Il capogruppo Udc regionale, Salvatore Negro, ha evidenziato il pericolo derivante dall’estrazione per Otranto: “I progetti delle compagnie petrolifere sono in contrasto con quelli di valorizzazione e di sviluppo della nostra regione”.
Soddisfazione a nome del comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”, promotore della manifestazione dalla coordinatrice Silvia Russo.
L’assessore all’ambiente regionale Lorenzo Nicastro esprime soddisfazione per la riuscita della manifestazione, ma si dice preoccupato per notizie nazionali. Non verrebbe rispettato il diritto all’autodeterminazione della Puglia, che “si oppone, non solo con la piazza ma anche con atti amministrativi.
Vogliamo vederci chiaro: abbiamo accolto con favore, qualche giorno fa, le rassicurazioni del ministro Clini sulla distanza minima delle trivellazioni dalle coste e dalle aree protette. Avevamo ritenuto un fatto positivo la dichiarazione secondo cui al centro degli obiettivi del governo ci fosse la tutela dell’ambiente. Eppure apprendiamo dalla stampa nazionale pessime notizie. In particolare si discuterebbe di modifiche al decreto legislativo 152/2006 che rischierebbero un vuoto normativo pericoloso in una materia delicata come questa”.

Jenny De Cicco

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Esulta FederBalneari, rimosso l’articolo 26

L’ipotesi di Federbalneari Italia si concretizza: eliminato l’articolo 26 dal pacchetto delle liberalizzazioni.

Federbalneari esprime la propria soddisfazione con una nota stampa dal titolo eloquente, “L’ondata di liberalizzazioni non travolge le coste italiane”.

Stracciato, come sperato dagli impreditori balneari italiane e salentini, l’articolo 26 dal testo definitivo del Decreto Liberalizzazioni. L’ipotesi di Federbalenari diviene realtà. “Quanto risulta dalla bozza del provvedimento che il governo presenterà domani – si legge nella nota – Uno slalom difficile quello che il comparto balneare ha messo in atto tra le 107 pagine e i 44 articoli del Decreto che sembrano non colpire, almeno in questa prima fase, il settore.

Il contenuto dell’articolo 26, stracciato dal testo definitivo del Decreto, minava di fatto, anni di sforzi delle rappresentanze di categoria rappresentando più un ostacolo che uno strumento di crescita. Siamo a favore delle liberalizzazioni e alle riforme strutturali che servono a favorire la crescita del nostro settore – afferma il presidente Renato Papagni – ma siamo contro le liberalizzazioni inutili. La disposizione ventilata dagli uffici tecnici del ministero del Turismo riduceva la durata della scadenza delle concessioni a 4 anni, ostacolando in questo modo la possibilità di fare degli investimenti e dei progetti di crescita a lungo termine.

Le concessioni devono essere ventennali. La crescita non si costruisce in laboratorio ma si avvale anche dell’esperienza di imprenditori che da anni hanno il polso della realtà.

L’ipotesi d’occupazione camorristica delle coste italiane innescata potenzialmente dal meccanismo delle aste e dall’innesto di denaro riciclato ha evidentemente attivato i tecnici che hanno ascoltato le ragioni di Federbalenari e rimesso in discussione le modalità con cui liberalizzare il sistema spiagge.

Non solo, l’articolo 26 così concepito non poteva essere presente sul teso definitivo del Decreto in quanto in totale disallineamento con il percorso intrapreso negli anni scorsi con l’Ue e si pone in aperto contrasto con l’intera normativa di settore e, in particolare, con l’articolo 11 della recente Legge Comunitaria che pone in atto l’evidenza pubblica delle concessioni demaniali marittime a partire dal 1 gennaio 2016.

Federbalneari si è subito messa in moto per presentare al ministro Gnudi il 23 Febbraio una proposta concreta che rappresenti tutta l’imprenditoria balneare e che possa essere condivisa con le strategie di liberalizzazione e soprattutto con l’obiettivo del Decreto: far ripartire la crescita e rimuovere quegli ostacoli che frenano le potenzialità di sviluppo del settore. Questo l’obiettivo della riunione di giunta di Federbalneari che si terrà il 27 gennaio al lido di Roma”.

Jenny De Cicco

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Il sud dei trasporti dimenticato?

Si è tenuto l’incontro tra Nichi Vendola e il ministro ai Trasporti Passera. E’ polemica a seguito alle dichiarazioni di Vendola, che dichiara il Sud dimenticato dai governi degli ultimi 20 anni, polemica anche sul trasporto ferroviario riservato alla Puglia. Intanto TrenItalia ha smentito la notizia del Lecce-Foggia invaso da liquami.

Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione dichiara la vicinanza a Vendola nella battaglia contro TrenItalia ma il Sud non è stato dimenticato, lo dimostrerebbe l’impegno e i risultati ottenuti da Raffaele Fitto. “In secondo luogo – dice Palese – ci è sembrato che Vendola stia pensando a un nuovo organismo, dimenticando forse che in Puglia, tra le decine di agenzie regionali c’è l’Arem”.

Peppino Longo, Udc, ha spiegato: “Per il nodo del trasporto ferroviario va bene il tavolo di confronto ma deve essere convocato in tempi brevissimi. La proposta del ministro Passera non deve farci cullare sugli allori di una promessa spuntata”.

Salvatore Negro, capogruppo Udc alla regione dichiara: “I tagli dei treni a lunga percorrenza condannano la Puglia all’isolamento. Accanto alla soppressione di corse, anche quella di numerose fermate. Gli studenti salentini che vogliono raggiungere Urbino non possono scendere a Pesaro ma sono costretti a fermarsi ad Ancona e a prendere due coincidenze prima di raggiungere la città universitaria”.

Intanto Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale Pugliese, afferma: “Se il Sud non cresce insieme, non ci sarà sviluppo per nessuno”. Desta sorpresa, secondo Introna, la freddezza del presidente della Campania, Stefano Caldoro, che “appare preoccupato da valutazioni ragionieristiche di un’impresa che a suo dire non vale la spesa per Napoli, solo per Bari. Il miglioramento degli scambi tra Tirreno e Adriatico, anche con linee attraverso l’Appennino, da Caserta a Foggia, era e continua a essere nelle ragioni della sfida all’emarginazione e nella battaglia per il rilancio del Mezzogiorno”.

Nel frattempo sono apparsi anche sul palazzo del consiglio regionale i manifesti “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”, due cartelloni 6 metri per 3, in via Capruzzi a Bari. Introna spiega: “Prendo atto della disponibilità dichiarata dal ministro Passera, ma appartengo alla scuola dell’apostolo Tommaso. Aspettiamo l’indicazione puntuale di nuove coppie di treni da Lecce a Milano e viceversa”.

Antonio Buccoliero, consigliere regionale Mep, sostiene che il ritocco dei treni sta colpendo soprattutto le fasce sociali salentine più deboli: “Condividiamo in linea di massima la presa di posizione e la viva protesta del presidente della giunta Regionale. Le corse notturne sono quelle che danneggiano di più le classi deboli perché la loro soppressione costringerà i viaggiatori a dover pernottare in albergo almeno una notte con conseguente aggravio dei costi”.

Smentita da TrenItalia sulla vicenda del treno invaso da liquami. Con una nota ufficiale Trenitalia ha dichiarato che “non corrisponde a verità la notizia, diffusa da alcuni media locali, che un treno regionale sia stato fermato per emergenza sanitaria perché invaso dai liquami. L’episodio riguarda il regionale 12605 Bari–Lecce che ha viaggiato con alcuni bagni chiusi e fuori servizi. Il treno ha effettuato un’ulteriore corsa fino a Bari, dove è stato inviato all’impianto di manutenzione.

Jenny De Cicco

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Ritrovamento di un daino morto a Tricase Porto

Risale a mercoledì scorso il ritrovamento nei pressi di Torre del Sasso (Tricase Porto) di un esemplare di daino maschio, animale certo insolito per la nostra macchia mediterranea.

Dopo aver ricevuto una telefonata, che avvisava della presenza dell’animale, la Polizia Municipale si è recata sul posto assieme alla Forestale, al servizio veterinario area C e al biologo dell’Ente Parco Naturale Regionale “Costa di Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, Francesco Minonne, area all’interno della quale rientra la zona di Torre del Sasso.

Qui non è stato possibile fare altro che constatare il decesso del daino, ormai dilaniato dai morsi di altri animali e privo delle orecchie.

Particolare questo che ha fatto pensare a un abbandono volontario dell’ animale in un posto in cui purtroppo tale pratica sembrerebbe molto usuale.

Si ipotizza che il daino sia deceduto per cause ignote, ma il proprietario, anziché provvedere allo smaltimento secondo l’iter previsto, abbia deciso di disfarsene abbandonando la carcassa nel bosco di Torre Sasso e amputandone le orecchie, dotate di marchi identificativi, per non essere individuato.

L’illecito commesso è di duplice natura: da un lato di ordine giuridico, dal momento che è assolutamente illegale abbandonare carcasse a cielo aperto, creando di fatto delle vere e proprie discariche di animali morti, e dall’altro di ordine etico, perché si può verosimilmente pensare che si trattasse di un animale cresciuto e allevato con affetto, e poi invece abbandonato senza scrupolo.

Il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a smaltire la carcassa secondo le procedure previste e a sporgere denuncia contro ignoti.

Antonella Cazzato

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Vertenza “Adelchi”: incontro in Prefettura

Risale alle 17 di ieri ed è durato circa un’ora e mezzo l’incontro presso la Prefettura di Lecce tra il prefetto Giuliana Perrotta e Sergio Adelchi, patron dell’omonimo calzaturificio di Tricase, per fare il punto della lunga e per ora irrisolta vertenza occupazionale che ha interessato le famiglie di 720 operai.

La storia è ormai nota: dopo la chiusura degli stabilimenti di Tricase, a seguito di una politica che ha delocalizzato la produzione in Paesi con manodopera a prezzi più convenienti, per i lavoratori si è aperta la parentesi della cassa integrazione.

Parentesi, appunto, in attesa di poter occupare nuovamente un posto di lavoro svolto per anni con impegno, dedizione e professionalità.

In realtà, la prospettiva di un nuovo futuro professionale si allontana trattativa dopo trattativa.

Anche l’incontro di ieri, almeno a detta degli operai che stazionavano sotto i portoni della Prefettura, si è concluso con un nulla di fatto. Anzi, Sergio Adelchi avrebbe tolto loro ogni speranza di un possibile reimpiego, dichiarando la totale impossibilità di tornare ad occupare anche un solo lavoratore nel Salento, come conferma anche il capo di Gabinetto, Guido Aprea, che di Tricase è il commissario straordinario.

Ai lavoratori non resta che accontentarsi del risultato del tavolo interministeriale, convocato a Roma lo scorso 14 dicembre, che riduce in parte i danni.

A giorni, infatti, sarebbe scaduto anche il sussidio regionale e l’azienda minacciava di proseguire con le procedure di mobilità, anticamera di futuri licenziamenti.

È stato invece possibile concedere una proroga della cassa integrazione regionale a partire dal 1° agosto 2012 (anche se lo stipendio, decurtato del 40 per cento, si aggirerà intorno ai 450 euro al mese) e l’estensione dei finanziamenti (40 milioni di euro) previsti per l’Accordo di programma 2008 anche alle aziende del cluster Adelchi.

Antonella Cazzato

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Erosione e legge 26, inizia l’anno degli imprenditori balneari

Sono molteplici i problemi che affliggono gli operatori balneari e le coste pugliesi.

In particolar modo le coste del Salento sono state preda del maltempo e vittime della sua azione erosiva fin dall’inizio dell’anno. Intanto in parlamento si è discusso l’articolo 26 relativo le concessioni demaniali, aspramente criticato da FederBalneari.

Secondo quanto riferito da Mauro Della Valle, di Federbalneari, “il sopralluogo del sindaco di Lecce Paolo Perrone, presso alcune spiagge delle marine di Lecce la scorsa settimana, ha individuato un’immediata e ottima strategia di pronta operatività”.

Il sindaco ha annunciato ai numerosi balneari presenti al sopralluogo l’urgente volontà di riunire gli amministratori che rientrano nell’unità fisiografica rilevata dalle linee guida dalla regione Puglia.

In questa unità fisiografica individuata dalla Regione e dunque al tavolo tecnico dovrebbero prendere parte anche i sindaci di Brindisi, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Lecce, Vernole, Melendugno e Otranto, i quali appartengono ai limiti amministrativi alla subunità che va da Torre Cavallo (Br) al porto di Otranto.

E’ bene precisare che in questa area-unità, litorale Torre Cavallo-Otranto, il 46,6% è rappresentato da spiagge sabbiose, il 14,20% da costa rocciosa, il 23% da falesie, dal 7,1% da falesia con spiaggia sabbiosa, dall’1,3% da spiaggia ciottolosa, dall’1,1% da costa rocciosa con spiaggia sabbiosa.

Da questi studi si rileva che tutto il cordone dunale è in erosione.

Dalla discussione tra Assobalneari Salento e gli imprenditori balneari è giunta anche la proposta al sindaco Perrone di riconoscere all’Università del Salento la regia scientifica di supporto agli uffici tecnici comunali. Università e tecnici comunali possono progettare interventi di tutela costiera in conformità delle linee guida regionali.

Oltre alla lotta all’erosione, la battaglia va avanti burocraticamente tra gli scranni parlamentari.

Gli operatori balneari chiedono la modifica dell’articolo 26. In seguito alla discussione con FederBalneari, il ministro del Turismo Piero Gnudi pare aver cambiato opinione. Secondo le indiscrezioni, al Dipartimento del Turismo sarebbe giunto l’ordine di eliminare l’articolo oggetto della disputa dalla bozza del decreto liberalizzazioni che è stato votato il 19 gennaio prossimo nel pacchetto delle liberalizzazioni.

“L’ipotesi di occupazione camorristica delle coste italiane ha colto nel segno accendendo l’attenzione del ministro del Turismo e degli addetti ai lavori che hanno rimesso in discussione le modalità con cui liberalizzare il sistema spiagge. Siamo convinti che il dialogo debba avvenire nelle sedi istituzionali opportune con proposte concrete – afferma Renato Papagni, presidente nazionale di FederBalneari – Come richiesto dal ministro ci presenteremo all’incontro del 23 febbraio con un documento che possa essere condiviso con le strategie di liberalizzazione. L’elaborato che sarà pronto già per il 30 gennaio si baserà sull’accordo attualizzato che le rappresentanze imprenditoriali del sistema balneare hanno già firmato due anni fa. Un messaggio alle altre sigle (Confcommercio e Confesercenti) che non si ripeta l’errore di non comprendere il momento storico politico. Potremmo finire dalla padella alla brace. Papagni e Mussoni non erano stupidi quando volevano firmare con l’allora ministro Fitto il protocollo d’intesa. Forse l’esperienza e la visione strategica avevano già allora indicato la strada buona”.

Jenny De Cicco

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Trovato morto Stefano Toma, il veterinario scomparso a Parma

È finita nel peggiore dei modi la vicenda di Stefano Toma, il ragazzo leccese scomparso a Parma sabato scorso. Il cadavere del giovane veterinario è stato ritrovato nella giornata di ieri nei boschi di Carrega, disteso per terra accanto a Vittoria, il suo cane, un Rhodesian Ridgeback al quale era legato da otto anni. È stata un’escursionista a dare l’allarme nel pomeriggio di ieri notando i due corpi vicino un canalone su un sentiero che conduce al lago della Svizzera. Secondo le prime rilevazioni degli inquirenti, l’ipotesi più probabile è quella del suicidio, ipotesi suffragata dal rinvenimento di alcune confezioni di farmaci accanto al cadavere e che farebbero propendere per l’avvelenamento. La scomparsa era stata denunciata dalla sorella domenica scorsa dopo avere tentato ripetutamente di mettersi in contatto con il 34enne leccese: Toma aveva di proposito lasciato il cellulare nel suo appartamento prima di dirigersi verso i boschi di Carrega. Lunedì poi, dopo ore di angoscia, i familiari avevano deciso di rivolgersi anche a “Chi l’ha visto” nella speranza che qualcuno avesse notato quel ragazzo vestito con un giubbotto scuro, un paio di jeans e uno zainetto di colore acceso. Da allora era partita una vasta operazione che aveva coinvolto la protezione civile, la polizia, i carabinieri, le guardie forestali oltre ai sommozzatori incaricati di perlustrare in profondità il lago della Navetta dopo essersi aperti un varco nella superficie ghiacciata. Stefano Toma, a detta degli amici, era un professionista stimato, apprezzato dai colleghi che poteva vantare nel suo curriculum diverse pubblicazioni in campo veterinario. Negli ultimi anni aveva lavorato anche in America presso il Large Animal Hospital dell’University of Florida.

Sui social network la notizia ha destato molta impressione, lasciando sgomenti i tanti amici salentini che lo conoscevano.

Maurizio Tarantino

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Maglie, torna alla luce il frantoio ipogeo

Saranno più di mezzo milione gli euro che l’amministrazione comunale utilizzerà per risistemare tutta l’area del frantoio ipogeo di piazza Domenica Rosa Garzia. Il progetto elaborato dall’architetto Antonio Monte prevede il “risanamento, la pedonalizzazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio storico culturale” non solo della struttura sotterranea ma anche dell’area soprastante, per molti anni destinata a parcheggio in pieno centro storico. Il frantoio era stato già oggetto di attenzioni nel 2003 quando venne interamente perlustrato dalla direttrice del Museo, Assunta Medica Orlando ma per mancanza di finanziamenti non fu previsto alcun tipo di intervento.

Negli anni successivi alcuni smottamenti avevano fatto temere per la stabilità della costruzione e l’ufficio tecnico aveva provveduto a effettuare nuovi rilievi e nuove ispezioni sotterranee, realizzate questa volta dal dirigente Giovanni Puce, dall’architetto Antonio Monte e dal geologo Francesco Gianfreda. I risultati dimostrarono la fessurazione di una parte della volta e la necessità di un urgente consolidamento. L’amministrazione quindi come primo atto aveva disposto la pedonalizzazione dell’area e successivamente si era attivata per il recupero delle somme necessarie per la ristrutturazione. Il finanziamento di 538mila euro arriverà dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma di Attuazione dell’asse VII del Pon Fesr 2007/2013 “Competitività ed attrattività delle città e dei sistemi urbani”. Si tratta di un progetto per lo sviluppo della rete di interconnessione tra centri minori per la mobilità lenta di cui fanno parte dieci i comuni associati da ambiti operativi comuni: il capofila San Cassiano, Supersano, Surano, Nociglia, Botrugno, Scorrano, Sanarica, Giuggianello, Maglie e Muro Leccese. Si interverrà sull’intera area: in superficie sarà rimosso tutto l’asfalto della piazza, sarà sistemato un basolato con elementi di pietra calcarea di Apricena e verrà quindi realizzato un nuovo impianto di illuminazione.

Negli ambienti ipogei invece saranno recuperate le vasche e gli splendidi torchi presenti, uno del tipo “alla calabrese” in legno e l’altro “alla genovese”.

Maurizio Tarantino

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Anno nuovo, nuovo account Facebook

Dopo la giornata contro la pirateria informatica, anche noi di Otranto Oggi abbiamo qualche lamentela da fare. Dall’altra notte il nostro account Facebook è stato disabilitato. Sappiamo che di fronte alle tragedia quotidiana di quello che accade nel mondo e alla piaga della pirateria stessa non c’è confronto, ma da giornalisti riteniamo che la questione della libertà di parola sia una questione importante. Non conosciamo la ragione di quanto accaduto, se un problema tecnico oppure la segnalazione di qualcuno che ha inviato a chi lavora al social network una segnalazione menzognera sul nostro operato. Se ci dovessero essere fornite le spiegazioni del caso e abbiamo in effetti sbagliato faremo ammenda, ma al momento non sappiamo nulla. Non siamo presumibilmente di fronte a pirateria, ma semplicemente a un problema del web che, nel malaugurato caso in cui si sia trattato di una segnalazione, rappresenta un problema annoso: qual è la soglia del dolore di chi ci sta di fronte? E soprattutto di che natura è questo dolore?

È una domanda molto difficile cui rispondere. Ci sono degli account Facebook e delle pagine che in effetti istigano all’odio, e altre semplici pagine troll, in cui cadono molti, e altre ancora che sfruttano un’ironia che non viene mai compresa e che anzi diventa bersaglio di segnalazioni. Perché abbiamo perso l’ironia e abbiamo perso la capacità di ascoltare chi ha un pensiero differente dal nostro. Non ci piace pensare che non l’abbiamo mai avuta.

Il vecchio account Facebook, che veniva utilizzato per linkare l’articolo e quindi era la nostra voce su Facebook, veniva utilizzato anche per comunicare da parte di chi lo gestiva, e come segnalato nelle informazioni di pagina era gestito dall’editore di Otranto Oggi Gianni Muscatello. Ciononostante, in oltre un anno e mezzo di esistenza dell’account, sono stati in molti ad affermare che qualcuno si nascondeva dietro a quel nick, e addirittura qualcuno ha creato un profilo fake, poco prima dello scorso Natale, al semplice scopo di denigrare l’editore.

Un’altra piccola testata locale come noi, Corte Grande di Martano ci ha inviato il suo messaggio di solidarietà, oltre a tanti che a titolo personale si sono voluti unire al coro, incoraggiandoci a continuare.

Ma vogliamo voltare pagina e non ci diamo per vinti. Dal link http://www.facebook.com/profile.php?id=100003401498606 si può richiedere l’amicizia al nuovo account, sempre gestito dal nostro editore.

Angela Leucci, Antonella Cazzato, Fabio Tarantino, Alessandro Conte, Jenny De Cicco, Maurizio Tarantino, Paolo Merenda, Luana Campa, Deodato Giovanni Guida.

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Due operazioni contro l’abusivismo edilizio nel Salento

Due le operazioni messe a segno per contrastare l’abusivismo edilizio nel Salento.

Nel primo caso, le fiamme gialle della Tenenza di Casarano hanno sequestrato una struttura ricettiva sita in Supersano e denunciato la proprietaria, originaria del posto, per violazione delle norme in materia di edilizia.

L’edificio, immerso nella macchia mediterranea e circondato da ulivi secolari, registrato come deposito per attrezzature agricole, in realtà con le sue cinque stanze sontuosamente arredate e i relativi servizi igienici, si presentava come un’accogliente struttura ricettiva per turisti in cerca di pace e tranquillità.

Dai primi accertamenti compiuti dai finanzieri presso l’ufficio tecnico di competenza, è emerso che la struttura era stata adibita abusivamente all’accoglienza di un numero maggiore di clienti e che risultava peraltro priva delle relative autorizzazioni, perché costruita in un’area con precisi vincoli idrogeologici, superficiali e geomorfologici.

Del caso si sta ora occupando la Procura della Repubblica di Lecce.

Un’altra operazione, sempre per contrastare l’abusivismo edilizio, è stata condotta dalla guardia forestale di Tricase nella zona di Diso. Qui gli agenti, durante un controllo, hanno rinvenuto un seminterrato in cemento armato di due vani, adibiti rispettivamente a cantina e garage, per una superficie totale di 160 metri quadrati.

L’immobile risulta costruito senza le necessarie autorizzazioni perché situato in una zona che rientra nel piano urbanistico territoriale tematico (Putt) della Regione per la tutela, la valorizzazione e la salvaguardia degli assetti paesaggistici soprattutto nelle aree agricole.

Il fabbricato è stato posto sotto sequestro e il padre del proprietario ne è stato nominato custode giudiziario.

Antonella Cazzato

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