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Trenitalia, Vendola e il Lecce-Foggia pieno di liquami


Sembra senza fine la questione Trenitalia. Nichi Vendola ha scritto a Mario Monti, affinché lo “stato si riappropri della programmazione”, come reca la missiva che giunge in seguito alla protesta del manifesto sulla balconata della Regione.

Intanto la politica pugliese, seppur unita nell’obiettivo del ripristino dei normali servizi ferroviari, si divide sulle modalità della protesta e denuncia l’ennesimo treno invaso dai liquami.

Vedola afferma nella lettera: “Il governo Monti deve farsi carico della questione legata ai trasporti di Trenitalia in Puglia e alla dotazione infrastrutturale ferroviaria. Ci attendiamo in tempi brevi il ripristino di un decoroso servizio notturno a prezzi comparabili con quelli antecedenti il cambio orario, il ripristino dei collegamenti giornalieri su Roma da Bari e Taranto e il ripristino, senza rottura di carico, dei collegamenti notturni sull’adriatica.

Per l’offerta diurna dei treni ci attendiamo invece il ripristino del livello di offerta dei treni Eurostar sulla direttrice Lecce-Bari-Roma esistente meno di due anni fa e cioè cinque coppie di treni Eurostar”.

La lunga e dettagliata lettera è stata corredata d’informazioni specifiche sullo stato dell’arte dei trasporti e delle infrastrutture in Puglia.

Vendola ha anche evidenziato nella lettera “come nel corso dell’ultimo decennio, lo stato abbia impropriamente delegato le funzioni del proprietario al gruppo Fs, il quale, con le risorse finanziarie di tutti i cittadini italiani ha privilegiato i massicci e consistenti investimenti infrastrutturali verso il territorio del Nord Italia e lungo la dorsale tirrenica (sino a Napoli) a scapito della dorsale adriatica, del Centro-Sud Italia, delle Isole.

Vendola ha affermato che il “colpo mortale è stato inferto al servizio notturno da Trenitalia con l’ultimo cambio dell’orario”, chiedendo contestualmente che “lo stato ora rimetta celermente in riga, e nelle forme dovute, il servizio di trasporto pretendendo dal management comportamenti uniformati a una più sana gestione industriale”.

Salvatore Greco de La Puglia Prima di Tutto invece ritiene “che con i soldi sprecati per questa inutile campagna pubblicitaria si sarebbe potuto acquistare un treno intero”. È ironico il commento del coordinatore regionale che ha presentato una interrogazione per sapere “quanto è costata, come è motivata e quale è l’utilità della campagna di affissione di centinaia di cartelloni 6 metri per 3 con la scritta: la Puglia non è un binario morto.

Il destinatario dell’azione di Vendola dovrebbe essere Trenitalia e il governo nazionale, non certo chi vive in Puglia. I pugliesi sono stanchi dei suoi giochi di parole, vorrebbero fatti, cioè servizi efficienti, tariffe basse, investimenti, risorse in favore di famiglie e imprese, a sostegno dell’occupazione di giovani e donne.

Perché Vendola preferisce invece sprecare i soldi così?”.

Intanto i consiglieri regionali salentini del centrodestra, tra i quali Rocco Palese, denunciano l’ennesimo episodio su un treno regionale, il Lecce Foggia invaso dai liquami, per rivolgere un appello al presidente Vendola affinché faccia sentire con forza la voce unica della Puglia a Roma col governo Monti e con Trenitalia. “E’ vergognoso – dicono – che in Puglia arrivino pochi treni, con tariffe più care e pure invasi dai liquami, tanto che una ispezione della Asl ha decretato l’emergenza sanitaria e stabilito che il treno era impraticabile. Le proteste, le rivendicazioni, le rivolte sono il minimo che la popolazione pugliese e meridionale può mettere in atto, ma ciò che occorre è che le istituzioni facciano la loro parte”.

Jenny De Cicco

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I tagli di TrenItalia e lo striscione di Vendola


Nichi Vendola manifesta contro i tagli ai collegamenti ferroviari e lo fa esponendo uno striscione dalla sede regionale: “La Puglia non è un binario morto. Ridateci i treni”. Vendola lo ha esposto sulla propria balconata ieri, riprendendo a suo modo l’iniziativa della provincia di Brindisi di alcune settimane. Un modo civile d’esprimere il dissenso nei confronti delle politiche di TrenItalia, che ha ricevuto solidarietà e sostegno al presidente regionale da tutti i gruppi politici del consiglio regionale. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione esprime la propria felicità per la protesta sempre più condivisa. “Una battaglia che sta valicando i limiti territoriali – sostiene De Leonardis – Uno degli effetti più devastanti delle scelte di Trenitalia è quello inaccettabile di isolare il Nord dal Sud Italia, con una serie di tagli dei collegamenti notturni, costringendo i passeggeri in particolare dei ceti meno abbienti a viaggi indecorosi con un paradossale aumento dei disagi e non solo del prezzo dei biglietti. Tutto questo mentre i tagli sarebbero motivati e giustificati da una domanda inferiore alle aspettative, come dire: la beffa oltre al danno”. Mentre il vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano chiosa – “Ci saremmo aspettati investimenti, il rafforzamento di tutte le linee verso il Nord e le altre principali città del Meridione, un progetto per l’alta velocità lungo la linea Adriatica e sulla tratta per Napoli, nuovi servizi, a partire dal treno più auto e dai vagoni letto, che invece sono ridotti all’osso e limitati a pochi mesi – estivi – dell’anno e solo verso un paio di città del Nord. E invece Trenitalia decide non solo di sopprimere molti convogli notturni a lunga percorrenza, ma potrebbe decidere anche di aumentare il costo del biglietto che colpirebbe ancora una volta i viaggiatori del Sud”. Anche il consigliere regionale Pdl, Arnaldo Sala non usa toni gentili nei confronti dei vertici TrenItalia: “Rimango basito dall’atteggiamento assunto dall’amministratore delegato di Trenitalia, Mario Moretti che, quale ex segretario generale della Filt-Cgil, conosce molto bene il settore ferroviario che – è bene ricordarlo – dirige da tempo: nel 2001 il governo Amato targato Ulivo lo nominò amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, e poi nel 2006 il governo Prodi lo nominò amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Si tratta, dunque, di un manager pubblico. Ora, all’improvviso, questo capace uomo d’impresa è stato colto da schizofrenia imprenditoriale. Con un eclettismo degno dell’oratoria di Cicerone, a secondo dei casi fa dichiarazioni sia da manager pubblico di un’azienda che necessita di finanziamenti statali, sia da manager privato che guida un’azienda che si deve misurare con la concorrenza e il mercato. Ieri ha dichiarato che dei 400 treni a lunga percorrenza gestiti da Trenitalia, 100 sono in perdita e i loro costi sono necessariamente coperti con finanziamenti statali e grazie agli utili generati dagli altri 300 treni in attivo. Inoltre, Moretti afferma che, dovendosi misurare a breve con la concorrenza di altri operatori ferroviari, Ntv in primis, tali utili si ridurranno e sarà così costretto a tagliare ulteriori collegamenti ferroviari in perdita. Mario Moretti deve decidere che vuole fare da grande”.

Jenny De Cicco

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Polemiche ad alta velocità per TrenItalia


TrenItalia lancia on line il nuovo spot per promuovere l’alta velocità, gli internauti reagiscono con un aspra polemica. Lo spot che Trenitalia ha utilizzato per il lancio delle tratte ad alta velocità è stato definito classista e razzista a causa del contenuto e delle immagini, TrenItalia ha dovuto ritirare la pubblicità.

Sulla questione è intervenuto l’onorevole Ugo Lisi.

Nel video si spiega che sui nuovi treni ad alta velocità ci saranno carrozze a quattro divisioni – un modo elegante per definire le vecchie classi – executive, business, premium e standard. Sedili in pelle e Vissani come chef e servizio al tavolo per gli eleganti manager della Executive, mentre alla classe standard non è permesso neanche l’accesso ai corridoi o ai bagni delle prime tre divisioni.

La scelta delle immagini ha turbato notevolmente il web. A rappresentare la classe Standard una famiglia d’immigrati.

Va da sé, ora è la protesta a viaggiare su binari ad alta velocità.

Sulla vicenda è intervenuto onorevole pugliese del Pdl Ugo Lisi: “E’ da condividere e sostenere a tutti gli effetti la reazione univoca di contestazione che ha destato in ciascuno di noi il nuovo spot di Trenitalia che ormai, oltre a sbagliare politica dei trasporti sul territorio nazionale, dimostra di non brillare nemmeno dal punto di vista della comunicazione. L’immagine classista, per non dire altro, che trasmette quello spot, quasi che adesso si debba viaggiare in compartimenti stagno in cui la dichiarazione dei redditi o il colore della pelle possano essere discrimine di selezione”.

Intanto oltre alla protesta per via telematica è previsto un incontro tra Nichi Vendola e Mario Monti, Premier del Governo Tecnico, al fine di far fare inversione di marcia a TrenItalia sulle scelte attuate per il Sud Italia che a causa dei ritocchi alle tratte di collegamento con il Nord si vede tagliato fuori dal resto del Paese.

Jenny De Cicco

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Il 17 gennaio vertice Monti-Vendola sulla vicenda TrenItalia


Il presidente della regione Puglia promuove un incontro il prossimo 17 gennaio tra le regioni del Sud e il premier Mario Monti per risolvere il problema dei collegamenti ferroviari.

Nei giorni scorsi si è svolto presso il Cineporto di Bari l’incontro voluto da Nichi Vendola, su i tagli effettuati da Trenitalia, presenti i politici e le associazioni pugliesi. “Un incontro per coordinare la rivolta della Puglia contro un atto di violenza”- ha dichiarato Vendola – “Il 17 gennaio, incontrerò Monti, assieme ai Governatori delle Regioni del Sud”. Il governatore ha sottolineato l’inadeguatezza dei mezzi, che fino a ora hanno rappresentato un modo per deprimere la domanda e sopprimere l’offerta.

“Non ci siamo mai atteggiati ai leghisti del Sud ma ci sentiamo italiani e siamo pronti a finanziare i collegamenti , vogliamo implementare il resto del mondo a raggiungere la Puglia”.

Il governatore pugliese ha presentato l’avvocato Antonio Pinto dell’Associazione dei Consumatori impegnato in un’azione di diffida contro Trenitalia, per il peggioramento delle condizioni dei cittadini, presenterà un esposto all’Antitrust sull’aumento dei prezzi e per pratica commerciale scorretta, la nuova organizzazione prevede 4 livelli che sostituiscono le precedenti classi (prima e seconda), è necessaria l’istituzione di un numero verde (800661834) dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13 per i reclami e le denunce al fine di attivare le azioni di risarcimento danni.

La battaglia è bipartisan e a sostegno a Vendola arriva da Rocco Palese, capogruppo Pdl, che sottolinea: “L’incontro promosso dal Presidente sulla situazione dei trasporti ha avuto una valenza simbolica, oltre che di merito e deve essere d’esempio alla delegazione parlamentare della Puglia e del Mezzogiorno, perché si alzi una voce sola dai nostri territori per rivendicare ciò che ci spetta. E’ chiaro che se le proteste dei cittadini sono tante, non è possibile e non è vero che i treni sono vuoti”.

Proteste anche dall’associazione pugliese dei consumatori Adoc che evidenzia le disparità di trattamento tra il Sud e il Nord: “E’ accettabile che per una tratta che comporta 40 km in meno, circa, un cittadino di Bologna può raggiunge Roma due ore prima di uno da Bari?

E’ vero che il cittadino di Bologna dovrà pagare 8 euro in più per il biglietto, ma in questo caso va calcolata la differenza dei comfort tra un freccia rossa e al massimo un freccia argento”. Da qui la necessità di diffidare la società per valutare l’apertura di un’azione collettiva nei confronti dell’azienda, che deve dimostrare di aver provveduto ad applicare il comma 461 dell’articolo 2 legge 244/2007 (finanziaria 2008), sul coinvolgimento e la partecipazione attiva delle associazioni e dei cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard dei servizi”.

“Trenitalia ci ha proprio stufato”, dichiara Peppino Longo dell’Udc da mesi protesta per le decisioni delle Ferrovie dello Stato.

Per il consigliere Massimo Cassano del Pdl la causa dei problemi ai trasporti pugliesi è “la mancanza di quella politica del fare che è stata il collegamento tra i palazzi romani e le esigenze del territorio, in Puglia è collegata a Raffaele Fitto e all’instancabile opera – quando era ministro della Repubblica – a favore dello sviluppo della sua Terra”.

Jenny De Cicco

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Nuovo orario Trenitalia, nuovo anno per i pendolari


Dopo le vivaci proteste pugliesi del mondo politico e anche civile, Trenitalia risponde con una coppia di treni in più sulla tratta Bari-Milano, non diserta la tratta la Taranto-Milano e per i clienti pugliesi in transito dal nodo hub di Bologna sul servizio Alta Velocità verranno applicate tariffe “particolarmente agevolate”.

La risposta è arrivata direttamente dall’azienda di trasporti qualche giorno fa. Basteranno i nuovi orari per calmare gli animi infervoriti dei clienti pugliesi e meridionali di TrenItalia?

Intanto Vincezo Soprano, amministratore delegato dell’azienda di trasporti, riscontrando la nota in cui il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna sollecitava impegni sui servizi ferroviari da e per la Puglia, fa sapere dal Gruppo Ferrovie quale sia la “situazione alla luce delle modifiche adottate con l’orario in vigore dall’11 dicembre”.

Per i servizi a mercato, quelli che Trenitalia esercita “a rischio d’impresa, senza risorse pubbliche, i collegamenti Frecciabianca col Centro-Nord sono stati velocizzati e implementati”. Oggi impiegano mediamente 20 minuti in meno tra Bari e Milano ed è stata aggiunta un’ulteriore coppia di treni su Milano” informa Soprano, che conferma la coppia di Frecciabianca Taranto-Milano e viceversa.

Trenitalia assicura inoltre collegamenti finanziati dal Contratto di Servizio con lo Stato, sui quali anche nel 2011 hanno continuato a incidere forti perdite, per effetto del calo della domanda. “In assenza di fondi pubblici aggiuntivi – fa rilevare l’amministratore delegato, nella rimodulazione dei collegamenti realizzata sulla base delle indicazioni del Ministero – il nuovo orario ha attestato su Bologna Intercity Giorno e Notte che percorrono la direttrice adriatica da Nord a Sud e viceversa, in rete con molteplici soluzioni d’interscambio per raggiungere le destinazioni finali, specie con treni ad Alta Velocità”. Per la clientela pugliese sono state previste tariffe particolarmente agevolate, per l’uso degli Av in partenza o arrivo a Bologna.

Il programma di rimodulazione limita al solo fine settimana l’Intercity Notte Lecce-Roma in andata e ritorno e prevede però la soppressione della coppia di Intercity Notte Milano-Bari-Reggio Calabria, che facevano registrare “indici di frequentazione estremamente bassi”, si legge nella risposta dell’ad Soprano.

Intanto un nuovo anno si prospetta ai pendolari pugliesi.

Jenny De Cicco

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Disagi sul Bologna-Lecce, interviene Saverio Congedo


TrenItalia, ancora disagi per i pendolari.

Si esprime anche Saverio Congedo, consigliere regionale del Pdl, sulla vicenda che ha colpito lo scorso giovedì i pendolari di Natale. I viaggiatori del treno Intercity 751 Bologna-Lecce dello scorso giovedì sono stati protagonisti del disservizio del mezzo, poiché per poter viaggiare hanno dovuto pagare una sovrattassa, fino a 100 euro in più per coloro che erano diretti a Lecce, mentre il normale costo del biglietto per la tratta è di 50 euro – senza ottenere una sistemazione degna, infatti, sono stati costretti a rimanere in piedi per tutto il viaggio.

“Apprendo e leggo – dice Saverio Congedo – di trattamenti subumani e al tempo stesso vessatori riservati ai viaggiatori notturni delle Ferrovie dello Stato da Nord verso il Salento e la Puglia proprio nei giorni precedenti il Natale. Costretti ad ammassarsi in piedi ed al freddo per tutto il tragitto, sono stati anche multati con conseguente raddoppio del costo del viaggio nonostante condizioni non molto dissimili da vere e proprie deportazioni.

Non solo, sui nostri pendolari incombono i noti tagli ai convogli notturni, che li costringeranno a cambiar treno a Bologna, con disagi particolarmente pesanti per alcune categorie di viaggiatori, quali ad esempio anziani e famiglie con bambini che dovranno trascinarsi dietro in tali trasbordi i loro pesanti bagagli. Come se non bastasse, i prezzi dei biglietti sono aumentati e gli impegni a mitigare tali aumenti tardano a concretizzarsi.

Mentre si continua a festeggiare il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, dobbiamo registrare la lacerazione anche fisica di tale unità ed il pericolo isolamento ferroviario da e per il Salento e la Puglia. Questa scellerata politica di Trenitalia va contrastata con estrema decisione in tutte le sedi e da tutte le istituzioni locali, a cominciare dal Governo regionale dal quale è lecito aspettarsi un’iniziativa rapida e concreta a difesa delle ragioni di un territorio sempre più marginalizzato”.

Jenny De Cicco

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TrenItalia e il gioco delle tre carte


Con il Natale continuano i problemi per i pendolari.

Tagli a collegamenti, prezzi aumentati poi riabbassati non sembrano essere un buon presente per i clienti di TrenItalia.

“Temo che da Trenitalia vogliano fare i furbetti – dice Peppino Longo dell’Udc regionale – annunciano il passo indietro sulle tariffe ma il provvedimento non viene applicato o viene applicato in parte. E intanto, sono numerosi i viaggiatori che in queste festività natalizie sono costretti a utilizzare i treni e che stanno pagando il biglietto con l’aumento del 63 per cento. Sono migliaia i pugliesi che risiedono fuori regione e che torneranno a casa per le prossime festività natalizie. E sono anche tanti quelli che hanno già acquistato i biglietti con le tariffe aumentate: sono numerose, infatti, le segnalazioni che mi sono giunte e di questo ne sono molto rammaricato. Trenitalia non può continuare a fare il gioco delle tre carte e deve dare precise indicazioni alle proprie strutture sul territorio. Al momento è tutto quanto nebuloso e i poveri utenti, in un periodo così economicamente difficile, non hanno la possibilità di sapere se la spesa è alla portata delle loro tasche.

Ma queste sono ore importanti anche per il trasporto locale visto che domani, mercoledì, è fissato l’incontro tra governo e regioni al ministero dell’Economia. L’assessore Minervini porti con sé nella valigia tutta l’indignazione dei pugliesi che si sentono trattati come cittadini di serie B. La Puglia ha bisogno di ulteriori fondi per il trasporto locale: non abbiamo voglia di restare appiedati” Sulla vicenda torna anche il consigliere Giovanni Epifani del Pd, che ha presentato una interrogazione al presidente Vendola ed all’assessore Minervini per chiedere notizie sulla cosiddetta “stangata sui biglietti dei treni”. In particolare Epifani sottolinea che “Trenitalia dopo aver tagliato i collegamenti e provocato disagi a tutti gli utenti pugliesi, ha aggiunto, per la Puglia, aumenti delle tariffe nonché la soppressione di treni diretti verso il Nord. L’auspicio di intraprendere qualsiasi iniziativa politica e amministrativa volta alla creazione di un tavolo con Trenitalia per rivedere, rendendole meno vessatorie e penalizzanti, le nuove misure tariffarie anche alla luce del fatto che la stessa è azienda a totale capitale pubblico finanziato dai proventi delle tasse pagate alla stessa maniera e nella stessa misura dai cittadini del Nord e del Sud”.

Jenny De Cicco

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TrenItalia abbassa i prezzi ma solo sulla carta


TrenItalia fa un passo in dietro sugli aumenti delle tariffe dei i propri servizi, ma non informa i propri operatori telefonici, che continuano ad applicarle maggiorate.

Così commenta Onofrio Introna: “Le strutture di Trenitalia continuano ad applicare le tariffe incrementate del 63%”. Il consiglio regionale pugliese vuole chiarezza e il presidente dell’assemblea, Introna, la chiede direttamente all’amministratore delegato, Mauro Moretti.

“Gli incrementi annunciati, prima applicati poi in parte ritoccati dopo le proteste, hanno creato confusione a tutti i livelli, che ha contagiato i servizi dello stesso ente Ferrovie nazionale. Gli utenti del servizio, particolarmente essenziale come ogni anno in occasione delle festività natalizie, hanno difficoltà ad accedere a informazioni essenziali sul costo dei biglietti – continua Introna – Chi viaggia avrebbe il diritto di conoscere in anticipo il costo del titolo di trasporto, ma così non è per i passeggeri che si rivolgono al call center di Trenitalia, che continua ad adottare le tariffe così considerevolmente aumentate. E per chi ha prenotato in congruo anticipo, quale sarà l’importo del biglietto e sulla base di quale criterio temporale o tariffario andrebbe calcolato?”.

Queste le domande che il presidente del consiglio regionale rivolge a mezzo stampa a Moretti, al quale ha già inoltrato una nota ufficiale nel fine settimana, come annunciato su mandato della conferenza dei capigruppo consiliari, Introna è intervenuto presso il ministro dei trasporti Corrado Passera e Moretti per “difendere le esigenze del trasporto passeggeri su rotaie”. Nella lettera inviata spiega ha “espresso la forte preoccupazione dell’intera assemblea per le scelte che rendono più difficili i collegamenti ferroviari da e per la Puglia. A fronte dell’aumento consistente delle tariffe e in aggiunta alla soppressione di fermate che penalizza utenti e pendolari, Trenitalia ha previsto tagli di corse e treni, fondamentali invece per assicurare condizioni minime di sviluppo economico ad un territorio meridionale come quello pugliese, lontano dai principali nodi di traffico nazionali, a causa della conformazione geografica della penisola” Si esprime sulla questione anche l’onorevole salentina Teresa Bellanova, che sul proprio profilo Facebook riferisce contrariata: “Leggo che Trenitalia, dopo le proteste dei viaggiatori pugliesi per l’aumento delle tariffe, avrebbe deciso che dal 23 dicembre prossimo i treni-notte tra la Puglia e il Nord del Paese avrebbero avuto una nuova tariffa diminuita rispetto alla precedente. A tale intento pare non sia seguita un’azione concreta, difatti, sembrerebbe che l’azienda abbia dimenticato di aggiornare sia il proprio sito ufficiale, che di comunicare la sopracitata novità agli operatori del suo call center che hanno continuato a vendere ai cittadini i biglietti con le vecchie tariffe. In questo modo i cittadini, che fino a ieri sera hanno acquistato un biglietto on-line da Lecce a Milano e viceversa, per una data successiva al 23 dicembre, si sono ritrovati a dover pagare il biglietto con una maggiorazione, 93 euro al posto di 66,80 euro. Mi pare proprio il caso di portare la questione all’attenzione del Ministro dei trasporti!”.

Jenny De Cicco

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TrenItalia e la diminuzione dell’aumento


TrenItalia fa retromarcia, ma il tamponamento era inevitabile. Sprazzi d’una constatazione pacifica per la Puglia e non solo? La battaglia capeggiata da Minervini sul nuovo fronte degli aumenti per l’utenza non sembra comunque essere finito. Ora la nota ufficiale di Trenitalia riduce al minimo l’aumento – era previsto fino al 63 % – nella combinazione tratta notte e alta velocità. Trenitalia ha ufficializzato i ritocchi all’orario, frutto della serrata trattativa con l’assessorato regionale l’offerta della Lecce-Bari, e i regionali Bari–Taranto scatteranno da lunedì 23 dicembre.

Così dopo le vivaci proteste per gli aumenti ingiustificati per un servizio carente e praticamente dimezzato sui collegamenti a lunga percorrenza dalla Puglia per il nord Italia, ieri c’è stato un confronto con la direzione generale. Le nuove tariffe saranno integrate con il vecchio sistema di prezzi, quello vigente fino al 10 dicembre scorso. Così l’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini commenta la nuova tariffazione che Trenitalia ha garantito per la Puglia a partire dal 23 dicembre.

“Apprezziamo lo sforzo fatto in queste ore da Trenitalia – commenta Minervini – per intervenire a sanare una situazione che penalizzava ingiustamente i pendolari che si muovono sulla linea adriatica. La pronta reazione della Puglia ha pagato. I tagli ai collegamenti sono stati ridotti a tre, è stata adeguata l’offerta Freccia da Taranto, è stata garantita una proroga ai lavoratori della Servirail, è stato integrato il sistema tariffario. Resta del lavoro da fare per ripristinare l’offerta dei treni notturni e evitare che queste situazioni si ripetano in futuro. Chiediamo a tale scopo l’istituzione di un tavolo tecnico permanente nel quale Trenitalia discuta preventivamente con la Regione anche l’offerta a lunga percorrenza”.

Anche Nichi Vendola si è espresso sulla decisione dell’azienda, “E’ una buona notizia – ha detto -Certamente un passo importante nella controversia con Trenitalia”. Le tariffe dei treni a lunga percorrenza dal 23 dicembre prossimo. “Questo è un risultato che appartiene a tutta e che restituisce significato e valore ai collegamenti a lunga percorrenza. Ma la nostra richiesta di ripristinare il valore sociale del trasporto pubblico e di garantire il diritto universale alla mobilità di tutti i cittadini non si ferma qui.

Chiediamo a Trenitalia risposte analoghe anche in merito all’efficientamento del trasporto ferroviario e alla qualità dei servizi ferroviari, sempre troppo trascurati soprattutto nelle regioni del mezzogiorno dove carrozze consunte e malfunzionanti sembrano trovare facile collocazione. Sappia per questo Trenitalia che continueremo a rivendicare l’equità nel sistema delle infrastrutture ferroviarie tra il Nord e il Sud, andremo avanti fin quando non sarà cancellata quella linea di demarcazione che sta tagliando in due parti l’Italia”.

Così un posto seduto sul Lecce-Milano, cuccetta comfort, vagone letto passa da 60, 86 e 188 euro a 66,8, 92 e 177,2. Migliorie orarie sulla linea Lecce–Bari, un nuovo regionale partirà da Lecce alle 7,08 e arriverà a Bari centrale alle 8,45.

Jenny De Cicco

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Confermati i fondi per le infrastrutture in Puglia, da TrenItalia ancora nessuna novità


La programmazione regionale è confermata e resterà in capo alla Regione Puglia. Il governo preparerà entro il 15 dicembre un piano di azione e coesione che verrà sottoscritto da tutti i governatori delle regioni del sud e poi inviato a Bruxelles, ma intanto ancora nessuna sostanziale novità riguardante i tagli delle linee ferroviarie pugliesi.

I cinque progetti dell’asse V, finanziati con i fondi Fesr per oltre un miliardo di euro si faranno. Il raddoppio della Corato-Barletta, la modernizzazione della rete ferroviaria del Salento, l’elettrificazione della Bari-Martina, l’interporto regionale di Bari, la bretella del sud est barese potranno andare in gara.

La notizia arriva dall’assessore regionale Guglielmo Minervini. “Questo nuovo governo – dice – finalmente ha smesso di avere un pregiudizio ostile nei confronti del Mezzogiorno e sta instaurando un rapporto vero di leale collaborazione con le regioni.

Abbiamo accettato la verifica sull’attuazione del programma da parte del governo perché siamo consapevoli dell’enorme lavoro fatto, in modo serio e rigoroso”. Buone notizie anche sul fronte delle infrastrutture strategiche di valenza nazionale, in discussione oggi, ma per realizzarle servirà un cofinanziamento regionale.

“La Puglia – spiega Minervini – si è impegnata a recuperare circa cento milioni dal proprio programma di fondi strutturali per metterli a disposizione del governo”. Per l’alta capacità Bari-Napoli, segnalata tra le priorità della Puglia, altre risorse potranno arrivare dallo stato di verifica dei fondi strutturali delle altre regioni interessate dal tracciato. “Nel confronto comune – dice l’assessore – sono state assunte decisioni condivise sulle priorità strategiche da perseguire, nonostante la drastica riduzione delle risorse, i fondi Fas, rimodulati nel Piano Sud, ci sono – significa che in Puglia potremo mettere in sicurezza strade, ampliare i nostri aeroporti, ammodernare gli schemi idrici, realizzare la piattaforma logistica regionale con il miliardo e due programmato ad agosto”.

Peppino Longo dell’Udc non è dello stesso avviso e pone l’accento sulla ferita ancora aperta dei tagli ferroviari in Puglia.

“Trenitalia torni sui suoi passi – commenta – basta penalizzazioni al Sud. Se con una mano il governo Monti concede, dall’altra (con l’aiuto di Trenitalia) toglie. Siamo stufi del gioco delle tre carte che ha sempre come vittima predestinata il Mezzogiorno e la Puglia in particolare.

Siamo soddisfatti che le grandi opere infrastrutturali siano salve anche se qualche perplessità è giusto nutrirla. Prendiamo ad esempio l’alta capacità Bari-Napoli: quando diventerà realtà? Forse quando riusciremo a fare senza difficoltà viaggi sulla Luna? Battute a parte, adesso alla conferma dei finanziamenti bisogna far seguire la fase della concretizzazione portando a termine l’iter e, finalmente, avviare la cantierizzazione delle opere.

Mentre discutiamo del futuro c’è un presente a tinte scure, scurissime che comincia proprio con l’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia. La Puglia ne esce con le ossa rotte e Trenitalia e governo centrale hanno fatto finta di ascoltare le nostre ragioni infischiandosene poi alla prova dei fatti. Tagliare quattro tratte così importanti come la Taranto-Milano, Lecce-Roma, Milano-Bari e Bari-Roma significa voler dividere in due il Paese”.

Jenny De Cicco

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Tagli di TrenItalia? Si mobilitano i sindaci dell’Anci


Tagli di TrenItalia? Si mobilitano i sindaci dell’Anci, che hanno creato il comitato “I Sindaci per il diritto alla mobilità”, per una manifestazione davanti al Ministero dello sviluppo economico il 7 dicembre, mentre l’assessore Guglielmo Minervini prosegue nelle trattative con i vertici delle ferrovie.

Anci Puglia ha aderito alla mobilitazione contro la riorganizzazione del servizio di trasporto ferroviario che, dal prossimo 12 dicembre, prevede la cancellazione di circa 30 tratte da e per il Sud Italia di cui 7 a rischio nel Salento. Dalla protesta è nato il comitato, che ha redatto un documento apposito e che ha organizzato mercoledì, alle 11, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico la protesta. “Le scelte effettuate oggi – commenta il presidente di Anci Puglia Luigi Perrone- depauperano di fatto un servizio così importante come quello dei collegamenti ferroviari e si traduce in una effettiva privazione del diritto alla mobilità, in enormi disagi per i cittadini dei nostri territori, nella graduale emarginazione delle Regioni del Mezzogiorno”.

Sulla vicenda si è espresso il sindaco di Lecce Paolo Perrone sotto la sede romana di Trenitalia. Secondo Perrone i tagli fermerebbero lo sviluppo del turismo, ormai vitale per il Salento.

L’ingegnere Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, si è espresso in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Secondo Moretti l’offerta di servizi prevista con il nuovo orario, sia quelli a mercato, sia quelli pagati dallo Stato, non ha subito tagli sostanziali ed è del tutto coerente alla domanda reale.

L’offerta di mercato è addirittura cresciuta. Lo ribadisce e dichiara l’aumento dei collegamenti, 3 coppie di Frecciargento tra la Puglia e Roma, Eurostarcity Frecciabianca velocizzati (Milano – Bari in 7 ore e 37’ e Bologna-Bari in 5 ore e 30’), i collegamenti diretti da e per Bari passeranno dai 10 a 12, da 6 a 8 da e per Lecce e resteranno 2 da e per Taranto, con capolinea Milano. I treni notte, finanziati dallo Stato che, sulla base delle effettive risorse disponibili, erano a serio rischio di taglio, sono stati sostanzialmente riconfermati, con la creazione dell’hub di Bologna, che diventerà il capolinea di questi treni i cui orari saranno integrati con gli altri servizi diurni, Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca che copriranno le tratte fra Bologna e Torino, Milano, Venezia/Trieste, Bolzano.

“Trenitalia – afferma Peppino Longo consigliere Udc in Regione – non può e non deve continuare a fare orecchie da mercante: la Puglia reclama a gran voce trasporti efficienti e non ci fermeremo fino a quando non otterremo garanzie e certezze”.

Intanto sono proseguiti anche l’altro ieri a Roma i contatti dell’assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione Puglia Guglielmo Minervini con i vertici della società ferroviaria, per trovare una soluzione positiva rispetto al taglio dei quattro treni a lunga percorrenza che la Puglia dovrebbe subire.

“L’interlocuzione è ancora in corso – ha spiegato Minervini esprimendo poi il suo pieno sostegno alla manifestazione Anci – e stiamo facendo il possibile almeno per ripristinare la partenza di un treno Freccia da Taranto e dei treni notturni che fermavano nel capoluogo ionico”.

Jenny De Cicco

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Sorgono nuovi problemi per i trasporti su rotaia pugliesi e qualche buona notizia


Sono stati approvati all’unanimità dal consiglio regionale una mozione e un ordine del giorno in tema di collegamenti ferroviari.

La mozione che riguarda i collegamenti Trenitalia dalla Puglia verso Roma e Milano, di cui è primo firmatario Michele Losappio di Sel, ”impegna la giunta ad assumere le opportune iniziative per impedire il pesante contraccolpo per la rete ferroviaria”.

L’ordine del giorno sull’ammodernamento della linea ferroviaria Sud-Est, che ha per primo firmatario Aurelio Gianfreda dell’Idv e sottoscritto da numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, impegna “il presidente della Regione e l’assessore ai trasporti, a inserire tra le priorità del piano per il Sud l’ammodernamento delle linee delle Fse con doppio binario, elettrificazione e ristrutturazione delle stazioni intermedie dell’intera linea Sud-Est”.

“Occorre nominare una commissione d’inchiesta ai sensi dell’articolo 31 dello statuto regionale per chiarire la gestione dell’azienda Ferrovie Sud Est – dichiara il consigliere regionale del Pdl, Domi Lanzilotta – Con i suoi 480 chilometri di rete ferroviaria la Sud Est consente di collegare il Sud Salento a Lecce e poi a Taranto, e il capoluogo Bari alla Valle d’Itria e ad alcuni grossi centri turistici. Una rete di collegamento che, se elettrificata e ammodernata, diventerebbe una vera metropolitana di superficie, e per questo sono ineludibili interventi strutturali migliorativi del servizio di trasporto garantito da Fse.

È necessario far luce sulla gestione di Fse. Un esempio sono i moderni treni acquistati e depositati a Putignano, perché incompatibili con i binari della rete pugliese. L’attivazione di una commissione d’inchiesta servirebbe a fornire un quadro completo delle motivazioni alla base delle scelte Fse”.

L’assessore Minervini sintetizza la trattativa con Trenitalia, parlando di “segnali positivi” e di “ragionevoli probabilità”, che il versante jonico della Puglia sia ricollegato per via ferroviaria con il resto della Regione.

Sul fronte del trasporto locale Minervini sostiene che il momento di difficoltà attuale potrebbe trasformarsi in opportunità e dare una risposta infrastrutturale con nuove prospettive, l’obiettivo è fare interagire 1500 chilometri di ferrovia della regione tra essi, considerando la proprietà su di esse di cinque aziende, realizzando un’unica grande rete regionale su cui viaggiare con un solo biglietto.

Per quanto riguarda le Fse ha invitato l’assemblea a “maneggiare con cura” la “più grande azienda ferroviaria regionale d’Italia”, per invertire il trend gestionale della società sulla quale sono stati avviati circa 400 milioni di euro d’investimento (alcuni per l’ammodernamento dei dispositivi tecnologici nel Sud-Salento).

Jenny De Cicco

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