Archive | dicembre, 2012

A Galatina si aspetta l’anno nuovo con Stella Grande e Anime Bianche

Lunedì 31 dicembre, a partire dalle 23, in piazza San Pietro a Galatina, città della taranta per antonomasia, si aspetterà il nuovo anno con le note e la poesia di Stella Grande e Anime Bianche.

Un appuntamento per gli appassionati della musica – in particolar modo di quella tradizionale – ma non solo, come ben si può intendere andando a sbirciare la presentazione di questo lodevole progetto a più voci visionabile sul sito internet degli artisti:

Le Anime Bianche sono una realtà ormai consolidata, hanno vinto una grande scommessa, coniugando magistralmente una tradizione popolare con una poesia attuale e coinvolgente. Gli strumenti utilizzati dal gruppo sono un grande coinvolgimento ritmico ed emotivo, una spiccata teatralità, una intensa interpretazione. Musica di tradizione ma non solo; testi di tradizione ma non solo. Stella Grande la cantante e maggiore interprete del repertorio del gruppo, oltre che una voce duttile e potente, possiede un magnetismo eccezionale, dal 2004 voce della Orchestra de La Notte della Taranta, sotto le direzioni di Ambrogio Sparagna e Mauro Pagani. Elio Coriano, fondatore del gruppo, uno dei poeti più affermati in campo nazionale e inoltre un attento animatore culturale. La testimonianza migliore della maturità del gruppo è fornita dal numeroso pubblico che segue i suoi concerti in tutta Italia e all’estero. Lo spettacolo è frutto di una sapiente alchimia tra tradizione popolare salentina e ritmi più contemporanei, tra testi che possono essere considerati ormai dei classici e canzoni che trattano problematiche attuali.

Impegno e musicalità, grandi voci e vera poesia, sono gli ingredienti – amalgamati alla perfezione – che fanno di questo conto alla rovescia in attesa del 2013 qualcosa di imperdibile. Emozioni che difficilmente si scordano quelle legate alle performances canore e poetiche della Grande, di Coriano e di tutti gli altri membri del progetto. Vedere (e sentire) per credere.

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Capodanno dei popoli a Lecce

Lunedì 31 dicembre per le vie del centro storico di Lecce si attende la mezzanotte, a partire dalle 23, con l’esibizione itinerante dei gruppi musicali provenienti dal Nord Africa. Martedì 1 gennaio 2013 il tradizionale appuntamento con il Capodanno dei popoli, l’incontro con le comunità di emigranti che vivono nella città. Si festeggerà il nuovo anno a partire dalle 19: in Piazza dei Mesagnesi le diverse comunità offriranno piatti tipici dei loro Paesi di origine. Al centro della manifestazione l’incontro di circa 45 giovani artisti provenienti da Tunisia, Marocco, Libia e Italia che proporranno esibizioni di musica con gli strumenti della loro tradizione e poi di danza e performance artistiche. Protagonisti anche la letteratura e il cinema: il camper del progetto On the road ospiterà la mostra della produzione letteraria di autori di origine straniera in italiano e la proiezione dei cortometraggi amatoriali La rivoluzione dei gelsomini, le cui immagini raccontano le proteste e le sommosse popolari in numerose città della Tunisia, scattate dagli stessi protagonisti della rivoluzione.

L’edizione 2012 del Capodanno dei Popoli è dedicata al progetto dell’associazione Huipalas in Kenia, che punta alla creazione di un villaggio solidale che ospiterà bambini orfani e mamme sole e giovani.

La manifestazione si svolgerà in  Piazza dei Mesagnesi, nel centro storico di Lecce, start ore 23,00 del 31 dicembre, ingresso libero.

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A Sant’Andrea si salta nel nuovo anno con la musica

Lunedì 31 dicembre, a partire dalle 23.30, presso il Porticciolo Roots Bar di Sant’Andrea, marina di Melendugno, si aspetterà il nuovo anno e si brinderà ad esso con Jump in the New Year, appuntamento musicale che si preannuncia caldo e vibrante.

L’evento, organizzato dal Porticciolo Roots Bar con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Melendugno, sarà animato dalla partecipazione dei Moods, band salentina tra le più innovative e originali, che proporrà un inedito live elettronic-pump-rock e Insintesi, altro progetto salentino composto dal duo Francesco Andriani De Vito, dj e producer e Alessandro Lorusso, dubmaster e producer. Insintesi offrirà un live set elettronico a base di dub, jungle e reggae.

Una nottata da non perdere per gli amanti della musica, che andrà avanti fino all’alba e che vedrà ospiti come EnaGhema e Daddy Omar con i loro dj set e Plata col suo live ShowCase. L’appuntamento, al di là del divertimento legato alla serata di Capodanno, sarà un’occasione invitante per conoscere gruppi e percorsi musicali salentini che si stanno facendo strada nel panorama italiano.

Dopo le danze, dalle 3 in poi, il Porticciolo aprirà le colazioni con cappuccino e cornetto, per chi vorrà aspettare l’alba davanti davanti alla suggestiva spiaggia di Sant’Andrea.

Un’iniziativa dinamica e fuori dal solito schema casalingo del cenone, per chi intenda dare l’addio all’anno vecchio e abbracciare il nuovo trascorrendo delle ore piacevoli con la musica nell’incantevole cornice della marina melendugnese.

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Istat, i laureati lasciano l’Italia. D’Agata: “Italia, Paese d’emigrazione”

I laureati lasciano l’Italia, è quanto emerge dai dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (Istat). Dunque, per la prima volta dopo anni il numero degli emigrati ha superato quello degli immigrati. Il fondatore dello Sportello dei Diritti, Giovanni D’Agata, ha commentato lo studio statistico che rappresenta una fotografia sui movimenti migratori in entrata e in uscita dall’Italia nel decennio compreso tra il 2002 e il 2011.

“Se la matematica e i numeri non sono un’opinione, il rapporto “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente” dell’Istat non lascia spazio a dubbi: la crisi inverte i flussi migratori e l’Italia da Paese dell’immigrazione sta diventando Paese non più attrattivo e addirittura d’emigrazione, specie tra i laureati.
Se è vero che nell’arco di questi dieci anni sono entrati in Italia per risiedervi 3.563.379 stranieri, è pur vero che tra il 2002 e il 2011 si sono registrate 580mila partenze, di cui 175mila relative a cittadini stranieri.
Venendo al dettaglio dei dati più significativi, l’immigrazione femminile riguarda soprattutto i paesi dell’Est Europa (risultano essere donne il 74,9% dei cittadini ucraini residenti nel nostro Paese, mentre le moldave, le bulgare e le rumene superano abbondantemente il 50%), mentre quella maschile è originaria dell’India (oltre il 70% degli indiani sono uomini) e dai paesi africani.
Per quanto concerne i flussi migratori in entrata nello stesso periodo, in termini di nazionalità al primo posto vi è quella rumena che sfiora quasi il milione. Ciò vuol dire che oltre un immigrato su quattro di quelli arrivati negli ultimi dieci anni in Italia ha come paese d’origine la Romania. A seguire gli albanesi (278mila), i marocchini (258mila), gli ucraini (215mila) e i cinesi (150mila). Com’era prevedibile le regioni con i maggiori flussi in entrata sono Lazio e Lombardia.
L’effetto tangibile della crisi economica viene dal dato sul numero di italiani che lasciano la madrepatria. L’anno appena passato ha visto, infatti, l’accadimento di un fatto che non accadeva da tempo: ci sono stati più espatri che rimpatri. Basti verificare che a fronte di 31.500 cittadini italiani rientrati, ne sono andati all’estero 50mila. La maggior parte dei nostri concittadini ha scelto paesi europei, con al primo posto la Germania – solo nel 2011 ha accolto 5mila immigrati italiani – e a seguire la Svizzera (tremila) e il Regno Unito (duemila).
Altro elemento significativo, in diretto collegamento con la situazione economica che stiamo vivendo, è quello relativo al livello d’istruzione degli italiani che espatriano. La percentuale di titolari di laurea sale dall’11,9% del 2002 al 27,6% del 2011, mentre la quota di emigrati con titolo fino alla licenza media passa dal 51% del 2002 al 37,9% del 2011.
Infine, tra i laureati al primo posto viene scelto il Regno Unito, che riceve l’11,9% di questi nostri connazionali, seguito da Svizzera (11,8%), Germania (11%) e Francia (9,5%).”

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Steela e Crifiu in concerto con i loro nuovi lavori

Musica d’autore inedita made in Salento sabato 29 dicembre alle Officine Cantelmo di Lecce con gli SteelA e al Favelas Live Club di Soleto (ex Bloom) con i Crifiu.  Entrambe le band, ormai molto note al pubblico locale, hanno da poco pubblicato i loro nuovi album.

Gli SteelA presentano i brani del loro terzo lavoro in studio, Il Brutto e il cattivo, un EP di 6 brani inediti che rappresentano l’evoluzione della band da sonorità più legate alla tradizione giamaicana a un sound sperimentale e vicino al dubstep. Gli SteelA sono nati nel 2004 con l’incontro di sei musicisti, il cantante Moreno Turi, il batterista Antonio De Marianis, il bassista Valerio Greco, i tastieristi Errico Carcagni e Donatello Vitto e il chitarrista Emanuele Carcagni.

Start ore 22.30, ingresso 5 euro.

Rock & rai, il primo singolo estratto dal nuovo lavoro dei Crifiu, Cuori e Confini, pubblicato ad aprile, è stato il tormentone della scorsa estate salentina. Questa sera i Crifiu si esibiranno al Favelas Live Club di Soleto con ingresso gratuito, per festeggiare il successo del nuovo lavoro. La band è composta da: Andrea Pasca, voce, bendir, bhangra dhol, Luigi De Pauli alle chitarre acustiche, chitarre elettriche, mandolino, bouzouky, banjo, synth, Sandro De Pauli, flauto traverso, tin whistle, low whistle, gralla, programmazioni e Ivan Schito, batteria, drum machine. Start ore 22,30.

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Ad Arnesano ci sarà l’Urban Message

Sabato 29 e domenica 30 dicembre, presso il palazzo marchesale di Arnesano, si terrà Urban Message. L’evento, legato al percorso artistico del gruppo Street Art South Italy, che festeggia il suo quarto anno di attività, è organizzato dall’associazione MilleE20 con la disponibilità del Comune di Arnesano.

Il gruppo artistico in questione, attivo su tutto il territorio nazionale e con alle spalle numerose esperienze anche in ambito internazionale, ha allestito con presupposti collaborativi e partecipativi, una mostra completa (curatori della mostra sono Anna Kitlas e Cristian Cuna), inclusiva dei lavori creati e acquisiti in questo largo arco di tempo, come spiegano gli stessi praticanti della Street:

Il risultato ottenuto in questi anni è il simbolo di una collaborazione che si protrae nel tempo con scambi interculturali tra numerosi street artists provenienti da diversi paesi del mondo, quali Indonesia, Sud Africa, Sud America, Cina, Giappone e gran parte dei paesi europei. Tutto ciò non si riduce ad una semplice attività artistica e lavorativa, ma è il frutto di una forte amicizia che ha solide basi su condivisioni di valori sociali e ideologici.

Il palazzo marchesale di Arnesano diventerà dunque la scatola magica che conterrà le opere realizzate con le tecniche e gli stili più disparati contenuti all’interno della scena street quali stencil, collage, vinili, stickers, post card, illustrazioni, video ed installazioni.

Il programma si svolgerà secondo il seguente calendario:

Sabato 29 dicembre: ore 15.30, laboratorio street art per ragazzi e live painting a cura del gruppo Street Art South Italy. Ore 17, inaugurazione mostra. Domenica 30 dicembre: dalle 10-13 e dalle 16-21 orari apertura mostra. Ore 18, spettacolo teatrale per bambini Officina del Natale con Silvia Lodi.

Di seguito le indicazioni relative ai contenuti del programma.
Opera Partecipata: all’interno di una stanza del palazzo marchesale di Arnesano si propone un’interazione pittorica caratterizzata dall’interpretazione del momento, libera ed aperta a chiunque volesse interagire con gli artisti affermati del movimento artistico. Le opere realizzate andranno ad arricchire il percorso artistico allestito all’interno del palazzo, dando così l’occasione di partecipare ad una mostra istantanea. Live Painting: live pittorico e installazioni effettuate in serata a cura degli artisti del gruppo. Laboratorio di Street Art: laboratorio per ragazzi che avranno l’opportunità di imparare e conoscere le tecniche, la storia e le modalità della street art. Un’occasione per imparare a liberare la propria creatività nel circuito cittadino, favorire la socializzazione ed educare i giovani alla legalità e al rispetto dell’ambiente urbano attraverso l’arte di strada.

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Il Lecce Jazz Festival Winter edition per i nuovi talenti

Dopo l’edizione primaverile, che ha ospitato gli artisti più stimati del panorama jazzistico nazionale, si svolgerà il 27, 28 e 29 dicembre al Teatro Paisiello l’edizione invernale del Lecce Jazz Festival Winter edition, patrocinato del Comune di Lecce.

Giovedì 27 dicembre la serata d’apertura con due set, un trio composto da Roberto Gagliardi ai fiati e all’harmonium, Emanuele Coluccia al pianoforte e ai fiati e Maurizio De Tommasi alla batteria e alle percussioni e il nuovo progetto di Silvia Manco Casa Azul, edito da Dodicilune, con inediti della stessa Manco e cover messicane arrangiate ex novo. La Manco sarà accompagnata dal batterista Francesco Pennetta e dal bassista Francesco Angiuli.

Ancora due set venerdì 28,  il primo del pianista e compositore Gianni Lenoci solo, docente di Prassi Esecutiva, Improvvisazione e Composizione nei corsi di jazz del Conservatorio N. Rota di Monopoli. Il secondo del Fabrizio Savino Quartet.

In chiusura, sabato 29, il nuovo progetto del pianista e compositore Mauro Tre in quartetto e, infine, il trio del giovanissimo Alessandro Lanzoni.

Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00, ingresso 5,00 e 7,00 euro. Info e prenotazioni posti al Teatro Paisiello ai numeri 338.8321161 346.9663747 oppure mailto jazzisti.associati@gmail.com.

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Lutto per l’incidente a Uggiano la Chiesa

Uggiano la Chiesa ha proclamato ieri il lutto cittadino per Alberto e Armando, i due giovanissimi scomparsi a seguito di un incidente stradale la notte di Natale. L’incidente ha coinvolto tre ventenni di Uggiano La Chiesa, due dei quali hanno perso la vita, mentre il terzo è in prognosi riservata presso il reparto di rianimazione del Vito Fazzi di Lecce.

Attorno alle 3 della notte tra la vigilia e Natale, sulla strada che collega Minervino a Giuggianello, hanno perso la vita Armando Viceconte, 21 anni militare dell’Aereonautica e conducente del veicolo, Alberto Leo, ventunenne figlio dell’ex sindaco e vicepresidente Anci Puglia Maria Cristina Rizzo e cugino dell’attuale assessore Luca Leo, mentre Antonio Rubrichi è appunto ricoverato.

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A Minervino di Lecce A Natale Non Fumare

Minervino più pulita da Natale. Sensibilizzare al senso civico, estetico e salutare a Minervino è possibile. Dal comune del leccese è partita la campagna di sensibilizzazione contro il fumo e contro la dispersione nell’ambiente dei mozziconi di sigaretta. La campagna A Natale Non Fumare ha avuto il sostegno del presidente Anci Puglia Luigi Perrone e di Francesco Tarantini presidente di Legambiente Puglia.

Il luogo di riposo dei mozziconi estinti sarà da ora il contenitore, che sarà replicato e ubicato presso gli esercizi pubblici di Minervino, Cocumola e Specchia Gallone e fornito ai commercianti gratuitamente dal comune. Ettore Caroppo, sindaco del comune ha dichiarato:

Con questa iniziativa ci auguriamo che saranno sempre meno i fumatori, ricordando agli stessi come l’ambiente sia di tutti. Se qualcuno vuole fumare faccia pure, ma rispettando tutto e tutti con un gesto di civiltà, facendo attenzione a gettare negli appositi contenitori i mozziconi. Buon Natale a tutti e a Natale non fumare.

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Tonino Carotone in concerto al Jack’n Jill di Cutrofiano

È un mondo difficile… È vita intensa. Felicità a momenti, e futuro incerto. Il fuoco e l’acqua, concerto e calma, sonata di vento: sono i primi versi di Me Cago en el Amor, il brano divenuto tormentone che nel 2000 ha reso noto Tonino Carotone, estratto dall’album Mondo difficile, vincitore nello stesso anno del Disco d’oro. Il cantautore spagnolo, all’anagrafe Antonio de la Cuesta il cui pseudonimo, Carotone, nasce dalla miscela tra due pilastri della musica italiana, Renato Carosone e Fred Buscaglione, che lo hanno ispirato, raggiunge il successo nel 2008 con l’album Ciao Mortali. Da lì la carriera è in ascesa. Il suo nome è anche legato all’eccentricità della sua immagine, che ha contribuito non poco a renderlo noto, un look alla Buscaglione con un tocco in più di ironia. Elementi che insieme al suo personalissimo stile musicale, nato dagli ascolti della giovinezza, dagli spagnoli Trini Lopez e Peret agli italiani Rita Pavone e Adriano Celentano tra gli altri, gli fanno vincere, nel 2008, il Premio Carosone alla carriera come miglior artista straniero, al Teatro Politeama di Napoli.

Questa sera Tonino Carotone sarà al Jack’n Jill di Cutrofiano. Con questo concerto lo storico locale di Cutrofiano ritorna alla programmazione che in passato lo ha reso uno dei più importanti locali “musicali” del Salento. Il concerto inizierà intorno alle 22, ingresso 5 euro oppure con prenotazione della cena.

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La scrittura di Chiara Cordella: le tante facce di Medusa

Incontriamo Chiara Cordella, giovane scrittrice salentina, alla quale abbiamo rivolto alcune domande. Nata a Copertino, dove vive tuttora, è autrice di Medusa, raccolta di racconti noir edita da Lupo Editore. Chiara, oltre a coltivare la passione per la scrittura di racconti e romanzi, lavora anche a delle sceneggiature. Medusa è un libro di cinque racconti che solo riduttivamente definiamo noir, perché, anche se ritroviamo molti caratteri legati al genere, sono racconti a tutto tondo. Per addentrarci nel mondo complesso e fascinoso della scrittrice  partiamo proprio da questo suo lavoro d’esordio, ringraziando l’autrice per la disponibilità e la cortesia.

La prima domanda che rivolgiamo a  Chiara riguarda la scelta del titolo: perché Medusa?

Ho scelto questo titolo per il primo racconto che ho scritto, pensavo fosse l’immagine perfetta per la protagonista, a cui non ho mai dato un nome perché mi sembrava sufficiente quello. Quando poi ho dovuto scegliere il titolo della raccolta, ho pensato che Medusa, in qualche modo, rappresentasse ognuna delle donne che avevo raccontato. Nella mitologia greca Medusa era una bellissima fanciulla che fu trasformata in un orribile mostro da Atena, un’altra donna dunque. Ciò che la rendeva unica era la capacità di pietrificare chiunque incrociasse il suo sguardo, e questo la costringeva a una vita di solitudine. Come Medusa, anche le donne che ho raccontato nel mio libro, seppur in un vissuto di apperente normalità, nascondono occhi in grado di pietrificare e distruggere.

Le donne protagoniste dei tuoi racconti sono davvero così mostruosamente pericolose?

Sono donne normali e, come tali, capaci di ogni cosa. Io le trovo affascinanti. Certo, non sempre belle, ma sicuramente letali.

Dove va a scavare l’immaginario di Chiara Cordella? E la sua scrittura?

L’immaginario trova fin troppi spunti nella quotidianità, in quell’apparente normalità in cui ben si mimetizza la più crudele e feroce follia. La scrittura, invece, vorrebbe essere figlia dell’istinto, vorrebbe sempre avere la forza dirompente dell’acqua che infrange gli argini e scorre libera, senza costrizione alcuna. Credo che ogni storia abbia una sua natura precisa e se si vuole raccontarla al meglio bisogna scivolare con i protagonisti nei meandri più oscuri della mente, senza annichilirsi nella ricerca di uno stile o nell’inutile tentativo di emulare autori che ammiriamo. Mi piace pensare di essere solo uno strumento attraverso il quale la natura umana si racconta senza l’ipocrisia di emettere giudizi morali. Lascio che le parole scorrano, che le storie si raccontino. Spero di raggiungere il cuore delle cose e forse, come tutti gli scrittori o aspiranti tali, mi impegno per fermare il tempo attraverso una fotografia più o meno precisa del genere umano.

I tuoi racconti sembrano fortemente incentrati su una sorta di simbiosi tra i personaggi e i luoghi dove sono ambientate le storie, tanto che in certi passi appare impossibile scindere gli uni dagli altri: è soltanto una nostra sensazione?

Sono le due facce della stessa medaglia. E’ un neonato nell’utero materno, non si può comprendere la natura dell’uno ignorando l’altro. A volte si spiega la natura di un figlio raccontando la storia del padre, così una casa è lo specchio dell’anima di una famiglia tormentata, un bar l’unica ragione di vita di una barista e così via. Non è una sensazione questo rapporto simbiotico, è reale.

Hai qualche progetto per il prossimo futuro?

Sto lavorando al mio primo romanzo, ma di questo è ancora prematuro parlare, spero di poter dire qualcosa di più fra qualche tempo. Al momento, l’unica certezza è che non si tratterà di un noir, ma sarà comunque oscuro e malinconico. Il progetto di cui posso parlare è un film d’animazione, si chiamerà Lu Rusciu ti lu Mare. Soggetto e sceneggiatura sono stati scritti a quattro mani con Antonio Mangialardo. Hermes Mangialardo curerà regia e animazione, Piero Schirinzi si occuperà delle illustrazioni, Andrea Raho dell’animazione. Sarà il primo film di questo tipo realizzato interamente nel Salento. Noi tutti auspichiamo di riuscire a raccontare la storia di una terra diversa da quella cartolina cui ci siamo troppo abituati. Il film è ambientato in un selvaggio paesaggio di fine Ottocento e narrerà di un popolo orgoglioso e indomito, di un’amicizia che nel tempo si trasformerà in un amore grande e forte, di amicizie che con la loro forza saranno in grado di cambiare la storia. Ci saranno, inoltre, sommosse e rivolte.  E’ stata una bella storia da raccontare, speriamo che sia altrettanto bella da vedere.

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A Carmiano va in scena La Casa dei Passi

Giovedì 27 dicembre, alle 21, presso il teatro di CP Arreda, sito in zona industriale a Carmiano, andrà in scena la prima assoluta dello spettacolo La Casa dei Passi.

Si tratta di un recital che ha come tema centrale la migrazione – quella passata e quella di oggi – che vedrà l’esibizione di Alessio Lega, cantautore salentino vincitore con Resistenza e Amore del premio Tenco 2004, di Luca Basso, cantante e autore dei Fabularasa e di Giovanni Chiapperino, percussionista e compositore. La regia è di Stefano Di Lauro, vincitore del World Environment Day 2010.

Lo spettacolo, prodotto dalla cooperativa sociale Rinascita, con la coproduzione di Poiesis-SoundMakers Festival e il sostegno del Ministero dell’Interno (progetto Sprar) – la produzione esecutiva è di Gian Maria Greco – sarà la conclusione dei festeggiamenti per i dieci anni del circolo Arci I Sotterranei di Copertino.

Il cuore della storia, anche sotto l’aspetto musicale, è l’Italia – e in special modo la Puglia – e il fenomeno della migrazione, come ben si capisce dallo scritto promozionale che decrive l’evento:

La Casa dei Passi come casa di passaggio, ieri punto di partenza dei disperati e oggi meta agognata per chi viene da un Sud più Sud. Con l’aiuto di canzoni inedite, scritte appositamente per il progetto, e di canzoni di alcuni grandi maestri, da Matteo Salvatore ad Astor Piazzolla, lo spettacolo riflette su cosa c’è dietro una partenza per necessità, la speranza, l’abbandono, la nostalgia, l’angoscia per l’ignoto che attende, l’avventura di chi parte e di chi resta. Partendo dall’emigrazione pugliese verso il mondo per finire all’emigrazione del mondo verso la Puglia e l’Italia.

L’attenzione è posta dunque sulle storie dei migranti che dai più disparati paesi partono per raggiungere l’Italia  e le storie dei migranti italiani che invece si spostano verso altri paesi, donando al recital un senso di continuità che taglia trasversalmente persone, paesi, culture.

Un posto di primo piano occupano poi i migranti accolti in Italia dal progetto Sprar. Le loro storie, raccontate alla telecamera, si accompagneranno ai messaggi rivolti agli italiani e ai loro connazionali. Davvero un bel lavoro, che va a saldare i perni su cui ruota e su cui si svilupperà il progetto.

Non solo: il recital, in piena aderenza alla filosofia di Poiesis (che si preoccuperà di renderlo accessibile a tutti attraverso adeguate soluzioni tecniche), sarà uno dei primi in Puglia realizzato per non discriminare nessuno ma per creare momenti di massima inclusione.

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