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“Primo Maggio a Kurumuny” slitta a domenica 8 maggio. Causa pioggia

Anche quest’anno arriva, con la sua decima edizione, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati della pizzica e del buon vino: il “Primo Maggio a Kurumuny”. Che però quest’anno, a causa del maltempo, è stato rinviato a domenica prossima, 8 maggio, anche se il programma, rassicurano gli organizzatori, resta invariato.

L’appuntamento è realizzato ogni anno in collaborazione con l’Associazione Ernesto de Martino-Salento, l’Ass. Follevola, e con la partecipazione del Comune di Martano e delle associazioni Libera-Mente, Città Futura, Philos, Tramontana, Radio Salentina, Corte Grande; la festa si svolge a Martano, in campagna (località Kurumuny, nei pressi dell’uscita per Castrignano de’ Greci), con una lunga giornata fatta di grigliate e vino, musica e balli spargi-sale, artisti e giocolieri di luce, a rimarcare gli importanti temi della multiculturalità, dei diritti civili, della salvaguardia del patrimonio immateriale, delle pari opportunità, dell’ambiente.

Parteciperanno a questa edizione dedicata a Rina Durante gli “Almoirama”: la loro musica è un percorso in evoluzione che passa dalle improvvisazioni arabo-orientali alla rumba collettiva e festante, passando per molti altri generi. I “Mascarimiri’, invece, presenteranno il loro nuovo progetto, “Gitanistan”, lavoro che parte da una ricerca personale (considerando le origini Rom dei fratelli Giagnotti) ma anche culturale e artistica volta a scoprire le famiglie Rom e salentine. Ancora, i “New Orleans Dixie Band”, sei musicisti professionisti rigorosamente in acustico e itinerante che propongono uno spettacolo garantito che spazia dall’improvvisazione al cabaret musicale. Seguiranno “Melegari e i suoi compari”, che riproporranno lo spettacolo che “Li Ucci” portavano in giro per le piazze e le feste popolari, con un arrangiamento diretto e crudo, così come loro lo interpretavano. Chiuderanno i “Kenga”, gli “Insintesi”, e la dimostrazione finale del laboratorio di “Somnia Theatri”.

Durante la giornata è previsto il baratto di libri, oggetti e location freeshop a cura dell’associazione “Tramontana” di Melendugno. L’associazione Follevola, con i suoi volontari e gli strumenti di cui dispone, offrirà il proprio contributo di percorsi sonori, grazie anche alla creatività di quanti vorranno prendere parte ai (mini) laboratori. Il biglietto di ingresso alla manifestazione costa 4 euro, valido per la sola giornata di domenica 8 maggio; l’organizzazione offre pane e vino fino ad esaurimento scorte, e mette a disposizione i bracieri per gli arrosti.

Fabio Tarantino

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Che spiagge hanno trovato i turisti approdati a Otranto per le vacanze di Pasqua?

Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati: loro.

Risultato: si può e si deve fare di più, sempre.

Soprattutto quando poi si invoca la tanto sospirata destagionalizzazione.

Ecco il servizio

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Settimana Santa: canti di passione

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Turismo, nell’uovo di Pasqua +4% di arrivi

L’Italia scende. Il Salento sale. Nell’uovo di Pasqua del turismo, la provincia di Lecce trova un miracoloso + 4 per cento nelle prenotazioni che la proietta in un’altra dimensione. Il Belpaese – meno 5,2 per cento – in queste ore piange lacrime amare e commenti al veleno per una battuta d’arresto inaspettata della capacità di spesa degli italiani: meno 19 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, secondo l’indagine condotta dall’Istituto Acs Marketing Solutions per conto di Federalberghi.

E mentre l’associazione di categoria lancia l’allarme e chiede soccorso al Governo per fronteggiare l’ennesima emergenza, il Salento gongola. Nel paniere delle previsioni, la Terra dei due mari ci infila ben quattro punti percentuali in più, trend che conferma i dati degli ultimi anni che l’hanno vista costantemente in crescita.

Il Salento non solo si conferma tra le province italiane con maggiore appeal, ma – ed è questo uno dei dati più rilevanti – spalma in maniera omogenea i flussi su tutto il territorio provinciale. Lecce città d’arte in prima fila, Santa Cesarea Terme in crescita, ma è l’entroterra che emerge con forza dall’indagine del Progetto Monitor dell’Azienda di promozione turistica di Lecce (Ente strumentale della Regione) propedeutico all’Osservatorio turistico regionale.

E Otranto? La Città dei martiri regge la sfida dei flussi e, secondo l’Apt, come altre aree a vocazione turistica – guarda alla nuova stagione con rinnovato ottimismo. Effettuati su quattro macro aree (Lecce e hinterland; Porto Cesareo-Gallipoli-Ugento-Nardò; Salve-Leuca-Tricase-Santa Cesarea Terme; Otranto-Melendugno-Maglie-Grecìa salentina), i dati di Monitor sono confermati anche dalle prenotazioni delle agenzie di viaggio per il Salento. Che cosa dicono? Intanto che i turisti non hanno particolari preferenze rispetto alle strutture ricettive o, meglio, scelgono indifferentemente soluzioni sia alberghiere che extra alberghiere, in particolare dimore storiche, agriturismi (peraltro in calo a livello nazionale), bed & breakfast di borghi autentici e centri storici, masserie e strutture alberghiere. Sì, gli alberghi vanno ma, attenzione, a Pasqua il premio fedeltà va a quelli che hanno investito in servizi di qualità, in particolare sport (golf, soprattutto) e benessere.

Rispetto alle quattro aree del territorio monitorate, tutte indicano segno positivo, anche se una particolare menzione merita la zona di Salve-Leuca-Tricase-Santa Cesarea Terme che, nel raffronto con l’anno scorso, registra una perfomance leggermente superiore e diffusa su tutte le tipologie di strutture ricettive, fatto questo che la allinea alle aree che in altri momenti storici sono risultate più quotate e con una maggiore capacità di accoglienza. Insomma, il Salento va. E, secondo Stefania Mandurino, sembra non soffrire affatto “il momento di congiuntura economica internazionale non favorevole evidenziata anche dalla contrazione dei consumi. I nostri visitatori – dice la commissaria dell’Apt – anche in questa occasione sembrano voler premiare lo spirito di accoglienza che da sempre ci contraddistingue, una cultura dell’ospitalità che stiamo testimoniando anche nella contingente situazione geopolitica e che ci fa ben sperare per un’ulteriore crescita del turismo nel 2011”.

Le prenotazioni dei soggiorni pasquali hanno una durata media di 2,5 giorni. Tra le tipologie della domanda prevale quella individuale, circa l’80%. Mentre la presenza di gruppi organizzati risulta in linea con la media stagionale. I turisti italiani provengono oltre che dalle altre province pugliesi, prevalentemente da Campania, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Toscana. Interessante la presenza – a macchia di leopardo – degli stranieri, più evidente in percentuale rispetto ad altri periodi dell’anno: i paesi di appartenenza sono Germania, Svizzera, Francia, Austria, Gran Bretagna, USA, Russia e Spagna.

“ Le vacanze pasquali – sottolinea Mandurino – sono il primo importante test di verifica per capire l’andamento dei prossimi mesi, che sembra essere positivo anche per quanto attiene l’interesse dei mercati internazionali nei confronti dei quali non bisogna abbassare la guardia”.

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Turismo religioso a Pasqua nel Salento

“Turismo religioso a Pasqua nel Salento tra Canti, Misteri e Cammini”

Mandurino: ”L’organizzazione degli eventi religiosi nel Salento si fa sempre più mirata e attenta alle esigenze dei pellegrini e alle peculiarità dei territori”

Sono all’insegna della spiritualità e della tradizione popolare i percorsi di fede tracciati in occasione della Pasqua e del ponte del 1° maggio per i turisti in vacanza nel Salento. Anche quest’anno l’Apt di Lecce ha infatti promosso i Canti di Passione in Grecìa dal 15 al 23 aprile; i riti della Settimana Santa nel Salento ed il “Cammino per Leuca” dal 26 aprile al 1° maggio organizzato in sei tappe da SpeleoTrekkingSalento da Brindisi a Leuca.

Il programma è stato presentato stamani dalla commissaria dell’Apt di Lecce Stefania Mandurino insieme ai rappresentanti di Comuni, Provincia, Confindustria Lecce, Associazioni culturali e Confraternite.

All’incontro ha preso parte anche Gaetano Armenio, presidente dell’Associazione culturale “Opera” di Molfetta e coordinatore del progetto di promozione turistico-religioso “I Luoghi della Passione in Puglia” promosso dall’Assessorato regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo. “Con questa iniziativa – ha spiegato la commissaria dell’Apt di Lecce – il Salento rafforza il suo contributo in favore di un progetto che ha finalità molteplici: contribuire allo sviluppo dell’identità culturale della Puglia; accrescere il senso di appartenenza e di identità con i luoghi; valorizzare il nostro patrimonio antropologico attraverso azioni promozionali che coniughino promozione e fruizione dei beni monumentali, naturalistici e storico-architettonici; sostenere i programmi di destagionalizzazione”.

Tra i protagonisti di questa rete regionale pubblico-privata del sacro coordinata da “Opera” di cui fanno parte Confraternite, Enti pubblici, Associazioni turistiche e Aziende private, figurano tre realtà salentine radicate nella tradizione millenaria: Gallipoli, con la “Processioni della Tomba di Cristo, detta de L’Urnia”, e della “Desolata”; l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina da anni in prima fila con i “Canti di Passione” e il Comune di Botrugno con la sua processione mattutina del Sabato Santo.

Ma anche le tradizionali processioni di Lecce, Maglie e Cerfignano di Santa Cesarea Terme pur non aderendo al progetto regionale di “Opera”, fanno parte della rete di promozione del Turismo religioso curata da Apt Lecce.

Un’organizzazione che negli anni si fa sempre più mirata e attenta alle esigenze dei pellegrini e alle peculiarità dei territori”, ha detto la commissaria Mandurino sottolineando l’importanza strategica della collaborazione con Amministrazioni locali (in conferenza stampa erano presenti i sindaci di Maglie Antonio Fitto, Gallipoli Giuseppe Venneri, Martignano Luigino Sergio, Alessandra Bray assessore al Marketing territoriale del Comune di Gallipoli e Donato Biasco assessore alla Cultura del Comune di Botrugno), Enti (Antonio Rizzo dirigente del Settore Turismo della Provincia di Lecce), Associazioni di categoria (Andrea Montinari presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce), Confraternite e Associazioni culturali (Francesco Fontò di “Gallipoli Nostra”, Pantaleo Rielli di ”Salento Griko” e Riccardo Rella di SpeleoTrekkingSalento Lecce). “Gli eventi religiosi e folcloristici – ha spiegato ancora Mandurino – sono una componente decisiva per aprire nuove finestre sul mercato delle vacanze e soddisfare la domanda, ma anche per non abbassare la guardia rispetto alla necessità di tutelare e valorizzare le nostre ricchezze: turismo religioso e culturale devono far parte di un sistema di offerta turistica moderno che sia capace di coniugare gli elementi di identità storica con la tipicità dei luoghi, dei suoi prodotti eno-gastronomici di eccellenza e, soprattutto, con la loro piena sostenibilità e fruibilità”. Info: www.viaggiareinpuglia.it

 


Processioni del Venerdì e Sabato Santo a Lecce, Gallipoli, Maglie, Botrugno e Cerfignano di Santa Cesare Terme

Lecce

Processione penitenziale del Venerdì Santo

La Processione penitenziale del Venerdì Santo a Lecce è organizzata dalla Confraternita di Gesù Agonizzante e Santi Medici. Venerdì 22 aprile alle ore 20, subito dopo l’arrivo dell’Arcivescovo Metropolita di Lecce, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, seguito dal Capitolo Metropolitano della Cattedrale di Lecce e dalle Autorità civili e militari, partono dalla Chiesa di Santa Teresa le statue di Gesù morto e della Vergine Addolorata.

Gallipoli

Processione della Tomba, detta “de L’Urnia”, e della“Desolata”

Venerdì Santo, 22 aprile ore 18, le Confraternite del Santissimo Crocifisso e di Santa Maria degli Angeli organizzano la toccante processione della Tomba, detta “de L’Urnia”. Pochi istanti prima del crepuscolo, la sacra rappresentazione viene iniziata dall’apparizione del troccolante della confraternita del Crocifisso, che indossa un saio rosso, una mozzetta celeste e un cappuccio rosso che nasconde il viso. Porta sul capo una corona di spine, ricavata da una pianta cespugliosa che cresce spontaneamente nella macchia mediterranea (Asparagus acutifolius). La troccola o “trozzula” è un rudimentale strumento percussivo, costituito da un legno sul quale sono riposti dei battenti metallici. La funzione della “trozzula“, come anche, della tromba e del tamburo è di annunciare alla popolazione il passaggio della processione. Seguono la croce dei Misteri e varie coppie di confratelli del Crocifisso che accompagnano le statue raffiguranti la Passione di Cristo e il Cristo Morto, antica statua lignea di pregevole fattura. Chiudono la processione i confratelli di S.Maria degli Angeli i quali indossano un saio bianco, mozzetta azzurra e un cappuccio bianco calato sul viso, in segno di lutto. Il sodalizio conduce il simulacro dell’Addolorata. La processione percorre le vie del borgo antico e della città nuova, seguita da centinaia di fedeli che partecipano composti in religioso silenzio, mentre bande musicali locali intonano strazianti marce funebri, composte da valenti musicisti concittadini, contemporanei e del passato. La processione rientra nelle chiese del Santissimo Crocefisso e di Santa Maria degli Angeli a notte fonda.

All’alba del Sabato Santo, 23 aprile alle ore 5, la confraternita di Santa Maria della Purità organizza la processione della Desolata e del Cristo Morto. I confratelli vestono saio bianco, mozzetta giallo paglierino, cappuccio bianco calato sul viso e portano con se pesanti ceri. Le statua della Desolata con il suo viso esprime lo strazio per la perdita del caro Figlio. Il Cristo, disteso, è riposto in un’urna dipinta in oro zecchino. Gli splendidi simulacri, realizzati in cartapesta, risalgono al XIX secolo. Intriso di sacralità è il momento in cui la processione fa rientro nella città vecchia, le statue del Cristo e della Desolata, nel piazzale antistante il sagrato della chiesa, vengono accostate dai confratelli per sancire un incontro fisico e spirituale dopo la brutale separazione. È l’abbraccio tra la Madre il lacrime ed il Figlio.

Maglie

Processione dei Misteri

La processione di Venerdì Santo, 22 aprile alle ore 17, parte dalla Chiesa Madre. Un tempo, era aperta dal gruppo dell’Ora Pro Nobis, ovvero una ciurma di vivaci ragazzi con la testa coronata di spine che trainavano un carretto con un calvario e tre croci urlando “Ave Maria ora pro nobbi, nobbi, nobbi“. Le statue dei misteri rappresentano: Cristo all’orto, Cristo alla Colonna, Cristo tra Pilato ed un Pretoriano, Ecce Homo, Cristo in Croce, Gesù che incontra la madre, La Pietà. Le fanciulle, velate di nero, accompagnate dalle note della banda cantano il monotono struggente e ritmato lamento dell’inno di sedici versi senari composto nel 1888 da Luigi Visconti, compositore salernitano. Gli uomini in nero furono introdotti dal maestro artigiano Giuseppe Panarese primo presidente del Comitato dal 1924 al 1968. La divisa da cerimonia è composta da smoking con petti lucidi, colletto inamidato, gilet bianco, cravattino nero a farfalla, bottone gemello, guanti di pelle bianchi, calze nere e scarpe lucide. La processione prende il via da tre chiese: Collegiata di San Nicola, Chiesa della Madonna delle Grazie, Chiesa della Madonna Addolorata. Dalla Chiesa della Madonna delle Grazie, accompagnata dai fratelli della Confraternita, esce la bara di Gesù Morto scortata da quattro carabinieri in alta uniforme per avviarsi in processione verso la Chiesa Collegiata; dalla Chiesa della Madonna Addolorata, accompagnata dai Fratelli della Congregazione e da un gruppo di “piccole Addolorate” esce la statua dell’Addolorata per avviarsi in processione verso la Collegiata; da qui escono le Statue dei Misteri. Così composta la processione si avvia in religioso silenzio per le strade del centro storico, dove la gente può apprezzare la solennità dei movimenti scanditi dal maestro cerimoniere del Comitato, dal lamento delle donne in nero ed un tempo anche dal frastuono della ciurma di ragazzini.

Cerfignano

Processione dei Sacri Misteri

La Confraternita dell’Immacolata Concezione di Cerfignano istituita nel 1789, ha ripreso i riti del passato come l’antico pellegrinaggio penitenziale in uso la sera del Venerdì Santo nel 1700 con la visita alle cinque chiese extra moenia di Cerfignano ed il percorso processionale aperto dal Confratello “trozzulante” sin dal 1889. La processione parte, venerdì 22 alle ore 18, dalla Chiesa dell’Immacolata.

Botrugno

Processione mattutina del Sabato Santo

La Confraternita dell’Assunta ha conservato, sino ad alcuni anni addietro, alcuni riti interni per il periodo della Quaresima.

Durante ogni sabato, i suoi soci si riunivano nella Congrega e partecipavano ad alcuni riti, che venivano chiamati “discipline”.

Quando il Padre Spirituale intonava l’inno:

Gesù mio, con dure funi chi crudel ti rilegò?, i confratelli, muniti di rudimentale cilicio, chiamato appunto “disciplina”, partivano dalla porta centrale e giungevano sino all’altare maggiore battendosi le spalle con tale arnese ripetendo: “Sono stato io l’ingrato, Gesù mio, perdon pietà”.

Alla Confraternita spettava anche l’organizzazione della processione del Venerdì Santo. La partecipazione ufficiale della Confraternita ai riti della Settimana Santa aveva inizio la sera del giovedì, durante la predica della passione. Nella chiesa gremita di popolo, il predicatore esordiva invocando, anzitutto, la Croce, che il sacerdote e due chierichetti trasportavano dal presbitero sull’altare. Avveniva poi la presentazione dell’Ecce Homo, cioè della statua che rappresentava il Cristo denudato dopo la flagellazione. Intanto, fuori dalla chiesa, vicino al portone centrale, sostavano in processione i membri della Confraternita con la statua della Madonna Addolorata, che avevano trasportato dalla Congrega. Ad un certo punto, il predicatore, con voce solenne e altisonante, rivolgeva l’invito: “Entra Maria, Ecco tuo Figlio, tutt’insanguinato…”. I fedeli, che stavano in chiesa, si alzavano tutti in piedi, si spalancava la porta centrale e la Madonna veniva fatta entrare in chiesa e collocata vicino all’Ecce Homo. Fuori, un triste motivo era eseguito dalla tromba, accompagnata dal rullo lugubre di un tamburo. In chiesa, vecchi e bambini, nel silenzio delle campane e dell’organo, riproducevano i rumori del caos battendo le scarpe e agitando le “trenule” (raganelle) col loro rauco suono. Alla fine della predica, la Madonna veniva riportata nella Congrega, dove è allestito il sepolcro. Nella notte del Venerdì Santo, tra le due e le tre antelucane, la tromba, accompagnata dal rullo del tamburo, percorreva le vie del paese, eseguendo una lentissima e struggente melodia. Secondo la tradizione, lo squillo della tromba rappresentava il pianto della Vergine e il rullo del tamburo il mormorio del popolo in tumulto.

All’alba del Sabato Santo, 23 aprile alle ore 6, secondo il rito greco, dalla Chiesa della Madonna dell’Assunta muove la processione con le statue dei Misteri portate a braccio da giovanette in elegante smoking nero.

 


Canti di Passione in Grecìa Salentina


Venerdì 15 aprile

• Martano – Chiesa Maria Ss. Rosario ore 19.30
– Compagnia di Casarano
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro
• Soleto – Circolo Anziani ore 19.30
– Fratelli De Santis ensemble
• Lecce – Chiesa Greca ore 17.00
– Antonio Melegari e Andrea Stefanizzi
– Asteria

Sabato 16 aprile

• Cutrofiano – Piazza Municipio ore 19.00
– Cantori di Alezio e Sannicola
– Gruppo Melegari-Stefanizzi
– Arakne Mediterranea
– Lina Bandello e con la partecipazione dei ragazzi delle Scuole Medie ed Elementari
• Castrignano dei Greci – Chiesa Maria Ss. Annunziata ore 19.30
– Asteria
– Giovani Cantori di Galatina

Domenica 17 aprile

• Martano – Piazza Assunta ore 10.30
– I Cantori di Martano
• Zollino – pressi Chiesa SS. Pietro Paolo Apostoli ore 11.00
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro ore 19.30
– Marce di Banda
– Stella Grande e Anime Bianche

Lunedì 18 aprile

• Sternatia – Centro Studi Chora-Ma, ore 20.00
– Asteria
– Stella Grande e Anime Bianche
• Carpignano Salentino – Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine ore 19.30
– Lina Bandello
– Antonio Melegari e Andrea Stefanizzi
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro
• Sogliano Cavour – Chiesa di San Lorenzo ore 19.00
– Arakne Mediterranea e Cantori di Martignano

Martedì 19 aprile

• Martignano – Chiesa di Santa Maria dei Martiri ore 19.30
– Arakne Mediterranea
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro.
• Melpignano – Chiesa degli Agostiniani ore 19.30
– Fratelli De Santis
– Antonio Melegari e Andrea Stefanizzi

Mercoledì 20 aprile

• Corigliano d’Otranto – Castello De’ Monti – Sala Cavallerizza ore 19.30
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro
– I Lazareni Matinesi
• Martignano – Cappella del Mantovano ore 19.30
– Arakne Mediterranea e Cantori di Martignano
– Famiglia Giagnotti Mascarimirì

Giovedì 21 aprile

• Zollino – Chiesa SS. Pietro e Paolo Apostoli ore 20.30
– Ta Prakalìmmata jô Paska (Le Preghiere per Pasqua)
– Tratte da “Prakàlıso mín glòssasu” (Prega con la tua lingua)
– Lettura di preghiere in lingua grika per la Pasqua a cura dell’Associazione Kaliglossa

Venerdì 22 aprile

– Ta Prakalìmmata jô Paska (Le Preghiere per Pasqua)
– Tratte da “Prakàlıso mín glòssasu” (Prega con la tua lingua)
– Lettura di preghiere in lingua grika per la Pasqua a cura dell’Associazione Kaliglossa
• Sternatia – Chiesa di Maria SS. Assunta ore 11.30
• Calimera – Chiesa Madre ore 15.00
Sagrato Chiesa Madre 19.30
– Asteria
– Compagnia di Casarano

Sabato 23 aprile

• Zollino – Chiesa di Sant’Anna ore 7.30
– Cantori di Zollino della Bottega del Teatro

CE CUSTI O GADDHO NA CANTALÌSI

Edizione 2011

15-23 Aprile 2011

 

Martano-Soleto-Lecce-Cutrofiano

Castrignano dei Greci-Zollino-Sternatia

Carpignano Salentino-Martignano-Melpignano

Corigliano d’Otranto-Calimera

 

Nella Grecìa Salentina il Canto di Passione ha resistito al tempo e alle mode, consegnandoci, attraverso il suo svolgimento liturgico, l’essenza del divenire umano. La Passione in lingua grica può sicuramente essere considerata una delle forme più antiche di teatro popolare e espressione più genuina delle Sacre rappresentazioni che nel XII secolo erano presenti in tutta Italia. La Passione, infatti, può essere inserita a pieno titolo nella grande tradizione italiana del “Bruscello”, nome con cui si intende solitamente una rappresentazione popolare che ha per oggetto eroi o personaggi biblici e che avveniva nella piazza o nei crocicchi dei paesi, di solito in un periodo dell’anno che andava dal carnevale alla settimana delle Palme, su dei palcoscenici che avevano come scene rami fronzuti.

La Passione veniva cantata nella settimana delle Palme: la vita nelle comunità a base agricola-pastorale era scandita dai grandi avvenimenti liturgici e fra essi c’era sicuramente la Pasqua con la sua liturgia complessa e piena di simbolismi, quali morte rinascita e resurrezione, che sono un chiaro riferimento al risveglio della natura, al passaggio dall’inverno alla primavera.

In genere due cantori, un fisarmonicista o organettista accompagnati da un portatore di palma si presentavano nei crocicchi dei paesi e a turno, una strofa a testa, cantavano e mimavano la Passione di Gesù. Spesso si recavano anche nelle masserie a portare e a rappresentare la morte e resurrezione di Gesù.

Il ramo di palma (un pezzo di ulivo) era adornato con nastrini rossi o arance. Essendo la Passione un rito di passaggio, e cadendo anche in un momento assolutamente particolare della vita cioè il passaggio dall’inverno alla primavera, che simboleggia la vita e la morte, questo canto si inserisce nei riti di passaggio propiziatori di benessere.

Il contenuto della Passione narra della vita e delle pene che patisce Cristo e del dolore straziante di una madre che si aggira dolente in cerca del frutto della vita: il figlio. La Passione rappresenta la pietas popolare e la modalità più complessa e articolata attraverso la quale il popolo esprime il suo misticismo e la necessità di comunicare con la divinità.

La Passione è anche una delle poche rappresentazioni sonore e gestuali presente in tutti i paesi della Grecìa salentina, tanto forse da poter affermare che uno egli elementi caratterizzanti e unificanti la stessa Grecìa sia proprio la Passione. Ogni paese ha avuto in passato, ma anche adesso, dei cantori che hanno caratterizzato il canto della Passione attraverso la propria personale interpretazione sia gestuale che mimica. Da qualche tempo il canto della Passione è stato ripreso nel suo più genuino significato sia canoro che gestuale e in quasi tutti i paesi della Grecìa gruppi di giovani, spesso aiutati e guidati da qualche cantore anziano, hanno ripreso a cantare la Passione. Anche nelle scuole, negli oratori, il canto della Passione è riproposto e a volte drammatizzato. Durante la settimana delle Palme cantori locali e alcuni provenienti dall’Italia centro-meridionale danno vita ad avvenimenti di grande interesse sia spettacolare che devozionale.

 


Cammino per Leuca

ITINERANTE dal 26 APRILE al 1 MAGGIO 2011

Anno VIII – edizione 2011

Riproposto nel III Millennio da SpeleoTrekkingSalento, a piedi, per 140 km. da Brindisi, per Lecce, sino a Leuca dal 26 aprile al 1 maggio 2011. Il progetto, relativo al “Cammino per Leuca”, nato dall’idea progettuale del presidente Riccardo Rella, va a completare l’eccezionale “Asse viario del Pellegrino” che, dall’inglese Canterbury, seguendo la linea longitudinale della Francigena italiana sino a Roma, poi, la Langobardorum per San Michele Arcangelo, conclude, in maniera logica, naturale e spirituale, al cospetto della miracolosa Basilica Giubilare di Santa Maria di Leuca de finibus-terrae, tramandataci quale primo Santuario d’Europa e del mondo dedicato al culto Mariano (cristianizzata nel 43 d.C da San Pietro e consacrata nel 343 alla Madonna dell’Annunciata).

A PIEDI DA BRINDISI A SANTA MARIA DI LEUCA PER 140 KM. IN 6 TAPPE ITINERANTI CON RIENTRI IN PULLMAN MESSI A DISPOSIZIONE DALL’AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA DELLA PROVINCIA DI LECCE OPPURE PRENOTANDO ALLE STRUTTURE RICETTIVE DEL TERRITORIO DELLE PROVINCE DI BRINDISI E LECCE

1° TAPPA • 26 Aprile 2011 da BRINDISI a TORCHIAROLO Km 27

Ore 9.30 Raduno, Madonna del Casale di Brindisi: Cattedrale, San Giovanni al Sepolcro di Brindisi, Valesium di Torchiarolo.

Arrivo a Torchiarolo ore 17 – Km 27

Colazione al sacco autogestita.

Rientro a Brindisi in pullman.

2° TAPPA • 27 Aprile 2011 TORCHIAROLO – LECCE Km 22

Ore 9.30 Madonna dell’Assunta di Torchiarolo: Santa Maria a Cerrate, Santa Maria d’Aurio, Convento degli Olivetani.

Arrivo obelisco e Santa Maria della Porta di Lecce ore 17.00 – Km 22

Colazione autogestita.

Rientro a Torchiarolo in pullman.

3° TAPPA • 28 Aprile 2011 LECCE – SOLETO Km 26

Ore 9.30 Raduno Piazza Duomo di Lecce: Convento dei Domenicani di Cavallino, Madonna della Neve e Menhir di Galugnano (San Donato), Convento degli Angeli di Sternatia.

Arrivo Santo Stefano e Cattedrale di Soleto ore 16,50 – Km 26

Colazione al sacco autogestita.

Rientro in pullman a Lecce.

4° TAPPA • 29 Aprile 2011 GALATINA – MADONNA DI COELIMANNA di SUPERSANO Km 24

Ore 9.30 Raduno Santa Caterina di Alessandria di Galatina: Ipogeo di Sogliano, Santa Maria della Neve di Cutrofiano.

Arrivo Cimitero di Supersano ore 17 – Km 24

Colazione autogestita.

Rientro in pullman a Galatina.

5° TAPPA • 30 Aprile 2011 MADONNA DI COELIMANNA di SUPERSANO – ALESSANO Km 22

Ore 9.30 Raduno Madonna di Coelimanna cimitero di Supersano: San Rocco di Torrepaduli, vestigia Convento di S. Angelo e Crocefisso di Specchia, Serra dei Peccatori, Madonna della Scala.

Arrivo ad Alessano ore 16,30 Km 22

Colazione autogestita.

Rientro al cimitero di Supersano in pullman.

6° TAPPA • 1 Maggio 2011 ALESSANO-SANTA MARIA DI LEUCA Km 16

Ore 9.30 Raduno Raduno tomba del Beato Don Tonino Bello al Cimitero di Alessano: Santa Marina di Ruggiano, Leuca Piccola, Santa Pietro in Giuliano, San Giovanni delle Centopietre di Patù, ore 15,30 Erma Antica (simbolo del Cammino per Leuca).

Arrivo al Santuario de finibus-terrae (Benedizione al Santuario) ore 16,30 Km.18

Rientro in pullman o soggiorno autogestito.

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Vuoi un ristorante ma non hai prenotato? Poco male, è arrivato “My Table”

Arriva nel Salento, con tappa a Otranto, My Table. Si chiama così il servizio gratuito di prenotazione di un “tavolo” sul web al quale hanno aderito già trenta ristoranti del territorio. Gli utenti potranno insomma indicare giorno, ora e numero di posti necessari, ottenendo immediatamente una panoramica dei ristoranti che hanno posti disponibili in tempo reale. Per prenotare è sufficiente scegliere il locale, e senza bisogno di un’ulteriore conferma da parte del ristoratore, il tavolo risulterà riservato. Il cliente con My Table potrà scegliere il proprio ristorante in base alla tipologia di cucina preferita, alla fascia di prezzo, alla presenza di rete wi-fi o di un’area parcheggio.

Il progetto è stato presentato ieri mattina da Antonio Schipa, direttore provinciale di Confesercenti di Lecce, Roberto Petrelli, presidente regionale Fiepet (Federazione esercenti pubblici e turistici) e coordinatore Arist (Associazione ristoratori del Salento per il turismo), Mattia Carluccio, responsabile nazionale My Table e Ismaele Marzano, responsabile di zona My Table presso l’Hotel Patria di Lecce. “A breve”, spiega infatti Petrelli, “tutti i ristoratori riceveranno una visita da parte di un collaboratore che illustrerà le modalità privilegiate ed esclusive di adesione a questo nuovo servizio, unico ed indispensabile per ottenere una vetrina online, promuovere in maniera integrata il proprio locale e fidelizzare la propria clientela. My Table sarà uno strumento valido che potrà indirizzare i turisti su dove andare a mangiare con un sistema di geolocalizzazione. Iniziativa validissima che permetterà di colmare uno dei punti di debolezza del nostro territorio: la difficoltà, da parte dei turisti, di trovare e scegliere le strutture di ristorazione”.

“Tre anni fa”, aggiunge Carluccio, “ci si è resi conto che la ristorazione era un settore rimasto scoperto sul web rispetto alle prenotazioni degli alberghi, ad esempio. Così è nato My Table, il primo sito europeo di prenotazione ristoranti in tempo reale che da oggi è disponibile anche nei ristoranti del Salento. Si tratta di un servizio che permette di effettuare una ricerca a qualsiasi ora, anche quando un esercizio è chiuso. Dieci mesi fa My Table è arrivato a Torino e a distanza di pochi mesi oggi lo utilizzano migliaia di utenti”.

“Si tratta di un vestito su misura per il turista e per il Salento”, dice anche Marzano. “Il servizio unisce la comodità e la flessibilità di internet con il riscontro immediato che solo una telefonata può dare; la disponibilità del posto è garantita però direttamente dal ristoratore che usa il software di My Table per gestire le prenotazioni, rendendo il sistema efficace e sicuro. www.mytable.it: su questo l’indirizzo sarà possibile pianificare con calma e attenzione una cena importante o cercare un tavolo libero all’ultimo momento, consultando le ricchissime schede sui ristoranti complete di informazioni dettagliate, foto, menù, offerte e promozioni speciali. E ciascun ristoratore potrà aggiornare in modo continuo il proprio spazio, puntando ad esempio sull’enogastronomia che caratterizza il nostro territorio”.

Questo servizio ha previsto, inoltre, un’applicazione Iphone con cui sarà possibile prenotare anche quando si è fuori di casa. “Puntiamo molto sul Salento – conclude Marzano – e vi anticipo un’iniziativa di marketing che vedrà protagoniste le spiagge del Salento questa estate: intendiamo infatti creare i PR della ristorazione che regaleranno cene sulla spiaggia”.

Annalisa Gentile

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“Terre del Salento” a Stoccolma alla conquista dei turisti svedesi. Grazie alla Provincia

Domani, lunedì 11 aprile, sarà una nuova data da segnare sul calendario, per aziende e operatori salentini. Dopo la Bit di Milano, le “Terre del Salento” proseguono infatti le iniziative congiunte per la promozione dei propri territori e atterrano, letteralmente, nella capitale svedese. L’opportunità è nata dopo l’attivazione del volo diretto di Ryanair sulla tratta Brindisi – Stoccolma, istituita il 28 marzo scorso. Occasione ghiotta per le province salentine, che si presenteranno agli operatori nordici organizzando un incontro a Stoccolma con il coinvolgimento di Enit, Aeroporti di Puglia e di Ryanair.

L’azione promozionale prevede una conferenza stampa, con tour operator e agenzie di viaggio, in cui ci sarà modo di mostrare le tipicità della terra del sole, mare e vento. L’obiettivo sarà quello di suscitare presso i media, gli addetti ai lavori e i consumatori interesse verso il Salento grazie alla presenza sul posto di istituzioni e operatori; seguiranno azioni di marketing mirate e lo sviluppo dei contatti che si registreranno nel corso di questa prima opportunità.

“Il mercato straniero, ed in particolare il mercato del Centro e del Nord Europa, rappresentano un potenziale di sviluppo turistico di estremo interesse per il Salento”, spiega l’assessore al Turismo e Marketing territoriale della Provincia di Lecce, Francesco Pacella, che aggiunge: “Iniziative analoghe sono attualmente in fase di programmazione, anche presso altre sedi estere, con particolare riferimento alle città collegate con i nostri aeroporti quali Parigi, Londra o Bruxelles, e in linea con il piano delle manifestazioni all’estero varato dalla Regione Puglia”. Per ulteriori informazioni e per aderire all’iniziativa istituzionale basterà contattare il Servizio Turismo e Marketing della Provincia di Lecce: telefono 0832.683.604/651; e-mail [email protected].

Jenny De Cicco

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Porto Badisco “finis terrae”: lavori in corso, il Salento stradale termina qui. Ristoranti e bar in allarme: “Pasqua a rischio”

Il Salento, fino a quest’estate, finisce a Porto Badisco, perlomeno sulla litoranea. I lavori di adeguamento della strada che porta infatti a Santa Cesarea si sono resi necessari per motivi di sicurezza. “Gli stessi”, assicura il sindaco di Santa Cesarea Daniele Cretì, “saranno interrotti per i primi di maggio, per poi riprendere dopo l’estate”. Quindi da Porto Badisco non si prosegue oltre, occorre svoltare per Uggiano La Chiesa e da qui re-immettersi sulla litoranea che da Santa Cesarea porta a Castro, per poi proseguire. Sebbene anche ad Uggiano, per gli stessi motivi di sicurezza, siano in corso lavori urgenti: la strada non sarà riaperta almeno fino al 30 di giugno. Sul fronte degli operatori turistici è infatti scattato l’allarme. “Qui stiamo impazzendo”, fanno sapere i numerosi esercenti che operano nella zona. Così Michele Merico, dal ristorante “Al Veliero”, descrive la situazione: “Arrivano i pullman da Otranto a Porto Badisco, e da qui non possono proseguire in nessuna direzione, così fanno inversione davanti al ristorante e si crea un ingorgo incredibile. Chiedono informazioni, poi rinunciano a proseguire e anche a fermarsi, addirittura, a Porto Badisco. Noi stiamo chiudendo e salteremo almeno Pasqua, Pasquetta, le gite, il 1° maggio, etc. Speriamo che almeno per l’inizio dell’estate sia riaperta la Porto Badisco- Uggiano”. Il Comune di Uggiano dal canto suo spiega che “questi lavori sono stati appaltati tanto tempo fa, addirittura dalla passata amministrazione”, dice il sindaco Salvatore Piconese. “Dovrebbero terminare entro il 30 maggio, anche se l’ordinanza della Provincia stabilisce la chiusura per il 30 giugno. Tuttavia ho visto il cantiere, e i lavori sono abbastanza veloci; fra qualche giorno apriremo le strade laterali, e per Pasqua si potrà arrivare di nuovo da Uggiano a Badisco. Ringrazio, comunque, i cittadini di Uggiano che sopportano con pazienza questi lavori urgenti e necessari”. Insomma, esercizi chiusi o in seria difficoltà: almeno una trentina tra bar, ristoranti, hotel ed agriturismo non sanno come fare. E pensare che questa è la stagione perfetta per loro, perché arrivano in tanti a mangiare i ricci a Porto Badisco, giungono le gite, i tedeschi, gli svizzeri e gli statunitensi che fanno cicloturismo. Insomma, tutti clienti buoni che vengono fuori stagione e muovono un’economia importante.

Elio Paiano

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In arrivo 20 buyer, Otranto si fa bella per i russi

Eccoli, gli invasori. Non turchi, russi. Sono sbarcati nel Salento il 2 aprile scorso e venerdì arriveranno a Otranto per capire se è bella come raccontano i depliant; turisticamente attrezzata come la presentano gli operatori locali.

Promosso dal consorzio Salento club, in collaborazione con l’assessorato regionale al Turismo, l’educational tour coinvolge 20 buyer e un giornalista. Oltre alla città dei Martiri, gli operatori russi visiteranno Lecce e Gallipoli. Obiettivo: conoscere le peculiarità dell’offerta e, soprattutto,la sua capacità ricettiva. In sintesi, il programma prevede: giovedì mattina visita a Lecce; nel pomeriggio tour guidato nel centro storico di Gallipoli e alle sue rinomate spiagge. Venerdi 8 sarà la volta di Otranto e della Baia delle Orte, prima di partire per Ostuni, altra destinazione di eccellenza dell’offerta pugliese.

Otranto, subisce così l’ennesima invasione straniera, frutto delle politiche promozionali messe in campo dalla Regione Puglia ma anche da altri enti pubblici e operatori locali. Già nel 2010 il consorzio Salento club aveva svolto varie iniziative a favore della promozione turistica della Puglia in Russia, partecipando a eventi fieristici di settore realizzati tra l’altro con il sostegno operativo dell’ufficio Enit a Mosca.

Jenny De Cicco

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Turismo, per le imprese di Otranto prove generali di legalità

Con la Pasqua alla porte, anche il turismo fa le prove generali. Che stagione sarà? E’ presto per dirlo. Al momento le imprese del settore sono impegnate su altri fronti legati alla qualità e alla “legalità”dell’offerta; ovvero: come non rimanere vittime dei controlli da parte di Nas, Ispettorato del lavoro, Polizia tributaria e chi più ne ha più ne metta. Il Comune di Otranto – città turistica per eccellenza, che vanta un’alta percentuale di imprese votate al terziario – suona la sveglia e chiama a raccolta professionisti, esperti e lavoratori. Il confronto, tenutosi nel centro don Tonino Bello, ha acceso i riflettori sull’accesso ispettivo sui luoghi di lavoro, sulle nuove tipologie contrattuali e i vantaggi per le imprese nell’operare in punta di legge. All’incontro sono intervenuti il sindaco, Luciano Cariddi; Giocondo Lippolis, direttore della direzione provinciale del lavoro di Lecce; Maria Sergi, funzionario D.P.L. di Lecce; Iunio Valerio Romano, responsabile Unità operativa di vigilanza ordinaria; e Maria Cristina Circhetta, consulente del lavoro.

Numerosi i punti trattati nel corso della lunga discussione: dal ruolo degli ispettori del lavoro (e più in genere delle forze dell’ordine) ai limiti che gli stessi non dovrebbero oltrepassare, fino ai loro obblighi nei confronti dell’ispezionato. Ma ci si è anche molto soffermati sulle nuove tipologie di contratti flessibili, sul lavoro minorile e sui “buoni lavoro”, strumenti per il lavoro occasionale previsti dalla legge Biagi.

Il dibattito ha portato alla luce diverse criticità. Una per tutte, quella sui doveri dei controllori e sui diritti dei controllati. Incorrere in una verifica da parte dei funzionari a volte è un trauma, altre – se effettuata nel pieno dell’attività lavorativa- è un vero e proprio incubo. Perché? Perché in molti casi gli imprenditori non sanno come comportarsi; di più: sentono di essere dalla parte del torto, a prescindere dalla loro reale situazione. Soffrono fortemente, insomma, la sudditanza psicologica nei confronti degli ispettori. A bloccarli, forse la scarsa conoscenze della normativa in vigore ma, molto più spesso, la paura che il loro lavoro venga sospeso, con conseguente perdita di immagine e introiti.

A volte, infatti, sentono di essere sottoposti a dei veri e propri raid. E’ il caso di un operatore che, intervenuto nel dibattito, ha raccontato con ironia la propria esperienza: “La Guardia di Finanza ha bloccato le uscite, mancavano solo le mitragliette, mentre gli ispettori del lavoro si sono nascosti dietro alle porte; mi sono spaventato e ora per evitare altri simili inconvenienti ho fatto installare le telecamere. Sono titolare di un azienda e in sette anni ho subito ben sei controlli…”.

Solo un caso limite? Agli operatori sarà utile sapere che ogni ispettore è obbligato a identificarsi; e che – è stato sottolineato – esiste uno strumento utile per abbassare la frequenza delle visite in azienda, il cosiddetto “verbale di primo accertamento” contenente tutti i dati sulle verifiche, le dichiarazioni dei dipendenti, le proprie, e – dulcis in fundo – le eventuali sanzioni. Servirà ad allentare tensioni e conflittualità? Gli addetti ai lavori dicono di sì. Intanto, c’è un solo modo per non soffrire il peso degli accertamenti: farsi trovare in regola.

Jenny De Cicco

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Gli immigrati a Manduria? “Niente vacanze a Otranto”. Prime disdette dei “lumbard”

I clandestini, che poi sono richiedenti asilo, che infine sono migranti, che scappano sotto la minaccia delle armi, sono coloro che il nostro mondo civilizzato ha deciso – da secoli – di ospitare e proteggere. Ma per alcuni turisti tutto ciò è sbagliato. Cartesio si rifugiò nei Paesi Bassi, Voltaire in Inghilterra, Hobbes in Francia, Mazzini in Inghilterra e gli esempi in tal senso potrebbero essere infiniti. Ma in questo mondo globalizzato artificialmente, i diritti e le distanze sono compressi allo stesso modo e tutto appare vicinissimo, così come tutto può essere ridiscusso e ridotto. Ecco come, per qualche migrante ospitato a Manduria, tutta la Puglia diventa invasa dai clandestini. La Puglia è lunga un terzo dell’Italia, ma tutto sembra vicino, e una intera regione diventa un unico luogo, indistinto. Oltretutto ospitare i migranti diventa una colpa che ricade su tutti i cittadini della regione e sul suo governatore. “Alla terza mail in poche ore non ho pensato più ad un caso isolato”, spiega infatti Enza da uno degli hotel di Otranto. Può sembrare incredibile, ma la semplice notizia che a duecento km da Otranto si ospitino dei migranti ha scatenato una serie di disdette che provocano stupore e incredulità. Certo non una grossa percentuale, né un vero problema, visto che qui abbiamo avuto il pieno di turisti anche quando ospitavamo migliaia di migranti albanesi e kosovari, però stupisce questo atteggiamento”. Il tenore delle mail, infatti, è simile ad una di esse riportata come esempio: “Gentile Signora, in riferimento alla Sua e-mail del 22 corr. Le comunico che ho cambiato programma di vacanze estive a causa dei clandestini sbarcati a Lampedusa che il vostro Governatore Vendola dice di accogliere in massa in Puglia. Avevamo intenzione di trascorrere la prima settimana di luglio presso l’Hotel Sierra di Selva di Fasano (BA) e poi scendere ad Otranto, ma l’evolversi della situazione non lo consiglia. Pertanto, con rammarico, Le disdico la prenotazione dal 9 al 16 Luglio 2011 e non le farò il bonifico. Mi dispiace G. P. – Monza”. Insomma, bombardare per motivi “umanitari” va bene per il Sig. G. P. di Monza (e per quelli che la pensano come lui), ma ospitare chi fugge sotto la minaccia delle armi no. “Forse converrebbe, al signore in questione, evitare del tutto le vacanze nelle città europee, perché piene di migranti, nel Mediterraneo e nei paesi del terzo mondo. Dovrebbe evitare anche il continente americano perché c’è il meltin’ pot. Inoltre”, replicano gli albergatori idruntini, “neanche a casa sua può stare tranquillo, visto che Monza, come tutte le città del Nord, è piena zeppa di immigrati da tutto il mondo”. Ma le mail stupiscono (e sono indicative di un clima esasperato) proprio perché indirizzate a operatori turistici di Otranto da parte di “lumbard”. Nella storia turistica di questa città, infatti, la “calata dei milanesi” iniziò negli anni ’70, capitanata da intellettuali e artisti come l’editore Vanni Scheiwiller e il pittore Vittorio Matino, che portarono qui la “Milano bene” che non ha mai abbandonato questo luogo di vacanze, neanche nella piena emergenza creata dal crollo dei regimi dei Paesi dell’Est. Insomma, ironicamente, un altro albergatore commenta che, forse, “a parte ricordarsi il dovere dell’accoglienza ai rifugiati, per il signor G.P. sarà meglio – invece che fare il bagno alle “Maldive del Salento”- prendere un po’ di fresco al Parco Lambro. Poi ci dica dove avrà incontrato più immigrati”.

Elio Paiano

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“Italia Wave”, a luglio a Lecce anche Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs e Jimmy Cliff

Sarà un giorno perfetto, anzi saranno quattro giornate perfette, quelle dedicate agli amanti della musica che seguiranno “Italia Wave” da quest’anno a Lecce, organizzato dalla fondazione “Arezzo Wave Italia” con il supporto di Regione Puglia, Puglia Sounds, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Camera di Commercio e la collaborazione dell’APT di Lecce. Si tratta di un evento capace di catalizzare attenzione generale grazie a nomi interessanti della musica internazionale, che saranno nel capoluogo salentino a far sentire la propria voce. Gli ospiti di Italia Wave, che si svolgerà dal 14 al 17 luglio, saranno quindi Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs, Jimmy Cliff, Sud Sound System e Verdena. Ma ancora le sorprese non sono finite: questi infatti sono solo i primi nomi in cartellone nella prestigiosa rassegna musicale, che si svolgerà su cinque palchi dove si alterneranno stelle del rock e talenti della scena internazionale, band emergenti e nuove scommesse. In altre parole, oltre cento eventi in quattro giorni, per un progetto che spazia dalla musica alle arti e dedicato a un pubblico curioso, giovane, europeo. Mentre la chiusura del 17 luglio sarà affidato alle band locali (tra cui alcune emergenti, per le quali si concluderanno i provini nei prossimi giorni), il 14 si esibiranno Sud Sound System e Jimmy Cliff, il 15 i Kaiser Chiefs e Paolo Nutini, il 16 Lou Reed e i Verdena. Non sarà la prima volta dell’ex leader dei Velvet Underground nel Salento, dove già fece tappa il suo tour qualche anno fa, precisamente a Otranto, ma c’è grande attesa per i suoi pezzi storici con la band di cui era anima insieme a John Cale, tra cui “Venus in furs”, “Sunday morning”, “Heroin”, “The murder mystery”, ma anche gli storici pezzi incisi da solista come “Perfect day”, “Walk on the wild side”, “Satellite of love”, tutti contenuti nel suo album cult “Transformer”. L’artista, molto discusso per i suoi testi dietro i quali si dice si nasconda l’ombra dell’eroina, è uno dei miti più importanti della storia del rock mondiale. Tra gli altri nomi interessanti spuntano anche i Kaiser Chiefs, per i quali questa sarà l’unica tappa in Italia: con una delle band del brit pop più amate, potremo cantare in coro la loro bellissima canzone d’amore “Ruby”, oltre ad alcuni capolavori come “The angry mob” e “Love is not a competition (but I’m winning)”.

Angela Leucci

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