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Dall’Udc il programma per la sanità e la valorizzazione delle farmacie


Il confronto elettorale si avvicina e si strutturano da più parti programmi e proposte. Degna di nota quella avanzata dall’Udc: con il Programma nazionale per la sanità del futuro, delinea un progetto di riforma del SSN, che, per Claudio Gustavino, responsabile nazionale sanità dell’Udc,

“ha bisogno di riforme decise, non di una timida manutenzione”.

Il programma del partito di Casini, all’interno delle 19 proposte strutturate sul rispetto delle 5 “e” (equità, efficacia, efficienza, espansione industriale ed etica), propone la valorizzazione delle farmacie, in un progetto in cui moderazione e riforme possano coesistere nel tentativo di migliorare il sistema senza sconvolgerlo.

L’intento è quello di ridefinire il ruolo della farmacia, destrutturando la parte meramente commerciale e poco attinente alla salute pubblica e rivalutandone la funzione di presidio di prossimità presente capillarmente sul territorio. Il tutto  attraverso l’implementazione dei nuovi servizi e una maggiore integrazione nel Ssn, riconoscendo l’impegno professionale della farmacia nell’erogazione dei farmaci e di altre prestazioni socio-sanitarie. Così facendo si potrebbe rivalutare al tempo stesso la figura del farmacista, quale consulente farmaco-tossicologico al servizio dell’utenza.

Particolare attenzione è riservata alle farmacie rurali, nei centri al di sotto dei 3000 abitanti. Un forte apprezzamento per l’attenzione rivolta dall’Udc alla farmacia del territorio è stato espresso da Annarosa Racca, presidente di Federfarma, che ritiene irrinunciabile rivolgere alla maggioranza che uscirà dalle prossime elezioni la richiesta di  completare le due importanti riforme già avviate: la nuova remunerazione e la farmacia dei servizi.

Regole certe per garantire un corretto sviluppo del settore sono state richieste anche da Emilio Stefanelli, vicepresidente di Farmindustria, mentre Giacomo Milillo, segretario Fimmg, ha sottolineato l’irrinunciabilità dell’universalismo del SSN.

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Salviamo il tribunale magliese


Con una deliberazione unanime il consiglio comunale, convocato in forma aperta e monotematica su richiesta delle opposizioni (Pd, Per Cambiare Maglie, Città Libera e Udc), ha approvato un documento di salvaguardia della sede del Tribunale magliese. Il rischio di vedere eliminato un altro tassello fondamentale della “città dei servizi” c’è ed è concreto dopo la volontà espressa dal Ministero di Grazia e Giustizia di rivedere le circoscrizioni e l’attuale distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari e delle sezioni staccate dei Tribunali e degli Uffici del Giudice di Pace. La riduzione dovrebbe interessare le sedi con meno di 15 magistrati con una media finale di un Tribunale ogni 360mila abitanti. Ma a Maglie come ha spiegato il consigliere dell’ordine, Luigi Corvaglia, la situazione è tutt’altro che negativa e i numeri parlano di una realtà assolutamente virtuosa rispetto ad alternative come Casarano, Tricase, Galatina o Gallipoli. Tanto che se ci fosse la possibilità si potrebbe chiedere non il mantenimento della sede distaccata ma l’istituzione della seconda sede provinciale, facendo di Maglie un riferimento altrettanto importante rispetto a Lecce. Stesso discorso per il Giudice di pace la cui situazione è ancora più negativa in quanto il progetto prevede la riduzione ad un’unica sede in ambito provinciale. La questione della sede, come hanno ricordato anche altri intervenuti (il giudice Gianni Romano, l’avvocato Dario Quarta, il presidente della camera forense Gennaro Di Maio) riguarda anche la struttura in cui ospitare le aule di giustizia, visto che la sede di via Scorrano è ormai inadeguata. Il sindaco Antonio Fitto ha spiegato che, scartata l’ipotesi di acquisire il palazzo Ex Enel per l’eccessiva valutazione dei proprietari ci si sta orientando per la riconversione di una parte dell’edificio del “Michela Tamborino”, in particolare l’area che un tempo era occupata dagli uffici della Asl.

Maurizio Tarantino

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Terzo polo a Lecce: Negro e Buccoliero sostengono le quote rosa


In tempi di elezioni, uno dei temi più diffusi è quello delle quote rosa. Se ne parla in ogni singolo paese della provincia chiamato alle urne e lo stesso dicasi per le amministrative a Lecce. A parlarne per la precisione sono Salvatore Negro, capogruppo Udc alla Regione Puglia, e Antonio Buccoliero, consigliere della Regione e presidente di “Moderati e Popolari”. Entrambi appoggiano la candidatura a sindaco di Luigi Melica.
Salvatore Negro, a margine dell’incontro con le candidate, ha affermato che: “La politica non può pensare di recuperare fiducia e credibilità da parte dei cittadini senza la presenza delle donne all’interno delle Istituzioni. Mai come in questo momento storico, dominato da una crisi economica e di valori, si sente la necessità della presenza femminile nei luoghi della politica. L’Udc a Lecce ha dato prova con i fatti di voler privilegiare un nuovo percorso rosa che garantisca pari opportunità di accesso a Palazzo Carafa. Le liste del Terzo Polo presentate a Lecce a sostegno del candidato sindaco Luigi Melica sono quelle che più delle altre hanno privilegiato la presenza femminile al loro interno. Il nostro partito, infatti, ha ben nove candidate, mentre la lista Uniti per Lecce ne ha dieci. Più di quei partiti che a parole si battono per la parità di accesso e per una legge che garantisca il 50% della presenza femminile all’interno delle Istituzioni. Siamo convinti che solo la donna con la sua sensibilità sia in grado di invertire la rotta a quel lento declino che sta caratterizzando la vita politica degli ultimi decenni. L’essere madre, moglie e lavoratrice, ha reso la donna più forte in quei valori spesso dimenticati da chi siede comodamente sulle poltrone del comando. Come Udc siamo orgogliosi di essere il partito con il maggior numero di candidate e siamo fermamente intenzionati a proseguire su questo percorso intrapreso, certi che la presenza femminile nella nostra lista rappresenta un valore aggiunto non soltanto in termini numerici”.
Dello stesso avviso è Antonio Buccoliero, che afferma: “Ancora una volta, in vista di una campagna elettorale, spiace constatare come tra i candidati siano poche le donne presenti. Si tratta di un grave deficit, che più che colpire l’universo femminile, colpisce una politica, che dimostra di non riuscire a coinvolgere pienamente le donne in un percorso di crescita civile e democratica. Personalmente sono soddisfatto nel constatare che la nostra lista, che vede i Moderati e Popolari impegnati nella lista Uniti per Lecce annoveri, su trenta candidati, dieci donne giovani, preparate e desiderose di dare un contributo importante alla città di Lecce. Se ci si impegnasse seriamente, da un punto di vista politico, per coinvolgere sempre di più le donne, il mondo politico sicuramente ne guadagnerebbe, dal momento che le donne sanno non solo essere più attente e ricettive ai bisogni degli altri, ma hanno anche notevoli doti di comunicazione e mediazione, che di solito sono carenti negli uomini. Al di là delle solite sviolinate e dei dati poco confortanti che si registrano alla vigilia di ogni competizione elettorale, credo che la politica abbia il dovere urgente di dare una svolta rosa al suo interno. Sono certo – conclude Buccoliero – che ne guadagneremmo in termini di onestà, trasparenza, impegno e concretezza”.

Alessandro Conte

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Maltempo, la Regione chiede lo stato di calamità


Maltempo in Puglia. Flagellate le coste pugliesi e convocata la V commissione regionale per richiedere lo stato di calamità naturale.

Solidarietà nei confronti dei gestori dei lidi espressa da Salvatore Negro, Udc, che propone di non far pagaro loro il canone per la concessione demaniale.

Il presidente della quinta Commissione, Donato Pentassuglia, accogliendo la richiesta urgente avanzata dall’assessore alla Protezione Civile Fabiano Amati e rispondendo alle sollecitazioni ha convocato un incontro della stessa Commissione con l’assessore competente e tutti i Presidenti dei gruppi consiliari per affrontare e discutere la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale d’avanzare al governo nazionale. Un documento con la quantificazione dei danni causati dal maltempo in Puglia da inviare alla giunta regionale, insieme alla richiesta (avanzata dai consiglieri) di convocare un incontro con i parlamentari pugliesi per affrontare i problemi rappresentati dalle disposizioni nazionali in materia. Questo l’impegno assunto dall’assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati, a margine della riunione con i capigruppo in V commissione consiliare.

L’incontro era stato convocato da Pentassuglia a seguito della proposta bipartisan di Pd e Pdl per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, che come ha spiegato Amati “si scontrerebbe con l’attuale legge nazionale, che costringe le Regioni a far fronte da sole alle emergenze, attraverso l’aumento delle tasse”.

Nel corso della riunione, l’assessore ha ascoltato gli interventi dei consiglieri presenti, “contrario a qualsiasi ulteriore aggravio della pressione fiscale” il capogruppo di Sel Michele Losappio, dello stesso parere Angelo Disabato (PpV) che si è detto favorevole alla proposta di “chiedere l’intervento del governo nazionale, anche attraverso il coinvolgimento dei parlamentari pugliesi”. Francesco Damone (Ppdt) ha ribadito invece “la necessità di contenere gli sprechi di risorse che potrebbero essere così destinate alle situazioni di emergenza”. Per Domi Lanzilotta (Pdl) invece, è necessario che “la Regione adotti una legge che consenta di individuare i criteri per l’assegnazione delle risorse necessarie” e auspica che si possa trovare il modo di accantonare, ogni anno, nelle pieghe del bilancio, fondi da destinare alle emergenze. “La legge nazionale che costringe le regioni a far fronte con risorse proprie ai danni causati da calamità naturali rende tutto più difficile”, Ha dichiarato il consigliere de La puglia per Vendola, Francesco Laddomada.

“I danni arrecati dal maltempo lungo la costa adriatica e ionica, non sono meno pesanti di quelli subiti dalla Liguria – ha ribadito il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, durante i lavori della V commissione – Fortunatamente nella nostra provincia il maltempo non ha provocato vittime ma i danni sono stati altrettanto pesanti, al pari di quelli causati in Liguria o nel Veneto. Non vorremmo che ancora una volta ci fosse disparità di trattamento tra regioni del nord e quelle del sud. Auspicabile è anche un impegno dei parlamentari pugliesi per affrontare e risolvere questo problema. Come evidenziato nei giorni scorsi particolarmente colpiti risultano i tratti di costa, dove sono andati distrutti chilometri d’arenile, con grave danno per i gestori di lidi. A tal proposito, la Regione Puglia chieda al governo che almeno sia concessa ai gestori l’esenzione dal canone annuale relativo alla concessione demaniale, per venire incontro alle difficoltà delle strutture balneari. In tal modo i gestori potranno far fronte in parte ai danni causati dal maltempo”.

Jenny De Cicco

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Nuovo Porto a Otranto: accolti i pareri tecnici, ma la strada è ancora lunga


Il 10 gennaio l’amministrazione otrantina ha fatto un passo avanti verso la realizzazione del porto turistico esterno, sul quale si è espresso in consiglio regionale anche Salvatore Negro, presidente dell’Udc pugliese.

L’opposizione s’è astenuta e con i voti della maggioranza sono stati accolti i pareri tecnici favorevoli dell’Ufficio tecnico comunale in materia urbanistica, della commissione intercomunale per il paesaggio in materia paesaggistica e quella del tavolo tecnico convocato in tema di sicurezza della navigazione, riguardanti l’importante infrastruttura, ma anche l’Unione dei Comuni Terre d’Oriente – Otranto, Uggiano La Chiesa, Giurdignano, Muro Leccese e Poggiardo – con una propria delibera ha dato voti favorevoli per la veloce realizzazione dell’infrastruttura.

L’interesse per il porto è forte, anche per la capacità di generare indotto occupazionale, le cifre presentate nei mesi scorsi (previsti un occupato per ogni 4-5 posti barca) sono ritenute poco realistiche dai detrattori dell’opera.

Il progetto prevede di dare ospitalità nel bacino a 500 imbarcazioni medio-grandi, sino a 40-50 metri di lunghezza, di cui il 20% destinato a quelle di transito, ma a scatenare per tutto il 2011 il dibattito politico sul porto sono stati gli interventi a terra, soprattutto i 68 alloggi che costituiranno una struttura tipo residence nei pressi del nuovo braccio a mare del porto.

“Sono felice di poter rappresentare gli importanti risultati fin qui raggiunti in sede di conferenza dei servizi conclusiva, al fine di ottenere il via libera definitivo per il porto – ha detto il sindaco Luciano Cariddi – Mi spiace dover constatare come i rappresentanti della minoranza in Consiglio Comunale abbiano voluto sprecare una ulteriore utile occasione per dimostrare il loro favore nei confronti di questa importante opera. Astenendosi dal votare hanno cercato, pretestuosamente, di trovare elementi tecnici per giustificare la loro contrapposizione che, invece, è sembrata molto preconcetta sin dall’inizio, contraddicendosi spesso e dimostrando ancora oggi grandi lacune circa le previsioni progettuali, nonostante la procedura sia stata affidata da oltre 4 anni”.

Parole in favore dello snellimento delle procedure per il porto della città dei martiri sono giunte dal consigliere Udc Puglia, Salvatore Negro, che ha chiesto alla Regione di attivarsi contro la burocrazia, “per eliminare tutti gli ostacoli che si frappongono tra la progettazione e la realizzazione del Porto turistico di Otranto. Di vitale importanza è l’apertura di nuovi cantieri per creare occupazione, soprattutto in aree come la Puglia ed il Salento dove gli effetti della crisi economica si fanno sentire pesantemente e con risultati spesso devastanti per l’intera economia. Per la realizzazione di questa importante infrastruttura la strada appare ancora lunga e tortuosa, sono 25 gli enti che dovranno esprimere parere positivo sul progetto, sulla Valutazione di incidenza e sulla Valutazione di impatto ambientale. Un percorso necessario ma che rischia di vanificare un investimento che porterebbe una boccata d’ossigeno alla economia di un territorio martoriato dalla disoccupazione e dalla crisi economica e darebbe un’ulteriore spinta ad un turismo di fascia medio alta consentendo l’attracco a quelle imbarcazioni di grande stazza che oggi navigano nel Mediterraneo”.

Jenny De Cicco

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Provincia e Regione divise sugli oratori


Finanziamenti agli oratori, mentre la regione Puglia non approva, la provincia di Lecce ne finanzia 51 e dispone 93 mila euro per le parrocchie che ne hanno fatto richiesta.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone ha disposto un nuovo intervento a sostegno degli oratori provinciali, in quanto importanti spaccati della società e della socialità, che andranno a sostenere oratori e parrocchie che nei mesi scorsi hanno presentato domanda di contributo ed erano rimasti fuori dalle prime 51 posizioni in graduatoria. Sale a 300mila euro la somma stanziata nel corso dell’annualità 2011.

Come sottolineato da Gabellone le parrocchie e gli oratori, non solo cattolici ma di qualsiasi fede sono “importanti e concreti supporti alla crescita dei minori, alla formazione delle giovani generazioni, prevengono il disagio giovanile, aggregano diversamente da altre forme di aggregazione ben più pericolose”.

I finanziamenti provinciali arrivano proprio nel momento in cui in consiglio regionale si porta avanti la battaglia dell’Udc. Il capogruppo Udc ragionale, Salvatore Negro dichiara: “Quando si parla di oratori il governo Vendola si fa rosso in viso e lascia intravedere la sua insofferenza verso l’argomento.

L’approvazione del Bilancio di previsione 2012 era l’occasione per venire incontro alle esigenze di questi centri. Ma probabilmente si intendono privilegiare solo agenzie e fabbriche che rappresentano i primi supporter politici nelle campagne elettorali della sinistra.

L’intervento del presidente Introna è stato di parte finalizzato a tutelare la maggioranza che rischiava di non avere i numeri dopo che già era andata sotto nella votazione sull’emendamento riguardante le Caritas. Fra l’altro, a tal proposito, non è riuscito a spiegare come mai ha dichiarato ricevibile il provvedimento sulle Caritas e irricevibile quello sugli oratori (subito dopo l’approvazione del primo con il voto segreto)”.

Il consigliere regionale PdL, Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota: “Non ci ha sorpreso l’esito negativo e movimentato della discussione in consiglio regionale sulla proposta di tornare a sostenere gli oratori riconoscendone concretamente il ruolo assolutamente prezioso, soprattutto in aree nelle quali il disagio sociale è più forte e la mano pubblica più assente.

Già conoscevamo infatti l’ostilità ideologica di taluni, pur non preponderanti, settori della maggioranza regionale nei confronti di tali istituti, rei di sfuggire al controllo del Grande Fratello statalista per riempirne i vuoti in una missione necessaria. Riteniamo comunque che l’argomento non debba essere lasciato cadere soltanto per un incidente di percorso, ma possa e debba essere ripreso – per esempi, in una proposta di legge che superi i confini dei partiti e delle coalizioni – in chiave assolutamente non polemica verso alcuno, ma comunque in modo che le sensibilità che convergano su di esso, da qualsiasi parte, possano liberamente ritrovarsi in una iniziativa comune. Rivolgiamo pertanto un appello a tutti i colleghi interessati perché, senza distinzioni di parte, cooperino alla definizione di un testo con relative quantificazione e individuazione delle risorse, per il quale si può anche insieme sollecitare un percorso rapido”.

Jenny De Cicco

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La regione sostenga oratori e Caritas


Oratori e Caritas al centro di un intervento in consiglio regionale.

Questi enti svolgono indubbiamente un enorme lavoro in sostegno degli indigenti e delle persone in difficoltà che aumentano per via della crisi.

“Nel bilancio regionale 2012 sia previsto un contributo per la messa in sicurezza e l’ampliamento degli oratori delle parrocchie, centri di aggregazione che hanno ancora oggi un ruolo fondamentale nella formazione e l’educazione delle giovani generazioni”. Lo ha detto il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, alla vigilia del dibattito in aula per l’approvazione del Bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012-2014. Tra gli emendamenti che Udc è pronto a presentare per migliorare la manovra del governo regionale, in particolare, due a favore degli oratori e delle Caritas. “In una società disorientata da una crisi economica e disgregata da una crisi di valori senza precedenti, l’oratorio resta un punto di riferimento certo per molti giovani alla ricerca di esperienze formative forti che li conducano verso la maturità. La politica e le istituzioni non possono ignorare il ruolo educativo di questi centri, dove si incontrano vecchie e nuove generazioni, dove ormai giovani di diverse etnie e diverse culture fanno le prime prove di convivenza multirazziale. Non si può poi ignorare che, in molti piccoli comuni e in alcune realtà sociali difficili, gli oratori rappresentano spesso l’unico centro educativo ai valori della legalità e della convivenza civile. Per questo, come gruppo Udc, presenteremo un emendamento alla legge di bilancio che preveda un contributo che non sia solo simbolico a favore di queste realtà. Lo stesso siamo pronti a fare per le Caritas diocesane e parrocchiali. La crisi economica ha fatto aumentare il numero di famiglie che vivono nell’indigenza e che si rivolgono a questi centri per avere sostentamento, come testimoniano gli stessi dati allarmanti diffusi dalla Caritas nazionale e locale”.

Jenny De Cicco

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TrenItalia e il gioco delle tre carte


Con il Natale continuano i problemi per i pendolari.

Tagli a collegamenti, prezzi aumentati poi riabbassati non sembrano essere un buon presente per i clienti di TrenItalia.

“Temo che da Trenitalia vogliano fare i furbetti – dice Peppino Longo dell’Udc regionale – annunciano il passo indietro sulle tariffe ma il provvedimento non viene applicato o viene applicato in parte. E intanto, sono numerosi i viaggiatori che in queste festività natalizie sono costretti a utilizzare i treni e che stanno pagando il biglietto con l’aumento del 63 per cento. Sono migliaia i pugliesi che risiedono fuori regione e che torneranno a casa per le prossime festività natalizie. E sono anche tanti quelli che hanno già acquistato i biglietti con le tariffe aumentate: sono numerose, infatti, le segnalazioni che mi sono giunte e di questo ne sono molto rammaricato. Trenitalia non può continuare a fare il gioco delle tre carte e deve dare precise indicazioni alle proprie strutture sul territorio. Al momento è tutto quanto nebuloso e i poveri utenti, in un periodo così economicamente difficile, non hanno la possibilità di sapere se la spesa è alla portata delle loro tasche.

Ma queste sono ore importanti anche per il trasporto locale visto che domani, mercoledì, è fissato l’incontro tra governo e regioni al ministero dell’Economia. L’assessore Minervini porti con sé nella valigia tutta l’indignazione dei pugliesi che si sentono trattati come cittadini di serie B. La Puglia ha bisogno di ulteriori fondi per il trasporto locale: non abbiamo voglia di restare appiedati” Sulla vicenda torna anche il consigliere Giovanni Epifani del Pd, che ha presentato una interrogazione al presidente Vendola ed all’assessore Minervini per chiedere notizie sulla cosiddetta “stangata sui biglietti dei treni”. In particolare Epifani sottolinea che “Trenitalia dopo aver tagliato i collegamenti e provocato disagi a tutti gli utenti pugliesi, ha aggiunto, per la Puglia, aumenti delle tariffe nonché la soppressione di treni diretti verso il Nord. L’auspicio di intraprendere qualsiasi iniziativa politica e amministrativa volta alla creazione di un tavolo con Trenitalia per rivedere, rendendole meno vessatorie e penalizzanti, le nuove misure tariffarie anche alla luce del fatto che la stessa è azienda a totale capitale pubblico finanziato dai proventi delle tasse pagate alla stessa maniera e nella stessa misura dai cittadini del Nord e del Sud”.

Jenny De Cicco

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Salvatore Ruggeri rieletto segretario provinciale Udc


Si è tenuta presso il cine teatro “Don Bosco” di Lecce il quarto congresso provinciale dell’Udc. Rinominato segretario provinciale Udc, per acclamazione, Salvatore Ruggeri, di Muro Leccese.

Presenti molte autorità politiche come Loredana Capone, Paolo Perrone e anche l’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano. Parole di elogio sono state spese dagli schieramenti riguardo all’operato dell’Udc, in quanto movimento equilibrato e sempre coerente alle ideologie centriste.

Ruggeri ha dichiarato dal palco viva soddisfazione per la formazione del terzo polo. “Ci sono degli obiettivi da raggiungere – ha detto il rieletto segretario – tanto che noi abbiamo sempre chiesto al Governo riforme strutturali e invece siamo andati avanti con i tagli, volevamo l’abolizione delle province, l’unione dei piccoli comuni, il superamento del bicameralismo perfetto, privatizzazioni, ma non è stato possibile. Perché bisognava sempre accontentare la Lega, che era ed è praticamente stata quella che ha governato il pensiero di Berlusconi”.

A esprimersi, oltre al segretario, molti altri esponenti della politica locale. Anche Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud, ha elogiato la coerenza dell’Udc. Mentre il deputato Pdl Mantovano ha dichiarato come l’Udc non sia un terreno di caccia politica. Si è espressa anche Loredana Capone, del Pd, che ha sostenuto la necessità di dar maggiore fiducia ai giovani.

Jenny De Cicco

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Polemiche Anci: ecco la risposta del Pd uggianese


A Uggiano la polemica tra maggioranza e opposizione non si placa. E’ apparso in questi giorni l’ennesimo manifesto, a firma della sezione cittadina del Pd in risposta alle dichiarazioni rese dall’Udc provinciale. I mezzi usati sono i tradizionali manifesti, ma anche i botta e risposta per via telematica tra gli esponenti dei partiti di maggioranza e opposizione comunale.

Sulla bacheca di Otranto Oggi lo scorso 4 dicembre, Maria Cristina Rizzo ha pubblicato l’immagine del manifesto del Pd a lei rivolto in risposta a quello del partito di riferimento della Rizzo, L’Udc, tratto dalla pagina del Pd locale. La Rizzo lo ha corredato con la reazione a quanto affisso sui muri della cittadina. “L’equilibrio – dice l’ex sindaco – è la prima virtù che deve avere chi amministra la res publica”. Il Pd ha respinto, tramite il manifesto, le accuse rivoltegli dalla segreteria provinciale dell’Udc che vedeva, nell’uscita di Uggiano dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, una manovra del partito di riferimento di Salvatore Piconese, un modo per tagliare politicamente le gambe alla consigliere Rizzo, vicepresidente regionale Anci, che a seguito dell’uscita dall’Anci del proprio comune, Uggiano, avrebbe dovuto dimettersi. Poi il manifesto prosegue definendo “politicamente gravi” le accuse che rappresenterebbero delle “inopportune ingerenze”, infatti le scelte fatte sarebbero state compiute esclusivamente per motivi economici.

“Le accuse dell’Udc non trovano né giustificazione, né comprensione – il manifesto Pd prosegue – non trova giustificazione perché non c’è complotto ai danni dell’Udc, in quanto, se è vero che la consigliera Rizzo decade, è anche vero che a sostituirla ci sarà una persona liberamente scelta dall’Udc, che così manterrebbe la rappresentanza in Anci”. Il Pd non trova comprensione nell’idea di un complotto contro la comunità di Uggiano e Casamassella, definendo i comizi della Rizzo sempre meno credibili. Il manifesto reca in caratteri maiuscoli la condanna per un comportamento scorretto della consigliera, “un atteggiamento egoista che cancella 110 anni di storia nell’Anci”.

Maria Cristina Rizzo ha proseguito la divulgazione del manifesto, pubblicandolo sulla bacheca Facebook di Salvatore Negro e corredandolo di commento politico. Il presidente regionale Udc e autore del manifesto di fine novembre accusava il sindaco di utilizzare piccole logiche di padre padrone. “Questa è la risposta del Pd al manifesto della nostra segreteria provinciale (che ha ripreso il pensiero di Negro, ndr). Siamo al delirio – prosegue la Rizzo sulla pagina di Negro – L’amministrazione delibera il recesso dall’Anci e poi accusano me di aver cancellato 110 di storia nell’associazione. Sono seriamente preoccupata per le sorti del mio paese”.

Sempre a mezzo Facebook, il Partito Democratico Uggiano-Casamassella fa sapere che si schiera con l’amministrazione comunale contro qualsiasi attacco strumentale, ma il botta e risposta sembra lontano dalla sua conclusione.

Jenny De Cicco

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A Uggiano la polemica corre sui muri e sulle bacheche Facebook


Il gruppo di opposizione consiliare uggianese, Progetto Futuro Uggiano, non si arrende e riprendendo la dichiarazione del capogruppo regionale Udc Salvatore Negro, “Con l’uscita dall’Anci l’amministrazione comunale attacca l’Udc e la comunità di Uggiano e Casamassella”, ribadisce la propria contrarietà alla politica della maggioranza dall’uscita dall’Associazione nazionale dei comuni e le battaglie contro l’aumento della tassa dei rifiuti iniziate nei mesi scorsi e tenutesi con toni accesi, sintomo di eccessi di protagonismo del sindaco Salvatore Piconese. “Chi amministra la cosa pubblica non nell’interesse della comunità ma secondo piccole logiche personali di padre padrone non può pretendere di essere considerato un buon amministratore”, scrisse allora Negro e recano ora i manifesti sui muri del paese.

Le risposte non tardano ad arrivare e corrono per le vie telematiche, come ci hanno abituati i politici di questi ridenti paesini, che dimostrano dimestichezza con l’utilizzo del mezzo, ecco dunque le risposte dei politici del Partito Democratico di Uggiano-Casamassella, di cui è parte Piconese.

“Respingiamo gli attacchi strumentali fatti contro il nostro sindaco da parte della segreteria provinciale dell’Udc. Un modo vecchio e padronale di fare politica”, commentano sul profilo Facebook del Pd locale. Interviene anche l’assessore alle politiche giovanili Sirio Luca Leo che posta sulla bacheca: “Non ho capito una cosa… ma perché la segreteria provinciale e non quella locale? Ammesso che la segreteria comunale dell’Udc esista”. Gli fa eco Vincenzo Sisinni, esponente del gruppo di maggioranza: “Questi personaggi non perdono l’occasione per rendersi sempre più antipatici e fuori luogo”, mentre il sindaco Piconese preferisce apporre un mi piace ai commenti precedenti e far notare, ringraziando, come il contenuto sia datato.

“Come al solito intempestivi”, dice il sindaco sulla propria bacheca.

Jenny De Cicco

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Petrolio nell’Adriatico: la politica pugliese confida in Monti


Proteste contro le piattaforme petrolifere nel Salento. I politici pugliesi confidano nel nuovo governo Monti su una moratoria che blocchi le attività, intanto sono state inviate 800 cartoline al ministro Corrado Clini su iniziativa di Giuseppe Longo recanti le immagini più belle delle coste pugliesi.

Lo rende noto il consigliere regionale Giuseppe Longo (UDC) che dichiara la sua viva soddisfazione nella riuscita dell’iniziativa. “Devo ringraziare pubblicamente i numerosi amici che hanno accolto il mio invito ad inviare cartoline del nostro mare al ministro Clini per protestare contro le piattaforme petrolifere. Si tratta – prosegue Longo – d’un segnale importante e della conferma di quanto i cittadini siano legati al nostro mare.

Quello dell’invio delle cartoline è un modo tanto semplice quanto efficace per ribadire questo concetto e farlo metabolizzare anche al ministero dell’ambiente. La Puglia produce già energia a sufficienza, anzi più del dovuto, e non capisco il perché dobbiamo anche sacrificare la nostra terra ed il nostro mare nella ricerca di idrocarburi. Quindi le autorizzazioni vanno bloccate. Una volta tanto si chiedano sacrifici anche ad altri”.

Le occasioni per ribadire il “no”, sono offerte anche dal consiglio regionale, attraverso il suo presidente Onofrio Introna, che lo propone sul tavolo del nuovo sottosegretario all’ambiente Tullio Fanelli, di origini foggiane.

Ricordando le numerose iniziative a vari livelli istituzionali, “nel quadro di un generale e pacifico stato di mobilitazione dell’opinione pubblica regionale”, Introna ha illustrato al sottosegretario Fanelli “una serie di atti che consentiranno di apprezzare le esigenze della salvaguardia ambientale sulle quali l’intera Puglia insiste da tempo e che hanno ottenuto larga adesione e consenso anche in sedi extraregionali”.

Mentre i presidenti de La Puglia per Vendola Angelo Disabato e di Sinistra Ecologia e Libertà, Michele Losappio affidano le proprie speranze in una nota stampa.

“E ora non ci resta che confidare in una discontinuità del Governo Monti con il Governo Berlusconi sulle trivellazioni e prospezioni petrolifere al largo della Puglia – scrivono i presidenti – Confidiamo in un senso di maggiore responsabilità e rispetto verso le vocazioni ambientalistiche, economiche e culturali della nostra terra che sinora non abbiamo avuto modo di constatare. Siamo in una regione che ha un patrimonio naturale, artistico e architettonico tra i più belli al mondo, per la nostra economia giacimento di ricchezza turistica, di energia rinnovabile, motore di sviluppo industriale e rurale.

Con i sistemi civili e democratici che la costituzione italiana garantisce la Regione Puglia si è opposta a ogni iniziativa di ricerca e coltivazioni di idrocarburi liquidi nel mare Adriatico: il consiglio regionale pugliese all’unanimità con un articolo unico ha vietato ogni genere di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi, lo stesso hanno fatto le altre otto regioni adriatiche italiane, è intervenuta la Conferenza dei Presidenti dei consigli regionali chiedendo al governo Monti un ordine del giorno che blocchi tutti procedimenti autorizzativi in corso. Tutto è stato fatto. Il salvare il mare, la salute e l’economia dei pugliesi, ora non ci resta che confidare in un’inversione di rotta rispetto al passato del Governo Monti”.

Jenny De Cicco

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