Archive | Marzo, 2011

Integrazione dei migranti, un diritto e un dovere: un seminario a Lecce

Salento, da sempre crocevia di popoli, coacervo di culture, tradizioni ed usanze, ma soprattutto terra di carità cristiana e accoglienza. Luogo ideale, dunque, per ospitare gli stati generali di “Integra onlus”, l’associazione nata nel 2003 grazie all’impegno di Klodiana Cuka e di un gruppo di persone di diverse etnie desiderose di occuparsi dei problemi dell’immigrazione sul territorio salentino, e non solo.

Così nei giorni scorsi, nel ricordo ventennale degli sbarchi sulle coste pugliesi, si è svolto presso il monastero delle Benedettine di Lecce un seminario sulla figura del migrante e sui processi che anticipano e seguono questa precaria condizione. Un incontro aperto dai saluti istituzionali del sindaco della città di Lecce, Paolo Perrone, e del presidente della Provincia Antonio Gabellone, ma arricchito da interventi di notevole interesse culturale. Come la dettagliata analisi in chiave di prospettiva sociologica delineata Don Antonio Panico, docente dell’Università LUMSA di Taranto: “Per contrastare la marginalità e l’esclusione è necessario realizzare prima l’inclusione del soggetto in una società e poi la sua completa l’integrazione” ha spiegato Don Panico, che ha così proseguito: “La società contemporanea presenta un certo grado di deficit di eticità, una mancanza nel relazionarsi con il prossimo che la dipendenza dal virtuale rende evidente agli occhi di tutti”. Inoltre, secondo il docente di Dottrina sociale della Chiesa, la crisi economica non ha fatto altro che rendere più complesse le dinamiche dell’accoglienza anche sotto il profilo lavorativo, riproponendo il concetto di familismo, ovvero quella tendenza a favorire solo le attività lavorative delle persone a noi più vicine. Da qui, dunque, la necessità di recuperare una maggiore confidenza con la dimensione relazionale verso il prossimo.

Molto atteso anche l’intervento del sottosegretario al ministero degli Interni, l’onorevole Alfredo Mantovano. Quasi d’obbligo un’apertura su quanto sta accadendo nel Nord Africa: “Siamo ad una nuova, drammatica ripresa dell’emergenza. Sinora ottomila tunisini hanno abbandonato il loro Paese, non per effettiva necessità ma per libera scelta. Dalla Libia ancora non vi sono grossi flussi migratori poiché il conflitto tuttora in corso non consente che ciò avvenga con una certa facilità. Ma cosa accadrà dopo? Dalla Libia potrebbero presto arrivare flussi di decine di migliaia di persone.” E’ auspicabile quindi, dice Mantovano, la creazione di una sorta di osservatorio italiano sull’immigrazione che possa momentaneamente sopperire all’assenza di un effettivo coordinamento comunitario.

Tuttavia, superata l’imminente emergenza, bisognerà necessariamente puntare con decisione verso politiche omogenee in sede europea, con l’imprescindibile scopo di evitare 27 politiche differenti in tema d’immigrazione, aggiunge il sottosegretario agli Interni: il progressivo abbattimento dei tempi burocratici, l’individuazione dei giusti percorsi d’integrazione e la conservazione e la valorizzazione dell’identità culturale del Paese ospitante sono le priorità più importanti da perseguire, ma senza dimenticare le immagini di un passato, ancora vivo nei ricordi, che consenta di guardare al presente con maggiore consapevolezza e al futuro con un certo grado di serenità.

A far da cornice all’incontro la mostra fotografica di Vittorio Arcieri, giornalista del Corriere della Sera. Un’esposizione di trenta toccanti scatti dedicati ai vent’anni dall’inizio degli sbarchi in Italia; foto che testimoniano con straordinario realismo l’umanità con la quale la popolazione pugliese ha accolto le genti d’Albania durante lo scoppio della guerra dei Balcani.

Andrea Ambrosino


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“Marino, il mio bisnonno garibaldino”, testimonianze idruntine del Risorgimento italiano.

Ci sono storie che possono attendere generazioni, sopite nei cantucci della memoria di una delle famiglie più antiche della Città dei Martiri. Eppure sono lì, dietro l’angolo di uno dei borghi storici della città e attendono solo che la curiosità, il caso o un grande avvenimento le faccia venir fuori da un cassetto dove sono custodite con cura. E’ proprio da un cassetto della sua casa che Luigi Marino Catanzano, insieme al fratello Ferruccio Marino, tira fuori quattro medaglie appartenute al bisnonno Marino. Siamo a Borgo Monte, il quartiere degli Aragonesi dove abitano i Catanzano da più di 150 anni. Ad attenderci nel salotto dove fa bella mostra di sé uno splendido panorama del pittore idruntino Gio’ Samm c’è Luigi con il fratello Ferruccio, che di secondo nome fa Marino come l’avo garibaldino. “Un uomo alto 2 metri e quindici, biondo e con gli occhi azzurri e dalla forza portentosa – racconta orgoglioso Luigi- tanto che si racconta che riuscì a tener testa a tredici soldati dell’esercito borbonico e a prenderli in ostaggio”. Un gesto che Marino pagò con 18 mesi di carcere sull’isola di Favignana con l’accusa di cospirazione contro il governo borbonico.

Figlio di Luigi e Maria Salina, nacque il 18 agosto del 1836 a Otranto, dove poi morì a 80 anni, il 22 dicembre 1916, dopo una vita lunga e avventurosa. Luogotenente di Garibaldi, prese parte alle campagne delle Camicie rosse sin dalla battaglia dei ponti della Valle di Maddaloni del primo ottobre 1960, per la quale venne insignito della medaglia al valore militare. La medaglia con la fascia blu è uno dei trofei che il pronipote Luigi custodisce con cura: “Se guardi in controluce al centro della medaglia, è incisa la data dell’1 ottobre 1860” dice Luigi avvicinandosi alla finestra e facendoci leggere la scritta vergata dalle mani del gigante garibaldino: “Le quattro medaglie le ho restaurate io, perché i nastrini si erano consumati”. Dopo le campagne del marzo 1861 grazie alle quali venne proclamata l’Unità d’Italia, Marino vestì la camicia rossa e i blu jeans dei garibaldini fino all’ invasione del Trentino del 1866. La sua carriera militare continuò nell’esercito sabaudo, dove venne integrato con il grado di sergente.

Luigi legge anche con orgoglio il sonetto del poeta idruntino Antonio Sforza dedicato a Marino, dalla raccolta “Utrantu”, dal quale traspare il suo carattere deciso e la sua poca simpatia verso il clero. Persino le cronache dell’epoca rivelano la sua indole. Luigi Casentino, cronista de “La Provincia di Lecce”, in un articolo del settembre 1910 intitolato “Una provocazione” e rinvenuto dallo storico Gianni Donno, testimonia un curioso aneddoto: il giorno in cui Marino Catanzano provocò la folla urlando contro seminaristi, preti e democristiani che, giunti da Lecce per il corteo della commemorazione dei beati Martiri idruntini, portavano il Tricolore e non le insegne del Vaticano (almeno così racconta Marino) urlando “Viva il Papa!”. Per tutta risposta Marino, seccato e indispettito, rimarcò il proprio dissenso con un sonoro “Viva Garibaldi!” che, mosso all’ indirizzo dei “papalini”, suonò quasi come un richiamo alla Breccia di Porta Pia.

Salvo Sammartino


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Otranto, al voto fra un anno. Ma tutti vogliono già allearsi con tutti

Si stanno avvicinando le sfide elettorali, a Otranto: dopo l’estate la campagna elettorale entrerà nel vivo, dunque gli schieramenti politici si stanno delineando sempre più, anche se restano aperti numerosi tavoli di trattative. Gli interrogativi sono diversi e riguardano, soprattutto, le posizioni che assumeranno i vari gruppi spontanei di cittadini che si preparano a scendere in campo. L’attuale maggioranza a Palazzo Melorio dovrebbe ripresentarsi compatta all’appuntamento con il rinnovo del Consiglio comunale. “La nostra compagine non ha subito nessuna frattura, nessuno sconvolgimento o divisione”, spiega il sindaco di Otranto Luciano Cariddi. “Questo è già un valore in sé, soprattutto se confrontato con le precedenti esperienze consiliari, quando in ogni amministrazione si sono avute defezioni, fratture, dimissioni e instabilità generali”. Una maggioranza unita e senza screzi, dunque, di cui Cariddi è orgoglioso: “Ci presenteremo all’appuntamento elettorale con un’alleanza politico-amministrativa che non ha mostrato nessun segno di cedimento. E’ ovvio che ogni tornata apre un’esperienza diversa, tuttavia non avere divisioni è, di per sé, un grande vantaggio. Siamo comunque aperti alle varie sollecitazioni che ci vengono dai cittadini, per cui valuteremo anche le eventuali aperture a ulteriori gruppi che intenderanno contribuire al miglioramento dell’azione amministrativa nella città”. L’altra compagine che avrà il compito di contendere alla maggioranza uscente l’amministrazione della città è il gruppo di minoranza “Alleanza per Otranto”. “Ci identifichiamo per la maggior parte col Pdl”, dice Corrado Sammarruco, “ma la nostra è una compagine ben disposta nei confronti dei contributi esterni. La scelta di lasciare aperti tutti i tavoli, anche in fatto di candidature, è dettata dal fatto che vorremmo infatti unire quante più componenti possibili attorno a un progetto chiaro e condiviso intorno al quale aggregare le tante componenti della città con cui dialoghiamo”. Insomma, carta bianca da parte di tutti nei confronti di tutti i gruppi spontanei di cittadini che intendono affacciarsi alla politica. Resta solo da comprendere chi andrà da una parte e chi dall’altra, il tutto senza trascurare eventuali sorprese dell’ultima ora: per questo molti cittadini continuano a chiedersi se stavolta non si arriverà a tre o addirittura quattro liste contrapposte.

Elio Paiano

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Ruby Rubacuori non fa breccia nell’immaginario dei salentini: a Maglie l’altra sera proteste e discussioni

Una grande contromanifestazione ha salutato l’arrivo a Maglie, l’altra sera, di Ruby Rubacuori, al secolo Karina el Marough. La ragazza era stata invitata presso il locale Tempo Zero, dove ad attenderla, sabato, c’era una folla di circa duecento manifestanti, riuniti grazie al gruppo, fondato da alcuni ragazzi su Facebook, dal titolo “Ruby Rubasoldi a Tempo Zero”. Cartelli e facce cartonate di Silvio Berlusconi hanno quindi colorato la manifestazione di Maglie, anche se l’arrivo della protagonista del Rubygate aveva a dire il vero provocato reazioni stizzite tanto a destra quanto a sinistra. Alla protesta hanno infatti preso parte non solo i componenti del gruppo sul social network, ma anche persone provenienti dalla cittadinanza attiva, anche se senza sigle particolari: la manifestazione è stata organizzata dai giovani e tale la si è voluta mantenere.

Non è passata inosservata, però, le presenza di alcune donne del coordinamento femminile “Se non ora quando?” e dell’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo”, che aveva organizzato per sabato la festa del tesseramento, ma che ha spostato l’evento per poter essere presente a Lecce nella manifestazione pro Costituzione e per dare man forte ai giovani a Maglie. “Noi uomini – ha spiegato uno dei manifestanti, Ivano Gioffreda – abbiamo tanta responsabilità in merito, non possiamo tirarci fuori e fare finta che non succeda niente. Abbiamo l’obbligo morale di reagire, altrimenti non saremo credibili davanti agli occhi dei nostri figli. Ho scoperto che tutto è possibile, basta riscoprire il sapersi indignare. Perché ho sempre insegnato alle mie figlie come distinguere il bene dal male, ho trasmesso loro valori e ideali, ma tutto ciò non basta, perché una volta fuori da casa trovano un mondo diverso con cui confrontarsi. Ho visto tante ragazze indignate e questo mi ha risollevato il morale”.

Nei giorni scorsi anche il sindaco Antonio Fitto aveva definito l’invito nel Salento alla protagonista del Rubygate come una mossa di mero marketing che sarebbe stata accolta con indifferenza dai suoi concittadini. Ma l’altra sera, più che indifferenza, è stata contestazione bella e buona. E gli organizzatori non si fermano qui, perché il gruppo vuole continuare la propria attività oltre l’obiettivo raggiunto, colpendo cioè un sistema che privilegia la visibilità mediatica dovuta ad un presunto scandalo sessuale, non ai meriti artistici riconosciuti. E questa idea si è in fondo affermata in quel di Maglie, se è vero che Ruby, giunta peraltro molto tardi alla festa, ha trovato solo poche persone ad attenderla, come peraltro riportato da Repubblica e Telenorba. Per giunta, una volta finita la festa, la marocchina avrebbe avuto una discussione sul ritardo e sul compenso con il proprietario del ristorante e amico di Fabrizio Corona, Mino Brandolino, e sul posto sarebbero accorsi anche i carabinieri e il 118. Ruby e i suoi accompagnatori, a questo punto, sarebbero tornati in albergo, a Cannole, grazie a un passaggio offerto da uno sconosciuto.

Angela Leuci

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Otranto-Poggiardo, fischio finale in anticipo Vince la prima, e domenica è big match a Monteroni

Otranto: Monteduro, Reale, De Iaco, De Giorgi, Sariconi, Morello, Stifani (Iaia), Giannone (Scrimieri), Scrimitore, Samueli, Marrocco. Allenatore: Salvadore

Poggiardo: Romano, Cardelli, Marra, Piano, De Luca, Cianci (Ciccardi M.), Cantoro, Harbi, Zappatore, Cianci (Manco), Negro. Allenatore Imperatore

Arbitro: Tedesco (Lecce)

Reti: Giannone al 18°

Note: Ammoniti Romano, Pian, Zappatore, Cianci, Negro. Gara sospesa al 85° minuto.

Nella 25° giornata del Campionato regionale di prima categoria, girone C, l’Otranto, vincendo 1 – 0, si conferma leader, con due lunghezze di vantaggio sul San Vito che si è sbarazzato del Campi infliggendogli quattro goal; non demorde il Monteroni che, vincendo per 1 – 0 a Surano e dovendo recuperare una gara con il Leverano, mantiene intatte le proprie ambizioni. L’Erchie e il Tiggiano, invece, sono in vena di regali e rimettono in gioco per la corsa ai play off l’Appia Brindisi, che si trova a meno 2 dal Tiggiano.

La sfida odierna tra l’allievo – Andrea Salvadore, ex calciatore di Enzo Imperatore – e il suo maestro ha visto prevalere il primo, ma un brutto episodio ha guastato la festa di chi ama lo sport: l’arbitro, il signor Tedesco, è stato infatti costretto all’85° a chiudere la partita in anticipo in quanto un dirigente del Poggiardo precedentemente espulso si rifiutava di dare corso al provvedimento.

Per quanto riguarda invece la gara giocata, il risultato striminzito non fa fede dell’andamento dell’incontro, perché l’Otranto, seppur condizionato da tanti fattori – fra cui il forte vento di scirocco che ha impedito alla squadra più tecnica di elaborare le proprie trame di gioco e il rischio che molti dei suoi uomini diffidati saltassero la gara decisiva con il Monteroni – ha dominato la gara. Soprattutto nella prima parte dell’incontro quando gli avanti locali hanno graziato in molteplici occasioni l’ex di turno, il portiere Romano. Ma al 18° ci ha pensato Giannone a cambiare l’andamento della partita, tramutando in goal un pallone vagante nell’area di rigore della difesa ospite. Nella seconda parte della gara, invece, la squadra di Andrea Salvadore, alias “Andrea della Livia”, controllava a suo piacimento l’andamento delle azioni di gioco, imprimendo agli stessi il ritmo di gioco ritenuto più opportuno. Poi, all’85°, l’epilogo anticipato di cui si è detto: a dispetto di quei tifosi che avevano gremito lo stadio di Otranto incitando dal primo all’ultimo minuto i propri beniamini bianco-azzurri, per l’occasione con la nuova divisa sociale.

E domenica big match a Monteroni, dove un risultato positivo degli uomini del presidente Mazzeo metterebbe una seria ipoteca sulla vittoria finale del campionato.

Rino Gualtieri

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Casamassella, tutto (quasi) pronto alle “Costantine” per le Tavole di San Giuseppe.

Sono iniziati i preparativi delle Tavole di San Giuseppe presso la fondazione “Le Costantine”, nata nel 1982 per volontà della nobildonna Giulia Starace per “mettere in rete” le donne devote di Uggiano e Casamassella.

Si respira infatti aria di festa nelle sale della struttura: le signore impastano alacremente, con gesti antichi e sapienti, la farina e l’acqua per far la pasta; nell’aria piena di pollini si diffonde l’odore dolciastro della preparazione; il clima è mite. La storia si ripete assieme ai movimenti delle mani e le memorie riaffiorano, ricordando di quando erano le nonne a farlo, lasciandoci guardare in punta di piedi ai margini di quel tavolo imbiancato di farina, in attesa di assaggiare la pasta cruda.

Per otto giorni la masseria sarà quindi un brulicare di vita, un richiamare gesti ancestrali per la preparazione di questi piatti della tradizione, fino alla Rappresentazione delle Tavole: un tempo necessario proprio alla particolarità di questi pasti caldi durante i quali saranno serviti i vermicelli, la “massa” e altre pietanze caratteristiche e certamente estranee alle “tavole fredde”, approntate con cibi di veloce preparazione. Attori principali della rappresentazione saranno i “Santi” che consumeranno il pasto il 18 e 19 marzo, impersonati dai ragazzi della scuola media di Uggiano, e dunque i futuri custodi delle tradizioni.

Presidente della fondazione è Maria Cristina Rizzo (ex sindaco di Uggiano), appassionata di cultura popolare salentina e promotrice dell’evento, proprio perché ”in passato questi appuntamenti erano momento autentico di condivisione con i meno fortunati, e un modo per chiedere intercessione al Santo, mentre oggi le Tavole sono allestite solo per mantenere le tradizioni locali”. Infatti anche questo evento comincia a diventare turisticamente interessante: fino ad ora sono stati principalmente visitatori locali, ad accorrere alle Tavole, ma ora comincia a prevedersi un’affluenza turistica considerevole: complice anche la proverbiale stizza di San Giuseppe nei confronti delle massaie devote mal organizzate, che si traduce – racconta la leggenda – nella decisione di far inacidire il cibo appena preparato o di apparire in sogno per chiedere maggiore impegno nel rituale.

Jenny De Cicco

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“Urban jungle” apre “Corto Magliese”: torna di scena la sicurezza stradale

Un evento per tornare a parlare di sicurezza stradale. Si tiene il 16 marzo alle 21,30, presso “Art Cafè” a Maglie, l’happening che vedrà protagonista Hermes Mangialardo, cartoonist vincitore della terza edizione di “Corto Magliese” e realizzatore della serie televisiva a cartoni animati sulla fauna urbana “Urban jungle”, andata in onda sul digitale terrestre con Qoob TV: presente anche Nuccia Refolo, cui spetterà il compito di introdurre l’arte dell’autore in tutti i suoi aspetti più simpatici e ironici. Protagonisti saranno infatti il metallaro, l’emo, il dark, l’hippie, il rapper, il discotecaro, il chitarrista da falò con il bongoloide, l’indie e molti altri, tutti personaggi nati dalla fantasia di Mangialardo, che ha all’attivo moltissime produzioni, soprattutto per video musicali che vanno in onda su MTV.

L’incontro con l’autore sarà il pretesto per annunciare il bando del nuovo concorso “Corto Magliese”, la cui premiazione fu presentata lo scorso anno da Mingo De Pasquale di “Striscia la notizia”: ancora una volta di scena la sicurezza stradale, che sarà il tema anche della quarta edizione della manifestazione; tra i partecipanti anche Nuccia Refolo, cui spetterà il compito di introdurre l’arte dell’autore in tutti i suoi aspetti più simpatici e ironici. Il concorso è organizzato dall’Associazione italiana familiari e vittime della strada di Maglie, presieduta da Eva Ruggeri, in collaborazione con l’assessore alla Cultura Rossano Rizzo e alla Società di Storia patria per la Puglia (sezione di Maglie, Otranto e Tuglie) presieduta da Dario Massimiliano Vincenti.

Quest’anno il concorso abbatte il limite d’età aprendosi alle scuole di ogni ordine e grado, nella speranza che siano proprio i ragazzi i più stimolati a parlare di sicurezza stradale. Giuria e premi saranno comunicati in un secondo momento. Per ora è fissato il termine per l’invio dei lavori, che è il 31 luglio: gli elaborati devono giungere all’indirizzo: “Concorso “Corto Magliese per la sicurezza stradale”, c/o Aifvs, via Garibaldi 121, 73024 Maglie (Le)”. La premiazione avverrà nei mesi di agosto o settembre di quest’anno, all’interno del cartellone della rassegna estiva realizzata dall’amministrazione comunale magliese.

Angela Leucci


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Cerimonia di posa della prima pietra per l’avvio dei lavori del nuovo nido comunale ieri mattina a Otranto.

Un’opera importante che lega ancora di più la scuola al territorio – spiega il dirigente dell’Istituto comprensivo statale di Otranto Elio Lia – e che viene incontro a una forte richiesta di servizi alla famiglia. Una necessità, data la forte vocazione turistica del territorio, fa notare l’assessore alle Pari opportunità Lavinia Puzzovio, e un mezzo per prevenire l’abbandono del posto di lavoro da parte delle giovani madri, sottolinea la consigliera di parità Serenella Molendini: considerando infatti solo il dato dell’ultimo anno, i casi sono stati più di ottocento.

Un’opera che nel suo piccolo porterà anche occupazione qualificata e contestualizzata anche a persone finora costrette a spostarsi per lavorare, continua il sindaco Luciano Cariddi; l’assessore regionale Elena Gentile, invece, pone l’accento sulla possibilità, per i piccoli, di crescere meglio. Il che, in una regione fanalino di coda per posti-bambino, rappresenta un primo importantissimo passo per mettersi in pari con il resto d’Europa, anche perché il nido sarà aperto anche d’estate per consentire alle mamme lavoratrici stagionali di dedicarsi ai propri compiti professionali in tutta tranquillità.

Jenny De Cicco


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Il percorso del Tricolore: una mostra a Maglie

È stata inaugurata ieri a Maglie, presso Palazzo De Marco, la mostra “Il percorso storico del Tricolore italiano”. Si tratta di una manifestazione inserita in un’iniziativa più ampia dell’amministrazione comunale, realizzata in collaborazione con gli istituti scolastici cittadini e le associazioni combattentistiche e d’arma; durerà due settimane durante le quali si potranno ammirare riproduzioni fedeli, e realizzate a mano, delle bandiere storiche utilizzate sul territorio italiano, dalle Repubbliche napoleoniche fino all’attuale semplicissimo Tricolore. Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti il primo cittadino Antonio Fitto, l’assessore alla Cultura Rossano Rizzo, il colonnello dell’Esercito Italiano Antonio Cesari, che ha curato la sezione della mostra relativa alle bandiere, il delegato ai Rapporti tra le autorità civili e l’arma colonnello Salvatore Sperti e il preside del liceo “Francesca Capece” Roberto Muci. Particolarmente seguito l’intervento del rappresentante della Società di Storia patria per la Puglia, Giuseppe Orlando D’Urso, che ha spiegato come il popolo si riconosca in due segni distintivi, la bandiera e l’inno nazionale. Per cui i versi “Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un inno tuttora in voga”, di una celebre canzone di Rino Gaetano, sono decisamente attuali: sarà anche esteticamente brutto, secondo alcuni, l’inno “Fratelli d’Italia”, tuttavia non solo ci identifica come nazione insieme al Tricolore, ma soprattutto è stato composto con caratteristiche particolari atte a richiamare dettagli fondamentali della storia del Belpaese.

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Otranto e “l’Anello inutile” di Maria Pia Romano.

L’ultima opera della giornalista Maria Pia Romano, pubblicata per le edizioni “Besa” di Nardò, è stata presentata in anteprima nei giorni scorsi presso la libreria “Gutenberg” di Lecce. L’autrice, che si è già aggiudicata una segnalazione nella sezione Cultura del premio “Michele Campione”, ha all’attivo quattro raccolte di poesia: Linfa (LiberArs, 1998), L’estraneo (Manni, 2005), Il funambolo sull’erba blu, (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008), nonché il romanzo Onde di Follia (Besa 2006). La Romano vanta inoltre altri numerosi riconoscimenti: è inserita nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra, a Cesa) ed è stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della letteratura italiana in Brasile.

Così è stato recensito il libro da Stefano Donno (portadiMare.it): “La scrittura della Romano è fresca, si lascia amare, e in questo caso dimostra di aver superato le timidezze degli esordi… la prosa si fa elementale nel senso più puro del termine, ovvero si nutre di acqua, di terra, di fuoco, di aria…”. “E’ un racconto poetico, una prosa d’arte, una storia con tanti incontri magici, spettrali, reali, veri, inventati.” Così invece scrive al riguardo Augusto Benemeglio.

Come ha conosciuto il Salento e cosa in particolare l’ha attratta di Otranto?

Nel Salento vivo da quando avevo tre anni. La vita m’insegna che la patria non è dove si nasce, ma dove si vive. Ed io questa terra la amo. Anche quando fa male amarla. A Otranto ho iniziato le mie immersioni, è un luogo magico. La sua terra rossa me la sono fatta scivolare sotto le mani. Amo le sue pietre e le sue grotte. Amo i suoi inverni e le sue primavere. Ad Otranto mi sono sposata sott’acqua e poi a terra, nella chiesetta della Madonna dell’Altomare. Otranto non si può raccontare. Otranto è la poesia di Maria Corti e di Verri e di Pagano. Otranto è un luogo dell’anima. Otranto è il sogno di mare che attraversa le mie notti quando sono lontana dal Salento.

Nella sua opera parla molto della natura salentina: matrigna o una amorevole madre?

Entrambe. La bellezza può far male, a volte. A Otranto c’è la grotta dell’Ora, un’immersione che s’incontra andando dal porto verso la Torre del Serpe. Si entra in una grotta a ventiquattro metri di profondità, poi si risale. Le stanze sono buie, poi l’incanto della visione: dal tetto crollato entra un fascio di luce che illumina il fondale. Il Salento è così: ti sa incantare facendoti vedere la luce, mentre attraversi il buio. Sta a te scegliere se crederci o no. E decidere la rotta.

Scrive di sentimenti e sensazioni. E’ un atto catartico?

Uno scrittore scrive della vita. Non la sua o non solo la sua, ma quello che ha capito della vita. Nella scrittura si vivono altre vite, si vivono i sentimenti degli altri, si impara ad essere stessi oppure si dimentica il proprio nome. E soprattutto si scopre che ogni bugia è una verità.

Cosa l’ha ispirata?

La vita. L’amore per la vita. D’acqua, aria, terra e fuoco.

Per concludere: una critica e un elogio alla terra di cui scrive.

Una dedica: “L’anello inutile”.

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Vertenza Bravo Club, il sindaco assicura: “Massima attenzione a tutela dei lavoratori”

Si è tenuto il 9 marzo un incontro tra i rappresentanti sindacali del Bravo Club di Otranto (ex Valtur) e Alpitour, presenti anche il sindaco Luciano Cariddi e il consigliere provinciale Francesco Bruni. Argomento, il rispetto degli accordi sindacali vigenti, la tutela dei lavoratori anziani e il riconoscimento delle mansioni svolte anche in caso di esternalizzazione del lavoro.

Uno dei punti in discussione, inoltre, è l’abolizione del servizio di trasporto per i lavoratori, che sarebbero costretti a percorrere un tratto di strada superiore ai 15 km più volte al giorno. Al riguardo il sindaco ha garantito che l’amministrazione comunale sarà quanto mai attenta a garantire la tutela dei lavoratori anche nel caso in cui, come già detto, l’azienda decidesse di fare ricorso a ditte esterne per assicurarsi alcuni servizi.

Sulla stessa linea il consigliere Bruni, che ha ricordato come la realtà dell’ex- Valtur sia una delle più importanti, dal punto di vista occupazionale, dell’intera Regione Puglia. Occorre attenzione – ha aggiunto anche Livio Corchia, “Nuovi Orizzonti” – soprattutto a proposito del trasporto sul luogo di lavoro, finora a carico degli stessi lavoratori.

Jenny De Cicco


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Quando “La vita facile” si complica un po’

L’Africa dai mille colori, generosa, vitale ma anche bisognosa e precaria fa da sfondo a questa storia di amicizia tra due uomini, due medici italiani con vocazioni chiaramente differenti.

Luca (Stefano Accorsi) incarna l’ideale del medico missionario che ha deciso di abbandonare tutto e tutti per seguire quell’istinto umanitario che spinge verso nuove esperienze sempre al limite.

Mario (Pierfrancesco Favino) rappresenta l’esatto opposto; uno stimato chirurgo di una clinica privata romana, probabilmente all’apice della carriera, avvezzo ad una “vita facile” tra lusso e comodità condivise con la moglie Ginevra (Vittoria Puccini).

Mario, per ragioni inizialmente poco chiare, decide di fuggire dalla routine quotidiana per raggiungere Luca in un Kenya tanto affascinante quanto difficile, decisamente lontano dagli stereotipi vacanzieri e da quell’esistenza tranquilla e agita.

L’incanto tra amicizia, ricordi di una vita e risate s’infrange nel momento in cui Ginevra decide di raggiungere il marito in Africa. Da quel momento,

infatti, la storia prenderà una piega del tutto diversa, riservando accelerazioni e colpi di scena del tutto assenti nella prima parte del film.

Il regista Lucio Pellegrini ripropone una parte fondamentale del cast di “Baciami ancora” di

Gabriele Muccino, puntando forte sulla straordinaria simpatia e duttilità recitativa di Favino e sulla verve carismatica di Accorsi.

I due, legati da una solida amicizia anche nella vita reale, danno vita con la bella Vittoria Puccini a una pellicola piacevole e fluida, che porterà lo spettatore a riflettere su amicizia, carriera, opportunismo, vero amore e quant’altro.

Un divertente ménage à trois sotto il cocente sole keniota tra gli attori più in voga nel panorama cinematografico italiano.

Andrea Ambrosino

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