Posted on 19 Maggio 2012. Tags: Borgo San Nicola, Buccoliero, Lecce
Critica la situazione delle carceri italiane, anche per Borgo San Nicola di Lecce.
Antonio Buccoliero, consigliere regionale, interviene sulle ultime vicende che vedono protagonista il centro di detenzione salentino: “Non posso non esprimere la mia piena solidarietà non solo ai detenuti di Borgo San Nicola, ma anche agli agenti di Polizia Penitenziaria e al personale medico per una situazione di paradossale disumanità, più volte denunciata, ma che continua a perseverare, contro gli stessi sacrosanti principi della nostra Costituzione. Conosco molto bene la situazione all’interno del carcere leccese perché da sempre accolgo gli sfoghi degli agenti penitenziari, costretti a sostenere turni massacranti. Lo stesso vale per i medici e per i detenuti, che pur dovendo pagare il debito contratto con la società per aver trasgredito la legge, non possono tuttavia subire delle torture fisiche e psicologiche causate dal sovraffollamento, dalla carenza di servizi e da mille altre difficoltà. Tutto questo va contro gli stessi obiettivi della pena, che dovrebbe riabilitare il detenuto, promuovendone il reinserimento dello stesso nella società.
Ma quale riabilitazione può esserci in chi è costretto a mortificare nel profondo la propria umanità? La morte del detenuto, dopo un lungo sciopero della fame, non può non aprire un’attenta riflessione, perché tanta lucida ostinazione nel rifiutare il cibo, addirittura anche le flebo, arrivando a strapparsi l’ago dal braccio, denuncia un bisogno disperato di essere ascoltato, che non può cadere nel vuoto. L’iscrizione sul registro degli indagati dei 18 medici di Borgo San Nicola è sicuramente un atto dovuto, ma mortifica un lavoro, che con dignità e coraggio viene portato avanti, contro ogni umana sopportazione. Così come viene mortificata la condizione stessa dei detenuti. Se non verranno attuate delle misure urgenti per arginare il sovraffollamento nei nostri istituti penitenziari e, al contempo, non verranno applicate delle politiche sociali atte a sostenere le famiglie e le fasce più deboli della nostra società, credo che la condizione nelle carceri italiane sarà, purtroppo, destinata solo a peggiorare”.
Jenny De Cicco
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Posted on 19 Maggio 2012. Tags: legge tutela, Regione Puglia, ulivi monumentali
Ritorna con foga il dibattito sul destino degli ulivi monumentali e la legge tutela. La Regione Puglia ha per stemma proprio un ulivo e il Salento è una delle patrie di questo tipo di coltivazione tradizionale.
Il 16 maggio, il segretario regionale Udc Salvatore Negro è intervenuto con il seguente testo nel dibattito in Regione: “I secolari alberi di ulivo che caratterizzano il paesaggio della Puglia vanno tutelati, soprattutto contro il traffico illegale di alberi monumentali. Ma ai vincoli imposti dalla legge 14 del 2007 non corrisponde un adeguato indennizzo per i proprietari dei terreni su cui vivono questi monumenti della natura che per la loro età non rendono quanto gli alberi più giovani e non permettono alle aziende agricole di rinnovarsi. Superata la fase dell’emergenza del traffico illegale occorre rivedere la legge che va adeguata alle esigenze degli agricoltori, senza voler distruggere il lavoro di quei contadini e braccianti che per secoli hanno curato il territorio. La legge attuale sottopone a vincoli paesaggistici tutta la particella su cui si trovano almeno il 60% di ulivi monumentali e quindi non ai singoli alberi secolari. Questo costituisce una diminuzione del valore del fondo su cui non si può costruire neanche un trullo, nel rispetto della tradizione, e lo stesso terreno non può essere destinato ad altra coltivazione più redditizia.
Noi siamo convinti che questi alberi vadano tutelati al pari di tutti gli altri monumenti di cui è ricco il nostro territorio, costituendo delle idonee fasce di rispetto intorno alle piante senza vincolare tutta l’area e allo stesso tempo ad un vincolo deve corrispondere un indennizzo certo. Per questo nei prossimi giorni ci faremo promotori di una modifica alla legge regionale che riconosca un indennizzo ai proprietari dei nostri monumentali alberi d’ulivo, patrimonio unico al mondo”.
Sull’argomento è intervenuto anche Il consigliere regionale Pdl Nicola Marmo, che il giorno seguente l’intervento di Negro, ha diffuso della seguente nota: “In occasione dell’approvazione della legge sulla tutela degli ulivi secolari, evidenziai sia l’eccessiva estensione dei suoi vincoli, che rischiavano di trasformare quelle che erano aziende agricole in meri musei gratuiti a cielo aperto, sia il dovere di risarcire comunque gli agricoltori sulle cui spalle gravano.
A distanza di anni, è tempo di tirare le somme del lavoro svolto, perché non si possono bloccare all’infinito e senza ristoro alcuno, in una sorta di confisca surrettizia, attività economiche che devono produrre reddito e lavoro, nell’attesa infinita di sapere se i loro ulivi, spesso soltanto marci, sono secolari o meno.
Se poi si considera che la nuova Pac prevede una drastica riduzione delle integrazioni in olivicoltura, a vantaggio proprio delle politiche per l’ambiente, ma che ambiente e paesaggio nulla rimborsano agli agricoltori che mantengono gli olivi secolari per la bellezza della Puglia, ci imbattiamo in una nuova genìa di benefattori necessitati, in mecenati obbligatori, una categoria indebitata fino al collo, ai limiti della sopravvivenza.
L’occasione è utile anche per rimarcare la necessità che la riforma in atto del mercato del lavoro non introduca –in totale incoerenza con gli impegni assunti con la Ue- ulteriori rigidità in relazione alle assunzioni giornaliere, quali quelle relative ai periodi di raccolta. Il sistema dei voucher, per esempio, non va abolito né depotenziato, ma semmai integrato con ancora maggiori flessibilità, accompagnate da un più efficiente sistema di controlli”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Maggio 2012. Tags: ampliamento, cripta di San Basilio, Giurdignano, Statale 16
Si prevedono rallentamenti per l’allargamento della strada statale 16.
Alcune settimana fa nelle campagne giurdignanesi c’è stato un ritrovamento archeologico, quella che sembra essere una cripta edificata in onore di san Basilio. Donato Fanciullo, sindaco di Giurdignano, ha invocato l’intervento della Sovrintendenza di per valutare il da farsi.
Il giardino megalitico d’Europa s’arricchisce di un altro tesoro litico, una cripta ricadente nei pressi della direttrice dei lavori di ampliamento della Otranto-Maglie e cerca di comprendere come muoversi nei confronti dell’antico manufatto.
Fanciullo chiede chiarezza e che si accerti l’autenticità e la qualità dell’opera, perché non sia solo un pretesto per rallentare o fermare i lavori di ampliamento della statale, ma allo stesso modi per tutelare i tesori giurdignanesi come i numerosi megaliti monoliti, ma anche le cripte ipogee, numerosissime nella zona nei pressi della Valle dell’Idro, come numerosi sono gli ulivi monumentali. Il sindaco si è espresso favorevolmente nei confronti dell’allargamento della ss 16, strategica per il territorio dal punto di vista lavorativo, sono infatti numerosi i lavoratori che ripongono le proprie speranze nella cantierzzazione dell’opera, ma sono tante anche le speranze nutrite dagli amministratori dei piccoli o meno comuni affacciati sull’arteria d’asfalto, speranzosi nel miglioramento della viabilità vessata da numerosi incidenti stradali dovuti alle immissioni pericolose, come anche per un eventuale ritorno di immagine turistica per gli stessi.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Maggio 2012. Tags: Monopoli, Onofrio Introna, petrolio
Bandiere Blu Legambiente in Puglia e richieste di estrazioni petrolifere.
“Più aumentano le Bandiere Blu, più fameliche diventano le società petrolifere”: è quanto riferisce in questi giorni il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna, che chiede un incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, per “acquisire dettagli ufficiali sul numero e sul contenuto delle autorizzazioni che interessano le nostre acque”.
Il presidente dell’assemblea pugliese si fa portavoce dell’allarme suscitato da recenti notizie e chiede se rispondano al vero. Sono quelle relative al nuovo nulla osta all’ampliamento delle prospezioni geofisiche 3D lungo le coste pugliesi dell’Adriatico, chiesto e ottenuto dalla Northern Petroleum al Ministero dello Sviluppo Economico, per altri 600 chilometri quadrati, portando l’area marittima interessata a un totale di 1.200 chilometri quadrati.
“Ministri tecnici debbano tenere conto delle posizioni delle Regioni e degli enti locali” Introna si appella alla “sensibilità istituzionale” del responsabile del dicastero dell’Ambiente per ottenere un “momento di confronto” dopo le richieste di fissare una data utile per il convegno internazionale e interregionale sull’Adriatico europeo. In occasione di Mediterre, a Bari, i primi di febbraio, Clini aveva dato l’assenso a partecipare all’appuntamento che la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali aveva in progetto di organizzare a Trieste.
“L’incontro col ministro servirà a sottolineare la stridente contraddizione della politica ambientale del Paese, che da un lato celebra i successi territoriali certificati dalle prestigiose Bandiere Blu, dall’altro autorizza campagne di ricerca che preludono a programmi di sfruttamento degli idrocarburi nella piattaforma marina prospiciente le stesse coste premiate per la qualità delle acque. Due linee incoerenti tra loro e inconciliabili, per una Puglia che con orgoglio vanta quest’anno la decima Bandiera Blu da issare su altre tre spiagge del proprio straordinario litorale.
Significativamente, la città che si è aggiunta aggiunge alle nove località pugliesi confermate è proprio quella Monopoli nella quale il 21 gennaio si è svolto un corteo pacifico ed entusiasta a favore dell’ ambiente e contro ogni ipotesi di aggressione dell’Adriatico, il cui ecosistema rappresenta un’insostituibile risorsa imprenditoriale per le comunità rivierasche”.
Jenny De Cicco
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Posted on 18 Maggio 2012.
La nuova farmacia magliese non nascerà a Morigino. L’iter, che ormai è quasi giunto a conclusione ha portato l’amministrazione a individuare in un’area compresa tra via Gallipoli e via Scorrano la sede più idonea per l’insediamento della rivendita farmaceutica. L’idea di aprire a Morigino era stata in origine approvata anche da una parte dei farmacisti magliesi a cui era stata chiesta, da parte dell’amministrazione, un’opinione in merito. Ma a sconsigliare l’apertura del nuovo punto nella frazione sono stati i pareri della Asl e dell’Ordine dei farmacisti come ha sottolineato il consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi: “Com’era ampiamente prevedibile, sulla localizzazione della nuova farmacia, gli organi preposti danno torto al sindaco, che aveva individuato Morigino come sede. Come da me evidenziato, anche l’ASL conferma che la proposta del sindaco non garantisce un’equa distribuzione sul territorio considerato anche l’esiguo numero di residenti nella frazione pari a solo 146 abitanti”.
Giannuzzi prosegue spiegando che, nella scelta sarebbe stato necessario considerare “anche le prospettive edilizie approvate, contenute nel Prg; a tal proposito, l’Asl ribadisce che bisogna tener conto dell’accessibilità al servizio farmaceutico da parte dei residenti nel capoluogo, sulla base delle caratteristiche urbanistiche attuali e future del territorio comunale”. Il primo cittadino Antonio Fitto si dice invece soddisfatto del percorso messo a punto per individuare la nuova farmacia: “Si tratta di tenere conto di tutte le esigenze, condividendo le scelte con tutti i soggetti interessati. La scelta finale ricade in una zona che avrà uno sviluppo importante nei prossimi anni anche grazie alla nuova struttura”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 18 Maggio 2012.
Che Città Libera fosse contro la nuova farmacia a Maglie non è affatto una novità. In realtà, il movimento civico guidato da Antonio Giannuzzi in consiglio comunale, non è contrario alla creazione di una quinta farmacia, quanto la sua posizione decentrata che è stata individuata nella frazione Morigino, com’era nelle previsioni dello stesso Giannuzzi. “Com’era ampiamente prevedibile – ha commentato – sulla localizzazione della nuova farmacia, gli organi preposti danno torto al sindaco, che aveva individuato Morigino come sede. Come da me evidenziato, anche l’ASL conferma che la proposta del sindaco non garantisce un’equa distribuzione sul territorio, considerato anche l’esiguo numero di residenti nella frazione pari a solo 146 abitanti. Si aggiunga, che come ricordavo nella stessa mia nota, era necessario considerare, anche, le prospettive edilizie approvate, contenute nel Prg. A tal proposito, l’Asl ribadisce che bisogna tener conto dell’accessibilità al servizio farmaceutico da parte dei residenti nel capoluogo, sulla base delle caratteristiche urbanistiche attuali e future del territorio comunale. Sia l’Asl che l’Ordine dei Farmacisti, in sintesi, invitano il sindaco, a riconsiderare la scelta fatta”. La politica magliese è da sempre divisa su quello che è giusto fare, tenendo conto delle istanze degli abitanti della frazione, che da sempre si sentono abbandonati, cittadini di serie B. Ma questa decisione cozza contro un fatto demografico ribadito da Giannuzzi (quali guadagni può offrire una farmacia a Morigino con così pochi residenti?), e contro un’abitudine consolidata, quella dei cittadini di Morigino a fruire dei servizi offerti dalla vicina Cursi. Solo il tempo dirà comunque se Giannuzzi sarà ascoltato.
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Posted on 18 Maggio 2012. Tags: carcere, Lecce, sciopero della fame
Il ministro della giustizia Paola Severino ha disposto un’indagine ispettiva nel carcere di Lecce a seguito della morte del detenuto Popo Virgil Cristria di 38 anni, avvenuta il 14 maggio scorso nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce a seguito dei 50 giorni di digiuno.
L’indagine sarà svolta dall’ufficio ispettivo del Dap.
Ieri l’onorevole salentina del Pd Teresa Bellanova aveva posto un’interrogazione alla ministra Paola Severino sul problema delle carceri.
Virgil Cristria, il detenuto suicida, scriveva numerose lettere Da Borgo San Nicola e chiamava a Monza il suo avvocato, Renata D’amico.
Nel frattempo è giunta la notizia da Roma per chiarire la modalità per cui nessuno sia stato in grado di scongiurare la morte di Virgil, considerando i 50 giorni dall’inizio della drastica scelta.
A diffondere la notizia è stato il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’indagine sarà svolta dall’Ufficio ispettivo del Dap.
Già dopo il decesso la vicenda era passata in mano alla magistratura, avvisata dalle autorità ospedaliere, aprendo un’inchiesta d’ufficio. Il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha acquisito cartelle cliniche e documentazione sanitaria del carcere e ieri ha iscritto nel registro degli indagati quindici medici con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. L’autopsia è stata effettuata dal medico legale Ermenegildo Colosimo.
Jenny De Cicco
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Posted on 16 Maggio 2012. Tags: Antonio Fitto, Ex Enel, ospedale
“Il tribunale di Maglie potrà continuare ad esistere soltanto se ci sarà un’azione coordinata da parte di tutte le amministrazioni del territorio”. Il messaggio del primo cittadino Antonio Fitto è chiaro e arriva a conclusione dell’incontro che si è svolto qualche giorno fa proprio in municipio e a cui hanno partecipato i primi cittadini del mandamento magliese. Da diversi mesi si parla del fatto che la sede del Tribunale, nell’ottica della riorganizzazione nazionale degli uffici, potrebbe essere eliminata, spostando le competenze in altre località. All’interno della Provincia potrà essere attivata solo una sede distaccata oltre a quella di riferimento che sarà ovviamente a Lecce: “Per confermare la bontà della scelta di Maglie -continua Fitto- bisogna puntare sulle cifre: se si dimostra quanto sia efficace e produttivo il lavoro dei giudici magliesi non credo ci saranno difficoltà a far restare la sede in città. Occorre però che l’intero mandamento si esprima in maniera unitaria”. Un discorso simile vale anche per il giudice di pace per il quale però non sono previste sedi periferiche se non in particolari situazioni e in ogni caso a completo carico dei comuni: “Anche in questo caso -precisa il primo cittadino-bisogna garantire attraverso un coinvolgimento generale la disponibilità economica a sostenere gli uffici. Altrimenti il Ministero non darà risposta positiva”. Il sindaco Fitto comunque allontana le discussioni relative all’inadeguatezza della struttura di via Scorrano: “È un problema che non esiste perché già da tempo ci siamo mossi per trovare delle alternative valide. Dopo una prima fase in cui avevamo puntato sulla sede dell’ex Enel, edificio molto oneroso per le casse dell’amministrazione, siamo in parola con la Asl per recuperare parte degli uffici dell’ospedale Michela Tamborino. Vedremo nelle prossime settimane”.
Maurizio Tarantino
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Posted on 15 Maggio 2012. Tags: Tricase; elezioni amministrative 2012; politica
Ultimi giorni di campagna elettorale a Tricase in vista del secondo turno delle amministrative previsto per il 20 e 21 maggio prossimi.
Scaduti i termini per formalizzare eventuali apparentamenti, pare proprio che i due sfidanti, Coppola per il centrosinistra e Dell’Abate per l’area del centro, correranno da soli, riconfermando le squadre di partenza.
Coppola, del resto, aveva manifestato sin dall’inizio la volontà di non stringere accordi ed alleanze in vista di un eventuale ballottaggio, peraltro facilmente prevedibile già alla vigilia; Dell’Abate si era rivelato, al contrario, più possibilista.
E probabilmente qualche incontro interlocutorio con le forze esterne alla sua coalizione ci sarà pure stato, tanto che nei giorni scorsi era pure trapelata la notizia di un dictat giunto dai vertici del Pdl, che imponevano la convergenza del partito sulla persona di Dell’Abate.
Ad ogni modo, gli accordi, seppure previsti, non sono stati raggiunti.
Pertanto, escludendo la partecipazione delle liste degli altri quattro candidati sindaco (Fli per Vigneri, Idv per Panico, Azzurro Popolare per Cazzato e Pdl per Scarcella) a sostegno dell’uno o dell’altro sfidante, sono riconfermate le coalizioni di partenza.
Coppola sarà sostenuto dal suo movimento Più Fatti, da Sel e dalla maggioranza del Pd; Dell’Abate sarà il candidato di Udc, della lista civica Insieme Dell’Abate e di Gat, Gruppo Aperto Tricase, il movimento da lui stesso fondato nei mesi scorsi.
Prosegue intanto la campagna elettorale.
Gli elettori dovranno fare la loro scelta tra Coppola, già sindaco di Tricase dal 2001 al 2007 e consigliere comunale dal 2008 al 2011 e Dell’Abate, assessore alla Cultura nella giunta Musarò.
In attesa del responso, questa volta definitivo, delle urne.
Antonella Cazzato
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Posted on 15 Maggio 2012. Tags: consiglieri regionali del centrodestra, Diritti del Cittadino, Diritti del Malato, ospedale “Vito Fazzi”, sanità pugliese
La sanità in Puglia e in particolare nel Salento fa sempre discutere. Questa volta, la nota arriva direttamente dai consiglieri regionali del centrodestra Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci che denunciano lo stato di abbandono dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. “Il Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce – si legge – è ancora in un sottoscala, l’unico reparto di riabilitazione cardiologica della provincia di Lecce (quello di San Cesario) ha bloccato i ricoveri dal 9 maggio scorso, nel reparto di Urologia 2 del Vito Fazzi mancano i letti, i volontari che assicurano il servizio 118 sono in emergenza. Sono solo i titoli di oggi delle cronache locali. La sanità leccese è letteralmente allo sbando.
La situazione del Vito Fazzi, il più grande ospedale del Salento, è a dir poco drammatica le denunce delle associazioni dei Diritti del Cittadino e dei Diritti del Malato portano quotidianamente alla luce episodi che dimostrano la totale assenza di una programmazione nella gestione sanitaria e la totale anarchia che regna nei reparti e negli ospedali.
Le carenze di personale medico e infermieristico determinano disservizi non più tollerabili per i pugliesi che continuano a pagare carissima la sanità nella nostra Regione con 338 milioni di euro all’anno di tasse regionali aggiuntive.
L’unica speranza in questa situazione, viene dalla Legge approvata venerdì scorso dal consiglio regionale e nella quale, su nostra proposta, è stato inserito l’obbligo per le Asl pugliesi di approvare le piante organiche entro 30 giorni, altrimenti entro i successivi 10, la Giunta regionale procederà con poteri sostitutivi. L’approvazione delle nuove Piante organiche potrà finalmente consentire di individuare e coprire le reali carenze di personale negli ospedali pugliesi”. Dunque, una situazione non facile che non riguarda solo il “Vito Fazzi”, ma l’intera sanità pugliese.
Alessandro Conte
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Posted on 15 Maggio 2012. Tags: Melendugno, San Foca, tap
Manifestazione no Tap, pronta per il 27 maggio. Lo annuncia Alfredo Fasiello di Vernole, membro del Comitato No Tap, e lo fa con un post su Facebook: “Siamo pronti, preparate drappi e bandiere, fischietti e tamburelli. Domenica 27 alle 16,30 sul lungomare di San Foca è prevista una manifestazione con corteo. Passate parola, fatevi accompagnare dai vostri cani e dai vostri gatti, sono ammessi bambini in passeggino, nonni e nonne, padri e madri, venite in bici, moto e in barca. Accorriamo tutti per partecipare il nostro dissenso alla Tap e al suo mostruosissimo progetto. Salentini tutti, vi aspettiamo, non lasciate il vostro cuore chiuso in casa”.
I motivi del no sono stati resi noti da tempo dai membri dei principali comitati anti Tap.
L’associazione Tramontana, insieme al comitato Cambio di Rotta e al Comitato No Tap, avevano espresso pubblicamente i propri dubbi in occasione dell’incontro presso la sala convegni di Melendugno di giovedì 16 febbraio nel quale i progettisti Tap esposero il progetto.
Inizialmente questo prevedeva l’approdo del gasdotto a Brindisi, ora invece insisterà su una località di pregio naturalistico e d’interesse storico e turistico qual è San Foca e prevede anche un tratto di tracciato sulla penisola salentina. A Melendugno sarà creata anche una centrale di depressurizzazione.
I comitati denunciarono con un comunicato “la mistificazione da parte del consorzio Tap in merito alla riduzione del tragitto sulla terraferma da 25 a 5 chilometri, in quanto non si tratta di una reale riduzione della lunghezza, bensì di un passaggio di consegna nella realizzazione dello stesso da Tap a Snam Rete Gas. I comitati richiedono che l’approdo del gasdotto venga realizzato a Brindisi, così come indicato nel progetto iniziale, annullando pertanto la variante San Foca in modo da poter attuare le direttive contenute nel Piano Energetico e Ambientale Regionale. ln questo scenario il gasdotto può essere considerato una risorsa fondamentale per riconvertire la centrale di Cerano da centrale a carbone a centrale a gas. San Foca rappresenterebbe il primo caso in Italia di approdo di un gasdotto in un’area a preminente interesse turistico”.
Marco Santo, membro dell’Associazione Tramontana, del Comitato No Tap e del comitato Cambio di Rotta afferma: “La nostra terra ha bisogno di decidere che tipo di sviluppo vuole perseguire. Nel progetto preliminare pubblicato sul loro sito (della Tap,ndr) era prevista l’installazione su suolo melendugnese di una centralina di depressurizzazione che avrebbe avuto emissioni paragonabili ad una centrale a gas. Il 16 febbraio, durante la presentazione al pubblico del progetto definitivo, la centralina di depressurizzazione è stata rimpiazzata da una centrale di 9 ettari di misurazione fiscale, che non avrebbe prodotto emissioni inquinanti, un errore? Intanto è vicina la data del 21 maggio, il termine ultimo per presentare le osservazioni al Ministero dell’Ambiente relativamente alla Via della Tap presso il Ministero, stiamo producendo una serie di osservazioni. Contemporaneamente venerdì prossimo alle 19,30 presso Acquarica di Lecce si svolgerà un incontro pubblico per informare la popolazione sulla cabina di depressurizzazione che dovrebbe sorgere a solo 700 metri dal centro abitato”.
Jenny De Cicco
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Posted on 15 Maggio 2012. Tags: San Nicola, sciopero della fame, Vito Fazzi
“Sono innocente”, questo il concetto di un uomo che ha deciso di morire di fame in carcere.
Popo Virgil Cristria, di 38 anni, di Bucarest, era giunto da Benevento nel carcere di Lecce alla fine dello scorso anno, perché doveva scontare pene definitive che gli erano state inflitte per reati contro il patrimonio e la persona.
L’uomo si è sempre dichiarato innocente e ha così deciso di iniziare 50 giorni fa lo sciopero della fame che pare lo abbia portato alla morte a soli 38 anni. È stato portato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dopo che le sue condizioni di salute erano peggiorate.
Tutto sotto gli occhi increduli della direzione sanitaria di Borgo San Nicola. Il personale medico della casa circondariale ha tentato in vari modi di far riacquisire forze al detenuto che in più occasioni ha rifiutato le cure, arrivando a strapparsi le flebo ricostituenti dal braccio.
Ora la procura ha aperto un’inchiesta e un medico legale è stato incaricato di accertare le cause della morte.
L’uomo aveva preso la drastica decisione, non toccando cibo, verso fine marzo, per richiamare l’attenzione delle autorità sulla sua situazione, chiedendo la sospensione della pena, non concessa.
Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Carmen Ruggiero, ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria che si trova in carcere, fino a costringere i medici al suo trasferimento presso il Vito Fazzi di Lecce, struttura presso cui è morto.
Jenny De Cicco
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