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Uggiano polemiche e certezze: il recesso dall’Anci


Non si placano le polemiche nel comune di Uggiano sull’uscita dall’Anci.

Nella città della Pace prosegue il “litigio” tra maggioranza e opposizione per la decisione di uscire dall’Associazione nazionale comuni italiani.

In una nota Facebook di ieri, il gruppo politico Insieme per Cambiare – la lista civica d’appartenenza del sindaco Salvatore Piconese – ha risposto punto per punto all’ultimo manifesto fatto affiggere dal gruppo Progetto futuro e Udc di Uggiano la Chiesa.

“Il gruppo di minoranza dimostra di non saper svolgere il suo ruolo politico-amministrativo sia in seno al consiglio comunale sia nel paese, poiché è offuscato e pilotato dagli interessi personali di Cristina Rizzo – scrive il responsabile del gruppo Facebook d’Insieme per Cambiare – Il recesso dall’Anci ha fatto emergere una serie di comportamenti scorretti e irresponsabili che non trovano giustificazione, in quanto indirizzati soltanto a salvaguardare la poltrona di vicepresidente Anci di Cristina Rizzo senza tener conto dell’interesse generale della nostra comunità. Infatti, nell’ultimo manifesto falsificano le parole del segretario generale dell’Anci (al quale dovranno dare conto!) dicendo incautamente che il comune ha sbagliato destinatario nell’invio della delibera del consiglio comunale: ciò è falso, poiché tutto è stato inviato correttamente in data 31/10/2011 all’Anci regionale e nazionale. Da parte del segretario generale dell’Anci viene posta soltanto una questione di formalità, ossia la spedizione sarebbe dovuta avvenire mediante raccomandata con ricevuta di ritorno anziché con posta celere utilizzata dal comune.

Si tratta di un eccesso di formalismo che sarà superato, poiché la posta celere è uno strumento tracciabile e più veloce e da conferma dell’arrivo al destinatario della corrispondenza inviata anche mediante il sito internet di Poste Italiane: in questo caso la delibera del consiglio comunale è giunta in sede Anci a Roma alle 9.35 del 2 novembre 2011. Pertanto, in data 30/12/2011 il sindaco ha scritto una lettera al segretario generale sottolineando la validità dell’atto amministrativo e l’efficacia del recesso a partire dal 1/01/2012, riportando così le sentenze della suprema Corte di Cassazione che supportano legalmente l’indirizzo del comune.

Infine, facciamo chiarezza sulla vicenda dell’invio dei calendari nel mondo, sulla quale la minoranza si è guardata bene dallo specificare che si trattava degli emigranti all’estero! Infatti, per la prima volta il comune ha spedito il calendario istituzionale alle 275 famiglie di emigranti all’estero per una spesa complessiva di 1200 euro (e non oltre 1500 euro: un’altra bugia). Un gesto semplice che dimostra la vicinanza e l’affetto che nutriamo verso i nostri concittadini che da tanti anni vivono e lavorano fuori dall’Italia, ossia circa 600 uomini e donne che le amministrazioni comunali arcobaleno (guidate da Cristina Rizzo e Tonino Risolo) hanno sempre dimenticato e ignorato”.

Una nota che potrebbe mettere fine alla polemica tra i gruppi politici uggianesi per quanto riguarda il recesso dall’Anci. Uggiano inizia l’anno con la certezza di non far più parte dell’associazione dei comuni ma le risposte dell’opposizione non tarderanno ad arrivare.

Jenny De Cicco

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Nel 2012 Uggiano ancora in Anci?


Uggiano la Chiesa, il comune che ha deciso di non far più parte dell’Associazione Nazionale dei Comuni, ma suo malgrado continuerà a farne parte.

Lo riferisce, con l’ennesimo manifesto, il gruppo d’opposizione Progetto Futuro. Così il 2012 pare che per Uggiano sia sotto il segno dell’Anci.

L’opposizione chiede al sindaco Salvatore Piconese di pubblicare la comunicazione del 14 dicembre di Anci, protocollata al comune il 21 dicembre successivo.

Ecco quanto riportato da Progetto Futuro: “Anci, che ha ricevuto solo per conoscenza la comunicazione del recesso del nostro comune, ha espresso il proprio rammarico per questa decisione e ha manifestato la disponibilità a sgravare le quote associative in caso di difficoltà finanziarie del nostro comune per consentirci di rimanere comunque associati, essendo Uggiano fra i soci fondatori di Anci. Ci dispiace che a livello nazionale il sindaco abbia fatto fare alla nostra amata Uggiano la figura del comune poveraccio che non ha neanche mille euro per pagare la quota annuale Anci (meno di 30 centesimi per abitante), mentre, proprio in questi giorni, lo stesso sindaco ha speso 1.500 euro in francobolli per spedire i calendari in tutto il mondo, continuando a sperperare i nostri soldi in attività di propaganda per se stesso. Il sindaco non ha più scuse per motivare la sua scelta scellerata. La delibera di recesso va revocata subito. Lo invitiamo a convocare con urgenza un consiglio comunale per deliberare la revoca. In ogni caso, Uggiano resterà nell’Anci nel 2012 perché il sindaco ha sbagliato a spedire la delibera. Accecato dalla fretta di far perdere il requisito della vicepresidenza di Anci Puglia a Cristina Rizzo ha sbagliato destinatario. E Anci nazionale ha precisato che se il sindaco, malgrado l’offerta di sgravio delle quote, dovesse confermare la sua decisione di recedere dall’Anci, dovrà spedire correttamente la delibera ma, essendo scaduti i termini per il 2012, il recesso avrà efficacia nel 2013. Siamo convinti che questa notizia farà piacere a tantissimi cittadini che non hanno condiviso l’insana decisione del sindaco ed auspichiamo che quanto accaduto faccia riflettere tutto il gruppo consiliare di maggioranza e lo induca ad assumere le conseguenti decisioni nell’interesse della comunità amministrata e non con finalità persecutorie nei confronti di qualcuno. La sana politica è servizio, l’insana politica è abuso di potere”.

Ma la partita Anci a Uggiano non sembra essere ancora chiusa.

 

Jenny De Cicco

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Rapporto Sprar – Lecce meta preferita dai migranti


La provincia di Lecce è la meta preferita dai migranti per quanto riguarda la Puglia. Questo è quanto rilevato dal rapporto Sprar 2010 – 2011 “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, presentato recentemente a Roma.

L’indagine è stata portata avanti da “Cittalia” (Fondazione Anci Ricerche), in collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’Anci – che gestisce il Servizio centrale Sprar – incentrandosi sulla rete di attività che gli Enti locali, in collaborazione con il terzo settore, mettono in piedi accogliendo gli stranieri richiedenti asilo.

Nello specifico, il sistema è costituito dagli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Inoltre, gli enti locali, con il supporto del terzo settore, garantiscono interventi che superano “la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”.

La rete dei soggetti operanti, comprendente anche i Cara e le strutture della Protezione Civile, realizza 151 progetti territoriali che fanno capo a 128 Enti, tra cui Galatina, Trepuzzi, Carmiano e Lecce. Complessivamente, nel 2010, Sprar ha accolto 6.855 richiedenti e titolari di protezione internazionale suddivisi in categorie ordinarie (uomini e donne singoli, nuclei familiari), di vulnerabilità (minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, nuclei monoparentali, persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria specialistica e prolungata, vittime di tortura e violenza) e infine, di persone con disagi psichici. In tutta Italia si contano 3.146 posti di accoglienza e la regione che ne ha di più è il Lazio; seguono in ordine, Lombardia, Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna. Proprio la regione pugliese, nel 2010, ha predisposto 18 progetti e 314 posti di accoglienza. In generale, tra il 2007 e il 2011 gli Enti titolari di progetti Sprar sono aumentati da 10 a 17, e anche il numero di progetti ha subito un incremento passando da 11 a 19.

Alessandro Conte

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Ieri giornata d’incontri a Bari sullo stato delle coste pugliesi


Incontro tra Sib e Anci Puglia che ieri mattina a Bari hanno discusso il piano regionale delle coste, mentre Mauro Della Valle di Federbalneari esprime le proprie considerazioni sulle dichiarazioni di Fabiano Amati, scaturite in seguito all’incontro di Bari tra l’assessore regionale e Antonio Gabellone.

Piano delle coste oggetto dell’incontro tra una delegazione del Sindacato italiano balneari rappresentati dal presidente Antonio Capacchione e l’Associazione nazionale comuni d’Italia-Puglia dal presidente Luigi Perrone e vicepresidente Cosimo Durante.

Il Sib definisce il Prc, approvato il 13 ottobre scorso dalla Giunta regionale, come un’occasione mancata per modernizzare la regolamentazione della costa e per assicurare un suo uso sostenibile e produttivo.

“Un programma ambizioso trasformatosi in un modesto piano degli stabilimenti balneari – secondo il Sib – Tali caratteristiche restrittive del Piano regionale contrastano sia con le dimensioni estremamente contenute della attuale balneazione attrezzata pugliese che, come si evince dalla stessa Relazione illustrativa del Piano, riguarda solo una concessione (più precisamente l’1,1) per chilometro di costa e solo il 9% del totale dell’area demaniale (percentuali ben lontane da quelle delle altre regioni italiane, quelle romagnole sono all’80%) sia, soprattutto con l’esigenza di uno sviluppo turistico di qualità della nostra Regione che presuppone l’aumento e non la diminuzione dei servizi. A ciò si aggiunga l’assenza di qualsiasi margine di adattamento per i piani comunali, la disciplina contenuta nel piano è una disciplina di dettaglio che riduce i comuni a fotocopiare la normativa tecnica di attuazione del piano regionale”.

Sempre a Bari vertice tra il presidente della Provincia di Lecce Gabellone e l’assessore regionale Fabiano Amati per il punto sul problema erosione costiera. Insoddisfatto Mauro della Valle, presidente di Assobalneari – Confimprese “Pur apprezzando la nobile iniziativa del Presidente Gabellone a incontrare Amati – dice – mi sembra, leggendo le dichiarazioni dell’assessore, che il problema dell’erosione interessa i soli stabilimenti balneari. Le dichiarazioni di Amati rappresentato una politica regionale miope e distratta di tutela della costa, puntano il dito sull’imprenditore balneare. E’ da diversi mesi, che la regione non risponde, o fa finta, riguardo ad alcuni progetti eco-sostenibili da finanziare con fondi regionali riconosciuti agli Imprenditori Balneari che hanno subito notevoli danni durante le mareggiate del 2009/2010.

Che fine hanno fatto questi 250mila euro? Ci risulta che sono da tempo nelle casse della provincia di lecce, ma a tutt’oggi, forse intenzionalmente, impossibili da spendere. Spero che nella riunione prossima a Lecce il 13 gennaio l’assessore possa comunicare l’individuazione di fondi regionali a disposizione della lotta contro l’erosione costiera e che dia il nulla osta a rendicontare i 250mila a favore delle Imprese Balneari danneggiate. Ora è il tempo di essere portatori di manutenzione ordinaria del prezioso territorio costiero che tutti noi siamo in dovere di lasciare in buona salute ai nostri figli”.

Jenny De Cicco

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Polemiche Anci: ecco la risposta del Pd uggianese


A Uggiano la polemica tra maggioranza e opposizione non si placa. E’ apparso in questi giorni l’ennesimo manifesto, a firma della sezione cittadina del Pd in risposta alle dichiarazioni rese dall’Udc provinciale. I mezzi usati sono i tradizionali manifesti, ma anche i botta e risposta per via telematica tra gli esponenti dei partiti di maggioranza e opposizione comunale.

Sulla bacheca di Otranto Oggi lo scorso 4 dicembre, Maria Cristina Rizzo ha pubblicato l’immagine del manifesto del Pd a lei rivolto in risposta a quello del partito di riferimento della Rizzo, L’Udc, tratto dalla pagina del Pd locale. La Rizzo lo ha corredato con la reazione a quanto affisso sui muri della cittadina. “L’equilibrio – dice l’ex sindaco – è la prima virtù che deve avere chi amministra la res publica”. Il Pd ha respinto, tramite il manifesto, le accuse rivoltegli dalla segreteria provinciale dell’Udc che vedeva, nell’uscita di Uggiano dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, una manovra del partito di riferimento di Salvatore Piconese, un modo per tagliare politicamente le gambe alla consigliere Rizzo, vicepresidente regionale Anci, che a seguito dell’uscita dall’Anci del proprio comune, Uggiano, avrebbe dovuto dimettersi. Poi il manifesto prosegue definendo “politicamente gravi” le accuse che rappresenterebbero delle “inopportune ingerenze”, infatti le scelte fatte sarebbero state compiute esclusivamente per motivi economici.

“Le accuse dell’Udc non trovano né giustificazione, né comprensione – il manifesto Pd prosegue – non trova giustificazione perché non c’è complotto ai danni dell’Udc, in quanto, se è vero che la consigliera Rizzo decade, è anche vero che a sostituirla ci sarà una persona liberamente scelta dall’Udc, che così manterrebbe la rappresentanza in Anci”. Il Pd non trova comprensione nell’idea di un complotto contro la comunità di Uggiano e Casamassella, definendo i comizi della Rizzo sempre meno credibili. Il manifesto reca in caratteri maiuscoli la condanna per un comportamento scorretto della consigliera, “un atteggiamento egoista che cancella 110 anni di storia nell’Anci”.

Maria Cristina Rizzo ha proseguito la divulgazione del manifesto, pubblicandolo sulla bacheca Facebook di Salvatore Negro e corredandolo di commento politico. Il presidente regionale Udc e autore del manifesto di fine novembre accusava il sindaco di utilizzare piccole logiche di padre padrone. “Questa è la risposta del Pd al manifesto della nostra segreteria provinciale (che ha ripreso il pensiero di Negro, ndr). Siamo al delirio – prosegue la Rizzo sulla pagina di Negro – L’amministrazione delibera il recesso dall’Anci e poi accusano me di aver cancellato 110 di storia nell’associazione. Sono seriamente preoccupata per le sorti del mio paese”.

Sempre a mezzo Facebook, il Partito Democratico Uggiano-Casamassella fa sapere che si schiera con l’amministrazione comunale contro qualsiasi attacco strumentale, ma il botta e risposta sembra lontano dalla sua conclusione.

Jenny De Cicco

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A Uggiano la polemica corre sui muri e sulle bacheche Facebook


Il gruppo di opposizione consiliare uggianese, Progetto Futuro Uggiano, non si arrende e riprendendo la dichiarazione del capogruppo regionale Udc Salvatore Negro, “Con l’uscita dall’Anci l’amministrazione comunale attacca l’Udc e la comunità di Uggiano e Casamassella”, ribadisce la propria contrarietà alla politica della maggioranza dall’uscita dall’Associazione nazionale dei comuni e le battaglie contro l’aumento della tassa dei rifiuti iniziate nei mesi scorsi e tenutesi con toni accesi, sintomo di eccessi di protagonismo del sindaco Salvatore Piconese. “Chi amministra la cosa pubblica non nell’interesse della comunità ma secondo piccole logiche personali di padre padrone non può pretendere di essere considerato un buon amministratore”, scrisse allora Negro e recano ora i manifesti sui muri del paese.

Le risposte non tardano ad arrivare e corrono per le vie telematiche, come ci hanno abituati i politici di questi ridenti paesini, che dimostrano dimestichezza con l’utilizzo del mezzo, ecco dunque le risposte dei politici del Partito Democratico di Uggiano-Casamassella, di cui è parte Piconese.

“Respingiamo gli attacchi strumentali fatti contro il nostro sindaco da parte della segreteria provinciale dell’Udc. Un modo vecchio e padronale di fare politica”, commentano sul profilo Facebook del Pd locale. Interviene anche l’assessore alle politiche giovanili Sirio Luca Leo che posta sulla bacheca: “Non ho capito una cosa… ma perché la segreteria provinciale e non quella locale? Ammesso che la segreteria comunale dell’Udc esista”. Gli fa eco Vincenzo Sisinni, esponente del gruppo di maggioranza: “Questi personaggi non perdono l’occasione per rendersi sempre più antipatici e fuori luogo”, mentre il sindaco Piconese preferisce apporre un mi piace ai commenti precedenti e far notare, ringraziando, come il contenuto sia datato.

“Come al solito intempestivi”, dice il sindaco sulla propria bacheca.

Jenny De Cicco

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Comizio dell’opposizione uggianese: Piconese non sa gestire il paese


Continua il botta e risposta a suon di comizi a Uggiano la Chiesa.

Ennesimo atto, il secondo dopo quello del 23 ottobre, il 6 novembre l’opposizione ha risposto al comizio dell’amministrazione Piconese di domenica 30 ottobre.

Ha riaperto il dibattito il consigliere Claudio Franco, rispondendo alle dichiarazioni del sindaco sulla mancanza di spazio dei giovani consiglieri nel gruppo d’opposizione. “Tutte le decisioni – ha detto – sono condivise all’interno del gruppo e anche con il gruppo civico, al contrario del gruppo di maggioranza, dove le decisioni le prende il sindaco”. Poi il capogruppo Tonino Risolo ha risposto alle battute di Piconese, ribadendo che l’amministrazione ha solo timbrato progetti avviati dalle precedenti amministrazioni, passando per l’ormai storica vicenda Ato. “L’amministrazione – ha commentato – è stata costretta ad accodarsi ad altri 14 comuni in un’azione comune contro la presidenza e la gestione dell’ente, come suggerito dall’opposizione, invece di dare mandato per l’azione d’uscita a un avvocato gravando sulle casse comunali. La permanenza nell’Anci è fondamentale, 1039 euro annuali di canone non possono essere causa dell’uscita. Il sindaco non ha neanche considerato la mozione dell’opposizione di usare i gettoni di presenza dei consiglieri per far fronte alla spesa, ma ha pensato di votare l’entrata nell’Apulia Film Commission, per 650 euro annue. Inoltre, dopo aver restituito il mutuo di 2 milioni di euro sul castello, ha programmato dei lavori da eseguire da qui al 2013 per 2 milioni e 200mila euro, con altri mutui a carico del comune come scritto nella delibera di approvazione del programma delle opere pubbliche del 10 gennaio 2011”.

Infine Maria Cristina Rizzo ha accusato Piconese di aver tenuto la settimana precedente un comizio vuoto, non avendo argomenti per ribattere a quelli del comizio del 23 ottobre del gruppo di opposizione. “Avere un ruolo regionale in Anci – afferma Rizzo – è servito a ottenere un finanziamento di 70 milioni di euro per i servizi sociali per i prossimi tre anni, facendo la sua piccola parte insieme ad altri partner e al gran lavoro dell’assessore regionale Elena Gentile. Tutto questo mentre il vero e unico rappresentate del comune di Uggiano e Casamassella in Anci, il sindaco, non si è mai recato alle riunioni.

Intanto è la grave situazione per la mancanza di servizi essenziali per anziani e bambini, la gestione all’interno degli uffici comunali per la mancanza di un ragioniere, i rifiuti per strada, la gestione pessima dell’ambiente che i turisti hanno constatato nell’ultima stagione estiva, l’impossibilità per i cittadini di poter usufruire della biblioteca comunale, tutto dimostra l’inadeguatezza di chi sta amministrando questa comunità”. La querelle non è finita e Uggiano e Casamassella attendono l’ennesimo comizio, questa volta della maggioranza, nella piazza di Casamassella, domenica 13 novembre alle 19.

Jenny De Cicco

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Salvatore Negro: Salvatore Piconese attacca l’Udc e l’Anci


Uggiano la Chiesa esce dall’Associazione Nazionale dei Comuni, Salvatore Negro, presidente pugliese dell’Udc – partito della consigliere di opposizione ed ex sindaco uggianese Maria Cristina Rizzo, vicepresidente regionale Anci – interviene, giudicando pretestuosa e strumentale l’azione del sindaco Salvatore Piconese e annunciando di voler interrogare il partito di riferimento del sindaco, il Pd.

“La decisione del Comune di Uggiano La Chiesa di uscire dall’Anci è un atto di bassa politica – ha commentato Negro – ai danni della comunità amministrata e dell’intero Salento che in tal modo rischia di perdere un punto di riferimento all’interno dell’Associazione nazionale Comuni Italiani”.

Negro commenta così la notizia della decisione del sindaco Piconese di sospendere momentaneamente l’adesione del Comune di Uggiano all’Anci per ridurre i costi a carico dell’Ente.

“Un sindaco deve avere a cuore le sorti della sua comunità e mettere da parte i rancori personali in nome dell’interesse collettivo. È evidente che siamo di fronte a una motivazione pretestuosa e strumentale che nasconde, ma non tanto, ripicche nei confronti della vicepresidente regionale Anci Maria Cristina Rizzo con l’intento di farla decadere dal suo incarico all’interno dell’associazione. Con la sua azione, il sindaco Piconese, abbatte di colpo 110 anni della storia del suo comune che nel 1901 è stato tra i fondatori dell’Anci da cui ha ricevuto numerosi e importanti servizi dei quali hanno usufruito tutti i suoi predecessori.

Come Udc, ci opporremo in ogni modo a questo tentativo di eliminare una rappresentanza, che è dell’intero territorio del Salento, all’interno dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Riteniamo di essere in presenza di un grave attacco all’Unione di Centro e alla stessa Anci, di cui chiederemo spiegazione anche al Pd provinciale (partito di riferimento del sindaco) per capire se e quanto condivide tale azione, convinti che l’unico vero imbarazzo in questa vicenda sia stato creato solo da chi pensa di amministrare la cosa pubblica non nell’interesse della comunità ma secondo piccole logiche personali di padre e padrone”.

Jenny De Cicco

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Maria Cristina Rizzo: “L’obiettivo dell’uscita dall’Anci è farmi fuori”


Alla vigilia del consiglio comunale di Uggiano che ha segnato di fatto l’uscita del comune dall’Anci, la consigliera d’opposizione Maria Cristina Rizzo ipotizza che l’azione del sindaco Salvatore Piconese sia politica e non dettata da esigenze economiche. Queste dichiarazioni sono state rese prima del consiglio di ieri, poiché l’uscita dall’Anci non era semplicemente nell’aria, ma appariva come una volontà ferma e palese della maggioranza di Uggiano, per questioni economiche. “Il recesso del comune dall’Anci è temporaneo ed è dettato dalla necessità di risparmiare la quota di iscrizione annuale di mille euro – dice – Sembrerebbe una prova di gestione oculata delle risorse pubbliche, ma la motivazione fa discutere per due ragioni: perché contraddittoria – il Comune vuole aderire all’Apulia Film Commission e spendere una somma non molto diversa da quella risparmiata – la seconda è che l’importanza di far parte dell’Anci, in termini di rappresentanza istituzionale varrebbe una piccola spesa. Ricordiamo a tutti che nel 1901, Antonio De Viti De Marco, allora sindaco di Uggiano, fu tra i fondatori dell’associazione. La scelta odierna potrebbe far perdere rappresentanza istituzionale al comune in un momento storico in cui tutti i comuni si associano. Uggiano ha sempre partecipato ai lavori dell’associazione nazionale e regionale. Io faccio parte del direttivo regionale dal 2000 e dal luglio 2010 ho la carica di vicepresidente con deleghe al Wellfare. Le ultime due azioni, in ordine di tempo, sono il protocollo d’intesa per il trasporto scolastico degli alunni disabili delle scuole superiori, la cabina di regia per il finanziamento delle sezioni primavera. Per la protezione civile ho seguito la vicenda dei contributi alle strutture che stanno accogliendo gli immigrati del Nord Africa, ho seguito tutte le selezioni per il servizio civile e mi sono resa parte attiva per il finanziamento di 600mila euro per la messa in sicurezza della scuola elementare di Uggiano. Il sindaco ha brillato per l’assenza, pur essendo stato invitato a partecipare e informato, al pari degli altri sindaci, di tutte le iniziative Anci. Assente anche alla manifestazione nazionale del 15 settembre scorso, di protesta contro i tagli del Governo. Gli esiti dell’assemblea Anci addotti da Piconese il 9 ottobre come motivo per uscirne sono solo una palese scusa. Il vero obiettivo è stato già dichiarato da altri esponenti di maggioranza, me. Farmi fuori per la mia popolarità. Si avvicinano le elezioni nazionali e devo essere azzoppata per non partecipare, per avere meno frecce nella mia faretra. Onestamente non penso di candidarmi alle prossime politiche, ma difenderò con le unghie e con i denti la presenza di Uggiano in Anci. Al solo pensiero di non vedere più il logo del mio comune sul manifesto Anci mi fa star male. Sono accecati dall’odio che non riesco a comprendere. Per quanto mi riguarda continuerò a fare gli interessi del mio comune e della mia gente con fatti concreti e non con proclami privi di contenuti. Ed è un fatto concretissimo che in occasione dell’ultima assemblea Anci di Brindisi ho portato una donazione al presidente nazionale Graziano Delrio, ai presidenti delle Anci regionali e agli illustri ospiti, olio, vino e pasta pugliesi e la massaia salentina, personalizzata per l’evento, realizzata da una cittadina di Casamassella”.

Jenny De Cicco

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Uggiano esce dall’Anci


Uggiano la Chiesa esce dall’Anci. La decisione è stata resa ufficiale dopo il consiglio comunale di oggi. Uggiano si è staccata dall’Anci anticipando, in maniera ideale, il futuro accorpamento previsto al vicino comune di Otranto. Le difficoltà di bilancio, infatti, avevano spinto il ministro Giulio Tremonti a proporre l’accorpamento dei piccoli comuni in gruppi più consistenti. L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani si è in molti casi opposta a tale ipotesi, ma in alcuni sono stati gli stessi comuni ad andare verso la direzione ipotizzata dal ministro dell’Economia. Alla base di tale scelta ci sono proprio le difficoltà economiche che – come ipotizzato dal ministro – rendono difficile il mantenimento della macchina amministrativa. Al consiglio comunale di Uggiano la Chiesa tutti presenti, maggioranza e opposizione, e anche un folto pubblico, data l’importanza dell’appuntamento. Si è votato sull’ipotesi preannunciata tempo fa dal sindaco Piconese di non far parte dell’Anci, con un post un Facebook, in seguito alle vicende dell’ultima assemblea di Brindisi. “L’attuale sentimento leghista e sudista – recitava la nota del 9 ottobre scorso – non appartiene al movimento autonomo dei comuni. Valuterò l’uscita dall’Anci.” Una scelta dettata anche dallo spirito del tempo: la difficoltà del comune di Uggiano era soprattutto legata al reperimento della somma di mille euro relativa alla quota associativa annuale. A nulla è valsa la mozione dell’opposizione, che era disposta a sacrificare i gettoni di presenza triennali dei consiglieri del gruppo Arcobaleno e che per l’occasione aveva fatto affiggere dei manifesti per Uggiano e Casamassella. Non era possibile per via dei vincoli di bilancio di tali somme, a causa del quale il comune di Uggiano non può far fronte nemmeno a questa piccola spesa annuale, di scarsa entità ma di grande valore simbolico. Uggiano è fuori dall’Anci dopo essere stata tra i suoi fondatori, nel lontanissimo 1901 insieme ad altri mille comuni. Ne fece parte grazie alla lungimiranza del sindaco di allora, Antonio De Viti De Marco.

Jenny De Cicco

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Strutture per i disabili, in arrivo la cabina di regia dell’Anci


Le tariffe delle strutture per i disabili al centro del dibattito Anci in questi giorni. Si è tenuto infatti a Bari un incontro con gli Ambiti territoriali sul tema dell’integrazione sociosanitaria, in particolare per proporre il coordinamento Anci delle attività dei Comuni per la contrattazione delle tariffe delle strutture sociosanitarie per i disabili. La Regione Puglia, dopo aver definito le tariffe massime per le strutture stesse, ha infatti previsto per gli enti locali la possibilità di stabilire con le Asl intese preventive finalizzate a condividere le modalità di individuazione delle strutture, oltre alla possibilità di contrattare con le strutture accreditate tariffe più vantaggiose in relazione alle condizioni organizzative e gestionali dei centri. Gli Ambiti sociali hanno accolto favorevolmente la proposta dell’associazione dei Comuni, e dopo aver evidenziato alcune criticità hanno concordato sulla necessità di una posizione congiunta e condivisa, e sulla opportunità di una contrattazione unica sotto il coordinamento dell’Anci, che è stata da subito disponibile a sostenere i Comuni assumendo un ruolo di cabina di regia per raggiungere le intese con Asl, e per la negoziazione delle tariffe su tutto il territorio regionale. A breve sarà attivato un apposito tavolo tecnico con i referenti degli Ambiti. “Siamo certi – ha spiegato la vicepresidente Anci Maria Cristina Rizzo, presente all’incontro – che il percorso avviato oggi con gli Ambiti sociali possa e debba divenire sistematico e funzionale alla realizzazione del sistema di welfare locale in Puglia”.

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A Uggiano si festeggia la donna


Si intitola “Nuove presenze femminili per una nuova società”, l’evento organizzato dalla Pro Loco di Uggiano La Chiesa e Casamassella il prossimo 27 febbraio alle 17 presso la biblioteca comunale De Viti De Marco a Casamassella. Si tratta di un evento per incontrare le nuove cittadine stabili sul territorio: sono le immigrate, che in gran parte svolgono lavori che non svolgiamo noi e sono ormai integrate nella nostra società. Dopo i saluti del primo cittadino Salvatore Piconese, relazioneranno Rosi D’Agata, responsabile Immigrazione Sportello dei Diritti, Milena Rizzo, docente di Sociologia delle Migrazioni presso l’Università del Salento, Paola Nuzzo, presidente dell’associazione femminile “Libera la voce”, Maria Cristina Rizzo, vice presidente ANCI Puglia, Stefania Trippetti, assessore comunale alle Pari Opportunità, mentre la moderazione sarà affidata alla presidente della Pro Loco Marilena Terrizzi. Alla fine dell’incontro verrà proiettato il documentario “Hanna e Violka”, di Rossella Piccinno: il film racconta di Hanna, una badante polacca sul territorio salentino, che viene aiutata temporaneamente nel suo mestiere dalla figlia Violka. Il documentario si snoda tra le cure che queste donne prestano ai nostri “nonni”, il desiderio di essere più vicini ai propri cari e la necessità forte di lavorare per vivere. Un modo simpatico per parlare di donne fuori dagli schemi e soprattutto fuori da cliché preconfezionati: l’incontro anticipa infatti l’8 marzo, giornata della donna, che, sempre più spesso, anziché diventare un interessante momento di spunto e riflessione, si riduce a una bieca festa commerciale.

Angela Leucci

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