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Maglie, area di via de Lorentiis: il parere di Antonio Giannuzzi


A Maglie l’intera area tra via de Lorentiis e via Ferramosca, con particolare riferimento agli edifici ex Iacp in pietra leccese, rappresenta il fulcro di un’annoso progetto di recupero che sembra non trovi il giusto adempimento. La storia e i protagonisti: il consigliere di Città Libera Antonio Giannuzzi il 15 ottobre scorso presentava al sindaco di Maglie Antonio Fitto un comunicato che conteneva una serie di osservazioni alle norme tecniche del Piano Regolatore Generale.

L’intervento di Città Libera focalizzava l’attenzione sulle necessità di preservare le caratteristiche edilizie del centro storico, con un’attenzione particolare all’utilizzo della pietra leccese, ritenendo che questa peculiarità arricchisca e caratterizzi la città. Antonio Giannuzzi sottolinea che Maglie è storicamente riconosciuta come la città della pietra, essendo il centro più grande in Italia edificato in pietra leccese: a suo avviso, le carenze normative del Piano Regolatore Generale, favoriscono interpretazioni diverse, tanto da non vincolare all’applicazione del rivestimento e del ripristino anche delle facciate in pietra leccese.

La vicenda ha attraversato gli ultimi mesi del 2012 giungendo al primo consiglio comunale del 2013, durante il quale tuttavia, non c’è stato tempo per la discussione, che è stata quindi rimandata. La proposta di Giannuzzi di preservare la pietra leccese fu presentata come ordine del giorno già durante il consiglio comunale dello scorso dicembre, ma non fu accettata e Città Libera auspicò, nel caso di mancato finanziamento, la preparazione di un nuovo progetto, che evidenziasse l’importanza dell’intera area, con particolare riferimento all’edificato in pietra leccese.

Antonio Giannuzzi sperava di presentare la mozione nel corso del consiglio comunale di lunedì 28 gennaio  ma la discussione è slittata a data da destinarsi. Giannuzzi auspica che l’amministrazione si impegni a preparare, in tempo, un vero progetto di recupero, che potrà essere presentato entro l’anno, sperando che l’aspetto qualitativo dell’area da recuperare, premi, questa volta, il piano di recupero dell’amministrazione di Maglie. La questione rimane sospesa e l’ardua sentenza di via de Lorentiis perdura irrisolta nelle mani dei posteri.

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Città Libera sulle regole dell’edilizia


Riceviamo e pubblichiamo.

Il 30 novembre è scaduto il termine ultimo per presentare osservazioni che modificano e integrano le Norme Tecniche che regolano l’edilizia a Maglie. Città Libera, già dal 15 ottobre, aveva presentato delle osservazioni tendenti a preservare le peculiarità sia paesaggistiche che edilizie della nostra città.

Io e gli amici di Città Libera siamo contenti che a queste nostre osservazioni ne siano seguite tante altre, che vanno a regolare aspetti diversi e integrano ulteriormente le norme Tecniche e il Regolamento Edilizio. Siamo grati per il notevole apporto da parte delle associazioni ambientaliste, che non ci sarebbe stato, se la mia azione consiliare, insieme ad altri dell’opposizione, non avessero messo in risalto quanto stava accadendo in Consiglio.

L’occasione, dell’esame di queste osservazioni, insieme a quelle di altri gruppi politici, danno l’opportunità di colmare, per quanto possibile, le carenze del Piano. Speriamo che, almeno questa volta, la scarsa sensibilità dell’amministrazione su questi temi, possa lasciare spazio ad una più ragionevole condivisione dei rilievi apportati.

Antonio Giannuzzi

Osservazione alle norme tecniche del P.R.G. modificate Premesso che, a tutti i livelli, l’orientamento è quello di preservare le caratteristiche edilizie dei centri storici, ritenendo che queste peculiarità, arricchiscono e caratterizzano le città; -Visto che Maglie, è storicamente riconosciuta come la città della pietra, essendo il centro più grande in Italia edificato in pietra leccese; -Visto che le carenze normative del nostro PRG, favoriscono interpretazioni diverse, tanto da non obbligare l’applicazione del rivestimento in pietra leccese; -Visto che il PRG non prevede, anche in occasione di ristrutturazione, l’obbligo di ripristino, anche, delle facciate in pietra leccesei; -Visto che, in consiglio, l’articolo votato delle norme tecniche, lascia aperta la possibilità dell’utilizzo di intonaci e pitture, soprattutto se già introdotti a seguito di interventi precedenti. Considerato, inoltre, che con riferimento alle aree adiacenti al Centro Storico, ancora rifinite con pietra leccese, il Consiglio Comunale con delibera n. 32 del 21.07.2003, aveva votato, all’unanimità, l’obbligo di usare la pietra leccese nelle costruzioni realizzate nelle zone B, adiacenti al Centro Storico; -Visto che la disposizione, non essendo recepita dal PRG, viene, tranquillamente, disapplicata, anche se la volontà e l’esatta interpretazione, ne vorrebbe il completo rispetto, considerata l’inesistenza di norme che dicono il contrario. -Visto che lo scopo, che si voleva raggiungere in questa occasione, era proprio di restringere le maglie delle deroghe, soprattutto da parte di grandi costruttori, disinteressati al necessario mantenimento estetico e alla dovuta conformità della zona. Tutto ciò premesso si chiede: con riferimento alle zone A1, la sostituzione dell’integrazione del punto 4.4.delle norme generali, che prevedono, nei casi di interventi di manutenzione e/o ristrutturazione dei prospetti, anche la possibilità dell’uso di intonaco a grana sottile con pitturazione in tutte le tinte tradizionali, con: -…è obbligatorio, inoltre, in tutti i casi di interventi di manutenzione e/o ristrutturazione, eliminare anche eventuali rivestimenti esterni costituiti da piastrelle, marmi, intonaci, ecc. ripristinando il prospetto in pietra leccese; di aggiungere: In caso di completamento o sopraelevazione, è obbligatorio il rivestimento in pietra leccese, anche del piano terra, qualora fosse già stato modificato con rivestimenti diversi. con riferimento alle zone B/1.1 visto il mancato recepimento della delibera consiliare n. 32 del luglio 2003, di eliminare la nuova disposizione inserita dove si dice: ”Nel caso di completamento del fronte strada è obbligatorio l’utilizzo di tipologie costruttive e materiali degli edifici adiacenti” con la norma, a carattere generale, dove si dica che: In tutti gli interventi, sia di sopraelevazione che di ristrutturazione o nuove costruzione è obbligatorio, sul fronte strada, l’utilizzo della pietra leccese.


Osservazione alla variante riferita alle Norme Tecniche del PRG adottato
Visto il disegno di legge quadro, proposto dal ministero delle politiche agricole, in difesa del territorio dalla cementificazione e contro il consumo del suolo, del 14 settembre u.s. che stabilisce che dovrà essere determinata l’estensione massima di superficie agricola edificabile, tenuto conto dell’estensione dei terreni agricoli rispetto alle aree che risultano già edificate, oltre una serie di altre indicazione tra le quali il riferimento paesaggistico e la difesa delle costruzioni rurali;
Viste le indicazione della Protezione Civile con riferimento alla riduzione delle aree impermeabilizzate responsabili degli allagamenti, tenuto conto della particolare esposizione di Maglie ai fenomeni atmosferici;
Visto, anche, i movimenti su tutto il territorio nazionale che propugnano lo stop al consumo del territorio, come atto di responsabilità e di indirizzo nazionale;
Visto che ben 23 comparti approvati dal PRG svilupperebbero circa 545.000 mc di edificato per una superficie di circa 1.000.000 di mq di superficie territoriale;
Visto che il calo della popolazione in rapporto all’eccesso del costruito e del possibile altro autorizzabile, non necessita, comunque, di nuove costruzioni, soprattutto in aree agricole;
viste le norme tecniche modificate, riguardo alle zone agricole produttive e quanto prescrive il PRG al punto 15 delle Norme Tecniche, va rilevato che già il CUR aveva eliminato: “E’ ammesso il rilascio di concessioni onerose per la residenza “ e, di fronte alla controdeduzione del Comune tendente a giustificare i permessi di costruire, per una sorte di recupero di situazioni compromesse, la Regione ribadisce: “nelle zone agricole non possono essere consentite residenze, come prospettato dal Comune in maniera generalizzata, ma solo le nuove costruzioni destinate a residenza comunque riferite all’intera azienda agricola, giusto art. 51 della L.R. n. 56/80” nei limiti del punto 15.2.
A fronte di quanto sopra,
SI OSSERVA
Che il tentativo di inserire delle norme contrarie, in modo eclatante, agli indirizzi nazionali, alle disposizioni regionali, al buon senso, potrebbe essere inteso come una violenza al territorio ed ai cittadini, a favore di esigenze di minoranze; pertanto, nell’interesse generale, si chiede:

1) La cancellazione della norma introdotta al punto 15, ultimo capoverso che recita: “E’ ammesso altresì il rilascio di Permessi di Costruire onerosi per la residenza, anche nel caso in cui le opere da realizzare non siano asservite alla conduzione del fondo e alle esigenze dell’imprenditore agricolo …” ;
2) L’eliminazione dell’intero nuovo punto 15.3 proposto;
3) L’inserimento, nelle norme generali, dell’obbligo del censimento e della tutela, di tutti i manufatti agricoli quali: trulli, furneddhi e paiari .

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Antonio Giannuzzi interviene sull’Imu


A Maglie sono uscite le istruzioni per il calcolo dell’Imu e le quote del comune. Sul prontuario emesso sul sito amministrativo si legge: “Il valore catastale ottenuto va poi moltiplicato per l’aliquota base che è stata fissata nella norma nella misura seguente: aliquota base 7,6 per mille, abitazione principale e pertinenze 4 per mille, fabbricati rurali a uso strumentale 2 per mille”. Antonio Giannuzzi, capogruppo di Città Libera, a fronte di una quota che a molti magliesi è parsa alta, ha voluto scrivere in una nota i suoi commenti, che non sono di natura puramente economica, ma anche politica. “La notizia dell’aumento dell’Imu – scrive – non deve sorprendere, è la naturale conseguenza di una gestione finanziaria pesante, che da anni interessa il comune di Maglie. Lo sforamento del patto di Stabilità del 2009 e anche quello, ben più pesante, del 2011, oltre a una situazione di cassa, da più anni, al limite del consentito e più colte censurato dalla Corte dei Conti, non poteva, come previsto, sortire effetti diversi. La normalità, reclamata dal sindaco, si scontra con la realtà, sempre più densa di nubi. Così era normale sforare il patto di stabilità, era normale non pagare debiti maturati, era normale pagare interessi sempre maggiori sulle anticipazioni è normale,così, che anche l’Imu aumenti in una situazione pesante sia per i singoli che per le attività produttive. Non è vero che tutti i comuni stiano facendo altrettanto, ci sono comuni che hanno tolto l’Imu per la prima casa, altri che lo hanno ridotto fino al massimo consentito, noi invece lo aumentiamo fino al massimo consentito, è questa la normalità? O sarebbe stato normale, in questa condizioni, rinunciare al progetto del pattinodramo, del minigolf, dello skateboard e del bike sharing grazie ai quali stiamo pagando e pagheremo rate di mutui che pesano sulla gestione di questo comune, senza che per i cittadini ci sia stato o ci sarà alcun vantaggio?”.

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Sorgerà a Morigino la quinta farmacia magliese?


Dove aprirà la quinta farmacia magliese? A porre la questione il consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi: “La legge 475/68 e la circolare esplicativa del ministero, dispongono che sia tutto il territorio ad essere servito, cosa che a Maglie, in parte, è stata attuata con la localizzazione di due farmacie, una a Nord-Est e una a Sud-Est oltre alle due rimaste in centro; nessuna farmacia è localizzata ad Ovest della città che è, poi, la parte maggiormente popolata con prossimo importante nuovo sviluppo abitativo, come da previsione del Prg. Ci si aspettava che, in quest’occasione, la lacuna potesse essere colmata, ma l’amministrazione, con lettera del 23 aprile, comunica alla regione e agli altri organi interessati, l’intenzione di localizzare la nuova farmacia nella frazione di Morigino”. Una scelta che è solo apparentemente motivata dalla dichiarata volontà di dare un servizio alla frazione, “ma che sembra in realtà – continua il consigliere -soltanto una trovata populista e che, ritengo, non potrà essere attuata. Intanto il numero dei potenziali clienti, non può giustificare i rilevanti investimenti, necessari, per una farmacia fornita ed attrezzata; non è vero che gli abitanti di Morigino non hanno il servizio, considerato che, come da sempre fanno, si servono, per medicinali, come per altre spese, nel comune adiacente di Cursi; la consuetudine a servizi nel centro più vicino, dimostra che Morigino, non rientra nel disposto inserito nella circolare ministeriale che invita a tener conto dell’esigenza di ‘garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate’ in quanto c’è già una farmacia a circa 400 metri servita pure da una pista ciclabile, in posizione più vicina di quanto lo siano i quartieri nuovi, ad Ovest di Maglie”. Osserva Giannuzzi che in comuni scarsamente popolati anche con più residenti di quanti ne conti la nostra frazione, “molte farmacie esistenti hanno chiuso o sono rimaste inoptate dai farmacisti concorrenti alle assegnazioni delle nuove farmacie, non disposti a porre in essere investimenti dei quali non potrebbe esserci alcun ritorno”. Una scelta che è anche contraria allo spirito della liberalizzazioni “finalizzate a creare servizi e lavoro, con l’obbligo di assicurare un’equa distribuzione sul territorio. La scelta, espone il comune di Maglie ad un possibile contenzioso che, come al solito, si risolverebbe con l’esborso di risorse, senza possibilità di far valere le proprie, deboli, ragioni. Invito l’amministrazione a rivedere le proprie determinazioni, ricordando che non è ‘adeguata l’attuale distribuzione con riferimento al capoluogo’ come si legge nelle comunicazioni del 23 aprile, proprio per le ragioni già espresse, evitando di incorrere nuovamente -conclude Giannuzzi- nel disservizio offerto dagli Studi Medici Associati che, pur dovendo servire tutta la città, hanno scelto una sede, assolutamente decentrata creando, anche per questo, un enorme disservizio ai pazienti, sotto gli occhi indifferenti della pubblica amministrazione”.

 

Maurizio Tarantino

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Antonio Fitto rilancia l’azione amministrativa


Il sindaco Antonio Fitto scaccia le accuse di immobilismo e rilancia i meriti dell’amministrazione. In una nota riassuntiva (probabile risposta alle critiche di qualche giorno fa del consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi), il primo cittadino ha voluto sottolineare come “in un momento difficile e di crisi, come quello attuale, poche amministrazioni stanno producendo di questi tempi tanti risultati positivi. Gli investimenti per opere pubbliche in fase di esecuzione, superano abbondantemente i 13milioni di euro”. Fitto spiega anche quali sono i lavori già avviati e per quali importi: il rifacimento mercato coperto del rione Immacolata (660mila euro); la costruzione del centro diurno polifunzionale per giovani ed anziani (700mila euro); recapito finale fogna bianca (2.025.000 euro); l’infrastrutturazione cimitero comunale e realizzazione cappelle e loculi (1.800.000 euro); bike sharing (536.328mila euro). In fase di assegnazione ci sono: il rifacimento del basolato di via Roma (265.000 euro); l’infrastrutturazione della zona artigianale (480.000 euro); recupero del frantoio ipogeo e sistemazione di piazzetta Rosa Garzia (560.000 euro); urbanizzazione primaria e secondaria Rione Madonnina con interventi di recupero degli alloggi ( 4.681.696,39); rifacimento manto stradale (300mila euro); interventi di ristrutturazione dell’edificio scolastico del Primo Circolo (200mila euro); piano di caratterizzazione ex impianto incenerimento rifiuti (105.633 euro). La scuola media di via Manzoni e la scuola Materna via Sticchi (oltre al quadrante sud ovest della città) saranno messi in sicurezza per mezzo del finanziamento del Pon Sicurezza. Altra opera pubblica ultima è l’area mercatale: “Si è concluso il lungo iter per l’assegnazione degli stalli -spiega il sindaco- risultato estremamente difficoltoso poiché l’amministrazione si è impegnata per assecondare le istanze e le esigenze di tutti gli espositori. La nuova area mercatale, una tra le grandi innovazioni di questa amministrazione, sarà inaugurata il prossimo 21 aprile. Per quanto attiene al Bilancio di previsione 2012 è bene precisare che esso va approvato entro il 30 giugno 2012. Peraltro oggi vi è la totale incertezza sia sull’applicazione dell’Imu sia sull’entità dei finanziamenti statali del Fondo di riequilibrio non ancora determinati dal Governo centrale”. Il primo cittadino inoltre precisa le ragioni del mancato rispetto del patto di stabilità interno: “Le causa vanno ricercate nei pagamenti in conto capitale (nel 2011) di opere pubbliche finanziate con fondi incassati in esercizi precedenti, per anticipazioni su promesse della Regione Puglia e per pagamenti derivanti da mutui (che notoriamente vanno considerati solo per la spesa e non per l’entrata)”.

Maurizio Tarantino

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Città Libera chiede la convocazione del consiglio comunale


Da quanto tempo non si convoca un consiglio comunale a Maglie? Se lo domanda il capogruppo di Città Libera Antonio Giannuzzi che ha inviato una nota alla stampa per chiedere agli amministratori delucidazioni sul fenomeno. Secondo Giannuzzi, infatti, non sarebbero a mancare gli argomenti di discussione, tra cui lo sforamento del patto di stabilità, il nuovo progetto di bike sharing, che ha sollevato i dubbi dell’opposizione, il calo della popolazione. “Che succede nell’amministrazione comunale di Maglie? – dice Giannuzzi – In questi ultimi 3 mesi, non sono stati convocati consigli comunali, commissioni consiliari e nemmeno consulte (le consulte vengono però convocate una tantum dai loro presidenti, che non sono politici, ma espressione della realtà associativa, ndr). Eppure, in questi mesi, abbiamo appreso che era stato sforato il patto di stabilità per oltre 1100000 euro, che i dati del censimento hanno registrato 14830 residenti (Maglie aveva una popolazione superiore ai 15mila abitanti dagli anni ’60, ndr) e sarebbe opportuno capirne i motivi, che siamo obbligati a stabilire le tariffe da applicare per l’Imu, oltre a dover approvare il bilancio di previsione che la normativa indica nel mese di dicembre per l’approvazione, salvo deroghe, che se utilizzate, denotano le difficoltà in cui si trova l’amministrazione. Ora, sembra che l’approvazione dei bilanci sarà rimandata a giugno, facendo passare buona parte dell’anno, prima di far conoscere la capienza dei vari capitoli o le fonti dalle quali attingere le entrate, che consentono di operare, o meglio dire, amministrare. Va tenuto conto che l’operatività per dodicesimi sul bilancio precedente non potrebbe generare risultati diversi da quelli pesanti registrati nel 2011. Non approvando, poi, il bilancio consuntivo, sarebbe difficile capire le vere ragioni dello sforamento del Patto di Stabilità. L’opposizione reclama la convocazione di un consiglio, che consentirebbe di fare delle interrogazioni e darebbe la possibilità di valutare le tante problematiche che sono in essere, quali i problemi di bilancio, dell’edilizia, delle tariffe, del bike sharing, dell’area mercatale e altro ancora. Si dirà che 3 sono i consigli obbligatori, e sono quelli dei bilanci. L’amministrazione non convoca altri consigli o perché non ci sono argomenti o, forse, perché non ci sono soldi. Se è la seconda ipotesi la causa, si ricorda che l’opposizione aveva proposto il dimezzamento del gettone di presenza, anche se non sono i gettoni dei consiglieri che pesano sui costi dell’amministrazione, ma i rimborsi dovuti agli assessori, presidente e sindaco, che non hanno voluto aderire alla proposta di dimezzamento proposto dall’opposizione. Ora, credo che l’opposizione sia ben disposta a rinunciare completamente ai gettoni, con l’auspicio che questo possa consentire un maggiore numero di consigli, evitando sia il soffocamento dei dibattiti consiliari, dovuti alle decine di punti che normalmente fanno parte dell’ordine del giorno, sia l’approssimazione con la quale gli stessi vengono preparati. L’opposizione invita l’amministrazione ad approvare quanto prima i bilanci e comunque a convocare il consiglio comunale per consentire una definizione dei sospesi, evitando che, ancora una volta, sia la stessa opposizione a richiedere un consiglio comunale straordinario”.

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Antonio Giannuzzi si esprime su bike sharing


Mancano pochi mesi per la partenza del bike sharing a Maglie. Il progetto, che vedrà il posizionamento di 70 biciclette in alcune stazioni strategiche di scambio, come la piazza Aldo Moro e la stazione, solo per citarne due, a disposizione di cittadini magliesi e dell’entroterra, oltre che per i turisti. L’opposizione però non ci sta: in un comunicato, il capogruppo di Città Libera Antonio Giannuzzi ha evidenziato quali siano a suo avviso i punti di debolezza del progetto. “Ci sono tanti modi per sprecare soldi pubblici – scrive – uno di questi è quello di fare opere di cui non si sente alcun bisogno, ancora peggio se, queste opere, non danno nessun apporto al patrimonio pubblico. Ultimamente l’amministrazione ha presentato il progetto di bike sharing, che consiste nel dotare la città di 70 biciclette a pedalata assistita (le bici sono elettriche con l’ausilio di celle fotovoltaiche, ndr), nasce da un bando del ministero dei trasporti del febbraio 2011 che prevede il finanziamento del ministero per 347mila euro e l’apporto dell’amministrazione di 189mila euro, complessivamente un costo di 536mila euro. In consiglio comunale, a fronte delle perplessità manifestate dall’opposizione che metteva in evidenza tra l’altro che il sistema poteva essere adeguato a una grande città, che la tensione finanziaria non poteva consentirci di sprecare risorse, che c’è il timore che, in due tre anni, il tutto potrebbe diventare un sistema da rottamare, la maggioranza, compatta, ma con superficialità, replicava che non potevamo rinunciare al finanziamento, come se i soldi dello stato, non fossero sempre soldi pubblici. A Maglie potevamo fare tesoro dell’esperienza fallimentare di Lecce ma non l’abbiamo fatto, anzi, abbiamo previsto un progetto ancora più oneroso. Quello che è ancora più grave, e che, secondo me, non può essere perdonato, è che a Maglie avevamo già acquistato nel 2002, 15 biciclette, con le stesse caratteristiche, pagate allora oltre 23mila euro, a oggi mai utilizzate e in fase di progressivo logoramento. Bisogna valutare se è il caso di recedere dal progetto, visto che lo sforamento del Patto di stabilità per oltre 1100000 euro, la riduzione dei trasferimenti determinati dalla riduzione della popolazione, il pagamento del mutuo per l’acquisto di queste biciclette, che graverà sui cittadini magliesi per circa 320mila euro, in venti anni costituiscono dei passi nel vuoto che ci porteranno verso il drammatico impoverimento di tutta la città. Noi diciamo basta, alle spese inutili e auspichiamo, almeno, la nomina di un assessore al Bilancio, perché Maglie, come si vede, non può farne a meno”. Il ruolo di assessore al Bilancio è infatti svolto attualmente dallo stesso sindaco Antonio Fitto, che non ha delegato altra figura politica o tecnica.

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Patto di stabilità: controreplica di Giannuzzi al sindaco


Non si è fatta attendere la replica di Antonio Giannuzzi sulla questione del patto di stabilità. Una risposta che rilancia le preoccupazioni sulla grave situazione finanziaria alla luce dello sforamento attestato, a parere del consigliere di Città Libera, in circa un milione e centomila euro. “La stampa ha riportato la posizione del sindaco -spiega Giannuzzi- riferita alla pesante situazione finanziaria: è evidente che il primo cittadino tende a sminuire la serietà della situazione ritenendo che sia suo dovere farlo”. Antonio Fitto aveva sottolineato come lo sforamento del patto di stabilità per il 2011 fosse legato esclusivamente al saldo di spesa dell’anno, “anziché a situazioni di criticità di bilancio, tutte inesistenti”. Il riferimento, in quest’ultimo passaggio era proprio alla denuncia di Giannuzzi che aveva puntato il dito sulla gestione finanziaria: “Così come è stata politicamente condotta, in questi anni, non poteva che portare al peggio”. Giannuzzi inoltre respinge al mittente le accuse di scarso sostegno evidenziate dal sindaco Fitto: “Riguardo alla collaborazione reclamata, è facile rispondere che più volte la minoranza, come anche la Corte dei conti, hanno fatto dei rilievi puntualmente ignorati se non minimizzati. È il primo cittadino che minimizza quando fa intendere che lo sforamento del 2011 è una sciocchezza come se nulla fosse accaduto, per cui lo sforamento non avrebbe nessuna conseguenza. In realtà, il Patto o viene rispettato o no, le sanzioni sono le stesse e quelle per il 2012 saranno pesantissime. Precisiamo che lo sforamento del 2011 è di circa 1 milione e 100mila euro peggio di quanto temevamo. Bene farebbe il sindaco ad essere più realista per evitare che, a furia di dire che tutto va bene, ci si ritrovi nei guai come è successo con il precedente governo”.

Maurizio Tarantino

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Fitto risponde a Giannuzzi sul patto di stabilità


Lo sforamento del patto di stabilità fa discutere nell’ambito politico magliese. A intervenire, dopo la sollecitazione del consigliere Antonio Giannuzzi, è il sindaco Antonio Fitto che non lesina alcune frecciatine al rappresentante di Città Libera. “Il contributo offerto da ogni singolo consigliere comunale in fatto di bilancio dell’ente -spiega il primo cittadino- è certamente meritevole di attenzione per il semplice fatto che l’approvazione dello strumento di gestione delle risorse finanziarie del comune è prerogativa esclusiva del consiglio. Pertanto ogni discussione e confronto sul Bilancio sollecitati da un consigliere sono utili se però finalizzati a una corretta e precisa informazione oltreché improntati su di un costruttivo dialogo, senza rappresentare o descrivere una situazione finanziaria dell’ente a dir poco irreale. In particolare, il denunciato sforamento del patto di stabilità come conseguenza di una cattiva gestione finanziaria o, peggio ancora, come sintomatico di una situazione di conti del bilancio comunale in rosso e in disordine è assolutamente notizia non vera”. Antonio Fitto si spinge a spiegare perché si è arrivati a questa situazione, ricostruendo quanto accaduto nei mesi passati: “Questa amministrazione ha continuato, con estremo rigore, la gestione di bilancio già avviata nel quinquennio precedente, creando così i presupposti per ridurre gli effetti delle limitazioni derivanti dalla nuova legge sul patto di stabilità e dai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Nei fatti, lo sforamento del patto di stabilità per il 2011 è legato esclusivamente al saldo di spesa dell’anno, anziché -come invece dichiarato nel comunicato di un consigliere comunale di opposizione- da situazioni di criticità di bilancio, tutte inesistenti. Non ci sono debiti, né si è avuta una gestione poco attenta delle risorse. Tanto meno verranno assolutamente pregiudicati i trasferimenti statali o, ancora, la possibilità impositiva di tasse e tributi comunali. I conti dell’ente sono in ordine”. Il punto, precisa il primo cittadino è che “l’amministrazione ha semplicemente realizzato opere coperte da regolari finanziamenti. Finanziamenti, questi, che, per i motivi più diversi, o erano stati incassi nell’anno precedente, oppure non sono stati erogati -come dovuto- nel 2011 da altri enti, in particolare dalla Regione, per cui si è reso necessario procedere a delle anticipazioni all’impresa per inizio lavori a fronte del serio rischio di maggiori oneri a carico dell’amministrazione per ritardato pagamento. A tutto questo c’è da aggiungere l’assurdo meccanismo di allocazione contabile dei mutui ai fini del calcolo del patto di stabilità; infatti, gli importi dei mutui contratti direttamente dagli enti locali con la cassa depositi e prestiti -ed è il caso del Comune di Maglie nel 2011- devono essere unicamente considerati in uscita, escludendo così la pur ragionevole appostazione degli stessi anche in entrata. Meccanismo, questo, che inevitabilmente genera quello squilibrio più volte segnalato come problematico dall’Anci, e che purtroppo, a tutt’oggi, rimane irrisolto”. Per Fitto, in conclusione, è “questa è la corretta informazione che va data al cittadino. Questa è la corretta informazione che un consigliere comunale ha il dovere di dare al cittadino, senza insinuare sospetti e spargere veleni o procurare inesistenti allarmi alla comunità”.

Maurizio Tarantino

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Antonio Giannuzzi contesta il bilancio comunale


Bilancio comunale pesante e patto di stabilità 2010 non rispettato. Questa frase riassume il pensiero del capogruppo magliese di Città Libera, Antonio Giannuzzi, che ha voluto fare i conti in tasca al comune e stigmatizzare la situazione finanziaria, secondo quanto il ruolo di opposizione richiede. “Da tempo – scrive Giannuzzi – si prevedeva che la gestione finanziaria, così come è stata politicamente condotta, in questi anni, non poteva che portare al peggio. Dopo lo sforamento del patto di stabilità del 2009, giustificato in modi diversi dagli stessi amministratori e un 2010 inconcludente, ma che ci ha consentito di rispettare i parametri finanziari imposti, si è concluso un 2011 con un bilancio, a dir poco, pesante. Nessuno lo ha detto, né sono trapelate notizie che nel 2011 il patto di stabilità, per la seconda volta, non era stato rispettato. Forse, si aspettava l’obbligatoria approvazione del consuntivo, previsto per metà anno, per informare i consiglieri e i cittadini? Lo temevamo, lo abbiamo detto, era prevedibile. Tutti i nodi vengono al pettine per cui si è verificato quanto tutta l’opposizione paventava e per la quale, la stessa Corte dei Conti, aveva allertato più volte, trattata, dalla maggioranza, con sufficienza, ignorando le sue indicazioni. Il patto, quindi, è stato sforato per circa 800 mila Euro, ben di più del 2009. Il saldo del conto di tesoreria, al 30 dicembre 2011, è negativo per 797.000 Euro. Tutto ciò comporterà molte pesanti conseguenze per la conduzione finanziaria del 2012, tra queste vanno citati, proprio i minori trasferimenti determinati dall’importo dello sforamento (salvo correttivi) e l’iniziale saldo negativo del conto di tesoreria, in una città dove, è ormai certo, conterà ben meno dei 15mila abitanti, con un ulteriore risvolto negativo per tutti i cittadini”.

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Città Libera esamina i dati del censimento


Antonio Giannuzzi, capogruppo in consiglio comunale a Maglie di Città Libera, esamina il fenomeno della migrazione dal suo paese e il fatto che ormai Maglie è sceso sotto la soglia dei 15mila abitanti, come attesta il censimento della popolazione residente. “I dati del censimento, al 31 dicembre, non sono assolutamente confortanti – dice Giannuzzi – infatti, anche se manca qualche piccola percentuale di modelli da acquisire, siamo a circa 200 unità sotto la soglia auspicata dei 15mila abitanti. Il problema non è di poco conto, abbiamo fatto affidamento sulla tranquillità del sindaco, che sulla stampa, si diceva fiducioso del raggiungimento della fatidica soglia.

Sembra, invece, che l’obiettivo non sarà raggiunto, con un notevole impatto negativo per la città, sia come immagine che come riscontro economico. Ricordo, che su mia proposta, circa 5 anni fa, fu approvato un ordine del giorno che demandava agli uffici il compito di far emergere quanti figuravano residenti in altri centri, senza risiedervi veramente. In altre occasioni, si è suggerito anche di far luce sulle centinaia di badanti che avrebbero l’obbligo di censirsi, come cittadini. A oggi, nulla è stato fatto: le badanti censite sono addirittura diminuite, anche se, sembra, il numero effettivo sarebbe aumentato; non abbiamo recuperato nessun residente, per motivi fiscali, nei paesi, soprattutto, di mare visto che, tra l’altro, anche sulla prima casa sarà imposto il pagamento dell’Ici oggi Imu. Sono convito che un invito a riprendere la cittadinanza magliese rivolto a questi concittadini che amano Maglie, potrà sortire qualche effetto.

Manca poco più di un mese, alla scadenza dei termini per completare il censimento. Il tempo per fare qualcosa ci sarebbe ancora, mi sento di invitare l’amministrazione ad attivarsi, insieme agli uffici competenti, per tentare di raggiungere l’obiettivo, evitando, dopo gli ultimi anni di declino, di diventare un paesone di serie B”. Il problema collaterale a questo calo della popolazione residente sarà a breve nel cambio di sistema elettorale, che diventerà quello previsto per i paesi al di sotto dei 15mila abitanti. Il comunicato di Città Libera inoltre fa riferimento a dei problemi reali, ma non a degli altri che sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente, forse anche perché le motivazioni sono talmente ataviche da non poter pensare a una soluzione a breve e se n’è parlato sempre e a lungo: il prezzo degli affitti che spinge le coppie giovani e i single che si emancipano a prendere casa nei paesi limitrofi, come Corigliano, Melpignano, Muro e Scorrano, e la mancanza di occupazione stabile che spinge le giovani menti fuori regione o fuori Italia. Un collega magliese, Lucio Colavero, attualmente giornalista in Spagna, ha esaminato tempo addietro sul suo blog il fenomeno della fuga dei cervelli, che interessa Maglie, ma anche altri centri del Salento e del sud, spiegando come solitamente ci si preoccupi di quello che accada, ma non solo non si faccia abbastanza a proposito, ma soprattutto si dimentichi come oggi i cervelli che se ne vanno non sono più importanti della manovalanza che nel ‘900 andava all’estero a lavorare in miniera, o al nord Italia nelle fabbriche di eternit.

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Nuova vita per il Campo Boario


L’area del Campo Boario potrà essere trasformata in un centro commerciale. È questo l’indirizzo emerso dal dibattito in consiglio comunale di martedì scorso sulla base di due ordini del giorno presentati dall’amministrazione. Il grande immobile (oltre 600 metri quadri) era finito sulla lista dei beni da dismettere già da qualche tempo tanto che si era arrivati a proporre, nel corso dell’anno, due aste pubbliche, una con base di partenza fissata a 285mila euro, la successiva ribassata a 230mila, andate però entrambe deserte. Una decisione, quella della vendita, non condivisa soprattutto dal consigliere di Città libera, Antonio Giannuzzi convinto del valore del bene nato negli anni ‘70 come sede del mercato del bestiame ma rimasto allo stato di rustico. Per Giannuzzi l’amministrazione stava commettendo un errore perché in qualche modo si sarebbe potuto ricavare molto di più dalla vendita vista l’origine di natura commerciale del bene. Ma la svolta è arrivata inattesa alla fine di ottobre quando il compartimento dell’Anas ha comunicato l’intenzione di apportare una variante al percorso che intersecherà la statale 16 con la 275: il rondò di collegamento infatti originariamente previsto più vicino al centro abitato, sarà realizzato più a est. Una decisione che è caduta a fagiolo e che permetterà appunto di valorizzare l’area del Campo Boario. Con il nuovo progetto infatti si migliorerà la viabilità di servizio, le complanari e gli accessi all’immobile fino ad oggi tagliato completamente fuori da ogni possibilità di collegamento. Una prospettiva nuova colta al balzo dall’amministrazione che in consiglio ha dapprima approvato la variante proposta dall’Anas e a seguire ha proposto il mutamento della destinazione urbanistica dell’area in questione che passerà da Zona E1, cioè “agricola produttiva normale” a D3, “attività distributive, commerciali e direzionali”. Adesso sarà compito dei tecnici stabilire il valore dell’area che sarà certamente maggiore rispetto alle basi d’asta precedentemente fissate. Il sindaco Antonio Fitto ha espresso soddisfazione: “È ovvio -ha spiegato il primo cittadino- che la possibilità di avere un grande immobile da adibire a centro commerciale su una strada di grande comunicazione potrebbe essere appetita da investitori fino a oggi frenati da una destinazione non proprio utile. Noi cercheremo di trarre il massimo dalla collocazione”.

Maurizio Tarantino

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