Archive | Dicembre, 2012

Palazzo baronale di Giurdignano: il 30 dicembre svelato nuovo volto

Nuovo look per il palazzo baronale di Giurdignano. Terminato il restauro del palazzo baronale del giardino megalitico del Salento. La dimora storica verrà presentata ufficialmente alla popolazione domenica 30 dicembre alle 18,30. Rinnovata anche l’antistante piazza, allargata, e rimosso vecchio il monumento ai caduti delle guerre mondiali.

Il palazzo baronale, situato in piazza Municipio, risale agli inizi del XVI secolo, costruito come fortezza contro le incursioni dei Saraceni. Nel 1600 fu addossato un nuovo corpo di fabbrica e fu dotato di fossato. Abitato dalle varie famiglie signorili che si succedettero nel corso dei secoli nel paesino, dal XIX secolo fu dimora dei feudatari Alfarano Capece. Attualmente è di proprietà del Comune.

L’ingresso è un portale bugnato con arco a tutto sesto è sormontato da uno stemma, ormai illeggibile. Superato l’ingresso si accede nel cortile interno, caratterizzato da due arcate che reggono una lunga balconata barocca. Una ripida scala fa da accesso alle camere padronali, le cui stanze sono finemente decorate con stucchi e affreschi:

Per il recupero dell’edificio il comune chiese lo stanziamento di fondi, ottenendo 800 mila euro dalla regione Puglia, poi stanziati nel gennaio 2010, e il restauro fu annunciato sul sito del comune il 13 gennaio 2010

La Giunta Regionale, con delibera n. 2689 del 28.12.2009, nel recepire il Programma Stralcio di Interventi di Area Vasta Salento “2020” ha accolto le nostre istanze volte a rendere prioritario il recupero strutturale del Palazzo Baronale di Giurdignano. Già nel mese di giugno p.v. si inizieranno i lavori che, ci auguriamo, riporteranno, nel tempo, agli antichi splendori questo importantissimo bene culturale, simbolo di Giurdignano, luogo principe cui prese vita il primo nucleo urbano del nostro paese.

Per rendere omaggio all’edificio la cittadinanza è stata invitata dal sindaco e dalla giunta a partecipare alla serata di inaugurazione, un invito ufficializzato tramite missive cartonate, recapitate negli scorsi giorni presso le abitazioni giurdignanesi.

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Il Mare in tempesta, scatti dal Sud est Salento in mostra a Castro

Mare in tempesta. Da sabato 22 dicembre in scena il mare: nel castello aragonese di Castro è stata inaugura la mostra organizzata dal Parco costiero nell’ambito di Puglia Promozione. Il comune di Castro, assieme al Parco Costa Otranto Santa Maria di Leuca-bosco di Tricase, il Gac Adriatico Salentino e Puglia Promozione presentano Il Mare in tempesta, scatti dal Sud est Salento, un mare spesso colpito da venti di mareggiata quello salentino, venti che erodono le coste e colpiscono l’immaginario degli autoctoni da sempre e ora anche dei turisti.

Una serie di immagini restituiscono, attraverso foto professionali, la bellezza e la potenza del mare in tempesta, orgoglio e timore delle città costiere, tramite attimi trasformati in racconti fotografici. Immagini, suggestioni e impressioni.

La mostra sarà visitabile per il periodo Natalizio, tutti i giorni, dalle 9 alle 18 e dal 6 gennaio 2013 sino alle 20.30. Il presidente dell’ente Parco, Nicola Panico sottolinea:

Il Parco ha promosso con grande entusiasmo l’iniziativa del comune di Castro, confermando la volontà di istituire una sinergia, finalizzata alla promozione delle bellezze naturali della nostra terra.Con la partecipazione attiva alla mostra, l’Ente proporrà una sintesi del quadro delle conoscenze emerso nel corso dell’elaborazione del Piano Territoriale, che trova nel Comune di Castro una specifica unità di paesaggio denominata “La rocca di Castro”.

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Finanziato Interreg tra il Parco Costa Otranto e la Grecia

L’Interreg che unisce il Salento e la Grecia. Si tratta di Joy welcult,che unisce con 1 milione e 117 mila 575 euro la Grecia e i comuni del Parco Costa Otranto, Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

Il progetto appena finanziato promette di valorizzare e conservare il patrimonio dell’area costiera attraverso gli ecomusei, più comunemente conosciuti come musei diffusi, territori caratterizzati da ambienti di vita tradizionali, dotati di un patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevante e degno di tutela, restauro e valorizzazione.

Joy welcult è il nome dell’ultimo progetto da 1.117.575 di euro, nell’ambito di European Territorial Cooperation Programme- Greece – Italy 2007/2013. Un successo importante che realizza un ponte tra l’area protetta e la municipalità Greca di Ioannina, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione culturale e creativa transfrontaliera nei settori del turismo, dell’agroalimentare e dell’artigianato tipico.

La strategia è quella di creare uno sviluppo locale sostenibile mediante la costituzione di una rete di ecomusei nell’area mediterranea, in linea con la Convenzione Europea del Paesaggio.

Gli ecomusei sono un’istituzione culturale, ormai consolidata in quasi tutta l’Europa, che vede la partecipazione attiva della popolazione per la ricerca la conservazione e valorizzazione del patrimonio locale, al fine di generare armonicamente nuove relazioni tra innovazione, tecnologia e tradizione.

In altre parole esso, rappresenta un contenitore di industrie culturali e creative per spingere gli operatori turistici, i produttori agricoli e gli artigiani a fare sistema ed utilizzare correttamente il proprio patrimonio. Ma come si è sviluppato il progetto lo spiega il presidente del Parco Nicola Panico:

Il progetto nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio con le sue specificità ha molto da offrire in termini di tradizioni, cultura e sostenibilità. In quest’ottica il Parco sta promuovendo già da tempo, l’orientamento ad un turismo responsabile.

Oggi, inoltre, abbiamo la possibilità di incidere nel tessuto sociale ed economico delle nostre comunità con uno strumento metodologico di fondamentale e strategica importanza: la Carta Eutropea del Turismo Sostenibile. Gli assiomi del documento CETS rappresentano infatti una realtà imprescindibile che, grazie a progetti come questo Interreg o come il SAC di prossima concretizzazione, potrà trovare sempre più nuova linfa. È in questa prospettiva che il modello ecomuseale può dare il meglio di sé, diventando una realtà orientata a favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali, la creazione di sinergie con il comparto turistico ed economico, l’attenzione all’ambiente e la promozione delle logiche della sostenibilità.

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Finalmente santi

Eroi civili che presto saranno santi. I beati Martiri di Otranto verranno proclamati santi, riconoscimento non necessario per la popolazione per cui lo sono sempre stati. Esprime tutto il suo orgoglio il sindaco di Otranto Luciano Cariddi che dichiara:

Una notizia che ci riempie il cuore di gioia. E che porterà felicità nelle famiglie otrantine che la attendono da lungo tempo.

Otranto potrebbe poter contare sulla protezione e la benevolenza di 800 patroni e divenire così la città con più canonizzati al mondo.

Antonio Primaldo, il sarto, e i suoi compagni, uccisi il 13 agosto 1480 verranno innalzati agli altari di san Pietro. La notizia è giunta dopo che Papa Benedetto XVI, ha ricevuto in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante un miracolo attribuito ai beati..

L’arcivescovo di Otranto Donato Negro in un messaggio scrive

In un’epoca di crisi profonda, l’imminente canonizzazione dei nostri martiri è un forte invito a vivere fino in fondo il martirio quotidiano, fatto di fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa.

Il miracolo riconosciuto è quello della guarigione di Suor Francesca Levote, monaca professa delle Sorelle Povere di santa Chiara. Nel maggio del 1980 durante il V centenario dal martirio, l’urna dei martiri fu portata in pellegrinaggio in tutte le parrocchie d’Otranto. Quando l’urna giunse nel monastero delle clarisse, la comunità chiese il miracolo per suor Francesca, cinquantenne colpita da un tumore in metastasi e senza via di guarigione, miracolosamente scomparso, il miracolo permise alla monaca di origini calabresi, di vivere serenamente fino alla morte, avvenuta recentemente ad 84 anni.

I turchi di Gedik Acmet Pascià approdarono sulle coste della Terra d’Otranto da Tirana e dal 28 luglio al 11 agosto 1480 assediarono la città. Entrati, radunarono 813 uomini dai 15 anni in su. Essi furono posti dinanzi alla fatale scelta: rinnegare la propria fede o morire. Il primo ucciso fu Antonio Primaldo, che dopo la decapitazione si erse in piedi e vi rimase fine alla fine del supplizio dei compagni.

Dal 1711 i resti mortali sono custoditi nella Cappella dei Martiri della cattedrale, ma anche altre chiese custodiscono le loro reliquie: Santa Maria Maddalena di Napoli, l’Episcopio di Salerno e l’Episcopio di Bari.

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Ad Arnesano si inaugura il Laboratorio Urbano

Sabato 22 dicembre, alle 19, in zona Riesci ad Arnesano, si terrà l’inaugurazione del centro polifunzionale Laboratorio Urbano di Arnesano.

L’evento vede in prima fila la cooperativa sociale Teatro dei Veleni, ente aggiudicatario del progetto Laboratori Urbani Saremo, che ha visto il finanziamento regionale Bollenti Spiriti e il cofinanziamento dei comuni di San Donato di Lecce, San Cesario di Lecce, Monteroni, San Pietro in Lama e Arnesano.

Durante la serata sarà presentato ai cittadini il progetto Saremo, nonché le attività e i servizi offerti dallo stesso progetto. Ci sarà inoltre spazio per Performance di Arte e Ceramica a cura di Andrea Margiotta, docente di arte della ceramica presso l’Istituto d’Arte Giannelli di Parabita.

L’amministrazione comunale di Arnesano auspica che questo parco urbano possa diventare un punto di congiunzione tra Arnesano e il rione Riesci, data la presenza all’interno dell’area di un parco didattico neolitico, un parco giochi attrezzato, un dog park, e una nuova piazza. Tutto questo fa rima con la rivalorizzazione delle aree storiche, ma anche con l’attenzione alle novità e all’ecologia, che si traduce, ad esempio, nel parcheggio fotovoltaico posto a servizio degli impianti sportivi.

Ma non è tutto. Le azioni di tipo strutturale sulla predetta area sono state espletate altresì con l’esecuzione – lungo l’intero perimetro della zona – di una pista ciclabile provvista di doppia corsia e di un’adeguata illuminazione. Un’attenzione particolare è stata rivolta, inoltre, ai punti d’accesso al parco e alle aree di parcheggio, dove sono state realizzate delle rampe atte al superamento delle barriere architettoniche. Tutto ciò rispecchia una filosofia di pensiero al plurale, che mira ad una piena partecipazione della cittadinanza a quelle che sono le opportunità offerte dal nuovo aggregato urbano, nessuno escluso.

Il Comune di Arnesano ha avuto un occhio particolare anche per le nuove tecnologie, attivando all’interno del parco (avvalendosi della collaborazione della ClioCom) una grande area Raganet Wi Fi Free, che consentirà di navigare in rete, gratis, con il proprio notebook, palmare o cellulare. Tale servizio è messo a disposizione di tutta la cittadinanza. Infine, in un prossimo futuro, si provvederà alla realizzazione di un’altra zona wireless in piazza Municipio e nel limitrofo parco Nicholas Green.

Il Laboratorio Urbano di Arnesano costituisce un ottimo esempio di come il virtuosismo congiunto di più enti e istituzioni possa portare a dei risultati altrettanto virtuosi, mettendo in primo piano le esigenze sociali e culturali dei cittadini. Un tempo si diceva che la volontà poteva tutto: almeno in certi casi lo si può affermare ancora oggi.

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Porto Miggiano: al via un’inchiesta

Aperta un’inchiesta sui crolli della falesia di Porto Miggiano di Santa Cesarea Terme e proposta un’interrogazione parlamentare da parte di Elisabetta Zaparutti. In seguito ai numerosi esposti in Procura il pubblico ministero Antonio Negro ha aperto nei giorni scorsi un fascicolo sulle cementificazioni e i crolli nell’area di Porto Miggiano.

Ipotizzato il reato di danneggiamento aggravato dei beni ambientali a carico di ignoti, le indagini sono condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del corpo forestale di Lecce e serviranno a chiarire la conformità dei lavori di consolidamento del costone, finanziati con fondi Cipe-Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, per un importo da 3 milioni di euro. L’intervento di consolidamento scatenò, lo scorso anno, una bagarre mediatica e politica a causa della modalità ritenute dai manifestanti invasive.

Il sostituto procuratore, dopo aver acquisito le immagini dei lavori e la documentazione inerente le autorizzazioni al consolidamento, ha conferito l’incarico a un super consulente, che si occuperà di stabilire se la cementificazione, avvenuta tramite la creazione di due noti locali posti sulla falesia, abbia o meno determinato lo sfaldamento della scogliera.

La zona in questione è stata classificata ad elevato rischio nel Piano di Assetto Idrogelogico-PAI reigonale, dunque è possibile attribuire all’erosione la situazione attuale della costiera, ma sarebbe plausibile anche che i crolli della zona siano stati accelerati dal consolidamento e dalla cementificazione? Queste sono alcune delle domande poste da tempo dal comitato di Tutela per Porto Miggiano.

Sulla delicata vicenda si è espressa anche Elisabetta Zamparutti, deputata parte della Commissione Ambiente, che ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali, per preservare dalle speculazioni edilizie il territorio di Santa Cesarea. Zamparutti ha posto l’attenzione anche sull’ipotesi della realizzazione di un porto turistico da 700 imbarcazioni con scalo per navi da crociera e il rischio di realizzazione di 536 unità abitative sul comparto 13 e di un villaggio turistico per 3.000 residenti sul comparto 25-Villaggio Paradiso, chiedendo se sia compatibile dal punto di vista idro-geologico e della sicurezza pubblica la presenza di due grandi strutture turistiche a pochi metri dal ciglio della falesia di Porto Miggiano che risulta classificato nel Pai quale area a pericolosità geomorfologica molto elevata e se sia compatibile con i vincoli paesaggistici e culturali la costruzione di strutture turistiche a pochi passi da una torre d’avvistamento del XVI secolo.

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Porto interno di Otranto: si attende il 19 febbraio

Ancora incerto il destino del porto interno di Otranto. La scorsa settimana il Consiglio di Stato ha ha accolto il ricorso proposto dall’impresa Romolo Nachira nel bando applicato dal comune per l’affidamento dei lavori per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale di Puglia, sezione di Lecce 1871/2012 del 13 novembre, concernente affidamento lavori di riqualificazione del porto turistico di Otranto, in cui il TAR si era pronunciato favorevolmente alle ragioni comunali e non della ditta promotrice della causa, che si era piazzata seconda al bando di affidamento per l’appalto: la Ati Romolo Nachira.

Per capire meglio le sorti dell’opera, bisognerà attendere il febbraio 2013, mese in cui è fissata l’udienza che dovrebbe definitivamente chiarire la situazione.
Il presidente della VI sezione del Consiglio di Stato, intanto, con il decreto monocratico numero 4618, ha sospeso la stipula del contratto tra l’amministrazione comunale e l’aggiudicataria ATI Rossi Renzo, riguardante i lavori di riqualificazione del porto turistico, per l’ampliamento del bacino esistente e la realizzazione di ormeggi e sistemazione delle aree a terra, accogliendo l’appello proposto contro la sentenza numero 1871/2012 della III sezione del Tar di Lecce.

Intanto è stata bloccata la cantierizzazione per il ricorso al Consiglio di Stato numero 8274 del 2012, proposto dall’Impresa Romolo Nachira in proprio e quale mandataria di ATI, con Bieffe Costruzioni SRL e Armando Muccio SRL, rappresentata e difesa dagli avvocati Ernesto Sticchi Damiani e Alfredo Caggiula contro il comune di Otranto rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Taurino, nei confronti di Rossi Renzo Costruzioni SRL mandataria di ATI con Lci-lavori costruzioni industriali SRL rappresentata e difesa dall’avvocato Alfredo Biagini.

Sembrano non finire le lungaggini burocratiche, che ormai da 5 anni rallentano la riqualificazione del porticciolo interno di Otranto, nel recente passato bloccato anche dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali per il particolare interesse storico delle acque interne della baia idruntina.

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Uggiano tra blog e innovation technology: il Treno della Memoria 2013

Pubblici amministratori e nuove tecnologie social. Uggiano la Chiesa, come accade da diverso tempo, si fa promotore di iniziative d’innovazione, grazie anche alla freschezza portata dal giovane assessore Luca Leo, che ha deciso di tenere un proprio blog e alla prosecuzione di varie iniziative promosse dall’amministrazione comunale nell’ambito dell’innovazione tecnologica e dei servizi informatici.

Nel nuovo portale dei servizi al cittadino, anche il singolare progetto Mettiamoci la Faccia, iniziativa ministeriale sul monitoraggio dell’efficienza degli uffici pubblici, a cui aderiscono diversi comuni e prende il nome dall’azione da compiere per partecipare attivamente all’espressione delle opinioni personali sui servizi resi al cittadino.
L’utente potrà accedere al sito e cliccando sulle facce colorate potrà esprimere le opinioni in maniera semplice, immediata e accessibile dal sito istituzionale http://www.comuneuggianolachiesa.it/uggiano/index.php?option=com_content&view=article&id=185&Itemid=92, non ancora completamente funzionale, ma attraverso l’area Il Comune Informa si può accedere a servizi e alle informazioni sull’amministrazione e il territorio.

Invece, per quanto riguarda il blog è l’assessore alle politiche giovanili a spiegare il meccanismo è lui stesso http://siriolucaleo.blogspot.it, assieme alle motivazioni che lo hanno spinto alla creazione della pagina.:

Ho deciso di creare questo spazio, condiviso simultaneamente con i più noti social network al fine di condividere la mia attività politica con tutti.
All’interno oltre alla Home Page, troverete tre pagine dedicate rispettivamente ad alcune delle mie deleghe assessorili, nello specifico “Politiche Giovanili”, “Innovazione Tecnologica e Servizi Informatici” e “Randagismo Canino”. In ciascuna di esse, avrò premura di scrivere tutte le attività che ho portato a compimento e che ho intenzione di realizzare e per ognuna di esse ci sarà la possibilità di esprimere un commento anonimo e non. Tutto ciò mi servirà da un lato per informare i miei concittadini del mio lavoro svolto quotidianamente in Comune e dall’altro lato mi servirà come stimolo per fare meglio o per ricevere suggerimenti e critiche costruttive su determinate situazioni. Nella Home Page invece, pubblicherò notizie, idee e pensieri vari dell’Italia che vorrei.

Leo, studente universitario, facoltà di Giurisprudenza presso l’università del Salento, è stato eletto nelle scorse amministrative 2010, nominato assessore del comune di Uggiano La Chiesa conclude ringraziando gli utenti della pagina. Sul blog, l’assessore, informa anche della delibera comunale del 18 dicembre in cui

la Giunta Comunale ha deliberato l’adesione al progetto “La Memoria e il Ricordo”. L’iniziativa è rivolta a 100 giovani della Provincia di Lecce tra i 18 e i 30 anni e prevede un viaggio dal 9 al 15 febbraio con soggiorni a Trieste e Cracovia per visitare la risiera di San Sabba, le foibe di Bosavizza, e il campo di concentramento di Auschwitz –Birkenau. La quota di partecipazione è di € 70,00. La nostra Giunta ha stabilito che la quota di partecipazione per ciascuno dei 3 membri della delegazione comunale sarà di € 35,00 anziché di € 70,00, la restante quota sarà a carico dell’ amministrazione comunale, assessorato alle politiche giovanili.

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Studenti e futuri imprenditori, binomio possibile al “Galilei Costa” di Lecce

Imprenditori a 17 anni e frequentano il 4° anno superiore di un istituto tecnico economico: questo è quello che è successo a 25 studenti della classe 4°B del settore economico/informatico dell’istituto Galilei Costa di Lecce. Gli studenti, suddivisi in cinque gruppi di attività, stanno avviando in questi giorni delle vere e proprie azioni di marketing e di organizzazione concrete, capaci di creare business e un possibile introito in denaro. Alla dichiarazione del premier Mario Monti:

“Il mio desiderio è che il 2013 possa essere l’anno degli investimenti in capitale umano, scommettendo sui propri giovani e sulle loro competenze e sui loro talenti”

questi studenti hanno risposto con i fatti, senza aspettare gli investimenti delle imprese, ma mettendosi in proprio. Hanno iniziato a occuparsi di agroalimentare appena un anno fa, quando erano al terzo anno, e oggi, al quarto, sono già pronti a una sfida alquanto azzardata:

«vogliamo crearci un lavoro vero, qui al sud, entro il nostro diploma e vogliamo lavorarci già da ora, mentre siamo ancora a scuola e vogliamo persino iniziare a guadagnare».

Chi l’ha detto, infatti, che gli studenti non possono guadagnare del denaro mentre sono ancora a scuola, se lavorano su qualcosa per cui aziende e clienti sono disposti a spendere? Da qui la scommessa: riuscire a tradurre in pratica tutto quello che apprendono durante le lezioni e costruire le basi di quello che potrebbe diventare il loro futuro lavoro fra 18 mesi, quando otterranno il diploma. L’area d’azione, come già detto, è quella della tripla A di agricoltura, alimentazione e ambiente, un’area in cui i giovani salentini hanno implementato l’ormai nota Dieta Med-Italiana e su cui si stanno concentrando. Si muoveranno tra prodotti già consolidati, come olio e friselle, e nuove proposte da lanciare per la prima volta sul mercato. E non mancheranno realizzazioni di importanti eventi e nuovi siti web. Questi i cinque progetti:

  • Antonio, Francesco, Gabriele, Jacopo, Matteo M. e Matteo S. tra pochissimi giorni annunceranno e lanceranno sul mercato nazionale e internazionale un “nuovo” prodotto. La parola “nuovo” è virgolettata in quanto il prodotto in sé ha in realtà più di 7.000 anni, mentre è nuovissimo e originale il concept e l’immagine associata. I sei studenti garantiscono che riusciranno a stupire tutti; la loro è una vera e propria azione di marketing avanzato, dal design e dalla registrazione del marchio al packaging e alla commercializzazione. Hanno colto alcuni aspetti mai messi in evidenza sotto questa luce; una sfida aperta tra sei diciassettenni e il mercato globale. Il guadagno arriverà dalla vendita di questo “nuovo” prodotto della gastronomia salentina.
  • Andrea, Evelina, Federico, Martina e Pierluigi si stanno invece occupando di far conoscere in tutta Italia e anche all’estero, a partire dal 2013, un antico e apprezzato prodotto da forno locale, meritevole, a loro parere, di essere diffuso e commercializzato al pari della piadina, della bruschetta e persino della pizza. Si tratta delle frise (o friselle, frisedde, friseddhre), un pane biscottato – cotto due volte – che diventa duro e durevole e, al bisogno, necessita solo di un po’ d’acqua per diventare di nuovo morbido e pronto per essere guarnito, sia in maniera tradizionale con olio extravergine, pomodoro e sale, che in modo personale e creativo. Anche in questo caso i giovani studenti hanno creato e registrato un marchio, Frisedda Regina, attraverso il quale cercheranno di consorziare i migliori produttori locali e diffondere e commercializzare questa nuova e al contempo antica tradizione culinaria salentina. Anche in questo caso il guadagno scaturirà dai margini ottenuti dalla vendita.
  • Andrea, Daniele, Giulia, Marco, Paola e Veronica lavorano alla realizzazione del Festival della Dieta Med-Italiana, importante e originale kermesse agro-eno-gastronomica che avrà luogo nel centro di Lecce dal 25 al 28 aprile 2013. L’evento ha l’obiettivo primario di condurre e concentrare nel capoluogo salentino esperti, ricercatori, chef, nutrizionisti, giornalisti e semplici visitatori attraverso l’organizzazione di seminari, esposizioni, mostre, degustazioni e importanti congressi, tutti incentrati sullo stile alimentare e di vita più importante e famoso del mondo: la dieta mediterranea. I riflettori saranno sempre puntati sui prodotti della terra e della pesca e sulla loro lavorazione. Particolare attenzione anche ai produttori, presenti sia in proprio che tramite organizzazioni, quali: Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confartigianato, Cna, Gal, Gac, etc. In questo caso i ragazzi cercheranno di ritagliarsi un margine di guadagno derivante dalle entrate, come noleggio stand, sponsorizzazioni e altre attività.
  • Manuela, Nilo, Roberta e Stefano stanno lavorando a quello che sarà il portale nazionale italiano sulla dieta mediterranea. All’indirizzo www.dietameditaliana.it, infatti, a breve saranno pubblicate informazioni e news che, oltre a descrivere nei dettagli le caratteristiche della dieta più famosa del mondo, riporteranno tutti i centri e le istituzioni italiane che si occupano di dieta mediterranea. Ci saranno anche tutti gli eventi che hanno luogo nel Bel Paese insieme anche alle iniziative internazionali in cui figurano contributi o partecipazioni italiane. Saranno persino create delle schede descrittive degli esperti e dei ricercatori e dei loro lavori. Obiettivo del loro lavoro: creare un unico e potente centro informativo su tutto ciò che avviene in Italia sulla promozione e diffusione della buona e sana dieta mediterranea. Se l’obiettivo sarà raggiunto, il portale diventerà di fondamentale importanza per tutte le aziende del settore e capace di attirare pubblicità e contributi che rappresenteranno un’ottima possibilità di guadagno per chi ci lavora.
  • L’ultimo progetto è quello di Andrea, Giorgio, Mattia e Michael che cureranno il marketing di un nuovo prodotto dolciario nato sei mesi fa, concepito appositamente per la Dieta Med-Italiana, il PanSorriso. Ѐ un dolce particolarissimo creato dal pasticciere Giovanni Venneri che, grazie all’uso di prodotti naturali del Salento come olio extravergine d’oliva Adamo e miele – in sostituzione del burro e dello zucchero – risulta essere buono, naturale, digeribile e, soprattutto, sano, caratteristiche molto rare in un prodotto dolciario. L’artigiano di Alliste, creatore del PanSorriso, ha deciso di affidare alla creatività e all’intraprendenza degli studenti leccesi il delicato compito di far conoscere, apprezzare e, quindi, acquistare la sua nuova creatura. I ragazzi ne hanno concepito il nome, il logo e la forma e hanno già avviato diverse iniziative promozionali, attraverso il web, i social network e i mezzi più tradizionali.

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La Toma Maglie illude poi scompare a Francavilla

La Toma Maglie conclude la tremenda serie trasferte in casa di prima e seconda con un magro bottino: 2 reti fatte e 12 subite. I ragazzi di mister Luigi Colagiorgio non poteva aspettarsi sei punti dalle due gare lontane dalle mura amiche, e i nuovi innesti che devono ancora ambientarsi hanno fatto il resto.

La partita, sull’onda del successo dello scorso turno, era cominciata bene per i magliesi, subito dalle parti dell’estremo difensore di casa e in grado di guadagnarsi un rigore, trasformato al quinto minuto da Fabio Di Santatonio, che ha preso il posto di Luciano Quarta come tiratore dal dischetto degli undici metri. La squadra del presidente Renato Lillo è arrivato alla quarta partita con un rigore a favore, dato statistico curioso che comunque attesta la voglia del calciatori salentini di non arrendersi rendendosi pericolosi in area avversaria.

La vicecapolista, sotto davanti al suo pubblico, trovava la forza di reagire all’ottavo minuto, quando sigla in pareggio su calcio di punizione. Un rigore, stavolta per i padroni di casa, poco prima del quarto d’ora porta in vantaggio la seconda in classifica, che segna il 3-1 sempre su calcio da fermo, di nuovo punizione dal limite. Il portiere ospite Gianluca De Lumé viene superato altre due volte prima del riposo, e nel secondo tempo il Francavilla amministra il vantaggio.

Trova altri due gol che sigillano il 7-1 finale, con la Toma Maglie che, amministrando meglio il vantaggio iniziale, avrebbe potuto fare il colpaccio in casa di una pretendente alla promozione in Eccellenza, portando alle stelle il morale del gruppo in vista di una nuova gara casalinga e del prosieguo di campionato.

Rimanendo alla gara in casa della quindicesima giornata, se il calendario in trasferta propone gare da capogiro, per le partite al Tamborino Frisari è meno duro: dopo la settimana scorsa, quando venne a far visita il fanalino di coda Lizzano, perdendo 3-2, la prossima domenica ci sarà la nuova ultima in classifica, il Latias, sceso di una posizione dopo la vittoria appunto del Lizzano.

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Kurumuny e B22 presentano le carte da gioco Le Salentine

Venerdì 21 dicembre, alle 19.30, presso la storica Osteria da Angiulino, in via Principe di Savoia a Lecce, si terrà la presentazione ufficiale del nuovo mazzo di carte da gioco Le Salentine, ideate da Kurumuny Edizioni e dal laboratorio creativo B22.

L’evento, pensato come un’occasione di festa, è aperto a tutti, con la possibilità, per chi avesse voglia di degustare le specialità della casa, di rimanere a cena in osteria (ovviamente prenotando) dopo la presentazione delle carte, che vedrà gli interventi di Gianluca Pasca del Centro Ricerca e Formazione, Francesco Cuna e Alessandro Sicuro di B22 e Giovanni Chiriatti di Kurumuny Edizioni.

Il mazzo, interamente disegnato a mano, rappresenta un pregevole esempio di attenzione nei confronti della cultura tradizionale, come spiegano gli stessi realizzatori:

Le Salentine nascono dal desiderio di creare un mazzo di carte da gioco legato al territorio e alla sua storia pur mantenendo una giocabilità pari a quella delle carte regionali napoletane, a cui si ispirano e di cui conservano la peculiarità dell’aspetto cromatico. Il mazzo è composto da quattro semi che si richiamano alla tradizione e ne diventano sintesi simbolica.

Ed è proprio la giocabilità ad aver suscitato l’apprezzamento della Modiano, mitica casa del settore carte da gioco, che così si esprime attraverso Modiano in persona:

Modiano Spa ha avuto il piacere di collaborare con Kurumuny Edizioni nell’ambito del progetto Le Salentine. L’azienda garantisce di aver prodotto tali carte da gioco e ne conferma l’eccellenza qualitativa. Con l’occasione ci complimentiamo per la bellezza delle immagini presentate.

Le Salentine usciranno in edizione limitata, ragion per cui chiunque volesse acquistarne un mazzo dovrà prenotarlo sul sito internet www.kurumuny.it. A coloro i quali prenoteranno il mazzo verrà inviato un coupon per posta elettronica, mediante il quale, nel corso della presentazione del 21 dicembre, il mazzo stesso potrà essere ritirato.

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Tutto facile per il Volley Maglie, battuto il fanalino di coda

Il Palabetitaly vede l’ennesima vittoria delle ragazze magliesi, vittoriose sull’ultima in classifica, la Nuova Pallacanestro Campobasso, per 3-0. La Betitaly Volley Maglie fa valere la maggiore forza dell’organico, da capitan Alessandra Labate in poi, e chiude in poco più di un’ora una pratica mai in dubbio, fin dalle battute iniziali. Ottima la prestazione della regista Giulia Clementi, che coadiuvata da Benedetta Bruno, Iole Carbone e le altre ha messo lo zampino in questa vittoria che è il primo di tre passi che porteranno al big match in terra barese, casa dell’attuale prima della classe, il Corato.

I parziali fotografano al meglio i valori espressi in campo, per la gioia dei tifosi che hanno riempito la bolgia del campo magliese: le ospiti si sono fermate rispettivamente a 13, 7 e 16 punti. Le campane hanno comunque giocato al meglio delle loro possibilità, ma i zero punti in classifica, e i soli tre set vinti in nove giornate, mostrano chiaramente che il Campobasso non è al livello del team del presidente Gigi Macagnano, secondo solo per un set di troppo subìto la settimana scorsa contro il Pescara.

C’à da dire anche che il calendario, in attesa della pericolosissima trasferta in casa del Corato, è dalla parte delle atlete salentine: dopo l’incontro con l’ultima, la prossima giornata mostra la trasferta su un campo tutt’altro che inespugnabile, quello del Mesagne, fresco della settima sconfitta su nove giornate di B2. Sembrano incontri di transizione in attesa del 12 gennaio, quando si andrà in casa della capolista, e con la giusta concentrazione unita ai consigli del mister Tonino Solombrino sarà così. Il tecnico ha chiesto tre vittorie a punteggio pieno entro il 12 gennaio, per mettere pressione al Corato e tentare il sorpasso. Se riuscirà nell’intento, la squadra della Betitaly potrà aspirare senza se e senza ma alla promozione diretta in B1, sfiorata l’anno scorso per gran parte della stagione.

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