Tag Archive | "Francesco Negro"

Silentium, il terzo album di Francesco Negro in anteprima al Teatro Paisiello


Silentium è il terzo album del Francesco Negro trio, la jazz band del pianista salentino che presenterà quest’ultimo lavoro mercoledì 30 novembre al teatro Paisiello di Lecce a partire dalle 21. Il giovane jazzista in questo progetto è accompagnato da due musicisti altrettanto validi nella scena musicale jazzistica salentina, ovvero il contrabbassista Igor Legari, che ha studiato contrabbasso e jazz presso la Scuola Popolare di Musica del Testaccio di Roma e si è laureato in Sociologia e Ricerca Sociale con una tesi sul mestiere dell’improvvisazione, ed Ermanno Baron alla batteria e alle percussioni, per la cui formazione sono state importanti, oltre allo studio propriamente detto, le numerose collaborazioni con artisti come Flavio Boltro, Ada Montellanico, Marcello Allulli, Gianluca Renzi, Daniele Tittarelli, Andy Gravish, Aldo Bassi, Paolo Porta, e così via. Francesco Negro a soli venticinque anni ha già una intensa attività alle spalle: a vent’anni ha registrato un album con il Quartetto Photinx mentre nel 2008, due anni dopo, il disco “Abbagli” (Philology), con brani composti dallo stesso Francesco e da Vincenzo Presta, Igor Legari e Alessandro Minetto. Nel 2009 si è laureato in Musica del ‘900 presso il conservatorio Refice di Frosinone e ha frequentato l’”International Jazz Master” presso la fondazione SienaJazz, che gli ha dato la possibilità di esibirsi con importanti artisti come Steve Kuhn, John Taylor, Steve Turré e Danilo Rea. Quest’anno ha ottenuto il premio assegnato ogni anno dal città di Maglie, “AuxesiaExcellence2011”. In occasione della presentazione del disco i pezzi verranno suonati in anteprima. Tra i titoli dei brani La mia Africa, una chiara affermazione di quanto Negro unisca il jazz alla musica classica e ai ritmi africani, che fanno parte dello studio del pianista. L’album è prodotto da Alfamusic e distribuito da Egea.

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Sipario sul Mercatino del Gusto: tutti d’accordo, un grande successo


Cala il sipario sulla dodicesima edizione del Mercatino del Gusto. Gli ultimi appuntamenti hanno registrato il tutto esaurito, tanta era la voglia del pubblico di testare le offerte enogastronomiche della rassegna. Aumentato infatti col passare dei giorni il numero dei turisti, spinti forse anche dal nobile intento di Slow Food “1000 orti in Africa”. Si tratta, come suggerisce il nome, di piccoli terreni coltivati che verranno creati in prossimità di scuole, zone urbane e rurali, e che mirano al raggiungimento dell’autonomia alimentare. Le masserie didattiche sono state tra le mete più apprezzate, con serate in cui veniva spiegato il work in progress dei vari prodotti, come quella in cui è stata raccontata la lavorazione che trasforma il latte in formaggio. Per lo stesso motivo riuscitissima è stata anche la sezione “Mani in pasta”, dove oltre a degli assaggi di qualità veniva anche spiegato come farla e come esaltarne il sapore nelle ricette. E a proposito di pasta, piatto forte della serata è stata l’ultima cena in villa dedicata ai sapori della valle d’Itria. Ottimi gli antipasti, dal capocollo di Martina Franca ai formaggi di Cisternino, per passare alle altre portate, con l’agnellone e altre carni arrosto a fare da portata principale. Il sottofondo musicale è stato a cura dell’associazione Bud Powell, che ha allietato per tutte e cinque le serate il pubblico. Ieri sera sul palco Martin Jacobsen al sassofono, Lionel Boccara alla batteria, Igor Legari al contrabbasso e Francesco Negro al piano. “Spero che eventi musicali come questo – dice Francesco Negro – rafforzino in vista dei prossimi anni il connubio tra musica, nella fattispecie jazz, e cucina, che penso sia un altro modo di intendere l’arte”. Riccardo Mele, fiduciario Slow Food di Brindisi, ha aperto la serata presentando la cena. Sulle serate precedenti ha tracciato un primo bilancio: “Interessante notare – ha detto – come gli stessi piatti abbiano una differente realizzazione, secondo il luogo in cui sono preparati. La risposta più convinta è venuta comunque dai turisti, che ci hanno detto di non aver mai visitato eventi simili in Italia per numero di prodotti tipici, cosa di cui sono convinto anch’io: è una manifestazione che non ha eguali in Italia”. Tra i fruitori della serata il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto. “Trovo che questo evento – ha spiegato il ministro a Otranto Oggi – sia una buona vetrina per il Salento e tutta la Puglia, un’iniziativa che dà lavoro a molte persone e che consente l’assaggio di prodotti tipici e l’arrivo di turisti.. E poi le occasioni per vivere questo Mercatino del Gusto migliorano e si ampliano di anno in anno: il risultato è eccellente”.

PAOLO MERENDA

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Il “silenzio jazz” di Francesco Negro, musicista, docente e un po’ filosofo


Francesco Negro è la sua musica, il suo piano. Il jazzista magliese, vincitore dell’“Italian Jazz Award” nella sezione esordienti, si impegna infatti quotidianamente nella diffusione del jazz tra gli appassionati, ma anche tra coloro che ancora non si sono accostati a questo genere musicale, attraverso l’attività che esercita insieme ai volontari dell’associazione “Bud Powell”: artefice di jam session che si tengono ogni due settimane all’Art Cafè di Maglie, della rassegna di concerti “Museo in jazz” insieme con lo staff del museo civico “Decio de Lorentiis”, monografie, guide all’ascolto, lezioni di musica d’insieme, visione di film sul jazz e molto altro. L’attività del circolo jazz è davvero instancabile, ma Francesco esercita anche la sua musica con la sua scuola di pianoforte “Silence”.

Come nasce la sua passione per il jazz?

“Con l’associazione “Thelonius Monk” (associazione magliese che ora ha chiuso i battenti, ndc), all’età di 15 anni, che mi ha dato la possibilità di crescere musicalmente e umanamente, perché ho avuto la possibilità di conoscere molti jazzisti, tra cui il mio primo maestro, Antonio Ferriero. Da lì sono entrato nel direttivo e ho partecipato come musicista e direttore artistico all’attività del circolo”.

Sono molti i ragazzi che si avvicinano al jazz?

“Sì, ma bisogna dar loro la possibilità di emergere. Nel Salento ci sono molti ragazzi che fanno jazz, ma bisogna dargli un adeguato sostegno”.

Ci sarà un festival come quello che la “Thelonius Monk” organizzava a Maglie?

“Sarebbe il sogno dell’associazione “Bud Powell”, quello di riuscire a organizzare una manifestazione del genere. Speriamo di riuscire a creare un dialogo più sistematico con le istituzioni e gli sponsor che ci danno la possibilità di realizzare le nostre attività”.

Come funziona la sua scuola, come avvengono le lezioni?

“C’è altro nella scuola, oltre al jazz. I corsi di musica d’insieme che si fanno nella mia scuola è perché è a disposizione dell’associazione, in quanto non abbiamo una sede associativa. Nella scuola sono titolare e docente, ma accanto al jazz insegniamo anche musica classica. L’attività va molto bene, ultimamente abbiamo organizzato una master class con Reggie Moore che ha soddisfatto studenti e sponsor, e ci spinge a desiderare di farne”.

Tra classica e jazz cosa preferisci?

“Non ho preferenze, c’è la musica buona e quella meno buona”.

Se potessi suonare con tre jazzisti scomparsi o non più in attività, con chi lo faresti?

“Dexter Gordon (sassofonista), Stan Getz (sassofonista), Chat Baker (trombettista)”.

Cos’è per te il jazz?

“Molti inquadrano il jazz come un genere musicale, ma è molto di più: è una cultura, un’energia che viene fuori da questa cultura, nata dai neri ma capace di influenzare anche la musica bianca. Il jazz è continua ricerca”.

Quant’è importante, anche nella musica, l’ironia? Ricordiamo quel pezzo sul silenzio di John Cage…

“Lì non si tratta di ironia, è semplicemente l’esecuzione di un pezzo di Cage, è un pensiero filosofico, è la filosofia del silenzio”.

E cos’è il silenzio?

“Il silenzio, in natura, non esiste, perché quando noi parliamo e poi stiamo zitti si sente altro. Ci può essere un silenzio di sottofondo che si sovrappone al silenzio che vogliamo ascoltare. Ascoltare il silenzio non è altro che ascoltare il silenzio del silenzio”.

Angela Leucci

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Le donne del Risorgimento: un incontro a Maglie


“Da mille a una”. Si intitola così il primo incontro del ciclo organizzato e promosso dalla commissione provinciale per le Pari Opportunità di Maglie presieduta dalla psicologa Maria Teresa Maglio. L’evento si inserisce nelle celebrazioni dedicate all’Unità d’Italia, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne nel Risorgimento: una su tutte Antonietta De Pace, la gallipolina che metteva a repentaglio la propria reputazione pur di servire la causa. Una donna d’altri tempi, devota a un ideale, che tuttavia da questo non trasse la notorietà che fu attribuita a uomini, in gran parte settentrionali, protagonisti dei moti risorgimentali. Questo il programma: alle 18, presso l’auditorium “Giovanni Cezzi”, sarà proiettato il documentario di Elio Scarciglia dedicato all’eroina. Verrà presentato in quel contesto uno spaccato storico a cura della docente dell’Università del Salento Rosanna Basso, mentre la performer Adele Maruccio leggerà un’ode scritta nel 1900 dal poeta Augusto Chiesa sulla benefattrice magliese Francesca Capece, in occasione dell’inaugurazione del monumento a lei dedicato. Il tutto accompagnato dalla voce del soprano Maria Luisa Lattante e dal pianista jazz Francesco Negro. L’evento si inserisce nel ciclo che prende il nome di “Donne d’Italia dalle radici ai frutti 1861-2011”. “Da mille a una” riguarderà il periodo storico che va dal 1861 al 1914; più avanti si terranno il secondo incontro “Donne in Arme”, sugli anni dal 1915 al 1948, e il terzo “Se non noi chi?” dal 1949 a oggi.

Angela Leucci

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