Cos’è l’essere diversi? Per molti è qualcosa di cui avere paura, per altri solo un modo per essere speciali. È proprio da quest’ultimo assunto che prende le mosse “MusicAbile”, progetto della Fidapa di Terra d’Otranto che per il settimo anno ha voluto unire ragazzi con diverse abilità a ragazzi normodotati attraverso i principi della musicoterapia. La scorsa domenica i ragazzi di MusicAbile, guidati da Adele Maruccio, Danila Canitano e Luigina Massaro, hanno messo in scena presso l’auditorium “Giovanni Cezzi” di Maglie lo spettacolo finale del progetto, che quest’anno prendeva il nome di “Officina di costrusuoni”, perché si è svolto attraverso la preparazione di strumenti a percussione con l’utilizzo di materiali di recupero. Lo spettacolo è stato in realtà una grande festa in cui ci sono stati anche sei simpatici fuoriprogramma, con questi ragazzi che sono una vera e propria forza della natura, e un delicato omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Peccato per la piccola gaffe di alcuni presenti che si sono alzati tenendo la mano sul cuore, mentre i ragazzi intonavano “Va’ pensiero”: peccato che l’inno nazionale sia ancora “Fratelli d’Italia”, al contrario di quello che vorrebbe la Lega, ma accade anche questo, quando la “diversità” distanzia di alcune lunghezze la “normalità”.
Non ci poteva essere una sorpresa migliore nel giorno triste in cui si commemora la morte di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia 19 anni fa. Lo scorso lunedì, infatti, nel corso del Consiglio comunale è stata approvata la proposta di protocollo antimafia, su istanza della consigliera Roberta Culiersi del gruppo “Per cambiare Maglie”. Sulla base del documento approvato, il municipio magliese estenderà le richieste delle verifiche antimafia anche a tutte le attività che hanno connessione con appalti comunali, in quanto assegnate in forma diversa, per le quali non è prevista alcuna forma di controllo in tema di antimafia. Il Comune, in qualità di stazione appaltante, acquisirà tutti i dati delle imprese partecipanti alle gare e delle eventuali imprese sub-contraenti. Qualora la Prefettura accerti elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa ed emetta una informativa ostativa, il Comune non procede alla stipula del contratto di appalto.
“Le organizzazioni criminali manifestano purtroppo una crescente tendenza a ramificare la propria presenza nel settore dei lavori pubblici – ha commentato Culiersi – La mafia che non spara è un pugile invisibile contro il quale è difficile combattere, prevedendone e scansandone i colpi. Per contrastarla e sottrarre la pubblica amministrazione al pericolo di infiltrazioni malavitose, è necessario un monitoraggio assiduo sul territorio e interventi preventivi preordinati a impedire eventuali propagazioni. Per questo, oggi, mi ritengo molto soddisfatta per l’approvazione all’unanimità del mio ordine del giorno sul protocollo antimafia, un atto importante nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci”.
I bambini delle scuole elementari tornano a elevare multe morali. Si ripete per il secondo anno la manifestazione organizzata dalla sezione di Maglie dell’associazione Familiari e vittime della strada presieduta da Eva Ruggeri. In pratica, domattina, gli alunni delle classi quarte della scuola elementare “Principe di Piemonte” circoleranno, accompagnati dai “Nonni civici”, per le vie della città: distribuiranno divertenti opuscoli sulla sicurezza dei pedoni ed eleveranno agli automobilisti indisciplinati una multa simbolica per invitarli al rispetto degli utenti deboli della strada. Saranno “contravvenzionati” con una multa sul parabrezza tutti coloro che occupano con i propri autoveicoli le zone destinate ai pedoni (strisce pedonali, marciapiedi, ecc.). Alla multa morale farà seguito una lettera con cui l’amministrazione comunale, che patrocina l’evento inviterà l’automobilista al rispetto del Codice della Strada. “Nessuna sanzione pecuniaria – spiega Ruggeri – ma una figuraccia con i bambini, ai quali noi adulti dovremmo dare il buon esempio, e una tirata d’orecchi per chi non rispetta gli utenti deboli. Ricordiamo che ogni anno in Italia vengono uccisi più di 600 pedoni e ne vengono feriti più di 20.000, ed è significativo che il 30% di essi perda la vita mentre attraversa sulle strisce”. Per insegnare ai bambini, futuri automobilisti, a diventare sin d’ora più rispettosi delle regole, inviteremo i bambini a scrivere le loro riflessioni sulla sicurezza stradale su un post-it da incollare su un sidecar d’epoca che sarà collocato in piazza Aldo Moro. “Con l’aiuto del vigile Salvatore Rizzo, spiegheremo ai bambini – prosegue – che anche i pedoni hanno diritti e doveri, gli illustreremo la segnaletica stradale e i pericoli connessi al traffico. Vogliamo che siano proprio i più piccoli a veicolare il messaggio agli adulti: sappiamo che la sollecitazione a un comportamento corretto fatta da un figlio al genitore vale più di mille contravvenzioni”.
L’ordine del giorno sulle edicole funerarie presentato da Città Libera in consiglio comunale è stato respinto, e ora i componenti del gruppo vogliono conoscere i motivi. La richiesta riguardava la regolamentazione, ritenua “iniqua” dai firmatari, delle nuove edicole funerarie che dovrebbero essere collocate al camposanto. Totò diceva che nella morte siamo tutti uguali, ma per Città Libera c’è qualcuno che è più uguale di altri. “L’ordine del giorno – spiega il capogruppo Antonio Giannuzzi – metteva in evidenza la violazione dei parametri contrattuali e finanziari da parte dell’impresa aggiudicataria e l’assoluta mancanza di rilievi da parte dell’amministrazione, con grave danno per i cittadini che hanno prenotato delle edicole a schiera. La maggioranza lo ha respinto, senza nemmeno entrare nel merito. Perché?”.
Per Città Libera il provvedimento adottato è iniquo. In una delibera del 2008 si autorizzava la costruzione delle edicole funerarie con determinati e precisi parametri su metratura e costo, fissato a 45mila euro per una concessione di 99 anni. Tuttavia, una nuova delibera dello scorso aprile portava il numero delle edicole da 18 a 21 e, naturalmente, ognuna doveva essere rimpicciolita per recuperare spazio. Così Città Libera ha chiesto che fosse abbassato il prezzo di concessione a 40mila euro, affinché si ripristinasse una certa equità tra costo e servizio offerto. La maggioranza però ha deciso di non accogliere la richiesta; mentre Città Libera, dopo la riunione dei capigruppo, deciderà se riportare in aula la questione.
Si è tenuta in questi giorni a Maglie la kermesse dal titolo “A un passo dall’Africa”, organizzata dal museo civico “Decio de Lorentiis” in collaborazione con associazioni ed enti quali la Provincia di Lecce. La manifestazione ricorreva per festeggiare la Giornata Internazionale dei Musei: l’idea di dedicare la serata all’Africa è venuta anche perché il museo ospita l’eredità morale, e non solo, dello scomparso Florio Santini. Centoventi reperti in bronzo, argento, avorio, legno e pietra, donati da Santini nel 2003, attraverso cui si dipana la storia di grandi regni del passato e di etnie oggi in parte scomparse, artefici di importanti e intense espressioni artistico-culturali che caratterizzarono, tra il XV e XIX secolo, ampie regioni dell’Africa nera, dalla Guinea al Senegal, alla Nigeria, al Congo, fino al Mali occidentale. Dopo l’intervento delle autorità (la vicepresidente della Provincia Simona Manca, il sindaco Antonio Fitto, il responsabile della comunità Agimi don Giuseppe Colavero, il direttore del museo provinciale Tonino Cassiano, il direttore del museo di Maglie Medica Assunta Orlando e il padre comboniano Gianni Capaccioni) si è dato vita a una vera e propria festa, in cui si sono susseguiti suoni da parte di più band provenienti dalla comunità africane a Lecce, in collaborazione con l’associazione jazz “Bud Powell”, poesie africane e una degustazione di piatti tipici. “Proporre la diversità – spiega il direttore Orlando – comporta lo sviluppo di un pensiero aperto, problematico e antidogmatico, in grado di operare i necessari distinguo e di sottolineare le differenze, ma nello stesso tempo di individuare anche elementi di connessione e di integrazione, in una prospettiva nuova della realtà di vita. Il museo, che intende farsi mediatore di interculturalità, deve basare pertanto le proprie azioni non più e non solo sulla divulgazione dei propri contenuti, bensì sullo sviluppo di un pensiero capace di decentrarsi, per potersi rivolgere verso altre culture con lo spirito della scoperta e della capacità di comprendere le differenze e le connessioni”.
Un ospite d’onore a Maglie per la conferenza stampa di presentazione del film “Diciannove e settantadue”. Com’è facilmente intuibile dal titolo, si tratta di Pietro Mennea, il primatista mondiale dei 200 metri e il vincitore di una medaglia d’oro nelle Olimpiadi di Mosca del 1980, intervenuto alla presentazione del film sulla sua vita, che sarà girato nel Salento e prodotto dalla “Sharoncinema” di Rita Surdo. Mennea, accompagnato dalle immagini di alcune delle sue performance sportive più importanti, ha raccontato anche episodi intimi della sua vita, per esempio quando da piccolo veniva fatto correre contro le auto come Porsche e Alfa Romeo, riuscendo a vincere sui cinquanta metri. “Ho sempre sperato quindi che una di queste case automobilistiche me ne regalasse una”, ha detto scherzando il grande atleta, uno dei più rappresentativi della storia sportiva d’Italia: ma forse per le case produttrici di automobili non sarebbe stata una bella pubblicità, un bambino che vince in velocità contro pistoni, cilindri e cavalli a tavoletta. Erano presenti alla conferenza stampa anche il sindaco di Maglie Antonio Fitto, l’assessore alla Pianificazione del territorio Franca Giannotti Sticchi – che sta mettendo a disposizione le location per girare il film – la produttrice Rita Surdo e il vicepresidente della Apulia Film Commission, che sta finanziando la realizzazione della pellicola, Gigi De Luca. “Siamo onorati di partecipare a questo progetto”, dice De Luca, “per due motivi: il progetto parla della Puglia e noi siamo impegnati a costruire nell’audiovisivo quella che io chiamo la nostra identità contemporanea, e un personaggio come Mennea ne fa parte a tutti gli effetti; il secondo motivo è che lo facciamo attraverso una casa di produzione pugliese, che testimonia come cambia l’economia pugliese avvalendosi di forze creative e di giovani imprenditori che decidono di investire in questo settore. È un fatto che ci inorgoglisce, perché dà senso al nostro lavoro e alla nostra missione”.
Focus del Pd di Maglie sulla situazione della zona artigianale: il quartiere ha infatti bisogno di evidenti cure, dice il Pd, così il gruppo consiliare composto da Raffaele Cesari, Sabrina Balena, Salvatore Moscagiuri e Antonio Tau ha presentato una richiesta di ordine del giorno, in vista del prossimo Consiglio comunale, per sollecitare interventi di bonifica ambientale e manutenzione della zona Pip. Si mira anche alla programmazione e realizzazione dell’intervento di allacciamento diretto della viabilità tra quella zona di Maglie e la statale 16.
La questione non è esattamente poco spinosa, perché rientra in un capitolo che sembra chiuso, per Maglie, quello sulla Copersalento; ma così non sarà, in realtà, finché le ombre sul funzionamento dello stabilimento non smetteranno di gravare sulla città. “Collocazione geografica, storia e tradizioni – dice infatti il capogruppo Pd Cesari – avrebbero potuto fare di Maglie un punto di riferimento territoriale nel settore della produzione artigiana, un polo di attrazione per imprese e investimenti. Ma questo non è accaduto per la mancanza di una programmazione efficace e di scelte strategiche lungimiranti da parte delle amministrazioni comunali. Si è scelto di investire nelle grandi opere pubbliche, i cui risultati fallimentari sono sotto gli occhi di tutti, piuttosto che offrire sostegno effettivo al mondo delle imprese e del lavoro attraverso servizi e strutture logistiche adeguati. Ancora oggi, purtroppo, nulla sembra cambiare”, prosegue Cesari. “Lo dimostrano le condizioni di degrado in cui si trova, nonostante le denunce e le sollecitazioni degli operatori economici, la zona artigianale posta alla periferia nord della città: discariche a cielo aperto in attesa di bonifica, pessima manutenzione dei luoghi e dei tragitti interni di percorrenza, mancata recinzione delle superfici non ancora fabbricate, assoluta assenza di collegamento dell’area con i fondamentali snodi viari”. Con l’ordine del giorno in questione, dunque, si mira a ottenere dal Comune di invertire questa tendenza, “per avviare da subito, di concerto con gli altri enti interessati, un percorso virtuoso diretto al potenziamento e allo sviluppo della zona artigianale, sinora pesantemente compromesso anche dalla contigua presenza dell’inceneritore Copersalento e dei suoi miasmi”. Anche se sulle discariche abusive – questo va detto – l’amministrazione comunale si è sempre dimostrata solerte e disponibile alla pulizia, e spesso anche all’individuazione dei responsabili degli scempi, poi regolarmente multati.
L’ambiente prima di tutto. Si parlerà di questo, inevitabilmente, nel prossimo Consiglio comunale a Maglie, anche perché la capogruppo di opposizione di “Per cambiare Maglie”, Roberta Culiersi, ha depositato delle richieste di ordine del giorno e delle interrogazioni che parlano proprio di questo: tra cui quella sulla questione del degrado nel quartiere Policarita. Nelle scorse settimane, la testata Belpaese aveva pubblicato alcune foto che ritraevano lo stato in cui versa quella zona, tra erbacce e discariche abusive: così Culiersi chiede pubblicamente le ragioni nel ritardo della pulizia, e a chi siano da attribuire le responsabilità.
La questione è nota: alcune zone del quartiere Policarita non esistevano ancora, all’epoca della stipula con il contratto con l’Mta, la società mista che a Maglie si occupa del verde, oltre che della raccolta differenziata e della gestione dei parcheggi a pagamento, per cui la pulizia avviene alla bisogna, in modo da non gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. Inoltre, per quanto riguarda le discariche abusive, la loro rimozione avviene su segnalazione dei cittadini, possibilmente cercando di individuare i colpevoli, come spesso l’amministrazione è riuscita a fare. C’è da immaginare tuttavia che il dibattito si infiammerà comunque, anche per i ritardi nella pubblicazione del catalogo PIA (Catalogo Pubblico Informazioni Ambientali), che avrebbe dovuto avere avvio il 31 marzo, per cui in un’altra interrogazione si chiede immediatamente la pubblicazione e la fruizione da parte dei cittadini a mezzo Ufficio per le Relazioni con il Pubblico. Inoltre Culiersi ha provveduto a due richieste d’ordine del giorno, una sulla “cicca selvaggia”, l’altra per regolamentare la distribuzione di volantini pubblicitari. Per quanto riguarda la prima richiesta d’ordine del giorno, si vuole mutuare la scelta che il capoluogo Lecce sta facendo in queste settimane, ossia sanzionare chi sporca la città abbandonando ovunque le cicche di sigaretta: se l’ordine del giorno dovesse passare, gli esercenti di locali pubblici dovranno dotarsi tutti di appositi posacenere al di fuori del locale, augurandosi che, magari attraverso le sanzioni, i cittadini recepiscano il messaggio. Di pulizia si parla anche nella richiesta d’ordine del giorno relativa alla regolamentazione del volantinaggio, che secondo Culiersi deve avvenire come il normale porta-a-porta, ossia attraverso la consegna nelle cassette postali e non in quelle comuni deputate alla pubblicità: un regolamento del genere dovrà essere vagliato attentamente, perché alcuni condomini hanno le cassette interne e la questione potrebbe non essere visto di buon occhio, a causa degli evidenti problemi che l’introduzione di estranei in una proprietà privata potrebbe comportare. Ma non si parlerà solo di ambiente in Consiglio comunale, dato che Culiersi ha chiesto anche la sottoscrizione di un protocollo contro l’infiltrazione mafiosa nei contratti di lavoro, come da informativa del Ministero per l’Interno: un punto sul quale c’è buon motivo di pensare che potrebbe passare all’unanimità.
Una bomba scoppiata in tarda serata ha riportato il problema sotto i riflettori. Cosa si può fare per le periferie a Maglie? Una questione annosa, scoppiata per la verità nel 1998, quando un gruppo di ragazzi, forse per noia, distrusse i lampioni presso Parco della Rimembranza a pietrate. Ci fu anche un’incursione al cimitero qualche tempo più tardi, probabilmente da parte di un altro gruppo. Allora come oggi, ci si domanda: siamo al sicuro? Si tratta di casi isolati, così questa potrebbe sembrare una domanda retorica e in parte lo è. Ma come rendere più sicura una città in cui i problemi di vandalismo e microcriminalità sono fatti sporadici, e le forze dell’ordine sono spesso in giro a fare il proprio dovere in diverse pattuglie, specialmente nelle ore notturne? La risposta è semplice: creando occasioni di svago per i più giovani. Un luogo molto animato non può essere mai attaccato con troppa facilità. Alcune zone sono abbastanza “coperte” in questo modo, data la presenza di locali come pizzerie, bar e pub, che a Maglie sono circa 25, anche se non proprio tutti restano aperti la sera o almeno tutte le sere. Una recente inchiesta della Gazzetta del Mezzogiorno ha evidenziato come i giovani magliesi in età adolescenziale chiedano maggiori stimoli, in termini di eventi e manifestazioni da parte delle associazioni che sembrano a volte precluse per ragioni meramente di interessi, e dall’amministrazione comunale. Il Comune, per bocca dell’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, aveva d’altronde spiegato come in passato si sia cercato di coinvolgere i ragazzi, ma si era trattato di progetti che non avevano riscosso un gran successo, benché l’offerta culturale della città sia sempre un punto fermo, a suo avviso. Le zone che andrebbero comunque animate maggiormente sono proprio le periferie, che peraltro possiedono anche strutture adatte a prestarsi a quest’uso, da Parco della Rimembranza all’anfiteatro di piazza Bachelet, per non parlare delle “villette” minori di cui è disseminata la periferia magliese. Uno stimolo ulteriore potrebbe venire dall’associazionismo, che magari con il volontariato e l’apporto delle consulte (che funzionano molto bene) potrebbero più efficacemente farsi portavoce di queste istanze presso l’amministrazione comunale.
Un boato nella notte risveglia Maglie dal sonno: una bomba carta esplode in via Ingravalle, una strada quasi all’estrema periferia nord del centro abitato, distruggendo l’Audi di un ragazzo di Cursi che era nella vicina scuola di ballo. L’esplosione è avvenuta alle 23 circa, richiamando l’attenzione delle forze dell’ordine tra cui i carabinieri, ma anche vigili del fuoco e artificieri. Adesso toccherà agli inquirenti il compito più arduo: scoprire se quell’auto fosse il vero obiettivo o se si sia trattato solo di casualità.
Molte le ipotesi e i dubbi, ma quello che rimane è la paura provata da un centro tranquillo, in una periferia residenziale, dove il massimo accaduto negli ultimi vent’anni, da quando esiste il quartiere, è stato nei mesi scorsi il furto di carburante dalle auto. Anche di bombe, a Maglie, non se ne vedevano da tempo: un’altra bomba carta era esplosa durante un concerto di Pino Zimba nel 2005 presso la zona 167, nel corso della campagna elettorale per Nichi Vendola alle regionali di quell’anno. Per trovare altre bombe a Maglie si deve andare molto indietro nel tempo, agli anni ’90. E come accade in un borgo tranquillo, dove non solo la vita umana ma anche i beni di proprietà sono valori imprescindibili, e il crimine non è affatto un dato da aggiornare quotidianamente, è normale che le persone siano scosse. La questione sulla sicurezza delle periferie però viene aperta da questi accadimenti: Maglie, dopo la chiusura dei negozi, diventa quasi una città-fantasma, soprattutto nei quartieri lontani dal centro, nonostante lo spiegamento di forze dell’ordine sia per la verità capillare ogni sera e in più punti della città, in particolare per i controlli relativi all’alcool test. L’impegno delle forze dell’ordine è ineccepibile, ma esistono a quanto pare delle zona d’ombra. E adesso ci si chiede, inevitabilmente: siamo davvero al sicuro? Solo quello che stabiliranno gli inquirenti darà la risposta a questa domanda.
San Nicola è alle porte. La festa del santo patrono di Maglie arriverà infatti tra qualche giorno, e più precisamente l’8 e 9 maggio, con regolare programma che prevede festeggiamenti civili e religiosi. Per due giorni le bande di Ruffano, Squinzano e Lecce si esibiranno all’interno della cassarmonica allestita con le altre luminarie dalla ditta De Cagna, e quest’anno ci sarà un concerto per nostalgici della cantante locale Cinzia Corrado, che si esibisce con una cover band di Vasco Rossi. Caratteristica è in particolare, per quanto riguarda i festeggiamenti religiosi, la processione con la statua del santo per le vie della città, domenica 8 maggio alle 19: benché san Nicola sia il patrono della città, la sua processione è quella più corta, se paragonata a quelle maggiormente sentite del Venerdì Santo e dei Santi Medici. Si tratta comunque di una processione molto suggestiva, dato che porta per le strade una pregevole statua in cartapesta di san Nicola scolpita da Luigi Guacci, abbigliata secondo l’epoca. San Nicola, tuttavia, sembra essere per Maglie un grande interrogativo, tanto da essere diventata una festa proverbiale persino sul social network Facebook: nella fanpage “Solo a Maglie”, infatti, si legge in un link “A San Nicola più forestieri che magliesi”. Pare proprio che i magliesi, infatti, non siano troppo legati al loro santo patrono, soprattutto se confrontati con il fervore che accompagna la vicina Scorrano con la sua patrona Santa Domenica, ogni anno festeggiata giustamente in pompa magna. Nell’immaginario collettivo, infatti, il magliese è disinteressato e caratterizzato da una sorta di aplomb inglese, di indifferenza proverbiale a tutto ciò che accade, persino le cose più importanti. Tanto che anche per quanto riguarda lo spettacolo pirotecnico, la tanto agognata seconda batteria di fuochi d’artificio, neppure quest’anno ci sarà: l’anno scorso era persino nato un gruppo per sostenere l’attività degli uomini del comitato festa. Ma i pregiudizi, si sa, sono duri a morire, e alla fine dei conti sembra solo un luogo comune che i magliesi non siano affezionati al loro santo. Soprattutto le ragazze nubili, di cui san Nicola a Maglie è protettore: si narra infatti che il vescovo di Myra donò di nascosto, a tre sorelle che non avevano la dote per sposarsi e stavano per essere avviate alla prostituzione, tre sacchi di monete d’oro.
Un “legal thriller” in salsa salentina. Sarà presentato il prossimo 14 maggio alle 19, presso l’aula magna “Nicola De Donno” del liceo classico “Francesca Capece” di Maglie – a cura della docente Lina Leone – l’opera prima di Maria Serena Camboa, “L’Avvocato del Re”. Si tratta di un romanzo che percorre la storia professionale di un giovane avvocato leccese alle prese con un omicidio cui sembrerebbe non essere estraneo certo affarismo politico. “Non sono certo intuito e ambizione a mancare – come spiega la nota alla stampa di “Lupo Editore”, la casa editrice che ha pubblicato il volume – a Martina Borghesi, giovane avvocato del foro leccese segnato da una traumatica esperienza che la lega contraddittoriamente al brillante Teodorico Fuortes. Quando la bellissima Cinzia viene trovata cadavere nella fangosa campagna salentina, a essere accusato del delitto è il fidanzato Giacomo, perfetto capro espiatorio. Chiamata ad assisterlo da Fuortes, Martina scopre presto che nulla è come sembra: oscure ingerenze viziano le indagini, mentre un’accesa campagna elettorale suscita inimicizie e sospetti incrociati. L’avvocato viene a conoscenza di scottanti risvolti della vita locale che la guidano verso una verità terribile e devastante. Un legal thriller all’italiana, scritto con dovizia da Maria Serena Camboa, in cui si intrecciano giochi di potere, introspezioni psicologiche, cinico arrivismo e il sogno del grande amore”. L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco Maglie Unpli e da “Lupo Editore”, ed è patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Maglie.
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